domenica 17 gennaio 2021

Facciamo chiarezza sui conti di san siro

 Dal coordinamento comitati San Siro 

1-La proprietà - sono 281.000 mq - è del Comune cioè di noi cittadini. Come lo era il Pireo per i greci e il porto di Trieste per i triestini, andati rispettivamente ai russi e ai tedeschi. Quest'area È  dei milanesi. Punto. 

2- Arrivano degli investitori stranieri che -come per il Pireo- la vogliono (scusate, ma Milano è nelle stesse condizioni??). E darebbero al Comune 2 milioni all'anno di affitto per 90 anni. Contro i 10 milioni all'anno attuali. Con un ammanco quindi per le casse comunali di 720 milioni.  Che in qualche modo il comune dovrà rimpinguare. 

3- Come potrà il Comune coprire l'ammanco di 720 milioni ? Non certo con i LORO oneri di urbanizzazione che ammontano a 81 milioni (erano 86 e li hanno ridotti) tutti a servizio della loro opera (aiuole, terrazzi, sottopasso). Come ? i modi sono i soliti .. non è che i soldi si raccolgono sugli alberi: aumenti biglietti trasporti, aumento Tari...ecc

4-la LORO proposta non è sicura per due motivi: primo per la nebulosità sulla proprietà dei proponenti, che rimane nebulosa, tanto che c'è un'inchiesta dell'antimafia in corso. Secondo perchè devono chiedere alle banche un finanziamento di 740 milioni. E siamo così sicuri che le banche vorranno dare tutti questi soldi a squadre così traballanti? 

5- i diritti sul solo nome (named rights)  'San Siro' valgono 13,8  milioni all'anno- ripeto 13,8 mln all'anno ! E quanto fa questa cifra per 90 anni ??? = 1,242 miliardi. Ma guarda... Vi dice nulla? E LORO andrebbero a Sesto San Giovanni? Perdendo questi soldi ? 

5- CONCLUDENDO - Il comune deve difendere il suo/nostro territorio, non lo deve svendere come il Peloponneso. Se vogliono San Siro glielo si dà a certe condizioni. Possono ristrutturare il Meazza (e se proprio si può mettere anche la tanto amata zip-line!)  e costruire un po', poco, intorno, dove è già cementificato, riqualificando la zona. E si lascia il verde rendendolo più fruibile. Tutto per meno di 300 milioni ed entro lo 0,35 mq/mq. Punto. 

6- La legge sugli stadi è chiara : si può fare un nuovo stadio SE non è ristrutturabile l'esistente


STADIO, VERDI: PROPOSTO RICORSO A CAPO DELLO STATO, SERVE DIBATTITO PUBBLICO

riceviamo e volentieri pubblichiamo 

Milano, 16 GEN - "Lo stadio di San Siro è un bene pubblico da preservare e difendere e su cui è necessario aprire un dibattito pubblico che ne definisca il futuro. Per questa ragione, dopo che le Commissioni di Esperti del Ministero dei Beni Culturali hanno confermato la necessità che lo stadio sia vincolato, i Verdi di Milano hanno proposto un ricorso al Capo dello Stato perchè si eviti la demolizione di un pezzo di storia non solo milanese ma anche internazionale". Così in una nota i Co-portavoce dei Verdi Mariolina de Luca Cardillo e Andrea Bonessa, che hanno presentato il ricorso con il patrocinio dell'avvocato Veronica Dini. Si tratta di "un esempio dell'impegno attivo e puntuale dei Verdi di Milano nella difesa dei beni comuni, - proseguono i co-portavoce - di cui saranno quotidiani testimoni nel nuovo percorso politico intrapreso in vista delle future elezioni comunali a sostegno della ricandidatura del Sindaco Sala. Manteniamo vive le nostre istanze di coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte sulle proprietà pubbliche, in antitesi alle logiche che prediligono gli interessi privati delle speculazioni finanziarie".

sabato 16 gennaio 2021

Candele non falò. La proposta dei #nodiscarica

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo e ci uniamo all'invito.



San Siro. Ecco il progetto per il recupero

 Do Gabriella Bruschi del Comitato San Siro 

Il Meazza resterà un’icona. Anzi, di più

Nuovo passo avanti per il progetto di ristrutturazione dello Stadio Meazza a San Siro e della zona circostante.  Depositato il piano di fattibilità al Comune di Milano per la ristrutturazione.

L’ingegner Riccardo Aceti, ideatore del noto progetto

“Galleria Panoramica”, insieme all’ingegner Nicola Magistretti, hanno in questi giorni depositato il piano di fattibilità al Comune di Milano per la “riqualifica e l’ammodernamento dello stadio Meazza di San Siro” .

Nel dossier sono stati inserirti nuovi dettagli, innovazioni, idee architettoniche che rendono il Meazza uno stadio decisamente all’avanguardia, sorpassando di gran lunga le comuni tipologie di stadio “standard” presenti nel mondo.

