Magenta, parco del Ticino, Città metropolitana di Milano, Lombardia.
Lunedì 8 giugno, h.21, sala consiliare MARIANGELA BASILE assemblea pubblica
Video quiMilano
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Magenta, parco del Ticino, Città metropolitana di Milano, Lombardia.
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Riportiamo le dichiarazioni di voto contrarie di Daniele del Ben e di Domenico Finiguerra e la nota di Sinistra Italiana di Milano Metropolitana
Daniele del Ben Partito Democratico
Sono amareggiato per come si sia conclusa l'esperienza del Parco Agricolo Sud Milano a gestione Città Metropolitana. Tra qualche settimana nascerà un nuovo ente la cui trazione sarà di Regione Lombardia che vanta il triste primato per il consumo di suolo. E se non consumi suolo puoi fare agricoltura, se invece lo consumi fai certamente altro. Mercoledì in consiglio metropolitano, al termine del mio intervento in cui annunciavo il voto contrario allo statuto del nuovo ente, mi ha colto l'emozione. Ridico a quelli che hanno voluto impossessarsi dell'ultimo polmone verde dell'area metropolitana milanese e a quelli che hanno fatto poco per opporsi "avete vinto voi ma almeno non riuscirete a considerarmi vostro complice" (cit. sergente Lo Russo).
#parcoagricolosudmilano
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Da Sinistra Italiana Milano Metropolitana
Parco Sud, un parco come tutti gli altri?
Il Parco Agricolo Sud Milano (1990) è stata una delle più felici intuizioni della politica, delle istituzioni, dell’ambientalismo e della sinistra ambientalista. È stato il luogo in cui sinistra e ambientalismo hanno iniziato a mettere in comune le loro rispettive culture.
Insieme al Piano intercomunale milanese (1963) e al Passante ferroviario (1984) è una delle poche, concrete, riuscite opere di carattere strategico messe in campo dalle istituzioni nell’area metropolitana milanese.
È il più esteso parco agricolo d’Europa (47.000 ettari), raggruppa 60 comuni (Milano compreso) appartenenti al territorio della Città Metropolitana di Milano; al suo interno lavorano 1.400 aziende agricole.
È una delle poche e vere aree di salvaguardia del territorio e dell’agricoltura milanese, ne ha garantito lo sviluppo del Sud Milano differentemente dal Nord della città. È il polmone verde che fa respirare la stessa città di Milano.
Il Parco ha sempre goduto di una propria autonomia politica che lo ha distinto dagli altri parchi regionali.
Nei suoi primi anni il Parco ha goduto del sostegno politico delle amministrazioni di sinistra, poi di centrosinistra; col tempo tale sostegno, sempre più delegato ai sindaci, si è andato affievolendo fino a raggiungere livelli di insofferenza da parte di alcune degli stessi amministratori locali.
Contemporaneamente la struttura tecnica del Parco, invece di irrobustirsi, è andata sempre più impoverendosi.
In materia di finanziamenti, il Parco non ha goduto di grandi risorse tra quelle messe a disposizione dalla Provincia di Milano (poi da Città Metropolitana) e dai 60 Comuni: tale ristrettezza di risorse ha impedito di concretizzare alcuni dei contenuti del suo Piano territoriale di coordinamento. Sotto questo profilo va però riconosciuto che alcuni altri obiettivi (Piani di fruizione) non sono arrivati a compimento per incertezze politiche, anche del centrosinistra, al governo della Provincia, della Città Metropolitana e del Parco stesso.
Per veder approvato il Piano territoriale di Coordinamento, l’ente Parco ha dovuto attendere 10 anni prima della sua approvazione da parte della Regione.
Nella legislatura regionale 2018-2023, da parte della destra al governo, è iniziata l’operazione della progressiva demolizione del Parco, azione che si è concretizzata con l’approvazione della legge regionale 29 del 13 dicembre 2022.
Lo Statuto del Parco, frutto di una mediazione all’interno dell’Assemblea dei Sindaci del Parco, è figlio di questa legge, grazie alla quale la specificità politica del Parco Sud è definitivamente venuta meno.
