mercoledì 8 luglio 2026

Basta morti in strada. H. 19 via Gattamelata Milano 8.7.2026

 Milano, luglio 2026

Da arttribune



Artista, esploratrice, animatrice di atelier e di relazioni, Laura Ghirardi ha fatto della pittura, della ceramica, del metallo e del collage un linguaggio per dare forma alle storie. 

Nelle Ghirardie, nelle mostre che organizzava ma soprattutto nei suoi laboratori di pittura ha profuso un’energia generosa, libera e feconda. E l’invito a guardare la vita con immaginazione.

Nell’ambito di uno scontro stradale (in un paese che si ostina a non voler essere accogliente e sicuro per pedoni e ciclisti)

 Laura Ghirardi è stata uccisa oggi 7 luglio 2026 a Milano all’ora di pranzo in Via Colleoni, sotto i grattacieli di CityLife e non lontano da casa sua, mentre si spostava in bici nel suo quartiere.


Mercoledì 8 luglio 






martedì 7 luglio 2026

Magenta. Cittadini 15 Datacenter 0. E domani, 8.7.2026 1500 firme

 Cittadini 15, datacenter 0, in quel di Magenta, se si trattasse di una partita. 

Non solo Magenta, assessori che cadono come foglie a novembre in tutta la città metropolitana di Milano. 

Ma chi ha fatto i gol? 

E soprattutto contro chi han fatto gol? 

Di sicuro, contro il progetto datacenter, poi, che la squadra datacenter fosse composita e articolata, è quello che è emerso dagli eventi. 

Se per scorciatoia cognitiva, pubblicità o colpo di effetto, un assemblea intitolata Nodatacenter, promossa da quelli delle mitigazioni e compensazioni, tra cui, sinistra italiana, che a Bollate visto che hanno il vicesindaco, va benissimo e stesso discorso per Legambiente che lì ha ritirato il ricorso. 

E lì i primi 3 gol, i cittadini portano i partiti promotori a prendere una posizione,  nonostante dal palco la palla venisse buttata sistematicamente in tribuna, dopotutto PD, sinistra italiana e rifo, pensavano alla solita assemblea di autoriflessione in 5 per le elezioni comunali del 2027, e invece, 340 cittadini presenti, hanno chiesto conto al PD del perché non ha presentato le osservazioni al Pgt. (Anticipo, il sesto gol è del sindaco del gobbo che dice che da febbraio 2025 i consiglieri di minoranza hanno il documento sul Datacenter... A dopo!).

La sala chiede una moratoria immediata per un anno di tutti i datacenter in Lombardia. 

M5S e PD, ringraziano sinistra italiana per aver affossato la proposta, poi chiediamoci perché il 50% non vota. Nota, in questo, anche il sindacato di base è stato sussunto assumendo uno di sinistra italiana, e di fronte a uno stipendio, se non hai le lotte alle spalle, lo credi quasi normale. 

Questo era il quarto gol. 

Poi ci sono una serie di gol sulla comunicazione.

A breve per il proseguo.

Nel frattempo, scrivetemi i vostri pareri. 

People have the Power in sottofondo, ovviamente 



Datacenter. Consulta ecologia a Buscate

 Dopo le mobilitazioni in tutta la provincia di Milano, le varie amministrazioni comunali provano a coinvolgere la cittadinanza.

Nota, addirittura Legambiente aveva già fatto una iniziativa.

Buscate 



Nasce il Rho Fiera Hockey 6.7.2026

 Devi allargare una finestra, un qualsiasi lavoretto, ma c'è di mezzo l'ufficio tecnico e devi attendere le risposte, se poi è un attività, le conferenze dei servizi. 

Se invece, come ha spiegato l'alcaldesa di Barcellona, fai parte del "potere", permessi e finanziamenti. 

Qua siamo alla farsa, mentre divampano le polemiche per Milano paradiso dei palazzinari, grattacieli nei cortili, nei parcheggi e nei parchi, gli extra costi di santa Giulia, gli scali ferroviari scippati al pubblico e regalati ai privati.

Senza le conferenze dei servizi che devono coinvolgere gli enti sovracomunali e i comuni confinanti,il consiglio comunale di Rho, il primo luglio, 5 giorni fa, con un voto, crea un grave precedente. Si descrive da solo. 

Nel mentre, a Milano non ci sono palazzetti del ghiaccio. 

Qua il comunicato del comune, nel frattempo la battuta è se si chiamerà Rho Hockey o Fiera Hockey.

Sublime la gaffe di Fontana che davanti ai rossoblu già saima, cita il rosso e il nero dei Devil. Meglio di Vanzina!!! 

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Con la posa del primo pilastro avvenuta questa mattina prendono ufficialmente il via i lavori della Fiera Ice Arena, la nuova struttura dedicata agli sport del ghiaccio che sorgerà nel quartiere espositivo di fieramilanorho grazie a un investimento di 7 milioni di euro interamente sostenuti da Fondazione Fiera Milano. L’impianto che sorgerà davanti a Porta Sud sarà operativo dal prossimo ottobre e, in occasione dell’avvio del cantiere, è stata presentata FRIA, la società che lo avrà in gestione, completando così il percorso che accompagna il progetto dalla fase di ideazione a quella di realizzazione e futura gestione. Condividiamo il comunicato stampa di Fondazione Fiera Milano con qualche integrazione, ricordando che il Consiglio comunale di Rho ha approvato all’unanimità nella seduta del primo luglio il permesso di costruire in deroga e una convenzione consentirà ai ragazzi della città di pattinare nella Fiera Ice Arena a condizioni calmierate.


