sabato 19 settembre 2026

martedì 15 settembre 2026

INSPIEGABILE E DOLOROSA LA MANCATA ISCRIZIONE DI CARLO MONGUZZI AL FAMEDIO

 COMUNICATO STAMPA

INSPIEGABILE E DOLOROSA LA MANCATA ISCRIZIONE DI CARLO MONGUZZI AL FAMEDIO

La scelta di non includere Carlo Monguzzi tra le personalità da iscrivere al Famedio è inspiegabile e dolorosa per tutta la città. La richiesta di iscrizione al Famedio di Carlo era arrivata da tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio comunale, da moltissime associazioni, comitati e da tutti coloro che portano nel cuore  l'impegno instancabile e coraggioso di Carlo per la pace, per il rispetto e la tutela dell'ambiente, per la condizione dei più fragili e delle persone detenute. La mancata inclusione di Carlo è una chiara ed evidente scelta politica che lascia attoniti e sgomenti.

È una ferita per Milano cui speriamo possa rimediare la nuova Amministrazione comunale che andrà a sostituire la presente con le elezioni del 2027. Sarebbe bello e importante se tutti i candidati e le candidate alla carica di Sindaco dichiarassero il loro impegno al ricordo di Carlo Monguzzi, ove eletti/e.

Lo dichiara Alessandro Giungi, consigliere comunale del Partito Democratico



lunedì 14 settembre 2026

L’IA LETALE PER L’UMANITA’ di Mario Capanna

 L’IA LETALE PER L’UMANITA’

di Mario Capanna 

Il ritmo del progresso dell’intelligenza artificiale è incredibilmente veloce.

Non hai idea di quanto velocemente stia crescendo a un ritmo vicino all’esponenziale. Il rischio che accada qualcosa di seriamente pericoloso è nell’arco di 5 anni. 10 anni al massimo.

(E. Musk)

Dimettendosi da Antrhopic, uno dei colossi americani dell’IA, l’informatico Acob Coxon ha motivato così la sua scelta: “Ho trascorso gli ultimi anni sia in OpenAI che Anthropic. Nessuna delle due sta agendo responsabilmente. Stanno giocando d’azzardo con le nostre vite. Presto l’IA sarà in grado di hackerare qualsiasi cosa e rivoluzionare ogni campo dall’oggi al domani. Le persone che costruiscono quella tecnologia pensano che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio”.

Il caso di Coxon non è isolato. Si aggiunge alle parole di Bill Gates  che, a fine agosto, aveva manifestato le sue paure per gli algoritmi, facendo seguito alle preoccupazioni di Sam Altman (fondatore di OpenAI), di Dario Amodei (Anthropic) e di Elon Musk che, con ragionamenti diversi, hanno detto in sostanza la stessa cosa: l’IA è la tecnologia più avanzata della storia, potrebbe arrecare benefici ma, in pari tempo, potrebbe diventare incontrollabile, arrivando a distruggere l’umanità.

Certo, ci può essere la furbizia del marketing: più una tecnologia è potente, più aumenta il suo valore di mercato.

Ma ci sono dei dati di fatto preoccupanti. Nessuno ha ancora risolto il problema dell’allineamento, ovvero la garanzia che l’IA segua fedelmente e sempre le indicazioni umane. Nel post del 24 luglio(v. sotto) ho mostrato il caso dell’IA che è sfuggita al controllo dei programmatori.

Il pericolo tende a divenire esponenziale con l’Intelligenza artificiale generale che, attraverso il deep learning (l’apprendimento profondo), può simulare e superare quella umana.

Geoffrey Hinton, padre dell’IA e premio Nobel per la fisica nel 2024, in una intervista appena successiva al caso Coxon, sottolinea che “l’IA ci sta sfuggendo di mano” e che, magari non fra quattro o dieci anni, un giorno potrebbe sbarazzarsi dell’umanità.

Pensiamo a eventualità per niente campate in aria. L’IA che si propone di eliminare le cause dell’inquinamento climatico potrebbe concludere che la cosa migliore è togliere di mezzo gli inquinatori…

Oppure: poiché gli algoritmi posti alla base riflettono la cultura dominante, tarata sul profitto, incentrata sull’indefinito accrescimento della tecnica e del potere, l’IA si persuade che l’umanità può diventare l’ostacolo principale al suo interminabile sviluppo e perciò la sopprime.

Tutto ciò senza trascurare i danni già attuali: manipolare l’informazione con sciami di fake news, precarizzare il lavoro, aiutare a progettare armi che uccidono meglio, rendere più capillare la sorveglianza, restringere diritti e libertà ecc.

Vedendo tutti questi pericoli, quelli ravvicinati e quelli prossimi, Hinton raccomanda alle multinazionali dell’IA di “fermarsi”.

