domenica 28 giugno 2026

Datacenter. Testo legge Regione Lombardia

 Supplemento n. 23 - Venerdì 05 giugno 2026

– 2 – Bollettino Ufficiale

Legge regionale 3 giugno 2026 - n. 11

Disposizioni in materia di insediamento di centri dati

IL CONSIGLIO REGIONALE 

ha approvato 

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE 

promulga la seguente legge regionale:

Art. 1

(Oggetto, finalità e definizioni)

1. La presente legge, nel rispetto della normativa euro-unitaria e statale, prevede disposizioni per la realizzazione, l’ampliamento e il monitoraggio dei centri dati, di cui al comma 2, nel territorio della Regione, al fine di: 

a) sostenere la crescita del sistema produttivo, anche attraverso la digitalizzazione e lo sviluppo tecnologico, favorendo gli investimenti pubblici e privati volti all’innovazione tecnologica nel settore dei centri dati e a promuovere l’insediamento nei sedimi industriali dismessi;

b) promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio e la tutela dell’ambiente, con particolare attenzione alla salvaguardia delle risorse idriche, alla rigenerazione urbana e territoriale, alla riduzione del consumo di suolo, alla salvaguardia della biodiversità e del paesaggio, nonché alla tutela dei parchi regionali, alla bonifica ambientale e all’attuazione di misure di mitigazione paesaggistica, attraverso strumenti di perequazione territoriale e compensazioni ambientali, in coerenza con la programmazione regionale;

c) garantire l’efficienza energetica e la sostenibilità ambien-

tale dei centri dati, promuovendo il ricorso prioritario a fonti 

a impatto carbonico neutrale, il recupero e il riutilizzo del 

calore di scarto anche attraverso reti di teleriscaldamento, 

lo sviluppo di tecnologie efficienti per la riduzione dei con-

sumi energetici;

d) promuovere che l’insediamento e l’ampliamento dei cen-

tri dati avvengano in coerenza con la capacità delle reti 

infrastrutturali. 

2. Ai fini della presente legge, si definisce «centro dati» il com-

plesso costituito dalla struttura fisica e dall’infrastruttura tecno-

logica per la progettazione, la produzione, lo sviluppo e l’imple-

mentazione di applicazioni e di servizi informatici, nonché per 

l’archiviazione, l’elaborazione, il trattamento e la gestione dei 

dati digitali associati a tali applicazioni e servizi.

3. Ai fini della presente legge, si applicano, altresì, le definizioni 

contenute nel Regolamento delegato (UE) 2024/1364 della Com-

missione del 14 marzo 2024 sulla prima fase dell’istituzione di un 

sistema comune di classificazione dell’Unione per i centri dati.

Art. 2

(Priorità insediative ed energetico-ambientali)

1. Per la realizzazione o l’ampliamento dei centri dati di cui 

all’articolo 1, commi 2 e 3, sono individuate le seguenti priorità 

insediative ed energetico-ambientali:

a) insediamento nelle aree individuate dai comuni come 

ambiti nei quali avviare processi di rigenerazione urbana e 

territoriale, ai sensi dell’articolo 8, comma 2, lettera e quin-

quies), o dell’articolo 8 bis della legge regionale 11 marzo 

2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio), nelle aree di-

smesse, ivi comprese aree di cave e miniere dismesse o non 

più attive, contaminate, ivi compresi i siti orfani, degradate,

inutilizzate e sottoutilizzate, come individuate dai comuni ai 

sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e bis) e dell’articolo 

40 bis, della l.r. 12/2005, nonché nelle aree potenzialmente 

contaminate individuate ai sensi della normativa vigente, 

tenuto, altresì, conto della prossimità e della compatibilità 

con le infrastrutture elettriche, anche al fine di ridurre l’im-

patto territoriale delle nuove opere di connessione;

b) uso di energia da fonti a impatto carbonico neutrale, nel 

rispetto della normativa vigente, in relazione alle caratteri-

stiche dell’area destinata all’insediamento del centro dati 

e a seconda della fattispecie tecnologica dell’impianto 

di produzione di energia utilizzato, mediante l’impiego, al 

massimo tecnicamente possibile, delle superfici effettiva-

mente disponibili nell’area medesima;

c) riutilizzo dell’energia termica da raffreddamento delle in-

frastrutture digitali in processi di teleriscaldamento, in altri 

usi che impiegano i cascami termici, a favore di comunità 

energetiche rinnovabili, di utenze pubbliche o collettive;

d) adozione di soluzioni tecnologiche per il raffreddamento dei 

centri dati che escludono prelievi da pubblico acquedotto, 

da acque superficiali o da acque sotterranee destinate ad 

uso potabile e da acque superficiali ad uso irriguo, e prelievi 

da fiumi e laghi tutelati dalla normativa europea e naziona-

le, e che privilegiano tecnologie ad elevata efficienza idrica, 

il riciclo delle acque grigie interne, l’utilizzo di risorse idriche 

non qualificate e che prevedono la restituzione delle acque 

utilizzate a sistemi irrigui o ambientali compatibili.

2. Le priorità energetico-ambientali di cui al comma 1, lettere 

b), c) e d), sono specificate sulla base di criteri, parametri e soglie 

definiti con deliberazione della Giunta regionale da adottare en-

tro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente 

legge, tenuto conto del sistema europeo di classificazione e degli 

indicatori chiave di prestazione energetici e di sostenibilità previsti 

dall’allegato II, punto 1, del Regolamento europeo n. 2024/1364, 

anche in relazione all’apporto e al consumo di acqua.

Art. 3

(Misure premiali in caso di applicazione 

delle priorità insediative ed energetico-ambientali) 

1. Con deliberazione della Giunta regionale, da adottare en-

tro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente 

legge, sono specificate, per i casi di insediamento dei centri dati 

secondo una o più delle priorità di cui all’articolo 2, comma 1, le 

seguenti misure premiali, anche cumulabili tra loro, e le relative 

modalità applicative:

a) riduzione dei termini del procedimento di valutazione di 

compatibilità di cui al comma 7 dell’articolo 5; 

b) adozione di protocolli di semplificazione;

c) priorità nell’assegnazione di risorse finanziarie regionali 

previste in bandi e avvisi per l’innovazione digitale, la tran-

sizione industriale e il potenziamento delle infrastrutture 

tecnologiche e di connettività in fibra ottica, nonché per 

interventi di rigenerazione urbana e territoriale;

d) riduzione del contributo di cui all’articolo 19, comma 1, del 

decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, 

n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regola-

mentari in materia edilizia), limitatamente alla relativa 

componente riferita all’incidenza delle opere necessarie al 

trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi e gas-

sosi, entro un minimo del 10 per cento e fino a un massimo 

del 30 per cento, determinata dai comuni;

e) riduzione della superficie destinata a parcheggi pertinen-

ziali, come definita nel Piano di governo del territorio (PGT), 

nella misura del 50 per cento; tale percentuale è incremen-

tabile, fino ad un massimo del 75 per cento, con deliberazio-

ne del consiglio comunale o in sede di variante al PGT.

2. Le misure di cui al comma 1 sono definite nel rispetto della 

normativa vigente in materia ambientale, urbanistica ed edilizia, 

nonché dei principi di concorrenza, proporzionalità, trasparenza 

e non discriminazione.

3. Al fine di promuovere l’insediamento dei centri dati, nel ri-

spetto delle priorità di cui al comma 1, i comuni possono pre-

vedere, nell’ambito della disciplina urbanistica, misure premiali 

ulteriori rispetto a quelle previste al medesimo comma.

Art. 4 

(Misure per l’accelerazione dei procedimenti autorizzatori. 

Modifica all’articolo 8 della l.r. 24/2006)

1. Qualora, per l’insediamento o per la modifica sostanziale, 

di cui all’articolo 5, comma 1, lettera l-bis), del decreto legislativo 

3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) riguardante 

i centri dati, sia necessario il rilascio di un’autorizzazione integra-

ta ambientale (AIA) per impianti o attività ricadenti nell’ambito 

di applicazione dell’articolo 7, comma 4 ter, del medesimo de-

creto legislativo, la Regione è l’autorità competente, nel rispetto 

anche dei principi di precauzione, prevenzione e tutela ambien-

tale, al rilascio di tale autorizzazione nell’ambito del procedi-

mento unico di cui all’articolo 8 del decreto-legge 20 febbraio 

2026, n. 21 (Misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia 

elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la 

competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle in-

dustrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione del-

la saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico) convertito, con  modificazioni, dalla legge 10 aprile 2026, n. 49.