In questa vicenda non si non può rammentare il ruolo di Milano, che in una logica metropolitana avrebbe potuto giocare un ruolo determinante che in realtà non ha svolto, anche perché il Parco ha rappresentato un freno alle spinte di trasformazione nell’area sud del Comune per l’esistenza dei cosiddetti Piani di cintura urbana (PCU) mai varati da nessuna amministrazione provinciale e metropolitana.
Ciò che traspare in questa fase di passaggio è l’esistenza di un accordo politico tra la destra al governo del Regione e alcune forze politiche di opposizione, anche in previsione della futura governance del Parco, come previsto dalla legge 29 e dallo Statuto in discussione in questi giorni nei consigli comunali.
In definitiva, per quanto concerne lo Statuto del Parco (immodificabile), la valutazione negativa è la naturale conseguenza di decisioni politiche maturate altrove. Poi, per realismo politico, gli amministratori che fanno riferimento a Sinistra Italiana, nella votazione, valuteranno in funzione al ruolo che ricoprono all’interno delle singole amministrazioni.
Per il futuro, il compito che Sinistra Italiana svolgerà sarà di grande attenzione a due operazioni che vedranno la luce in epoche differenti: la prima, più urgente, è di difesa dei confini del Parco e ancora di più del Piano territoriale di coordinamento, vero obiettivo della destra al governo in Regione e delle sue amministrazioni comunali (non solo di quelle); la seconda è la difesa e la tutela del Parco dalle iniziative di urbanizzazione che verranno avanti nei singoli Comuni.
Alle forze ecologiste e di sinistra spetta un compito di resistenza e di proposta non facile, ma potenzialmente ricco di relazioni con le associazioni ambientaliste e con gli agricoltori più avveduti (pochi, in realtà), con i comitati locali e con i cittadini in generale.
Crediamo che questo sia il posizionamento corretto che compete a forze che si richiamano all’ambientalismo e ad un pensiero di sinistra che crede nella transizione ecologica dell’area metropolitana milanese.
Michele Foggetta, responsabile Enti Locali Sinistra Italiana Milano Metropolitana
Sinistra Italiana Milano Metropolitana
Milano, 17 dicembre 2024
Durante lo svolgimento del consiglio comunale di lunedì 4.11.2024 il sindaco di Milano e presidente della Città metropolitana di Milano ha convocato una conferenza stampa su San Siro.
I consiglieri comunali del centrodestra hanno occupato l'aula predisposta per l'assemblea. Ascoltiamo le loro ragioni.
MA COS’É LA DESTRA COS’É LA SINISTRA. AGUZZATE LA VISTA, TROVATE LE DIFFERENZE
La "Settimana enigmistica" del Comune di Milano
In foto Anne Hidalgo Sindaca socialista di Parigi
Qualcuno continua a sostenere che non esiste più la distinzione sinistra/destra, che sono categorie superate, categorie dell’Ottocento e del Novecento. E come si potrebbe definire l’azione del Sindaco di Parigi Anne Hidalgo e quella del Sindaco di Milano, marchese Sala del Grillo?
Io non so come finirà a Parigi, ma so che da anni il Comune di Parigi sta discutendo con Nasser al-Khelaïfi, proprietario qatariota del Paris Saint Germain, che ha chiesto di comprare le “Stade du Parc des Princes” e ha offerto 38 milioni di euro. L’amministrazione comunale di Parigi ha dichiarato di sentirsi offesa per la proposta economica: “il nostro Stadio vale meno di Leandro Paredes (giocatore del Paris, oggi alla Roma)?”
Allora qualcuno ha avanzato l’ipotesi che lo stadio valesse 200 milioni, e il Sindaco di Parigi ha risposto che lo stadio dei parigini non può valere la cifra che il Paris ha pagato per un singolo giocatore (Neymar jr. adesso finito in Arabia Saudita). Per alcuni esperti, il valore del terreno e del Parco vale quasi un miliardo di euro: il “Parco dei Principi” è situato nella zona sud-ovest, nel 16° arrondissement, sulla Periferica di Parigi.
