venerdì 23 luglio 2021

29 luglio. La ristrutturazione di San Siro in Commissione Consiliare

 Si terrà il prossimo 29 luglio il proseguimento della Commissione Consiliare sullo stadio San Siro dello scorso 11 giugno. In quell'occasione non era rimasto il tempo per ascoltare gli ingegneri - Aceti e Magistretti - autori del progetto di ristrutturazione dello stadio Meazza depositato in Comune. 

Cosa che verrà fatta questa volta. La commissione si terrà alle 13-14.

La commissione è visibile sul canale youtube del comune di Milano Commissioni 



PRINCIPALI NOVITÀ DEL NUOVO DECRETO GREEN PASS


Venerdì 23 luglio 2021 

Il Green pass - valido per chi abbia avuto almeno una dose di vaccino, abbia fatto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o sia guarito dal Covid nei sei mesi precedenti - servirà dal 6 agosto per:

🍝 accedere ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti (mentre non sarà invece necessario per consumare al bancone, anche se al chiuso);

🎭 spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive;

🖼 musei, mostre e luoghi della cultura;

🏊🏻 piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;

🌭 sagre e fiere, convegni e congressi;

🎢 centri termali, parchi tematici e di divertimento;

🏫 centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;

💵 attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;

✍🏻 concorsi pubblici. 

👫💉💊Le disposizioni non si applicano ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute. 

Cambiano anche i parametri per i “passaggi di colore” delle regioni legati al rischio Covid: 

🟡 Zona Gialla con occupazione dei posti letto nelle terapie intensive pari al 10% e ospedalizzazione del 15%, con le conseguenti restrizioni già definite nelle misure passate; 

🟠 Zona Arancione con occupazione dei posti letto nelle terapie intensive pari al 20% e ospedalizzazione del 30%, con le conseguenti restrizioni già definite nelle misure passate; 

🔴 Zona Rossa con occupazione dei posti letto nelle terapie intensive pari al 30% e ospedalizzazione del 40%, con le conseguenti restrizioni già definite nelle misure passate. 

🚊 Treni e trasporti pubblici non sono al momento soggetti al Green pass per far entrare i passeggeri. 

💃 Le discoteche restano chiuse (e in prima battuta beneficeranno di un fondo da 20 milioni di euro come ristori). 

⛔️Lo stato di emergenza è prorogato al 31 dicembre 2021.

 in attesa di disporre del documento ufficiale.

Dal fb del Sindaco di Inveruno 

mercoledì 21 luglio 2021

Covid. Ossona (Mi) contagi al 19.7.2021

 Dal sito del comune di Ossona. 

Dato significativo, dopo due settimane covidfree.

N.d.r. Ossona, 4300 abitanti, ovest città metropolitana di Milano 


San siro. L'Europa accoglie la petizione dei cittadini per salvare la scala del calcio

Dal fb del Coordinamento dei comitati San Siro 

La petizione presentata da Gabriella Bruschi per il coordinamento dei comitati a Bruxelles sarà tenuta aperta e il Parlamento europeo interverrà con richieste specifiche alle autorità italiane. 

Ascoltate il suo intervento. 

Il video integrale al link https://coordinamentosansiro.it/index.php/news/video/111-presentazione-petizione-sansiro-al-parlamento-europeo



lunedì 19 luglio 2021

Cuggiono. DIFENDIAMO IL NOSTRO OSPEDALE, rilanciamo la sanità territoriale, rilanciamo le strutture di prossimità.

 Lunedì 19 luglio, presidio in difesa dell'ospedale. 

Video https://m.youtube.com/watch?v=wUTBBjw9YYU&t=311s

Il comunicato delle associazioni di Cuggiono. 

A tutti diciamo: tra il dire e il fare ci sono le scelte concrete su cui dobbiamo misurarci. 

C’è di mezzo la nostra salute non i calcoli elettorali di questo o di quel partito. 

Ci sono i servizi che devono essere assicurati al territorio, come la prevenzione, come un 

vero rilancio delle strutture di prossimità, come un vero ruolo delle comunità locali e dei loro rappresentanti nelle scelte sanitarie. 

Certo, lo dicono in tanti. Ma ora misuriamoci sui fatti, sul rilancio del nostro ospedale o come sia necessaria una presenza adeguata dei medici di famiglia. 

Le parole non bastano più. 