Cosa facile a dire, molto meno a realizzare. Data la spietata concorrenza in termini di profitto, tabe corrosiva della modernità.

Volendo, non sarebbe per niente impossibile dare vita a una Agenzia internazionale – come l’Aiea per quanto riguarda l’energia atomica – che, composta da esperti indipendenti, eserciti un controllo globale sull’IA.

Ma valgono gli interrogativi di Hinton: “Avremo leader intelligenti per capirlo? E faranno in tempo?”

E’ qui che occorre l’insorgenza dei cittadini consapevoli e degli intellettuali non reticenti.

domenica 13 settembre 2026

l'Ambasciatrice Hou Yue arriva in Italia ad assumere il nuovo incarico.

 Sua Eccellenza l'Ambasciatrice Hou Yue arriva in Italia ad assumere il nuovo incarico. 

Un momento importante per le relazioni tra Cina e Italia.

Guardiamo al futuro con rinnovato impegno e fiducia. 🇨🇳🇮🇹




venerdì 11 settembre 2026

Rho: il SIndaco risponde alla petizione sui Data Center 11.9.2026

 Osservatorio Datacenter “Comitato Rhodense”

Rho, 11 settembre 2026

Oggetto: Tutela della salute pubblica, dell’ambiente e del territorio in relazione alla crescente concentrazione de Data Center nel territorio di Rho e richiesta di una pianificazione comunale degli insediamenti. Petizione popolare. Vs. Prot. n. 53687 del 6.08.2026.

Egregi Signori Sottoscrittori, in qualità di sottoscritti promotori, con la presente sono a riscontrare la vostra petizione riguardante il tema dei Data Center in città.

Desidero innanzitutto ringraziare i cittadini e i promotori dell’Osservatorio Data Center – Comitato Rhodense per aver sottoposto all’Amministrazione comunale le proprie preoccupazioni e le proprie richieste di chiarimento in merito alla presenza e allo sviluppo deidata center sul territorio di Rho dandomi l’occasione di precisare alcuni aspetti e di fare chiarezza sulla posizione dell’amministrazione.

Premetto che avendo ricevuto due testi differenti (quello sottoscritto dai cittadini e quello solo con le vostre firme) cercherò comunque di dare un’unica risposta visto che di fatto si tratta dei medesimi concetti, raggruppandoli per facilità di lettura, in macro argomenti.

