Visualizzazione post con etichetta bicipace. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bicipace. Mostra tutti i post

venerdì 23 maggio 2025

Bicipace: la quarantunesima edizione della grande pedalata pacifista e ambientalista arriva puntuale per mobilitare cittadini e associazioni domenica 25 maggio

 Bicipace: la quarantunesima edizione della grande pedalata pacifista e ambientalista

arriva puntuale per mobilitare cittadini e associazioni domenica 25 maggio

La bicicletta veicolo di pace, nemica del riarmo e del consumo di suolo, i due temi di

questa edizione con tante località di partenza e arrivo unico alla Colonia Fluviale di

Turbigo (MI)






“Pedaliamo per la cessazione di conflitti devastanti per i popoli e per l’ambiente,

mobilitandoci per un vero sviluppo economico che lasci il più possibile intatti i suoli

verdi.”

Milano, 22 maggio 2025

Domenica 25 al via la quarantunesima edizione di Bicipace, la grande pedalata pacifista e

ambientalista come sempre puntuale a ribadire la necessità del disarmo e di una maggiore

coscienza ambientale.

Tanti i punti di partenza nella Città metropolitana di Milano, in provincia di Varese e anche

da Novara; arrivo unico, come ormai di consueto, alla Colonia Fluviale di Turbigo (MI) sulle

rive del Ticino, intorno all’ora di pranzo per cibo, musica, attività. Attese almeno

millecinquecento persone sulle loro biciclette.

La bicicletta è veicolo di pace: riduce la grande domanda di energia causata dagli

spostamenti quotidiani; riduce il consumo di suolo legato a infrastrutture pesanti e

impattanti sull’ambiente; riduce le disuguaglianze nello spazio pubblico, aumentando la

sicurezza stradale e dei territori; Aumenta la consapevolezza dell’ambiente; migliora

l’autonomia e l’indipendenza delle persone, aumentandone il benessere.

LA PACE NON È MAI ARMATA

Mai come quest'anno si sente la necessità di mobilitarsi per parlare di Pace, e chiedere che si

apra un dialogo per poter affrontare e risolvere i conflitti.

Tantissime persone sono rimaste vittime di una guerra che nemmeno avrebbero voluto

combattere o subire, soprattutto bambini.


La politica sembra distante nel trovare una soluzione diplomatica, anzi, trova più efficace

impegnare risorse economiche per un programma, ReArm EU, che potenzierebbe gli arsenali

dei singoli stati senza di fatto costruire un modello di difesa europea.

Per noi questa soluzione non è accettabile: un vero percorso di pace non si costruisce con le

armi. Domenica 25 le nostre ruote non saranno silenziose ma diranno parole di pace!


IL SUOLO VOLA VIA

Logistiche, servono davvero tutte? Il continuo sorgere e diffondersi nel nostro

territorio di poli logistici e centri commerciali è allarmante! In Lombardia, in venticinque

anni sono stati consumati oltre duemila ettari di suolo a un ritmo di oltre duemila metri

quadri tra capannoni e aree logistiche in più ogni giorno (Cfr. AAVV Rapporto Lombardia 2024

- Sostenibilità è innovazione).

È evidente come i cittadini siano sempre più circondati da centri logistici il cui epicentro è

l’aeroporto di Malpensa mentre, per fare un parallelo, perde sempre più operatività il

trasporto collettivo della regione. Si tratta di uno sviluppo industriale disordinato perché

senza regole, che continua a consumare suolo naturale (Cfr. ISPRA, Consumo di suolo,

dinamiche territoriali e servizi ecosistemici) nonostante il nostro territorio sia già pieno di

aree cementificate, dismesse e abbandonate da recuperare, evitando così

l’impermeabilizzazione e l’indisponibilità ai fini agricoli di altro suolo, i cui servizi

ecosistemici sono comunque preziosi.

La logistica, inoltre, dal punto di vista occupazionale offre pochi posti di lavoro spesso

precario e di scarsa qualità! Questo modello di sviluppo, oltre a non essere sostenibile sul

piano occupazionale e ambientale, a livello sociale è causa della distruzione progressiva

delle attività manifatturiere, artigianale e autonome che nel tempo hanno rappresentato

un tessuto economico e culturale di grande valore!

Serve un modello di sviluppo e di consumo che riporti al centro le persone, la dignità del

lavoro, la salute dei territori e la sostenibilità ambientale e sociale!

mercoledì 2 aprile 2025

La pace non è mai armata. Gallarate 1.4.2025

 Gallarate martedì primo aprile 2025, continuano le iniziative in attesa della Bicipace. Una interessante e partecipata iniziativa sul tema guerra, cultura, comunicazione ed economia,  con importanti contributi dal mondo del lavoro, della chiesa e dell'ambiestalismo.

Video quimilano 





venerdì 28 marzo 2025

Inveruno. Argentina resiste, ieri oggi sempre. Un viaggio di Carlo Motta 27.3.2025

 Inveruno, sala Virga, biblioteca comunale, oltre 70 persone sono intervenute per la serata proposta da BICIPACE in collaborazione con la libreria controvento di Inveruno e patrocinato dal Comune.