A questo punto il qatariota ha giocato due carte: una economica, “io ho speso 75 milioni per fare dei miglioramenti allo Stadio in occasione di Euro 2016 e voi non accettate la mia proposta? Forse perché (questa è la seconda carta) io sono arabo?” A questo punto il Comune di Parigi l’ha mandato a farsi un giro e gli ha detto di andare a farsi lo stadio dove vuole, ma che il Parco dei Principi non costa meno di 350 milioni.
Partita chiusa, adesso il qatariota deve decidere cosa fare, visto che si è ritirato anche dalla gara per l’acquisto dello Stade di France, (di proprietà dello Stato francese) dove si sono svolte le gare di atletica leggera delle Olimpiadi. Si noti che lo Stade de France ha una valutazione contabile a patrimonio dello Stato francese di 647 milioni di euro, ma qualcuno ha scritto che il suo valore reale è ben maggiore poiché è già costato ai contribuenti la bella cifra di un miliardo di euro in 25 anni.
Pare che adesso il qatariota minacci di costruire uno stadio nuovo, nella regione, visto che adesso il club ha dei soci americani, un fondo di investimento americano “Arctos” che ha comprato il 12,5% del club per la somma di 530 milioni, il che vuol dire che il Paris Saint Germain ha una valorizzazione di 4,25 miliardi euro. “Già il club è diventato una sorta di Disneyland sportiva, cambiando lo stadio, sarebbe il passo definitivo per allontanarsi dalla propria identità e vedere la squadra della capitale passare al calcio moderno (sans saveur), senza sapore” aveva scritto Adrien Mathieu sur “Le Point”.
Il Comune di Parigi ripete che il Parco dei Principi è un patrimonio della città e dei parigini e che da quattro anni discutono un progetto di ampliamento, come vuole il qatariota da 48.000 a 60.000 posti, anche con tetto e prato retrattile: “se vuole discutiamo di questo, ma noi non cediamo il Parco dei principi” Naturalmente, i gollisti hanno criticato la Hidalgo: “il rischio maggiore è di vedere il PSG andare via e che il Comune sia obbligato di assumersi tutti i costi di uno stadio vuoto” Un inciso, mi sembra di averla già sentita anche a Milano questa favoletta, dimenticando che a San Siro la società “Milan-Inter Stadium” affitta lo stadio per i concerti e ricava ben più dell’affitto che paga al Comune – Comunque dall’Hôtel de Ville hanno fatto sapere che il Comune è disposto a riprendere il dialogo, per concordare le migliorie, volute dal presidente qatariota anche allungando la durata dell’affitto, (che secondo la Corte dei Conti francese è troppo basso) ma di vendita non se ne parla.
Di converso, Nasser al-Khelaïfi – che se non sbaglio è anche presidente del Qatar Investment Authority, che di fatto è proprietario di Milano Porta Nuova – ha dichiarato che solo se Parigi vende, e vende a un prezzo non esorbitante, avendo in proprietà il Parco dei principi, investirebbe 500 milioni di dollari per ingrandire lo stadio e rinnovarlo. Fra l’altro, il Paris ha creato 5.000 posti vip: a Milano, che non ha gli abitanti di Parigi, il progetto Webuild, chiaramente ispirato di Scaroni e soci, parla di 13.000 posti vip.
