lunedì 30 agosto 2021

TV. INCENTIVO A CREARE RIFIUTI

 Di Roberto Codazzi 

Qualche giorno fa è partito "l'incentivo alla rottamazione televisori" voluto dal ministro Giorgetti (Lega).

Chi butta via un televisore perfettamente funzionante, comprato prima del 2018, riceve fino a 100 euro di incentivo dallo stato.

Tonnellate di nuovi rifiuti RAEE in più, particolarmente complessi da smaltire, schede elettroniche che finiscono in discarica, tonnellate di terre rare sprecate, soldi pubblici sprecati: questo significa questa operazione.

Significa che la politica, o buona parte di essa, non ha capito niente della crisi ambientale in cui ci troviamo. Se si fosse capito qualcosa, andrebbe incentivato con soldi pubblici l'esatto opposto: l'approccio delle 4 R: riduci, riusa, ripara, ricicla. Con soldi pubblici andrebbero incentivati i riparatori di elettrodomestici; andrebbe incentivato chi porta un oggetto a riparare così che smetta di essere più conveniente "comprar nuovo e buttare il vecchio".

Non c'è niente di meno ecologico dello spreco di oggetti complessi, del buttar via ciò che funziona. Se non si capisce questo, parole come "transizione ecologica" restano parole vuote, o peggio false. E concetti come sostenibilità, circolarità, resilienza, diventano "parole confetto" buone per i documenti ufficiali, ma sempre più distanti dalla realtà.

domenica 29 agosto 2021

Il Sindaco di Legnano a Noli. Un messaggio pubblico che da fiducia

Ci sono piccoli gesti, che non sono per nulla piccoli. Bando alla retorica. 

Per chi vi scrive, Lorenzo è il liberatore di Legnano. Grazie Sindaco, un esempio quotidiano di buona politica. 

Voglio ringraziare immensamente il sindaco Radice che ieri a Noli (SV) mi ha aiutata a riavviare la mia auto, ferma con batteria ko. Gli altri passavano ma lui no, al mio aiuto si è fermato subito. Grazie ancora tanto e consiglio di rieleggerlo perché uomini così scarseggiano.

Sindaco grazie e buona vita.👍




sabato 28 agosto 2021

Riflessione di un semplice operaio di Michele Michelino

dal fb di Michele Michelino

I limiti alle rivendicazioni operaie e libertà personali che governo e Confindustria impongono in nome della crisi e della pandemia covid19 con il sostegno dei sindacati collaborazionisti e di regime possono essere infranti. Queste misure sanciscono l’immiserimento degli operai in nome della ripresa dei profitti e vanno combattuti.​
La storia della lotta di classe insegna che gli interessi dei proletari non si stabiliscono sulla base della “compatibilità”, ma sulle reali condizioni di lavoro e di vite del proletariato. Su queste basi la lotta può essere diretta dagli operai coscienti che rompono il vincolo di fedeltà anche senza e contro i sindacati filo-padronali, anche se per questo bisognerà pagare un prezzo.​
Quando i lavoratori si uniscono sui loro interessi immediati e storici e con la lotta, rompono la pace sociale, smascherano la democrazia borghese e mostrano la dittatura del capitale sul lavoro salariato.​
Il governo Draghi e la​ Confindustria, con l’appoggio del sindacato confederale, usano l’emergenza covid19, il vaccino e il Green pass per dividere i lavoratori mettendo gli sfruttati gli uni contro gli altri negando ad alcuni lavoratori il diritto a mangiare nella mensa aziendale con i propri​ compagni .​
La “libera Italia”, tramite una legge di stato, il Green pass, votato da tutti i partiti, reprime con multe, sospensioni dal lavoro,​ licenziamenti​ e ricatti tutti per costringerli a vaccinarsi non tenendo conto dei credi religiosi, politici, o sanitari, usando le forze dell’ordine e l’esercito non per perseguire i delinquenti ma per dare la caccia agli “untori”.​
I padroni e il governo non possono tollerare che qualcuno nutra sfiducia verso le loro e le loro Istituzioni.​
La nostra esperienza di decenni di lavoro in fabbrica e nel territorio nella lotta contro la nocività, le malattie​ professionali,​ a cominciare dall’amianto, chi hanno dimostrato che in una società divisa in classi in cui il potere è in mano ai padroni la scienza e la medicina non sono neutrali ma al loro servizio. Per questo non abbiamo nessuna fiducia nello stato dei padroni e nelle loro istituzioni.​
Alcuni dei virologi ed​ esperti​ del governo sempre in TV e sui Giornali li conosciamo da anni per via dei processi d’amianto.
Li vediamo ogni volta difendere i padroni delle multinazionali (Breda/Ansaldo, Pirelli, Alfa Romeo, Teatro alla Scala e molti altri) e abbiamo sempre più schifo e rabbia nel vedere alcuni di questi virologi​ osannati da​ tutti​ e considerati come​ salvatori della salute​ pubblica, anche da alcuni "compagni" che fino a ieri sostenevano e, in alcuni casi ancora sostengono, che “lo stato borghese si abbatte e non si cambia”
Per noi il nemico e sempre lo stesso. Sono: i padroni delle multinazionali, i loro governi e tutti i loro reggicoda siano essi politici, sindacalisti, scienziati o medici venduti al potere.

venerdì 27 agosto 2021

Magenta. Cineforum 2021 2022

 ecco il programma della rassegna FilmForum 2021-2022



qui tutte le informazioni:

https://www.teatronuovo.com/filmforum.asp

giovedì 26 agosto 2021

Follia m5s, dalle stelle dell'ambiente alle stelle della finanza e degli ecocidi

Il m5s non smette di stupire in peggio; come un triste truman show, ma qua, di mezzo, c'è la nostra vita.

