Milano. Zona fiera, via Gattamelata
Mercoledì 8 luglio 2026
In memoria di Laura Ghilardi
Video diretta quiMilano
https://www.facebook.com/share/v/1Jrzf8W3Eq/
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Milano. Zona fiera, via Gattamelata
Mercoledì 8 luglio 2026
In memoria di Laura Ghilardi
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Pubblichiamo la nota stampa in merito alle dimissioni dell'assessore, della giunta di Giovanni Venegoni di Ossona, Fabio Porzio
“La mia decisione è sopraggiunta a seguito di alcune comunicazioni e del clima creatosi, dal mio personale punto di vista , non più idoneo per proseguire in questo impegno. Con rammarico mi sono visto costretto a questa scelta, ben consapevole di non essere riuscito a portare alcuno dei cambiamenti che in campagna elettorale avevamo prospettato, sia nei confronti dei cittadini sia dei servizi resi e che mi avevano convinto a candidarmi. Nel tempo, al contrario, ho assistito ad un progressivo scostamento rispetto agli impegni inizialmente assunti. In questi mesi, ho raccolto anche lo sfogo di tanti cittadini che mi hanno manifestato il loro senso di disagio e smarrimento ad interfacciarsi con “una macchina comunale percepita come un organismo vessatorio”.
“L’obiettivo principale, invece, dovrebbe essere considerare il cittadino come un utente da servire con efficienza, trasparenza e cortesia adottando procedure semplici e comunicazioni chiare. La soddisfazione dei cittadini dipende infatti non solo da tempi e risultati, ma anche da disponibilità, comunicazione e qualità della relazione umana.
In questi mesi ho incontrato tra i dipendenti del Comune di Ossona molte figure che con competenza e sacrificio svolgono diligentemente il loro compito, altre invece, anche con funzioni apicali, hanno mostrato atteggiamenti inadeguati nei confronti dei cittadini e dei colleghi. Questi sono i contenuti della mia nota di dimissioni che, oltre a segnalare la necessità di un pluralismo quale linfa vitale della vita democratica e del corretto confronto politico, conferma l’instaurarsi di un clima non più da me condivisibile.”
Aggiornamento del 9.7.2026
Pubblicato sul gruppo social street di Ossona
I gomblotti della destra, si si con la g!
Ricapitoliamo.
Dopo Gussoni, anche Porzio si dimette.
Nel caso di Gussoni, hanno applicato il solito sistema , prima la scusa del tempo, e smontata dalla logica (non hai 4 ore in un anno?), poi l'hanno buttata sulla "Clinton", ma non credibile, poi su un anziano cittadino in escandescenze, non credibile, poi voci su firme, ma pare già in ambito del fantastico.
Le dimissioni di Porzio, invece, con la stessa cortina fumogena e bombe stordenti, se comprensibile la riservatezza dell'assessore, non lo è quella delle parti politiche, ma in questo la perla del cortocircuito della gestione della comunicazione.
Finalmente dopo 6 giorni dalla notizia delle dimissioni, appare una intervista al Sindaco Venegoni che attacca l'assessore, lasciando intuire le motivazioni.
Il centrosinistra ossonese, chiede le dimissioni di Venegoni, prendendo atto che il progetto politico di due anni fa, è concluso.
Come dire, per tutti i gruppi politici ossonesi, la situazione è quella di un calcio di rigore senza il portiere.
È comprensibile quello che sta tentando di fare Venegoni o chi lo manovra; hanno preso atto della conclusione del monocolore leghista e sono in trattative sotterranee, per un posto in giunta o per un altro tipo di sostegno, alla faccia della trasparenza verso i cittadini.
Sono trascorsi 6 giorni dalla pubblicazione del necrologio politico dell'Amministrazione Venegoni, dieci giorni dalle dimissioni dell'assessore.
Per correttezza, il centrosinistra ha chiesto agli altri soggetti politici, se prendono posizione in merito alla situazione politica, che è direttamente collegata anche al progetto datacenter di Magenta e al fotovoltaico su suolo agricolo.
Nel quadro politico vanno contestualizzate le dimissioni di Tenti, Forza Italia di Magenta, che non le ha mandate a dire a Gelli della Lega, e ha preso una posizione contro il datacenter di Magenta.
Questa era la premessa!!
Diciamo i peccati non i peccatori.
Si sono dati la consegna del silenzio, ma qualcosa gli è sfuggito.