“Lo stadio Meazza è già ora un’icona riconosciuta in tutto il mondo. E’ assolutamente possibile – oltre che doveroso - mantenere la sua iconicità e nello stesso tempo apportare normali migliorie, dice Aceti, docente al Politecnico di Milano. “Ma – di più – possiamo aggiungere un tocco di straordinarietà che lo renderà ancora più affascinante”.

Nello stesso piano di fattibilità viene anche valorizzata la zona circostante lo stadio, nel più totale rispetto innanzitutto del verde esistente, utilizzando invece per i servizi le zone già ora non destinate al verde.

“Con il deposito del nostro piano di fattibilità si vuole dare concretezza alle nostre idee con numeri e piani alla mano” dice ancora Aceti. “Per evitare che si pensi che sono solo ipotesi eteree”.

Rispondendo uno a uno a tutti i dubbi avanzati nel tempo, con soluzioni concrete e decisamente innovative, Aceti propone per lo stadio Meazza lavori molto mirati e tutto sommato contenuti, che quindi hanno il pregio di essere meno costosi e di non interrompere il campionato.

“Bisogna sfatare la narrazione che non sia possibile ristrutturare lo stadio Meazza” dice Aceti. “Non è così. Si può ristrutturare benissimo: rispettando le parti iconiche, apportando migliorie dove è necessario e aggiungendo innovazioni straordinarie. Abbiamo utilizzato le più innovative tecnologie e abbiamo dimostrato che si può. E si può a costi contenuti”.

Il piano di fattibilità depositato in Comune contiene anche un piano di Sostenibilità  economico-finanziaria, costruttiva e ambientale/ecologica  a firma Nicola Magistretti.

“Abbiamo messo a punto una strategia  win win per tutti,  con la quale dimostriamo che ci saranno profitti sia per gli investitori, sia per l’amministrazione, con ricavi annuali basati sull’utilizzo di opportune  superfici a reddito, ricavate all’interno dello Stadio con il progetto di riqualifica e ammodernamento ” dice Magistretti.

Le cifre per il progetto di riqualifica e l’ammodernamento dello Stadio Meazza non superano i 300 milioni di euro, la metà di quanto ipotizzato da altri progetti.

“Questi sono costi assolutamente aderenti alla media dei prezzi in questo campo, senza inopportuni mark up” dice Magistretti. “Inoltre essi sono tali da essere compatibili con un indice di edificabilità dello 0,35 mq/mq, rispettando quindi anche il Pgt del Comune di Milano”.

“Con questi volumi si può edificare in modo molto moderato nella zona circostante lo stadio, arricchendola di servizi rivolti al quartiere, non speculativi e con un equilibrato rapporto costi-benefici, ma certamente utilizzando le aree che già ora non sono verdi. Il che significa che non ci sarà alcun ulteriore consumo di suolo. Invece verrà conservata e anzi, valorizzata l’area esistente di verde profondo”.


venerdì 15 gennaio 2021

Nencini L'ultimo dei craxiani: "Mi sento Ulisse, il governo è Itaca

Il senatore socialista Riccardo Nencini (eletto con INSIEME verdi, psi e civici)

"Fatta eccezione per Obama e Tony Blair, credo che in queste ore mi abbiano chiamato tutti. Come mi sento? Come Ulisse sulla nave, tra tempeste e insiedie, ma con coerenza socialista puntiamo dritti su Itaca". Riccardo Nencini, "ultimo dei craxiani" per sua stessa definizione ("Non ho mai tradito"), detentore del simbolo Psi, oggi alla terza legislatura (la prima da ventenne nel '92), è il protagonista della giornata. Nel settembre 2019 grazie a lui (e al simbolo del suo garofano, decisivo perché era in lizza alle ultime elezioni. Il nuovo regolamento del Senato infatti prevede che si possano formare gruppi autonomi, composti da almeno 10 senatori, a patto che corrispondano a partiti che si siano presentati alle elezioni), Matteo Renzi ha trovato casa con Italia Viva al Senato dopo la scissione dal Pd.

Consumato il nuovo strappo dell'ex "rottamatore", Nencini la targa fuori dalla casa potrebbe portarla via. E, qualcuno dice, anche una mezza dozzina di renziani a Palazzo Madama. Dei 18 del potenziale nuovo gruppo, di numeri e nomi, il presidente della commissione Cultura del Senato si rifiuta di parlare. Ma, chiuso fino a sera nel suo studio, il ragionamento politico che sta alla base dell'operazione lo esterna.

"È un'operazione che per me rientra nel credo riformista - tiene a premettere - Non è tempo per governi raffazzonati. Dico una cosa: l'Italia esce dalla fase dell'emergenza ed entra in quella della rinascita, ci sono il Ricovery e la campagna vaccinale da gestire. Chi lo fa? Fossimo in un Paese normale, con una destra alla Aznar, lo farebbe un governo di unità nazionale. Ma noi non siamo un Paese così". E allora? "Allora bisogna ripartire da questo governo, che è il più autorevole che abbiamo a disposizione per gestire la seconda fase. Un governo raccogliticcio non possiamo permettercelo. Questo vuol dire essere costruttori: essere consapevoli che non si può mandare il Paese al macero ora che bisogna farlo ripartire e quindi far sedere a un tavolo i soci fondatori di questa maggioranza".