Dalle stelle dell'ecologia, eccoli a servi sciocchi della finanza iperliberista; interessante, perchè logica vorrebbe che in questo ambito ci si muovesse per regolarizzare, tassare e sanzionare, invece no, viene visto come un mercato del lavoro.

La discrimine destra sinistra, semplicemente, destra conservazione e ricchi, sinistra progresso e popolo, e in ambito economico, destra con tasse indirette, cioè anche il povero paga come il ricco, e la sinistra con le tasse dirette, ovvero chi ha di più, paga di più. 

Così, il m5s si colloca a destra, in una destra magari non razzista, ma certo, utile solo al capitalismo finanziario e ai padroni, non certo al popolo, che ha provato ad anestetizzare con le briciole del reddito di cittadinanza, contribuendo a far perdere la funzione di BASIC INCOME, ovvero di salario di ingresso.

dal fb di Massimo de Rosa, già deputato della repubblica, ora consigliere regionale.

Chi vi scrive è francamente molto deluso di questa delirante svolta ipercapitalista.

(p.s. la scusa è sempre quella del dare lavoro ai poveretti.... che tristezza)


 

Il mondo fintech e quello legato ai mercati delle criptovalute, sono settori la cui crescita offre la possibilità di attrarre capitali e lavoro. La Lombardia deve aprire gli occhi e guardare al futuro. Perché sul nostro territorio esistono già eccellenze del settore.

Per questo ho invitato la Giunta Regionale ad assumersi impegni precisi nei confronti del settore durante la discussione dell’ultima legge di assestamento al bilancio regionale.

Ritengo che l’obiettivo dell’istituzione regionale debba essere quello di agevolare l’interazione fra operatori del settore e istituzioni e facilitare il controllo sulle aree di rischio. La Lombardia, con particolare riferimento alla città di Milano, è riconosciuta come capitale finanziaria e tecnologica d’Italia dalla stessa Banca d’Italia che l’ha scelta per aprire la propria sede dedicata al FinTech. Qui risiedono alcune fra le principali eccellenze che operano come piattaforme di scambio e custodia di criptovalute. Si tratta di soggetti con un track record impeccabile, dotati di standard rigorosi di verifica, non di rado più severi di quelli adottati dagli istituti di credito e di pagamento tradizionali. Queste eccellenze territoriali potrebbero, e dovrebbero, fare della Lombardia centro dell’innovazione e del mercato a livello nazionale ed europeo.

Motivo per cui ho chiesto alla giunta di impegnarsi al fine di: agevolare lo sviluppo, sul territorio regionale, di un polo di investimento e ricerca relativo al settore FinTech, nello specifico legato a criptovalute e finanza decentralizzata. Un distretto volto a creare interazione e innovazione, per tutti gli operatori del settore e le startup già presenti in Lombardia. Vogliamo che Regione Lombardia possa proporsi come uno dei primi player europei del settore, promuovendo iniziative volte al networking fra imprese e allo sviluppo della conoscenza collettiva di questa realtà. Infine, a lavorare, in accordo con il governo, a una regolamentazione del settore nell’interesse di imprese, investitori e risparmiatori.

Dal canto suo Regione Lombardia ha accolto le richieste del capogruppo del Movimento Cinque Stelle, impegnandosi a darvi seguito.

martedì 24 agosto 2021

E i cannoni divennero cannoli di Gino Strada

 In memoria di Gino Strada. GRAZIE GINO

C’era una volta un pianeta chiamato Terra. Si chiamava Terra anche se, a dire il vero, c’era molta più acqua che terra su quel pianeta, Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po’ bislacco.

Prendete le automobili, per esempio. Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano "volante ", anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo "guidante", oppure "girante ", visto che serve per girare? Anche sulle cose importanti si faceva molta confusione.

Si parlava spesso di "diritti ": il diritto all’istruzione, per esempio, significava che tutti i bambini avrebbero potuto (e dovuto!) andare a scuola. Il diritto alla salute, poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale. Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa, oppure chi non aveva i soldi per pagare l’ospedale (e questo, nei paesi poveri, è più la regola che l’eccezione), questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano un fico secco. Siccome non valevano per tutti ma solo per chi se li poteva permettere, queste cose non erano diritti : erano diventati privilegi, e cioè vantaggi particolari riservati a pochi. A volte, addirittura, i potenti della Terra chiamavano "operazione di pace " quella che, in realtà, era un’operazione di guerra: dicevano proprio il contrario di quello che in realtà intendevano. E poi, sulla Terra, non c’era più accordo fra gli uomini sui significati: per alcuni ricchezza significava avere diecimila miliardi, per altri voleva dire avere almeno una patata da mangiare.

Quanta confusione! Tanta confusione che un giorno il mago Linguaggio non ne poteva più. Linguaggio era un mago potentissimo, che tanto tempo prima aveva inventato le Parole e le aveva regalate agli uomini. All’inizio c’era stato un po’ di trambusto, perché gli uomini non sapevano come usarle, e se uno diceva carciofo l’altro pensava al canguro, e se uno chiedeva spaghetti l’altro intendeva gorilla, e al ristorante non ci si capiva mai. Allora il mago Linguaggio appiccicò ad ogni parola un significato preciso, cosicché le parole volessero dire sempre la stessa cosa, e per tutti. Da allora il carciofo è sempre stato un ortaggio, e il gorilla un animale peloso, e non c’era più il rischio di trovarsi per sbaglio nel piatto un grosso animale peloso, con il suo testone coperto di sugo di pomodoro.