Come è arcinoto, da cinque anni, il Sindaco di Milano pro tempore, marchese Sala del Grillo, ha cercato di demolire lo Stadio Meazza in San Siro per regalare a due fondi americani (prima uno era formalmente cinese, ma di fatto americano) quasi trecentomila metri quadrati di aree comunali, e far costruire centro commerciale, uffici per centinaia di migliaia metri quadrati, spazzando via il Pardo dei Capitani. e un nuovo stadio più piccolo dell’attuale. Il tutto in concessione per 99 anni, e con un introito comunale annuale di circa 2 milioni e mezzo, meno di quanto oggi i due fondi pagano per l’affitto dello stadio
Ne ha fatto di tutti i colori, dichiarando persino che una operazione di speculazione edilizia era di “interesse pubblico” (e per ben due volte la Giunta dei suoi dipendenti ha approvato la delibera). Ha fatto causa alla Sovrintendenza perché applicava una legge dello Stato, che non era gradita a Scaroni, presidente dell’Enel e presidente del Milan per conto del fondo americano. Adesso si è inventano una società, appena riempita di soldi da parte del Comune, che si “offriva” di fare un progetto di ristrutturazione gradito a Milan e Inter (i milanesi, i cittadini di San Siro, gli organizzatori dei concerti, il Consiglio Comunale, i Municipi non contano nulla per il marchese) e poi di fargli affidare i lavori da parte dei due fondi americani, dopo aver loro ceduto lo stadio a un prezzo irrisorio.
Il tutto mentre da cinque anni la maggioranza che sorregge il marchese Sala del Grillo (PD, Verdi, Azione e Italia Viva) con poche eccezioni, fa quel che dice il marchese, perché lui “sa come va il mondo ed è una realtà che voi consiglieri comunali non arrivate a capire”, lui “sa che la politica non può dettare sempre le regole” ( una scemenza totale, se non fa le regole, cosa fa la politica? Ndr ) e “se una azienda non vuole un prodotto, non se lo piglia”
Aguzzate la vista, trovate le differenze tra Parigi e Milano, tra sinistra e destra, tra chi difende l’interesse pubblico e chi fa l’interesse privato. E non dite che è troppo facile, perché qualcuno ci spiega che il “modello Milano” è di sinistra.
Luigi Corbani
Da "ArcipelagoMilano" 3 settembre 2024
Sala, il miglior sindaco della destra di sempre. Cit. Web.
Attaccare ATM è come attaccare Milano e diciamolo, la Lombardia, quello che sta avvenendo nell'ultimo decennio è una strategia scientifica per disincentivare il trasporto pubblico e il suo uso, dal costo dei biglietti alla riduzione delle corse; senza entrare nell'assurdo spreco di acquisto di m4, che ricordiamolo era fallita a causa di un tunnel sbagliato e altro.
Dalla lettera di un dipendente ATM si può già intuire qualcosa, è quando si va sul sito di atm a vedere per mandare un curriculum o capire le retribuzioni che è evidente che la mission dell'azienda, purtroppo, non è il trasporto pubblico dei milanesi ma ben altro, a voi il giudizio.
In tutto questo, non troviamo lo stipendio della nipote del già dirigente di sea, milan, milanotorino, etc, questo per dire le indagini che lo hanno accompagnato.
I verdi hanno chiesto varie volte a Francesca Cuchiara in commissione società partecipate del comune di Milano, come fosse possibile che chi odia, ne fa vanto, di chiamare spostapoveri i mezzi pubblici, e soprattutto non ha le competenze, come fa ad essere a capo della comunicazione di atm?
argomento fondamentale, perchè ad ogni elezione le pubblicità in metropolitana e sui mezzi pubblici di atm sono, stranamente del centrodestra e dei "afecionados" dello zio e delle logge di riferimento.
Eccovi la lettera, e a seguire il personale che cerca atm sul suo sito.
nota di redazione, chi scrive è uno dei massimi esperti di trasporto pubblico italiano, oltre che colui che ha fatto di fatto vincere le elezioni a Pisapia nel 2011, spostando i voti degli esuli istriani e di parte di comunione e liberazione (erano gli anni degli scandali di Formigoni), costruendo le liste dei verdi. da 13 anni in teoria ha vinto il centrosinistra, i posti alle società partecipate, li danno al personale della destra.
Questo per sottolineare che c'è una strategia di gentrification e di lotta ai poveri che vede coordinati immobiliaristi e società dei trasporti.