Ieri mattina in un video su fb facevo notare che nessuno sapeva del perché delle dimissioni, come con Gussoni, ma il sindaco è lettera "sbiellato" e ha attaccato pesantemente l'assessore, attribuendo a lui le responsabilità di chissà che, per non citare la politica, dalle pagine di settegiorni.
Un po' come quando nascondono un incidente, ma un giornalista straniero fa un articolo per il sopravvissuto e.. sopravvissuto a che? E escono per dire, si, c'era stata una collisione tra...
Ma Ossona è un paese meraviglioso, con la sfortuna di avere l'ultima pennivendola di fu radiopadania, quella che come hobby gestiva i furti mandando ladri a casa dei suoi competitor politici, si, quella condannata per le vessazioni alla già candidata sindaco di Vittuone dell'UDC.
Quindi, a seguito del video, la "destra ossonese (dalla giunta Venegoni, forza Italia fdi lega, e serpi varie)" esce sul sito dei nazisionpadans con una pseudo ricostruzione e la nota stringata dell'assessore Porzio.
Troppa polvere sotto il tappeto, ed era ormai una montagna!!
Il centrosinistra, appreso questo scritto, chiede a Forza Italia, alla luce anche della "scazzottata" magentina Tenti Gelli, forza Italia lega, se vogliono condividere un
documento pubblico in cui chiedere le dimissioni di Venegoni e di denuncia del clima vessatorio creato e di dominio pubblico ormai.
Smascherata anche forza Italia, "ammansita" da corsi e corse, e collaborazioni con il sito nazisionpadano.
Morale, non avevano avvisato quelli di forza italia , che era cambiata la strategia, dopo la pubblicazione del mio video e la ricostruzione farlocca sul sito nazileghista e soprattutto la pubblicazione delle motivazioni delle dimissioni di Porzio.
La referente di forza Italia, arrampicandosi sugli specchi, arriva a dire che lei non può sapere le motivazioni di Porzio (!!!), qua, pare saltata la logica, o, cosa nascondono.
Tempo due ore, arriva la nota del cosiddetto uccellino
"sono disperati, forza Italia di Ossona, vuole entrare in giunta, Tenti non vuole, Gelli non si esprime, stanno cercando un assessore esterno, ma sanno che non li vuole più nessuno in paese, e la crisi politica è evidente. Per questo fdi evita dichiarazioni""no, non hanno previsto un incontro tra segretari cittadini e nemmeno provinciali""si dimette entro san Cristoforo, così hanno la scusa per dare ad altri la responsabilità delle feste sospese in seguito ai controlli e verifiche di legge, pare che il nuovo tecnico non si voglia prendere il rischio di firmare i permessi in deroga".
Per correttezza, riporto che ho chiesto un atto di dignità e di rispetto degli ossonesi a forza Italia, e ho proposto che per le 11 di oggi 9 luglio, dicano qualcosa, per il bene del paese, il centrosinistra è a disposizione, si mantengono linee politiche differenti, ma si chiede insieme la fine di questa amministrazione. Punto.
Non è difficile.
Milano, luglio 2026
Da arttribune
Artista, esploratrice, animatrice di atelier e di relazioni, Laura Ghirardi ha fatto della pittura, della ceramica, del metallo e del collage un linguaggio per dare forma alle storie.
Nelle Ghirardie, nelle mostre che organizzava ma soprattutto nei suoi laboratori di pittura ha profuso un’energia generosa, libera e feconda. E l’invito a guardare la vita con immaginazione.
Nell’ambito di uno scontro stradale (in un paese che si ostina a non voler essere accogliente e sicuro per pedoni e ciclisti)
Laura Ghirardi è stata uccisa oggi 7 luglio 2026 a Milano all’ora di pranzo in Via Colleoni, sotto i grattacieli di CityLife e non lontano da casa sua, mentre si spostava in bici nel suo quartiere.
Mercoledì 8 luglio
Cittadini 15, datacenter 0, in quel di Magenta, se si trattasse di una partita.
Non solo Magenta, assessori che cadono come foglie a novembre in tutta la città metropolitana di Milano.
Ma chi ha fatto i gol?
E soprattutto contro chi han fatto gol?
Di sicuro, contro il progetto datacenter, poi, che la squadra datacenter fosse composita e articolata, è quello che è emerso dagli eventi.