Telefonate tante, in queste ore di frenetiche trattative per salvare il salvabile. Quella del premier Giuseppe Conte, al quale il socialista toscano dice che per andare avanti serve "una maggioranza forte, autorevole e stabile". Musica per le orecchie dell'avvocato. "Circolano indiscrezioni indecenti, secondo le quali mi sarei consegnato a lui. Totalmente falso. Vorrei ricordare che sono l'unico del gruppo Italia Viva-Psi che ha votato contro questo governo per ben due volte: sul decreto scuola della Azzolina e sulla legge Bonafede".


Ma ora si apre una fase nuova. "Bisogna utilizzare il tempo che ci separa dalla parlamentarizzazione della crisi, a inizio settimana, per ricostruire la maggioranza. Con Muratori, manovali, chiamateli come volete. Noi ci crediamo convintamente". Adesso il simbolo socialista vale oro, chi l'avrebbe detto, a quasi 30 anni dal tracollo craxiano e dall'ingresso di Nencini in Parlamento. Non è certo che sarà quello, alla fine, a essere utilizzato per la scialuppa dei "costruttori". Potrebbe tornare utile quello del Maie. "Sono abituato a parlare di scelte politiche, non di stratagemmi. E noi socialisti stiamo lavorando per ricomporre il quadro. Detto questo, se qualcuno è in grado di costruirne uno migliore, si faccia avanti".

Tra gli interlocutori telefonici di giornata anche Renzi. "Buoni rapporti con lui, sempre. Spero ancora che...ex malo bonum. Ma prendo le distanze da chi ritiene che possa esserci oggi un governo altrettanto autorevole e una maggioranza più ampia". L'ultima "fake" che vuole scacciare via riguarda il suo futuro politico. Entrerà nel Conte ter? "Ma che mi importa? In questo momento non è il problema".

#ioApro NON È "DISOBBEDIENZA CIVILE" MA SOLO "EGOISMO INCIVILE"

Di Mao Valpiana 

 NON È "DISOBBEDIENZA CIVILE"

MA SOLO "EGOISMO INCIVILE"

L'iniziativa "Io Apro" è sostenuta da alcuni ristoratori che hanno deciso di tenere aperti i loro locali in violazione delle regole antipandemiche. Una salvinata, con il solito motto "libertà!".

Se ne fregano dei sacrifici che tutti gli altri italiani stanno facendo (a partire dalla scuola, fino al personale sanitario) e mettono al primo posto il loro fatturato. Ci saranno sicuramente parecchi avventori che ne approfitteranno, per farsi una mangiata e irridere ai fessi che rispettano le norme restrittive. Poi, purtroppo, alcuni di loro si contageranno, finiranno in ospedale, e ovviamente saranno curati, a spese di quegli onesti che le tasse le hanno sempre pagate. Tutto ciò non ha niente a che fare con la Disobbedienza Civile, che è una cosa seria, tesa al miglioramento delle Leggi e al bene comune. Quella di "Io apro" è solo una manifestazione di egoismo di categoria, una provocazione negazionista, irrispettosa dei malati e dei morti di Covid. 

Vuoi fare il fenomeno e Tu apri? e io non verrò più nel tuo locale (anche perchè "dimenticavi" spesso di fare la ricevuta ...).

I NoDiscarica in diretta su Rai3 a BuongiornoRegione. foto e video

 In attesa del pronunciamento del TAR tribunale amministrativo regionale, sui vari ricorsi presentati dai Comuni del Parco del Roccolo, dalle associazioni ambientaliste e dai comitati, questa mattina, oltre 70 persone, tutte dotate di mascherina e buon senso, distanziati e attenti ad evitare situazioni di criticità, nel pieno rispetto delle normative previste dai DPCM, alle 7 di mattina, ancor prima dell'alba, si sono ritrovate al Presidio No Discarica tra Casorezzo e Busto Garolfo.

Servizio tg3 Lombardia

Il servizio di Buongiorno Regione RAI 3

Presenti i Sindaci di Casorezzo e Busto Garolfo, comuni interessati dal nefasto progetto, e il Sindaco di Canegrate, comune capofila del parco del Roccolo, presente anche Barbara Meggetto Presidente Regionale di Legambiente, esponenti di Salviamo il Paesaggio, dei Verdi, Rifondazione Comunista, di Sinistra italiana e tanti cittadini, nonostante l'orario non certo comodo. 

Grazie all'impianto luci della Rai, si è tenuta la diretta per BuongiornoRegione, molto suggestivo, perchè era proprio all'alba e le luci e i colori della campagna cambiavano repentinamente.

Il servizio televisivo è iniziato con l'ìntroduzione della conduttrice che ha dato la parola a Eleonora Bonecchi del comitato nodiscarica e ad un rappresentante di Salviamo il Paesaggio.

Si è puntualizzato sui temi cui si esprimerà il TAR il 9 febbraio.