2. In conseguenza di quanto previsto al comma 1 del presen-

te articolo, all’articolo 8 della legge regionale 11 dicembre 2006, 

n. 24 (Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in 

atmosfera a tutela della salute e dell’ambiente), è apportata la 

seguente modifica:

a) alla fine del primo periodo del comma 2 sono aggiunte le 

seguenti parole: «, nonché delle autorizzazioni di competenza 

regionale per impianti o attività ricadenti nell’ambito di appli-

cazione di cui all’articolo 7, comma 4 ter, del d.lgs. 152/2006, 

riguardanti i centri dati di cui alla legge regionale recante 

(Disposizioni in materia di insediamento di centri dati).».

3. Per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1, la Regione 

si avvale anche del supporto tecnico scientifico dell’Agenzia re-

gionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) ai sensi dell’ar-

ticolo 4 della legge regionale 14 agosto 1999, n. 16 (Istituzione 

dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente – ARPA). 

4. Presso la direzione regionale competente, individuata con 

deliberazione della Giunta regionale, è istituito lo «Sportello re-

gionale per i centri dati» cui spetta la gestione del procedimen-

to unico per il rilascio delle autorizzazioni ai progetti di centri dati 

di cui all’articolo 8 del decreto-legge 21/2026 convertito dalla 

legge 49/2026, nei casi in cui l’autorità competente per l’AIA sia 

la Regione ai sensi del comma 1.

5. Ai fini dell’istruttoria dei procedimenti di cui al presente ar-

ticolo, i progetti di realizzazione o ampliamento dei centri dati 

sono corredati da una relazione energetica che:

a) individua le soluzioni adottate per massimizzare la produ-

zione di energia da fonti rinnovabili in sito;

b) descrive le ulteriori modalità di approvvigionamento da 

fonti rinnovabili;

c) indica le motivazioni tecnico-economiche che giustificano 

il mancato o parziale utilizzo delle soluzioni di cui alla lette-

ra a);

d) riporta valutazioni previsionali degli indicatori di prestazio-

ne energetica e ambientale, sulla base delle migliori tec-

nologie disponibili e applicabili allo specifico progetto;

e) sia corredata da uno studio di fattibilità tecnico-econo-

mica per il recupero del calore tramite teleriscaldamento, 

ove previsto dal progetto.

6. La relazione di cui al comma 5 è redatta secondo criteri, pa-

rametri e contenuti definiti dalla deliberazione di cui all’articolo 

2, comma 2, e costituisce elemento rilevante ai fini dell’istruttoria 

e della definizione delle eventuali misure compensative.

7. ARPA e le ATS concorrono, per quanto di rispettiva compe-

tenza, anche in termini di obiettivi di performance, all’attuazione 

delle finalità di cui alla presente legge.

8. Per accelerare, uniformare e agevolare lo svolgimento dei 

procedimenti di Autorizzazione unica ambientale (AUA) di cui 

al decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59 

(Regolamento recante la disciplina dell’autorizzazione unica 

ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in 

materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e su-

gli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, 

a norma dell’articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, 

convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35) e 

dei procedimenti di AIA riguardanti i centri dati di cui alla presen-

te legge, è istituita una task force, composta da rappresentanti 

tecnici della Regione, di ARPA, delle ATS, di ERSAF, delle province 

e della Città metropolitana di Milano e di ANCI Lombardia, al fine 

di proporre linee di indirizzo tecnico-amministrativo per la relativa 

approvazione con deliberazione della Giunta regionale.

9. Il procedimento per il rilascio delle autorizzazioni previste dal-

la presente legge assicura il rispetto dei principi di trasparenza, 

pubblicità degli atti e partecipazione, in conformità alla disciplina 

statale vigente, con particolare riferimento alle disposizioni di cui 

al d.lgs. 152/2006 in materia di valutazioni ambientali e di AIA.

Art. 5

(Profili urbanistici)

1. Ai fini della presente legge, il centro dati con potenza richie-

sta di connessione di oltre 5 MW si qualifica con destinazione 

d’uso urbanistica produttiva. Fatto salvo quanto previsto al primo 

periodo, il centro dati con potenza richiesta di connessione fino 

a 5 MW è compatibile con le destinazioni d’uso urbanistiche pro-

duttiva, terziaria e direzionale. Ferma restando la destinazione pro-

duttiva, anche ai fini del calcolo del contributo di cui al comma 

2, l’insediamento del centro dati è consentito anche in aree con 

destinazione a servizi tecnologici, se in forma complementare o 

accessoria alla destinazione principale, qualora il centro dati ri-

sulti integrato con centrali o impianti di teleriscaldamento ai fini 

del recupero e della valorizzazione dell’energia termica prodotta 

dai sistemi di raffreddamento del medesimo centro dati.

2. Ai fini del calcolo del contributo di costruzione, compren-

sivo degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e del 

contributo di cui all’articolo 19, comma 1, del d.p.r. 380/2001, 

nonché per la definizione delle dotazioni territoriali, i centri dati 

sono ricompresi tra gli insediamenti di carattere produttivo. 

3. In caso di interventi realizzati su aree dismesse, le eventua-

li misure compensative, ulteriori rispetto a quelle stabilite dalla 

normativa statale, possono essere rimodulate in riduzione sulla 

base di una valutazione economico-finanziaria che tenga con-

to dei costi, a carico dell’operatore, per la bonifica o per la mes-

sa in sicurezza delle aree.

4. In caso di insediamento del centro dati in aree diverse da 

quelle di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), che consumano 

suolo agricolo nello stato di fatto, si applica un incremento del con-

tributo di costruzione dovuto pari al 100 per cento e pari al 200 per 

cento nei casi in cui l’area di insediamento del centro dati ricada 

nel perimetro di aree di cui alla legge regionale 30 novembre 1983, 

n. 86 (Piano regionale delle aree regionali. Norme per l’istituzione e 

la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali non-

ché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale) da 

destinare a misure compensative ecologiche, ambientali, energe-

tiche e di riqualificazione urbana e territoriale. Tali misure possono 

essere realizzate anche dall’operatore interessato, previo accordo 

con il comune, nel rispetto delle prescrizioni eventualmente rese 

nell’esito delle valutazioni ambientali, ove applicabili.

5. Il piano attuativo presentato o l’istanza di titolo abilitativo 

per la realizzazione o l’ampliamento di un centro dati assistito 

da gruppi elettrogeni di emergenza indica, anche ai fini del co-

ordinamento con le procedure di verifica di assoggettabilità a 

valutazione di impatto ambientale (VIA) e con quelle di VIA di 

cui al d.lgs. 152/2006, il relativo parametro di potenza termica 

nominale, espressa in MW, con valenza indicativa. Detto para-

metro è assunto quale valore di riferimento iniziale ai fini della 

pianificazione attuativa, ferma restando la definizione puntuale, 

in sede di titolo abilitativo, all’esito del procedimento autorizzato-

rio unico di cui all’articolo 8 del decreto-legge 21/2026 converti-

to dalla legge 49/2026.

6. Il piano attuativo presentato o l’istanza di titolo abilitativo 

per la realizzazione o l’ampliamento di un centro dati indica an-

che il parametro della potenza richiesta di connessione.

7. In riferimento alle disposizioni di cui ai commi 5 e 6, gli inter-

venti per la realizzazione o l’ampliamento di un centro dati, con 

parametro della potenza richiesta di connessione superiore a 10 

MW, si qualificano di rilevanza sovracomunale e sono assogget-

tati a valutazione di compatibilità mediante apposita conferenza 

consultiva di concertazione per la verifica delle esternalità e degli 

impatti sulle componenti territoriali, ambientali, infrastrutturali e 

sociali, ai fini della sottoscrizione di specifico accordo territoriale 

di pianificazione sovracomunale per l’adozione di forme di coor-

dinamento e di misure perequative e compensative, ecologiche, 

ambientali, energetiche e di riqualificazione urbana e territoriale. 

Ulteriori misure compensative consistenti in interventi di integra-

zione e sviluppo socio-economico delle comunità locali posso-

no essere adottate, secondo criteri di proporzionalità rispetto alla 

dimensione dell’intervento e agli impatti ambientali e territoriali 

previsti. A seguito dell’istanza del comune interessato, la Città 

metropolitana di Milano o la provincia territorialmente interessata 

convoca la conferenza consultiva di concertazione con i comuni 

coinvolti dalle esternalità. La conferenza consultiva di concerta-

zione è convocata dalla Regione nel caso di interventi con pa-

rametro della potenza richiesta di connessione superiore a 50 

MW o di interventi localizzati in ambiti territoriali interprovinciali o, 

comunque, nei casi in cui il procedimento autorizzatorio unico sia 

di competenza regionale sulla base dell’articolo 4, comma 1, e 

in forza delle disposizioni dell’articolo 8, comma 1, del decreto-

legge 21/2026 convertito dalla legge 49/2026. Nella conferenza 

consultiva di concertazione il rappresentante legale di ciascuna 

amministrazione partecipante può essere affiancato dalle pro-

prie strutture tecniche per garantire il necessario supporto cono-

scitivo e valutativo. Alla conferenza può essere invitato anche il 

proponente del piano attuativo o dell’istanza.

