lunedì 2 novembre 2026

Datacenter, audizione in regione Lombardia 2.11.2026

 Dal web 

2 novembre 2026 – Intervento di Enrico Duranti, Rete dei Comitati Stop Data Center

Signor Presidente, gentili Consiglieri regionali,

intervengo in rappresentanza della Rete dei Comitati Stop Data Center, nonché come Presidente del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio.

La nostra richiesta fondamentale è una moratoria nazionale sui nuovi insediamenti di data center.

Non siamo contrari all'innovazione tecnologica. Chiediamo però di fermare la proliferazione di infrastrutture caratterizzate da enormi consumi energetici, rilevanti fabbisogni idrici e trasformazioni territoriali, fino a quando non sarà definita una pianificazione complessiva che ne valuti il reale fabbisogno e la sostenibilità.

Chiediamo alla Regione Lombardia di sostenere la moratoria nazionale e di farsene promotrice presso il Governo e il Parlamento.

Nel frattempo, riteniamo indispensabile intervenire sulle criticità della legge regionale n. 11 del 2026 e della riforma proposta.

Il 27 ottobre 2026, Terre Nostre – Coordinamento Nazionale per la Salute e per l'Ambiente e il Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio, di cui sono Presidente, hanno depositato presso il Consiglio regionale 49 pagine di osservazioni giuridiche e tecniche, elaborate con il contributo di professionisti esperti in diritto amministrativo, urbanistico e ambientale, con esperienza diretta nei procedimenti autorizzativi.

Il documento contiene proposte di modifica legislativa già formulate e motivate.

La Rete sostiene integralmente queste osservazioni e chiede ai consiglieri regionali di farle proprie, traducendole in emendamenti al testo legislativo.

Ne illustrerò brevemente i punti fondamentali.

Pag. 2 

1. Acque contaminate e obblighi nazionali di bonifica 

La prima criticità è particolarmente grave, perché riguarda la salute e il rischio di diffusione di sostanze inquinanti nell'ambiente.

La proposta vieta il consumo d'acqua per il raffreddamento dei data center, ma contemporaneamente consente deroghe, tra cui l'utilizzo di acque contaminate, trattandole soltanto dopo il loro impiego.

Pensiamo ai PFAS e ad altre sostanze persistenti e pericolose per la salute: nei sistemi di raffreddamento evaporativi, gli inquinanti potrebbero essere dispersi attraverso aerosol e 

microgoccioline.

Il trattamento successivo dell'acqua non può eliminare gli inquinanti eventualmente già dispersi.

C'è inoltre un problema giuridico fondamentale.

Il Testo Unico Ambientale disciplina la gestione delle acque sotterranee contaminate e gli interventi 

di messa in sicurezza e bonifica, stabilendo precise condizioni anche per il loro eventuale utilizzo 

industriale.

Trattare un'acqua contaminata non significa bonificare la falda dalla quale proviene.

La Regione non può introdurre deroghe che rischino di aggirare le garanzie nazionali in materia di 

tutela ambientale.

Abbiamo quindi chiesto l'eliminazione della deroga sulle acque contaminate e di quella per i sistemi 

ad elevata efficienza idrica, che possono comunque comportare consumi considerevoli.

2. Quantificazione dei consumi idrici complessivi

Non basta vietare il consumo d'acqua per il raffreddamento: bisogna conoscere quanta acqua 

consumerà complessivamente il data center.

Occorre valutare tutti gli utilizzi idrici insieme ai fabbisogni della popolazione, delle attività produttive 

e soprattutto dell'agricoltura.

Abbiamo proposto una valutazione obbligatoria dei consumi complessivi e cumulativi, prevedendo 

che un insediamento non possa essere autorizzato quando non sia dimostrata la compatibilità 

con le risorse idriche disponibili.

3. Divieto di frazionamento artificioso dei progetti

Un grande data center può essere suddiviso in più edifici, lotti o fasi successive, ciascuno oggetto di 

una distinta autorizzazione.

A questi si aggiungono sottostazioni elettriche, connessioni alla rete, impianti fotovoltaici e sistemi di 

accumulo BESS, spesso autorizzati separatamente.