1 – Salute ed Ambiente
La tutela della salute della comunità rappresenta una responsabilità primaria delle istituzioni
pubbliche e costituisce, per questa Amministrazione, un criterio imprescindibile nell'esercizio
delle proprie funzioni trasversalmente a tutte le materie di propria competenza.
L'articolo 32 della Costituzione, infatti, riconosce la salute quale «fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettività». Tale principio trova attuazione nella legge
833/1978 istitutiva del Servizio sanitario nazionale, che individua nella tutela della salute fisica e
psichica della popolazione una finalità pubblica fondamentale e prevede il concorso dello
Stato, delle Regioni e degli enti locali alla sua attuazione. In tale quadro, il Sindaco opera anche
quale autorità sanitaria locale, nell'ambito delle competenze attribuite dall'ordinamento. Ne
consegue, in concreto, che l'Amministrazione comunale non può ignorare eventuali profili di 
rischio per la salute della popolazione connessi a nuovi insediamenti o attività presenti sul territorio, ma deve assicurare che tali profili siano adeguatamente valutati dalle autorità e dagli organismi tecnici competenti. E’ noto che gli uffici che hanno le competenze e il mandato di verificare tali aspetti non sono uffici comunali ma sono, nel caso di specie, ATS (Agenzia di Tutela della Salute) e ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), enti che fanno capo a Regione Lombardia, e sopra di esse il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica che si esprimono, unitamente ad altri enti ulteriormente interessati, nel merito degli impatti ambientali relativa alla costruzione di un Data Center, esprimendosi all’interno del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale. Un procedimento che tra l’altro, rimane attivo fintanto che l’attività continuerà a operare, in quanto riguarda anche il monitoraggio degli effetti e la valutazione delle modifiche e adattamenti del progetto. Si tratta di valutazioni che vengono eseguite in misura puntuale e dettagliata come anche riportato all’interno dei vostri testi. Nel caso del Data Center AWS, tali rilievi, puntuali e argomentati (come ad esempio il parere di Regione Lombardia da Voi citato ma si potrebbe richiamarne altri), hanno portato a una modifica e integrazione del progetto che è stato migliorato, e quindi successivamente giudicato idoneo e solo allora approvato. Nel caso del Data Center di via Moscova, sarà ancora garantita la nostra particolare attenzione e cura affinché tali valutazioni siano effettuate con cura e che siano adeguatamente considerate nei procedimenti amministrativi. Laddove dovessero emergere situazioni di effettivo pericolo per la salute pubblica, monitoreremo che siano adottati tutti i provvedimenti che l'ordinamento prevede e impone, nell’esercizio pieno delle competenze di ciascuno in un rapporto costante con le autorità sanitarie e ambientali, ponendo sempre la tutela della salute dei cittadini tra gli elementi essenziali della valutazione dell'intervento. Tale impostazione costituisce una garanzia per la popolazione, sia per evitare la sottovalutazione di possibili rischi sia per evitare l'attribuzione all'Amministrazione comunale di responsabilità tecniche o decisionali che l'ordinamento affida ad altre autorità. 
2 – Impatti generati
I Data Center sono impianti che consumano molta energia, una parte della quale serve per
raffreddare gli impianti. Da qui il problema dell’uso dell’acqua, del rumore connesso al
funzionamento dei sistemi di raffreddamento e dei possibili effetti sul clima, oltre al tema dei
generatori di emergenza. Alcuni di questi impatti si manifestano a livello locale, altri hanno un
raggio molto più ampio. Concordo con il Comitato che i “potenziali effetti” vanno dimostrati e
che non si può generalizzare asserendo che sono “gravi” o al contrario “ininfluenti”, ma da
verificare di volta in volta, caso per caso, con attenzione. Impatti che debbono essere verificati
tenendo conto delle tecnologie impiegate, cioè del singolo progetto nel caso di specie, e delle
caratteristiche dei contesti ove sono realizzati. In alcune aree urbane sarà più rilevante il rumore
prodotto, in altre il tema dello smaltimento dell’acqua oppure dell’impatto paesaggistico. E’
questo il compito puntuale della già citata VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e,
successivamente, dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che dovrà autorizzare
l’accensione dell’impianto che monitoreremo con molta attenzione.
3 – Effetti cumulativi
Il tema degli effetti cumulativi è un ulteriore elemento che l'Amministrazione comunale ritiene
importante nella valutazione degli impatti derivanti dalla presenza di più Data Center (e delle
relative infrastrutture connesse) nel territorio comunale o nel più ampio ambito territoriale del
Rhodense.
Si tratta di uno dei principi cardine delle valutazioni ambientali che, ricordo, derivano
dall’Europa e sono sperimentate da decenni in Italia e, proprio nella nostra città, già in diversi
casi di produzioni di beni ad alto rischio di impatto ambientale. Il principio richiamato si esplica
richiedendo una verifica unificata e complessiva degli interventi quando simultanei e
assumendo il principio che ogni trasformazione indotta è assunta nella valutazione che si
esplica in quella successiva quando gli interventi fanno a capo a soggetti diversi e sono diluiti
nel tempo. La cosiddetta cumulabilità degli effetti dipende inoltre dal raggio dell’impatto del
fenomeno osservato. Il rumore, ad esempio, ha un raggio generalmente ridotto, mentre altri
elementi possono avere un raggio ampio.
Il nostro Comune monitorerà questo aspetto nel rispetto dell’applicazione delle Linee guida sui
Data Center, che prevedono espressamente che siano valutati gli impatti cumulativi, anche
potenziali, connessi alla presenza di altre attività sul territorio, considerando tra gli elementi,
aria, rumore, bilanci idrici, campi elettromagnetici, paesaggio, ecosistemi e biodiversità. Anche