8. Per gli interventi qualificati di rilevanza sovracomunale ai sensi 

del comma 7, la valutazione di compatibilità tiene conto di even-

tuali modalità di attuazione per fasi funzionali, ai fini della verifica 

dell’effettiva disponibilità delle infrastrutture energetiche e idriche, 

nonché della definizione delle misure perequative e compensative


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Supplemento n. 23 - Venerdì 05 giugno 2026

– 4 – Bollettino Ufficiale

previste nell’ambito della procedura per la sottoscrizione dell’ac-

cordo territoriale di pianificazione sovracomunale.

9. I criteri per lo svolgimento della valutazione di compatibilità 

nell’ambito della conferenza consultiva di concertazione di cui al 

comma 7 sono definiti con la deliberazione della Giunta regionale 

di cui al comma 10, distinguendo tra i casi di nuovi insediamenti e 

quelli di ampliamento che comportano una modifica sostanziale 

ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera l bis), del d.lgs. 152/2006.

10. Le modalità di svolgimento della procedura per la sotto-

scrizione dell’accordo territoriale di pianificazione sovracomu-

nale di cui al comma 7, senza aggravio dei tempi del proce-

dimento amministrativo principale, e il ruolo del rappresentante 

regionale nel contesto di tale procedura sono specificati con 

deliberazione della Giunta regionale. Con la medesima delibe-

razione sono definiti i criteri per la determinazione delle misure 

perequative e compensative delle esternalità territoriali, ambien-

tali, infrastrutturali e sociali, che possono costituire il quadro di 

riferimento strategico per le valutazioni ambientali eventualmen-

te applicabili ai sensi del d.lgs. 152/2006, avendo a riferimento, 

altresì, le priorità di cui all’articolo 2, comma 1, lettere da b) a d).

11. I criteri previsti dalla deliberazione della Giunta regiona-

le di cui al comma 9 possono essere utilizzati dai comuni, quali 

linee guida ai fini delle valutazioni di competenza in caso di in-

sediamento dei centri dati con parametro richiesto di connes-

sione fino a 10 MW.

12. Le soglie di potenza di connessione richiesta, come sta-

bilite al comma 7, sono decrementate dalla potenza nominale 

complessiva di energia fotovoltaica installata in copertura o a 

terra all’interno dell’area oggetto dell’intervento, laddove rien-

trante tra le aree di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a).

Art. 6

(Misure per l’accelerazione dell’individuazione delle aree 

dismesse, contaminate, degradate, inutilizzate e sottoutilizzate)

1. Anche al fine di promuovere gli insediamenti dei centri dati 

nelle aree di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), i comuni, entro 

e non oltre trecentosessantacinque giorni dalla data di entrata 

in vigore della presente legge, individuano o aggiornano l’indi-

viduazione, ai sensi degli articoli 3 e 10, comma 1, lettera e bis), 

della l.r. 12/2005, delle aree dismesse, contaminate, degradate, 

inutilizzate e sottoutilizzate presenti sul territorio comunale, non-

ché le aree interessate dall’insediamento di centri dati esistenti, di 

nuova realizzazione o oggetto di ampliamento.

2. L’individuazione delle aree di cui al comma 1, è effettuata 

con deliberazione del consiglio comunale, che acquista effica-

cia con la pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione 

Lombardia (BURL) dell’avviso di avvenuta individuazione, previo 

invio delle informazioni geolocalizzate in forma digitale alla Re-

gione e alla Città metropolitana di Milano o alla provincia ter-

ritorialmente interessata. A tal fine, la Giunta regionale mette a 

disposizione dei comuni strumenti tecnici di supporto, banche 

dati e modelli standardizzati di analisi territoriale.

3. Ciascun comune provvede ad aggiornare annualmente, 

esclusivamente qualora siano intervenute variazioni sostanziali 

rispetto all’ultimo rilevamento, la ricognizione di cui al comma 2 

con deliberazione del consiglio comunale, che acquista effica-

cia con la pubblicazione nel BURL del relativo avviso, previo invio 

delle informazioni in forma digitale alla Regione e alla Città me-

tropolitana di Milano o alla provincia territorialmente interessata.

4. L’adempimento di quanto previsto ai commi 1, 2 e 3 costi-

tuisce criterio di premialità per l’erogazione delle risorse di cui 

all’articolo 12, comma 1, della legge regionale 26 novembre 

2019, n.  18 (Misure di semplificazione e incentivazione per la 

rigenerazione urbana e territoriale, nonché per il recupero del 

patrimonio edilizio esistente. Modifiche e integrazioni alla legge 

regionale 11 marzo 2005, n. 12 «Legge per il governo del territo-

rio» e ad altre leggi regionali).

5. La mancata individuazione o il mancato aggiornamento, 

da parte dei comuni, delle aree di cui al comma 1 non costitui-

sce causa ostativa alla presentazione delle istanze per la realiz-

zazione o l’ampliamento dei centri dati.

6. La Regione, le province e la Città metropolitana di Milano 

pubblicano le informazioni raccolte mediante geoportale sul 

proprio sito istituzionale entro sessanta giorni dal ricevimento 

delle informazioni geolocalizzate. Il rispetto del termine di cui 

al primo periodo costituisce specifico obiettivo di performance 

per la Regione. Il mancato rispetto dello stesso termine, da parte 

delle province e della Città metropolitana di Milano, costituisce 

motivo di esclusione, per la Città metropolitana di Milano o per 

la provincia interessata, dall’assegnazione di risorse regionali in 

materia di governo del territorio, fino al relativo adempimento.

Art. 7

(Accesso da parte delle autorità competenti 

alle informazioni relative ai centri dati)

1. Al fine di assicurare il corretto monitoraggio dei dati e l’ef-

ficace attuazione della presente legge, entro centoventi giorni 

dalla data di entrata in vigore della medesima, la Giunta re-

gionale definisce, previa intesa con il Ministero dell’ambiente e 

della sicurezza energetica, le modalità di interoperabilità con la 

banca dati europea sui centri dati di cui al Regolamento (UE) 

2024/1364, ferma restando la necessaria riservatezza delle infor-

mazioni e degli indicatori ivi contenuti, secondo quanto previsto 

dalla normativa di riferimento.

Art. 8

(Cabina di regia sui centri dati)

1. È istituita una cabina di regia permanente con funzioni 

di monitoraggio e indirizzo in materia di centri dati, ivi compre-

si quelli già esistenti, presieduta dal Presidente della Giunta re-

gionale o dall’assessore dallo stesso delegato e composta da 

rappresentanti della Regione, di ANCI Lombardia, di UPL, di ARPA, 

di ERSAF, della Città metropolitana di Milano e delle università, 

nonché, previa intesa, da rappresentanti del gestore della rete di 

trasmissione nazionale e degli altri gestori delle reti infrastruttura-

li elettriche e, per i profili di competenza, da rappresentanti degli 

enti di governo degli ambiti del servizio idrico integrato territorial-

mente interessati, di cui alla l.r. 26/2003. La partecipazione alla 

cabina di regia è a titolo gratuito e ai componenti non sono cor-

risposti gettoni, compensi, rimborsi spese o altri emolumenti co-

munque denominati. La cabina di regia, per lo svolgimento del-

le proprie funzioni, si avvale del contributo di soggetti pubblici e 

privati, anche mediante audizioni o consultazioni, ivi compresi i 

soggetti gestori del servizio idrico integrato territorialmente inte-

ressati, le associazioni maggiormente rappresentative del setto-

re dei centri dati e le associazioni di categoria maggiormente 

rappresentative del sistema economico e produttivo lombardo.

2. La cabina di regia di cui al comma 1, anche sulla base 

delle informazioni acquisite dagli enti gestori delle reti di cui al 

primo periodo dello stesso comma, analizza l’evoluzione tec-

nologica del settore, valuta l’efficacia delle politiche regionali, 

gli impatti cumulativi degli insediamenti derivanti dal consumo 

energetico, dai prelievi idrici, dal consumo di suolo e in relazione 

alla qualità ambientale ivi compresi gli aspetti correlati all’inqui-

namento acustico, con particolare riferimento agli ambiti terri-

toriali a elevata concentrazione, anche in termini di incremento 

del fabbisogno energetico e di adeguatezza delle infrastrutture, 

analizza gli aspetti di consumo energetico, idrico e relativi all’ef-

fetto «isola di calore», ed elabora proposte di modifiche normati-

ve di aggiornamento.

