Oggi è un giorno molto triste. Ci ha lasciati un pacifista, un ambientalista, ma anche un combattente. Un rivoluzionario, con il suo modo unico di spiegare le situazioni. Sempre pronto a dare consigli e idee.
Come ogni giovane che cominciò a far politica, a partire del ’68, Carlo amava profondamente la sua città, poteva andare benissimo in Parlamento, ma lui amava Milano e voleva restare qui a difenderla dal cemento, dall'inquinamento, dalle ingiustizie.
Come Associazione, per la prima volta, lo incontrammo nel difficile e travagliato percorso di unificazione delle realtà politiche ambientaliste e “verdi” del dopo caduta di Berlino, ovvero I “verdi del sole che ride” e i “verdi arcobaleno” di cui fu consigliere e assessore regionale all’ambiente proprio nei mesi delle discariche lombarde quasi al tracollo da Monzambano a Cerro Maggiore.
Sono i giorni con Milano in forte difficoltà per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. Carlo non è stato a guardare ci ha lasciato la prima legge regionale sulla raccolta differenziata. Con Vas e Verde Ambiente è stato un attento consigliere nella nostra campagna contro “Le Olimpiadi” a Milano del 1992. In seguito è stato, insieme a Vas, un determinato sostenitore dell’istituzione, nel capoluogo lombardo, dell’Ecobomus e dell’attività del gruppo di lavoro sugli inquinamenti. Grazie Carlo per averci aiutato.
Il Presidente Nazionale di Vas Stefano Zuppello e i soci e amici Elisa Scarano, Francesco Tusino e Alfio Rizzo
Commozione e dolore profondi per il trapasso di Carlo Monguzzi, persona di grande ricchezza morale e politica.
Me lo ricordo al mio fianco, giovane militante del Movimento Studentesco milanese.
Fin da allora rigoroso, tenace, intelligente, dialettico. Qualità che ha sviluppato nel suo impegno istituzionale, come consigliere comunale in città e poi nella Regione Lombardia.
Si deve a lui, fra l’altro, l’inizio della raccolta differenziata dei rifiuti a Milano.
Ambientalista coerente e infaticabile, dotato di sguardo complessivo, divideva il suo tempo tra gli impegni nelle istituzioni e i movimenti di lotta, e questo gli ha permesso una creatività immersa nel presente ma sempre volta al futuro.
A una persona così si addicono le parole di Salvador Allende: “Noi vivremo in eterno in quella parte di noi che abbiamo donato agli altri”.
Dai social di Angelo Bonelli portavoce nazionale dei Verdi.
CIAO CARLO 🌹
Carlo Monguzzi non c'è più, questa notte ci ha lasciati.
Carlo e' stato un grande uomo ed ecologista. Appassionato difensore dell'idea della difesa della
Terra, dei diritti di tutti, tutte e delle future generazioni. Ha lottato fino all'ultimo e non si è mai piegato per dare alla sua città Milano una qualità della vita migliore, fuori da interessi che non fossero quelli dei cittadini. Si era laureato in Ingegneria chimica al Politecnico e insegnato matematica al Besta. Negli anni ’80 è stato tra i fondatori di Legambiente, di cui è stato presidente in Lombardia e all'inizio degli degli anni 90 contribuito alla fusione tra le liste verdi e i verdi arcobaleno per la
nascita della federazione dei Verdi. È stato co-autore dei libri “Illusione nucleare” e “Ambientalismo sostenibile”. Un intellettuale di strada scomodo e per questo la sua onestà intellettuale primeggiava su tutto: diceva quello che pensava senza filtri. La sua forte e appassionata battaglia, anche durante la sua malattia, per i diritti del popolo palestinese. Ho conosciuto Carlo nel 1990 e ne ricordo la sua ironia e autoironia, una costante dei suoi interventi ai consigli nazionali dei Verdi. Carlo è' stato consigliere regionale e assessore all'ambiente nel 1993 e grazie a lui si è avuta la prima legge sulla raccolta differenziata e il primo piano “aria”.
Nel 2006 venne eletto deputato per i Verdi ma decise di rimanere in consiglio regionale perché riteneva fondamentale mantenere il rapporto con il territorio, una sua caratteristica.
Con Carlo se ne va un pezzo della storia dell'ambientalismo e della politica del nostro paese. A sua moglie , ai suoi cari una caloroso e affettuoso abbraccio.