Da alcuni anni assistiamo ad un progressivo e costante depotenziamento dell'Ospedale di Cuggiono, con conseguente riduzione delle prestazioni che in passato venivano erogate ai 

cittadini della nostra zona.

Le motivazioni di queste scelte non ci sono mai state veramente chiarite, mentre siamo stati costretti ad evidenziare più volte i disagi notevoli che subivano i pazienti e i loro familiari costretti 

a rivolgersi a strutture distanti dalla propria residenza.

Come se il covid non avesse insegnato nulla, in questi ultimi tempi si percepiscono invece intenzioni di ulteriori riduzioni delle prestazioni erogate e assurdamente da parte di alcuni si 

accenna addirittura la sua chiusura.

A tutti è utile ricordare la storia dell'Ospedale di Cuggiono:

Ricordiamo che questo fu il primo ospedale realizzato nell’ovest milanese, era il 1837.

Nacque ben prima di quelli in altre cittadine come Legnano, Magenta o Abbiategrasso. 

Se lo diciamo non è per campanilismo, questo però spiega tante cose, se non altro il nostro attaccamento per questa struttura nata grazie e per, i cittadini del territorio.

Altri tempi certo, e allora per restare più vicini ad oggi, ricordiamo che negli anni ottanta fu costruita, con l'interessamento dell'allora Ministro della Sanità Maria Pia Garavaglia, la parte nuova di questo ospedale.

Esistevano allora i seguenti Reparti:

1) Medicina

2) Chirurgia generale

3) Ortopedia

4) Ostetricia, Ginecologia con Neonatalità

5) Otorino

6) Anestesia

7) Laboratorio analisi

8) Radiologia

9) Poliambulatorio specialistico

10) Pronto Soccorso aperto 24 ore

11) Pediatria

12) Malattie infettive

13) Dialisi

L’Ospedale di Cuggiono, attraverso l’apprezzato ruolo dei medici e del personale infermieristico qualificato che operava nei vari reparti, era in grado di soddisfare gran parte delle esigenze 

sanitarie dei nostri cittadini. 

Soprattutto esisteva una costante ed utile collaborazione, facilitata dalla possibilità di agevoli contatti con i medici di medicina generale che seguivano i pazienti dopo le dimissioni.

Riteniamo utile anche ricordare la storia di questi ultimi anni dell'Ospedale di Legnano. 

Lo diciamo proprio perché crediamo in sinergie territoriali che per essere veramente tali non possono essere a senso unico. 

La realizzazione del nuovo Ospedale di Legnano portò ad una riduzione consistente dei posti letto rispetto a quelli che aveva il vecchio Ospedale. Tale riduzione pare fosse basata sulla 

valutazione delle esigenze sanitarie del territorio che abitualmente si rivolgeva a questo Ospedale e sulla riduzione delle giornate di degenza per i pazienti affetti dalle patologie che lo 

consentivano.

Con quello che ci dice la storia recente ci è difficilissimo però capire quali siano i veri motivi che hanno portato alle scelte fin qui fatte.

E' molto facile capire invece, le conseguenze che tali decisioni abbiano provocato e provocheranno a maggior ragione nel prossimo futuro:

1) Maggiori difficoltà per i cittadini e per i loro familiari, dovute alla distanza per raggiungere l'Ospedale di Legnano dove saranno ricoverati o visitati

2) Difficoltà dell'Ospedale di Legnano a soddisfare le esigenze della popolazione di un territorio più vasto. Attese lunghissime al Pronto Soccorso, liste d'attesa per ricoveri ordinari e per visite specialistiche che aumentano progressivamente

3) Difficoltà a mantenere i rapporti fra Ospedale e i medici di Medicina Generale che debbono seguire i pazienti dopo le dimissioni.

La riduzione o il trasferimento di servizi e attività, contraddice altresì le previsioni del PNRR che vorrebbero valorizzare gli ospedali di comunità.

Diciamocelo chiaramente, ogni struttura del territorio va potenziata, quindi anche la nostra. Che questa necessità sia reale è confermata dall’aumento delle strutture private che sempre più 

operano in quasi tutti i nostri comuni. E allora visto che le risorse non mancano perché si investe così poco in maniera efficace sul rilancio della sanità pubblica? Trasferire servizi altrove causerà 

ulteriori disagi, un aumento di domanda e quindi di code e tempi di attesa, proprio in contraddizione con i proclamati intenti di ridurli.