Ascoltiamo i loro interventi e il riepilogo prima della video diretta

click per video "prima della diretta"

Un tema, quello dei parchi locali, nati su pressione della popolazione, che da quando sono nati, aspettano di diventare "maggiorenni" non solo per gli anni, ma anche per le competenze.

Una nota di ringraziamento particolare, va a Rai3 e a report, che con le loro inchieste sul sistema di potere in Lombardia, in particolare tra Milano e Varese, hanno fatto luce su eventi che consentono di comprendere alcune dinamiche.

Da dicembre 2017, quando era stata preannunciata una nuova legge regionale, Borghetti/Cecchetti, dal nome dei due primi firmatari, nulla è cambiato; le elezioni del 2018 hanno confermato la destra in Regione, anche con il rimpasto di settimana scorsa, nessun assessore regionale si è fatto sentire; a onor di cronaca, ricordiamo nella legislatura precedente per l'altro tema che ha caratterizzato il parco del roccolo, quello del megaallevamento di galline ovaiole, si ricordano i non incontri con l'allora assessore Terzi, che convocava il comitato alle commissioni e non partecipava.

Va sottolineata la completa responsabilità politica di Regione lombardia che con la legge regionale n.32 del 2015, esautora Città Metropolitana delle competenze in tema di ambiente e progettazione, ma scarica sui tecnici le incombenze di adempiere ai progetti regionali.

L'accelerazione per quel che riguarda l'ipotesi di discarica si è avuta nel mese di agosto, alcuni sottolineano un incontro tra due consiglieri regionali della leganord il 17 luglio, con il proprietario della cava.

In attesa della sentenza del TAR ricordiamo che anche in vari comuni, sono state presentate mozioni non solo contro la discarica, ma per istituire un parco metropolitano, come nelle maggiori città europee.
















domenica 10 gennaio 2021

Genitori giocando on line lasciano morire di fame la figlia di 3 mesi

 Guardando un docufilm sulle insidie del web, hanno citato la notizia. Liberanotizie ha verificato. È del 2010.

Una coppia sudcoreana, impegnata a giocare a un MMORPG (abbreviazione di Massively Multiplayer Online Role-Playing Game, ovvero un gioco di ruolo online dove persone reali interagiscono tra loro in un mondo virtuale), si è dimenticata di dar da mangiare alla propria figlia di tre mesi, facendola morire di fame.

È questa l’ultima preoccupante notizia di cronaca arrivata dall’Oriente e legata al mondo dei videogiochi.
La coppia, un quarantunenne e una venticinquenne residenti vicino a Seoul, era diventata ossessionata dal MMORPG Prius Online, dove i giocatori hanno il compito di allevare una bambina virtuale chiamata Anima, che devono aiutare a far recuperare la memoria e a sviluppare emozioni. Per fare ciò, i coniugi coreani erano arrivati a fare tirate di dodici ore al vicino Internet Cafe, dando da mangiare una sola volta al giorno alla propria figlia nata precocemente. Lo scorso 24 settembre, tornati a casa, si sono accorti della morte della bambina e sono subito scappati.

La polizia è riuscita a rintracciarli e arrestarli lo scorso giovedì nella città di Suweon, a sud di Seoul. “I coniugi pare avessero perso la voglia di vivere una vita normale perché erano senza lavoro e avevano dato alla luce una bambina prematura.” ha affermato l’ufficiale di polizia Chung Jin-Won “Si sono buttati in un gioco online che prevede l’allevamento di un personaggio virtuale per fuggire dalla realtà, cosa che ha portato alla morte della loro vera figlia.

Cina. Focolaio Hebei. Cosa stanno facendo?

 Dal fb di Gabriele Battaglia già corrispondente di Radiopopolare 

Da quello che leggo, nella vicenda dell’ultimo focolaio nello Hebei, si vede bene il “modello cinese” alla lotta contro il Covid, sia nella narrazione sia nelle soluzioni.

1) si tratta di un ceppo di virus che “viene da fuori” (ceppo russo)

2) test di massa: al momento almeno 12 milioni di persone tra Shijiazhuang e Xingtai. Questo perché la tecnologia dei test è al momento più sicura di quella del vaccino: cioè, “siamo all’avanguardia e abbiamo già vaccini funzionanti, ma se il gioco si fa duro è meglio andare sul sicuro”.

3) isolamento sociale (e geografico): due città isolate, intera provincia “zona rossa” (in “stato di guerra” dicono loro). Simile alla soluzione Wuhan

4) preservazione della capitale: anche le zone di Pechino più vicine allo Hebei sono in allarme

5) uso massiccio dei big data: persone di Pechino che sono state nelle zone a rischio dello Hebei anche un mese fa sono state chiamate a casa e invitate a fare un test gratuito prima di tornare alle proprie attività

sabato 9 gennaio 2021

Il Parco del Roccolo, sul mancato svolgimento del monitoraggio faunistico, scrive alla Cava, a Regione Lombardia, alla Forestale e a tutti i Comuni.