" sit tibi terra levis"
Caro Carlo che la terra ti sia lieve . RIP
❤️🌹😢
Carlo era stato nominato anche cittadino onorario di Buscate
Riportiamo anche il post del consigliere Alessandro Giungi
Nel 2013 sono entrato in Consiglio comunale da primo dei non eletti. Non conoscevo praticamente nessuno, nemmeno del PD. Ma ovviamente sapevo chi era Carlo Monguzzi, riferimento politico per una generazione di democratici. Le sue battaglie ambientaliste, sociali e umane erano un esempio per chiunque avesse interesse alla politica. E proprio Carlo, il mitico Carlo Monguzzi, fu quello che più mi aiutò nel mio percorso politico. Perchè a lui interessava quello che pensavi e quello che facevi. Non chi eri. E grazie a Carlo ho preso coscienza di cosa vuol dire la passione per la res pubblica. Quante battaglie assieme! Sempre dalla stessa parte, tante volte controvento ma alla fine era ancora più bello "avere i capelli spettinati" come mi disse una volta. Nella foto sono con Carlo davanti al ponte sulla darsena che nel 2019 è stato intitolato a Alexander Langer anche grazie a un ordine del giorno approvato in Consiglio comunale che scrivemmo assieme. Ma anche quella volta Carlo ci tenne a precisare che erano stati migliaia di cittadine e cittadini a chiederlo prima di noi, assieme a comitati e altri politici. Noi avevamo solo dato una piccola mano. Carlo era legatissimo alla figura di Alexander Langer e io lo voglio ricordare davanti a quel ponte. Felice e con i capelli spettinati. Ciao Carlo
Ciao Carlo. Grazie di tutto
Continuiamo in ciò che è giusto
Di Michele Crosti
Con Carlo ho avuto una frequentazione più che quarantennale. L ho seguito fin dagli inizi della sua carriera politica. Da quando testardamente fondò LEGAMBIENTE. Testardamente perchè a quei tempi a sinistra, soprattutto in quella nuova sinistra che al tempo voleva rivoluzionare la società,le tematiche ambientali erano considerate marginali e in qualche caso svianti rispetto agli obiettivi di lotta. Proprio quella tenacia ha consentito di far trovare cittadinanza ai temi ambientali. Era anche il periodo in cui la vicenda della Diossina di seveso con la questione della bonifica dei territori inquinati aveva portato alla creazione di leggislazione di tutela delle popolazioni. Uno dei ricordi che ho di Carlo fu quando portò me e altri due giornalisti proprio sulla discarica di Seveso in una delle costruzioni di servizio ormai abbandonaya dove trovammo centinai di cartelle abbandonate con i referti degli abitanti di Seveso rimasti contaminati dalla diossina.
Oltre a questo trovammo una perdita di percolato che usciva copiosamente dalla discarica. Uno dei tanti scandali denunciati da Carlo.
In Lombardia Carlo lo ricorderemo per aver dato vita alla raccolta differenziata a Milano. In quella breve stagione in cui ha governato il centrosinistra
E mentre a Milano governava la Lega con Formentini sindaco, Monguzzi riuscì a realizzare una specie di miracolo grazie anche a Ganapini che era assessore all ambiente a Milano.
Monguzzi era un vero combattente sempre con tenacia e sempre con coerenza.
L ultima sua battaglia è stata quella contro il progetto di Milan e Inter per il nuovo stadio di San Siro appoggiato acriticamente dal sindaco Sala. Progetto che non era nei programmi della giunta rosso verde. A che stravolgerà Milao oltre ad averre oneri rilevanti per la pubblica amministrazio. Non c è srata seduta del consiglio
Senza un intervento di Carlo contro questa scelta. Tutti interventi moyivati e articolati. Con attacchi al Sindaco e alla giunta totalmente subalterna alle squadre. Una battaglia che gli è valsa la destituzione dal ruolo di capogruppo dei verdi evidentemente per richiesta del sindaco. Un percorso che alla fine lo fece optare per l abbandono della maggioranza. Un altra prova di coerenza
Ora carlo ci ha lasciati. Con discrezione. In punta di piedi quasi fossa un problema personale che doveva interessare poco la comunità a cui appateneva. Invece il vuoto che lascia è gigantesco come è gigantesco l esempio di vita che deve essere tramandato.
