sabato 1 febbraio 2020

𝗶𝗹 𝗧𝗮𝗿 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗜𝗣𝗘 di una autostrada nel parco del Ticino

31 gennaio 2020.        clikka sottofondo musicale e foto
I̲l̲ ̲T̲r̲i̲b̲u̲n̲a̲l̲e̲ ̲A̲m̲m̲i̲n̲i̲s̲t̲r̲a̲t̲i̲v̲o̲ ̲R̲e̲g̲i̲o̲n̲a̲l̲e̲ ̲h̲a̲ ̲a̲c̲c̲o̲l̲t̲o̲ ̲i̲l̲ ̲r̲i̲c̲o̲r̲s̲o̲ presentato dai Comuni di Albairate e Cassinetta, dal Comitato NoTangenziale, dagli Agricoltori e Cittadini contro la deliberazione del CIPE di approvazione del progetto definitivo di stralcio della Vigevano-Malpensa.
Con la sentenza pubblicata oggi, 𝗶𝗹 𝗧𝗮𝗿 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗜𝗣𝗘 che approvava il progetto esecutivo.
Ora ci auguriamo che questo possa essere l'inizio di un percorso condiviso per la soluzione ai problemi di mobilità del nostro territorio.

Oggi è una bellissima giornata, vent'anni di lotta sul territorio, nelle strade, in tutti gli ambiti e finalmente anche un Tribunale ha riconosciuto le ragioni del territorio che si oppone a questa inutile insensatezza. La valutazione di impatto ambientale, VIA, va rifatta e la delibera del CIPE che finanziava l'opera ANNULLATA. Certo la battaglia non è finita ma da oggi possiamo parlare con più forza delle alternative che servono davvero al territorio e al nostro ambiente. NO TANG!