Chiediamo perciò di conoscere quali siano le linee di politica sanitaria che potrebbero giustificare scelte tanto irragionevoli. 

Per questi motivi dobbiamo mobilitarci tutti per contrastare tali decisioni, in difesa di tutti i pazienti che subiranno solo danni dalla riduzione delle attività svolte dal nostro ospedale.

Cittadini, personale ospedaliero e comunità locali non possono che essere uniti su questi obiettivi. 

Il ruolo dell’ospedale di Cuggiono va rilanciato! Ma sul serio, nei fatti, non solo a parole! 

Le associazioni di Cuggiono e del territorio







giovedì 1 luglio 2021

FANGHI TOSSICI in LOMBARDIA FUORI I NOMI!

 Riceviamo e pubblichiamo 

I Sindaci di Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio ci dicano su quali terreni e da quali aziende agricole sono stati sversati i fanghi contaminati da sostanze nocive spacciati per fertelizzanti dall'azienda WTE.

I media e la magistratura hanno diffuso nell'ultimo mese la notizia e alcuni particolari dello smaltimento illecito di fanghi, in molti casi contenenti sostanze inquinanti, in diversi territori della Lombardia, fino in Piemonte, compresa la provincia di Milano. Tonnellate di fanghi tossici sversati tra il 2018 e il 2019. Fanghi che venivano spacciati come fertilizzanti per i campi agricoli, ma che in realtà nascondevano sostanze nocive. I carabinieri forestali di Brescia sono riusciti a completare la mappa di tutti i terreni contaminati: 78 i comuni interessati, 176 le aziende coinvolte. Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio sono tra i comuni nella lista.

Il comando dei Carabinieri Forestali di Brescia ha spedito ad ogni Sindaco dei comuni coinvolti, alle Agenzie Regionali per l’Ambiente ed alle Regioni l’elenco delle imprese agricole alle quali sono stati conferiti i suddetti fanghi tossici.

Chiediamo ai Sindaci del territorio (in primis Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio) di rivelare le aziende e i terreni coinvolti. 

Siamo convinti che cementificazione, speculazione, inquinamento e il malaffare vadano sempre a braccetto e debbano essere fermati.


IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA

NO TANGENZIALE

venerdì 18 giugno 2021

COBAS: NON E' STATO UN INCIDENTE: ADIL E' STATO AMMAZZATO IN NOME DEL PROFITTO!

Riceviamo e pubblichiamo 

 NON E' STATO UN INCIDENTE: ADIL E' STATO AMMAZZATO IN NOME DEL PROFITTO! 

Stamane, durante lo sciopero nazionale della Logistica Adil Belakhdim, nostro coordinatore della sede di Novara e membro del Coordinamento nazionale SI Cobas, è morto travolto da un Tir che ha forzato un picchetto davanti la LIDL di Biandrate (Novara).

Il presidio, composto da alcune decine di lavoratori, è stato investito da un autista criminale, che alla vista del presidio non ha esitato a premere l'acceleratore dell'automezzo travolgendo prima due lavoratori che a malapena sono riusciti a malapena a salvarsi e che ora sono ricoverati in ospedale, e poi schiacciando il nostro compagno, passandogli addosso e scappando.

Adil era sposato e con due bambini piccoli, ed è stato per anni operaio della Tnt, quando aveva scelto di tornare al suo paese per avviare una attività. Le cose non andarono come erano state da lui programmate, e così era tornato da noi in Italia e si è attivato nel SI Cobas. 

È  lui che ha dato il suo impegno in quel di Novara per costruire quel coordinamento provinciale, lavorando quotidianamente per sviluppare il SI Cobas sul territorio novarese. I compagni di altre città hanno avuto la possibilità di sentirlo all'ultimo coordinamento nazionale dove ha incitato alla lotta e alla partecipazione alla manifestazione di domani a Roma. Due anni fa, quando il SI Cobas si è incontrato in Marocco con il maggior sindacato, lui era presente con la nostra delegazione e con generosità ci aveva ospitato a casa sua.

Per quanto ancora increduli ed esterrefatti per questa tragedia, non possiamo tacere la nostra rabbia per una morte che non è in alcun modo derubricabile come un semplice incidente (come alcuni organi di stampa avevano fatto passare  in un primo momento), ne tantomeno come la semplice opera di un folle isolato!!!