“Buongiorno, come ormai sapete tutti circa una settimana fa ho dato le dimissioni, mi dispiace essere andato via perché in questi 3 mesi mi sono trovato bene con tutti i colleghi, ma purtroppo tutte le promesse che l’azienda aveva fatto non sono state mantenute, vado in ordine cronologico: in fase di colloquio mi avevano detto che per agevolarmi mi avrebbero assegnato al deposito più vicino a casa mia; invece mi hanno assegnato a una rimessa lontano da casa senza avvisare o chiedere se ero d’accordo. Mi avevano detto che i turni li avrei saputi 17 settimane prima, invece per sapere il turno del giorno dopo in questi tre mesi ho sempre dovuto aspettare almeno le 12-13 ore, anzi a volte ho dovuto chiamare io per chiedere il turno del giorno dopo (nessuno in fase di colloquio mi ha mai detto che per almeno 5-6 mesi sarei stato disponibile); mi avevano spiegato che gli straordinari venivano chiesti tramite bigliettino, invece ho ricevuto chiamate a tutte le ore, anche mentre ero in guida o durante il giorno di riposo, nonostante non abbiamo la reperibilità, e addirittura l’ufficio orari quando ho rifiutato gli straordinari si è permesso di rispondere male e di chiedermi il motivo. Prima di lavorare in questa azienda avevo già lavorato per altre e posso dire con certezza che questa è quella dove mi sono trovato peggio. Queste sono le motivazioni che mi hanno spinto a dare dimissioni dopo soli 3 mesi. Spero che questo messaggio possa esservi d’aiuto per migliorare le cose. Buon lavoro a tutti”
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Riceviamo e pubblichiamo
COMUNICATO STAMPA.
Rifondazione: Gabrielli delegato per la sicurezza e la coesione sociale? Una scelta di destra.
Mentre la città si impoverisce per le politiche a favore dei ceti ricchi, vera causa della microcriminalità diffusa, il Sindaco Sala accentua la sua rincorsa a destra. Matteo Prencipe Segretario Provinciale del PRC di Milano dichiara : "L'amministrazione di Beppe Sala è sempre più in crisi. Travolto da critiche sempre più pesanti, per la deriva della sua città per ricchi e sempre più povera, non trova di meglio che ingaggiare l'ex capo della polizia e ex capo dei servizi, famoso per il suo ruolo nel G8 di Genova, per "comunicare meglio in sicurezza". È un triste fine epoca per questa amministrazione, da noi sempre contestata, che ora riscopre anche le parole della destra per sopravvivere."
da Mim Milano in movimento.
Giuseppe Sala il riuscito sciopero l'ha preso proprio male, ora, però si faccia sentire la milano democratica e il responsabile di questo episodio ne paghi le responsabilità e venga allontanato dal servizio pubblico. Un silenzio su questo episodio, sarebbe assordante.
riportiamo la notizia da Milano in movimento
riceviamo e volentieri pubblichiamo
Dopo la rielezione del sindaco
di Milano, Cittadini per l'aria assieme ad altre 12
associazioni ambientaliste, scrive una lettera al primo
cittadino.
I prossimi 5 anni saranno
fondamentali per capire in quale direzione andrà questa città, sempre più
proiettata verso il progresso.
Chiediamo al Sindaco di non dimenticarsi della lezione del
Covid, perché una città con meno auto, a
misura d'uomo è possibile, ma bisogna lavorare per renderla
una realtà. Serve un assessore per la mobilità attiva e sostenibile affinché
questo tema resti al centro dell'agenda politica del Comune.
Qui sotto trovate la breve lettera che abbiamo scritto a Beppe
Sala, per una Milano che guarda avanti, per una Milano meno inquinata.
Il 12 e il 13 giugno prossimi cade il decennale del Referendum su acqua e nucleare. Nel
2011 c’è stata una grande partecipazione popolare, mossa soprattutto dall’acqua che
rappresentava il richiamo più sensibile per tutte/i come diritto strettamente legato alla vita.
La volontà espressa nelle urne da 27 milioni di persone è stata chiarissima: fuori i privati e
i profitti dall’acqua.
riceviamo e pubblichiamo
"Non basta conoscere o meno la proprietà dell'Inter per decidere la costruzione di un nuovo stadio!"