All’avvio del cantiere erano presenti il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Sindaco di Rho Andrea Orlandi, il Presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti e il Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio Andrea Gios insieme ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e dei partner del progetto. Tra i presenti anche Riccardo Lorello, bronzo nel pattinaggio di velocità sui 5mila metri ai Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, di casa a Rho, l’ad di Fiera Milano Francesco Conci e l’assessore allo Sport del Comune di Rho Alessandra Borghetti.

I lavori si articoleranno in diverse fasi che porteranno al completamento dell'impianto entro il prossimo ottobre, nel rispetto del cronoprogramma previsto. Dopo le attività preliminari di allestimento del cantiere e la posa del primo pilastro, i lavori proseguiranno con il completamento della struttura portante dell'arena. Successivamente saranno realizzati la copertura, gli impianti tecnologici e il sistema di refrigerazione, quindi la pista del ghiaccio, le tribune e gli spazi destinati ad atleti, pubblico e servizi.


Entro fine agosto sarà completata la struttura portante e la posa del telo della tendostruttura per consentire gli allestimenti degli interni della Fiera Ice Arena. Nel mese di settembre, prenderanno forma le tribune, gli impianti di illuminazione e condizionamento e nelle ultime settimane, verrà attivato il sistema refrigerante per la formazione del ghiaccio della pista. La progressione dei lavori ha come obiettivo consentire l'avvio delle attività sportive del Milano Hockey Club secondo il calendario programmato, che prevede il primo match casalingo il 10 o 11 ottobre prossimo.

«Detto, fatto. A poco più di tre mesi dalla presentazione del progetto, la posa del primo pilastro segna il passaggio dalla progettazione alla realizzazione della Fiera Ice Arena. È una delle prime e più concrete espressioni della legacy olimpica di Milano Cortina 2026 e un tassello della strategia con cui vogliamo rendere fieramilano un luogo sempre più vivo durante tutto l'anno e, allo stesso tempo, offrire importanti benefici al territorio, in termini economici, sociali e di visibilità e marketing territoriale a livello internazionale. L'interesse che il progetto sta già suscitando, dal Campionato del Mondo di hockey femminile nel 2027 alle numerose richieste di utilizzo dell'impianto, conferma che stiamo rispondendo a un'esigenza reale del territorio e creando nuove opportunità per lo sport e per il quartiere fieristico», dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano.

«Con l’apertura del cantiere della Fiera Ice Arena
- afferma il Sindaco di Milano Giuseppe Sala - prende forma una delle eredità tangibili di Milano Cortina 2026. L'entusiasmo e l'energia con cui sono state seguite le gare di pattinaggio, di hockey e para ice hockey durante i Giochi invernali hanno messo in luce la grande passione che Milano ha per gli sport del ghiaccio ».

Academy, società partecipata dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e da Fondazione Fiera Milano, costituita con l'obiettivo di gestire e promuovere la pratica degli sport del ghiaccio all'interno della struttura e guidata da Diego Cattani, nominato Amministratore Unico della società. Il progetto ha già riscosso un importante interesse da parte del territorio e del movimento sportivo: circa il 70% delle ore disponibili nel planning annuale risulta infatti già opzionato da società sportive, squadre e altri soggetti interessati all'utilizzo dell'impianto tra attività giovanili, amatoriali e discipline del ghiaccio. La struttura sarà operativa, in via previsionale, dalle 7.00 all'1.00 di notte, garantendo circa 18 ore di attività giornaliera e candidandosi a diventare un punto di riferimento stabile per gli sport del ghiaccio in città.

planning annuale risulta infatti già opzionato da società sportive, squadre e altri soggetti interessati all'utilizzo dell'impianto tra attività giovanili, amatoriali e discipline del ghiaccio. La struttura sarà operativa, in via previsionale, dalle 7.00 all'1.00 di notte, garantendo circa 18 ore di attività giornaliera e candidandosi a diventare un punto di riferimento stabile per gli sport del ghiaccio in città.

L'impianto accoglierà competizioni di hockey su ghiaccio, para ice hockey e pattinaggio di figura ma anche corsi di avviamento delle discipline appena citate e dello short track, con una intensa sinergia con le scuole del territorio. Aperta anche la possibilità di organizzare tornei di curling così come di eventi e spettacoli on ice. Per le attività dedicate alle squadre giovanili e amatoriali di hockey sono in corso interlocuzioni con Milano Prospect, mentre il pattinaggio sincronizzato farà riferimento a Ladybirds. Tutte le informazioni sui corsi saranno disponibili sul sito fria.org e all'indirizzo corsi@fria.org. L'inaugurazione ufficiale dell'impianto è prevista nel mese di ottobre con un galà di pattinaggio che coinciderà con le celebrazioni del centenario della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio.