3. Le attività di cui al comma 2 sono svolte anche mediante 

la condivisione, da parte del gestore della rete di trasmissione 

nazionale, della mappatura delle disponibilità e delle capacità 

della rete elettrica, anche in relazione alla localizzazione attuale 

e potenziale dei centri dati.

4. La cabina di regia garantisce il monitoraggio anche attra-

verso la mappatura dei centri dati esistenti e, per l’esercizio delle 

funzioni previste dal presente articolo, è supportata dalla task 

force di cui all’articolo 4, comma 8.

Art. 9

(Norme transitorie e finali)

1. La disciplina dei procedimenti di cui all’articolo 4 si applica 

alle istanze per la realizzazione o l’ampliamento dei centri dati, 

di cui all’articolo 1, comma 2, presentate dalla data di pubbli-

cazione nel BURL delle linee di indirizzo tecnico-amministrativo di 

cui all’articolo 4, comma 8. I procedimenti relativi alle AIA di cui 

alla presente legge, pendenti alla data di cui al primo periodo, 

sono conclusi dalla Città metropolitana di Milano o dalla provin-

cia territorialmente interessata. 

2. La disciplina della procedura per la sottoscrizione dell’ac-

cordo territoriale di pianificazione sovracomunale di cui all’ar-

ticolo 5, comma 7, si applica alle istanze di piano attuativo o di 

titolo abilitativo per la realizzazione o l’ampliamento di un centro 

dati presentate dalla data di pubblicazione nel BURL delle mo-

dalità di svolgimento della suddetta procedura e dei relativi cri-

teri per la determinazione delle misure perequative e compen-

sative di cui all’articolo 5, comma 10.

3. La Giunta regionale adotta la deliberazione di cui all’articolo 4, comma 4, entro trenta giorni dalla data di entrata in  vigore della presente legge e le deliberazioni di cui all’articolo 4, comma 8, e di cui all’articolo 5, commi 9 e 10, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 

Art. 10

(Clausola valutativa)

1. Il Consiglio regionale controlla l’attuazione della presente 

legge e valuta i risultati raggiunti nel regolare lo sviluppo dei 

centri dati in Lombardia, con riferimento agli effetti sul sistema 

territoriale, ambientale ed economico. A tal fine, la Giunta regio-

nale, anche avvalendosi del contributo della cabina di regia di 

cui all’articolo 8, presenta al Consiglio regionale, a distanza di 

un anno dall’approvazione della presente legge e successiva-

mente a cadenza biennale, una relazione che documenta: 

a) gli esiti delle collaborazioni istituzionali attivate;

b) le risultanze della ricognizione delle aree prioritarie di inse-

diamento e della mappatura dei centri dati esistenti, auto-

rizzati o in fase di realizzazione, con riferimento alle princi-

pali caratteristiche generali disponibili; 

c) gli effetti degli insediamenti in termini di rigenerazione terri-

toriale e consumo di suolo, nonché le principali tipologie di 

misure compensative attuate;

d) le principali ricadute energetiche e ambientali, sulla ba-

se delle informazioni disponibili presso le amministrazioni 

competenti e degli esiti delle valutazioni ambientali;

e) gli elementi conoscitivi relativi all’integrazione con il siste-

ma energetico territoriale, ove disponibili;

f) l’attività dei comuni e le eventuali criticità emerse nella ri-

cognizione delle aree dismesse e inquinate;

g) le criticità emerse nell’attuazione della legge e le soluzioni 

individuate per farvi fronte.

2. Il Comitato paritetico di controllo e valutazione e la com-

missione consiliare competente possono indicare ulteriori am-

biti di approfondimento rispetto a quanto previsto al comma 1.

3. I soggetti pubblici coinvolti nell’attuazione della presente 

legge rendono disponibili alla Regione i dati e le informazioni 

già detenuti nell’ambito delle rispettive competenze, nel rispetto 

della normativa vigente in materia di riservatezza dei dati.

4. La Giunta regionale rende accessibili i dati e le informazio-

ni raccolti per le attività valutative previste dalla presente legge, 

nel rispetto delle disposizioni in materia di riservatezza dei dati.

5. Il Consiglio regionale esamina la relazione secondo quan-

to previsto dal Regolamento generale e la rende pubblica uni-

tamente agli eventuali documenti che ne concludono l’esame.

Art. 11

(Clausola di neutralità finanziaria)

1. All’attuazione delle disposizioni della presente legge si fa 

fronte con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a 

legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri 

a carico della finanza pubblica.

La presente legge regionale è pubblicata nel Bollettino ufficiale 

della Regione.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare 

come legge della Regione Lombardia.

Milano, 3 giugno 2026 

p. Attilio Fontana

Comazzi Gianluca Marco

(Approvata con deliberazione del Consiglio regionale n. XII/1532 

del 26 maggio 2026)

sabato 27 giugno 2026

I comitati datacenter fanno rete. Certosa di Pavia 4.7 h.19.30

 Dal web 

Il 4 luglio nasce una rete.

Non una rete digitale, ma una rete di cittadini, comitati, associazioni ed esperti che da tutta la Lombardia si ritroveranno per confrontarsi su una domanda sempre più attuale:

come costruire il futuro senza compromettere ambiente, territorio e salute?

Se ti sei chiesto perché tante comunità si stanno mobilitando sul tema dei data center, il 4 luglio è il giorno giusto per scoprirlo.

Una serata aperta a tutti, con testimonianze, confronto, musica, buon cibo e la presenza di associazioni, studiosi, giornalisti, professionisti ed esperti che si occupano di questi temi.

La Rete dei Comitati Lombardi nasce il 4 luglio.

Ti aspettiamo il 4 luglio al Festival dell'Intelligenza Naturale, a Certosa di Pavia.

(messaggio degli organizzatori)


venerdì 26 giugno 2026

Exnovaceta, datacenter. Progetto Magenta sul voto in consiglio e sul comitato nodatacenter

 dai social di progetto magenta

ecco la risposta migliore alla miopia della maggioranza.

ℹ️La città vuole partecipare. Vuole essere informata, capire, approfondire. E quando le istituzioni chiudono le porte, sono i cittadini ad aprirle.

👎In Consiglio comunale la maggioranza ha scelto di istituire una commissione con funzioni esclusivamente consultive, bocciando la nostra proposta di avviare un vero percorso partecipativo fatto di incontri pubblici, assemblee e momenti di confronto aperti a tutta la cittadinanza.

‼️Oggi nasce un Comitato "No Data Center". È la dimostrazione che il bisogno di partecipazione non si può fermare con un voto.

Come #ProgettoMagenta abbiamo scelto di non entrare a far parte del Comitato. È una scelta precisa: crediamo che sia giusto lasciare ai cittadini uno spazio autonomo, libero da appartenenze politiche, per organizzarsi e far sentire la propria voce.

🟡⚫️Noi continueremo a fare la nostra parte nelle istituzioni, portando avanti le ragioni della trasparenza, dell'informazione e della partecipazione. Saremo sempre disponibili al confronto, agli approfondimenti e ad ascoltare le proposte che arriveranno dalla città.

🟰Perché una comunità cresce quando i cittadini partecipano. E questa è una bellissima lezione di cittadinanza.

#cittadinanzaattiva #datacentermagenta 


Consiglio comunale di Magenta

lettura della delibera congiunta di progetto magenta e partito democratico

https://www.facebook.com/reel/1067861985566409

giovedì 25 giugno 2026

Magenta. Approvata la commissione per area exnovaceta, ipotesi datacenter 25.6.2026

 Magenta, sala consiliare Mariangela Basile, mercoledì 24 giugno. 

120 cittadini in sala consiliare e fuori, un centinaio collegati on line. 

Video quiMilano 

https://www.facebook.com/share/v/1JqpnCMbXn/

Qui il link per rivedere il consiglio comunale. 

https://magenta.consiglicloud.it/home

Non è stata anticipata la discussione del punto 11, come chiesto dalle minoranze, ragion per cui hanno lasciato svolgere e trattare i punti precedenti senza intervenire. 

L'istituzione della commissione è stata votata e approvata, non il percorso partecipativo richiesto dal PD. 

