mercoledì 1 dicembre 2021

Cave di Casorezzo. Il TAR accoglie la sospensiva

Da fb comitato nodiscarica 

“Il TAR HA ACCOLTO LA RICHIESTA DI SOSPENSIVA. Bloccati i lavori di allestimento della discarica di rifiuti speciali nel Parco del Roccolo.

I cittadini ricorderanno che lo scorso giugno il Tar aveva annullato le autorizzazioni rilasciate da Città Metropolitana di Milano relative al progetto di discarica nel Parco dei Roccolo (cave di Casorezzo) presentato da Solter.

 Cittã Metropolitana  con un tempismo stupefacente, di gran carriera e in pieno agosto, aveva rinnovato le autorizzazioni permettendo così la prosecuzione dei lavori di allestimento della discarica.

Tutta questa fretta incomprensibile aveva portato i tecnici di Città Metropolitana a partorire atti pasticciati, che non tenevano in alcun conto la situazione attuale e i fatti intervenuti lungo un percorso di anni. Ma "presto e bene non stanno insieme", come recita un saggio proverbio popolare!

E così abbiamo presentato nuovi ricorsi contro le rinnovate autorizzazione, chiedendo anche la sospensiva.  

Oggi abbiamo avuto la bella notizia!

 Il TAR ha accolto la nostra richiesta e ha bloccato i lavori fino all'udienza di merito, già fissata per il 15 febbraio 2020, e alla sentenza conclusiva.

Siamo davvero molto soddisfatti. Ancora una volta siamo riusciti a tutelare il nostro territorio, la salute dei cittadini, la ricchezza ambientale del nostro Parco. Il percorso rimane lungo e complesso ma la sospensiva che il TAR ci ha accordato costituisce un tassello molto importante.

Noi proseguiremo con impegno nell'opposizione netta e totale a questo dannoso progetto e chiediamo ancora a tutta la cittadinanza di continuare a sostenerci.


Roberto Colombo - Presidente del PLIS del Roccolo

Pierluca Oldani - Sindaco di Casorezzo

Susanna Biondi - Sindaca di Busto Garolfo

Barbara Meggetto - Presidente Legambiente Lombardia

Eleonora Bonecchi - Presidente Comitato Cittadini Antidiscarica

Gruppo Agricoltori firmatari del ricorso”



San Siro. Si al dibattito pubblico

 SAN SIRO: LA COMMISSIONE NAZIONALE DIBATTITO PUBBLICO HA CONFERMATO COME L’OPERA RIENTRI NELLE TIPOLOGIE PER LE QUALI IL DIBATTITO PUBBLICO RISULTA OBBLIGATORIO

Dal fb del Capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale a Milano Carlo Monguzzi 

Mentre il Comune si perdeva in osservazioni ostative e richieste di pareri, il Comitato Colibrì promotore della campagna “Sai che puoi” ha inviato un quesito alla Commissione Nazionale Dibattito Pubblico, inviando tra i vari allegati la Deliberazione della Giunta Comunale del 5/11/2021 sull’interesse pubblico relativo allo Stadio.

La presidente della Commissione, Caterina Cittadino, ha così risposto: “…nel caso di specie, l’opera di cui trattasi rientra nella tipologia delle infrastrutture.. .per le quali le soglie dimensionali previste dall’allegato 1 del DPCM n. 76/2018 per l’obbligatorietà dei dibattiti pubblici, sono stabilite nella misura in cui gli investimenti complessivi superino i 300 milioni di euro al netto di IVA, a meno che l’opera non sia inserita fra quelle del PNRR o del PNC…”

Ora non ci sono più scuse, è indispensabile approntare con urgenza il Dibattito Pubblico informando e coinvolgendo i cittadini.

Abbiamo chiesto il dibattito pubblico secondo il Regolamento Comunale, ci è stato detto che un codicillo cozzava contro la Legge Nazionale, allora abbiamo presentato un provvedimento per eliminare il codicillo, e  abbiamo chiesto comunque il Dibattito Pubblico Nazionale, ma ci è stato detto che la legge sugli stadi avrebbe derogato l’obbligo del medesimo.

Ora tutto è più chiaro e semplice, anche se abbiamo perso 20 giorni e facciamo nostro il pensiero del Comitato Colibrì: “negli ultimi 10 anni Milano ha dato il meglio di se’ quando si è aperta all’ascolto autentico di tutte le persone, soprattutto sui temi su cui si è deciso di non schierarsi in campagna elettorale. Non vogliamo vedere la città e la sua amministrazione tornare agli anni bui in cui le decisioni venivano prese senza consultare i cittadini”.

Se il Comune avesse ascoltato il compagno Monguzzi e i verdi si sarebbero evitati questi giorni assurdi.

martedì 30 novembre 2021

Milano. Elezioni Metropolitane. 19 dicembre 2021. le 5 liste e i candidati

Preso atto che entro il termine del 29 novembre 2021 ore 12.00, previsto per la presentazione delle liste dei candidati, sono state depositate all’Ufficio elettorale della Città metropolitana di Milano n. 5 (cinque) liste riportanti i rispettivi contrassegni, in base all’ordine di presentazione:

1) C+ Milano Città metropolitana

2) Insieme per la Città metropolitana

3) Lega per Salvini premier

4) Fratelli d'Italia

5) La città dei territori - Lista ecologista solidale civica;

Dato atto che l’Ufficio elettorale si è riunito, per l’esame delle suindicate liste presentate, nel pomeriggio del 29 novembre 2021 come da verbale redatto dall’Ufficio elettorale, agli atti;

Visto il verbale della suddetta seduta, dal quale risulta che, a seguito di verifica:

• sono state presentate all’Ufficio elettorale della Città metropolitana di Milano n. 5 liste nei termini di legge;

• sono ammesse tutte le liste presentate, secondo il numero e la composizione risultanti dall'allegato 1, parte integrante e sostanziale del presente atto;


Le liste e i candidati. Si ricorda che sono elezioni di secondo livello e hanno diritto di voto solo i consiglieri comunali e i sindaci dei Comuni di Milano Città Metropolitana

C+ MILANO CITTÀ METROPOLITANA  (Partito democratico) 

AROSIO ANDREA

BERNARDI LINDA MARIA

BETTINELLI SARA

BONFADINI LAURA

CAMERONI GRAZIELLA

CAPUTO DANIELA

CECCARELLI BRUNO

DE MARCHI DIANA ALESSANDRA

DEL BEN DANIELE

FALCO NICOLETTA

FESTA PAOLO

GRIGUOLO MARCO

IMPIOMBATO ANDREANI AURORA ALMA MARIA

LOVATI MARTA

MANTOAN GIORGIO

MAVIGLIA ROBERTO

NASTA SERENA

NEGRI ALFREDO SIMONE

PALESTRA MICHELA

PEDRONI VALERIO

PRUITI RINO CARMELO VINCENZO

UGUCCIONI BEATRICE LUIGIA ELENA

VASSALLO FRANCESCO

VENERONI DARIO


INSIEME PER LA CITTÀ METROPOLITANA  (Forza Italia)

