𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐃𝐈𝐎, 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐔𝐍𝐍𝐄𝐋 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐎𝐂𝐋𝐎
𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧 𝐞 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐚 𝐢 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐢: “𝐑𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀”
📍 Milano, Zona San Siro – 5 maggio 2026
Il futuro del nuovo stadio di San Siro passa anche da un punto sotterraneo, nascosto alla vista ma decisivo per la mobilità del quartiere: il tunnel di via Patroclo.
Il sottopasso, costruito in occasione dei Mondiali di Italia ’90, oggi serve soprattutto al traffico di attraversamento: chi non deve andare allo stadio può passare sotto l’area e proseguire senza entrare nel cuore del comparto Meazza. Nel progetto di Milan e Inter, però, il tunnel dovrebbe essere spostato e ripensato dentro la nuova viabilità del futuro impianto. Ed è proprio qui che si apre il caso. Il tunnel di via Patroclo fu realizzato per i Mondiali del 1990 e oggi ha due corsie per senso di marcia, pensate per separare il traffico di attraversamento dai flussi diretti allo stadio. 
Secondo quanto riportato da Il Giorno, le Direzioni Mobilità e Infrastrutture e Spazio Pubblico del Comune di Milano hanno evidenziato tre criticità pesanti: rischio di paralisi della viabilità, carenza di analisi trasportistiche adeguate e dubbi sull’inquadramento giuridico della futura strada sotterranea. Nonostante queste osservazioni, il parere espresso è stato favorevole, ma condizionato. 
𝐈𝐋 𝐓𝐔𝐍𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐀𝐌𝐁𝐈𝐀 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
La questione è semplice solo in apparenza. Oggi il tunnel Patroclo consente ai veicoli di attraversare la zona senza entrare direttamente nel sistema dello stadio. Domani, secondo la proposta dei club, il nuovo tunnel avrebbe di fatto una corsia per senso di marcia destinata all’attraversamento, mentre l’altra sarebbe usata per entrare e uscire dai parcheggi sotterranei del nuovo stadio e delle attività commerciali e ricettive previste nell’area. 
Questo significa che nello stesso punto dovrebbero convergere flussi diversi: chi attraversa il quartiere, chi va allo stadio nei giorni di partita, chi raggiunge parcheggi, negozi, ristorazione, funzioni ricettive e nuovi spazi privati. La proposta prevede anche una nuova rotatoria davanti al futuro impianto. Ed è proprio su questa concentrazione di movimenti che i tecnici comunali hanno acceso l’allarme. 
Nel parere unico delle Direzioni comunali si segnala che via Patroclo non sarebbe più un vero itinerario di attraversamento, perché tutti i flussi finirebbero sulla rotatoria prevista davanti al nuovo stadio, con un rischio esplicito di “paralisi della viabilità”. La stessa valutazione suggerisce come possibile alternativa il mantenimento della funzione di attraversamento, separando i flussi come avviene oggi. 
𝐔𝐍’𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀 𝐃𝐀 𝟕𝟎-𝟖𝟎 𝐌𝐈𝐋𝐈𝐎𝐍𝐈
Il tunnel Patroclo non è un dettaglio marginale. Rientra nel primo stralcio funzionale del progetto del nuovo San Siro, insieme alla costruzione del nuovo stadio e alla demolizione parziale dell’attuale Meazza. Il Comune ha avviato il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica per il Piano Attuativo della GFU San Siro, e lo stralcio iniziale prevede lo spostamento del tunnel come opera pubblica realizzata dal privato a scomputo degli oneri di urbanizzazione. 
L’importo indicato da Il Giorno per lo spostamento del tunnel è nell’ordine dei 70-80 milioni di euro. Una cifra molto alta, soprattutto se rapportata al fatto che l’opera viene contestata proprio sul piano della sua utilità pubblica e del suo impatto sulla mobilità. 
Il tema economico è stato sollevato anche da Legambiente Lombardia, che in precedenti osservazioni sulla mobilità di San Siro ha sottolineato come circa 70 milioni per il rifacimento del tunnel equivalgano, in termini di ordine di grandezza, al costo di circa cento autobus elettrici da dodici metri. Per Legambiente, la trasformazione dell’area dovrebbe puntare su soluzioni più innovative e realmente orientate all’interesse pubblico. 