Dopo la costruzione di nascosto (o così pare..) del merlata bloom, le operazioni immobiliari in cascina merlata, con i video del buon Martino, (o vai col padrone o ti fanno morire come Capisani,Aprea,Pollice,Ciri, Monguzzi e i sindacalisti senza nome), e li pensi al libro di lucia Tozzi, e butti li i paradossi, cs spostati e grattacieli non contestati, con i soliti metodi, e ma non lo vuoi un bel lavoro? 
La geografia è nota, elenchiamo solo i peccati.
Park tower nel parco Lambro.. i vicini non vedono e non sentono? O ora nulla dicono? 
Grattacieli parcheggio di via Gioia, li catapultati in periferia.
Sulla fiera, i metodi Pazzali li abbiamo immaginati tutti e il pensiero va a Carmine Gallo, e a tutti gli operai scomparsi dal2013 al 2015. 
La teatrata stronzi chic, a parte il buonismo con i rider da biciclette da 3000 euro che sono qua a fare le vacanze e conoscere la città .
O le lotte per il privilegio della casa in centro ad affitto fermo al 1951. 

Di fronte a questi fenomeni, o le spie professioniste della bocconi, i poveri cristi sopravvissuti con uno stipendio pubblico più o meno precario, col sogno di vita di una socialdemocrazia sbiadita, l'unico orizzonte i consumi e il produrre benzina per l'ingranaggio.

Mentre il periodo storico ci parla di sogni di indipendenza e socialismo anti coloniale, nell'euskera, come nell'eire, dove il comunismo cinese fa intervistare i segretari del PC. 

Nota. Oggi nasce il circolo di sinistra italiana di Bollate, in tre settimane, vicesindaco, si al Datacenter, rompendo il fronte del no e impedendo la moratoria. 
La credibilità di questi soggetti è pari a nulla, lo sappiamo, come è irritante guardare i social di Onorio Rosati su fb, prima con Antoniol di forza Italia messo li da Eleonora Evi, nemmeno i post su fb, dopo che l'hanno messo in comune a Cormano, e imbucato la yankee canadese nel CDA del parco nord... Non divaghiamo, ora con Daniele Durante, la spia che come tutti i fascisti decontestualizza le frasi, ed eccolo privilegiato con lo stipendio da collaborare regionale. 
Giusto ricordare Claudia Mapelli, fa perdere le elezioni a Gorgonzola e quindi assunta. 
Sarebbe da citare i destri assunti dalla Elena Grandi, lo scemo parolini da 30k (lavorano per Letizia Moratti, lo sappiamo da 3 anni, altro che Verdi. !!!!) 
che difende l'assessora sul tetrapack e le piante morte. 
A proposito,il comunicato stampa dei verdi di Elena Grandi su questo scempio? 
Ah, no, a loro danno i biglietti!!! 

domenica 5 luglio 2026

sabato 4 luglio 2026

Exnovaceta/datacenter raccolta firme in piazza Liberazione Magenta 3.7.2026 e domenica mattina

 Venerdì 3 luglio 2026, piazza liberazione, Magenta, dalle 18.30 alle 22 tanti cittadini hanno avuto modo di conoscere e firmare la petizione per impedire il progetto di un Datacenter, in poche parole, un grosso server di un computer, sempre acceso e sempre illuminato.

La raccolta firme prosegue nei 6 punti che han dato disponibilità e domenica mattina dalle 10 alle 13.


È stata anche occasione per parlare del territorio, nel giorno in cui la notizia è il video dal drone del comitato notangenziale del parco del Ticino.








Questa è un altra petizione, a livello metropolitano e refionale, di Milano Città Metropolitana (55 sindaci avevano scritto a Regione per rinviare la legge sui datacenter) e di Regione Lombardia.

https://www.change.org/p/imporre-un-anno-di-moratoria-per-i-datacenter-in-lombardia?recruiter=701818

DataCenter le colpe di Invernizzi e una visione diversa di città. Da ilnaviglio

 Dalla pagina fb il naviglio 

**** DataCenter le colpe di Invernizzi e una visione diversa di città **** 

Negli ultimi tempi si è sentito dire che il progetto del Data Center a Magenta sia figlio delle scelte della passata amministrazione Invernizzi. Ma stanno davvero così le cose?

In questo video, l'ex sindaco Marco Invernizzi risponde direttamente all'attuale sindaco Luca del Gobbo, carte alla mano, per fare chiarezza una volta per tutte.

Ecco i fatti: a dicembre 2023, con la scadenza del Documento di Piano (DDP) del PGT, l'attuale amministrazione ha ridefinito il futuro delle grandi aree dismesse. È stato proprio in quel momento che l'ex Novaceta ha ricevuto la destinazione d'uso di "Produttivo di tipo innovativo", escludendo logistica o commerciale e aprendo, di fatto, le porte al Data Center.

Ma non si parla solo di urbanistica. Nel video si tocca un tema ancora più profondo: i servizi ai cittadini creati in passato e poi smantellati, e soprattutto due visioni di città completamente diverse a confronto.

Un contenuto fondamentale per chi vuole capire il futuro di Magenta, al di là degli slogan politici.



venerdì 3 luglio 2026

COMMISSIONE CONCERTI 2 LUGLIO

 Dalla pagina del comitato san Siro 

COMMISSIONE CONCERTI 2 LUGLIO

@SCAVUZZO ANNA E @ARIANNA CENSI non si sono presentate nè hanno mandato i loro avatar o digital twin, che avrebbero fatto sicuramente una figura migliore delle originali

Zero ascolto, zero partecipazione, zero titoli

Vicesindaca Scavuzzo e assessore Censi, assenti alla commissione del Municipio 8 che doveva affrontare i problemi emersi nel primo concerto a La Maura e prevenire analoghi disastri nei prossimi del 5 e 6 luglio.