ALDINI LAURA

AMBROSETTI GIORDANO BRUNO

BALDINI MATTEO

CARANO LARA

COCUCCI VERA FIAMMETTA SILVANA SOLANGE

COLOMBO MASSIMO

DE VITO ALESSANDRO

DI LAURO ANGELO ANTONIO

GOBBI PAOLO

GOI STEFANIA

GULLO ANTONINA

MERCANTI ALESSANDRA

OLINI MILENA

SEGALA MARCO8

VARIATO FRANCESCO

VERDERIO GIORGIO


LEGA NORD

CUCCHI RAFFAELE

DI STEFANO ROBERTO

PISCINA SAMUELE0

BAVUTTI ANNA

COLOMBO CHRISTIAN

COLOMBO LINDA

COLOMBO SILVIA

FAGNANI VANESSA

FUSCO ETTORE

IMBERTI MANUEL

PAPINI LUCA

PORRATI MONICA


FRATELLI D’ITALIA

BIANCHI PAOLO

POZZOLI ALBERTO

LANZETTA CARMINE

SANFELICI SIMONA

BARBISAN MARIA GRAZIA TERESA

BONFIGLIO MARIA STEFANIA

DIBISCEGLIE DANIEL

CUOMO GIOVANNI

VILLANI GUGLIELMO

TAGLIAVIA GENNY

VETTESE SIMONA

LUPI DANIELA




LA CITTÀ DEI TERRITORI – LISTA ECOLOGISTA SOLIDALE CIVICA 

(Verdi, Sinistra italiana)

FINIGUERRA DOMENICO

CUCCHIARAFRANCESCA

MOLTENI PAOLO

FONDRINI ELENA

SALVO GIORGIO

EXPOSITO PEINADO MARIA ANGELES

CAMISANI OLIVIERO VALERIO

PULICE MARIA

BROCCOLI YURI

FORTUNALI ROBERTA

CRUGNOLA GIANLUCA

TOMINETTI ILARIA IVONNE

PARISOTTO ANTONELLA

venerdì 26 novembre 2021

Milano 28.11 h. 18.30 arco della pace UNA LUCE VERDE PER I MIGRANTI FLASH-MOB

 🟢 UNA LUCE VERDE PER I MIGRANTI 🟢

FLASH-MOB DI SOLIDARIERTÀ - (porta una torcia con te per partecipare attivamente🔦🔦!!)

In questi giorni il segnale i speranza per le migliaia di profughi bloccati ai confini d'Europa è una luce 🕯 verde, proveniente dalle case di quei cittadini polacchi che decidono di offrire loro sostegno nelle proprie abitazioni. Vogliamo manifestare solidarietà allo stesso modo, mostrando con luci verdi l'Europa che vogliamo: solidale e giusta 🇪🇺

Come cittadini dell'Europa e del mondo, ci sentiamo in dovere di protestare per quanto sta avvenendo al confine tra Polonia e Bielorussia.

La Bielorussia favorisce visti a coloro che intendono raggiungere l’Europa, mentre la Polonia minaccia di costruire muri a discapito di decine di migliaia di profughi che risultano essere pedine di una scacchiera in questo gioco politico.

Migliaia di persone, tra cui donne, bambini e anziani sono in condizioni precarie, gelo e fame, ormai da mesi al confine, in una situazione che si fa sempre più tesa.

Siamo fermamente convinti che d’innanzi a situazioni simili non si possa assolutamente restare indifferenti.

Per questo come GEV scenderemo in piazza questa domenica e invitiamo tutte\i a manifestare con noi per far liberare e salvare queste persone innocenti.

L’Italia, senza alcun pregiudizio ha accolto e aiutato profughi e migranti di ogni provenienza, garantendo loro la propria dignità. Oggi più che mai, come italiani e come europei chiediamo che ogniuna di queste persone, possa avere la possibilità di vivere e veder rispettati i propri diritti, quelli umani.



San siro. Quale futuro. Archivio di Stato 30 11

 San Siro è un cardine tra passato e futuro e un bene pubblico: Occorre prendere in considerazione e approfondire tutti gli elementi a disposizione per valutare il meglio per la città 

Seconda Edizione della Tavola Rotonda su San Siro 

Archivio di Stato in via Senato, 10. 

Per far ascoltare gli esperti e far parlare i cittadini. 

30 novembre 2021 - ore 15-18 

Prenotazione obbligatoria a info@coordinamentosansiro.it. 

Nel rispetto delle normative anti Covid, i posti sono limitati, occorre esibire green pass e indossare la mascherina

sabato 20 novembre 2021

Nel quartiere Giambellino tutta la violenza del modello Milano

Dal web 

Un’inchiesta di Francesco Floris e Franz Baraggino sull’emergenza abitativa nel quartiere Giambellino-Lorenteggio riannoda i fili di vicende - e lotte per la casa - che rivelano tutta la violenza sociale del #modelloMilano. 

🤝 Qui infatti nel 2015 l’allora sindaco #Pisapia (dopo aver promosso l’anno prima, con questura e procura, una violenta campagna di sgomberi a tappeto delle occupazioni abitative in tutta la città, fermata dalle mobilitazioni diffuse nei quartieri) siglò con Regione #Lombardia un accordo di “riqualificazione” dello storico quartiere popolare che prevedeva abbattimento e "rimodernizzazione" di grossa parte del patrimonio ERP della zona. 

📈 Nel 2016 il neo-eletto sindaco manager #Sala e confermarono il piano - che da allora è rimasto fermo nei masterplan e nell’Accordo di programma, senza aver reso pubblico l’accesso ai progetti. Nel frattempo il quartiere è diventato un immenso cantiere, dove ad aver beneficiato degli indefiniti futuri progetti sono solo i valori immobiliari, sempre più divergenti dal profilo a basso reddito della popolazione. 

🏗 Il Piano prevede 50 milioni di investimenti, mediati dalla società in house di Regione #Lombardia Infrastrutture Lombarde spa e quasi interamente attinti (45 milioni) dal “Programma Operativo Regionale a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale” (Por Fesr). E’ previsto l’abbattimento di 800 alloggi popolari e non un programma di spostamento temporaneo degli inquilini - né la certezza di quanti caseggiati ERP verranno ricostruiti davvero; c’è il cd. “Hub dell’innovazione inclusiva” dove ora sorge uno degli stabili oggetto dell’intervento, ma nessuna garanzia circa l’assegnazione dello sfitto e il mantenimento del regime di canone sociale. 