Ma suddividere un progetto sulla carta non significa ridurne l'impatto sul territorio.

La normativa nazionale ed europea sulle valutazioni ambientali non consente il frazionamento artificioso per eludere le soglie, evitare le valutazioni prescritte o aggirare le competenze delle autorità statali.

Abbiamo proposto una disposizione che imponga di valutare unitariamente gli interventi, gli ampliamenti e le opere funzionalmente connesse, anche quando presentati da soggetti differenti.

Il territorio subisce l'impatto dell'intero insediamento, non quello delle singole pratiche amministrative. 

Caso esemplare è quello dei Campus di Siziano di Settimo Milanese. Prendiamo Settimo, dove sono presenti 4 società, Equiinix, Data 4, Vantage e Microsoft. Complessivamente ci sono 228 generatori e 6600 t di gasolio. Mentre il procedimento di Data4 è stato fatto unitariamente, 

Equinix ha presente 4 Via distinte in moduli da 2 DC. In questo modo non viene calcolato la potenza termica totale tra tutto il Campus Equinix che supera le 633MWth e quindi da assoggettare obbligatoriamente ad una Valutazione impatto sanitario. Stesso discorso vale per la quantità di gasolio e il relativo stoccaggio previsto, visto che sono presenti 3595 m3 di stoccaggio disponibile, pari alla possibilità di stoccare 2876 tonnellate di gasolio, facendo ricadere l’intero campus Equinix in direttiva Seveso. Intero campus Equinix che dovrebbe essere valutato per effetto domino con il Campus Data4 , anch’esso ricadente in Seveso, per la presenza di 3110 t di gasolio. 

Chiedo a voi, signori consiglieri, cos’è questo se non frazionamento artificioso dell’opera? 

4. Qualificazione urbanistica e autonomia dei Comuni

La quarta osservazione riguarda il rispetto delle scelte urbanistiche dei Comuni.

La legge regionale qualifica come produttivi i data center con potenza superiore a 5 MW.

Ma perché la potenza elettrica dovrebbe determinare la destinazione urbanistica? Un data center da 4 MW e uno da 40 MW svolgono sostanzialmente la stessa funzione.

Soprattutto, la qualificazione come attività produttiva non significa che un data center possa essere automaticamente realizzato in qualsiasi area produttiva.

Ogni Comune ha stabilito attraverso il proprio PGT quali attività siano ammesse, quali escluse e a quali condizioni.

La proposta regionale introduce il ricorso al piano attuativo quando la trasformazione risulti già consentita.

Ma il piano attuativo serve ad attuare il PGT, non a modificarlo o ad aggirarlo.

Se un progetto non è conforme, occorre, quando consentito, una variante urbanistica. E la variante non è un atto dovuto al proponente: è una scelta discrezionale del Comune.

Pag. 4 

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 179 del 2019, ha richiamato la necessità di rispettare 

l'autonomia pianificatoria comunale.

Abbiamo proposto di escludere qualsiasi automatismo tra destinazione produttiva e conformità urbanistica.

Un'area produttiva non è un'area nella quale si può realizzare qualsiasi cosa. Nessun Comune deve essere obbligato a modificare il proprio PGT per consentire un investimento privato.

5. Sostenibilità energetica e programmazione regionale

I data center richiedono enormi quantità di energia elettrica.

La Regione ha già una programmazione energetica, il PREAC, coordinata con il Piano Nazionale 

Integrato per l'Energia e il Clima.

È stato verificato se il fabbisogno aggiuntivo dei data center sia compatibile con gli obiettivi di 

efficienza energetica e decarbonizzazione?

Il mancato rispetto degli obblighi europei può comportare anche procedure d'infrazione nei confronti 

dello Stato.

Abbiamo quindi chiesto una verifica obbligatoria della sostenibilità energetica e della coerenza con la 

programmazione regionale e nazionale, considerando gli effetti cumulativi degli insediamenti.

6. Calore disperso, isole di calore e salute

Vorrei richiamare in particolare l'attenzione della Commissione su una criticità sottovalutata: il calore 

prodotto dai data center.