Nulla di nuovo nell’ interesse che questa Giunta ha mostrato in questi anni per i problemi del territorio. 




giovedì 2 luglio 2026

Il traffico di armi dai porti non può più essere coperto da segreto

 Dai social della giornalista Linda Maggiori 

VITTORIA (PARZIALE) MA È UN PRIMO PASSO VERSO LA TRASPARENZA! Il traffico di armi dai porti non può più essere coperto da segreto

Ieri, primo luglio il Tar di Bologna ha accolto, sebbene parzialmente, il ricorso presentato dalla giornalista di inchiesta Linda Maggiori e dall’avvocato Andrea Maestri del Foro di Ravenna, contro il diniego opposto dalle Dogane di Ravenna all’accesso generalizzato agli atti. 

La giornalista all'inizio del 2026 aveva chiesto “la quantità di materiale bellico e componenti di armamenti partiti dal porto di Ravenna nel 2025, divisi per quadrimestre (genn-april, maggio-agosto, sett.-dicembre) e divisi per export transito, e se possibile destinazione e provenienza’.

Le Dogane avevano opposto diniego sottolineando che questi dati avrebbero causato un “pregiudizio per l'ordine pubblico e la politica estera” nonché “un danno concreto all'operatività commerciale dei soggetti potenzialmente controinteressati”. Aggiungendo, peraltro, che “l'interesse pubblico non sempre coincide con l’interesse del pubblico” (sottinteso delle testate giornalistiche). Come se un genocidio e il connesso traffico di armi non fosse di sufficiente interesse pubblico, ma solo un interesse mediatico.

Nella sentenza del Tar, che accoglie il ricorso, si legge: 

“il diniego di AdM non è supportato da adeguata e idonea motivazione, in quanto il mero dato numerico e quantitativo di materiale bellico e armamenti partiti dal porto di Ravenna nell’anno 2025 appare neutro e, quindi, irrilevante rispetto agli interessi pubblici richiamati dall’Amministrazione, non costituendo tali dati un “pregiudizio concreto” alla tutela dei suddetti interessi. Nemmeno è chiarito dall’Amministrazione in quali termini le informazioni richieste avrebbero “natura sensibile”, tale da compromettere gli interessi pubblici tutelati dalla disposizione normativa richiamata. Parimenti, proprio in considerazione della neutralità delle informazioni richieste, non risulta pertinente il riferimento al regime di pubblicità connesso all’istituto dell’accesso civico generalizzato. Sotto distinto profilo, non pare condivisibile nemmeno (...) che la divulgazione delle informazioni richieste comporterebbe la rivelazione di dati economici strategici suscettibili di utilizzo da parte di potenziali concorrenti, arrecando un danno concreto all’operatività commerciale dei soggetti potenzialmente controinteressati, atteso che, come detto, si tratta unicamente di generici dati numerici e quantitativi, senza alcun riferimento, ovviamente, ai nominativi dei soggetti interessati al transito (destinatari, spedizionieri, ecc.), per cui il rischio paventato dall’Amministrazione (...) non appare concretamente (ma nemmeno potenzialmente) configurabile. Quanto all’art. 7 del “Regolamento recante la disciplina relativa all’esercizio dell’accesso documentale e dell’accesso civico previsto dal D. Lgs. n. 33/2013, adottato con Determina del Direttore dell’Agenzia dogane e Monopoli prot. 277401 del 15/05/2025”, AdM non spiega in che termini le informazioni e i dati richiesti sarebbero informazioni di natura riservata o fornite in via riservata dalle autorità doganali durante l’effettuazione dei loro compiti (….). Stante la già evidenziata genericità e neutralità dei dati richiesti, sarebbe stato necessario specificare le ragioni della asserita natura “riservata” delle chieste informazioni, restando, diversamente, meramente affermata una riservatezza di cui non è indicata la fonte. Per le esposte ragioni, dunque, il diniego di accesso generalizzato alla richiesta relativa alla “quantità di materiale bellico” è illegittimo e va annullato, con conseguente ordine all’Amministrazione di concedere l’accesso ai dati e alle informazioni richieste”.

La sentenza del Tar però considera legittimo il diniego di svelare “paese di provenienza e/o destinazione” del materiale bellico e degli armamenti transitati per il porto di Ravenna in quanto “può determinare, indubbiamente, una interferenza con la tutela degli interessi pubblici connessi alla sicurezza nazionale e alle relazioni internazionali, come sopra declinati”.

Secondo l’avvocato Andrea Maestri si tratta di “una vittoria, parziale ma straordinaria per l’impatto che ha nella lotta per la trasparenza e nella causa per i diritti umani violati in Palestina anche grazie al transito di armi dal nostro porto. Viene fortemente stigmatizzata la genericità e pretestuosità delle motivazioni utilizzate dalle Dogane per bloccare l’accesso ad informazioni che invece sono un diritto di ogni singolo cittadino e dell’opinione pubblica posto che la stessa legge definisce il diritto di accesso come un corollario del principio democratico”. 


Linda Maggiori sottolinea: “Ora vogliamo tutti i dati, divisi per quadrimestre, compresi quelli del 2026. Questa sentenza è importante non solo per Ravenna, ma anche a livello nazionale perché ci permetterà di avere i dati (troppo spesso nascosti) relative alle armi che passano su tutti i porti. Siamo molto soddisfatti per questa vittoria, rammarica però il velo di opacità rimasto sulle destinazioni delle armi. Però conosciamo i dati statistici e sappiamo che a maggio 2026 sono partiti 1800 container verso i porti di Haifa e Ashdod, 2400 ad aprile e così via gli altri mesi, con una media di 1500-2000 container ogni mese. Israele resta sempre in cima a tutte le destinazioni delle navi che partono dal porto di Ravenna”. 