la stessa Regione Lombardia ha recentemente evidenziato la necessità di considerare gli effetti
cumulativi derivanti dalla concentrazione territoriale dei Data Center rispetto a energia, acqua,
aria, rumore, temperatura, suolo e infrastrutture.
4 – Trasparenza, accesso agli atti e monitoraggio degli effetti
E’ nostra intenzione garantire la massima trasparenza e facilità di accesso agli atti, rispettando
la normativa vigente in materia. E’ uno dei cardini della nostra Amministrazione ma anche degli
enti sopracitati. Ad esempio tutte le VIA attive sono consultabili facilmente sul sito del Ministero
dell’Ambiente dove si trovano tutti i pareri e le decisioni prese.
Rispetto al tema del monitoraggio degli effetti, come già detto, è una funzione già prevista e
attiva all’interno della procedura di VIA. Da questo punto di vista è importante che tutti, a
cominciare da chi amministra la città, ma anche i cittadini e i Comitati, mantengano sempre alta
l’attenzione su questi aspetti in un rapporto di collaborazione e confronto per il bene della
città.
5 - Riutilizzo del calore Relativamente a questo aspetto concordiamo con quanto scritto. Questa previsione era già contenuta nel piano attuativo del Data Center AWS approvato nel 2021. Allo stato attuale vi sono degli elementi tecnici in fase di studio e approfondimento per quanto concerne l’eventuale allaccio alla rete di teleriscaldamento che però non è l’unica soluzione di recupero del calore. Vi sono altri esempi di riutilizzo del calore che si stanno sperimentando in Italia e che stiamo monitorando proprio per trovare altre soluzioni per non disperdere il calore ma riutilizzarlo a beneficio della nostra comunità. Questo varrà anche per il progetto di via Moscova. Sperando di aver risposto a tutti gli aspetti, in modo organico, permettetemi di concludere condividendo due riflessioni e una considerazione.
La prima notazione è che gli impianti come quelli di cui stiamo discutendo hanno per loro natura e per le tecnologie e le risorse impiegate, una complessità particolarmente alta e coinvolgono una rete di soggetti ed enti molto ampio. Il Comune è uno di questi attori, ma non l’unico, e la scelta di sostenere e spingere per lo sviluppo di queste infrastrutture, equiparandole alla stregua delle altre “attività produttive”, non e’ una scelta fatta dai Comuni, Rho compreso. La concentrazione nell’area metropolitana milanese, ad esempio, dipende anche dalla disponibilità di energia, dalla affidabilità della rete distribuzione e dagli investimenti programmati e in via di realizzazione fatti a livello nazionale da Terna. Non da scelte fatte dai Comuni e, in questo caso neanche da scelte fatte da Città Metropolitana o Regione. La scelta di non pianificare o individuare una geografia dei territori ove concentrare o vietare questi insediamenti, non è nostra e non poteva essere presa da noi. A riguardo ritengo che Terna abbia un ruolo rilevante in queste scelte, anche di detentore delle prime informazioni in merito a nuovi insediamenti e nuove realizzazioni. Proprio negli scorsi giorni ho inviato a Terna un’istanza per avere piena conoscenza delle richieste giacenti di nuovi allacci, sebbene sia evidente che siamo in un momento di bolla speculativa da attenzionare e considerare nelle valutazioni. La seconda notazione è che il Comune di Rho, unico in Lombardia, proprio avvertendo il vuoto normativo appena richiamato, ha approvato nel mese di giugno una modifica alle proprie regole urbanistiche a tutela del territorio che inserisce diversi paletti all’insediamento dei Data Center con limitazione alle altezze consentite e maggiore attenzione agli impianti. Si poteva fare di più? E’ sempre possibile fare di più. Abbiamo però fatto tutto ciò che potevamo fare nei tempi utili e con le modalità giuridicamente ammesse per incidere sulle richieste che nel frattempo si sono presentate per tutelare la nostra città e cercare, per quanto ci è possibile, di governare questo fenomeno. Malgrado la nostra attenzione, purtroppo, Regione Lombardia ha individuato perentoriamente nella recente legge regionale sui Data Center le aree classificate come produttive negli strumenti di pianificazione comunali come idonee all’insediamento di Data Center. Per fortuna nel corso dell’approvazione della legge sono state stralciate le aree con destinazione direzionale che avrebbero aperto le porte alla possibilità normativa della realizzazione di Data Center anche nei centri storici. Personalmente avrei preferito di gran lunga che la legge regionale delegasse ai Comuni il potere di  individuare in quali aree produttive fosse opportuno ammettere la presenza di queste infrastrutture, come è stato fatto qualche anno fa per le attività logistiche superiori a 5000 metri quadrati. Questa possibilità avrebbe permesso di localizzare in maniera più ragionevole la realizzazione dei Data Center. La considerazione finale riguarda, invece, la qualità del dibattito che verte intorno ai Data Center. Ritengo normale che, a fronte di una innovazione di tale portata, in cui ancora troppo poche sono le realizzazioni già presenti per disporre di dati scientifici, la discussione si polarizzi fra quelli che sono assolutamente contrari e quelli che sono convintamente a favore. Credo sia importante, come state facendo voi che ne siete un esempio, comunque mantenere sul tema tutta l’attenzione necessaria nel verificare la fondatezza delle affermazioni di entrambi gli schieramenti. Soprattutto quando dobbiamo valutare i Data Center che saranno realizzati a Rho e quindi con le caratteristiche puntuali che afferiscono a quegli interventi.
Vi ringrazio infine per la frase finale della vostra lettera che accompagna la petizione e che mi trova d’accordo: operare sempre nell’interesse generale della comunità in maniera trasparente e partecipata. Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento in merito dovesse rendersi necessario e con l’occasione vi invio i miei più cordiali saluti. 