Una brillante e toccante introduzione da parte di Carlo Motta, che narrando il suo viaggio in bicicletta ha fatto conoscere i luoghi, terribili, dove 49 anni fa la dittatura di Videla ha fatto efferati stragi, facendo sparire letteralmente una generazione. Il tutto più significativo se pensiamo ai cognomi, tipicamente italiani.

Poi con un collegamento dall'Argentina.

Video a cura di quiMilano 









lunedì 18 marzo 2024

Appunti di Viaggio. Da Carlo, al museo del "Che"

 Ringraziando Carlo, che porta bicipace dall'altro capo del mondo, diamo pubblicazione di un suo breve. Grazie Carlo 

Sabado 16 de marzo

Villa general belgrano-Alta gracia

52 i chilometri percorsi e 640 i metri saliti.

Tappa corta ma un poco bagnata e molto molto umida.

Comincia a piovviginare pochi km dopo la partenza, ma quel che più infastidisce è l'elevato tasso di umidità (a pelle siamo al 90%). Le nubi basse, quasi ad altezza d'uomo,ci accompagneranno sino a poco prima dell'arrivo. La strada comincia a salire,  entriamo nella "sierra grande"ed il paesaggio cambia. Le dimensioni paiono più umane, valli un po' più strette, strade con carreggiate ridotte e con curve, addirittura tornanti.

Svetta il cerro champaqui, la cima più alta che misura 2800 metri snm, che in lingua comechingona, il popolo precolombiano che abitava queste terre, significa "agua en la cabeza".

Avviciniandoci ad alta gracia, il cielo ci concede qualche squarcio di sereno ma l'umidità rimane altissima; è li che la famiglia guevara- de la serna andò per curare i problemi respiratori del piccolo ernestito (c'è da sperare che cent'anni fa il clima fosse meno umido).

Abbiamo appuntamento alle 12 con le guide del museo e, con la puntualità che sempre ci contraddistingue, alle 11.59 siamo all'ingresso di villa nidya, la casa museo di Ernesto "Che" Guevara. Di "el che" saprete tutto o sicuramente più di me quindi mi limito a poche cose. Nato nel 1928 a rosario si trasferì qui con la famiglia nel 1932 su consiglio medico proprio per curare l'asma e vi rimase sino al 1943 per poi trasferirsi a cordoba. Nel museo vi sono oggetti di vita quotidiana: abiti, giocattoli, inalatori per l'asma,  quaderni, libri (anche "cuore" di de amicis), ecc. Vi sono immagini che ritraggono "el che" nelle varie fasi della vita, particolarmente tenere quella dei primi anni di vita e dell'adolescenza, un filmato dei giochi con le sorelle, quelle poco o per nulla conosciute. C'è anche una piccola urna con un po delle ceneri di Alberto granado, "mi Al", il grande amico con cui Ernesto effettuò nel 1952-53 il viaggio in moto per l'america latina descritto nel libro "notes de viaje, latinoamericana" e nel film " i diari della motocicletta".. A fianco anche un poco della terra raccolta dove fu sepolto "el che" in bolivia. Una sala ospita la replica della Norton 500 usata per tale viaggio, la  poderosa II: un pesante cancello, la definisce esteban, la nostra giovane guida:  come dargli torto. Chissà che difficoltà guidare quella moto praticamente senza ammortizzatori, su strade dal fondo impossibile, carica di bagagli e passeggero.

In un'altra sala è  esposta  la bicicletta che Ernesto usò per il viaggio in solitaria che fece per l'Argentina attraversando 12 province e percorrendo oltre 4000 km. Si tratta di una bicicletta equipaggiata con un motore Micron di 38 cc della Meccanica Garelli de Milan (comecrecita un giornale dell'epoca) che è stata trovata nella casa della nonna paterna a Buenos aires e donata al museo. Un'altra bicicletta che si sostiene sia quella usata da Ernesto è di proprietà del collezionista italiano giancarlo bucci che intende donarla a Cuba. Non sappiamo quale sia la bici su cui Ernesto posò le  terga ma poco importa. GUardando le poche foto di questo cicloturista di oltre 70 anni fa colpiscono anzitutto il viso imberbe ma deciso, gli occhiali da sole per proteggersi anche dalla polvere di quelle strade che non conoscevano asfalto, il copertone a tracolla come un ciclista dei primi anni del secolo,  le borse sul portapacchi e sul manubrio,  i pedali con le gabbiette, i pantaloni larghi. 

E poi il sorriso aperto quando un'altro scatto  di quel viaggio lo ritrae ospite di una famiglia di contadini.

C'era già qualcosa di straordinario in quel ragazzo.

"Sobre todo, sean siempre capaces de sentir en lo más hondo cualquier injusticia cometida contra cualquiera en cualquier parte del mundo". Che dire altro.

Poi viene sera e dopo un piatto scialbo e sciatto di gnocchi al pomodoro è  bene andare a dormire.

Un caro saluto a tutti e, come ci insegna "El Che", è sempre meglio stare in campana.

Carlino










domenica 28 maggio 2023

Bicipace 2023. Le foto e i video

 Una meravigliosa BICIPACE

parlano le foto 

Gli interventi e un po' di musica, nel pomeriggio alla colonia fluviale di Turbigo

I ringraziamenti a tutti da radiopopolare 



Video