Il Coordinamento contro le armi di Ravenna sottolinea: “Un risultato straordinario e importantissimo per tutti noi, per la democrazia e per chi si oppone al traffico di armi dal nostro porto e non solo. Il margine di manovra per celare la verità è sempre più ristretto. Continueremo a vigilare, a chiedere trasparenza e invitiamo il sindaco a fare altrettanto e le istituzioni a collaborare, dando piena attuazione all’Osservatorio sul porto di Ravenna, che finora è stato portato avanti solo da noi cittadini e totalmente ignorato dalle istituzioni”.





12 3 2026 DATACENTER SEDRIANO E VITTUONE

 Da insieme in cammino di Vanzago del 12 marzo 2026

DATACENTER SEDRIANO E VITTUONE | Osservazioni e richieste del Comune di Vanzago

Il territorio della Città Metropolitana di Milano è diventato recentemente oggetto di attenzione da parte di operatori immobiliari e dell’industria digitale alla ricerca di grandi aree dove collocare i cosiddetti “Data Center”. Tali impianti sono edifici su più piani che ospitano quantità ingenti di server connessi alla rete internet che ospitano informazioni digitali.

Vanzago è al riparo da queste infrastrutture poiché il Piano di Governo del Territorio vigente mette al primo posto la tutela e il rispetto dell’ambiente e il mantenimento di una bassissima quota di consumo di suolo al fine di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, perseguendo la salvaguardia già stabilità nei precedenti Piani Regolatori.

Va però osservato che in altri Comuni limitrofi, sono state avviate operazioni immobiliari volte alla realizzazione di tali infrastrutture che possono avere impatti diretti o indiretti su Vanzago. Questi impianti, infatti, consumano molta corrente elettrica, con potenze tra 70 e 150 MW, e sono pertanto collegati alla rete nazionale di alta tensione mediante doppi cavidotti elettrici interrati lunghi anche diversi kilometri. Inoltre, dovendo funzionare ininterrottamente tutto il giorno prevedono la presenza di diverse decine di motori diesel da qualche KW collegati ad un generatore di corrente elettrica che si attivano contemporaneamente nel caso di mancanza di elettricità. Gli stessi generatori di emergenza devono anche funzionare periodicamente per effettuare delle accensioni di prova e di manutenzione. La presenza di questi gruppi elettrogeni, fa sì che tali impianti debbano essere sottoposti a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per la produzione di gas di scarico e di rumore e per gli altri impatti sull’ambiente.

Il Comune di Vanzago sta seguendo con particolare attenzione questo tema per meglio tutelare il proprio territorio e la propria cittadinanza e, più in generale, per tutelare l’ambiente dagli impatti che tali infrastrutture portano con sé. Al momento si registrano le seguenti operazioni più significative:

■ Settimo Milanese | l’area dell’ex-Italtel è stata la prima in zona ad ospitare queste infrastrutture ma, vista la lontananza da Vanzago, non sono impattanti.

■ Rho - Pero | è in fase di completamento dell’iter urbanistico e di VIA, un datacenter di Amazon senza particolare impatto su Vanzago.

■ Cornaredo | sono in fase di progettazione e studio almeno 3 nuovi impianti, per i quali il Comune di Vanzago, valuterà gli eventuali impatti.

■ Vittuone | si sta completando la procedura di VIA per un nuovo datacenter da 100 MW; tale infrastruttura sarà collegata alla nuova stazione elettrica che Terna realizzerà in zona Poglianasca nel Comune di Nerviano. I cavidotti in alta tensione passeranno lungo la SP239Dir in territorio di Arluno ma con un piccola occupazione di circa 36 metri del territorio di Vanzago.

■ Sedriano | nel settembre 2025 è partita la procedura di VIA per un impianto che sarà localizzato in zona Cascina Serinda. Questo data center avrà impatti anche su Mantegazza e Rogorotto per via della sua vicinanza nella parte sud dei due centri abitati.

■ Pregnana Milanese | sono in fase di progettazione 3 data center, 2 dei quali nelle aree ex-Citroen ed ex-IVECO ed uno nell’area ex-Olivetti; vista la vicinanza a Vanzago, questi sono particolarmente impattanti. Rispetto a tali data center, sono in corso le procedure urbanistiche del Comune di Pregnana e sono state avviate le interlocuzioni sovracomunali, di cui si darà notizia in seguito.

In questi primi mesi del 2026, il Comune di Vanzago ha analizzato in maniera dettagliata la documentazione della VIA dei due Data Center di Vittuone e di Sedriano, redigendo le osservazioni riportate nelle deliberazioni disponibili entrando nella notizia del Comune o ai link sotto riportati. Al fine di ridurre/mitigare gli impatti e/o di ottenere compensazioni, il Comune di Vanzago, in piena collaborazione con il Comune di Arluno e in accordo i Comuni di Vittuone e Sedriano che ospiteranno i nuovi impianti, ha chiesto quanto segue:

■■ Data Center di Vittuone

● Realizzazione di un nuovo tratto di pista ciclopedonale di circa 290 metri dal Cimitero di Mantegazza/Rogorotto  fino alla rotatoria tra via Monfalcone in Arluno e la SP239Dir per collegare il sistema di ciclopedonali di Vanzago a quelle della rete sovracomunale;

● Evitare ogni possibile impatto con il terziario del Villoresi “1 BAREGGIO”;

● Realizzazione di un nuovo tratto di ciclopedonale da circa 1,8 km lungo la SP239Dir che congiunge la rotatoria della “Poglianasca” e la rotatoria su via Monfalcone in Arluno-Rogorotto, già richiesta in Aprile 2025 dal Comune di Arluno.