Questo lavoro, di dare alle parole un significato preciso, era costato al mago Linguaggio un bel po’ di fatica. Adesso, vedendo che gli uomini se ne infischiavano del suo lavoro, e continuavano ad usarle a capocchia, decise di dare loro una lezione."Le parole sono importanti - amava dire - se si cambiano le parole si cambia anche il mondo, e poi non ci si capisce più niente".

Una notte, dunque, si mise a scombinare un po’ le cose, spostando una sillaba qui, una là, mescolando vocali e consonanti, anagrammando i nomi. Alla mattina, infatti, non ci si capiva più niente.

A tutti gli alberghi di una grande città aveva rubato la lettera gi e la lettera acca, ed erano diventati... alberi! Decine e decine di enormi alberi, con sopra letti e comodini e frigobar, e i clienti stupitissimi che per scendere dovevano usare le liane come Tarzan. Alle macchine aveva rubato una enne, facendole diventare macchie, e chi cercava la propria automobile trovava soltanto una grossa chiazza colorata parcheggiata in strada.

Alle torte invece aveva aggiunto una esse, erano diventate tutte.. storte, e cadevano per terra prima che bambini se le potessero mangiare. Erano talmente storte che non erano più buone nemmeno per essere tirate in faccia. Nelle scuole si era anche divertito ad anagrammare, al momento dell’appello, la parola presente, e se prima gli alunni erano tutti presenti, adesso erano tutti serpenti, e le maestre scappavano via terrorizzate.

Poi si era tolto uno sfizio personale: aveva eliminato del tutto la parola guerra, che aveva inventato per sbaglio, e non gli era mai piaciuta. Così un grande capo della Terra, che in quel momento stava per dichiarare guerra, dovette interrompersi a metà della frase, e non se ne fece nulla. Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli, siciliani naturalmente, e chi stava combattendo si ritrovò tutto coperto di ricotta e canditi. Andò avanti così per parecchi giorni, con le scarpe che diventavano gattoni e le case si mettevano a miagolare, il pane che si trasformava in un cane e morsicava chi lo voleva mangiare.

Quanta confusione! Troppa confusione, e gli uomini non ne potevano più. Mandarono quindi una delegazione dal mago Linguaggio, a chiedere che rimettesse a posto le parole, e con loro il mondo."E va bene - disse Linguaggio - ma solo ad una condizione: che cominciate ad usare le parole con il loro giusto significato. I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi. Uguaglianza deve significare davvero che tutti sono uguali, e non che alcuni sono più uguali di altri. E per quanto riguarda la guerra...". "Per quanto riguarda la guerra - lo interruppero gli uomini - ci abbiamo pensato... tienila pure: è una parola di cui vogliamo fare a meno".

Gino Strada, 31/05/2002

sabato 21 agosto 2021

Il m5s si è estinto. Bedori da Milano

 Dal fb di Patrizia Bedori, già consigliere comunale m5s e riferimento per gli attivisti m5s di Milano. 

Atro che ascoltare i territori. 

Ieri sera c'è stato l'incontro con Conte e i componenti della lista di Milano del movimento.

Ora sono chiare le dichiarazioni di Stefano Buffagni  sul Corriere della Sera sulla scelta della candidatura a sindaco di Milano del movimento,  "prevarrà una logica politica tattica" e come da copione, è arrivata la nomina calata dall'alto, siamo passati da uno vale uno a uno non vale l'altro a uno decide per tutti.

Già tutto deciso. Altrove. 

Con tutto il rispetto per il cv della nuova candidata che in tanti anni di attivismo non ho mai avuto il piacere di incontrare...ma perché mai una manager accetta di diventare consigliera del comune di Milano?

Non darà mica le dimissioni appena eletta? 

Non è che per caso la "logica di politica tattica" nasconde un accordo pre elettorale nelle segrete stanze per dare un posto in giunta alla nuova candidata? 

È chiaro ed evidente che non si vuole dare troppo fastidio al sindaco uscente,  del resto sono mesi che anche a mezzo stampa Buffaagni e company chiedono a Sala di entrare in coalizione senza successo.

Solo una settimana fa, gli attivisti in una nota, si sono esposti compatti in sostegno della consigliera del municipio 4 “Dichiariamo con soddisfazione che il gruppo di Milano è pronto, coeso, entusiasta e consapevole di aver fatto la propria parte”

Hanno calpestato la volontà del movimento milanese che aveva già fatto la sua scelta.

Gli attivisti non hanno nulla da dire? 

Purtroppo la verità è che ormai il movimento è diventato un partito verticistico inglobato nel sistema partitocratico. Nomenclature comprese.

Chi mi conosce lo sa, lo dico da mesi, immaginavo che sarebbe finita così. 

Magari nessuno ci crede, ma sono davvero dispiaciuta e amareggiata di aver avuto ragione

martedì 17 agosto 2021

L'ultimo saluto a Gino Strada. Nota di Emergency

 Riceviamo e pubblichiamo



Zero calcare per GKN

 Dalla pagina fb del collettivo di lavoratori della GKN di Firenze (i licenziati via mail) 

"Tutta la Gallia è stata conquistata? No. Un piccolo villaggio resiste". E noi vi diciamo però che è il caso di provare a riconquistarla questa Gallia e poi di puntare anche alla capitale dell'Impero, Roma. (Grazie ancora una volta (Z)ZeroCalcare )


1. Ritirare i licenziamenti ora. Continuità produttiva dello stabilimento. Non esiste salvezza individuale. Esiste un patrimonio collettivo da preservare.