L'omicidio di Adil avviene infatti all'apice di una escalation di violenza organizzata contro il Si Cobas, che si trascina da mesi ed è oramai senza limiti.

Le cariche alla FedEx TNT di Piacenza, gli arresti, i fogli di via e le multe contro gli scioperi, le aggressioni armate di body guard e crumiri a San Giuliano e Lodi, passando per i raid punitivi alla Texprint di due giorni fa, sono parte di un unico disegno che vede i padroni e la criminalità organizzata (che fa giganteschi affari nella logistica) agire in maniera unita e concentrica per schiacciare con la forza e la violenza gli scioperi dei lavoratori contro il supersfruttamento e in difesa delle conquiste strappate negli anni dal sindacalismo conflittuale, in primo luogo dal SI Cobas: una violenza che che è quasi sempre spalleggiata e alimentata dalla repressione spietata condotta dalle forze dell'ordine contro gli scioperi e le lotte operaie. 

I PADRONI VOLEVANO IL MORTO E CI SONO RIUSCITI. 

Da settimane i padroni e i loro complici stanno veicolando sui luoghi di lavoro, con ogni mezzo e con ogni tipo di provocazione, il messaggio che i picchetti si possono sfondare, che operai e sindacalisti possono essere liberamente pestati a sangue, che gli scioperi possono essere schiacciati e le lotte messe a tacere con metodi mafiosi, il tutto con la complicità o il silenzio-assenso dello Stato e della polizia.

Questa violenza esplicita e dispiegata è solo la punta dell'iceberg di una strategia politica tesa a silenziare le rivendicazioni dei lavoratori e a isolare il sindacalismo di classe, funzionale a spianare la strada alle prossime misure governative di attacco alle condizioni di vita e salariali di milioni di lavoratori, su tutte l'imminente sblocco dei licenziamenti.

In queste ore stiamo assistendo al solito balletto di dichiarazioni di sconcerto e di prese di posizione da parte dei vertici del governo, con in testa il premier Draghi che invita a "far luce" su quanto accaduto a Biandrate, e con Cgil-Cisl-Uil che, come di consueto, si decidono a proclamare lo sciopero solo quando il sangue operaio è già stato versato.

Una dinamica simile a quella che è avvenuta anni fa alla Gls di Piacenza, quando Abd El Salaam venne travolto da un tir durante uno sciopero indetto da Usb: dopo qualche ora di indignazione a reti unificate, tornò a regnare il silenzio totale sulla condizione dei facchini e delle migliaia di lavoratori della logistica quotidianamente sfruttati, sottopagati e soggetti a ogni forma di ricatto e di angheria.  

LA PERDITA DI ADIL RENDE ANCOR PIU' EVIDENTE CIO' CHE ERA GIA' CHIARO ALLA LUCE DELLA CRESCITA ESPONENZIALE DELLE MORTI SUL LAVORO REGISTRATE IN QUESTI MESI DI CRISI PANDEMICA: PER I PADRONI I PROFITTI VALGONO PIU' DELLA VITA UMANA.

Il premier Draghi piuttosto che versare lacrime di coccodrillo dovrebbe spiegare per quale motivo da oltre 3 mesi il SI Cobas sta chiedendo al governo un tavolo di crisi al MISE per risolvere la vertenza alla Fedex di Piacenza con 280 lavoratori buttati per strada solo a causa della loro appartenenza al nostro sindacato, senza ricevere mai risposta e, anzi, ricevendo in cambio cariche e manganellate della polizia quando lo scorso 21 maggio ci siamo recati in presidio sotto a Palazzo Chigi; dovrebbe spiegare come mai da oltre un anno il SI Cobas si batte per ottenere dal  governo (prima Conte, ora l'attuale) il varo di protocolli vincolanti sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro senza mai aver ricevuto alcuna risposta; dovrebbe spiegarci come mai il governo stia sponsorizzando piani di ristrutturazione che prevedono migliaia di licenziamenti e una generale precarizzazione dei contratti (oggi in Fedex, domani dappertutto) senza che le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nella logistica siano convocate ai tavoli di trattativa.

I vertici di Cgil-Cisl-Uil dovrebbero spiegarci come si concilia il giusto sciopero per la morte di Adil con l'opera sistematica di demonizzazione e criminalizzazione condotta dai confederali contro il SI Cobas (solo per restare agli eventi più recenti, gli inviti alla polizia ad intervenire contro le lavoratrici e i lavoratori in sciopero alla Ceva di Stradella) e, più in generale, contro il sindacalismo combattivo.