Il 2020 si chiude col botto, verrebbe da dire, mentre, destando preoccupazione sono proseguiti i lavori di escavazione nel sito delle cave di Casorezzo, il 31 dicembre, la direzione del Parco del Roccolo invia una mmissiva, che potete leggere sotto nella sua forma compta. In sintesi, Il censimento cosi ha ben pooco senso. Questa nota risulterà fondamentale in attesa dell'udienza del 9 febbraio presso il TAR, LIBERANOTIZIE E GLI Ecologisti SI CHIEDONO COME MAI TAL DOCUMENTO DI EVIDENTE IMPORTANZA NON SIA STATO DIVULGATO IMMEDIATAMENTE. Inutile dire che nel contesto politico di Regione Lombardia che ha visto nella giornata dell'8 gennaio un consistente rimpasto di Giunta, i temi ambientali e di progettazione sono stati completamente trascurati a favore degli equilibri politici ormai precari del centrodestra italiano. é necessario esplicitare come aver scoperto a settembre che nella mailing list del c omitato sono presenti anche dei dipendenti di aziende partecipate regionali, che fanno diretto riferimento alla destra che vuole consentire la discarica all'interno del parco, abbia presumibilmente "inquinato" l'agire del comitato; i doppiogiochisti sono sempre esistiti, anche se pare che si sia oltrepassato il segno. Detta questa necessaria premessa. Buona lettura e ricordiamolo, il Parco del Roccolo, e le aree protette, nascono e vivono grazie ai cittadini che si impegnano.

. OGGETTO: osservazioni alla relazione tecnica presentata da Solter s.r.l. in merito all'avvio del procedimento sanzionatorio per il mancato svolgimento del monitoraggio faunistico ante-operam di cui alla prescrizione 5.7 del Decreto V.I.A. della Città Metropolitana di Milano n. 6875/2016 

Con la presente si inviano le osservazioni dell'Ufficio di Direzione del Parco del Roccolo sulla relazione tecnica inviata da Solter in data 12/11/2020 inerente il procedimento in oggetto e in risposta alla richiesta del Settore Qualità dell'Aria, Rumore ed Energia della Città Metropolitana di Milano del 15/10/2020 (prot. 176157)

Nella stessa nota, i funzionari della C.M.M. si esprimevano come segue: "si ritiene che il monitoraggio "ante operam" e in particolare la campagna di censimento faunistico, avrebbe fornito idonei risultati se realizzata prima di qualsiasi attività di trasformazione del sito di progetto; non si condivide la scelta della Società di prevedere di effettuare la prima campagna nel semestre antecedente al collaudo, dopo o durante le operazioni di allestimento della discarica, che già di per se costituiscono trasformazione del sito. Come evidenziato, anche nel sopralluogo sopra citato, talė attività ha comportato il taglio di piante, l'estirpazione di arbusti, l'asportazione di terreno inerbito, la movimentazione dei materiali, la produzione di polveri, di inquinanti e di rumore. Si ritiene che il previsto rilievo “da svolgere tra dicembre 2020 e giugno 2021, dopo le operazioni di allestimento della discarica effettuate, non sia idoneo per rilevare la situazione "ante-operam” del sito, in particolare per le componenti faunistiche. Quindi il rilievo "anteoperam" avrebbe dovuto essere effettuato prima di tali recenti operazioni"

La relazione tecnica inviata dalla società Solter stride sia dal punto di vista procedurale che metodologico. Sotto l'aspetto procedurale, appare evidente come la prescrizione n. 5.7 del Decreto V.I.A. n. 6875/2016 non sia stata rispettata. Infatti, come da comunicazione della stessa Società, i lavori di allestimento del lotto 1 della discarica sono iniziati in data 27/07/2020, mentre nella relazione tecnica in oggetto si propone di realizzare i rilievi faunistici tra dicembre 2020 e luglio 2021. In tale ipotesi si andrebbe ad analizzare una situazione ovviamente difforme rispetto a quella originale, in quanto già irrimediabilmente compromessa dai lavori. Si osserva addirittura che nel Piano di Monitoraggio Ambientale proposto nello Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) si prevedeva, in caso di ritardo nell'inizio dei lavori, almeno una campagna aggiuntiva di monitoraggio faunistico. 

Sotto l'aspetto metodologico, la relazione tecnica riporta dati faunistici assunti esclusivamente dalla bibliografia disponibile, relativamente ad indagini pregresse e condotte anche dal Parco del Roccolo a scala sovracomunale (paragrafo 3.2.2.1). Il tentativo di descrizione dettagliata dell'area di studio (paragrafo 3.2.2.2) è alquanto approssimativo e assai carente, in quanto si basa su ipotesi non confermate da rilievi in situ. Inoltre, nel capitolo 5.3 della relazione tecnica si legge “L'unica componente che può aver risentito di effetti negativi non previsti e non valutati nel SIA, è quella che riguarda gli aspetti naturalistici.” Pertanto appare evidente che i potenziali aspetti negativi sulla componente naturalistica non siano stati valutati. Nello stesso capitolo si rileva inoltre che nel Piano di Monitoraggio Ambientale saranno considerati uccelli (nidificanti e svernanti), coleotteri e anfibi. Tuttavia, nelle righe seguenti, si riscontrano le seguenti affermazioni: 