Ricordiamo che dall'assemblea di due settimane fa, era emersa la proposta di una moratoria in tutta la Lombardia per i datacenter, anche in seguito alla lettera di oltre 50 sindaci della città metropolitana di Milano.





mercoledì 24 giugno 2026

Il bingo delle primarie? Tozzi su Negri per Goisis

 Da un semplice commento, un dibattito per smascherare, una di quelle che pare una delle mosse dell'entourage di mrExpo 


SINISTRA BOCCONI: GOISIS BLEAH (Riad Lucia Lucia Tozzi 

Che peccato. il tuo impegno di anni, da Basilio Rizzo a Via Padova e sulla casa, di indiscutibile qualità e radicalità, la tua intelligenza ed energia portati a supporto di una persona di formazione bocconiana, che ha insegnato public governance in Bocconi, che ha lavorato con la Bisconti e con Rabaiotti, che ha fatto parte del direttivo di Rena e fa parte di Saichepuoi, un'associazione che comprende molti altri del circuito Bocconi e della comunicazione/organizzazione eventi, tra cui l'ex assessora Bisconti e Andrea Minetto, per anni uno degli uomini id punta dell'assessorato alla cultura per Sala e Pisapia. Come puoi pensare che questo circuito possa essere quello che cambierà le politiche urbane e della casa? SAICHEPUOI creò un "Patto per la città collaborativa" per le elezioni dell'ottobre 2021, quelle che frammentarono la compattezza e il peso politico dei comitati e dei movimenti e portarono al disgraziato SALA2. Tra i candidati che firmarono quel patto, oltre a te che purtroppo non sei stato eletto, ci furono: emmanuel Conte (!), Martina Riva(!), Pierfrancesco Maran (!), Anna Scavuzzo (!), e molti altri tra i protagonisti di una delle giunte più antidemocratiche e chiuse alle richieste dei cittadini degli utlimi 50 anni.  Possibile che non venga fatta un'autocritica sul proprio modo di intendere la partecipazione? Bada bene non penso che si debba essere "puri", ma che si debba essere chiari, al di là di ogni ambiguità. Si può avere lavorato con i peggiori, ma poi se ci si vuole accreditare politicamente come attore del cambiamento bisogna prendere posizione in modo esplicito, prendere parte alle lotte contro l'amministrazione, e non su singole battaglie, volgendo sempre le critiche in proposte.  Sto scrivendo senza la minima volontà di insultare chicchessia, ma mi preme moltissimo sottolineare gli effetti che questo tuo appoggio produce su quelle lotte: quasi nessuno conosce Goisis, perché semplicemente non ha preso parte alla battaglia su san siro, alla battaglia sulla Salvamilano, alle grandi battaglie contro la rigenerazione selvaggia, per salvare piazza d'armi, la goccia della bovisa, contro le Olimpiadi, etc. La sua idea politica di partecipazione è invece quella di conciliare le esigenze dei cittadini con il sistema di sviluppo corrente: piccole soluzioni: non salviamo le grandi aree naturali dalla distruzione, facciamo invece le piazzette con gli alberelli. non cerchiamo di ostacolare la vendita di san siro, poniamo il problema dello spazio pubblico nel futuro progetto (con quali esiti?). molti simboli, molte politiche simboliche, ma mai schierarsi sulle questioni cruciali, alla base. il suo dossier sulle piscine (eccellente) non porta a battersi con gli abitanti per tenerele tutte pubbliche gestite dal pubblico, ma a trovare un compromesso id gestione pubblico-privata a prezzi più moderati su una o due. Sulle grandi questoni (Reddito, abitare, rendita) Goisis afferma che non tutto dipende dalle amministrazioni ma assegna alla politica comunale un ruolo di comunicazione positiva sul tema. E invece il tuo appoggio porta molti dei militanti sulla casa, sull'abitare, sugli spazi pubblici a pensare che sta appoggiando un radicale, uno che la pensa come noi su come la città - le città - si debbano trasformare, e che si batterà per tradurre le loro istanze in politiche reali. Questo crea confusione, dispersione di un voto che invece potrebbe avere un suo peso se rimanesse compatto. un'altra volta. di nuovo. e faciliterà la strada ai soliti decisi dagli stessi gruppi di interesse che hanno governato fino a ora. Peccato,  è proprio un dispiacere.



Fermiamo il ddl caccia sparatutto

 Dai social di Legambiente e delle associazioni animaliste 

Il Senato ha scelto la via della violenza contro la natura e gli animali selvatici. Con il voto di ieri, la maggioranza ha approvato il #DDLCACCIA, decidendo di ignorare la volontà degli italiani, le evidenze della scienza e la sicurezza delle persone. 

Ieri eravamo in tantissimi in piazza al Pantheon per dire NO con un presidio organizzato insieme a ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali Odv, LAC - Lega per l'Abolizione della Caccia, LAV, Lipu e @WWF Italia. Eppure, la politica ha preferito fare un regalo elettorale alle lobby venatorie.

Con questa legge boschi, parchi e spiagge rischiano di trasformarsi in poligoni di tiro senza regole: silenziatori liberalizzati, controlli azzerati, silenzio venatorio eliminato, uccelli migratori colpiti nel momento più delicato della loro vita. 

Il governo sostiene che sparare serva a tutelare la biodiversità (spacciando i cacciatori per “bioregolatori” e la caccia diventa per legge “attività utile alla conservazione della biodiversità”. È un assurdo rovesciamento della realtà scritto nero su bianco: gli ecosistemi si regolano da soli. La natura si difende tutelando gli habitat e ascoltando quello che dice la scienza. 

Non dimentichiamo i dati: negli ultimi 20 anni gli incidenti di caccia hanno causato 1.937 vittime tra morti e feriti. Una media di 96 persone all’anno. La sicurezza dei cittadini viene prima del divertimento di una minoranza. 

Ora la battaglia si sposta alla Camera. La nostra mobilitazione non si ferma, si intensifica. Oggi non basta indignarsi, serve prendere posizione. 

Fai girare questo post articolo e coinvolgi più persone possibili. 

Dobbiamo diventare un coro impossibile da ignorare. 

#IoMiOppongo 








martedì 23 giugno 2026

La Milano di Sala e catella.

 Nel paradiso dei palazzinari, non c'è posto per briciole di umanità.

Da fb 

𝐔𝐧𝐚 𝐛𝐫𝐢𝐨𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢 𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐢𝐫𝐚̀ 

𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑔𝑜𝑚𝑏𝑒𝑟𝑜 

22 Giugno 2026 - ore 10:24

Anton ha 6 anni.

È immobile e impaurito nel cortile popolare di via Recoaro, con gli occhi spalancati cerca di ascoltare tutto quello che gli adulti si dicono.

Intorno tanti poliziotti e carabinieri.

La sua colpa è che insieme alla sua famiglia vivono per necessità senza contratto in un alloggio Aler. 

Se ne contano circa un terzo di case lasciate vuote e non assegnate nel quadrilatero Giambellino Inganni Lorenteggio Odazio.

È sceso in cortile insieme a Mariam, 8 anni, anche lei smarrita e con gli occhi gonfi di pianto. 

Le forze dell’ordine si sono presentate a casa la mattina presto, senza la presenza dei servizi sociali per tutelare i due figli e di nessun mediatore per poter spiegare alla mamma, che non parla italiano, quello che stava succedendo.

Appena può arriva Ilaria, operatrice sociale del segretariato sociale di Comunità Nuova, che sale in casa e arriva anche l’assistente sociale del Nucleo Sgomberi. Non si guarda in faccia a nessuno, bisogna seguire le procedure.

La madre viene denunciata.

Quando conviene però sembra che le procedure non servano, improvvisano chiedendo alla figlia, che piange disperata vedendo la madre che fa altrettanto, di tradurre. Grazie all’intervento di Ilaria si mette fine a questa scena straziante e Aler contatta telefonicamente una mediatrice che spiega alla madre cosa sta succedendo.

L’assistente sociale propone alla famiglia una sistemazione in dormitorio che la madre e i suoi due figli accettano. 

Nel frattempo Ilaria porta giù i figli in cortile per staccarli da quella situazione così drammatica. Anton, scende in ciabatte e con una tunichetta a righe verticali rossa e dorata, probabilmente la stessa che ha usato per dormire. 

Eccolo lì il pericoloso occupante, immobile, a cui sembra quasi che si chieda di essere già adulto e responsabile. Ma con gli occhi vispi torna bambino appena vede un gatto all’inseguimento di uno dei tanti topi che invadono il cortile. E allora scatta anche lui, li rincorre per vedere come va a finire. È l’occasione per Sandra e Sara - operatrice e volontaria del quartiere - per agganciarlo, tirarlo in mezzo e proporre a tutti e due di andare a far colazione. Mariam non è convinta di lasciare la mamma sola. Il viso di Anton si riempie con un sorriso ma non osa dire di sì fino a quando la sorella non acconsente. Ci proviamo un po’ tutti. Poi si convincono perché solo loro sanno dove è il bar più vicino e devono accompagnarci. Gli chiedo di portarmi una bella brioche al cioccolato perché sono goloso e Anton se la ride complice. 