● La documentazione di progetto e le osservazioni sono disponibili a questo link su sito del Ministero dell’Ambiente https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/11520/17425

■■ Data Center di Sedriano

● Realizzare un intervento di riqualificazione urbanistica e sociale sul territorio di Vanzago con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità ciclopedonale all’Oasi del WWF e aumentarne la valorizzazione e la fruizione, che consiste nella creazione del collegamento ciclopedonale da via Roma a via Padre Pio, fare la manutenzione straordinaria della siepe della ciclopedonale di via P. Ferrario e aumentare la qualità e quantità delle piante nel bosco all’ingresso di Mantegazza

● Garantire livelli di emissione di gas di scarico all’interno dei limiti di legge per la Scuola Primaria “De Filippo” e il Centro Civico “Bambini di Beslan” sulla base anche dei rilievi e delle richieste di ARPA;

● Effettuare una campagna di monitoraggio delle emissioni fino ai primi 3 anni di funzionamento del datacenter;

● Utilizzare il 100% di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili;

● Installare impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica sui tetti della Scuola De Filippo, del Centro Civico “Bambini di Beslan” e del Cimitero di Mantegazza/Rogorotto.

● La documentazione di progetto e le osservazioni sono disponibili a questo link su sito del Ministero dell’Ambiente https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/11868/18279

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Per apprezzare la visione completa del sistema di mobilità dolce che coinvolge il Bosco WWF e il Parco Agricolo Sud Milano dopo la realizzazione degli interventi richiesti ai due Data Center succitati, si rimanda alla figura inserita nella notizia del Comune e riprodotta nella seconda immagine di questo post.

Questa la didascalia dell'immagine:

Collegamento ciclopedonale Data Center Sedriano in rosso,

Piste ciclopedonali già esistenti in blu, 

Piste ciclopedonali in realizzazione con Data Center Vittuone e potenziamento strade bianche e principali sentieri in bianco, 

Collegamenti stradali utilizzabili da bici e pedoni in nero

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Deliberazioni della Giunta Comunale inerenti a Procedimenti di Valtutazione di Impatto Ambientale disponibili ai seguenti link:

■ DATA CENTER VITTUONE

□ Deliberazione https://comune.vanzago.mi.it/wp-content/uploads/2026/03/20260102-DGC2-Osservazioni-VIA-Datacenter-VITTUONE.pdf

□ Parere https://comune.vanzago.mi.it/wp-content/uploads/2026/03/MASE-2026-00000991-Datacenter-Vittuone-Parere-Vanzago.pdf

■ DATA CENTER SEDRIANO

□ Deliberazione https://comune.vanzago.mi.it/wp-content/uploads/2026/03/20260205-DGC15-Osservazioni-VIA-Datacenter-SEDRIANO.pdf

□ Parere https://comune.vanzago.mi.it/wp-content/uploads/2026/03/MASE-2026-0026789-Datacenter-Sedriano-Parere-Vanzago.pdf


Dal sito del Comune di Vanzago

https://comune.vanzago.mi.it/datacenter-sedriano-e-vittuone-osservazioni-e-richieste/

martedì 30 giugno 2026

potere al popolo NO AI DATA CENTER NELL'HINTERLAND MILANESE

 Dai social di potere al popolo 

NO AI DATA CENTER  NELL'HINTERLAND MILANESE

Mentre si continua a parlare di "innovazione" e "sviluppo", c'è una domanda che la politica e i grandi investitori evitano accuratamente: chi pagherà il prezzo ambientale della corsa all'intelligenza artificiale?

I data center sono gigantesche infrastrutture industriali che funzionano giorno e notte. Consumano enormi quantità di energia, richiedono ingenti risorse idriche per il raffreddamento e producono calore. Intanto i cittadini devono già fare i conti con estati sempre più torride, siccità, consumo di suolo e crisi climatica.

Ancora una volta il rischio è che ai territori vengano lasciati gli impatti ambientali, mentre i profitti finiranno nelle mani delle grandi multinazionali del digitale.

Ci raccontano che arriveranno sviluppo e posti di lavoro. 

Ma l'esperienza dimostra che, una volta conclusi i cantieri, i posti di lavoro stabili sono pochi, mentre restano infrastrutture energivore, consumo di risorse e nuovi vincoli sul territorio.

Inoltre in.questo sistema basato sul profitto, l'AI porterà sicuramente a una riduzione generalizzata dei posti di lavoro e all' aumento degli introiti per le multinazionali del setttore , invece che a una riduzione della fatica umana e a un miglioramento del reddito dei cittadini.

Noi diciamo che prima di autorizzare nuovi data center servono risposte chiare.

Dove verranno costruiti? Quanta energia consumeranno e da quali fonti arriverà?  

Quanta acqua sarà necessaria per il raffreddamento?  

Quale sarà l'impatto sulla salute, sul clima e sulla qualità della vita? 

Quali benefici concreti avranno le comunità locali?