Queste infrastrutture consumano enormi quantità di energia elettrica, una parte rilevante della quale 

viene trasformata in calore.

Ma dove finisce tutto questo calore?

Salvo la parte eventualmente recuperata, cosa del tutto impossibile per un Hyeperscale, tutto il resto 

del calore viene disperso nell'ambiente circostante.

Quali effetti può produrre sulle abitazioni, sulle coltivazioni, sulla temperatura delle aree vicine e sulla 

qualità dell'aria?

La Pianura Padana presenta già importanti criticità legate all'inquinamento atmosferico e alle 

temperature estive.

Il calore disperso può aggravare le isole di calore, modificare le condizioni microclimatiche e 

influenzare la dispersione degli inquinanti, creando trappole termiche peggiorative, con 

concentrazioni di particolato

che già ora presentano criticità sulla qualità dell’aria.

Pag. 5 

A questo si aggiungono le emissioni dei gruppi elettrogeni di emergenza.

Non possiamo limitarci a valutare ciò che accade all'interno del data center. Dobbiamo sapere 

che cosa accade all'esterno, dove vivono le persone.

La Regione non può limitarsi a prevedere il recupero del calore senza imporre una verifica di quello 

disperso nell'ambiente.

Abbiamo proposto di rendere obbligatoria la quantificazione del calore prodotto, recuperato e disperso, 

la valutazione degli effetti microclimatici e degli impatti cumulativi, perché è la stessa direttiva 

comunitaria 2014/52/UE che lo prevede, come poi recepito nell’allegato VII della parte seconda del 

Testo Unico Ambientale.

Quando emergano condizioni di incompatibilità ambientale o sanitaria non superabili, 

l'insediamento non deve poter essere autorizzato.

7. Mappatura regionale dei data center

La Regione deve conoscere quanti data center siano presenti, autorizzati o in progetto, quale potenza 

richiedano e quali infrastrutture comportino.

Una semplice mappa geografica non basta. Abbiamo proposto un sistema informativo completo e 

aggiornato, indispensabile per valutare gli effetti cumulativi degli insediamenti.

8. Trasparenza e partecipazione dei cittadini

Troppo spesso i cittadini scoprono i progetti quando i procedimenti sono già avanzati.

La Convenzione di Aarhus riconosce, nei procedimenti cui si applica, il diritto all'informazione 

tempestiva e alla partecipazione effettiva.

La partecipazione non può iniziare quando ormai è troppo tardi per incidere sulle decisioni.

Abbiamo proposto specifici obblighi di informazione preventiva e trasparenza.

9. Applicazione delle nuove tutele ai procedimenti in corso

La riforma esclude dall'applicazione di alcune nuove disposizioni le domande già presentate.

Ma che senso ha introdurre nuove garanzie ambientali se molti progetti ancora in istruttoria 

rischiano di esserne esclusi?

Abbiamo chiesto che le nuove tutele si applichino anche ai procedimenti non conclusi, nei limiti 

consentiti dall'ordinamento, e che gli insediamenti esistenti siano sottoposti a mappatura e monitoraggio.

Pag. 5 

A questo si aggiungono le emissioni dei gruppi elettrogeni di emergenza.

Non possiamo limitarci a valutare ciò che accade all'interno del data center. Dobbiamo sapere 

che cosa accade all'esterno, dove vivono le persone.

La Regione non può limitarsi a prevedere il recupero del calore senza imporre una verifica di quello 

disperso nell'ambiente.

Abbiamo proposto di rendere obbligatoria la quantificazione del calore prodotto, recuperato e disperso, 

la valutazione degli effetti microclimatici e degli impatti cumulativi, perché è la stessa direttiva 

comunitaria 2014/52/UE che lo prevede, come poi recepito nell’allegato VII della parte seconda del 

Testo Unico Ambientale.

Quando emergano condizioni di incompatibilità ambientale o sanitaria non superabili, 

l'insediamento non deve poter essere autorizzato.

7. Mappatura regionale dei data center

La Regione deve conoscere quanti data center siano presenti, autorizzati o in progetto, quale potenza 

richiedano e quali infrastrutture comportino.