Intanto arriva anche il Presidente del Municipio e l’assistente sociale comunica che non c’è posto quindi la famiglia dovrà rimanere lì.

Scende in cortile la mamma con un vestito dai colori sgargianti e gli occhi gonfi di pianto che non smette di ringraziare chi l’ha aiutata. 

Anton e Mariam tornano dal bar con gli occhi furbetti e dicono che le brioche sono finite.

Poi si nascondono, cercano dentro allo zaino e tirano fuori la più buona brioche (alla crema) del mondo.

Che sa di sorrisi, diritti e libertà.

Perché dietro ogni pratica, ogni sgombero, ogni numero, ci sono persone.

Ci vogliono rassegnati, impauriti, divisi.

Noi continueremo a difendere il diritto all'abitare, con solidarietà, dignità e gioia.

Una brioche vi seppellirà.


Comunità Nuova Sicet Milano Laboratorio di Quartiere Giambellino-Lorenteggio




Percorsi partigiani 5.7.2026

 DOMENICA 5 LUGLIO 2026 

ritorna la biciclettata nei luoghi della Resistenza con picnic finale nel parco di villa Annoni. 

Ogni tappa racconta una storia.



NUOVI OGM, APPROVATO IL PESSIMO REGOLAMENTO EUROPEO: VAS RILANCIA LA BATTAGLIA PER LA BIODIVERSITÀ, LA TRASPARENZA E LA PICCOLA AGRICOLTUR

 NUOVI OGM, APPROVATO IL PESSIMO REGOLAMENTO EUROPEO: VAS RILANCIA LA BATTAGLIA PER LA BIODIVERSITÀ, LA TRASPARENZA E LA PICCOLA AGRICOLTURA

Dichiarazione del Presidente di Verdi Ambiente e Società Stefano Zuppello

“L'approvazione del nuovo regolamento europeo sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) segna una pagina negativa per l'agricoltura europea, per la tutela della biodiversità e per il diritto dei cittadini a essere informati su ciò che producono e consumano.

Con il voto del 17 giugno, il Parlamento europeo ha scelto di allentare drasticamente le regole che per oltre vent'anni hanno disciplinato gli organismi geneticamente modificati, escludendo gran parte delle nuove varietà ottenute attraverso interventi genetici dagli obblighi di valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura. Una decisione che indebolisce il principio di precauzione, uno dei pilastri della legislazione ambientale europea, e che rischia di aprire la strada a una progressiva perdita di trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare.

Ancora più grave è il fatto che siano stati respinti gli emendamenti che avrebbero limitato il potere dei brevetti e tutelato agricoltori e piccoli selezionatori. Dietro la narrazione dell'innovazione e della sostenibilità si intravede infatti il rischio concreto di un'ulteriore concentrazione del controllo delle sementi e delle risorse genetiche nelle mani di poche multinazionali dell'agrochimica e delle biotecnologie. A pagare il prezzo di questa scelta potrebbero essere soprattutto la piccola e media agricoltura europea, i produttori indipendenti, le aziende biologiche e quelle realtà che ogni giorno custodiscono la biodiversità agricola dei nostri territori.

Purtroppo il governo italiano è stato tra i protagonisti del processo di approvazione di questo regolamento che liquida in un sol colpo 26 anni di OGM FREE che hanno contraddistinto il nostro Paese.

Verdi Ambiente e Società è impegnata da decenni nella difesa della qualità alimentare, della biodiversità e della libertà di scelta dei consumatori. Lo abbiamo fatto con la storica campagna Mangiasano, che ha rappresentato uno dei punti di riferimento dell'ambientalismo italiano nella battaglia per un'alimentazione sana, trasparente e libera dagli interessi delle grandi lobby agroindustriali. Oggi quella battaglia continua e assume una nuova centralità.

Non accettiamo che si affermi il principio secondo cui prodotti ottenuti attraverso interventi genetici possano arrivare sul mercato senza adeguate forme di informazione ai cittadini. Non accettiamo che il diritto dei consumatori a scegliere consapevolmente venga sacrificato sull'altare degli interessi economici di pochi grandi gruppi industriali. Non accettiamo che il futuro dell'agricoltura europea venga affidato a tecnologie presentate come soluzione universale ai problemi climatici e produttivi senza un confronto realmente aperto e indipendente sui loro effetti economici, ambientali e sociali.

La partita non è conclusa. Nei prossimi mesi sarà necessario sostenere tutte le iniziative giuridiche e politiche che possano mettere in discussione gli aspetti più controversi del regolamento. Occorrerà promuovere una revisione della disciplina dei brevetti affinché nessuno possa appropriarsi, attraverso strumenti giuridici discutibili, del patrimonio genetico che appartiene alla natura e al lavoro collettivo di generazioni di agricoltori.

Sarà inoltre fondamentale rafforzare una rete di territori, amministrazioni locali, associazioni, produttori e cittadini impegnati nella difesa dell'agricoltura di qualità, delle filiere corte e della sovranità alimentare. La vera risposta alle sfide del cambiamento climatico non è la dipendenza crescente dalle tecnologie proprietarie delle multinazionali, ma il sostegno alla ricerca pubblica, all'agroecologia, alla biodiversità coltivata e al lavoro delle piccole aziende agricole che rappresentano il cuore vivo delle campagne italiane ed europee.

Verdi Ambiente e Società continuerà a essere al fianco di chi difende un modello agricolo fondato sulla trasparenza, sulla tutela dell'ambiente, sulla salute dei cittadini e sulla dignità del lavoro agricolo. Perché il futuro del cibo non può essere deciso nei consigli di amministrazione delle multinazionali, ma deve restare nelle mani delle comunità, degli agricoltori e dei cittadini europei.”

Sindaco di rifondazione comunista, addetto stampa fascista. Arluno 2026

 Nella città metropolitana di Milano, su 133 comuni  sono meno di una decina i sindaci di sinistra o presunta tale.

Pubblichiamo questa nota, perché dopo il "democracy washing" in villa Litta a Ossona, dove il sindaco già professore, mentre credeva di fare una lezione colta su Socrate e Platone, era usato come pedina moneta di scambio, oltre che deriso dal pubblico, dopotutto se parli di Socrate, di superare la famiglia, a una platea di dio patria famiglia, qualche domanda me la farei. 

Arriviamo all'ufficio stampa, ammesso e non concesso che in un Comune di 10 Mila persone, possa servire tale figura, un "addetto stampa" della destra lombarda, che ha attribuito in più servizi la responsabilità a città metropolitana per la discarica, quando la legge regionale è chiara sulla competenza esclusivamente regionale, mentre la exprovincia è solo esecutrice. 

Il comune di Arluno ha sostenuto la lotta contro la discarica, fino a quando in una assemblea pubblica si scoprì che non erano mai stati fatti i ripristini settennali, dal 1968. 

Quindi, un ultras della destra, fa articoli dando colpe alla sinistra, e poi viene assunto da Alfio Colombo sindaco di Arluno con la nomea di venire da rifondazione comunista, ma ora il dubbio se sia un democristiano fascistoide o solamente uno stanco professore di provincia che ha perso la bussola. 

Necessario dire che chi si riempie la bocca di democrazia poi agisce come un padrone degli anni 80 che si inventa i sindacati di comodo. 

Sinceramente, venti anni fa abbiamo fatto una Festa ad Arluno, un massacro di dieci giorni, non è venuto una volta a pulire. Punto. E mi aveva corretto una frase di Rousseau. 


Nel frattempo, hanno bruciato il dopo lavoro dell'abb, le case del popolo di Arluno sono chiuse o in gestione a privati e non a realtà sociali, qua si potrebbe obiettare che non è compito dell'amministrazione, certo in Lombardia è sempre solo e tutto dei padroni, dopotutto se un sindaco di rifondazione prende un addetto stampa fascista. 


Stalinisti che non hanno capito Stalin, perché se fai la guerra escludendo i verdi e circondandoti di niente, poi vai a sbattere. 

Parliamo della piazza del municipio di Arluno, era bellissima, piante, l'edicola, la pavimentazione drenante (e si, c'era già), ma 200 o più e passa mila euro per un opera inutile, per la propaganda della destra su come la sinistra, ideologica e stupida, butta soldi pubblici per lavori inutili, dove chi guadagna, è spesso di destra. 


Da ex bibliotecario della biblioteca popolare provo molta tristezza a vedere come si è ridotta la bella cittadina di Arluno.

Certo ci sono state forze esterne importanti a inquinare il tutto. Arluno andrebbe studiata per come la sussunzione ha agito verso e contro dei sognatori che di Arluno, avevano fatto un riferimento per musica e cultura.