2. Consiglio regionale qua davanti

3. Intervento di legge urgente. Nessuna legge scritta sulle nostre teste, ma scritta con le nostre teste. La legge la si scriva davanti alle fabbriche, la si sostenga nelle piazze. I giuristi democratici insorgano con noi.

4. La fabbrica può ripartire a produrre in qualsiasi momento più e meglio di prima. Il mondo accademico aiuti nello sviluppare le idee di miglioramento e riconversione avanzate dall'assemblea operaia.

5. Stellantis si esprima sul vantaggio di avere un fornitore che ha una posizione strategica rispetto agli stabilimenti in Italia. O viceversa si apra al più presto la discussione sull'ennesimo probabile disimpegno di Stellantis dall'Italia. E sull'ecatombe di posti di lavoro che si prepara nell'automotive. Gkn, Giannetti, Timken sono la prova del nove del futuro dell'automotive in Italia.

6. Si discuta realmente di cosa è la transizione ecologica del settore. Non si strumentalizzino i temi ambientali per giustificare un massacro sociale.

Dal villaggio non conquistato, partano le carovane per andare a tenere grandi assemblee pubbliche almeno nelle principali città da teneresi la prima settimana di settembre.

Se sfondano qua, sfondano dappertutto. E se si vince qua, il precedente è a favore di tutti.

Fatevi un favore, unitevi alla lotta.

#insorgiamo

lunedì 16 agosto 2021

Afghanistan: Europa Verde Milano, sostegno a Cisda per donne

Milano, 16 ago. - Elena Grandi e Carlo Monguzzi, insieme ad altri attivisti del movimento ecologista hanno avviato una raccolta fondi in favore dell'associazione. Per contribuire: C/C Cisda Onlus BANCA POPOLARE ETICA - Agenzia Via Scarlatti 31 - Milano Conto corrente n. 113666 - CIN U - ABI 5018 - CAB 1600 IBAN: IT64U0501801600000000113666 Causale: Donazione liberale Emergenza Afghanistan. "La citta' che con Expo 2015 ha accresciuto la propria autorevolezza sulla scena internazionale - continuano gli esponenti di EV -, deve fare tutto cio' che e' in suo potere per sostenere un percorso di emancipazione avviato con fatica e che non deve fermarsi. Noi da subito vogliamo fare la nostra parte contribuendo alla loro attivita' e invitiamo tutti a farlo. Dobbiamo inoltre continuare a prestare una costante attenzione alle decine di presidi sanitari creati negli anni in Afghanistan da Emergency di Gino Strada, un milanese del mondo da sempre contro tutte le guerre. Continuare a sostenere la sua opera e di tutti quelli che negli anni ci hanno creduto e che continuano a lavorarci sara' il miglior modo per ricordare Gino". 

L'ultimo articolo di Gino Strada del 13 agosto 2021

 Gino Strada, 13 agosto 2021

Si parla molto di Afghanistan in questi giorni, dopo anni di coprifuoco mediatico. È difficile ignorare la notizia diffusa ieri: i talebani hanno conquistato anche Lashkar Gah e avanzano molto velocemente, le ambasciate evacuano il loro personale, si teme per l’aeroporto. Non mi sorprende questa situazione, come non dovrebbe sorprendere nessuno che abbia una discreta conoscenza dell’Afghanistan o almeno buona memoria. Mi sembra che manchino - meglio: che siano sempre mancate - entrambe. La guerra all’Afghanistan è stata - né più né meno - una guerra di aggressione iniziata all’indomani dell’attacco dell’11 settembre, dagli Stati Uniti a cui si sono accodati tutti i Paesi occidentali.

Il Consiglio di Sicurezza - unico organismo internazionale che ha il diritto di ricorrere all’uso della forza - era intervenuto il giorno dopo l’attentato con la risoluzione numero 1368, ma venne ignorato: gli Usa procedettero con una iniziativa militare autonoma (e quindi nella totale illegalità internazionale) perché la decisione di attaccare militarmente e di occupare l’Afghanistan era stata presa nell’autunno del 2000 già dall’Amministrazione Clinton, come si leggeva all’epoca sui giornali pakistani e come suggerisce la tempistica dell’intervento. Il 7 ottobre 2001 l’aviazione Usa diede il via ai bombardamenti aerei. Ufficialmente l’Afghanistan veniva attaccato perché forniva ospitalità e supporto alla “guerra santa” anti-Usa di Osama bin Laden. Così la “guerra al terrorismo” diventò di fatto la guerra per l’eliminazione del regime talebano al potere dal settembre 1996, dopo che per almeno due anni gli Stati Uniti avevano “trattato” per trovare un accordo con i talebani stessi: il riconoscimento formale e il sostegno economico al regime di Kabul in cambio del controllo delle multinazionali Usa del petrolio sui futuri oleodotti e gasdotti dall’Asia centrale fino al mare, cioè al Pakistan. Ed era innanzitutto il Pakistan (insieme a molti Paesi del Golfo) che aveva dato vita, equipaggiato e finanziato i talebani a partire dal 1994.

Il 7 novembre 2001, il 92 per cento circa dei parlamentari italiani approvò una risoluzione a favore della guerra. Chi allora si opponeva alla partecipazione dell’Italia alla missione militare, contraria alla Costituzione oltre che a qualunque logica, veniva accusato pubblicamente di essere un traditore dell’Occidente, un amico dei terroristi, un’anima bella nel migliore dei casi. Invito qualche volonteroso a fare questa ricerca sui giornali di allora perché sarebbe educativo per tutti. L’intervento della coalizione internazionale si tradusse, nei primi tre mesi del 2001, solo a Kabul e dintorni, in un numero vittime civili superiore agli attentati di New York. Nei mesi e negli anni successivi le informazioni sulle vittime sono diventate più incerte: secondo Costs of War della Brown University, circa 241 mila persone sono state vittime dirette della guerra e altre centinaia di migliaia sono morte a causa della fame, delle malattie e della mancanza di servizi essenziali. Solo nell’ultimo decennio, la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) ha registrato almeno 28.866 bambini morti o feriti. E sono numeri certamente sottostimati.