Se per scorciatoia cognitiva, pubblicità o colpo di effetto, un assemblea intitolata Nodatacenter, promossa da quelli delle mitigazioni e compensazioni, tra cui, sinistra italiana, che a Bollate visto che hanno il vicesindaco, va benissimo e stesso discorso per Legambiente che lì ha ritirato il ricorso.
E lì i primi 3 gol, i cittadini portano i partiti promotori a prendere una posizione, nonostante dal palco la palla venisse buttata sistematicamente in tribuna, dopotutto PD, sinistra italiana e rifo, pensavano alla solita assemblea di autoriflessione in 5 per le elezioni comunali del 2027, e invece, 340 cittadini presenti, hanno chiesto conto al PD del perché non ha presentato le osservazioni al Pgt. (Anticipo, il sesto gol è del sindaco del gobbo che dice che da febbraio 2025 i consiglieri di minoranza hanno il documento sul Datacenter... A dopo!).
La sala chiede una moratoria immediata per un anno di tutti i datacenter in Lombardia.
M5S e PD, ringraziano sinistra italiana per aver affossato la proposta, poi chiediamoci perché il 50% non vota. Nota, in questo, anche il sindacato di base è stato sussunto assumendo uno di sinistra italiana, e di fronte a uno stipendio, se non hai le lotte alle spalle, lo credi quasi normale.
Questo era il quarto gol.
Poi ci sono una serie di gol sulla comunicazione.
A breve per il proseguo.
Nel frattempo, scrivetemi i vostri pareri.
People have the Power in sottofondo, ovviamente
Dopo le mobilitazioni in tutta la provincia di Milano, le varie amministrazioni comunali provano a coinvolgere la cittadinanza.
Nota, addirittura Legambiente aveva già fatto una iniziativa.
Buscate
Devi allargare una finestra, un qualsiasi lavoretto, ma c'è di mezzo l'ufficio tecnico e devi attendere le risposte, se poi è un attività, le conferenze dei servizi.
Se invece, come ha spiegato l'alcaldesa di Barcellona, fai parte del "potere", permessi e finanziamenti.
Qua siamo alla farsa, mentre divampano le polemiche per Milano paradiso dei palazzinari, grattacieli nei cortili, nei parcheggi e nei parchi, gli extra costi di santa Giulia, gli scali ferroviari scippati al pubblico e regalati ai privati.
Senza le conferenze dei servizi che devono coinvolgere gli enti sovracomunali e i comuni confinanti,il consiglio comunale di Rho, il primo luglio, 5 giorni fa, con un voto, crea un grave precedente. Si descrive da solo.
Nel mentre, a Milano non ci sono palazzetti del ghiaccio.
Qua il comunicato del comune, nel frattempo la battuta è se si chiamerà Rho Hockey o Fiera Hockey.
Sublime la gaffe di Fontana che davanti ai rossoblu già saima, cita il rosso e il nero dei Devil. Meglio di Vanzina!!!
*******
Con la posa del primo pilastro avvenuta questa mattina prendono ufficialmente il via i lavori della Fiera Ice Arena, la nuova struttura dedicata agli sport del ghiaccio che sorgerà nel quartiere espositivo di fieramilanorho grazie a un investimento di 7 milioni di euro interamente sostenuti da Fondazione Fiera Milano. L’impianto che sorgerà davanti a Porta Sud sarà operativo dal prossimo ottobre e, in occasione dell’avvio del cantiere, è stata presentata FRIA, la società che lo avrà in gestione, completando così il percorso che accompagna il progetto dalla fase di ideazione a quella di realizzazione e futura gestione. Condividiamo il comunicato stampa di Fondazione Fiera Milano con qualche integrazione, ricordando che il Consiglio comunale di Rho ha approvato all’unanimità nella seduta del primo luglio il permesso di costruire in deroga e una convenzione consentirà ai ragazzi della città di pattinare nella Fiera Ice Arena a condizioni calmierate.
All’avvio del cantiere erano presenti il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Sindaco di Rho Andrea Orlandi, il Presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti e il Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio Andrea Gios insieme ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e dei partner del progetto. Tra i presenti anche Riccardo Lorello, bronzo nel pattinaggio di velocità sui 5mila metri ai Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, di casa a Rho, l’ad di Fiera Milano Francesco Conci e l’assessore allo Sport del Comune di Rho Alessandra Borghetti.