si ritiene ragionevole ipotizzare che gli effetti negativi aggiuntivi che possono essere stati causati dall'esecuzione delle operazioni, senza aver preventivamente eseguito una campagna di monitoraggio ante operam, possano ricondursi alla potenziale modifica del popolamento avifaunistico, in particolar modo di specie nidificanti”; "per quanto concerne le specie target oggetto del monitoraggio, si può escludere l'utilizzo dell'area interessata dai lavori da parte degli anfibi, perlomeno nel periodo riproduttivo oggetto di indagine, e del cervo volante: queste specie dispongono, infatti, di ambienti molto più idonei alle loro caratteristiche negli altri settori dell'ATE i quali, proprio per questo motivo, a differenza dell'area di conferimento dei rifiuti, saranno oggetto del monitoraggio

 

Tali affermazioni, per poter essere considerate' veritiere, richiederebbero, una conferma dai rilievi in situ ante operam e quindi possono essere considerate solo come supposizioni. Tra l'altro, la presenza del Lucanus cervus in prossimità del sito di discarica è stata ampliamente documentata dai rilievi condotti dalle G.E.V. del Parco del Roccolo nell'estate 2020 (riportanti giorno, ora e coordinate G.P.S.

Appare inoltre inaccettabile: - l'ipotesi avanzata di' considerare come attendibili i futuri rilievi sull'avifauna da svolgere nell'area depressa 

adiacente al sito della discarica (vasca volano della rete fognaria); il tentativo di giustificare il mancato svolgimento del monitoraggio faunistico ante-operam (e quindi la valutazione dell'impatto dei lavori) con l'assenza di punti di campionamento all'interno del sito di discarica, in quanto l'avvio dei lavori di allestimento del lotto 1 della discarica rappresenta a tutti gli effetti l'avvio del progetto di gestione produttiva dell'ambito estrattivo (in quanto progetto di recupero ambientale). 

Si rileva la totale assenza di monitoraggi in essere per la fase di cantiere e la mancata individuazione di possibili ulteriori azioni di mitigazione, come richiesto dalla nota della C.M.M del 15/10/2020

Infine, per quanto sopra esposto, si ritiene del tutto inaccettabile concettualmente la seguente affermazione riportata nelle conclusioni della relazione tecnica, in quanto non sostenibile dal punto di vista scientifico, e si ri afferma il mancato rispetto della prescrizione n. 5.7 del Decreto V.I.A. n. 6875/2016: è possibile affermare che le lavorazioni effettuate in quest'area non hanno apportato modifiche di rilievo agli esiti del monitoraggio ante operam se questo fosse stato effettuato prima delle operazioni effettuate e che il monitoraggio che verrà effettuato nel corso dei prossimi mesi sarà pertanto completamente rappresentativo della situazione ante operam delle componenti e delle specie oggetto di monitoraggio e che non vi sia stato pregiudizio ambientale”. 

Distinti saluti 

Il Responsabile dell'Area Governo del Territorio del Comune di Canegrate e dell'Ufficio di Direzione del Parco del Roccolo 

 


Buon Compleanno parco del Ticino 9 gennaio 1974. 9 gennaio 2021

Buon Compleanno Parco!

Nato per volontà delle Genti del Territorio bagnato dal Fiume Ticino, è stata una conquista di civiltà; un esempio, precursore e modello.

Certo, vive e continua a vivere, tra varie difficoltà, minacciato da progetti discutibili e di forte impatto ambientale, come un elastico a seconda dei momenti, vive di maggior vigore.

l Parco Lombardo del Ticino - primo parco regionale d'Italia - nasce nel 1974 per difendere il fiume e i numerosi ambienti naturali della Valle del Ticino dagli attacchi dell'industrilizzazione e di un'urbanizzazione sempre più invasiva. Il Parco ha una superficie di circa 91.800 ettari, di cui circa 20.500 tutelati a Parco Naturale e comprende l'intero territorio amministrativo dei 47 Comuni lombardi collocati lungo il tratto del fiume Ticino compreso tra il lago Maggiore e il fiume Po, nelle province di Varese, Milano e Pavia. Per la sua tutela applica un sistema di protezione differenziata alle aree naturali, agricole e urbane. L'obiettivo è conciliare le esigenze della protezione ambientale con quelle sociali ed economiche delle numerose comunità presenti nell'aria, una delle più densamente popolate d'Italia.

Come sempre, dal rischio, nascono opportunità; l'ultima in ordine cronologico, è Via Gaggio e la brughiera, sotto la costante minaccia costituita dall'aeroporto di Malpensa e dallo sviluppo ad esso connesso, si è rimobilitata la popolazione e sono nati momenti suggetivi, una nuova figura, quella dei "gaggionauti", con passeggiate alla riscoperta della Via Gaggio.

Prima era stato il momento dei NoTangenziale, ma il rischio non è ancora svanito del tutto.

Dalla proposta di difesa ambientale sono nati veri e propri presidi culturali e di nova economia e di agricoltura sostenibile.