Per questo denunciamo con forza che questa morte non è stata provocata dalla follia di un singolo, bensì è il frutto di una guerra a tutto campo contro la classe lavoratrice, alimentata dell'omertà delle istituzioni e dal collaborazionismo dei vertici confederali.

Domani Adil sarebbe stato con noi a Roma per manifestare contro lo sblocco dei licenziamenti, contro il rinnovo-farsa del CCNL Trasporto merci e logistica, e a sostegno della lotta dei lavoratori Fedex di Piacenza. 

Il dolore per la perdita di un nostro dirigente nazionale ad opera di un vigliacco criminale è indescrivibile, ma non appanna, anzi rafforza le ragioni della manifestazione di domani a Roma.

Perchè si tratta delle stesse ragioni e della stessa causa per cui Adil si batteva da anni e che sono alla base della tragedia di stamattina: la lotta per l'emancipazione dei proletari dalla barbarie capitalistica.

Saremo alle 14 a Piazza della Repubblica per portare la nostra rabbia e le nostre lotte fin nel cuore del capitale, e invitiamo tutti i lavoratori e i solidali alla massima partecipazione.

Al contempo, sosteniamo fin d'ora ogni iniziativa tesa a denunciare e smascherare le responsabilità oggettive del gruppo LIDL per il barbaro assassinio di Adil.

ADIL VIVE NELLE NOSTRE LOTTE!

IL SUO SANGUE NON SARA' VERSATO INVANO!

ONORE A TE, COMPAGNO!

Si Cobas nazionale

* nelle prossime ore avvieremo una raccolta-fondi pubblica per sostenere i familiari di Adil



giovedì 17 giugno 2021

LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE PRESENTANO UN ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI PER DANNO ERARIALE RELATIVO AI FINANZIAMENTI REGIONALI E COMUNALI AL MILANO MONZA OPEN-AIR MOTOR SHOW (10-13 GIUGNO)


• La manifestazione motoristica, svoltasi fra Milano e Monza dal 10 al 13 giugno 2021, ha ricevuto sostegno economico sia dalla Regione Lombardia che dal Comune di Milano, in virtù di una presunta utilità pubblica nel promuovere valori e contenuti della mobilità sostenibile.

• In particolare, la deliberazione di Regione Lombardia n. 4557 del 19/04/2021 stanzia € 240.000 a fondo perduto per la manifestazione, anche perché, testualmente “avrà come focus principale i mezzi di trasporto secondo le nuove tecnologie, la sostenibilità ambientale, le fonti di energia alternativa” e perché “apporta un contributo di rilievo sportivo”.

• Il Comune di Milano con la deliberazione della giunta comunale n. 528 del 14/05/2021 concede invece uno sconto di € 365.000 sulla tassa di occupazione del suolo (da € 437.000 a € 72.000) in quanto la manifestazione sarebbe caratterizzata dall’obiettivo di – sempre testualmente – “incentivare una mobilità sostenibile, facendo conoscere in anteprima le novità utili ad affrontare le problematiche ambientali in città” e dalla “promozione di una mobilità eco-sostenibile che possa favorire un basso impatto ambientale”.

Gli ambientalisti rilevano invece che la caratterizzazione della manifestazione non aveva nulla a che fare con la mobilità sostenibile. Come infatti si è potuto evincere dalla comunicazione ufficiale degli organizzatori, dai comunicati stampa, dalle attività sui social e sui media, nonché soprattutto dai modelli di auto e moto esposte, gli aspetti dell’ambiente, della sostenibilità, addirittura delle “energie alternative” non sono stati trattati, mentre invece sono stati ampiamente promossi concetti come “velocità”, “potenza”, “prestazioni”, valori tutt’altro che orientati alla mobilità sostenibile. Inoltre, sul sito web della manifestazione era chiaramente indicato come tramite i QRCode posti su ogni pedana il pubblico avrebbe potuto ottenere “link per contattare le case costruttrici”, avendo come intenzione “un segnale di ripartenza per il mondo dei saloni e il settore automotive”, evidenziando il carattere commerciale della manifestazione.“

Per tutta la durata dell’evento,” si legge nella delibera del Comune di Milano, “Milano sarà un grande salone automobilistico a cielo aperto”; un salone allestito parcheggiando automobili nelle aree pedonali più iconiche della città, veicolando così un messaggio negativo e tutt’altro che sostenibile.Tutti gli esperti del settore sanno che la motorizzazione elettrica dei veicoli di per sé non è condizione né necessaria, né sufficiente a caratterizzare un mezzo di trasporto come sostenibile, e che per promuoverne valori e contenuti è necessario informare su pro e contro di tutte le modalità di trasporto, non soltanto sui vantaggi di una.