Una semplice mappa geografica non basta. Abbiamo proposto un sistema informativo completo e 

aggiornato, indispensabile per valutare gli effetti cumulativi degli insediamenti.

8. Trasparenza e partecipazione dei cittadini

Troppo spesso i cittadini scoprono i progetti quando i procedimenti sono già avanzati.

La Convenzione di Aarhus riconosce, nei procedimenti cui si applica, il diritto all'informazione 

tempestiva e alla partecipazione effettiva.

La partecipazione non può iniziare quando ormai è troppo tardi per incidere sulle decisioni.

Abbiamo proposto specifici obblighi di informazione preventiva e trasparenza.

9. Applicazione delle nuove tutele ai procedimenti in corso

La riforma esclude dall'applicazione di alcune nuove disposizioni le domande già presentate.

Ma che senso ha introdurre nuove garanzie ambientali se molti progetti ancora in istruttoria 

rischiano di esserne esclusi?

Abbiamo chiesto che le nuove tutele si applichino anche ai procedimenti non conclusi, nei limiti 

consentiti dall'ordinamento, e che gli insediamenti esistenti siano sottoposti a mappatura e 

monitoraggio.



CHI PARLA DI DUE STADI A SAN SIRO NON HA COMPRESO QUELLO DI CUI SI DIBATTE E SPOSTA LA DISCUSSIONE DAL VERO TEMA DELL'IMPATTO AMBIENTALE E SANITARIO

 COMUNICATO STAMPA

CHI PARLA DI DUE STADI A SAN SIRO NON HA COMPRESO QUELLO DI CUI SI DIBATTE E SPOSTA LA DISCUSSIONE DAL VERO TEMA DELL'IMPATTO AMBIENTALE E SANITARIO

Davvero sconcerta sentire che Mario Calabresi sposa la proposta di Ignazio La Russa di costruire un nuovo stadio a San Siro, accanto a quello già esistente. È una proposta  che non migliora l'impatto ambientale, che porterebbe ad avere quotidianamente o quasi 70.000 spettatori nell'area e che vedrebbe i fondi proprietari mantenere la possibilità di edificare comunque i diritti volumetrici maturati. L'unica reale alternativa è quella di continuare a insistere che la VAS non sia stralciata in 2 fasi e che venga realizzata una Valutazione di Impatto Sanitario insieme alla VAS e che parta dall'evidenza che Milano è una della città più inquinate di Europa, con quindi effetti ancor più catastrofici sulla salute, determinati dalle poveri delle macerie, dal blocco del traffico e dal'andirivieni di 22.000 camion. Non è quindi il momento delle proposte fantasiose ma della presa di coscienza del disastro ambientale e sanitario che sta per abbattersi su Milano, con conseguente pretesa che si garantiscano le tutele e i monitoraggi previsti dalla legge.

Lo dichiara Alessandro Giungi, consigliere comunale PD

Milano. Famedio 2 novembre 2026

 Milano, cimitero Monumentale, Famedio 2 novembre 2026

Iscrizione nuovi milanesi illustri

Video quiMilano 








Inveruno. Fiera di San Martino il programma della 419^ edizione

 Da: https://www.fierasanmartino.it/il-programma-della-419-edizione?fbclid

VENERDÌ 6 NOVEMBRE

Sala F. Virga – Biblioteca Comunale

Ore 21.00 ATTUALITÀ E FUTURO DEL BIOLOGICO a cura del Dott. Giovanni Molina

GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE

Sala F. Virga – Biblioteca Comunale

Ore 21.00 QUI C’ERA…ORA C’È – Percorso interattivo tra luoghi, attività, tradizioni e racconti di ieri e di oggi a cura di Centro Ricreativo APS