Andrea Orlandi Sindaco

Oltre un milione di euro a chi vorrebbe cancellare i Verdi 10.9.2026

 Francesca Cucchiara, dalle giovanili di Confindustria, ha già preso 148.000 euro di soldi pubblici dal Comune di Milano , e ha fatto la guerra ai VERDI EUROPA VERDE veri, e in particolare al fondatore dei Verdi Carlo Monguzzi e a Gilberto Rossi, collaboratore e funzionario dei Verdi dal settembre 2003, e, dal 2009 al 2021, da segretario, funzionario e dal 2014 al 2019, unico istituzionale della Federazione in Lombardia (con @andrea Ladina nel cremonese). Monguzzi aveva lo stipendio e pensione da consigliere regionale, G.Rossi, oltre al lavoro in via Fiamma, in via Ampere e a palazzo Isimbardi e palazzo Marino ha messo a disposizione la sede (e magazzino per dirla alla Paolo Casarolli (x papà))dal 2012 ad oggi, gratuitamente, per necessità, perché i verdi nazionali avevano un debito importante. 

Tutto questo è profondamente ingiusto e sbagliato. 

Sommate gli altri 150.000 di Gorini, e dei vari eletti nei municipi e soprattutto i circa 400.000 euro di Elena Grandi , tutti stipendi generati e determinati, dal lavoro preciso, prezioso e puntuale di quell'ecologista del Ticino, @gilberto Rossi, che nel 2011, è tra i promotori di Ecologisti e reti civiche. 

In alto i cuori, viva i Verdi 


Diceva la sachesl di noi Verdi di Magenta, che siamo i "francescani della politica"

In alto i cuori

Gilberto Rossi 








mercoledì 9 settembre 2026

Magenta. Filmforum

 In anteprima il programma della prossima rassegna del FilmForum.

Come sempre a fine proiezione ci sarà il commento di Marco Invernizzi

Qui il programma completo:

https://www.teatronuovo.com/filmforum.asp

SVERSAMENTO DI IDROCARBURI NEL NAVIGLIO GRANDE E NEL RETICOLO IDRICO: FORTE PREOCCUPAZIONE PER AMBIENTE E BIODIVERSITÀ. IL COMUNE ANNUNCIA LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE.

 SVERSAMENTO DI IDROCARBURI NEL NAVIGLIO GRANDE E NEL RETICOLO IDRICO: FORTE PREOCCUPAZIONE PER AMBIENTE E BIODIVERSITÀ. IL COMUNE ANNUNCIA LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE.

Comunicato stampa

​CASSINETTA DI LUGAGNANO – A seguito del grave episodio di sversamento di idrocarburi che lo scorso 4 settembre ha interessato il Naviglio Grande e il reticolo idrico del territorio, l’Amministrazione Comunale di Cassinetta di Lugagnano esprime profonda preoccupazione per le gravi conseguenze ambientali che questo fatto sta comportando.  


​Si tratta di un episodio gravissimo che va a colpire un territorio già fortemente sottoposto a stress. Il ferimento della nostra rete idrica rappresenta un ulteriore e duro colpo per l’equilibrio dell’ecosistema locale, la tutela della biodiversità e l'inestimabile patrimonio naturalistico e agricolo di Cassinetta di Lugagnano, orgogliosamente parte della rete nazionale de "I Borghi più Belli d'Italia" e incastonata nel cuore del Parco del Ticino, Riserva della Biosfera MAB UNESCO.


​«Siamo di fronte a un vero disastro che ferisce il nostro territorio già fortemente sollecitato», dichiara il Sindaco Domenico Finiguerra. «Riponiamo la massima fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della Magistratura, con l'auspicio che i responsabili vengano al più presto individuati e puniti. A tutela della nostra comunità e a difesa del nostro patrimonio naturale, riconosciuto a livello internazionale, annunciamo fin d'ora che il Comune di Cassinetta di Lugagnano si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario che ne scaturirà».


​L’Amministrazione continuerà a monitorare costantemente la situazione in stretta collaborazione con la Città Metropolitana di Milano, ARPA Lombardia, il Parco del Ticino, il Consorzio Villoresi e gli altri enti competenti.  


​In attesa del completamento delle operazioni di bonifica e messa in sicurezza promosse dalle autorità preposte, il Sindaco ha adottato un'ordinanza contingibile e urgente a tutela della salute pubblica e dell'ambiente, disponendo il divieto immediato di attingimento e utilizzo delle acque del reticolo idrico interessato per qualsiasi scopo (compresi quelli agricoli e zootecnici), nonché il divieto assoluto di pesca. I cittadini verranno tempestivamente informati sul ripristino delle normali condizioni di sicurezza.  