✋ E se il piano Giambellino-Lorenteggio viene paventato anche nel dibattito sulle “riqualificazioni” in programma a San Siro con l’affaire nuovo Stadio e nei futuri distretti olimpici di Porta Romana e di Santa Giulia, il conto della #milanononsiferma sembrano pagarlo ancora una volta centinaia di migliaia di persone a rischio espulsione dalla città. Ancora una volta, a poterlo impedire, resta la lotta che saremo in grado di avviare ed estendere.

venerdì 19 novembre 2021

Luce Verde per i Migranti - Presidio Ambasciata della Polonia

Dai Verdi  19.11.2021

Oggi, alle 15, saremo a Roma, nei pressi dell’Ambasciata Polacca, in via Pietro Rubens angolo via Monti Parioli, per chiedere di fermare il cinismo del regime bielorusso che usa i migranti come armi. 

È necessario dare “luce verde ai migranti” per risolvere la crisi umanitaria e politica che si sta consumando sulla pelle di persone innocenti che, da settimane, pagano ingiustamente il prezzo della tensione tra Polonia e Bielorussia. 

👉 Qui tutte le info sul presidio: https://fb.me/e/Wnr3CK8s




giovedì 18 novembre 2021

Parco del Ticino. CENSIMENTO DEI CAPRIOLI 2021


Oltre trenta esemplari contati in un solo giorno. La popolazione presente nei boschi della Valle del Ticino, frutto di un primo nucleo reintrodotto dal Parco a metà degli anni ‘90, si presenta ampia e vitale, ben inserita in un  contesto naturale nel mezzo della pianura padana. Un dato rilevante perché il capriolo è fra le specie di cervidi che più beneficia di miglioramenti nel  livello di protezione ambientale

Si è appena concluso il censimento dei caprioli 2021 in un’area campione di elevato pregio naturalistico all’interno del Parco lombardo della Valle del Ticino. Un monitoraggio condotto all’interno del Parco, coordinato, come di consueto, dal Prof. Alberto Meriggi del Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente dell’ Università degli studi di Pavia con la collaborazione della Dott.ssa Olivia Dondina del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’ Università degli Studi di Milano-Bicocca.

 Quest’anno il censimento ha visto la partecipazione congiunta di un nutrito gruppo di studenti e giovani ricercatori dell’Università di Pavia e dell’Università di Milano-Bicocca insieme ai Volontari del Parco lombardo del Ticino (G.E.V. e A.I.B., volontari della Biodiversità, volontari del Servizio Civile) oltre al personale del Settore Fauna del Parco e alla Guardiaparco referente per la zona. Il capriolo (Capreolus capreolus) è fra le specie di cervidi che più beneficia di miglioramenti nel  livello di protezione ambientale, della presenza di aree forestali ben conservate e di una riduzione della pressione venatoria.

 La popolazione presente nei boschi della Valle del Ticino, frutto di un primo nucleo reintrodotto proprio dal Parco a metà degli anni novanta, gode di queste condizioni e si presenta, quindi, come ampia e vitale, ben inserita in un tale contesto naturale nel mezzo della pianura padana.

 Il censimento del capriolo si ripete ormai da 7 anni nei boschi dell’area dell’Azienda Agricola Salvaraja  a sud della Riserva Naturale Orientata “La Fagiana”. Fra farnie, carpini, olmi, ontani e noccioli trovano rifugio gli esemplari contati nei giorni scorsi durante un censimento in battuta, replicato in due sessioni svolte a una settimana di distanza su una serie di aree campione predefinite.  In ogni settore, osservatori fissi, disposti lungo tre lati del perimetro del settore di battuta, sono addetti all’osservazione e al conteggio degli animali presenti, mossi dal progressivo avanzamento di un fronte mobile di battitori, disposti sul quarto lato del settore. Complessivamente hanno partecipato al censimento circa 50 persone così organizzate. Questa del conteggio in battuta  è una tecnica di campionamento che tende a far spostare i caprioli attraverso l'azione dei battitori in movimento, che li spingono verso la zona dove sono fermi gli osservatori pronti a contarli.

Il momento più adatto per lo svolgimento di questo tipo di censimento è il mese di aprile, ma considerato il periodo di sospensione dell’attività causato della pandemia, quella condotta in questi giorni può considerarsi una sorta di sessione speciale del censimento per l’anno 2021. I censimenti di quest’anno hanno permesso di contare nell'area oltre 30 esemplari in un solo giorno, stimando una densità di individui pari a 31.2 esemplari per chilometro quadrato segno questo, considerato anche il periodo dell’anno, di una popolazione che si mantiene vitale e stabile all’interno dell’area protetta.

mercoledì 17 novembre 2021

Il greenpass come misura politica. 18.11 h. 14 via conservatorio

 Dal fb dell' Assemblea di Scienze Politiche 

Analizziamo la misura del Green Pass cercando di uscire dalla retorica mediatica e concentrandoci sulle ricadute che esso ha dal punto di vista di diritto del lavoro e controllo sociale, in continuità con le leggi anti-operaie varate negli ultimi anni, quali Decreti Sicurezza e Jobs Act.

Cerchiamo anche di capire come la gestione sanitaria del covid non sfugga dalle dinamiche di conflitto tra potenze che vede l'Italia schierata col fronte Nato.



ITALPIZZA, DOPPIA VITTORIA AL TAR: ANNULLATI I FOGLI DI VIA!!!

 Riceviamo e pubblichiamo 

Nella giornata di ieri il TAR dell'Emilia Romagna ha pubblicato due sentenze con le quali si accolgono i ricorsi formulati dal SI Cobas contro i fogli di via obbligatorio emessi dal Questore di Modena nei confronti di due delegati attivi negli scioperi in Italpizza del 2019.

I provvedimenti della Questura impugnati dai lavoratori sono stati dichiarati immotivati dai giudici del TAR, i quali con un'ampia argomentazione e rifacendosi a una analoga pronuncia del Consiglio di Stato del 2019 (finora purtroppo minoritaria sul piano giurisprudenziale) hanno letteralmente rovesciato i teoremi repressivi che sono alla base non solo dei fogli di via in Italpizza, ma più in generale della pratica, oramai consuetudinaria in moltissime città, di utilizzare le misure di prevenzione come arma di ricatto contro gli scioperi e le lotte sindacali.


A tal riguardo riportiamo alcuni stralci delle sentenze, i quali non potrebbero essere più chiari ed espliciti, e che, auspichiamo, possano valere come precedente utile anche per i Tribunali di altre regioni in modo da porre finalmente fine ad un inaccettabile abuso di potere teso a cancellare l'esercizio del diritto di sciopero nel nostro paese.