Ho vissuto in Afghanistan complessivamente 7 anni: ho visto aumentare il numero dei feriti e la violenza, mentre il Paese veniva progressivamente divorato dall’insicurezza e dalla corruzione. Dicevamo 20 anni fa che questa guerra sarebbe stata un disastro per tutti. Oggi l’esito di quell’aggressione è sotto i nostri occhi: un fallimento da ogni punto di vista. Oltre alle 241 mila vittime e ai 5 milioni di sfollati, tra interni e richiedenti asilo, l’Afghanistan oggi è un Paese che sta per precipitare di nuovo in una guerra civile, i talebani sono più forti di prima, le truppe internazionali sono state sconfitte e la loro presenza e autorevolezza nell’area è ancora più debole che nel 2001. E soprattutto è un Paese distrutto, da cui chi può cerca di scappare anche se sa che dovrà patire l’inferno per arrivare in Europa. E proprio in questi giorni alcuni Paesi europei contestano la decisione della Commissione europea di mettere uno stop ai rimpatri dei profughi afgani in un Paese in fiamme. Per finanziare tutto questo, gli Stati Uniti hanno speso complessivamente oltre 2 mila miliardi di dollari, l’Italia 8,5 miliardi di Euro. Le grandi industrie di armi ringraziano: alla fine sono solo loro a trarre un bilancio positivo da questa guerra. Se quel fiume di denaro fosse andato all’Afghanistan, adesso il Paese sarebbe una grande Svizzera. E peraltro, alla fine, forse gli occidentali sarebbero riusciti ad averne così un qualche controllo, mentre ora sono costretti a fuggire con la coda fra le gambe. Ci sono delle persone che in quel Paese distrutto cercano ancora di tutelare i diritti essenziali. Ad esempio, gli ospedali e lo staff di Emergency - pieni di feriti - continuano a lavorare in mezzo ai combattimenti, correndo anche dei rischi per la propria incolumità: non posso scrivere di Afghanistan senza pensare prima di tutto a loro e agli afghani che stanno soffrendo in questo momento, veri “eroi di guerra”.

GINO STRADA, pubblicato su La Stampa, 13 agosto 2021

domenica 15 agosto 2021

OMAGGIO PER GINO STRADA

Nel mare di messaggi e commenti, mi va di condividere con voi quello di Mario Capanna

E di un episodio in una fabbrica di mine bresciana. 


Quanto d’amore, di stima e di ricordi, Gino, fra noi. Ci siamo sempre fidati come due fratelli, a partire dalle prime assemblee studentesche, tu alla facoltà di Medicina, io all’Università Statale di Milano.

E poi, dopo, a sostenere con convinzione le nostre “utopie” operanti.

Mi ricordo, fra i tanti episodi, quel pomeriggio d’inverno, tu e io dietro un banchetto in Piazza Duomo a vendere, battendo i piedi per il freddo, copie del mio libro “Il fiume della prepotenza” , con il ricavato destinato a contribuire alla costruzione di uno dei primi ospedali di Emergency in Cambogia.

Mentre scrivo, e piango, sto rigirando fra le mani la minuscola ma assassina mina antiuomo, il cui involucro mi regalasti affinché - dicesti - mai dovessimo dimenticare la disumanità delle armi, e che la guerra deve diventare un tabù.

Tu, uomo di pace vero, lottatore autentico a fianco degli umili , ti sei speso fino all’ultimo perché l’umanità fosse migliore.

Sei stato sempre coerente con le idee dell’opuscolo che scrivemmo nel 1970 “ La medicina al servizio delle masse popolari”.

Nulla potrà veramente capire di te, e del tuo incessante lavoro, chi non considera che sei stato uno dei… prodotti migliori del Sessantotto.

Caro amico e compagno di lotte straordinarie, non avresti dovuto lasciarci così presto.

Perché, per ricordare la frase che ti piaceva, “ci sono morti leggere come una piuma, e altre più pesanti  del monte Tai”.

Tu sarai sempre sopra la sua cima.

Mario Capanna


Le persone fanno la differenza, sempre. 