Non accetteremo che i nostri territori  diventino la nuova frontiera della speculazione legata all'intelligenza artificiale.

Sono interessati da progetti di nuovi data center o da un'espansione di queste infrastrutture i territori di Melzo, Vignate, Liscate, Cassano d'Adda, Settala (Caleppio), Segrate, Peschiera Borromeo, Melegnano, Opera, Rozzano, Noviglio, Settimo Milanese, Cornaredo, Rho, Pero, Vittuone, Pregnana Milanese, Bollate (Cassina Nuova), Siziano, Bornasco, Certosa di Pavia, Bertonico, Ponte San Pietro e Arcene.

Chiediamo ai sindaci e alle amministrazioni locali di fermarsi e ascoltare i cittadini, invece di inseguire gli interessi dei grandi gruppi economici.

Il territorio non è una merce.

L'acqua non è una risorsa infinita.

L'energia non può essere sottratta ai bisogni delle persone per alimentare un modello di sviluppo che scarica sulle comunità i costi e privatizza i profitti.

Potere al Popolo! dice NO alla proliferazione dei data center senza una pianificazione democratica, trasparente e rispettosa dell'ambiente.

Difendere il territorio oggi significa difendere il futuro delle prossime generazioni.

NO AI DATA CENTER NELL'HINTERLAND MILANESE.



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3 storti non fanno uno dritto. Vittuone alla destra e verdi fuori dal consiglio a Legnano

 Dai 3 tentativi di aggressione, della primavera del 2024 per non fare presentare una lista di centrosinistra a Ossona, e della metamorfosi della cosiddetta lista dell'oratorio, in monocolore leghista, a distanza di due anni, complice il monologo di questo "sfortunato" , che cita le fandonie delegittimanti della, già condannata per stalking e falsi articoli (contro Imma Cusmai, già candidata sindaco a Vittuone), nazipadana che si inventa denunce e provvedimenti, tra l'altro, confondere la federazione dei verdi, FEDERAZIONE, non partito, è come chiedere il fallo di mano a pallavolo. Attribuire a Gilberto Rossi le dichiarazioni di Carlo Monguzzi, è un onore per il segretario dei Verdi del magentino, ma è falso, Rossi, certo sosteneva, e sostiene, come ha sottolineato il portavoce nazionale dei Verdi, Onorevole Angelo Bonelli, intervistato al funerale di Carlo Monguzzi.

Non si era risposto alle fandonie per indagare meglio su chi è coinvolto in questa congiura, tra l'altro, citava la frase di Monguzzi, mentre Monguzzi era già ricoverato da un mese e la notizia era riservata solo a una stretta cerchia di persone, tra cui anche il Sindaco Sala, e l'assessora Elena Grandi, ma certo non la nazipadana. 

Usare le frasi di una persona nel letto di morte, ritengo non andasse commentato, tanto misero e volgare.

Per chiudere sul delirante articolo, è l'opposto, cioè, Rossi, Casarolli, Scarano, Patelli, e altri dirigenti lombardi dei verdi, che , pubblicamente in un convegno, hanno chiesto l'assemblea di tutti gli iscritti, in seguito alle inchieste della magistratura sui grattacieli nei cortili.

È volgare parlare di danaro, ma la vicenda dei verdi milanesi e lombardi ruota attorno a un presunto debito di 70.000 euro per la vecchia sede di via Fiamma, dal 2003 circa al 2008. Debito che portò al commissariamento prima delle elezioni regionali e che noi chiediamo che, se vero, sia pagato dai verdi di Milano o dall'assessore Elena Grandi, che, ricordiamolo, ha assunto i due collaboratori, senza l'indicazione della verde assemblea, quindi, potrebbe anche pagare lei, grazie ai suoi 120.000 annui da assessore. 

In più, ci sono una serie di rapporti economici ventennali, ma non è sede.


In seguito alle "dichiarazioni spontanee" del tizio che ha minacciato, si evince come questi "sfortunati di paese" vivano in un mondo loro, e testimonianza dell'assurdità, il tavolino davanti alla porta di una abitazione e sedie e tavoli sullo stretto marciapiede, mentre, in altri spazi del paese, attività che hanno maggior spazio, si vedono negare permessi o addirittura vessati e stalkerizzati, con parcheggi cancellati e permessi non concessi.

 (Pare che i permessi per le feste abusive, invece li fanno di default, purtroppo non contano mai, perché al massimo la capienza è di 200 persone. A Casorezzo , tensostruttura con cucina stabile, massimo 200 persone o multe salatissime, a Ossona, ma va... Fanno le multe agli oppositori politici, che ovviamente le segnalano e portano al Prefetto. ).

In tutto questo, le dimissioni da assessore e dal consiglio comunale di Gussoni, non sono neutre e ininfluenti. Perché se Gussoni, aveva fame di tragattino nelle feste abusive sopracitate, almeno aveva una partenza pseudo democratica. Per lasciare sia l'incarico da Assessore e, quello da consigliere comunale, significa che politicamente è insanabile. 

Tanti e motivati i motivi di Gussoni per abbandonare la giunta leghista. Come è noto, la lega nei sondaggi è dietro verdi sinistra e rischia di scomparire a causa di un loro ex vicesegretario, questo significa, brutalmente si mettono a posto, e allora un proliferare di enti consorzi etc.  

Probabilmente la vicenda del fotovoltaico nell'ultima campagna ossonese, il CD ranteghetta, progetto risalente almeno al 2022, tenuto nascosto ai cittadini fino a una settimana dalle osservazioni, il 25.5.2025. è stata l'ennesima goccia.