I lavori si articoleranno in diverse fasi che porteranno al completamento dell'impianto entro il prossimo ottobre, nel rispetto del cronoprogramma previsto. Dopo le attività preliminari di allestimento del cantiere e la posa del primo pilastro, i lavori proseguiranno con il completamento della struttura portante dell'arena. Successivamente saranno realizzati la copertura, gli impianti tecnologici e il sistema di refrigerazione, quindi la pista del ghiaccio, le tribune e gli spazi destinati ad atleti, pubblico e servizi.
Entro fine agosto sarà completata la struttura portante e la posa del telo della tendostruttura per consentire gli allestimenti degli interni della Fiera Ice Arena. Nel mese di settembre, prenderanno forma le tribune, gli impianti di illuminazione e condizionamento e nelle ultime settimane, verrà attivato il sistema refrigerante per la formazione del ghiaccio della pista. La progressione dei lavori ha come obiettivo consentire l'avvio delle attività sportive del Milano Hockey Club secondo il calendario programmato, che prevede il primo match casalingo il 10 o 11 ottobre prossimo.
«Detto, fatto. A poco più di tre mesi dalla presentazione del progetto, la posa del primo pilastro segna il passaggio dalla progettazione alla realizzazione della Fiera Ice Arena. È una delle prime e più concrete espressioni della legacy olimpica di Milano Cortina 2026 e un tassello della strategia con cui vogliamo rendere fieramilano un luogo sempre più vivo durante tutto l'anno e, allo stesso tempo, offrire importanti benefici al territorio, in termini economici, sociali e di visibilità e marketing territoriale a livello internazionale. L'interesse che il progetto sta già suscitando, dal Campionato del Mondo di hockey femminile nel 2027 alle numerose richieste di utilizzo dell'impianto, conferma che stiamo rispondendo a un'esigenza reale del territorio e creando nuove opportunità per lo sport e per il quartiere fieristico», dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano.
«Con l’apertura del cantiere della Fiera Ice Arena - afferma il Sindaco di Milano Giuseppe Sala - prende forma una delle eredità tangibili di Milano Cortina 2026. L'entusiasmo e l'energia con cui sono state seguite le gare di pattinaggio, di hockey e para ice hockey durante i Giochi invernali hanno messo in luce la grande passione che Milano ha per gli sport del ghiaccio ».
Academy, società partecipata dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e da Fondazione Fiera Milano, costituita con l'obiettivo di gestire e promuovere la pratica degli sport del ghiaccio all'interno della struttura e guidata da Diego Cattani, nominato Amministratore Unico della società. Il progetto ha già riscosso un importante interesse da parte del territorio e del movimento sportivo: circa il 70% delle ore disponibili nel planning annuale risulta infatti già opzionato da società sportive, squadre e altri soggetti interessati all'utilizzo dell'impianto tra attività giovanili, amatoriali e discipline del ghiaccio. La struttura sarà operativa, in via previsionale, dalle 7.00 all'1.00 di notte, garantendo circa 18 ore di attività giornaliera e candidandosi a diventare un punto di riferimento stabile per gli sport del ghiaccio in città.
planning annuale risulta infatti già opzionato da società sportive, squadre e altri soggetti interessati all'utilizzo dell'impianto tra attività giovanili, amatoriali e discipline del ghiaccio. La struttura sarà operativa, in via previsionale, dalle 7.00 all'1.00 di notte, garantendo circa 18 ore di attività giornaliera e candidandosi a diventare un punto di riferimento stabile per gli sport del ghiaccio in città.
L'impianto accoglierà competizioni di hockey su ghiaccio, para ice hockey e pattinaggio di figura ma anche corsi di avviamento delle discipline appena citate e dello short track, con una intensa sinergia con le scuole del territorio. Aperta anche la possibilità di organizzare tornei di curling così come di eventi e spettacoli on ice. Per le attività dedicate alle squadre giovanili e amatoriali di hockey sono in corso interlocuzioni con Milano Prospect, mentre il pattinaggio sincronizzato farà riferimento a Ladybirds. Tutte le informazioni sui corsi saranno disponibili sul sito fria.org e all'indirizzo corsi@fria.org. L'inaugurazione ufficiale dell'impianto è prevista nel mese di ottobre con un galà di pattinaggio che coinciderà con le celebrazioni del centenario della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio.
Robecco sul naviglio
Per il programma
domenica 5 luglio
Video quiMilano https://www.facebook.com/share/r/18Sm5hyG6D/
Foto sabato 4 luglio
Foto 2 luglio
Venerdì 3 luglio 2026, piazza liberazione, Magenta, dalle 18.30 alle 22 tanti cittadini hanno avuto modo di conoscere e firmare la petizione per impedire il progetto di un Datacenter, in poche parole, un grosso server di un computer, sempre acceso e sempre illuminato.