​«Auspico infine», conclude il Sindaco Finiguerra, «che questo episodio possa finalmente rappresentare un punto di svolta per rafforzare in modo strutturale il monitoraggio e il controllo su tutto il reticolo idrico e sul Naviglio Grande. Al di là di questo devastante evento, infatti, negli ultimi anni assistiamo troppo spesso allo sversamento di sostanze inquinanti nelle nostre acque: è fondamentale mettere in campo azioni di sorveglianza più incisive a tutela dei nostri fiumi e della salute collettiva. Non dobbiamo mai dimenticare che il Naviglio Grande e l'intero reticolo idrico rappresentano il vero e proprio sistema circolatorio del nostro territorio, essenziale per garantire alla nostra pianura di continuare a essere una straordinaria fonte di produzione alimentare per il paese».

Di verdi, commissari e debiti prescritti.

 Come hanno fatto dei nemici dell'umanità a venire eletti nelle file dei Verdi? 

Truffe e imbrogli, equalize e gli 800.000 presunti dossierati, le morti strane, malattie indotte.

L'eredità morale di Monguzzi? 


martedì 8 settembre 2026

Magenta. Ordinanza urgente per la salute pubblica

 Il Comune di Magenta informa la cittadinanza che il Sindaco ha appena firmato un'ordinanza contingibile e urgente a tutela della salute pubblica e dell'ambiente a seguito dello sversamento di idrocarburi verificatosi il 4 settembre nel Naviglio Grande, i cui effetti hanno interessato anche la Roggia Soncina.

Fin dalle prime ore successive all'evento, gli enti competenti si sono attivati per contenere la situazione. In particolare, il Consorzio Est Ticino Villoresi ha avviato le procedure di emergenza e provveduto alla chiusura della derivazione della Roggia Soncina, mentre Città Metropolitana di Milano e gli altri soggetti coinvolti hanno messo in campo interventi finalizzati a limitare e contenere la propagazione degli idrocarburi nel sistema idrico. Anche il Servizio Ambiente ed Ecologia del Comune di Magenta, insieme alla Polizia Locale, ha effettuato sopralluoghi e verifiche sul territorio, mantenendo un costante raccordo con gli enti preposti.

A seguito degli accertamenti che hanno confermato la presenza di residui di idrocarburi nelle acque della Roggia Soncina e su richiesta di Città Metropolitana di Milano, si è reso necessario adottare in via precauzionale le seguenti misure:


❌ Divieto di attingere, prelevare e utilizzare, per qualsiasi uso, le acque della Roggia Soncina nel territorio comunale.


❌ Divieto di esercitare qualsiasi forma di pesca nel tratto interessato della Roggia Soncina.


L'ordinanza rappresenta una misura cautelativa necessaria per prevenire possibili rischi per la salute, l'ambiente e la fauna ittica, in attesa del completamento degli ulteriori accertamenti e del ripristino delle condizioni di sicurezza.

I divieti resteranno in vigore fino alla comunicazione da parte degli enti competenti dell'avvenuto superamento della situazione di criticità e del ripristino delle normali condizioni di sicurezza.

Il Comune di Magenta continuerà a monitorare costantemente l'evoluzione della situazione in collaborazione con gli enti competenti e informerà tempestivamente la cittadinanza su ogni aggiornamento.

Si invita la popolazione al massimo rispetto delle disposizioni previste dall'ordinanza e alla collaborazione per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica.

#cittadimagenta #sversamento #ordinanza #tuteladellasalute

Guida per gli autostoppisti delle primarie milanesi

 In queste osservazioni manca la posizione dei cosiddetti partiti piccoli, oltre alle dichiarazioni imbarazzanti degli emissari Confindustriali, e la "negazione de facto di AVS, con dichiarazioni fotocopia e doppie di sinistra italiana e di quelli Antimonguzzi.



Dai social di M.Z. 

CANDIDATI SINDACI: CELO, MANCA E COCCOINA.

L’Album delle figurine Panini, da una parte e dall’altra, si sta compilando. Soprattutto da quella parte che, si sa, svetta per capacità di differenziarsi, atomizzarsi, benaltrizzarsi, anche se poi, a ben guardare, c’è più fuffa che sostanza. Ma con le primarie risolveranno tutto. Anzi, sarà un bel regolamento di conti effetto soluzione finale. Per ora le figurine sinistre sono sette.

Candidata vicesindaca in piena continuità con Sala: Scavuzzo, celo.

Candidato assessore delfino e contemporaneamente manager di Banca Intesa: Conte, celo.

Candidato mancato presidente di Regione più di sinistra, ma in continuità con Sala di cui è stato assessore: Majorino, celo.

Candidato gggiovane, sssocial e forse più a sinistra, ma che sta in centro (Municipio 1): Pacini, celo.

Candidato attivista ciclista ex manager Airbnb ed ex staff di Sala: Goisis, celo

Forse candidata dal cognome giusto (quello del nonno) per la sinistra sinistra: Cossutta, celo.

Forse candidato che ci sta pensando e che piace a Calenda e soprattutto alla stampa, ma non tanto ai giornalisti de La Stampa e La Repubblica: Calabresi, celo.