𝐈𝐋 𝐏𝐀𝐑𝐄𝐑𝐄 𝐅𝐀𝐕𝐎𝐑𝐄𝐕𝐎𝐋𝐄, 𝐌𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈
Il punto più delicato è questo: pur segnalando criticità rilevanti, le Direzioni comunali hanno dato un parere favorevole condizionato. Il Giorno ricostruisce che nel verbale della Conferenza dei Servizi preliminare viene chiesto di integrare la documentazione con uno studio del traffico approfondito, dati numerici, analisi quantitative, valutazioni sui flussi di traffico, sistema della sosta, mobilità pedonale e impatto sui servizi. 
Nel parere si parla anche di insufficienza degli spazi pedonali e della necessità di produrre analisi più dettagliate sui flussi delle persone a piedi. Questo passaggio è importante per Zona San Siro, perché nei giorni di partita e concerto il problema non riguarda solo le auto: riguarda migliaia di persone che arrivano, attraversano, aspettano, escono dalla metropolitana, cercano varchi e si muovono tra piazzale Axum, via Patroclo, via Tesio, via Harar e Lotto. 
A rendere più complesso il quadro c’è anche il tema giuridico: i tecnici chiedono di verificare la classificazione della nuova strada sotterranea e la sua coerenza con la normativa vigente. In altre parole, bisogna capire che natura avrà una strada realizzata dai privati, a scomputo oneri, funzionale a uno stadio privato ma con ricadute evidenti sulla viabilità pubblica. 
𝐀𝐑𝐏𝐀 𝐄 𝐀𝐓𝐒 𝐏𝐑𝐄𝐍𝐃𝐎𝐍𝐎 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎
Non tutti gli enti hanno espresso una posizione pienamente favorevole. Secondo Il Giorno, ARPA si è limitata a una presa d’atto, mentre ATS Milano si è riservata di esprimersi quando sarà disponibile materiale più completo. Questo rende ancora più evidente il carattere aperto della partita: il progetto non è ancora una strada spianata, ma un percorso tecnico e amministrativo pieno di passaggi da chiarire. 
Nel frattempo, l’iter complessivo del nuovo stadio è già avviato. Palazzo Marino ha spiegato che la riqualificazione della GFU San Siro procederà in due stralci funzionali: il primo con spostamento del tunnel Patroclo, nuovo stadio e demolizione parziale del Meazza; il secondo con rifunzionalizzazione della parte conservata dello stadio, sviluppo delle funzioni private e realizzazione di aree verdi, di cui 80mila metri quadrati da cedere al Comune. L’obiettivo indicato è arrivare all’avvio dei lavori nel secondo semestre del 2027. 
𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐑𝐎𝐆𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄
Il caso del tunnel Patroclo è arrivato anche in Consiglio comunale. Il consigliere del Gruppo Misto Enrico Fedrighini ha depositato un’interrogazione per chiedere se il parere favorevole condizionato sia compatibile con le lacune istruttorie segnalate nello stesso parere tecnico. 
Fedrighini ha sollevato una domanda politica molto netta: quale sarebbe l’interesse pubblico del Comune nel sostenere un progetto che sposta un tunnel oggi funzionante, con un costo indicato tra 70 e 80 milioni, senza che emerga con chiarezza un vantaggio per la città? Nel confronto, il consigliere ha ricordato anche il precedente di CityLife, dove lo scomputo oneri contribuì con 15 milioni alla realizzazione delle fermate della M5. 
𝐋𝐀 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐀 𝐃𝐈 𝐒𝐀𝐍 𝐒𝐈𝐑𝐎: 𝐀 𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐃𝐀𝐕𝐕𝐄𝐑𝐎?
Per Zona San Siro, la domanda vera è una sola: questo nuovo tunnel servirà davvero al quartiere o soprattutto al nuovo sistema commerciale, ricettivo e privato costruito attorno allo stadio?
Chi vive qui conosce bene il peso della mobilità. Nei giorni di evento, l’area cambia volto: strade chiuse, metropolitana piena, pedoni ovunque, parcheggi cercati fino all’ultimo metro, taxi, bus, motorini, residenti costretti a cambiare abitudini. Se a questi flussi si aggiungeranno funzioni attive tutti i giorni, non solo durante partite e concerti, il nodo viabilistico rischia di diventare ancora più delicato.