“Conoscere o meno la proprietà dell'Inter non può essere l'elemento chiave per decidere se si fa lo stadio oppure no. Le recenti affermazioni del Sindaco, in questo senso, sono incomprensibili. Non ha alcuna logica essere favorevoli alla realizzazione del nuovo stadio a condizione di sapere che l'Inter rimanga nelle mani degli stessi proprietari per tre anni". Commenta così Giorgio Goggi, a nome dei Socialisti di Milano, le ultime dichiarazioni di Beppe Sala sulla vicenda di San Siro. E aggiunge: "Consentire che si realizzi uno stadio costosissimo, che durerà decenni, in ragione di una stabilità societaria, non ha nulla a che vedere con l'interesse pubblico della città. Soprattutto se questo stadio sarà il cavallo di Troia per una grande trasformazione urbanistica delle aree di San Siro. E’ come se Sala dicesse 'ditemi chi ha i soldi e gli do il quartiere', ma questo è quanto mai preoccupante”.
articolo già pubblicato e cancellato; viene ora ripubblicato in seguito alle nuove informazioni acquisite nella giornata di domenica 28 marzo 2021. Informazioni in merito alla gestione dei rifiuti in Lombardia, che comprende vari scandali, dalla mensa dei poveri e l'azzeramento del CDA dell'inceneritore ACCAM e varie inchieste che ha portato avanti report (rai 3).
La mozione qua sotto è del 23 novembre 2017
La confusione è molta sotto il cielo di Lombardia, non solo per la malagestione che stiamo assistendo in merito alla crisi sanitaria, ma per i temi ambientali.
Da fine luglio 2020 sono iniziati i lavori per una discarica nel sito denominato Cave di Casorezzo.
I comitati e le pubbliche ammistrazioni del territorio hanno depositato presso il TAR 6 ricorsi; si è in attesa.
Nel frattempo la macchina della propaganda della destra non si è fermata e nonostante sia evidente la responsabilità della destra che governa regione lombardia, i "leghisti di paese" continuano ad attribure la responsabilità alla ex provincia di Milano, per una sorta di mancanza della città metropolitana in seguito alla votazione che vi pubblichiamo.
Questa votazione dice qualcosa di molto semplice; e molto semplice ed evidente è capire chi vuole difendere il territorio dal progetto di una discarica e chi, per ordini di scuderia di partito, non vuole mettere in difficoltà i loro colleghi in regione;
al momento del voto, qua tutta la discussione in consiglio con le modifiche all'ordine del giorno,
i rappresentanti di forza italia, lega nord, fratelli d'italia e movimento 5stelle, lasciano l'aula.
https://www.youtube.com/watch?v=L0d_eacFGqM&t=2766s
p.s. nella strategia del potere contemporaneo, occultano i nomi, o meglio, banalizzano e mandano in caciara.
qundi, riportiamo i nomi dei consiglieri e il loro partito di appartenenza, ricordando, nonostante le dichiarazioni dei consiglieri, per essere diventati consiglieri, in un partito o schieramento politico sono stati candidati ed eletti, e quindi votati da qualcuno.
Non hanno votato contro la discarica, presenti alla discussione, si alzano ed escono:
nota di redazione, la mozione presentata, era "neutra" per invitare a far votare tutto il consiglio all'unanimità; per quello non erano presenti riferimenti diretti a regione lombardia; nonostante questo, i rappresentanti della destra lasciano l'aula.