🔴 I fogli di via "non possono essere strumento per colpire i soggetti che, per motivi politici o sindacali, possono assumere atteggiamenti oppositivi con le forze dell'ordine"

🔴 "...il foglio di via impugnato non sarebbe legittimamente emanabile per comportamenti, come quello posto in essere dal ricorrente, di picchettaggio non trasmodato in violenza".

🔴 il provvedimento della Questura "sarebbe del tutto privo di motivazione non potendo le misure di prevenzione essere strumento per colpire i soggetti che, per motivi politici o sindacali, possono assumere atteggiamenti oppositivi con le forze dell'ordine".

🔴 "la semplice presenza in un picchetto di molte persone finalizzato ad ostacolare gli automezzi in entrata e in uscita dallo stabilimento industriale, non connotata da elementi fattuali che consentono di tracciare specifici e individuali condotte di violenza o minaccia da parte di un determinato soggetto, non può integrare da solo sintomo di pericolosità sociale a carico di questo, se non si vuole trasformare il diritto di prevenzione e, in particolare, il foglio di via obbligatorio in un surrettizio, indebito, strumento di repressione della libertà sindacale e del diritto di sciopero e, in ultima analisi, in una misura antidemocratica".

WHIRLPOOL. APPELLO BIPARTISAN A DRAGHI, GOVERNO INTERVENGA

  Di senatrice LEU Loredana De Petris 

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. dott. Mario Draghi

Le sottoponiamo l’estrema preoccupazione per la situazione venutasi a creare sulla vicenda che riguarda la sede dello stabilimento di Napoli della Whirlpool.

La vicenda, dai contorni ben noti e ribadita nella Mozione 1-00499 approvata alla Camera all’unanimità il 20 luglio u. s. , si è ulteriormente complicata a seguito dell’invio delle lettere di licenziamento per i lavoratori e le lavoratrici dell’impianto napoletano.

È dal 1° novembre 2020 che la multinazionale americana ha cessato la produzione nel sito di Napoli, decidendo di erogare gli stipendi fino al 31 dicembre per i 355 lavoratori, venendo meno ad impegni presi con il Governo. Infatti, l'accordo del 25 ottobre 2018, firmato da parti sociali e Governo, prevedeva di mantenere gli stabilimenti italiani (con circa 5 mila dipendenti) e, nel sito di Napoli, di investire per il triennio 2019-2021 circa 17 milioni di euro tra prodotto, processo, ricerca e sviluppo, confermando l'intenzione di Whirlpool di mantenere una presenza di alta qualità a Napoli, a fronte dell'utilizzo di ammortizzatori sociali e di sovvenzioni da parte delle istituzioni.

La dismissione del sito industriale di Napoli ha un impatto fortissimo per il Mezzogiorno e per la stessa città, attraversata, come il resto del Paese, da una grave crisi economica derivante dalle due ondate di COVID-19 che hanno determinato le inevitabili restrizioni che comportano drammatiche conseguenze economiche per migliaia di famiglie.

Inoltre, la chiusura dello stabilimento di Napoli porta come conseguenza la cancellazione di quasi mille occupati tra diretti e indiretti e risulta incomprensibile alla luce del fatto che il mercato degli elettrodomestici offre dati incoraggianti, come dimostrato dagli investimenti di Whirlpool e anche degli altri competitor come Candy ed Electrolux.

La decisione di chiudere il sito di Napoli aumenta inoltre il rischio concreto di un disimpegno del Gruppo in tutta Italia, sebbene gli indicatori di mercato siano positivi.

Nel corso degli scorsi mesi i lavoratori della Whirlpool di Napoli, insieme alle delegazioni dei lavoratori degli stabilimenti di tutta Italia e con la partecipazione di Parlamentari di molte forze politiche hanno manifestato affinché si trovi una soluzione che eviti la chiusura del sito.

Oggi non c’è più tempo e va individuata una soluzione necessaria per il mantenimento dei livelli occupazionali del sito di Napoli e per favorire la ricerca di una soluzione industriale che metta in sicurezza il futuro lavorativo di centinaia di famiglie, per di più in un’area del paese già fortemente colpita da processi di deindustrializzazione e con una presenza di molteplici sofferenze di carattere sociale.

Proprio per questi motivi chiediamo a Lei e ai Ministri competenti di intervenire, a partire dalla prossima riunione del 19 novembre presso il Mise, affinché si trovi una soluzione adeguata a questo vero e proprio dramma sociale, adottando tutte le iniziative opportune al fine di ridefinire il progetto di organizzazione che garantisca l'attuale presenza industriale sul territorio napoletano, con l'obiettivo di salvaguardare e incrementare i livelli occupazionali, sostenendo credibili progetti industriali per la rigenerazione economica e produttiva dello stabilimento industriale di Napoli.

domenica 14 novembre 2021

San Siro. Il comitato Si Meazza lancia un appello

 COMITATO SI MEAZZA 

COMUNICATO DEL 14 NOVEMBRE 2021 

Il nostro movimento opera non contro qualcosa, ma per la salvaguardia e l’eventuale ammodernamento dello Stadio Meazza, per recuperare a verde la immensa distesa di cemento attorno alla stadio, per riqualificare l’ambiente urbano peraltro già interessato da altre operazioni immobiliari.

Noi ci auguriamo che il Sindaco e la Giunta portino rapidamente in Consiglio Comunale le motivazioni alla base della dichiarazione di pubblico interesse.

Infatti, da quanto si è appreso da notizie stampa sulla vicenda dello stadio e delle aree di San Siro, la Giunta di Milano su proposta del Sindaco ha deliberato l’”interesse pubblico” del nulla: infatti non vi è lo studio di fattibilità; non è definito il progetto del nuovo stadio sulla cui realizzazione  di conseguenza si realizza un  intervento immobiliare e finanziario proporzionato solamente  al costo del nuovo impianto  (così prevede la legge); non vi è soprattutto una motivazione come prevede la legge, sulla rinuncia dell’obbligo prioritario, il recupero dello stadio esistente. La legge infatti stabilisce che “il pubblico interesse è dichiarato sulla base di uno studio di fattibilità che motivi l’eventuale mancato rispetto della priorità, ovvero il recupero degli impianti esistenti”. 

In realtà lo stadio Meazza non è neanche da “recuperare”. Recentemente lo stadio ha ospitato gare importanti: dal derby alla semifinale e alla finale di Uefa Nations League. Nel 2016 (solo cinque anni fa) sono stati fatti dal Comune ulteriori interventi per la sicurezza statica dell’impianto e l’adeguamento a norme internazionali, tali da consentire lo svolgimento della finale di Champions League (Real Madrid- Atletico Madrid). A settembre 2021 sono stati fatti ulteriori collaudi sul primo anello che hanno confermato la solidità della struttura. E la struttura esistente può consentire, a detta di molti ingegneri e architetti, di eseguire interventi per lo showbiz, come chiesto dalle due società: e il tutto, a costi molto più ridotti, meno della metà di quanto costi un nuovo impianto, peraltro non ancora definito. 