Ciao Carlo ovunque tu stia andando fai buon viaggio
La manifestazione, promossa dai partiti di centrosinistra, Cgil e realtà civiche, è partita dalla sede di Regione Lombardia fino a piazza XXV Aprile. In strada cittadini, medici e sindacati.
Tra le richieste, più investimenti nel pubblico: "Curarsi in regione è sempre più difficile"
Nel giorno del processo farsa a New York a Nicolas Maduro e Cilia Flores ci uniamo alle tante piazze che in giro per il mondo rivendicano la loro liberazione, condannando l'atto di terrorismo internazionale con cui sono stati rapiti.
Denunciamo la complicità della nostra classe politica, prona ai diktat USA, che dal centrodestra fino al campo largo avvalla la narrazione del cambio di regime e della "transizione democratica" per abbattere la rivoluzione socialista bolivariana.
Non facciamo un passo indietro nella lotta contro le aggressioni imperialiste dell'occidente, dal Venezuela a Cuba fino alla Palestina e all'Iran, che ci stanno portando sempre più vicino alla terza guerra mondiale.
Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.
Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto.
Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi.
Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri.
Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento.
🚩 Presidio sotto il Consolato Usa in occasione dell'inizio del processo negli Stati Uniti
🗓️ Giovedì 26 marzo
⏰ Ore 18:00
📍Turati (M3)
Il 3 gennaio gli Stati Uniti hanno bombardato la Repubblica bolivariana del Venezuela e hanno rapito il suo legittimo presidente Nicolás Maduro e la deputata "prima combattente" Cilia Flores.
L'atto di guerra verso il popolo bolivariano ha sancito l'inizio dell'escalation guerrafondaia dell'amministrazione Trump verso l'intera America Latina, che oggi si manifesta nelle minacce al presidente colombiano Gustavo Petro e soprattutto con l'inasprimento del criminale e genocida bloqueo nei confronti dell'eroico popolo cubano e della sua Rivoluzione.
Con l'occasione dell'inizio del processo farsa nei tribunali degli Stati Uniti, vogliamo tornare in piazza per rappresentare tutta la nostra vicinanza e solidarietà a Maduro e Flores, la cui unica colpa è l'aver guidato la rivoluzione bolivariana contro l'imperialismo statunitense, nel solco dell'esempio di Hugo Chávez.
🇻🇪 Libertà per Nicolás Maduro e Cilia Flores!
🚩 Costruiamo la solidarietà contro la nuova Dottrina Monroe!
Milano, via Giuseppe Pinelli, giovedì 19 marzo 2026.
Video quiMilano
Il discorso di Enrico Moroni. "VIA GIUSEPPE PINELLI, UN GIUSTO RICONOSCIMENTO
Innanzitutto un ringraziamento ai più di 5 mila sottoscrittori della proposta di intitolare una via a Giuseppe Pinelli nei luoghi dove abitava con la sua famiglia e al quartiere San Siro che ci ha sempre sostenuto. Ho avuto modo di conoscere Pino per la comunanza degli stessi ideali e delle medesime battaglie. Pino era un anarchico molto impegnato nella diffusione delle proprie idee, era stato un giovanissimo partigiano, era un ferroviere e un anarcosindacalista impegnato nelle lotte
rivendicative sindacali. Era contro tutte le guerre convinto, come lo siamo, che solo una patria intesa come il mondo intero può eliminare il cancro delle guerre, contrariamente a quanto sta tragicamente avvenendo oggi che stanno proliferando perché strettamente collegate ai prevalenti
interessi di potere e di profitto.
Già nel 25 aprile del 1969 ci furono le prove generali di quanto sarebbe accaduto in seguito.
Vennero fatte scoppiare, per mano dei fascisti, ordigni esplosivi alla Fiera di Milano e alla Stazione Centrale, secondo un copione già collaudato, dandone la responsabilità agli anarchici, diversi dei quali furono arresti con lunghe detenzioni. L’operazione era condotta dal Commissario Calabresi
dell’ufficio politico della Questura. Pinelli si attivò da subito in solidarietà e a sostegno degli
arrestati e, grazie anche alle mobilitazioni, cadde la montatura e furono assolti.
Il 12 dicembre del 1969 la Strage di piazza Fontana fu da subito, come da copione, attribuita agli anarchici. Tantissimi furono fermati, alcuni arrestati con accuse di complicità, Valpreda indicato come il mostro, Pinelli trattenuto in questura oltre il regolamento di legge, viene precipitato dalla
finestra. L’anarchico Pasquale Vallitutti trattenuto in Questura e posizionato davanti alla stanza dove veniva interrogato Pinelli, era un importante testimone che non fu mai ascoltato.