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Ossona. Il centro sinistra chiede le dimissioni di Venegoni, dopo le dimissioni di Porzio che seguono le dimissioni di Gussoni

 Dai social del centrosinistra ossonese 

Ossona, Città metropolitana di Milano

Martedì 30 giugno 2026

Nota stampa del centrosinistra di Ossona

Venegoni, dimettiti.

Dopo aver fatto di Ossona una barzelletta da sacrestia, in un paio di mesi, oltre alle inconcludenze amministrative, e l'impoverimento del tessuto sociale, due assessori si sono dimessi. 

A nostro avviso, già il giorno successivo alla votazione del Pgt, doveva chiudersi questa amministrazione, e ovviamente con l'annullamento dell'atto. 

L'ultimo atto, un cittadino si è rivolto fin alla prefettura e anche il consigliere Garavaglia S. (Fdi), chiedeva contezza delle risposte, sia al cittadino che alla prefettura.

Sottolineiamo la questione del fotovoltaico a terra che ha tenuto banco negli ultimi mesi, a quanto pare, almeno da metà 2022, cioè dalla vendita dell'area ex novaceta, le amministrazioni erano a conoscenza del progetto.

Non si prendono per fessi i cittadini. 

Pur sottolineando le differenze politiche con gli assessori Gussoni e Porzio, un grazie per queste loro scelte, che non sono certo state superficiali o per tempo, ma per una chiara visione politica. 


Sindaco Venegoni, prendi atto, anche dopo il referendum, dove eravate schierate, tutte e 4 le liste per la riforma, quasi mille ossonesi hanno votato in difesa della costituzione, e ad Ossona era chiaramente un voto politico. 

Da sottolineare il clima creato in paese, con attività pubbliche come il cineforum, o teatro e altro, finalizzate ad uso esclusivo, fino ad arrivare a impedire gli interventi dei cittadini, o tentativi di aggressione, e le pressioni indebite sui datori di lavoro e attività antisindacale.

In attesa di leggere al più presto le dimissioni di Venegoni, ricordiamo anche la delibera della corte dei conti, che doveva essere pubblicata in home Page del Comune per 60 giorni ed era in un link non immediato. 

Ossona merita di più. 

Ringraziando i due assessori per aver dimostrato rispetto agli Ossonesi è urgente ripartire da una pratica democratica condivisa, per smascherare i doppi giochi. 

Il centrosinistra di Ossona chiede le dimissioni del Sindaco Giovanni Venegoni, il suo progetto politico è finito, 2 assessori su 3, dei componenti della lista, hanno lasciato la maggioranza, uno, addirittura il consiglio comunale. 

Il dato politico è netto, incontrovertibile. 

In più, si tratta di due dei tre, con più preferenze.

Venegoni rispetta Ossona e i suoi abitanti, rassegna le dimissioni. 

Venegoni, hai usato le istituzioni, dimostrando confusione tra ciò che è pubblico e privato, laico o confessionale, e creando deserto sociale. 

Nemmeno la gestione di due lampioni, per la viabilità, stile bullismo di paese, e ancora tutti noi pendolari ci chiediamo perché spostare di 20 metri una fermata del bus. 

Due su tre, i più votati e coloro che presumibilmente hanno costruito e retto l'architettura del progetto politico. 

Ossona non può essere ostaggio di chi si sente ormai estinto e superato da un ex generale. 


Gilberto Rossi

Per Cambiamo Ossona 

Tavolo del centrosinistra "campo largo" Ossona

Gilberto Rossi 




Le preferenze delle 4 liste di destra alle ultime amministrative 

Il centrosinistra non si era presentato 




lunedì 29 giugno 2026

Ossona. Secondo assessore lascia la Giunta

 Lunedì 29 giugno, Fabio Porzio rassegna le dimissioni.

È il secondo assessore che lascia la giunta di Ossona; a differenza dell'altro assessore, rimane in consiglio comunale. 

Mentre scriviamo non possiamo riportare nessuna nota della lista civica o dichiarazioni dell'assessore uscente. 

Un silenzio che è più di un Boato. 

Ossona e gli ossonesi non possono che augurarsi le dimissioni del Sindaco e di tornare al voto, magari dopo un semestre o più di commissari prefettizi, in modo di chiarire alcune criticità che si trascinano da molti anni, dal tema del bilancio (la delibera della corte dei conti), a quello del Pgt, oltre al clima creato nel paese. 

I numeri sono impietosi, se avesse avuto un minimo di bon ton istituzionale, Giovanni Venegoni si sarebbe dimesso dopo il referendum. 

Lasciare la maggioranza è sempre una scelta importante e per nulla leggera, indica spesso il rispetto per le istituzioni e per i propri elettori. Un applauso all'assessore, agli assessori, che non hanno voluto reggere il gioco all'ultimo monocolore leghista d'Italia.

L'assessore che aveva lasciato pochi mesi fa


Sostituito da


Queste dimissioni portano anche a analizzare cosa era accaduto per le elezioni del 2024, senza la lista di centrosinistra (in seguito ai 3 tentativi di aggressione al segretario dei verdi, la sofferta e giusta decisione del centrosinistra), si sono presentate 4 liste di destra, e colpisce subito all'occhio, leggendo le preferenze, che qualcosa di "particolare", probabilmente c'è stato. Una lista dove non si sono votati?