PER GINO STRADA

Dino Greco 


Eravamo nei primi anni novanta quando la Valsella Meccanotecnica di Castenedolo (Bs), controllata dalla Fiat, era leader nazionale nella produzione di mine anti-uomo, vendute all'Iraq in 9 milioni di esemplari. Vi lavoravano un pugno di ingegneri, pagati a peso d'oro, e 40 operaie, addette allo stampaggio, per 800 mila lire al mese. In assemblea ponemmo in tutta la sua gravità il problema della corresponsabilità anche di chi lavorava alla costruzione di quegli ordigni di morte. La prima risposta fu: "Noi non abbiamo le mani sporche di sangue; se non facciamo noi le mine le farà qualcun altro". Allora organizziamo un incontro in Camera del lavoro con Gino Strada al quale partecipò l'intero consiglio di fabbrica. La riunione fu introdotta da un documentario che Gino aveva portato con sé sui tragici e indiscriminati effetti delle mine, soprattutto sulla popolazione civile  sui bambini, con mutilazioni permanenti, provocati da ordigni in qualche caso fatti a forma di bambole affinché suscitassero l'interesse dei più piccoli. Lo shoch fu potente ed innescò nelle lavoratrici una catarsi, una presa di coscienza che avviò una delle più straordinarie battaglie sindacali e di civiltà  che io ricordi. A quel primo incontro con Gino Strada ne seguirono altri, mentre maturata la decisione di chiedere l'interruzione della produzione delle mine e l'avvio di un processo di riconversione. Ma la Valsella non aveva alcuna intenzione di rinunciare ad una produzione lucrativa come nessun'altra. Cominciarono gli scioperi, via via più intensi, fino a trasformarsi in un blocco a oltranza dell'attività. Il prezzo era altissimo. Dopo mesi di lotta le operaie e le loro famiglie vivevano a credito. La lotta non aveva contenuti salariali o normativi. Era il grido di donne che dicevano all'azienda dove si fabbrica la morte: "Noi non saremo complici". Quelle operaie vinsero, perché la moratoria nella produzione di quegli ordigni infami ne bloccò la produzione. A quel punto si fece avanti un'azienda, la

Vehicle Engineering&Design, che si candidò a rilevare l'impresa per produrre motori elettrici per automobili: indubbiamente un bel salto, dalle mine a motorizzazioni ecologiche. Ma la nuova azienda pose una condizione: potere vendere alla Spagna il brevetto dell'Istrice, un dispositivo per il disseminamento delle mine dall'alto, senza mappatura, con le conseguenze che ciascuno può immaginare. L'azienda promise che il denaro incassato sarebbe servito anche per saldare alle lavoratrici le mensilità arretrate. In assemblea intervenne la compagna più anziana, componente del consiglio di fabbrica e disse queste parole: "ragazze, in questi mesi abbiamo fatto tanta strada insieme e siamo cambiate. So che è dura, ma non possiamo tornare indietro. Quindi, nessuna macchia. Se la nuova azienda vuole subentrare, nessuna condizione. Le operaie approvano, tutte, con un grande applauso. A sera scrivemmo alla Engineering comunicando le decisioni assunte di comune accordo fra sindacato e lavoratrici. Per uno di quei rari casi che talvolta capitano, l'azienda rispose che rinunciava alla propria richiesta. Segui' una grande manifestazione, in realtà una festa. I brevetti furono restituiti amministro della difesa e gli stampi delle mine bruciati in piazza.

Sono certo che distanza di oltre vent'anni tutte le operaie ricordino questa vicenda come uno dei momenti più importanti delle loro vite e che il ricordo di colui che tanta importanza ebbe nella loro maturazione non è  mai venuto meno.

Ben fatto, caro vecchio Gino. 

La terra ti sia lieve

Plastica dal cielo. La lega avvelena il ferragosto italiano.

 Riceviamo e pubblichiamo da PLASTIC FREE

In Calabria, a Villapiana Lido, un candidato leghista ha fatto piovere da un elicottero un numero indefinito di santini elettorali, accompagnati da mascherine, rigorosamente in involucri di plastica. Una gran parte è finita in mare. Quanta ignoranza, che vergogna.

(la nostra Onlus è apartitica ma non può non denunciare gesti simili, da vomito)



giovedì 12 agosto 2021

Referendum caccia. Si può firmare fino al 31 ottobre

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

COMUNICATO IMPORTANTE: dall'ultimo DPCM SEMPLIFICAZIONI sono state concesse le seguenti opportunità:

📌 proroga raccolta firme al 31 ottobre (quindi abbiamo tempo di consegnare agli uffici della Cassazione i moduli firme + i certificati elettorali entro fine ottobre, mentre il limite raccolta firme in tutt'Italia lo fissiamo al 20 ottobre);

📌 è stata concessa l'attivazione della firma "digitale on line", pertanto stiamo preparando e studiando la costruzione della piattaforma per la firma digitale, per cui chiunque potrà firmare dal proprio telefonino e/o pc;

🔅Pertanto riteniamo una grande opportunità realizzare la raccolta firme per abolire la caccia proprio in questo periodo, criticato dalle grandi associazioni, che si defilano dalla partecipazione, anzi boicottano il referendum alla pari dei cacciatori.

E' necessario mobilitarci sempre di più per la raccolta firme e prepararci al coordinamento dei gruppi provinciali per il reperimento dei moduli di raccolta firme dagli uffici elettorali.


‼️Siamo arrivati a 128.000 firme raccolte fino ad oggi, un grande risultato, considerate le risorse limitate a nostra disposizione, grazie al lavoro di tutte le volontarie e volontari che si sono attivati in tutt'Italia e non demordono, non mollano, continuano ad organizzare banchetti e iniziative varie ma il traguardo è ancora lontano e serve ancora l’impegno,  costanza e determinazione di ognuno di noi.‼️

Siamo per questo fiduciosi e contiamo di continuare a crescere ancora, per abolire la caccia e salvare miliardi di animali!!



Cava Casorezzo, 60 giorni per le osservazioni. Nota dei comuni.

 Riceviamo e pubblichiamo

La nota dei Sindaci è in riferimento alla ripresa dell'iter autorizzativo per una discarica nel parco del roccolo. 

Dopo le sentenze del TAR, come si legge nelle prime righe, non essendo mutato il contesto normativo (leggi, manca una nuova legge regionale sui parchi), con nuove indicazioni, riprende l'iter. Ora, ci sono 60 giorni per presentare le osservazioni, prima che l'ufficio attività estrattive si esprima. 