Sappiamo tutti quale era l’obbiettivo principale di quella Strage. Fermare le lotte rivendicative del movimento dei lavoratori e lavoratrici che, affiancato dal movimento degli studenti, stavamettendo in crisi i meccanismi stessi del potere economico e politico. La mobilitazione e la contro
informazione messa in atto dal movimento smascherò da subito la montatura definendola una Strage di Stato, indicando gli autori materiali della strage nelle organizzazioni fasciste e nelle complicità dei Servizi Segreti, fino ad arrivare alle responsabilità all’interno del Ministero degli
Interni. Come poi è venuto alla luce.
Giuseppe Pinelli era la vittima sacrificale designata. Non potendolo accusare in vita, malgrado tutti gli sforzi messi in atto fino all’ultimo momento, lo si poteva accusare da morto. Nella conferenza stampa che è seguita il Prefetto Guida, con a fianco il Questore Allegra e il Commissario Calabresi,
dichiarava che Pinelli si era suicidato perchè il suo alibi non sarebbe stato confermato. Una menzogna di cui non ne pagò mai, né lui né gli altri coinvolti, le conseguenze. Anzi successivamente venne promosso per questi i suoi servizi.
La cosa sconcertante tenuta nascosa, emersa solo dopo che tutti i processi inerenti si erano conclusi, è che erano presenti in Questura Silvano Russomanno a capo degli uomini dell’Ufficio Affari Riservati, organismo del Ministero degli Interni, venuti apposta da Roma per dirigere le indagini e l’interrogatorio di Pinelli. Burattini e burattinai mescolati assieme. Anche per questo che non riteniamo valide le conclusioni del Giudice D’Ambrosio con la sentenza sulla morte di Pinelli attribuita ad un inverosimile “malore attivo” pur di non attribuirla ai rappresentanti delle istituzioni che lo interrogavano.
Gravi sono le responsabilità istituzionali, dopo la caduta del fascismo, per aver amnistiato e poi reintrodotto in ruoli di comando all’interno delle istituzioni stesse personaggi che in quel regime avevano avuto pesanti responsabilità. E’ il caso stesso del Prefetto Guida, già direttore responsabile del carcere/confini di Ventotene e come Russomanno responsabile nell’Ufficio Affari Riservati, già partecipe nella Repubblica di Salò con posizioni nazifasciste. E tanti altri rimasti coperti che hanno permesso il depistaggio sulle stragi fasciste continuate negli anni successivi, come quella di Brescia, dell’Italicus, di Bologna per elencare quelle più note.
Gravi anche le responsabilità istituzionali nei programmi scolastici che non hanno mai fatto la storia del ventennio fascista, né quella della lotta di liberazione, né delle stragi fasciste che hanno insanguinato l’Italia in questi anni.
Tutte queste mancanze sono state tra le cause che hanno spianato la strada all’attuale governo di destra che, come sappiamo, trae le sue origini dal partito post-fascista del MSI, che si sta caratterizzando per le sue leggi repressive, per la sua politica bellicista a scapito dei problemi sociali e nel tentativo di riscrivere la storia.
La figura di Giuseppe Pinelli è diventato il simbolo, anche fuori dell’Italia, dell’ingiustizia sociale di cui è stato vittima e continueremo a ricordarlo e a mobilitarci finchè non sarà fatta piena giustizia. Ricordiamo anche la sua compagna Licia, che ci ha lasciato recentemente, che si è battuta in tutta la sua vita per la verità. Sarebbe opportuno che il libro della sua intervista “Una vita quasi soltanto mia”, curata da Piero Scaramucci, venisse stampata e diffusa gratuitamente nelle scuole milanesi, come contributo alla verità di cui si è fatta carico.
Il documento che segue è la sintesi delle posizioni che sono state assunte nel direttivo del Legal team Italia.
La nostra associazione ha sempre posto come elemento costitutivo della propria attività il sostegno
e la difesa dei soggetti più disagiati nell’ottica di permettere loro di potersi adeguatamente difendere
nelle aule di tribunale e di poter rivendicare ovunque l’attuazione dei propri diritti.
La nostra attività, a partire da Genova 2001, è incentrata sulla difesa dei diritti fondamentali nelle
aule di giustizia e e nelle strade, a sostegno dei movimenti sociali e ambientali.