da Domenico Finiguerra
NOI VE L'AVEVAMO DETTO CHE LA TANGENZIALE NON SAREBBE PASSATA!
E ADESSO SI RISOLVANO I PROBLEMI DI MOBILITÀ.
Quando nel novembre del 2002 ci presentarono il progetto della tangenziale ANAS nell'ambito del piano nazionale delle Grandi Opere previsto dalla Legge Obiettivo ci ritrovammo immediatamente, a Cassinetta di Lugagnano, insieme alla giunta di Albairate, con il sindaco Masperi. Ricordo le parole che mi rivolse il compianto sindaco di Albairate: "Finiguerra, questi adesso hanno la legge obiettivo e questa tangenziale ce la faranno passare sulla testa e sulla terra vergine. Sono tutti d'accordo!".
Ed infatti erano tutti favorevoli alla tangenziale ANAS: il comune di Abbiategrasso con Fossati, il comune di Magenta con Del Gobbo, il comune di Robecco con Zanoni, il sindaco di Vigevano, la Provincia di Milano con Penati, la Regione Lombardia con Formigoni e Cattaneo.
Alle riunioni fiume che si svolgevano in quegli anni in Regione, i dirigenti Anas, in perfetta sintonia con tutti i comuni favorevoli, rispondevano alle nostre obiezioni sull'insostenibilità dell'opera, dal punto di vista ambientale, dal punto di vista tecnico, dal punto di vista economico, con le solite parole: siete piccoli comuni, il vostro parere è marginale e noi abbiamo la legge obiettivo dalla nostra parte.
Già. La legge obiettivo di Berlusconi e Lunardi. Quella che disponeva che le grandi opere potessero essere realizzate senza l'assenso delle comunità locali e superando ogni ostacolo con una semplice delibera del CIPE.
Ma da Cassinetta di Lugagnano, da Albairate, da Cisliano, da Ozzero (con i sindaci Galli e Chiodini) dai comitati, si andò avanti ad opporsi a quell'ipotesi scellerata che avrebbe pregiudicato per sempre il nostro territorio.
Lo facemmo a tutti i livelli. Proponendo il primo ricorso al TAR, presentando osservazioni tecniche puntuali e dettagliate accompagnate sempre da soluzioni alternative, evidenziando i danni per la biodiversità, il paesaggio, l'agricoltura, firmando esposti: alla Soprintendenza per i Beni Archettetonici e per il Paesaggio, alla Commissione Europea e all'Unesco, visto che proprio in quegli anni il Parco del Ticino aveva ottenuto il riconoscimento di Riserva della Biosfera dell'UNESCO.
Ogni passo contro il progetto Anas, ogni manifestazione, ogni esposto, ogni obiezione, erano sempre liquidati ai tavoli istituzionali dal fronte del SI come inutili e marginali. Anche la risposta dell'UNESCO al nostro esposto che avvertiva il Ministro, la Regione e il Parco che il progetto avrebbe compromesso il riconoscimento di riserva UNESCO!
Perchè loro avevano la legge obiettivo dalla loro parte e non potevano certo essere piccoli comuni, gli agricoltori, gli ambientalisti o i comitati, a fermare una Regione, una Provincia e tutti i comuni grandi anche 30 volte Cassinetta di Lugagnano. Ad una riunione in Regione obiettammo che il progetto era incompatibile con la riserva Unesco, con il Parco del Ticino, con la tutela del Naviglio Grande e che non sarebbe passato, perché avremmo fatto ricorsi ed esposti in ogni luogo possibile per contrastare un progetto che faceva acqua da tutte le parti.
Ma la risposta era sempre la stessa, monotona e senza argomenti: "non ci interessa, perchè noi abbiamo la legge obiettivo e la tangenziale ANAS la vogliamo. Punto."
Ma purtroppo per i grandi comuni e per fortuna per il territorio, in quasi vent'anni ad essere passato è soltanto il tempo. Perché del progetto faraonico (che ormai ha quasi un quarto di secolo) che all'inizio doveva collegare la tangenziale Ovest a Malpensa, uscito già nel 2016 dall'elenco delle opere previste dall'allegato infrastrutture al DEF, e che oggi era diventato solo il modo per fare propaganda agitando la risoluzione dell'attraversamento di Robecco e Abbiategrasso (problemi che vanno affrontati, ma con gli strumenti giusti e proporzionati e senza i ricatti semaforici o l'arroganza di chi si sente forte dei numeri come Golia), come avevamo detto, non è rimasto più nulla. Come dicevamo non sarebbe passato. Non sarebbe passato perché c'erano grossi problemi tecnici, perché il Parco del Ticino Riserva Unesco merita qualcosa di diverso da una autostrada, perché in queste terre vediamo il genio di Leonardo.
Ed infatti ieri il TAR ha bocciato il progetto Anas. Sancendo la fine già annunciata da tempo del progetto ANAS che da anni giaceva ingiallito a Roma...
Adesso c'è da augurarsi che i sindaci ed i comuni del SI si ravvedano definitivamente, lascino quel progetto nel cestino in cui è stato gettato e si mettano subito al lavoro per definire in accordo con tutti i comuni le proposte necessarie a risolvere i problemi di mobilità del territorio.
Serve una circonvallazione a Robecco? Si faccia.
Serve una circonvallazione urbana ad Abbiategrasso? Si faccia.
Serve mettere a posto, allargare, raddrizzare, la strada Abbiategrasso-Robecco? Si faccia.
Serve eliminare i semafori e gli intoppi sulla Milano Baggio ed allargarla? Si faccia.
Senza l'arroganza di chi pensa di avere più forza o potere. Rispettando il territorio di tutte e tutta la comunità.
Facendo quello che serve davvero, nel rispetto del principio di efficienza ed economicità dell'azione amministrativa ed effettuando le dovute analisi costi benefici che dovrebbero sottendere tutte le opere pubbliche.
Guardando al futuro consapevoli che ogni soluzione deve essere ispirata dalla conversione ecologica.

da Gilberto Rossi
Grazie a tutti. Difendere la biodiversità e il futuro. grazie. per il parco del ticino, il parco agricolo sud, e per la lombardia. Ora, ripensare la mobilità, in ottica sostenibile, collegamenti rapidi da robecco a magenta e abbiategrasso
p.s. la circonvallazione a Robecco è stata fatta nemmeno 20 anni fa, basterebbe, non far transitare dal cimitero al centropaese, ma indirizzarli all'ingresso di robecco lato abbiategrasso.

lunedì 20 gennaio 2020

I Verdi della Lombardia. Agire per l'Emergenza Climatica. 19 1 2020

"se in tanti han dichiarato l'emergenza climatica, poi, non ne son conseguite le necessarie azioni"