SABATO 14 NOVEMBRE

Sala F. Virga – Biblioteca Comunale

Ore 9.30

CERIMONIA INAUGURALE della 419° Edizione della Fiera di San Martino

Ore 10.00 – 18.00

VALERIO PILON – UNA VITA PER L’ARTE


Padiglioni Viale Piemonte

Ore 10.00 – 18.00

RASSEGNA CUSTODI DI BIODIVERSITÀ col patrocinio di Regione Lombardia

MOSTRA SOCIALE AVICOLA a cura dell’Associazione Lombarda Avicoltori


Ore 14.30 – 18.00

Visita guidata alla FATTORIA DIDATTICA con animali da allevamento e da cortile

Mungere, un’arte antica: impariamo a mungere con la MUCCA MARGHERITA

Un dolce ronzio: spiegazioni sull’allevamento di api e produzione del miele

Carta di corteccia di rami di gelso: creazione di un foglio di carta partendo dalla materia prima

Magie d’autunno, le mani che trasformano: creazione di oggetti con materiale di sottobosco

La seta: la storia di un filo… sul filo della Storia: …saltando di Baco in Frasca

Naturalmente…si crea: creazioni con fili di lana

Bimbi in sella: giro e mini spettacoli con pony


Area espositiva Via Manzoni e Via Liguria

Ore 9.00 – 22.00

STAND COMMERCIALI E ARTIGIANALI – MOSTRA MERCATO CONIGLICOLTURA

STAND CAMPAGNA AMICA a cura di Coldiretti

PRODOTTI DEL CONSORZIO PRODUTTORI AGRICOLI DEL PARCO DEL TICINO

PUNTO RISTORO A PRANZO E CENA


LUNEDÌ 16 NOVEMBRE

Centro Storico

Ore 8.00 – 18.00 FIERA DELLE MERCI, BANCARELLE IN PIAZZA


Parco Comunale (da Largo S. Pertini)

Ore 10.00 – 18.00 ANIMALI NEL PARCO


Padiglioni Viale Piemonte

Ore 10.00 – 18.00

RASSEGNA CUSTODI DI BIODIVERSITÀ col patrocinio di Regione Lombardia

MOSTRA SOCIALE AVICOLA a cura dell’Associazione Lombarda Avicoltori

Visita guidata alla FATTORIA DIDATTICA con animali da allevamento e da cortile

Mungere, un’arte antica: impariamo a mungere con la MUCCA MARGHERITA

Un dolce ronzio: spiegazioni sull’allevamento di api e produzione del miele

Carta di corteccia di rami di gelso: creazione di un foglio di carta partendo dalla materia prima

Magie d’autunno, le mani che trasformano: creazione di oggetti con materiale di sottobosco

La seta: la storia di un filo… sul filo della Storia: ..saltando di Baco in Frasca

Naturalmente…si crea: creazioni con fili di lana

Bimbi in sella: giro e mini spettacoli con pony


Area espositiva Via Manzoni e Via Liguria

Ore 9.00 – 18.00

STAND COMMERCIALI E ARTIGIANALI

MOSTRA MERCATO CONIGLICOLTURA

STAND CAMPAGNA AMICA a cura di Coldiretti

PRODOTTI DEL CONSORZIO PRODUTTORI AGRICOLI DEL PARCO DEL TICINO

PUNTO RISTORO A PRANZO E CENA


Largo Sandro Pertini

Ore 9.00 – 18.00 MASTERSCIATT – FESTIVAL DELLA VALTELLINA

GIOVEDÌ 19 NOVEMBRE

Sala F. Virga – Biblioteca Comunale

Ore 21.00 TUTELARE IL SUOLO PER PRODURRE CIBO a cura del Dott. Giovanni Molina


MOSTRE (visitabili da sabato 14 a lunedì 16)

Presso Centro Ricreativo APS – P.zza Don Rino Villa

Ore 10.00 – 18.00

Mostra Fotografica QUI C’ERA…ORA C’È dedicata ad Inveruno e Furato

ACQUA, COLORE E PENNELLO: ESPERIENZE DAI POMERIGGI CON CHIARA


Presso la Biblioteca in sala F. Virga

Ore 10.00 – 18.00 VALERIO PILON – UNA VITA PER L’ARTE

sabato 31 ottobre 2026

Magenta. Flash mob no datacenter 31.10.2026

Magenta, piazza Formenti, sabato 31 ottobre 2026, partecipatissimo flash mob per promuovere la raccolta firme e l'assemblea dell'8 novembre.