Il Parco del Ticino è un'area naturale protetta istituita il 9 gennaio 1974. È stato il primo parco regionale italiano ad essere istituito nonché il primo parco fluviale europeo. È situato lungo le rive del fiume Ticino, interamente in Lombardia, e interessa le province di Milano, formando una cintura verde intorno alla città, Pavia e Varese, in un'area di 91.410 ettari compresa tra il Lago Maggiore ed il Po. Ha sede a Magenta, in località Ponte Vecchio.

Il parco confina con il parco naturale della Valle del Ticino, in Piemonte, creato nel 1978.

https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_naturale_lombardo_della_Valle_del_Ticino


giovedì 7 gennaio 2021

Solidarietà a Monguzzi. L'ironia è la forza dei giusti

Dal fb del Prof. Già onorevole, storico consigliere regionale dei Verdi e riferimento della sinistra ecologista lombarda. 
Liberanotizie esprime solidarietà a Carlo Monguzzi per le assurdità dopo una sua ironica battuta. 
Il tema è l'ipotesi della sostituzione di Gallera con Letizia Moratti, 
Per la cronaca tutto il mondo democratico lombardo ha espresso forte sdegno e preoccupazione sul nome della Moratti per il "rimpasto" di giunta. 
Su migliaia di bacheche fb è apparso il trafilo di Wikipedia, che riportiamo, per "ricordare" uno degli ultimi episodi 

Alla voce CONTROVERSIE

A seguito dell'elezione a sindaco, assieme al direttore generale Giampiero Borghini, Moratti avrebbe licenziato senza giustificato motivo una decina di dirigenti del Comune, affidando quasi contemporaneamente 54 incarichi a consulenti esterni, spesso senza requisiti. Per tale presunto spoil-system, Moratti è stata condannata dalla corte dei conti a risarcire il Comune[senza fonte]. La magistratura ordinaria in seguito ha ravvisato solo un illecito amministrativo di abuso d'ufficio materiale, pur senza rilievi penali. I comportamenti di Letizia Moratti, secondo i giudici, «per quanto censurabili sotto diversi profili, non hanno travalicato il limite dell'illecito penale»[50].

Il 29 novembre 2007 Letizia Moratti infatti era stata iscritta nel registro degli indagati per presunto abuso d'ufficio nell'ambito della su menzionata inchiesta sugli "incarichi d'oro". Le indagini erano state avviate dalla Corte dei Conti e dalla Procura di Milano. L'accusa era che Moratti avesse assunto tramite incarichi esterni sessantatré persone, di cui almeno quarantanove con qualifica dirigenziale, per una spesa di otto milioni l'anno, in contrasto con l'articolo 110 del D.Lgs.267/2000 (Testo Unico degli enti locali), che prevede che i contratti con dirigenti esterni non debbano superare il 5% del totale. Contando anche i nuovi incarichi, nel Comune di Milano i contratti con dirigenti esterni sarebbero ammontati al 25% del totale[51].

Il pubblico ministero ha definito non penalmente rilevanti le pressioni sui dirigenti comunali perché accettassero il pre-pensionamento, rilevando che non ci sarebbe stata nessuna «minaccia di un male ingiusto nel caso in cui non fosse stata accettata la risoluzione del contratto» pur ammettendo che le modalità sono state lesive della dignità delle persone. Il GIP ha respinto la richiesta di archiviazione e chiesto un approfondimento, intravedendo i reati di violenza privatamobbing e minacce[52] da cui Moratti è stata in seguito prosciolta[53].

Moratti al Teatro alla Scala nel 2008

Fra le persone assunte dall'amministrazione Moratti c'è Aldo Fumagalli, ex sindaco leghista di Varese, che si era dimesso dall'incarico dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati per concussione e violazione della legge Bossi-Fini[54][55], oltre a vari candidati del centrodestra non eletti, una candidata dell'UDC in Calabria, persone dello staff elettorale del sindaco Moratti, compreso il suo fotografo personale, e due consiglieri regionali in carica (tra cui Giampiero Borghini) che hanno mantenuto il doppio incarico[52].

Il 24 marzo 2009 Letizia Moratti è stata pertanto condannata dalla corte dei conti, assieme a Giampiero Borghini ed altri, per il conferimento di incarichi esterni da parte del Comune di Milano a persone non laureate, e dunque illegittimi, nel 2006. Nella motivazione della sentenza, la corte parla di nomine politiche, che mortificano le professionalità interne, e di sovradimensionamento dell'ufficio stampa, con un numero di giornalisti giustificabile solo per un giornale[52]. Moratti dovrà risarcire 236.000 e 125.000 euro allo stesso Comune di Milano[53]. Nonostante la condanna, Letizia Moratti non è intervenuta in Consiglio Comunale, e non ha fatto sapere cosa intenda fare dei funzionari[52].