Le figurine della destracentro sono due, quattro, dieci, cento a seconda dei giorni e dei chiari di luna. Ma alla fine, c’è da giurarci, saranno come un sol uomo anche nella denegata ipotesi sia una donna. E senza primarie, che i giochini al massacro li lasciano agli altri. 

Candidato noimoderato di La Russa: Lupi, celo.

Candidato autocandidato col “Panino giusto” e forse non solo quello: Civita, celo, (Panino non Panini, ndr).

Candidato a disposizione presidente dell’Ordine degli avvocati (sempre utili): La Lumia, celo.

Candidato vittima di malagiustizia (appunto): Tatarella, celo.


In realtà le uniche due figurine già incollate finora, celo celo, sono il generalissimo bonificatore sull’estremissima destra della pagina destra (Burgio) e il Raoul Bova de noaltri, “nè di destra nè di sinistra”, ma in contenzioso col Comune che gli ha tolto il redditizio Leonardo3 in Galleria, che ho messo in mezzo al posto delle graffette (Lisa).

Di programmi, proposte, idee di livello al di sopra di quelle compilate con la AI, per ora zero al quoto, se non la solita babele di frasi via social tra il banale e il demagogico, generalgeneriche, e buone per le tutte le stagioni, soprattutto quelle in cui si vota. Ovvio, sull’urbanistica si tace, altrimenti qualsiasi cosa si dica l’osservazione sarà: e tu dov’eri, cosa hai detto? E di conseguenza su San Siro, sull’Ippodromo del Trotto, sugli Scali ferroviari, sul Lido, sulla cementificazione, sul verde, sugli alberi e persino sulle periferie che, si sa, esistono sempre e solo in campagna elettorale.

Giuro che, se trovo la figurina, voto Pizzaballa. E per richiudere la scheda  userò l’indimenticabile Coccoina. Almeno lei, inebriante.

Di Emanuele Patti

# Niente panico: guida per gli autostoppisti delle primarie milanesi

Se esistesse una guida la leggerei, ma al momento non mi pare che ne esista una, e quindi ci provo qui.

Tema: le primarie milanesi e come orientarsi. Tema gettonatissimo, ovviamente.

Premessa: per come ho capito finora, le primarie sono uno strumento di selezione di un candidato, da utilizzare quando non c'è una soluzione condivisa all'interno di un partito o di una coalizione di partiti. Esiste anche una remota e teorica possibilità che le primarie vengano usate per scegliere contenuti di programma invece che persone. Ma non è il nostro caso.

Le primarie prevedono generalmente un regolamento che delimita campo e regole di ingaggio della pacifica e amichevole disfida, prodotto solitamente da saggi/garanti/rappresentanti/capibanda (in questo ordine decrescente di garanzie democratiche di imparzialità).

Queste regole di solito decidono anche chi può o non può candidarsi alle primarie e perché, come garantire la trasparenza verso gli elettori, come si organizzano i confronti, se debba esserci un programma di base condiviso — e quindi si scelga solo chi meglio lo interpreta — oppure se il confronto verta soprattutto sulle differenze tra i programmi, decidendo così in quale direzione indirizzare l'azione di governo attraverso la scelta del candidato che la rappresenta. O, ancora, un misto fritto delle due opzioni.

Infine le regole decidono anche le modalità di voto: chi può votare e dove (aperte/chiuse/semiaperte o semichiuse/cammellate), quanto costano, come si contano i voti, se si vota a turno unico, a doppio turno o... truccate.

Poi ci si organizza.

Alla fine, lo spirito delle primarie dovrebbe essere questo: il vincitore o la vincitrice viene sostenuto da tutti gli amichevoli contendenti, rappresenta ciò che la volontà dei cittadini elettori (nel nostro caso, per il Sindaco di Milano) ha stabilito, e si prova a vincere le elezioni amministrative vere e proprie in uno spirito unitario, euforico ed entusiasta.

Questa la premessa.

Ora le mie domande.

Quale sarà la coalizione delle primarie?

Quale il suo perimetro, sia politico che partitico?

Come saranno definiti i saggi, e da chi?

Ad oggi abbiamo, leggendo qua e là, per un'area politica che potremmo definire in maniera accademica di centrosinistra, 7 candidati: alcuni dichiarati, altri non ancora.

Per il Pd: Anna Scavuzzo, Pierfrancesco Majorino, Lorenzo Pacini.

Area indipendenti: Tommaso Goisis, Carlotta Cossutta, Gianni Barbacetto, Mario Calabresi.

Quindi, la prima domanda: i due unici autocandidati al momento, Tommaso Goisis (indipendente) e Lorenzo Pacini (area Pd), se non venissero ammessi alle primarie per una qualsiasi ragione tecnica, cosa farebbero? Si candiderebbero comunque a Sindaco?