La raccolta firme prosegue nei 6 punti che han dato disponibilità e domenica mattina dalle 10 alle 13.
È stata anche occasione per parlare del territorio, nel giorno in cui la notizia è il video dal drone del comitato notangenziale del parco del Ticino.
Questa è un altra petizione, a livello metropolitano e refionale, di Milano Città Metropolitana (55 sindaci avevano scritto a Regione per rinviare la legge sui datacenter) e di Regione Lombardia.
https://www.change.org/p/imporre-un-anno-di-moratoria-per-i-datacenter-in-lombardia?recruiter=701818
Dalla pagina fb il naviglio
**** DataCenter le colpe di Invernizzi e una visione diversa di città ****
Negli ultimi tempi si è sentito dire che il progetto del Data Center a Magenta sia figlio delle scelte della passata amministrazione Invernizzi. Ma stanno davvero così le cose?
In questo video, l'ex sindaco Marco Invernizzi risponde direttamente all'attuale sindaco Luca del Gobbo, carte alla mano, per fare chiarezza una volta per tutte.
Ecco i fatti: a dicembre 2023, con la scadenza del Documento di Piano (DDP) del PGT, l'attuale amministrazione ha ridefinito il futuro delle grandi aree dismesse. È stato proprio in quel momento che l'ex Novaceta ha ricevuto la destinazione d'uso di "Produttivo di tipo innovativo", escludendo logistica o commerciale e aprendo, di fatto, le porte al Data Center.
Ma non si parla solo di urbanistica. Nel video si tocca un tema ancora più profondo: i servizi ai cittadini creati in passato e poi smantellati, e soprattutto due visioni di città completamente diverse a confronto.
Un contenuto fondamentale per chi vuole capire il futuro di Magenta, al di là degli slogan politici.
Dalla pagina del comitato san Siro
COMMISSIONE CONCERTI 2 LUGLIO
@SCAVUZZO ANNA E @ARIANNA CENSI non si sono presentate nè hanno mandato i loro avatar o digital twin, che avrebbero fatto sicuramente una figura migliore delle originali
Zero ascolto, zero partecipazione, zero titoli
Vicesindaca Scavuzzo e assessore Censi, assenti alla commissione del Municipio 8 che doveva affrontare i problemi emersi nel primo concerto a La Maura e prevenire analoghi disastri nei prossimi del 5 e 6 luglio.
Nulla di nuovo nell’ interesse che questa Giunta ha mostrato in questi anni per i problemi del territorio.
Dai social della giornalista Linda Maggiori
VITTORIA (PARZIALE) MA È UN PRIMO PASSO VERSO LA TRASPARENZA! Il traffico di armi dai porti non può più essere coperto da segreto
Ieri, primo luglio il Tar di Bologna ha accolto, sebbene parzialmente, il ricorso presentato dalla giornalista di inchiesta Linda Maggiori e dall’avvocato Andrea Maestri del Foro di Ravenna, contro il diniego opposto dalle Dogane di Ravenna all’accesso generalizzato agli atti.
La giornalista all'inizio del 2026 aveva chiesto “la quantità di materiale bellico e componenti di armamenti partiti dal porto di Ravenna nel 2025, divisi per quadrimestre (genn-april, maggio-agosto, sett.-dicembre) e divisi per export transito, e se possibile destinazione e provenienza’.
Le Dogane avevano opposto diniego sottolineando che questi dati avrebbero causato un “pregiudizio per l'ordine pubblico e la politica estera” nonché “un danno concreto all'operatività commerciale dei soggetti potenzialmente controinteressati”. Aggiungendo, peraltro, che “l'interesse pubblico non sempre coincide con l’interesse del pubblico” (sottinteso delle testate giornalistiche). Come se un genocidio e il connesso traffico di armi non fosse di sufficiente interesse pubblico, ma solo un interesse mediatico.