Per questo ci siamo impegnati per sostenere l’affermazione di un sistema giustizia che consenta una
difesa efficace dei soggetti deboli, per contrastare il sistema basato sul diritto penale del nemico,
che vede la repressione colpire gli oppositori in quanto tali, e penalizza coloro che non dispongonodi mezzi economici sufficienti per affrontare in maniera efficace i processi che spesso li vedono
accusati solo perché esponenti dell’antagonismo.
Tra le misure che abbiamo sostenuto vi è anche la separazione delle carriere tra magistratura
inquirente e giudicante, al fine di mettere sullo stesso piano accusa e difesa ed estendere così le
garanzie processuali.
Il quesito referendario sulla riforma costituzionale appare avere ad oggetto la separazione delle
carriere, ma l’impianto complessivo è di tutt’altra natura.
L’attuazione della riforma come proposta comporterà l’affievolimento di uno dei poteri dello Stato,
subordinando di fatto la magistratura al potere esecutivo.
Non si tratta di idealizzare la magistratura, di cui conosciamo bene il volto di classe, ma di
difendere quell'autonomia relativa che impedisce al governo di turno di decidere chi perseguire e
chi proteggere.
Oltre alle varie storture già emerse (sorteggio dei membri del CSM, Alta Corte disciplinare) la
riforma proposta è in realtà un guscio vuoto, che verrà riempito dalle norme attuative che saranno
decise dal parlamento e quindi dalla maggioranza.
Già oggi la funzione del potere legislativo è nettamente subordinata al governo, l’indebolimento
della magistratura rafforzerà ancora di più l’esecutivo, toglierà o renderà estremamente labile il
controllo sugli atti di governo e la repressione dei reati che colpiscono la collettività.
Da questo punto di vista, se la modifica della Costituzione verrà attuata, i diritti della maggioranza
delle persone non verranno maggiormente tutelati, ma ci si incamminerà verso una giustizia ancora
più inaccessibile per i ceti popolari.
Verrà invece realizzato un sistema con una magistratura inquirente sottoposta di fatto all’esecutivo e
un potere giudiziario indebolito e con scarso potere di contrastare la violazione dei diritti
fondamentali.
Ben altre sono le riforme necessarie per una giustizia inclusiva: diritto penale minimo, reale
possibilità di difesa per le persone a basso reddito, maggiori investimenti nelle strutture giudiziarie,strumenti di mediazione che consentano di limitare il più possibile il ricorso ai rimedi
giurisdizionali.
Il futuro che si prospetta è una giustizia ancora più classista, indirizzata verso la privatizzazione, all’interno di una complessiva manovra autoritaria che il governo sta realizzando a colpi di “pacchetti sicurezza” approvati a suon di decreti legge, coi quali si istituiscono nuovi reati e illeciti amministrativi e si inaspriscono le pene per reati già previsti dall’ordinamento, al fine di colpire e criminalizzare l’opposizione sociale e le fasce più marginali della popolazione.
La controriforma che tocca l’ordinamento giudiziario e che costituisce il nucleo del quesito referendario e le politiche securitarie che comprimono il diritto a manifestare sono parte del medesimo progetto, che va disegnando uno Stato autoritario ben lontano dai principi di democrazia sanciti dalla Costituzione.
Per questo la nostra indicazione è di votare NO al prossimo referendum.
Oltre al metodo fascista censorio e intimidatorio di devis dori, anche anna merlino, che insulta.
qua i video dell'antimafia
riporto anche quando si è dimesso Bardelli, hanno inventato scuse per non fare entrare la cittadinanza, e ad inizio audio si sente una delle mentecatte amiche della Grandi, che prova a delegittimarmi, divertentissimo, mi hanno difesto tutti i cittadini, i giornalisti e abbiamo allontanato la zerbina dell'assessora saliana.
