mercoledì 6 maggio 2026

IL MOSTRO FOTOVOLTAICO NON SI FERMA: OPPONIAMOCI ANCORA, C'È TEMPO FINO AL 4 GIUGNO.

 IL MOSTRO FOTOVOLTAICO NON SI FERMA: OPPONIAMOCI ANCORA, C'È TEMPO FINO AL 4 GIUGNO.

Dai social di Uniti per santo Stefano Ticino 

Il mostruoso progetto, che occuperebbe oltre la metà delle aree agricole di Santo Stefano Ticino, è ripartito. 

Dopo mesi di silenzio e poca chiarezza, il gruppo Sorgenia l’ha ripresentato al Ministero dell’Ambiente (MASE) perché sia sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) al fine di ottenere l’autorizzazione a realizzarlo. 

Sono riaperte le consultazioni del pubblico: le osservazioni dovranno essere presentate entro il 4 giugno 2026.

I dettagli e la documentazione si possono trovare qui:

https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/11630

Pubblichiamo anche l’avviso diramato da Sorgenia Renewables srl, con una sintesi del progetto e le informazioni, peraltro illustrate in modo molto discutibile. 

Ribadiamo la nostra contrarietà a questo progetto che devasterebbe il nostro territorio, comprometterebbe le aree agricole inserite nel PLIS del Gelso (come si può considerare temporanea un’occupazione del suolo che durerebbe 35 anni?) e peggiorerebbe la qualità della vita, soprattutto del nostro paese ma anche di quelli limitrofi. I vantaggi sarebbero solo per Sorgenia e per gli Ultrocchi, proprietari di tutte le aree!

Perciò ci attiveremo di nuovo, sia nelle Istituzioni, sia collaborando con i cittadini e i gruppi sociali e politici che condividono l’obiettivo di fermare questo mega impianto. 

Consideriamo questa ripartenza, che segue la ferma opposizione del nostro territorio, un inaccettabile atto di arroganza e di prepotenza, a cui continueremo ad opporci. Dobbiamo fermare chi vuole decidere sulle nostre teste, senza aver dato il minimo ascolto alla protesta ferma e motivata dell’anno scorso. 

Nei prossimi giorni, pubblicheremo informazioni sulle nostre iniziative e su quelle che andranno a vario titolo in questo senso. Anche questa volta, ci adopereremo e offriremo il nostro supporto, affinché siano presentate osservazioni puntuali, numerose e contrarie.





martedì 5 maggio 2026

𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐃𝐈𝐎, 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐔𝐍𝐍𝐄𝐋 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐎𝐂𝐋𝐎

 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐃𝐈𝐎, 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐔𝐍𝐍𝐄𝐋 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐎𝐂𝐋𝐎

𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧 𝐞 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐚 𝐢 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐢: “𝐑𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀”


📍 Milano, Zona San Siro – 5 maggio 2026


Il futuro del nuovo stadio di San Siro passa anche da un punto sotterraneo, nascosto alla vista ma decisivo per la mobilità del quartiere: il tunnel di via Patroclo.


Il sottopasso, costruito in occasione dei Mondiali di Italia ’90, oggi serve soprattutto al traffico di attraversamento: chi non deve andare allo stadio può passare sotto l’area e proseguire senza entrare nel cuore del comparto Meazza. Nel progetto di Milan e Inter, però, il tunnel dovrebbe essere spostato e ripensato dentro la nuova viabilità del futuro impianto. Ed è proprio qui che si apre il caso. Il tunnel di via Patroclo fu realizzato per i Mondiali del 1990 e oggi ha due corsie per senso di marcia, pensate per separare il traffico di attraversamento dai flussi diretti allo stadio.  


Secondo quanto riportato da Il Giorno, le Direzioni Mobilità e Infrastrutture e Spazio Pubblico del Comune di Milano hanno evidenziato tre criticità pesanti: rischio di paralisi della viabilità, carenza di analisi trasportistiche adeguate e dubbi sull’inquadramento giuridico della futura strada sotterranea. Nonostante queste osservazioni, il parere espresso è stato favorevole, ma condizionato.  


𝐈𝐋 𝐓𝐔𝐍𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐀𝐌𝐁𝐈𝐀 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄


La questione è semplice solo in apparenza. Oggi il tunnel Patroclo consente ai veicoli di attraversare la zona senza entrare direttamente nel sistema dello stadio. Domani, secondo la proposta dei club, il nuovo tunnel avrebbe di fatto una corsia per senso di marcia destinata all’attraversamento, mentre l’altra sarebbe usata per entrare e uscire dai parcheggi sotterranei del nuovo stadio e delle attività commerciali e ricettive previste nell’area.  