Seconda questione: i due disponibili del Pd, Scavuzzo e Majorino, sono disposti a trovare una quadra per avere un solo rappresentante del partito?

Terza questione: il Pd candiderà un solo rappresentante come partito, o più di uno? Potrebbe sostenere il cosiddetto "papa straniero", appoggiando una candidatura esterna al partito? Oppure si dividerebbe in due o tre proposte?

Quarta questione: Mario Calabresi rientrerebbe come candidato di una lista civica/comitato di salute pubblica, in modo da dare spazio a chi lo sta già sostenendo (da Albertini, Calenda, Renzi, e — a quanto dicono — pezzi della famiglia Pisapiana)? Aprendo così la coalizione anche a un centro tendente un po' a destra? Oppure la lista civica entrerebbe in azione (ops!) solo dopo le primarie, anche per raccogliere e accogliere quel voto di centrodestra che, sulla candidatura di Calabresi, pare esserci?

Quinta questione: gli sconfitti alle primarie sarebbero poi davvero tutti leali nel sostenere il vincitore o la vincitrice nella campagna elettorale successiva? E soprattutto lo farebbero i sostenitori e i cittadini votanti delle primarie?

Facciamo un esempio, in una situazione paradisiaca in cui tutti e sette i contendenti fossero presenti alle primarie: se vincesse Lorenzo Pacini, verrebbe poi legittimamente sostenuto da Albertini, Calenda e il Pd? E dai loro elettori?

Al contrario, se vincesse Mario Calabresi, i sostenitori di Pacini, lui stesso, gli elettori di Carlotta Cossutta e Tommaso Goisis, e i loro staff, seguirebbero pancia a terra la campagna elettorale di Calabresi?

Do per scontato che Scavuzzo e Majorino darebbero indicazioni di partito precise a favore del vincitore, e lavorerebbero per essere della partita.

Alla fine di questo lunghissimo post mi chiedo: avrò delle risposte? Ho fatto bene, o queste risulteranno domande retoriche ai più?

Mi convincerò della genuinità di alcune candidature? O continuerò a pensare che il processo che porterà — o non porterà — alle primarie sia in realtà solo un metodo, ahimè, di selezione di assessori, consiglieri, funzionari, assistenti, portaborse, a seconda di quanti numeri i singoli candidati porteranno a casa?

Ma soprattutto: questo percorso mi riporterà a votare per il sindaco? Io che sostenni il percorso che portò a Pisapia, che poi votai, e di cui mi pentii già al secondo anno di mandato, e che non ho più votato per il sindaco di Milano dopo lo scempio delle primarie successive, che poi videro prevalere l'attuale Sindaco?




Il privilegio della casa in centro a affitto più basso della provincia

 Confondere privilegi e diritti 

Case popolari nel 1910, case in centro nel 2026. Affitto calmierato. Nel baccano dei raccomandati, vogliono che siano ristrutturate pure coi soldi pubblici.

La politica debole li accontenta e si arrende subito a questi privilegiati, acconsente a restaurare le case e gli offre pure altri alloggi a circa 500 metri, in zona Politecnico. 

Geniale, un danno erariale per questi privilegiati, ma così disinnescato il tema casa, invece, dalla Puglia e della bocconi arriva questa tizia, che probabilmente non ha mai visto le case popolari e scrive le sue fesserie da raccomandata miracolata.

Queste miracolata non ha visto i grattacieli nei cortili, si, anche quello di via Aspromonte a meno di 200 metri da lì. 

E il greenwashing dei palazzinari è servito.





sabato 5 settembre 2026

Ossona, 123 anni di scuola d'infanzia Bosi. Una eccellenza pedagogica

 Ossona, 5 settembre 2026.

In occasione della ristrutturazione dei locali della scuola d'infanzia cattolica paritaria Bosi, una piacevole e intensa mattinata, che per buona parte dei presenti è stato un tuffo nel passato, e soprattutto ha ridato quell' "Esprit" di comunità, di paese, di "villaggio educante". 

Ascoltiamo le parole dello storico Parroco Ossonese, Don Angelo Oldani.

Segnaliamo tra le presenze, il Senatore Massimo Garavaglia della Lega Nord, gli ex sindaci di Ossona Luigi Dell'Acqua (ACLI) e Marino Venegoni (Forza Italia), la ex segretaria del PD ossonese Marisa Sestagalli e il portavoce dei Verdi Europa Verde ovest Milano e coordinatore del centrosinistra ossonese Gilberto Rossi. 

Un momento di preghiera con il Parroco Don Andrea Cartabia e le graziosi note, celestiali, del Corpo Musicale Ossonese. 

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