E sarebbe cosa buona e giusta che il Sindaco relazioni, adesso, sullo stato della trattativa con il fondo americano e la società cinese, visto che di questo non si è mai parlato in campagna elettorale, finita un mese fa. 



Rileviamo infatti che nel programma elettorale del Sindaco Sala, “Milano sempre più Milano Programma 2021-2026”, non si fa mai accenno alla vicenda dello Stadio di San Siro, pur affrontando vari temi di urbanistica o di rigenerazione urbana, come si usa dire adesso. Nel programma sono citati l’Agorà, il Lido, il Centro Ippico Lombardo, la piscina Cardellino, il Palasharp, il PalaItalia, ma mai San Siro.  Anzi, più volte si dice che “si deve privilegiare sempre il riuso, il recupero e la riduzione sistemica del consumo di suolo “(pag 14) e “il risanamento e il rilancio degli impianti cittadini” per il grande appuntamento delle Olimpiadi 2026. Per questo il Meazza, va bene: per inaugurare le Olimpiadi, ma non per continuare nella sua gloriosa storia?  E in base a quali studi, a quali perizie tecniche? 

A noi sembra giusto e corretto che nella sede più rappresentativa di tutti i cittadini, nella sede del Consiglio Comunale, si esibiscano documenti tecnici amministrativi, studi di fattibilità, e il Sindaco e la Giunta motivino, oggi, non due anni fa,  la necessità  della demolizione dello Stadio Meazza. 

Su questa esigenza di chiarezza vorremo che si pronunci il Consiglio Comunale e per questo chiediamo incontri ai singoli gruppi consiliari. 

Riservandoci una più ampia iniziativa, confidiamo che le forze politiche presenti in Consiglio comunale (di maggioranza e di minoranza) colgano l’importanza di avere un organo istituzionale in grado di esprimere, come è sempre stato nella storia dal dopoguerra in poi, la voglia e il dovere del confronto democratico, onde scegliere per il meglio nell’interesse di tutti (tutti) i cittadini. 


 

RITA ALFINI 

PIPPO AMATO 

MANUELA RITA CALLEGARI

FRANCESCO ATTARDI 

GIULIANO BANFI 

CARLO BARBARISI

ENZO BEACCO 

LUCA BELTRAMI GADOLA

FELICE  BESOSTRI

ANDREA BIANCHI 

STEFANO BIGNAMINI

ROBERTO BISCARDINI

PAOLA BLANDI 

MARTA BONESCHI

ALBERTO BOTTOLO 

SALVATORE BRAGANTINI

LORENZO BREGONZIO

GIANMARIO BRENELLI

GABRIELLA BRUSCHI 

MAURO  BROI 

MAURIZIO BRUNI 

SALVATORE CATALANO

SERGIO CATI 

PIER LUIGI CERRI 

MASSIMO COLOMBO

ROBERTO COMINATI

STEFANO COPPA 

LUIGI CORBANI 

MIRIAM CORTESI 

MARIA COSTA 

LOREDANA CURSANO

FRANCO DE ANGELIS

CARLA DE BERNARDI

ALBERTO DI PIETRO

PATRIZIA FALSITTA 

CLAUDIO FAZZINI 

ENRICO  FEDRIGHINI

BRUNO  FERRANTE

UGO FINETTI 

GIULIA FRARE 

DANIELA GASPARINI

ENZO GENTILE 

NICOLETTA GERON 

PAOLO  GHIOLDI 

MARINA GIAMBI 

ENRICO  GIRARDI 

GIORGIO GOGGI 

GIUSEPPE GRAZIOLI 

GHERARDA GUASTALLA LUCCHINI

SIRIO MARIO LEVATI 

CARLO MARIA LOMARTIRE

GIANMARIO LONGONI 

ALDO MAJNO

ENRICO MARCORA

LUCA MASELLI 

ANDREA MEZZADRI

GIANSTEFANO MILANI 

MILLY MORATTI 

BARBARA ONGARO 

VALENTINA OPPICI 

FRANCO ORIGONI 

ETTORE PACETTI 

ALESSANDRO PATELLI 

MARIO PELLEGATTA

STEFANO PILLITTERI

LUCIA PIZZO 

ANELISA RICCI 

DINO GUIDO  RINOLDI 

HENRY RICHARD RIZZI 

STEFANO ROSSETTI

NANNI ROSSI 

BRUNO ROTA 

COSTANTINO RUGGERO

ANTONIO SAVOIA 

SERGIO SCALPELLI

SILVANA SERMISONI

CRISTINA SIMONINI 

GIO SORESI 

UGO TARGETTI

CLAUDIO TROTTA 

CARLO VISCO GILARDI

ROBERTO  ZAVAGLIA

PINO ZECCHILLO

ROBERTO ZINO 

 

(PRIMO ELENCO AL 14/11/21)

 

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CERTIFICATI ANAGRAFICI ONLINE E GRATUITI

Dalla pagina fb del Comune di Cassinetta 

Dal 15 novembre i cittadini italiani potranno scaricare i certificati anagrafici online in maniera autonoma e gratuita.

Il nuovo servizio dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) del Ministero dell’Interno (https://www.anpr.interno.it/) permetterà di scaricare i seguenti certificati per proprio conto o per un componente della propria famiglia, dal proprio computer senza bisogno di recarsi allo sportello:

✅ Anagrafico di nascita

✅ Anagrafico di matrimonio

✅ di Cittadinanza

✅ di Esistenza in vita

✅ di Residenza

✅ di Residenza AIRE

✅ di Stato civile

✅ di Stato di famiglia

✅ di Stato di famiglia e di stato civile

✅ di Residenza in convivenza

✅ di Stato di famiglia AIRE

✅ di Stato di famiglia con rapporti di parentela

✅ di Stato Libero

✅ Anagrafico di Unione Civile

✅ di Contratto di Convivenza


Per accedere al portale https://www.anpr.interno.it/ è necessaria la propria identità digitale (Spid, Carta d'Identità Elettronica, Cns) e se la richiesta è per un familiare verrà mostrato l’elenco dei componenti della famiglia per cui è possibile richiedere un certificato. 

Il servizio, inoltre, consente la visione dell'anteprima del documento per verificare la correttezza dei dati e di poterlo scaricare in formato pdf o riceverlo via mail.