Il tunnel Patroclo non è una questione tecnica per addetti ai lavori. È una porta d’ingresso e attraversamento del quartiere. Cambiarne funzione significa cambiare il modo in cui San Siro respira.
𝐍𝐎𝐍 𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀 𝐔𝐍 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐃𝐈𝐎, 𝐒𝐄 𝐈𝐋 𝐐𝐔𝐀𝐑𝐓𝐈𝐄𝐑𝐄 𝐒𝐈 𝐁𝐋𝐎𝐂𝐂𝐀
Il nuovo stadio viene raccontato come occasione di modernizzazione, investimento, servizi e rilancio urbano. Ma ogni grande progetto si misura nei suoi dettagli: accessi, parcheggi, percorsi pedonali, trasporto pubblico, sicurezza, cantieri, tempi e qualità della vita dei residenti.
Se il tunnel Patroclo diventa il punto in cui si sommano traffico di attraversamento, accessi ai parcheggi, flussi verso il nuovo stadio e funzioni commerciali, il rischio è che l’opera nata per risolvere diventi parte del problema.
Il quartiere non può essere trattato come un retrobottega logistico del nuovo impianto. San Siro è una comunità viva, non solo un’area di servizio per tifosi, clienti e visitatori.
𝐈𝐋 𝐍𝐎𝐃𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐄𝐒𝐒𝐄 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐎
Il punto politico resta l’interesse pubblico. Uno stadio nuovo può essere interesse privato dei club e, in parte, interesse pubblico della città. Ma ogni opera collegata deve dimostrare di migliorare davvero la vita urbana, non solo di rendere più funzionale il progetto immobiliare complessivo.
Per questo servono analisi trasportistiche solide, dati chiari, simulazioni realistiche nei giorni di evento e nei giorni ordinari, studio dei flussi pedonali, verifica dell’impatto sui residenti e confronto pubblico con il quartiere.
A San Siro non bastano render, slogan e promesse. Servono numeri. E soprattutto serve una domanda semplice: dopo questi lavori, il quartiere starà meglio o peggio?
𝐔𝐍 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐃𝐀 𝐒𝐄𝐆𝐔𝐈𝐑𝐄 𝐃𝐀 𝐕𝐈𝐂𝐈𝐍𝐎
Il caso del tunnel Patroclo mostra ancora una volta quanto il futuro di San Siro sia complesso. Non si tratta solo di scegliere tra vecchio e nuovo stadio. Si tratta di decidere che forma avrà un pezzo intero di Milano.
Il parere favorevole condizionato non chiude la discussione. Al contrario, la apre. Perché se gli stessi uffici tecnici segnalano il rischio di paralisi della viabilità, allora il quartiere ha diritto a risposte prima che l’opera diventi irreversibile.
San Siro aspetta chiarezza.
Non dopo i cantieri.
Non quando la rotatoria sarà già disegnata.
Adesso.
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📌 𝐈𝐋 𝐏𝐔𝐍𝐓𝐎
📍 Nodo: tunnel di via Patroclo, area San Siro
🏟️ Progetto collegato al nuovo stadio di Milan e Inter
🚧 Il primo stralcio funzionale prevede spostamento del tunnel, costruzione del nuovo stadio e demolizione parziale del Meazza
💶 Opera indicata da Il Giorno in 70-80 milioni di euro
⚠️ Criticità segnalate dai tecnici comunali: rischio di paralisi viabilistica, analisi trasportistiche insufficienti, dubbi giuridici sulla nuova strada sotterranea
🚗 Il nuovo tunnel convoglierebbe sia traffico di attraversamento sia flussi diretti a stadio, parcheggi e funzioni commerciali
🚶 Segnalata anche insufficienza degli spazi pedonali
🏛️ Parere comunale favorevole, ma condizionato
📋 Interrogazione in Consiglio comunale del consigliere Enrico Fedrighini
📍 Tema centrale per residenti, mobilità e futuro di Zona San Siro
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📰 𝐅𝐨𝐧𝐭𝐢: Il Giorno, Comune di Milano, Fanpage, Calcio e Finanza, Legambiente Lombardia.