lunedì 20 gennaio 2020

I Verdi della Lombardia. Agire per l'Emergenza Climatica. 19 1 2020

"se in tanti han dichiarato l'emergenza climatica, poi, non ne son conseguite le necessarie azioni"

Esecutivo Regionale della Federazione dei Verdi della Lombardia, aperto agli iscritti, perchè la Democrazia è una pratica e dopo tanti anni, si riscontra una notevole crescita del movimento ecologista in Lombardia, dove si sono formate nuove associazioni in varie province.
Un momento per fare il punto sulla situazione in Lombardia.
Una domenica pomeriggio intensa.
http://www.verdilombardia.it/
http://verdi.it/
https://www.europaverde.it/










Sant'Antonio dal Presidio NoDiscarica. 17 1 2020 "Sala ascoltaci"

Riassumibile in un "Sindaco Sala, sei il Sindaco della Città metropolitana di Milano, Ascoltaci".
Precisi e puntuali gli aggiornamenti dei Sindaci di Casorezzo e Busto Garolfo, in merito ai ricorsi legali e ai procedimenti in atto, un intervento del comitato che invita a tenere alta la guardia e a vigilare e presenziare al Presidio, intevento dei Verdi per ricordare che, se è certamente positivo voler mettere a dimora, 3 milioni di alberi, qualche perplessità su dove e certo, questo non elude la necessità di agire ulteriormente per contrastare l'emergenza climatica e per bonificare le altre aree della cava; le proposte di legge regionale sui parchi e quella metropolitana di coordinare una cintura verde, ricordando la "retenatura2000" promossa dall'Unione Europea.
ascoltiamoli





Magenta OX (gIà Ideal) Cristiano Godano presenta "Nuotando nell'aria"

Cristiano Godano intervistato da Danilo Lenzo, presenta il suo ultimo libro "nuotando nell'aria", i primi 3 album dei Marlene Kuntz, 35 canzoni, storie, aneddoti e curiosità.


Cristiano Godano    "Notte"

 segue galleria fotografica

lunedì 13 gennaio 2020

Quanto costava l'odio e le balle della "bestia"

Il Viminale ha tagliato questa cifra enorme e L’Espresso ha riportato che Salvini aveva una squadra di 20 collaboratori (la Lamorgese ne ha due), di cui 14 dedicati solo alla Bestia
di Globalist
Mezzo milione di euro pagati dai contribuenti per spargere odio online: ecco il ‘prima gli italiani’ di Matteo Salvini, che in quanto a collaboratori non lesinava mica (e certo, mica pagava lui): aveva uno staff di venti persone, 7 per le sue funzioni di vicepresidente del Consiglio, 14 che si occupavano della comunicazione social. Insomma, per Salvini la sua propaganda era più importante del suo lavoro, tanto da aver dedicato a quella sezione il doppio delle persone. Tanto per fare la differenza, Luciana Lamorgese di collaboratori ne ha due: un’assistente personale e un addetto stampa.
La notizia è riportata da L’Espresso, che fa anche i conti in tasca al Viminale: Dino Martirano, addetto stampa di Luciana Lamorgese, percepisce 120mila euro all’anno, mentre la storica collaboratrice del Viminale Cristina Pascale è rimasta al suo posto con un compenso di 32mila euro, duemila in più di quanto percepiva.
Salvini al ministero aveva portato: Stefano Beltrame (95mila euro), Gianandrea Giani (65mila), Giuseppe Benvenuto, Luigi Peruzzotti e Andrea Pasini con un compenso di 41mila euro. Oltre alla Pascale (30mila) e a Gennaro Terraciano che ha svolto le sue mansioni a titolo gratuito. A loro bisogna aggiungere i professionisti della comunicazione retribuiti con fondi ministeriali: Luca Morisi (65mila euro all’anno) e Andrea Paganella (85mila). E i collaboratori dell’ufficio stampa del ministero: Leonardo Foa, figlio del presidente della Rai Marcello, Daniele Bertana, Fabio Visconti e Andrea Zanelli. Tutti avevano firmato un contratto da 41mila euro per ogni anno. Negli uffici della Presidenza del Consiglio hanno lavorato invece Susanna Ceccardi (65mila euro, poi eletta a Bruxelles), Alessandro Amadori (65mila), Lorenzo Bernasconi (100mila euro), Claudio D’Amico (65mila), Iva Garibaldi (120mila euro), Massimo Villa (65mila) e Paolo Visca, con un compenso di 35mila euro.

venerdì 10 gennaio 2020

Verdi: "Rispettiamo le Dolomiti!"

Le Regioni che stanno gestendo le Olimpiadi invernali del 2026, si stanno assumendo una responsabilità gravissima, aggredendo le Dolomiti con progetti fortemente invasivi e speculativi: si tratta della realizzazione di quasi 1.300 chilometri di piste e circa 500 impianti di risalita tra vette e valli che l’UNESCO classifica come patrimonio mondiale dell’umanità.