Per maggiori informazioni si consiglia di leggere l'avviso del Ministero dell'Interno.

https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-10/certificati_online.pdf

https://www.comune.cassinettadilugagnano.mi.it/c015061/po/mostra_news.php?id=440&area=H

sabato 13 novembre 2021

Un esempio civico. Dalla presidente del consiglio del municipio 3

 Dal gruppo social Street di un quartiere di zona 3 di Milano,

Un breve messaggio della neopresidente del consiglio di zona 3, per i Verdi, Silvia Pettinicchio, che racchiude, senso civico ed esempio.  Brava Presidente! 

Suv BMW blu parcheggiato tra via Passo Rolle tra il 25 e il 23 col portellone posteriore aperto  . Sono scesa a chiuderlo. Se conoscete il proprietario avvisate che dentro si è allagato.

Nuovo Stadio a San Siro. A2A Calore e Servizi: “Così non è approvabile”

 Da https://www.true-news.it/economy/san-siro-i-numeri-sballati-di-milan-e-inter-uffici-e-partecipate-contro-i-club

Il progetto non è approvabile” è la frase chiave del Presidente e amministratore delegato Lorenzo Spadoni (fino al novembre 2020) nel parere tecnico offerto durante la Conferenza dei Servizi sullo stadio, orchestrata fra settembre e ottobre 2019 dal dirigente Giancarlo Tancredi, oggi assessore all’Urbanistica.

È da quei verbali che bisogna ripartire. Perché la realtà è che nella strada verso la nuova Scala del Calcio si è fermi a documenti di due anni fa. Anche se oggi tutto va “ridimensionato” alla luce della delibera di giunta che ha dato “l’interesse pubblico” a patto che le volumetrie accessorie nel nuovo distretto non superino l’indice base del Pinao di governo del territorio di Milano. La contrarietà di A2A Calore e Servizi? Il Piano Economico-Finanziario (Pef) di Milan e Inter prevede la “realizzazione di una rete di teleriscaldamento e teleraffredamento”con approvvigionamento garantito da una “centrale termica centralizzata” progettata su aree pubbliche ad uso pubblico. Peccato che la società partecipata sia la “concessionaria in eslcusiva” di questi servizi. Per cui “nessuno può realizzare e/o gestire reti di teleriscaldamento/teleraffreddamento ad eccezione della scrivente”. Prerogativa che il “Comune è chiamato a presidiare” tanto che la società della multiutility controllata dai Comuni di Milano e Brescia si dice pronta a “tutelare le nostre ragioni con ogni mezzo di legge”.

Unareti: “I club hanno dimenticato le utenze energivore”

A2A ci va giù pesante, Unareti pure. Dopo essersi lamentata di non aver ricevuto la documentazione in tempi rapidi (alcune carte sono giunte la sera prima che iniziasse la Conferenza dei Servizi), scrive che per “alimentare le utenze” del maxi distretto “serve realizzare una cabina primaria di trasformazione” per un fabbisogno elettrico globale dell’area pari a 20 MW. Nella stima i club si sono dimenticati di indicare “utenze energivore come le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici che saranno presenti in quantità elevata”. Morale? “Sarà possibile procedere con il dimensionamento dell’impianto solo dopo aver ricevuto il progetto definitivo” scrive l’ad Francesco Gerli.

I Vigili del Fuoco: “San Siro pericoloso ma lo studio di fattibilità delle squadre non permette un giudizio”

Nella Conferenza c’è anche chi è favorevole, almeno sulla carta. Come il rappresentanteconvocato per conto del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di MilanoVito Cristino. Dal 1995 è specializzato in “Valutazione di progetti e sopralluoghi presso strutture sanitarie, locali di pubblico spettacolo ed impianti sportivi, con norme prescrittive e con metodologie FSE”. Fra queste lo stesso stadio di Milano. Cristino fa notare come il “vecchio stadio creava problemi di sicurezza e una nuova configurazione dell’area non può che essere vista positivamente”. E tuttavia “lo studio di fattibilità costituisce una rappresentazione poco significativa e piuttosto generica per l’espressione di un parere”. Insomma, mancano le carte. L’allora Presidente del Municipio 7Marco Bestetti (Forza Italia), oggi a capo della Commissione Partecipate del nuovo Palazzo Marino chiede all’Inter per quale ragione tre anni prima avessero commissionato a uno studio d’architettura il progetto di ristrutturazione del Meazza che costava in quinto del rifacimento attuale (1,2 miliardi più Iva, 1,4 in totale). Non riceve risposta.

Quanto vale San Siro? Per il Comune 110 milioni. Per le squadre 44

Sono quasi imbarazzanti per le squadre, invece, le annotazioni mosse dagli uffici tecnici di Palazzo MarinoQuanto vale oggi il “Meazza”? 110 milioni di euro scrive l’architetto Massimo Marzolla, dirigente dell’Area Patrimonio ImmobiliarePer le società? 44 milioni. Come che sia “all’interno del Pef non viene considerato il valore patrimoniale dello stadio esistente”. A mediare è l’Agenzia del Territorio con 66,8 milioni per la concessione del diritto di superficie a 99 anni.

Nuovo Stadio a San Siro. Il nodo del traffico automobilistico

Che dire invece degli scenari di trafficoattorno allo stadio? Milan e Inter hanno consegnato un prospetto basato su interviste condotte nel giorno di Inter-Benevento del 2018. Gli ingegneri Nicoliello e Riazzola, a capo dell’Area Pianificazione e Programmazione Mobilità del Comune, ci vanno giù duri: mancano le “sezioni di traffico veicolare in termini di modo: auto, moto, bus leggeri, medi e pesanti”. E anche “non si concorda con la scelta di usare un coefficiente di equivalenza per i mezzi pesanti pari a 2” visto che le tabelle dell’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio (Amat) specificano chiaramente che per i veicoli commerciali il moltiplicatore deve essere pari a 2,5 e per i veicoli commerciali pesanti sopra i 10 metri a 4. Le moto? “Non è emerso come sono state considerate”. Ancora: mancano gli scenari peggiori, “quello del mercoledì sera, somma di big match più indotto dei nuovi interventi”.

Dimenticati i big match

Qui i club si superano. Dicono che lo scenario “non rappresenta una situazione che si può concretamente presentare” perché il calendario della Serie A non prevede big match nei turni infrasettimanali. “S’intende ovviamente anche quelli al di fuori delle competizioni nazionali come la Champions League” rispondono stizziti i dirigenti comunali, facendo un esempio che anche i manager delle squadre e i consulenti assoldati nelle società Yard e Ceas per l’occasione possano capire: Inter-Barcellona del 10 dicembre 2019, di lì a poche a settimane.