Marco Ballarini Corbetta. Forza Italia esce dall'aula per non andare contro la discarica
Vito Bellomo Melegnano Forza Italia esce dall'aula per non andare contro la discarica
Massimiliano Bastoni Milano Lega Nord esce dall'aula per non andare contro la discarica
Marco Carrettoni Sedriano movimento 5 stelle esce dall'aula per non andare contro la discarica
Vera Cocucci Mediglia Forza italia esce dall'aula per non andare contro la discarica
Raffaele Cucchi Parabiago Lega Nord esce dall'aula per non andare contro la discarica
Angelo Di Lauro Cinisello Balsamo Forza Italia esce dall'aula per non andare contro la discarica
Graziano Musella Assago Forza italia esce dall'aula per non andare contro la discarica
Alberto Villa Pessano con Bornago Forza Italia esce dall'aula per non andare contro la discarica
Dal 1999 i cittadini dei comuni del parco del roccolo si oppongono all'ipotesi del progetto di una discarica; tra alti e bassi, fino ad oggi, o meglio, fino al 20 luglio 2020, i cittadini hanno avuto la meglio, poi, in seguito a un incontro non ben compreso o meglio "termometro", in data 17 luglio c'è un incontro tra due consiglieri regionali della Lega Nord con il proprietario della Cava e in data 20 luglio, iniziano i lavori, nonostante ci siano una serie di criticità.
Nel titolo, scriviamo di comparse, bluemoon, inchieste e falsità.
Le comparse, sono i tanti soggetti che sono comparsi e scomparsi.
Bluemoon, perchè da circa un anno si è creata una situazione di degrado a dir poco scientifico, che richiama una delle pagine più cupe e tristi d'Italia, appunto l'operazione bluemoon dove parti deviate dello stato per arginare i movimenti giovanili e dei lavoratori, inondano le strade di droga. https://it.wikipedia.org/wiki/CIA_e_traffico_di_droga
Inchieste: da quelle mancate sui ripristini non effettuati ad ogni nuova concessione, a quelle avvenute sulle varie proprietà passate delle cave, dove aleggia, come un macigno, il dubbio su come mai, in un contesto di mobilitazione contro la discarica, qualcuno possa acquistare una cava per farne una discarica? quanto meno strano e poco lungimirante.
Falsità, in merito alla ricostruzione di questi anni, dove l'evidente responsabilità della regione lombardia e dei partiti della destra, come si vede dalla seduta del consiglio metropolitano, quando viene proposta una mozione contro la discarica e i consiglieri di destra lasciano l'aula.
video del consiglio metropolitano, votazione negli ultimi due minuti https://www.youtube.com/watch?v=L0d_eacFGqM&t=2766s
Falsità, e confusione creata ad hoc, dove alcuni politici locali danno la colpa ai tecnici, quando i tecnici si limitano a seguire le normative e le normative sono quelle regionali.
Una storia che richiede approfondimenti e indagini, in quanto troppe cose non tornano e non hanno un senso logico.
Per certi versi, l'impressione durante l'iniziative era che l'importante per alcuni, non era fermare la discarica, ma la presenza degli ecologisti, allora ne son seguite più o meno velate provocazioni: come organizzare iniziative con i gruppi di cacciatori, invitare a suonare un gruppo con politici di destra, cercare di minimizzare se non occultare il quadro politico e dipingerlo come mero problema tecnico per poi accusare politicamente il centrosinistra metropolitano; lungi da chi scrive prendere le difese del pd, ma se non hanno la responsabilità, creare questa confusione certo non aiuta.
C'è stato un periodo in cui alcuni davano responsabilità al WWF perchè la vicina oasi non si schierava contro la discarica (pare che gli sia stato chiesto solo se era a più o meno di 5 km di distanza); poi hanno provato ad attribuire la responsabilità a legambiente, al circolo di Nerviano, con dei soggetti che hanno usato il simbolo del cigno per una serata informativa in quel di nerviano senza avvisare il circolo e per fare una serata "debole" dal punto di vista dei presenti.
Sono state richieste dai cittadini più volte assemblee pubbliche, che sono state rinviate spesso, se non poi per venir concessi in condizione di poterle strumentalizzare.
Sono stati registrati vari episodi per intimorire gli ecologisti e attacchi personali al consigliere comunale dei Verdi che ha portato anche nel consiglio comunale di Ossona una mozione per fermare la discarica e richiamare alla responsabilità Regione Lombardia.
Sabato 13 marzo 2021 in occasione di un sopralluogo con l'eurodeputato dei Verdi si è verificato un altro episodio a dir poco singolare, questo nella prossima puntata.
da Eleonora Evi:
" In questi anni ho fatto la guerra a Beppe Sala.