Nella sentenza del Tar, che accoglie il ricorso, si legge:
“il diniego di AdM non è supportato da adeguata e idonea motivazione, in quanto il mero dato numerico e quantitativo di materiale bellico e armamenti partiti dal porto di Ravenna nell’anno 2025 appare neutro e, quindi, irrilevante rispetto agli interessi pubblici richiamati dall’Amministrazione, non costituendo tali dati un “pregiudizio concreto” alla tutela dei suddetti interessi. Nemmeno è chiarito dall’Amministrazione in quali termini le informazioni richieste avrebbero “natura sensibile”, tale da compromettere gli interessi pubblici tutelati dalla disposizione normativa richiamata. Parimenti, proprio in considerazione della neutralità delle informazioni richieste, non risulta pertinente il riferimento al regime di pubblicità connesso all’istituto dell’accesso civico generalizzato. Sotto distinto profilo, non pare condivisibile nemmeno (...) che la divulgazione delle informazioni richieste comporterebbe la rivelazione di dati economici strategici suscettibili di utilizzo da parte di potenziali concorrenti, arrecando un danno concreto all’operatività commerciale dei soggetti potenzialmente controinteressati, atteso che, come detto, si tratta unicamente di generici dati numerici e quantitativi, senza alcun riferimento, ovviamente, ai nominativi dei soggetti interessati al transito (destinatari, spedizionieri, ecc.), per cui il rischio paventato dall’Amministrazione (...) non appare concretamente (ma nemmeno potenzialmente) configurabile. Quanto all’art. 7 del “Regolamento recante la disciplina relativa all’esercizio dell’accesso documentale e dell’accesso civico previsto dal D. Lgs. n. 33/2013, adottato con Determina del Direttore dell’Agenzia dogane e Monopoli prot. 277401 del 15/05/2025”, AdM non spiega in che termini le informazioni e i dati richiesti sarebbero informazioni di natura riservata o fornite in via riservata dalle autorità doganali durante l’effettuazione dei loro compiti (….). Stante la già evidenziata genericità e neutralità dei dati richiesti, sarebbe stato necessario specificare le ragioni della asserita natura “riservata” delle chieste informazioni, restando, diversamente, meramente affermata una riservatezza di cui non è indicata la fonte. Per le esposte ragioni, dunque, il diniego di accesso generalizzato alla richiesta relativa alla “quantità di materiale bellico” è illegittimo e va annullato, con conseguente ordine all’Amministrazione di concedere l’accesso ai dati e alle informazioni richieste”.
La sentenza del Tar però considera legittimo il diniego di svelare “paese di provenienza e/o destinazione” del materiale bellico e degli armamenti transitati per il porto di Ravenna in quanto “può determinare, indubbiamente, una interferenza con la tutela degli interessi pubblici connessi alla sicurezza nazionale e alle relazioni internazionali, come sopra declinati”.
Secondo l’avvocato Andrea Maestri si tratta di “una vittoria, parziale ma straordinaria per l’impatto che ha nella lotta per la trasparenza e nella causa per i diritti umani violati in Palestina anche grazie al transito di armi dal nostro porto. Viene fortemente stigmatizzata la genericità e pretestuosità delle motivazioni utilizzate dalle Dogane per bloccare l’accesso ad informazioni che invece sono un diritto di ogni singolo cittadino e dell’opinione pubblica posto che la stessa legge definisce il diritto di accesso come un corollario del principio democratico”.
Linda Maggiori sottolinea: “Ora vogliamo tutti i dati, divisi per quadrimestre, compresi quelli del 2026. Questa sentenza è importante non solo per Ravenna, ma anche a livello nazionale perché ci permetterà di avere i dati (troppo spesso nascosti) relative alle armi che passano su tutti i porti. Siamo molto soddisfatti per questa vittoria, rammarica però il velo di opacità rimasto sulle destinazioni delle armi. Però conosciamo i dati statistici e sappiamo che a maggio 2026 sono partiti 1800 container verso i porti di Haifa e Ashdod, 2400 ad aprile e così via gli altri mesi, con una media di 1500-2000 container ogni mese. Israele resta sempre in cima a tutte le destinazioni delle navi che partono dal porto di Ravenna”.
Il Coordinamento contro le armi di Ravenna sottolinea: “Un risultato straordinario e importantissimo per tutti noi, per la democrazia e per chi si oppone al traffico di armi dal nostro porto e non solo. Il margine di manovra per celare la verità è sempre più ristretto. Continueremo a vigilare, a chiedere trasparenza e invitiamo il sindaco a fare altrettanto e le istituzioni a collaborare, dando piena attuazione all’Osservatorio sul porto di Ravenna, che finora è stato portato avanti solo da noi cittadini e totalmente ignorato dalle istituzioni”.