I dirigenti di Palazzo Marino: “Rifare lo studio sul traffico”

Morale della favola? “Si chiede che venga condotto uno studio di traffico che soddisfi tutti i parametri prendendo a riferimento, tra gli scenari più critici, anche quello infrasettimanale con big match”. Non arriverà alcun documento. Cosa ne pensa il nuovo sindaco “green”. Provate voi a convincere le squadre.

giovedì 11 novembre 2021

DECALOGO DELLA GESTIONE DEGLI ALBERI PER GLI AMMINISTRATORI Pubblici.

 Dalla pagina fb arboricultura urbana di Francesco Ferrini 

Un paio di anni fa, a seguito di alcuni massacri perpetrati da amministrazione pubbliche e da proprietari privati, con l'amico-scrittore Ludovico Del Vecchio abbiamo elaborato una sorta di "decalogo" che abbiamo poi inserito anche ne "La Terra salvata dagli alberi", il nostro primo libro, seguito poi poche giorni fa dall'uscita del secondo libro "RESISTENZA VERDE".

Sono idee scritte di getto, certamente migliorabili e estendibili con altre raccomandazioni, poiché mancherà sicuramente qualche punto importante. Non sono i 10 Comandamenti, ci mancherebbe, non siamo così presuntuosi, ma crediamo siano un buon punto di partenza per qualsiasi amministratore che agisca per il bene dei propri cittadini, pensando alla cosa più democratica che ci sia: gli ALBERI


1) Sono un amministratore di beni che appartengono alla comunità, voglio proteggere il verde pubblico e lasciarlo al termine del mio mandato in condizioni migliori di quelle in cui era al mio arrivo.

2) Sono consapevole che gli alberi e il verde migliorano la vita del territorio in cui vivo, la qualità dell’aria, il valore delle proprietà, il clima sociale, il benessere psicologico della gente.

3) Gli alberi sono bellissimi come li ha fatti la natura, non voglio e non devo mutilarli con inutili e dannosi "potature". Ho imparato che la potatura migliore è quella che non si nota e che le piante più belle e più efficaci sono quelle non potate.

4) Un tempo credevo che la capitozzatura prevenisse gli incidenti, addirittura "rinforzasse" gli alberi; ora so che gli alberi così mutilati vivranno di meno e potrebbero essere pericolosi, più fragili.

5) Conosco i benefici degli alberi e so che nel bilancio della mia amministrazione la cifra per la piantagione e la gestione di alberi va alla voce "Investimenti" e non "spese".

6) Il verde urbano non ha prezzo, non perché non ha valore, ma perché è impagabile.

7) So che rimandare un intervento sul PATRIMONIO VERDE costa circa 1,5 euro per ogni euro che penso di risparmiare per i minori benefici e che il costo che si sostiene non piantando alberi è circa il doppio di quello che si sosterrebbe per il loro impianto.

8)  Per la cura del verde del mio comune mi affido a esperti di alberi certificati che controllano tutti quelli esistenti sul nostro territorio e mi dicono cosa gestirli al meglio. Non continuo vecchie tradizioni di scempio dei nostri alberi solo “perché si è sempre fatto.” So che non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose errate.

9) So che qualche albero potrebbe essere necessario l'abbattimento durante il mio mandato perché non tutti diventeranno pluricentenari in quanto in città la loro aspettativa di vita può essere molto minore. Ma solo se gli esperti lo consiglieranno e lascerò alla città più alberi di quelli che ho trovato al mio arrivo.

10) Credo che la compagnia delle piante e la cura degli alberi renderanno la città sempre più bella, sempre più vivibile. L’albero è un amico.

COP26: NELL’IMPEGNO AUTO EMISSIONI ZERO, L’ITALIA SI TIRA INDIETRO. EUROPA VERDE: ALTRO PESSIMO SEGNALE DAL NOSTRO PAESE

Nell’elenco dei firmatari dell’impegno per l'eliminazione delle auto a combustione entro il 2040 a livello globale ed entro il 2035 nei principali mercati, l’Italia non c’è.

“Negli accordi concomitanti alla COP26 l’Italia sarà di sicuro ricordata come il grande assente” - commentano con amarezza in una nota stampa i co-portavoce di Europa Verde, Eleonora Evi ed Angelo Bonelli.

“Evidente - aggiungono- che il nostro Governo abbia dimenticato che l’Italia detiene il triste primato europeo per densità di automobili (655 ogni mille abitanti) e che il settore dei trasporti causa da solo ¼ delle emissioni totali, come evidenziano recenti dati ISPRA. Evidente anche che l’appello di Mastrojeni, vicepresidente dell’Unione per il Mediterraneo, che ha appena ricordato come il nostro mare si scaldi il 20% più rapidamente della media globale, destabilizzando pesantemente il clima, sia caduto nel vuoto.

Inaccettabile che l’Italia dove, lo ricordiamo, è stato istituito un Ministero della transizione Ecologica, non adotti misure concrete nella lotta alle emissioni e, dopo aver strizzato l’occhio a trivellazioni e nucleare, aver ospitato un G20 che si è rivelato inutile passerella politica per spot promozionali ed evanescenti buone intenzioni, non si ponga in prima linea negli impegni internazionali contro la crisi climatica.

All’ impegno di Glasgow sulle emissioni zero dei veicoli, firmato da governi, produttori automobilistici, istituzioni ed investitori con partecipazioni significative nelle case automobilistiche, mancano anche, tra gli altri, Germania e Francia, ma essere in buona compagnia in questo caso non rappresenta una giustificazione ricevibile.

Un pessimo, ulteriore segnale dal nostro Paese, a conferma di quanto continuiamo ad essere lontani anni luce da un concreto avvio verso quella Transizione Ecologica che rappresenta un’occasione imperdibile per diventare competitivi nelle sfide del futuro e che per il Ministro Cingolani sembra invece essere solo una sigla a giustificazione di una poltrona"- concludono.

 


martedì 9 novembre 2021

ASSALTO ALLA DEMOCRAZIA PENULTIMO ATTO di Marco Bersani, Attac Italia

 Come nel più prevedibile dei copioni di teatro, dopo aver sapientemente preparato il terreno per un paio di mesi, il cerchio si chiude e il governo Draghi-Lamorgese porta l’affondo finale: nell’Italia della ripresa-resilienza sarà vietato manifestare.

L’esito è stato preparato attraverso diverse tappe.

La prima avviene il 9 ottobre, quando una “sconsiderata” gestione dell’ordine pubblico a Roma permette un assalto di gruppi neofascisti alla sede nazionale della Cgil, dopo averlo annunciato due ore prima dal palco di Piazza del Popolo.

La seconda avviene in vista del G20 del 30-31 ottobre, quando si costruisce una campagna di stampa di tre settimane su allarmi inesistenti in riferimento alle manifestazioni dei movimenti sociali, che portano esercito per strada e cecchini sui tetti a fronteggiare nientepopodimeno che la giovane generazione ecologista dei Fridays For Future. Naturalmente la buona riuscita delle mobilitazioni viene attribuita al Ministero dell’Interno che ha “impedito” alle stesse di produrre disagi all’ordine pubblico.