Alla fine del video, ricordo i metodi, presumibilmente di pazzali e gallo, nel 2018
https://www.youtube.com/watch?v=KyBLU3Uqa2Q
e il bel ricordo di Mario ai funerali di Guido, Guido è il padre nobile dell'ambientalismo milanese, pensate che Basilio Rizzo, subentra in comune, quando Guido diventa deputato. Non c'era uno di questi arrivisti amici dei palazzinari, o quanto meno con problemi di vista seri, se non han visto i grattacieli.
le varie tappe di questa giornata allora alle ore 11 quindi tra le 111:30 insomma questa introduzione
0:099 secondiDopodiché alle 11:30 è prevista l'illustrazione da parte dei candidati a portavoce provinciali delle loro mozioni 0:1616 secondida lì iniziamo il dibattito e la cosa importante sono queste scadenze 12:30 Noi andremo a prendere qui al 0:2424 secondibanchetto degli accrediti il numero degli accreditati e da lì poi dovremo calcolare quindi un decimo per il numero 0:3232 secondiminimo indispensabile per il deposito e la validità del elenco ai candidati 0:4040 secondiall'esecutivo Provinciale collegati alle mozioni d'accordo quindi la scadenza la prima che non si può toccare è la 12:30 qua sul dibattito possiamo fare un po' 0:5050 secondiprima un po' dopo però questa scadenza è 12:30 Ecco solo una cosa Gilberto devo chiedere l'autorizzazione a tutti di 0:5757 secondipoter fare la diretta ok Quindi io io s in diretta fatto Non ho nessun problema a far la diretta però poi considerato che ci sono 1:061 minuto e 6 secondicomunque persone ecco esatto adesso chiedevo all'assemblea quindi a voi Sostanzialmente perché comunque sia 1:131 minuto e 13 secondiconsiderato che poi negli interventi si potrebbero citare anche altre persone altro potrebbero anche diventare qu elemento di diffamazione insomma se uno 1:221 minuto e 22 secondipoi io preferirei Ma per la vostra serenità Non avere nessun tipo Adesso lascio la parola nessun tipo di diretta 1:301 minuto e 30 secondiproprio per evitare Ok in modo che il dibattito sia il più ampio e aperto possibile quindi lascio adesso 2 minuti 1:381 minuto e 38 secondimassimo di parole a uno a favore quindi da quello che ho capito Gilberto e Anna contro Ok Esatto senò io me ne vado ok 1:481 minuto e 48 secondiCosì poi facio così poi diamo la Sì aspetta solo un secondo primo 1:551 minuto e 55 secondiAllora Gilberto per le motivazioni per cui secondo te è da fare la diretta Vai 2 minuti Masso Eh niente 30 secondi grazie mille grazie a tutti Beh per il 2:042 minuti e 4 secondisemplice motivo che ritengo che se siamo qua ancora è perché gratuitamente ci ho messo a mie spese ho registrato Tra 2:112 minuti e 11 secondil'altro come lo sto facendo Io diciamo lo faccio come qui Milano teleambiente Eh solitamente dovrebbe esserci Radio 2:212 minuti e 21 secondiRadicale che li registra e tutto qualcosa che è rimasto Io penso non devo andare io ad argomentare uno ti fa un regalo ti dà l'opportunità 2:302 minuti e 30 secondiper divulgare e poi c'è la legge quella del 2017 Regolamento Europeo dell'aprile 2:372 minuti e 37 secondidel 2017 che qualsiasi assemblea pubblica deve sempre poter essere registrabile per la tutela dei 2:452 minuti e 45 secondipartecipanti è anche divulgabile se non è dietro dal punto di vista economico però Dev Ci mancherebbe carissimi compagni e tutto cioè lo decidiamo 2:542 minuti e 54 secondiinsieme non vuole creare attrito però vorrei ricordare che nell'ultima assemblea per perché abbiamo anche dei 3:003 minutiprecedenti abbastanza gravi e l'unica volta che non ho registrato un'assemblea forse era quella che andava registrata dopo sta argomento cioè quella famosa 3:103 minuti e 10 secondidel fine gennaio del 2016 quando il giorno dopo si dimise Ciao Oliviero Oliviero che è entrato adesso quella non l'ho registrata e guardate In che cinema 3:183 minuti e 18 secondiSian finiti quella dell'anno scorso fortuna che ho registrato l'audio perché c'è stato il cinema di antoniol che è venuto lì si è messo con la videocamera 3:263 minuti e 26 secondila registro e tutto il mio stesso intervento mi piange il cuore perché ho chiesto un minuto di silenzio per Guido polici che