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Diretta 

https://www.facebook.com/share/v/1Enifn7LiY/







venerdì 30 ottobre 2026

Milano. Sciopero generale 30 ottobre 2026

 Incredibile partecipazione per lo sciopero generale promosso da USB e sostenuto dalle altre sigle sindacali del sindacalismo di base, in solidarietà ai lavoratori dei porti europei contro la guerra. Oltre 100.000 persone, da due concentramenti, dal Politecnico e dalla stazione centrale, per arrivare fino alla tangenziale est. 

Video quiMilano 








































mercoledì 28 ottobre 2026

Milano ricorda Giovanni Ardizzone 27.10.2026

 Milano, piazza Duomo, martedì 27 ottobre, Milano, ricorda l'omicidio di Giovanni Ardizzone, morto durante una manifestazione per la pace, investito da una camionetta della polizia. In rappresentanza del Comune di Milano è intervenuto il presidente del municipio 1 Mattia Abdul, si sono susseguiti gli interventi dell'ANPI, e della CGIL, che ha ricordato che nel 1962 aveva organizzato la manifestazione per la pace e che la macchina bianca che sabato scorso in piazza a Torino ha seminato il panico tra il corteo degli studenti rischiando di investirli era della questura di Torino.

Intervento del già senatore Roberto Biscardini, che ha ricordato che nel 62 occupò il liceo artistico di Brera in solidarietà al popolo cubano e per la pace.

Intervento del Signor Console Cubano, che ha ricordato i 100 anni dalla nascita del Comandante Fidel Castro, che a Cuba i medici formati e istruiti gratuitamente come segno di umanità e speranza concreta di un mondo migliore necessario e possibile, sono della facoltà di medicina intitolata al giovane studente di medicina Giovanni Ardizzone, figlio dei farmacisti di Castano Primo.


Dai social di Rifondazione comunista Milano 

Oggi abbiamo ricordato, ancora una volta, Giovanni Ardizzone, il giovane internazionalista ucciso da una camionetta della polizia il 27 ottobre 1962, durante una manifestazione organizzata dalla Cgil, a sostegno di Cuba. Sono gli anni della crisi dei missili, quando il mondo è arrivato a un passo dalla guerra nucleare. Ma sono anche gli anni in cui J.F. Kennedy da l’avvio a quello che è oggi il Blocco unilaterale, economico, commerciale e finanziario più lungo della storia, e che, da gennaio 2026, l’amministrazione Trump ha reso anche energetico, impedendo l’ingresso di combustibile da ormai 10 mesi, mettendo in ginocchio un popolo che ha la sola colpa di volersi autodeterminare.

La commemorazione di oggi arriva alla vigilia del voto alle Nazioni Unite sulla mozione presentata da Cuba, come ogni anno, per chiedere la rimozione del blocco. Rifondazione Comunista ha mandato una lettera, firmata dal segretario nazionale Maurizio Acerbo, al ministro degli esteri Tajani affinché l’Italia mantenga la posizione storica per la rimozione del blocco. Auspichiamo che il nostro Paese abbia memoria dell’aiuto ricevuto dai medici cubani e delle relazioni storiche che ha sempre avuto con Cuba 

https://home.rifondazione.eu/2026/10/23/cuba-acerbo-rifondazione-ho-scritto-a-tajani-italia-mantenga-il-voto-contro-il-blocco-usa/

La commemorazione di Giovanni, a due passi dal Duomo, ci fa pensare allora a un ragazzo di 21 anni morto perché era in piazza a difendere i diritti di un altro popolo, e oggi ai giovani in tutto il mondo in piazza per il loro futuro e per il futuro di un altro popolo vittima di un genocidio, accusati e criminalizzati da un potere subalterno agli Stati Uniti come non mai. 

Nel centenario della nascita di Fidel Castro, Cuba resiste, ma ha bisogno di tutte e tutti noi. #Cubanoestàsola #NoalBloqueo #Ardizzone


Video qui Milano liberanotizienews 

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