Nota. Molti politici locali, causa le difficoltà nelle dinamiche dei partiti, si guardi ad esempio i verdi di Milano città, "acquistati" da Confindustria e neutralizzati per non dire peggio. Idem per altri partiti. 

Quindi in sintesi, ci sono una decina di sindaci (e assessori) che sono stati iscritti ai verdi, e ora non più. Non è un problema dei verdi, ma di democrazia. 

Cito le elezioni di Corbetta, Ballarini, consigliere metropolitano di forza Italia e sindaco, si candida con 6 liste civiche contro anche se stesso, cioè forza Italia. Non ha vinto, ha stravinto. 

Avendo citato forza Italia, pensate al congresso di Gallarate, ai rinvii e ai numeri. 

domenica 21 giugno 2026

Magenta. Urbanistica/datacenter 946 firme nella mattina di domenica 21.6.2026

 Così suo social, il nascente comitato osservatorio magentino sui datacenter 


Video quiMilano 

https://www.facebook.com/share/v/18uJ6wUjHL/

Tutti invitati a partecipare e a seguire il consiglio comunale chiesto da progetto Magenta e partito democratico 

https://liberanotizienews.blogspot.com/2026/06/ex-novaceta-progetto-magenta-e-partito.html?m=1








Festa del solstizio 2026. Cuggiono. Foto e video quiMilano

 Una speranza in cammino, una fiera di utopie concrete, tanti esempi. Nell'incantevole cornice di Villa Annoni a Cuggiono, la 35° Festa del solstizio d'estate, Festa della BIOREGIONE DEL TICINO


Nota particolare, il ricordo di Emilio Molinari e di Carlo Monguzzi, nella giornata di domenica e nell'ambito della fiera della piccola editoria indipendente

Il mio ricordo (ndr Gilberto Rossi)



Venerdì sera, Ersilio Mattioni ha presentato il suo ultimo libro

Clock per video Libro di Ersilio Mattioni

 e a seguire, lo spettacolo teatrale, il rifiuto dei rifiuti di e con Nora Picetti.


Video quiMilano 












venerdì 19 giugno 2026

SAN SIRO E DINTORNI: stanno succedendo cose gravissime Il Parco dei Capitani è inquinato?

 COMUNICATO STAMPA

SAN SIRO E DINTORNI: stanno succedendo cose gravissime

Il Parco dei Capitani è inquinato?

Da una decina di giorni il Parco dei Capitani (futura sede dell’eventuale nuovo stadio) è stato recintato con cesate impedendone l’accesso. Nessun cartello informativo è stato esposto.

La cosa ha suscitato rabbia e preoccupazione in tutta la zona. E’ stato chiesto anche un intervento dei vigili che però non ha avuto seguito.

In occasione del Forum organizzato nei giorni scorsi dal Comune sulla VAS dello Stadio, abbiamo appreso che la recinzione è stata fatta per sospetta contaminazione.

Questa affermazione è gravissima sia nel caso corrisponda a verità sia nel caso contrario.

Nel primo caso il comportamento delle istituzioni è stato irresponsabile:

 

- è stato creato un parco pubblico usufruito dalla cittadinanza dal 2016, in una area di sospetta contaminazione

- nello scorso febbraio su questa area sono state realizzate strutture per l’inaugurazione delle Olimpiadi con lavoratori che hanno rivoltato la terra in profondità

 

Nel secondo caso, se cioè quello che è stato detto non corrisponde a verità, il comportamento è altrettanto grave, perché si prendono in giro i cittadini e ancora una volta si usa l’argomento contaminazione per aggredire il verde, consumare suolo e procedere nella realizzazione di progetti infausti.

E’ stato fatto un accesso agli atti per vedere le carte, ma finora nessuna risposta

Questa è l’ennesima brutta e opaca operazione a San Siro e dintorni ma i cittadini reagiranno per tutelare un bene pubblico.

 

RETE DEI COMITATI DELLA CITTA’ METROPOLITANA DI MILANO

 

19 /6/2026



Memorandum Iran Usa

L'Iran ha pubblicato il testo integrale del Memorandum d'Intesa in 14 punti:

Testo integrale del Memorandum d'Intesa di Islamabad tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America

La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America, congiuntamente e in buona fede, hanno concordato quanto segue il 18 giugno 2026:

1. La Repubblica Islamica dell'Iran, gli Stati Uniti d'America e i loro alleati nell'attuale guerra, con la firma del presente memorandum d'intesa, dichiarano la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano, e si impegnano a non intraprendere da ora in poi alcuna guerra o operazione militare l'uno contro l'altro, a astenersi da minacce o dall'uso della forza reciproco e a garantire l'integrità territoriale e la sovranità del Libano. L'accordo finale confermerà la fine definitiva della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, e le altre disposizioni del presente comma.

2. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America si impegnano a rispettare reciprocamente la sovranità e l'integrità territoriale e a astenersi dall'interferire negli affari interni dell'altro.

3. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America si impegnano a condurre negoziati e a raggiungere un accordo finale entro un massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.

4. Immediatamente dopo la firma del presente memorandum d'intesa, gli Stati Uniti d'America inizieranno a revocare il blocco navale e qualsiasi molestia od ostruzione contro la Repubblica Islamica dell'Iran, e porranno fine completamente al blocco navale entro 30 giorni. Durante questo periodo, il traffico navale sarà proporzionale al volume di traffico prebellico stabilito dalla Repubblica Islamica dell'Iran. Gli Stati Uniti d'America si impegnano inoltre a ritirare le proprie forze militari dall'area periferica della Repubblica Islamica dell'Iran entro 30 giorni dopo l'accordo finale.

5. Dopo la firma del presente memorandum d'intesa, la Repubblica Islamica dell'Iran si adopererà con il massimo impegno per garantire il transito sicuro delle navi commerciali, gratuitamente per soli 60 giorni, dal Golfo Persico al Mare dell'Oman e viceversa. Il traffico navale commerciale inizierà immediatamente e sarà stabilito entro 30 giorni, tenendo conto della necessità di rimuovere ostacoli tecnici e militari e di bonificare le mine da parte della Repubblica Islamica dell'Iran. La Repubblica Islamica dell'Iran negozierà con il Sultanato dell'Oman per determinare la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, in conformità con il diritto internazionale applicabile e i diritti sovrani dei paesi costieri dello Stretto di Hormuz, e consulterà anche con gli altri paesi costieri del Golfo Persico.

6. Gli Stati Uniti d'America si impegnano, insieme ai propri partner regionali, a creare un programma definitivo concordato da entrambe le parti per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell'Iran, fornendo almeno 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di attuazione di questo programma sarà finalizzato come parte dell'accordo finale entro 60 giorni. Tutte le necessarie approvazioni, deroghe e licenze per le relative transazioni finanziarie saranno fornite dagli Stati Uniti d'America.

7. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a porre fine a tutti i tipi di sanzioni contro la Repubblica Islamica dell'Iran, incluse le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le risoluzioni del Consiglio dei Governatori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica e tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, sia primarie che secondarie, secondo un calendario concordato come parte dell'accordo finale. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America riconoscono l'importanza fondamentale della questione della rimozione delle sanzioni sopra menzionata e dichiarano la loro intenzione di affrontare prontamente tali questioni nei negoziati per raggiungere un accordo comune su di esse.


8. La Repubblica Islamica dell'Iran ribadisce che non produrrà né acquisirà armi nucleari. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America hanno concordato che lo stato dei materiali arricchiti stoccati sarà risolto attraverso un meccanismo concordato da entrambe le parti e secondo il calendario stabilito nella clausola 7, almeno mediante diluizione in loco, sotto la supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Entrambe le parti concordano inoltre di discutere la questione dell'arricchimento e altri argomenti concordati reciprocamente relativi alle esigenze nucleari della Repubblica Islamica dell'Iran sulla base di un quadro soddisfacente da concordare nell'accordo finale. L'accordo finale confermerà le disposizioni del presente comma. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America riconoscono l'importanza fondamentale delle questioni nucleari sopra menzionate e dichiarano la loro intenzione di affrontare prontamente tali questioni nei negoziati per raggiungere un accordo comune su di esse.

9. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America concordano di mantenere lo status quo fino al raggiungimento di un accordo finale; la Repubblica Islamica dell'Iran manterrà lo status quo nel suo programma nucleare e gli Stati Uniti d'America non imporranno nuove sanzioni contro l'Iran né schiereranno ulteriori forze militari nella regione.

10. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a emettere immediatamente deroghe dal Dipartimento del Tesoro per l'esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e loro derivati, e tutti i servizi correlati inclusi transazioni bancarie, assicurazioni, trasporti, ecc., dopo la firma del presente memorandum d'intesa e fino alla revoca delle sanzioni.

11. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a rendere pienamente disponibili per l'uso, a partire dall'attuazione del presente memorandum d'intesa, i fondi e le attività limitati o bloccati della Repubblica Islamica dell'Iran. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran concorderanno reciprocamente la procedura per il rilascio di tali fondi durante i negoziati. Questi fondi, sia detenuti nel conto principale che trasferiti, dovranno essere pienamente utilizzabili per il pagamento a qualsiasi beneficiario finale designato dalla Banca Centrale della Repubblica Islamica dell'Iran. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a emettere tutte le necessarie approvazioni e licenze in tal senso.

12. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America concordano di istituire un meccanismo esecutivo per monitorare la corretta attuazione del presente memorandum d'intesa e la futura osservanza dell'accordo finale.

13. Dopo la firma del presente memorandum d'intesa e subordinatamente all'avvio dell'attuazione delle clausole 1, 4, 5, 10 e 11 del presente memorandum e alla continuazione di tali azioni, la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America inizieranno esclusivamente i negoziati sulle restanti clausole dell'accordo finale.

14. L'accordo finale sarà ratificato da una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.


giovedì 18 giugno 2026

Prezzi abbonamento Milan 2026 2027

 ABBONAMENTI SAN SIRO: LA FINE DEL CALCIO POPOLARE (Com. Sind. l.300.1970)

E per fortuna che nella delibera di vendita ai cani dei fondi speculativi con sede alle Cayman c'era scritto: 'sarà garantita l'accessibilità alle fasce deboli della popolazione'. Eh come no?

Prezzi abbonamento San Siro 26/27

FULL

Poltroncina Rossa (P-R): 4.899 euro

Poltroncina Rossa (O-S): 3.799 euro

⁠Secondo Rosso Centrale: 1.150 euro

⁠Secondo Rosso: 979 euro

⁠Secondo Rosso Laterale: 879 euro

⁠Terzo Rosso Centrale: 599 euro

⁠Terzo Rosso Laterale: 499 euro

⁠Tribuna Arancio Centrale (160): 3.399 euro

⁠Tribuna Arancio Centrale (162): 3.399 euro

⁠Poltroncina Arancio X: 3.199 euro

⁠Poltroncina Arancio (161-159): 2.599 euro

Poltroncina Arancio (163-157): 2.099 euro

⁠Primo Arancio (155-156-165-166): 1.449 euro

⁠Primo Arancio Laterale Sud: 999 euro

⁠Primo Arancio Laterale Nord: 1.049 euro

⁠Secondo Arancio Centrale: 1.050 euro

Secondo Arancio: 899 euro

Secondo Arancio Laterale: 809 euro

Primo Verde: 899 euro

Secondo Verde: 549 euro

Terzo Verde: 420 euro

Primo Blu: 849 euro

Secondo Blu: 519 euro


PLUS

Poltroncina Rossa (P-R): 4.499 euro

⁠Poltroncina Rossa (O-S): 3.599 euro

⁠Secondo Rosso Centrale: 999 euro

⁠Secondo Rosso: 869 euro

⁠Secondo Rosso Laterale: 779 euro

⁠Terzo Rosso Centrale: 530 euro

⁠Terzo Rosso Laterale: 460 euro

⁠Tribuna Arancio Centrale (160): 2.999 euro

⁠Tribuna Arancio Centrale (162): 2.999 euro

⁠Poltroncina Arancio X: 2.899 euro

Poltroncina Arancio (161-159): 2.299 euro

⁠Poltroncina Arancio (163-157): 1.830 euro

⁠Primo Arancio (155-156-165-166): 1.220 euro

⁠Primo Arancio Laterale Sud: 860 euro

⁠Primo Arancio Laterale Nord: 899 euro

⁠Secondo Arancio Centrale: 930 euro

⁠Secondo Arancio: 799 euro

⁠Secondo Arancio Laterale: 719 euro

⁠Primo Verde: 799 euro

Secondo Verde: 499 euro

Terzo Verde: 369 euro

⁠Primo Blu: 739 euro

⁠Secondo Blu: 459 euro


BASE

Poltroncina Rossa (P-R): 3.999 euro

⁠Poltroncina Rossa (O-S): 3.100 euro

⁠Secondo Rosso Centrale: 899 euro

Secondo Rosso: 769 euro

⁠Secondo Rosso Laterale: 689 euro

⁠Terzo Rosso Centrale: 479 euro

Terzo Rosso Laterale: 420 euro

⁠Tribuna Arancio Centrale (160): 2.699 euro

⁠Tribuna Arancio Centrale (162): 2.699 euro

⁠Poltroncina Arancio X: 2.650 euro

Poltroncina Arancio (161-159): 2.099 euro

Poltroncina Arancio (163-157): 1.699 euro

⁠Primo Arancio (155-156-165-166): 1.099 euro

⁠Primo Arancio Laterale Sud: 799 euro

⁠Primo Arancio Laterale Nord: 820 euro

Secondo Arancio Centrale: 839 euro

⁠Secondo Arancio: 699 euro

⁠Secondo Arancio Laterale: 629 euro

⁠Primo Verde: 719 euro

⁠Secondo Verde: 439 euro

⁠Terzo Verde: 329 euro

Primo Blu: 679 euro

⁠Secondo Blu: 389 euro

17.6.2026 I DEPUTATI ITALIANI DEL PARLAMENTO EUROPEO CHE HANNO VOTATO PER LA DEREGOLAMENTAZIONE DEI NUOVI OGM

 I DEPUTATI ITALIANI DEL PARLAMENTO EUROPEO CHE HANNO VOTATO PER LA DEREGOLAMENTAZIONE DEI NUOVI OGM 

Ieri 17 giugno 2026 l'Europarlamento riunito in plenaria a Strasburgo ha approvato senza emendamenti la proposta di Deregolamentazione per i nuovi OGM / NGT / TEA. 

Nelle immagini la lista degli europarlamentari italiani e il loro voto: 

- in arancione i voti a favore della deregulation

- in verde i voti per il no alla deregulation

- gli assenti non hanno colorazione

Il nuovo regolamento sugli OGM adottato in via definitiva, fa si che i nuovi OGM potranno invadere il mercato alimentare senza che il consumatore li possa distinguere: essendo praticamente indistinguibili da quelle convenzionali, saranno trattate come tali e non avranno obbligo di etichettatura come OGM. È un colpo alla trasparenza, al diritto di scelta e alla qualità delle filiere agroalimentari.


Le norme si applicheranno sia alle piante originarie dell’Europa sia a quelle importate. 


Le Ngt sono tutte coperte da brevetti, di proprietà di poche grandi multinazionali del settore sementiero come Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta e Basf. Senza obbligo di rendere pubblici i metodi di rilevamento gli agricoltori e le piccole e medie imprese sementiere rimarranno indifesi in caso di contaminazione dovuta alla coltivazione nelle vicinanze di campi Ogm/Ngt. Questi brevetti coprono geni simili a quelli già presenti nei semi non Ogm e consentiranno quindi alle multinazionali di privatizzare anche le sementi tradizionali.

Ora le imprese potranno perseguire abusivamente gli agricoltori e i piccoli produttori di sementi per violazione di brevetto, nel caso le loro varietà contengano tratti genetici brevettati.

L’onere della prova, infatti, ricadrà su chi subisce le contaminazioni tramite cui questi tratti genetici si trasferiscono, oppure chi semplicemente ha sviluppato gli stessi tratti tramite l’incrocio e la selezione naturale. Per le piccole imprese sementiere significherà dover fare costosissime, lunghe e impraticabili ricerche nei database dei brevetti per capire se stanno utilizzando sementi che contengono un tratto genetico privatizzato da qualche impresa.

La deregolamentazione aumenta la dipendenza degli agricoltori da sementi brevettate, riducendo l’autonomia delle aziende agricole e mettendo a rischio la biodiversità che caratterizza il modello agricolo europeo.

Mentre il Governo Italiano ed Europeo fanno gli interessi delle multinazionali, noi ci appelliamo ai Comuni e alle Regioni che possono in autonomia fare passare delibere per dichiarare il proprio territorio libero da vecchi e nuovi OGM, contrastando così i tentativi di sperimentazioni NGT nel proprio territorio. Al momento in Italia sono 17 le amministrazioni comunali che lo hanno fatto. Crediamo e speriamo che dopo questo voto aumenteranno sensibilmente. 

Al link la mappa dei comuni OGM-FREE e una copia della delibera che i comuni possono approvare per dichiararsi tali: https://www.croceviaterra.it/comuni-e-regioni-liberi-da-nuovi-ogm-tea/