Neppure la calura agostana e il periodo di ferie sono riusciti a fermare lo zelo di Città Metropolitana di Milano che in questi giorni ha pubblicato due nuovi decreti dirigenziali del “Settore qualità dell’aria, rumore ed energia” e del “Settore rifiuti e bonifiche” con i quali si punta ad andare oltre l’annullamento delle autorizzazioni al progetto della Società Solter per la realizzazione della discarica di rifiuti speciali nell’ex AteG11, decretato dalle sentenze del TAR Lombardia del 23 giugno 2021. Questi decreti esprimono nuovamente parere favorevole per quanto riguarda la compatibilità ambientale e autorizzano l’esercizio della discarica, richiamando le già note prescrizioni.

Siamo davvero sbalorditi davanti a tanta determinazione da parte di Città Metropolitana di Milano, nel voler, a tutti i costi, mandare avanti questo assurdo progetto. Questo ultimo atto ci pare l’ennesimo tentativo di rimediare a una vicenda che non si regge, “la toppa nuova sulla juta logora”.

Naturalmente noi non ci lasciamo prendere dallo sconforto. E se loro lavorano alacremente in questi giorni, anche noi non ci facciamo distrarre del Ferragosto. Siamo sul pezzo, stiamo studiando gli atti e ci muoveremo per intraprendere, con la consueta determinazione, ogni azione utile a ribadire le nostre ragioni che sono non solo legali ma anche etiche e per la tutela ambientale.

Avanti!

Roberto Colombo – Presidente del PLIS del Roccolo 

Pierluca Oldani – Sindaco di Casorezzo 

Susanna Biondi – Sindaca di Busto Garolfo

 Barbara Meggetto – Presidente Legambiente Lombardia 

Eleonora Bonecchi – Presidente Comitato Cittadini Antidiscarica 

Gruppo Agricoltori firmatari del ricorso


Il territorio dell'Altomilanese dal 1999 vede i cittadini impegnati contro l'ipotesi di una discarica nel parco del roccolo. Da dicembre 2017 si attende una nuova legge regionale, nel frattempo, iniziative e i ricorsi al TAR.

Siamo in emergenza climatica, solo pensare a una discarica nel 2021 vuol dire essere fuori dalla storia. Abbiamo provveduto ad avvisare il cons. Carlo Monguzzi, da poco rientrato nella Federazione dei Verdi.

Confidiamo nell'interessamento particolare del Sindaco Sala, e invitiamo gli altri candidati sindaci a prendere posizione contro l'assurda e anacronistica proposta di una discarica.

Ora ci sono 60 giorni per presentare le osservazioni.

I Verdi del Ticino rinnovano la contrarietà alla discarica, invitano le amministrazioni dei comuni del Parco a promuovere una pubblica assemblea per aggiornare la cittadinanza. 

Gilberto Rossi  portavoce Verdi del Ticino 

mercoledì 11 agosto 2021

Richiesta di iscrizione al famedio per Lydia Buticchi Franceschi

 Comunicato stampa

Richiesta di iscrizione al famedio per Lydia Buticchi Franceschi

Lydia Buticchi Franceschi, scomparsa il 29 luglio scorso, è stata staffetta partigiana, insegnante e preside. Ha dedicato tutta la sua vita prima alla difesa della libertà dalla violenza fascista, poi della verità e della giustizia, dopo l’uccisione del figlio Roberto, nel 1973, per un colpo di pistola sparato dalla Polizia fuori dall’Università Bocconi dov’era in programma un’assemblea del Movimento Studentesco. Lydia dedicò la seconda parte della vita alla lotta per ottenere dallo Stato verità e giustizia per la morte del figlio.

“Lydia ha insegnato, vissuto e incarnato la Costituzione italiana". Le siamo riconoscenti per il suo impegno umano, politico e civile, in nome della giustizia e dei principi che rendono possibile dirci cittadine e cittadini.

“Per questo – conclude De Marchi –  ho fatto richiesta insieme ad altri consiglieri al Presidente del Consiglio Comunale affinché venga iscritta al Famedio del Cimitero Monumentale”

martedì 10 agosto 2021

Progetto Bimbisvegli. Dopo 65 giorni di sciopero della fame il ministero risponde

 Dai profili fb di Giampiero Monica 

Il grande maestro Giampiero Monaca finalmente interrompe il suo lunghissimo digiuno di protesta durato 65 giorni. È arrivata una risposta dal Ministero. Il suo metodo può andare avanti. E ora che tutte le scuole d'italia siano come Serravalle d'Asti!!! 

65° giorno : aggiungi un posto a tavola, ci sono i motivi per sospendere il digiuno e incontrarsi intorno ad un tavolo.

La commissione ispettiva dell' Ufficio Scolastico Regionale, chiamata a valutare le specificitá della didattica applicata nel progetto Bimbisvegli ha emesso le sue conclusioni. 

Ne è stata inviata a tutti i docenti del 5 circolo e a tutte le famiglie degli alunni iscritti a Serravalle, una sintesi ancora parziale , che però motiva ad un discreto ottimismo.

Bimbisvegli è scuola e si tratta di "strategia didattica attiva e motivante che sollecita i percorsi di apprendimento anche in setting informali e in attività di outdoor. La strategia didattica fa riferimento all’orientamento complessivo che l’insegnante assume in quanto facilitatore dei processi di apprendimento, in questo caso si tratta 

di strategia euristica, tale cioè da stimolare la partecipazione degli alunni, il loro coinvolgimento e la 

negoziazione dei significati”.