Serve la goccia per far traboccare il vaso: ed ecco l’annuncio di un possibile cluster di contagiati dovuto alla ripetute manifestazioni No Green Pass nella città di Trieste e la presa di posizione del Sindaco della città, il quale, senza nessun senso delle proporzioni e del ridicolo, richiede a gran voce l’adozione di leggi speciali “come ai tempi delle Brigate Rosse”.

Il pranzo è servito e il governo Draghi – non contento di aver imposto un Parlamento embedded,  totalmente allineato alle sue scelte politiche sul post pandemia – prova a risolvere anche l’altro polo del problema, rappresentato dal conflitto sociale.

Ed ecco il nuovo pacchetto di provvedimenti annunciato sugli organi di stampa dalla Ministra Lamorgese, la quale, naturalmente non disconosce il diritto a manifestare (art. 21 della Costituzione), ma lo colloca dopo il “diritto” dei cittadini a non partecipare ai cortei (come se fosse obbligatorio) e dopo il “diritto” dei commercianti a poter trarre gli usuali benefici dallo shopping festivo e, ancor più, natalizio prossimo venturo.

Saranno vietati i cortei nei centri storici delle città, in tutte le vie dei negozi e in prossimità dei punti sensibili. E, come se non bastasse, laddove non ci siano “particolari esigenze e garanzie” – chi le stabilisce? – saranno vietati i cortei in quanto tali e permesse solo manifestazioni statiche e sit-in.

Il quadro è sufficientemente chiaro. La pandemia ha messo in evidenza tutte le contraddizioni e la generale insostenibilità di un modello di società basato sull’economia del profitto. Il governo Draghi si è imposto il compito di proseguire con quel modello costi quel che costi.

Ed ecco allora un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza tutto rivolto ad accontentare le imprese e a mortificare il lavoro e i suoi diritti; una politica fiscale volta a liberare i ceti abbienti dalle insopportabili imposte, di nuovo scaricate su lavoratori e pensionati; una transizione ecologica interamente vocata al greenwashing; una nuova ondata di privatizzazioni di tutti i servizi pubblici locali; un attacco alla povertà, attraverso provvedimenti vergognosi come il tentativo di restringere il reddito di cittadinanza e di comprimere l’indennità alle persone con disabilità.

Tutte misure che, com’è ovvio, acuiranno il disagio delle persone e produrranno rabbia e conflitto sociale.

Come risolverlo? Non c’è problema, basta vietarlo.

D’altronde, non è da tempo che i grandi poteri finanziari dicono che le Costituzioni dei paesi del Sud Europa sono poco adatte alla modernità perché troppo intrise di idee socialiste?

https://www.attac-italia.org/draghi-allassalto-della-democrazia/

CLIMA: DA 22 GIORNI SCIOPERO FAME CONTRO SUSSIDI A FONTI FOSSILI

 "Oggi io inizierò uno sciopero della fame contro i sussidi ai fossili". Lo aveva annunciato in un video su facebook lo scrittore e ecologista Gianfranco Mascia lo scorso 19 ottobre, rivolgendosi anche al ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani. Dopo 10 giorni di sciopero della fame integrale (solo due caffé al giorno) e continuativo, Mascia era stato fermato dal medico. Hanno continuato la protesta un gruppo di 50 persone, appartenenti a varie associazioni ecologiste e alla rete di Europa Verde, con uno sciopero della fame a staffetta. Oggi Mascia ha deciso di riprendere la sua iniziativa nonviolenta di digiuno integrale: "Siamo al 22esimo giorno di sciopero della fame a staffetta, che oggi io riprendo, dopo aver fatto i primi 10 giorni, e credo che proseguirà almeno fino alla fine della Cop26, poi vedremo. Aspettando che il Parlamento si decida a inserire il taglio ai sussidi ai fossili nella Legge di Bilancio" annuncia Mascia oggi in un video rivolgendosi a Cingolani. "Dal 27 marzo 2020, durante il primo lockdown e in occasione del digital strike dei Fridays For Future, ho iniziato la mia forma di protesta un poco singolare: non mi sarei tagliato la barba finché il Governo non avesse tagliato la quota dei sussidi ambientalmente dannosi riservata alle fonti fossili, quasi 19 miliardi di euro - aggiunge -. Una barba che adesso é giá lunga 25 centimetri". Mascia, 60 anni, questa estate ha percorso più di 2000 chilometri in bicicletta, il Cimatour, un tour per presentare il suo ultimo lavoro "Come Osate", un saggio che racconta la storia proprio dei Fridays For Future. Ed ora, tutti i giorni, scrive una PEC al ministro Cingolani per informarlo sulla sua campagna. "Lei, ministro, ha veramente una grande opportunità nelle sue mani - conclude -. Potrebbe essere ricordato come quello che per primo ha finalmente tagliato i sussidi alle fonti fossili". 

lunedì 8 novembre 2021

Storia. Novara 24 ottobre 1944 strage fascista. Presente il Console Russo

 Alla presenza del Console Generale della Federazione Russa, della troupe di Mosca che sta girando un docufilm sui partigiani sovietici nella Resistenza italiana, dello scrittore Massimo Eccli, di tanti sindaci, del viceprefetto dott. Moscatello, del consigliere provinciale Picozzi, della nostra meravigliosa partigiana Costanza Nini Arbeja, di rappresentati dell'Associazione culturale Stella Alpina, di Piero Beldì, vicepresidente della Casa della Resistenza e di moltissime delegazioni dell'ANPI Provinciale di Novara, Varese e Vercelli si è svolta nel pomeriggio la commemorazione dei partigiani uccisi dalla squadraccia novarese a Castelletto di Momo.

Un omaggio ai cippi lungo la statale, che ricordano Mario Soldà, Giovanni Erbetta, Pietro Protasoni e Sikor Tetaladze e alla tomba di quest'ultimo, georgiano di origine, che ha combattuto come tanti sovietici nella nostra Resistenza, ha preceduto un incontro partecipato presso il teatro di Momo.

La magistrale narrazione del prof. Gianni Galli dell'ISRN dei fatti storici che hanno scatenato la rappresaglia fascista a Castelletto di Momo prima e a Novara poi, ci ha fatto rivivere quel tragico 24 ottobre 1944. 

Una giornata intensa, piena di Storia, di emozioni, di scambi e di condivisione.

Grazie🌹


Associazione Culturale Stella Alpina Pombia 

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI 

Associazione Casa della Resistenza 

Istituto Storico della Resistenza Piero Fornara 

ANPI Comitato Provinciale Novara