era appena morto gli ho 3:343 minuti e 34 secondichiesto ad antoniol di darmi il video col mio intervento mi ha dato neche niente per me è importante registrare però l'assemblea è sovrana certo votare 3:423 minuti e 42 secondiadesso e chiedere che non venga registrata non è neutro grazie Allora c'era Anna ma anche 3:503 minuti e 50 secondiFrancesco scegliete voi chi vuole intervenire al perché si era app notata Anna ok 4:034 minuti e 3 secondiio non voglio Innanzitutto perché il suddetto registratore è uno che poi 4:104 minuti e 10 secondimette on e divulga i suoi filmati e i suoi scritti deliranti faccio 4:184 minuti e 18 secondigiornalismo deliranti non per chiedo che venga allontanata scritti deliranti a me non lo dici a me non lo 4:264 minuti e 26 secondidici a me mi minac mi dici che faccio Scusa passa uno CH l'assemblea Allora 4:334 minuti e 33 secondiquesto signore si v a registrare in altri luoghi in altri posti ma non il 4:404 minuti e 40 secondiluogo di discussione politica dove giustamente possono anche essere citate 4:474 minuti e 47 secondipersone che non ci sono e che quindi lo ritengo molto scorretto perché poi lui 4:544 minuti e 54 secondiutilizza queste cose per i suoi canali Social e mi spiace io non voglio finire sui suoi canali Social e te ne vai 5:035 minuti e 3 secondiperché sei malic Non meriti di stare qua Basta vergogna ha minacciato l' andrangheta 5:125 minuti e 12 secondiquello lì me ha detto il magistrato di farlo per tutelarmi mha detto più sono visibile più sono tutelato perché sono 5:195 minuti e 19 secondiun morto che cammina 47 anni 25 anni che lavoro a gratis inizio con Monzi in Regione Lombardia sono l'unico che vi dà 5:275 minuti e 27 secondila sede sono andato a Palazzo Marina a lavorare a vedere se lavoravano ho chiesto gli atti qua prima la metà di 5:355 minuti e 35 secondiquelli qua presenti mi ha attaccato caruzzi perché è andato attraversato niente Scusate lo farò dopo esatto 5:435 minuti e 43 secondiallora quindi adesso lascio all'assemblea non sto contare registrare i voti mi basta Come si fa lo dico anche 5:515 minuti e 51 secondiin commissione al parlamento quindi non c'è bisogno d'altro alzata di mano e poi senza dover conteggiare esattamente il 5:595 minuti e 59 secondinumo Chi è facciamo Chi è a favore della registrazione della seduta assembleare 6:086 minuti e 8 secondiodierna a favore della registrazione contro la registrazione della seduta 6:156 minuti e 15 secondiodierna Ok quindi la maggioranza ok Quindi ti chiedo Gilberto Raga io ve l'ho detto E 6:246 minuti e 24 secondicome Allora il mio Inter all'assemblea chiedo al presidente di mio intervento perché adesso sono in diretta e poi 6:326 minuti e 32 seconditermino la diretta No no il mio intervento deve essere registrato Gilberto e sono sempre avocato sei benissimo che ognuno è sempre 6:406 minuti e 40 secondititolare abbiamo delle una scaletta Se hai il tempo di aspettare il termine BL No no adesso la blocchi la diretta 6:486 minuti e 48 secondiperché l'assemblea ha chiesto di di non registrare No no ha chiesto di non divulgare non div no non registrare No 6:556 minuti e 55 secondino allora cosa avete da nascondere che qualcuno vuole che non venga registrato Ok adesso ti stai registrando lo show è 7:057 minuti e 5 secondistato devi consentire lo svolgimento regolare dell'assemblea d'accordo Quindi per favore è un anno che 7:147 minuti e 14 secondiaspetto allora tutto e questi Niente allora proseguiamo questo servizio che stavamo 7:217 minuti e 21 secondifornendo gratuitamente come qui Milano di solito è quello che fa Radio Radicale l'assemblea chiede che non 7:297 minuti e 29 secondivenga registrata quindi vi ringrazio dell'attenzione che ci state dedicando e vi auguro una buona giornata una buona 7:367 minuti e 36 secondidomenica ci vediamo quando faccio il mio intervento Ok adesso io blocco No perché 7:457 minuti e 45 secondifacile Ad l' intervento faccio dopo ma ascolta in un'assemblea a Cinisello Balsamo perché sto facendo la registrazione perché a Cinisello Balsamo 7:547 minuti e 54 secondiAntonino caldarell e Fabrizio Masseroni