Il 28 agosto 2010 il GIP ha archiviato le accuse di abuso d'ufficio, pur definendo "censurabili sotto diversi profili" le modalità di rimozione dei dirigenti[53]. Il reato di abuso d'ufficio non si configura in quanto non è provato che l'operazione di spoil-system fosse indirizzata ad avvantaggiare qualcuno dal punto di vista patrimoniale, "in quanto lo scopo prevalente era quello di creare un rapporto fiduciario tra la direzione politica e il dirigente amministrativo". Pur non configurandosi un reato, il magistrato ha rilevato un illecito amministrativo (abuso d'ufficio materiale) in relazione al superamento del limite del 5% nel conferimento di incarichi direttivi al di fuori della dotazione organica (massimo 10 consulenti anziché 50); al conferimento di incarichi a persone prive di requisiti (non laureati); e alla mancanza di un corretto iter nella nomina dei nuovi dirigenti, avvenuta con criteri poco trasparenti[56].

Letizia Moratti è stata criticata per la scarsa presenza in Consiglio Comunale: 6 presenze nel 2008 e 3 nel 2009, di cui l'ultima il 21 ottobre 2009, per la presentazione di un primo bilancio del mandato. Dei 61 rappresentanti di giunta e consiglio, Letizia Moratti è ultima per presenza alle votazioni, con un totale del 5%[52]. Il sindaco Moratti è stata inoltre richiamata dal presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri per non aver risposto alle 100 interrogazioni poste dal consigliere di opposizione Pierfrancesco Majorino ai sensi del regolamento[52].

Benché il consiglio comunale di Milano abbia votato a maggioranza una mozione che impegna il sindaco a chiedere a Lucio Stanca, deputato e AD di Expo 2015, di rinunciare ad uno dei due incarichi[57], il sindaco Moratti non ha dato seguito all'iniziativa del suo consiglio[52].

Nel dicembre 2010, il tribunale civile di Milano ha sentenziato che nell'assegnazione di case popolari vi è stata la mancata assegnazione a 10 famiglie rom con le quali il Comune aveva firmato un progetto di autonomia abitativa. Nell'accogliere il ricorso, presentato contro il Comune di Milano e quindi contro il sindaco Letizia Moratti, ed inoltre contro il ministro Roberto Maroni e il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, il tribunale ha deliberato che sulla decisione dell'amministrazione comunale ha agito "l'origine etnica dei rom", in quanto gli "amministratori e politici hanno ripetutamente dichiarato alla stampa che ai rom non sarebbe mai stata data alcuna casa popolare"[58].

Il Piano del Governo del Territorio varato dalla giunta Moratti avrebbe dato a Gabriele Moratti, figlio di Letizia, un vantaggio economico stimato in almeno un milione di euro[59], grazie ad un immobile acquistato da Gabriele Moratti con vincolo di destinazione industriale e trasformato in villa di lusso ispirata alla dimora di Batman[60][61][62].

Nel dicembre 2016 è stata condannata dalla corte dei conti a versare, al Comune di Milano, oltre 591.000 euro per due voci di spesa: 11 incarichi dirigenziali esterni a non laureati per quasi 1,9 milioni, e retribuzioni ritenute troppo costose, più di 1 milione, di alcuni addetti stampa. Oltre a Letizia Moratti, l'ex vice sindaco Riccardo De Corato dovrà risarcire 21.763 euro (per le stesse voci contestati alla Moratti), l'ex sindaco ed ex direttore generale Giampiero Borghini oltre 106.000 euro e gli ex assessori Tiziana Maiolo, Mariolina Moioli, Edoardo Croci e Carla De Albertis oltre 21.000 euro. Per i giudici contabili, si legge nel loro provvedimento, l'operato di Letizia Moratti avrebbe avuto “il connotato della grave colpevolezza, ravvisabile in uno scriteriato agire, improntato ad assoluto disinteresse dell’interesse pubblico alla legalità e alla economicità dell’espletamento della funzione di indirizzo politico-amministrativo spettante all'organo di vertice comunale”. I magistrati hanno confermato anche la “grave colpevolezza della condotta” in capo a tutti gli assessori che allora votarono le delibere con cui sono state conferite le cosiddette ‘consulenze d’oro’ per le quali era anche stata avviata un'inchiesta da parte della Procura, poi archiviata[63].

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Letizia_Moratti

dal fb di Carlo Monguzzi 
Monguzzi è un violento,  si dimetta!

Così chiedono alcune persone di destra, perché in un commento a "Moratti al posto di Gallera" io ho scritto 

"Siamo rovinati , armi al popolo"

Incautamente fiducioso che chiunque , dotato di un robusto diploma di quinta elementare ne avrebbe colto l'ironia e che le armi erano ovviamente quelle della democrazia , essendo arcinota la mia scelta personale e politica pacifista e contro ogni violenza

Invece insulti di tutti i tipi

Io non arretro di un millimetro, anzi! Penso che un politico debba essere serio, perbene e competente ma che se non capisce l'ironia ( socratiana) sia un politico triste

E quindi continuerò la mia pratica politica con più forza e con molta, molta più ironia e sarcasmo,

E se qualcuno mi chiederà cosa penso dell'eventuale nomina della signora Moratti risponderò

"Siamo rovinati, armi al popolo!