Esecutivo Regionale della Federazione dei Verdi della Lombardia, aperto agli iscritti, perchè la Democrazia è una pratica e dopo tanti anni, si riscontra una notevole crescita del movimento ecologista in Lombardia, dove si sono formate nuove associazioni in varie province.
Un momento per fare il punto sulla situazione in Lombardia.
Una domenica pomeriggio intensa.
http://www.verdilombardia.it/
http://verdi.it/
https://www.europaverde.it/










Sant'Antonio dal Presidio NoDiscarica. 17 1 2020 "Sala ascoltaci"

Riassumibile in un "Sindaco Sala, sei il Sindaco della Città metropolitana di Milano, Ascoltaci".
Precisi e puntuali gli aggiornamenti dei Sindaci di Casorezzo e Busto Garolfo, in merito ai ricorsi legali e ai procedimenti in atto, un intervento del comitato che invita a tenere alta la guardia e a vigilare e presenziare al Presidio, intevento dei Verdi per ricordare che, se è certamente positivo voler mettere a dimora, 3 milioni di alberi, qualche perplessità su dove e certo, questo non elude la necessità di agire ulteriormente per contrastare l'emergenza climatica e per bonificare le altre aree della cava; le proposte di legge regionale sui parchi e quella metropolitana di coordinare una cintura verde, ricordando la "retenatura2000" promossa dall'Unione Europea.
ascoltiamoli





Magenta OX (gIà Ideal) Cristiano Godano presenta "Nuotando nell'aria"

Cristiano Godano intervistato da Danilo Lenzo, presenta il suo ultimo libro "nuotando nell'aria", i primi 3 album dei Marlene Kuntz, 35 canzoni, storie, aneddoti e curiosità.


Cristiano Godano    "Notte"

 segue galleria fotografica

lunedì 13 gennaio 2020

Quanto costava l'odio e le balle della "bestia"

Il Viminale ha tagliato questa cifra enorme e L’Espresso ha riportato che Salvini aveva una squadra di 20 collaboratori (la Lamorgese ne ha due), di cui 14 dedicati solo alla Bestia
di Globalist
Mezzo milione di euro pagati dai contribuenti per spargere odio online: ecco il ‘prima gli italiani’ di Matteo Salvini, che in quanto a collaboratori non lesinava mica (e certo, mica pagava lui): aveva uno staff di venti persone, 7 per le sue funzioni di vicepresidente del Consiglio, 14 che si occupavano della comunicazione social. Insomma, per Salvini la sua propaganda era più importante del suo lavoro, tanto da aver dedicato a quella sezione il doppio delle persone. Tanto per fare la differenza, Luciana Lamorgese di collaboratori ne ha due: un’assistente personale e un addetto stampa.
La notizia è riportata da L’Espresso, che fa anche i conti in tasca al Viminale: Dino Martirano, addetto stampa di Luciana Lamorgese, percepisce 120mila euro all’anno, mentre la storica collaboratrice del Viminale Cristina Pascale è rimasta al suo posto con un compenso di 32mila euro, duemila in più di quanto percepiva.
Salvini al ministero aveva portato: Stefano Beltrame (95mila euro), Gianandrea Giani (65mila), Giuseppe Benvenuto, Luigi Peruzzotti e Andrea Pasini con un compenso di 41mila euro. Oltre alla Pascale (30mila) e a Gennaro Terraciano che ha svolto le sue mansioni a titolo gratuito. A loro bisogna aggiungere i professionisti della comunicazione retribuiti con fondi ministeriali: Luca Morisi (65mila euro all’anno) e Andrea Paganella (85mila). E i collaboratori dell’ufficio stampa del ministero: Leonardo Foa, figlio del presidente della Rai Marcello, Daniele Bertana, Fabio Visconti e Andrea Zanelli. Tutti avevano firmato un contratto da 41mila euro per ogni anno. Negli uffici della Presidenza del Consiglio hanno lavorato invece Susanna Ceccardi (65mila euro, poi eletta a Bruxelles), Alessandro Amadori (65mila), Lorenzo Bernasconi (100mila euro), Claudio D’Amico (65mila), Iva Garibaldi (120mila euro), Massimo Villa (65mila) e Paolo Visca, con un compenso di 35mila euro.