hanno tentato d' aggredirmi e questa è anche una forma di tutela gberto Va bene hai adesso F Ok non è uno show non è uno 8:038 minuti e 3 secondishow è una presa lui il portavoce regionale Davis Io spengo Se adesso te mi prometti che settimana prossima porti in discussione No no Me lo prometti 8:118 minuti e 11 secondiprima dell'interruzione alla Camera dei Deputati il 22 settembre del 2022 m'ha fatto trovare una lepre morta sotto casa mi fai l'interrogazione al Ministro dell'Interno per favore Davis certo l' 8:228 minuti e 22 secondifatta la denuncia me la fai sta settimana no ma mi fai l'interrogazione Perché senò questi fanno finta di niente Dav me la fai l'interrogazione 8:328 minuti e 32 secondidimmi che mi fai l'interrogazione che io posso comunicare giovedì da un anno e passa che se Verdi mi dici che giovedì fai sta cosa ok 8:428 minuti e 42 secondiAppena te mi dici che depos Scusate assemblea Secondo voi adesso termino non sarebbe opportuno visto che mi han fatto trovare una lepre 8:508 minuti e 50 secondimorta il 22 settembre 2022 ultimo giorno delle elezioni che Davis o qualche altro 8:588 minuti e 58 secondinostro deputato faccio un'interrogazione al Ministro dell'Interno non sarebbe chiedo a voi sarebbe opportuno noore pui 9:069 minuti e 6 secondiOk grazie Davis me la fai sta interrogazione per favore no mi dici che la fai no va bene 9:149 minuti e 14 secondiva bene dai ok Io non capisco Comunque è la prima volta è la prima volta inizio a fare i video gratuitamente nel 9:229 minuti e 22 secondi2013 farò una denuncia per diffamazione per quella signora lì Anna Merlino det rchio la vita io rischio la vita per 9:329 minuti e 32 seconditenere in vita i verdi e vengo trattato così da 20 anni che lavoro 7 giorni su set senza prendere lo stipendio ma ha minacciato l' 9:429 minuti e 42 secondiandrangheta tutto questi sono eletti 10.000 al mese nemmeno ti pagano una bolletta non c'ho Natale né capodanno né 9:519 minuti e 51 secondicompleanno né vacanze e qua tutti che mettono le foto che vanno sullo yacht dopo aver votato per aumentare biglietto 9:599 minuti e 59 secondidell'ATM Buona giornata a tutti qui Milano teleambiente chi difende l'ambiente e non si arrende
Milano, 15 marzo 2026 - Si chiude con 65mila visitatori (con una crescita di oltre il 20 per cento rispetto all’anno scorso) la 22esima edizione di Fa’ la cosa giusta! la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si è tenuta a Fiera Milano Rho dal 13 al 15 marzo. 500 realtà espositive, 350 incontri del programma culturale, due aree speciali: la Fiera dei Grandi Cammini e Sfide-La scuola di tutti. Ideata e organizzata da Terre di mezzo Editore, con il supporto di 170 volontari di tutte le età e tantissime partnership, Fa’ la cosa giusta! si riconferma l’evento che ogni anno permette di scoprire le buone pratiche di consumo e produzione e che mette in rete tante persone attente all’ambiente e ai territori, all’abitare sostenibile, al turismo responsabile, alla moda etica, al cibo di qualità e rispettoso dei diritti e dell’ambiente alla pace.
“Abbiamo ascoltato il grido di pace di tanti Paesi, a cominciare dagli studenti e dalle studentesse collegate in video dal Libano del Sud e dal vescovo di Beirut Mons. Cesar Essayan, presente in fiera per raccontare dal vivo come si resiste sotto i bombardamenti. Abbiamo dato il via alla fiera con la domanda ‘Di quante persone abbiamo bisogno per cambiare il mondo, per fare la differenza, per non sentirsi soli, per costruire la pace?’. In questi giorni di fiera, in ogni modo, abbiamo intrecciato la risposta: per costruire la pace è necessario incontrare, ascoltare, mettersi in contatto. Per costruire la pace c’è bisogno di ognuno di noi” commenta Miriam Giovanzana, direttrice editoriale di Fa’ la cosa giusta!, che chiude con un messaggio dedicato ai giovani: “Quest’anno abbiamo accolto in fiera oltre 6mila studenti e studentesse, una grande gioia perché crediamo che sia vitale rendere protagoniste le nuove generazioni e soprattutto far toccare loro con mano che esiste una speranza e la possibilità di un mondo migliore per tutti”.