Non possiamo negare che vi sia ancora molto da fare per costuire ponti e tessere legami in modo da motivare una percezione positiva o perlomeno di tolleranza da parte di chi per anni ha guardato con scetticismo l'esperienza didattica di Bimbisvegli , ma dopo esserci interrogati ed aver letto in modo accurato questa sintesi parziale con colleghe, famiglie e con gli esperti e le professioniste del comitato scientifico,  ci sembra davvero di poter iniziare a sperare in un percorso piu condiviso e collaborativo, dal momento che la commissione ispettiva prosegue indicando anche il percorso collegiale: "tale strategia didattica, denominata dai suoi primi utilizzatori ‘Bimbisvegli’, nelle dichiarazioni declaratorie teoriche, non appare in contrasto con l’ordinamento vigente e con i principi che sono  sottesi dalle Indicazioni Nazionali del 2012 e Indicazioni e Nuovi Scenari del 2018 pertanto , l'organo collegiale dell’Istituto deve continuare a riconoscere ai docenti la libertà di porre in essere nelle proprie attività la strategia che ritiene più opportuna. Lo stesso per i colleghi che ne condividono i principi".

Per dare una reale praticabilita alla auspicata validazione istituzionale,  dopo quella scientifica avvenuta da tempo, dell'approccio didattico proposto dal progetto bimbisvegli sarà  indispensabile che esso venga finalmente inserito nel PTOF del 5 circolo, disinnescando ogni confusione, favorendo contestualmente l' inclusione nell'equipe didattica di personale propenso alla sua attuazione e sperimentazione.

Mettiamoci, dunque al tavolo per consentire la prosecuzione della  realtá progettuale di Bimbisvegli, scelta dall'intera popolazione scolastica della scuola elementare di Serravalle d'Asti , sostenuta dalle persone della frazione, consigliata da un comitato scientifico di eccellenza, avvalorata da studi universitari, documentata da servizi giornalistici, appoggiata da insegnanti, esponenti del mondo culturale artistico, politico e spirituale ,  persone  preziose che hanno voluto condividere ideali e attesa in digiuno a staffetta.

Grazie.

La metafora del tavolo oltre che da applicarsi al dialogo è , chiaramente riferita anche al mio digiuno.

My word is my bond": avevo detto che digiunavo perche affamato di risposte , una prima sintesi della risposta é arrivata, interrompo la mia astensione dal cibo iniziata il 6 giugno 2021.

lunedì 2 agosto 2021

DISTRUGGERE L’AMBIENTE NON E’ CONSIDERATO UN REATO GRAVE GLI INQUINATORI E I PIROMANI RINGRAZIANO

 DISTRUGGERE L’AMBIENTE NON E’ CONSIDERATO UN REATO GRAVE 

GLI INQUINATORI E I PIROMANI RINGRAZIANO

Dichiarazione del Presidente di “Verdi Ambiente e Società” Stefano Zuppello

“La Camera ha approvato con il voto di fiducia la riforma sulla giustizia. Sono rimasti inascoltati gli appelli che gli ambientalisti hanno promosso in questi giorni perché venissero approvate le modifiche alla legge per far rientrare i delitti ambientali tra i reati gravi.

Un passo indietro pesantissimo rispetto a quanto si era riusciti ad ottenere nel corso degli anni e che comunque consideravamo ancora insufficienti, per combattere l’ecomafie, gli inquinatori e gli speculatori.

Le forze dell’ordine e la magistratura hanno portato alla luce solo nel 2020 ben 883 reati contro l’ambiente. Discariche abusive, inquinamento di corsi d’acqua, trasporto abusivo di materiale inquinante, hanno provocato danni ambientali incalcolabili e le migliaia di persone denunciate meritano di essere giudicate. Con questa legge, invece, molti di questi reati potrebbero finire in prescrizione con grande soddisfazione di inquinatori, mafiosi e piromani. Tutto ciò appare grave e inquietante, oltre a rappresentare una macroscopica contraddizione proprio in giornate come queste, dove assistiamo all'emergenza incendi in numerose regioni.

Il tempo dell'indignazione è davvero finito. La politica può e deve ravvedersi. Chiediamo con forza che la legge al Senato venga modificata e che i reati ambientali possano essere perseguiti come meritano.”

Roma, 2 Agosto 2021

domenica 1 agosto 2021

PEDRO CASTILLIO HA GIURATO COME PRESIDENTE LEGITTIMO DEL PERU'

 Dal fb di Davide Rossi (Segretario SISA) 


Più Marx e meno Adam Smith. Il presidente del Perù, Pedro Castillo si è insediato il 28 luglio 2021. Cinque i punti cardine del suo discorso programmatico. Primo, redigere una nuova costituzione per cestinare l'attuale del 1993, troppo liberista. Secondo, pensionare la troppo colonialista «Casa di Pizarro», da sempre il palazzo da dove hanno governato i presidenti peruviani e che sarà trasformato in un museo. Terzo, incrementare le «ronde contadine», organizzazioni di difesa delle comunità che hanno cominciato a funzionare in Perù dagli anni '70 per garantire la sicurezza, amministrare la giustizia e risolvere ogni tipo di problema. «Dobbiamo espandere il sistema delle ronde in Perù, che non è altro che la popolazione organizzata. Promettiamo di crearne laddove non esistono e di includerli nel sistema di sicurezza statale dei cittadini»,  quarto punto, l'espulsione entro 72 ore dei «delinquenti» stranieri, ovvero tutti coloro che speculano e rubano a danno del popolo peruviano a partire dai profittatori stranieri delle minerarie di rame nel sud, stato sociale e sua incremento, dunque, ma, questo il quinto punto, contro i fomentatori di odio e di paura che serpeggiano tra le classi privilegiate, ha garantito il rispetto della proprietà privata.