Riceviamo e pubblichiamo
Ossona 2 febbraio 2026
Verdi Europa verde ha il piacere di invitarVi alla proiezione del film documentario
IL GRANDE GIOCO
Riceviamo e pubblichiamo
Ossona 2 febbraio 2026
Verdi Europa verde ha il piacere di invitarVi alla proiezione del film documentario
IL GRANDE GIOCO
Magenta, Città Metropolitana di Milano
Video dirette fb quimilano
Voci e note del risorgimento.
Cassinetta di Lugagnano
Dal fb di Paolo Galletti
Gianpaolo Silvestri
Skipper del pensiero verde
La profondità e l'indipendenza di pensiero di Gianpaolo ci mancano e ci servirebbero ora nel pieno delle guerre ,della crisi climatica e ambientale e del restringersi degli spazi di democrazia.
Una presenza scomoda ed anticonformista che i piccoli poteri temevano.
Fondatore dell'arcigay non ha avuto timore a scagliarsi contro la maternità surrogata.
Peraltro fuori dall'Italia in molti Paesi le sinistre la pensano così.
( questo non significa certo sostenere la legge manifesto delle destre italiane).
Fondatore delle Liste Verdi ha svolto per lunghi anni un lavoro da giornalista e scrittore.
Le sue introduzioni alla collana di libretti "Mappe", oggi reperibili sul sito di europa verde archivio, ( https://verdi.it/?s=Mappe
) dimostrano la complessità e completezza del suo pensiero.
Una visione ecopacifista ,europeista ,animalista, per le medicine non convenzionali, per una società sostenibile.
Impressionante ,in una di queste mappe,un testo di Giorgio Gardiol sul reddito di cittadinanza.
Siamo nei primi anni 2000, i cinque stelle al di là da venire.
Ripubblicare questi suoi interventi sarebbe utile per tutti noi.
Con Gianpaolo abbiamo fatto ,con poca fortuna, battaglie interne ai Verdi contro una certa deriva neoliberista.
Per due anni è stato senatore della repubblica.
Sua la legge per tutelare gli immigrati vittime di discriminazioni sessuali.
Sua la battalia per le medicine non convenzionali.
Alla dissoluzione dei verdi il suo breve transito in SEL.
Esperienza per lui molto negativa.
Di nuovo nei Verdi ,responsabile diritti civili fino al 2017.
Poi di nuovo l'emarginazione,perfino da green italia.
Pochi mesi fa mi esprimeva la sua profonda amarezza per l'involuzione militarista dei verdi tedeschi ed europei ,nati ecopacifisti.
E per l'evidente insufficienza del soggetto politico verde italiano.
Se mai qualcuno avesse interesse a capire ,al di là delle forme organizzate, la forza del pensiero verde in Italia, sicuramente dovrebbe rileggere Gianpaolo.
E se piccole dinamiche di piccoli poteri lo hanno messo da parte..ecco uno dei motivi della debolezza dell'ecologismo nel nostro Paese.
Paolo Galletti
Per la giornata di lotta internazionale per l'emancipazione e i diritti delle donne, la cooperativa la rinascita di Magenta ha il piacere di invitarvi:
Il 25 luglio 1943, 80 anni fa, il gran consiglio del fascismo, mette in minoranza Mussolini. Così finisce il fascismo. Poi la storia è nota.
A Gattatico, nel reggiano, papà Cervi, decide di festeggiare.
Andranno a Campegine, centro più grosso.
Si era in guerra, la scarsità del cibo era un dramma. Il fascismo vietava di ritrovarsi in pubblico.
Il Cervi, dice "un po' di pasta l'abbiamo, mangiamo tutti insieme, un po' di burro e di parmigiano, è lo stare insieme, dopo vent'anni".
E da lì, la storia della pastasciutta antifascista. Un piatto semplice, offerto da chi può, per tutti.
Poi, l'8 settembre 1943, l'armistizio, alcuni scelsero la via dei monti e della lotta partigiana. Fu festa di popolo, fu lotta di popolo, fu la resistenza.
Dagli amici delle ANPI del Castanese.
Anche quest'anno ci troverete a onorare con gli altri compagni Anpi il ricordo della grande pastasciuttata di casa Cervi.
Domenica 23 luglio presso villa Annoni a Cuggiono. Prenotazione obbligatoria entro giovedì 20 luglio.
riceviamo e volentieri pubblichiamo
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La festa dei Popoli
Oggi, 7 novembre, si celebra l'anniversario numero 105 della Rivoluzione d'ottobre - non è un errore ma la discrepanza dal calendario giuliano - accadimento leggendario che più di ogni altro cambiò la storia dell'umanità e che ebbe il merito imperituro di issare l'uomo al centro del proprio destino; dimostrazione plastica che il principio di sopraffazione tra simili non è una legge immutabile della natura ma soltanto una degenerazione reversibile dell'egoismo insito nel genere umano, capace in nome del profitto delle più becere forme di discriminazione.
Così, masse di lavoratori, di diseredati, di relegati ai margini dell'iniqua e violenta società zarista, scelsero la strada maestra dell'autodeterminazione e presi per mano da Lenin, la stella polare, decisero che un mondo più giusto potesse essere edificato, che operai e contadini avrebbero avuto il diritto di governare le proprie vite e che, soprattutto, mai più nessuno sarebbe rimasto indietro.
È l'assalto al cielo.
Lo schiaffo che la Rivoluzione d'ottobre assesta alla tirannia del capitale - piaga mondiale che finalmente trova valoroso avversario - alla teoria marxista del cosa aggiunge la concretezza bolscevica del come. Una rivoluzione che diviene speranza, sentimento in grado di rivitalizzare lo spirito dei popoli vessati e in lotta di tutto il mondo, popoli che dalle Tesi d'aprile di Lenin attingeranno linfa vitale, motivo di coesione e di rivalsa sociale.
I successivi anni di guerra che le potenze imperiali muoveranno alla neonata Russia del lavoratori, sostenendo le forze antirivoluzionarie foraggiate dal capitale occidentale in quella che non è difficile riconoscere come prassi di estrema attualità, scolpiranno nella roccia il primo esperimento di socialismo sul pianeta Terra che troverà giusto compimento nell'Unione Sovietica. Per settant'anni, inespugnabile baluardo all'imperialismo predatorio dell'emisfero senza scrupoli eterodiretto dalla fallimentare chimera capitalistica.
Oggi, con il mondo messo a soqquadro da moderne e se possibile ancora più terribili forme di fascismo, la comprensione storica del lascito teorico della Rivoluzione d'ottobre dev'essere il primo passo concreto per ambire a costruire una società più rispettosa delle esigenze dell'uomo, una società dei popoli che spazzi via quella dei pochi eletti borghesi che dispongono a piacimento dei molti subalterni.
Non sarà facile.Tuttavia la presa del Palazzo d'inverno è foriera di un messaggio che nei momenti peggiori continua a essere luce: se l'abbiano fatto una volta, lo faremo di nuovo. È per questa certezza che i sostenitori dell'impero, e tutti coloro che traggono indebito profitto dallo sfruttamento, hanno la paura che sfocia in violenza. Perché la falce taglierà i loro privilegi con il martello che li inchioderà alle sporche responsabilità che pagheranno care.
Agli Eroi di quella giornata di Gloria.
In alto i calici, hurrà!