Le associazioni ambientaliste si rivolgono quindi al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e al Sindaco di Milano Beppe Sala con queste parole: “vogliamo credere che Fontana e Sala fossero in buona fede e si siano fatti convincere dagli organizzatori, che hanno presentato loro l’evento come orientato alla sostenibilità, quando nei fatti non lo è stato. Noi non abbiamo trovato nulla di sostenibile in questa manifestazione: proporre come mezzo di trasporto sostenibile automobili pesanti, ingombranti, potenti, veloci ed energivore non ha molto senso nel momento in cui è stata dichiarata l’emergenza climatica. Quando la grande parte delle auto esposte erano da oltre 2 tonnellate di peso, con motori di diverse centinaia di kW e velocità oltre 200 km/h e 300 km/h, poco importa che abbiano alimentazione diesel, ibrido o elettrica: rimangono dei mezzi di trasporto inefficienti, insostenibili e pericolosi”.Le associazioni ritengono che la manifestazione in oggetto sia stata una banale fiera commerciale orientata al profitto, e quindi non meritevole di sostegno finanziario pubblico di cui hanno beneficiato oltre trenta soggetti privati, sicuramente capaci di coprire l’importo.Per queste motivazioni hanno inviato un esposto alla Procura regionale lombarda della Corte dei conti affinché valuti l’eventuale danno erariale causato alle casse pubbliche.

A questo punto resta solo una domanda da rivolgere al Sindaco Sala e al Presidente Fontana: con 605.000 euro di soldi pubblici, cosa si sarebbe potuto fare per promuovere davvero la mobilità sostenibile?

Milano, 16 giugno 2021

Associazioni firmatarie:

Genitori Antismog

Cittadini per l’Aria onlus

FIAB Ciclobby Onlus

Legambiente Lombardia

martedì 15 giugno 2021

10 anni dal #referendum su #acquapubblica e #nucleare

 10 anni dal #referendum su #acquapubblica e #nucleare

Intervento del direttore di un'altraeconomia e banda degli ottoni a scoppio

video 10 anni dal #referendum per l' #acquapubblica e per fermare il #nucleare #milano 11 6 2021










Trekking urbano a Milano, alla scoperta dell'Isola (Grazie a APE MILANO e a Isola Pepe Verde)

Metti una domenica di giugno, l'opportunità di conoscere e scoprire quei luoghi che frettolosamente ogni giorno attraversiamo, ahimè, ignorando la storia e quel che han significato, lasciato, e formato per il quartiere e le genti che lo vivono. Esperienze di storia, vedere i palazzi che hanno ospitato riviste, assemblee, han visto nascere idee, sogni e speranze, e sono diventati riferimenti culturali in tutto il mondo.

Un doveroso grazie agli organizzatori: APE MILANO (associazione proletari escursionisti) e Isola Pepe Verde, ai narratori e a chi della storia, fa memoria e ci aiuta a segnare il presente e a farlo un po' meno grigio. Sul sito di APE un bell'articolo del Trekking Urbano, a seguire foto e video 

https://ape-alveare.it/allindomani-del-trekking-urbano-isola-underground-video/


video "focus" (1.h.50): isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE


video 1, dove Ho Chi Min, cucinava, studiava e lavorava prima tappa. Isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video  2. re nudo. isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 3. deposito bulk. isola UNDERground trekking 

video 4. comitato isola. Isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 5. Art Center. Isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 6 pci volturno Isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 7. i cinema. Isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 8. piazza Minniti. Isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 9. pergola tribe. isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 10. teatro Verdi. Isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 11. punto rosso. isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 12. sopraSotto. Isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 13. piano terra. isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 14. laboratorio teatrale. isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE

video 15. Isola Pepe Verde. isola UNDERground trekking urbano di APE MILANO e ISOLA PEPE VERDE