Questo significa che nello stesso punto dovrebbero convergere flussi diversi: chi attraversa il quartiere, chi va allo stadio nei giorni di partita, chi raggiunge parcheggi, negozi, ristorazione, funzioni ricettive e nuovi spazi privati. La proposta prevede anche una nuova rotatoria davanti al futuro impianto. Ed è proprio su questa concentrazione di movimenti che i tecnici comunali hanno acceso l’allarme.  


Nel parere unico delle Direzioni comunali si segnala che via Patroclo non sarebbe più un vero itinerario di attraversamento, perché tutti i flussi finirebbero sulla rotatoria prevista davanti al nuovo stadio, con un rischio esplicito di “paralisi della viabilità”. La stessa valutazione suggerisce come possibile alternativa il mantenimento della funzione di attraversamento, separando i flussi come avviene oggi.  


𝐔𝐍’𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀 𝐃𝐀 𝟕𝟎-𝟖𝟎 𝐌𝐈𝐋𝐈𝐎𝐍𝐈


Il tunnel Patroclo non è un dettaglio marginale. Rientra nel primo stralcio funzionale del progetto del nuovo San Siro, insieme alla costruzione del nuovo stadio e alla demolizione parziale dell’attuale Meazza. Il Comune ha avviato il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica per il Piano Attuativo della GFU San Siro, e lo stralcio iniziale prevede lo spostamento del tunnel come opera pubblica realizzata dal privato a scomputo degli oneri di urbanizzazione.  


L’importo indicato da Il Giorno per lo spostamento del tunnel è nell’ordine dei 70-80 milioni di euro. Una cifra molto alta, soprattutto se rapportata al fatto che l’opera viene contestata proprio sul piano della sua utilità pubblica e del suo impatto sulla mobilità.  


Il tema economico è stato sollevato anche da Legambiente Lombardia, che in precedenti osservazioni sulla mobilità di San Siro ha sottolineato come circa 70 milioni per il rifacimento del tunnel equivalgano, in termini di ordine di grandezza, al costo di circa cento autobus elettrici da dodici metri. Per Legambiente, la trasformazione dell’area dovrebbe puntare su soluzioni più innovative e realmente orientate all’interesse pubblico.  


𝐈𝐋 𝐏𝐀𝐑𝐄𝐑𝐄 𝐅𝐀𝐕𝐎𝐑𝐄𝐕𝐎𝐋𝐄, 𝐌𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈


Il punto più delicato è questo: pur segnalando criticità rilevanti, le Direzioni comunali hanno dato un parere favorevole condizionato. Il Giorno ricostruisce che nel verbale della Conferenza dei Servizi preliminare viene chiesto di integrare la documentazione con uno studio del traffico approfondito, dati numerici, analisi quantitative, valutazioni sui flussi di traffico, sistema della sosta, mobilità pedonale e impatto sui servizi.  


Nel parere si parla anche di insufficienza degli spazi pedonali e della necessità di produrre analisi più dettagliate sui flussi delle persone a piedi. Questo passaggio è importante per Zona San Siro, perché nei giorni di partita e concerto il problema non riguarda solo le auto: riguarda migliaia di persone che arrivano, attraversano, aspettano, escono dalla metropolitana, cercano varchi e si muovono tra piazzale Axum, via Patroclo, via Tesio, via Harar e Lotto.  


A rendere più complesso il quadro c’è anche il tema giuridico: i tecnici chiedono di verificare la classificazione della nuova strada sotterranea e la sua coerenza con la normativa vigente. In altre parole, bisogna capire che natura avrà una strada realizzata dai privati, a scomputo oneri, funzionale a uno stadio privato ma con ricadute evidenti sulla viabilità pubblica.  


𝐀𝐑𝐏𝐀 𝐄 𝐀𝐓𝐒 𝐏𝐑𝐄𝐍𝐃𝐎𝐍𝐎 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎


Non tutti gli enti hanno espresso una posizione pienamente favorevole. Secondo Il Giorno, ARPA si è limitata a una presa d’atto, mentre ATS Milano si è riservata di esprimersi quando sarà disponibile materiale più completo. Questo rende ancora più evidente il carattere aperto della partita: il progetto non è ancora una strada spianata, ma un percorso tecnico e amministrativo pieno di passaggi da chiarire.  


Nel frattempo, l’iter complessivo del nuovo stadio è già avviato. Palazzo Marino ha spiegato che la riqualificazione della GFU San Siro procederà in due stralci funzionali: il primo con spostamento del tunnel Patroclo, nuovo stadio e demolizione parziale del Meazza; il secondo con rifunzionalizzazione della parte conservata dello stadio, sviluppo delle funzioni private e realizzazione di aree verdi, di cui 80mila metri quadrati da cedere al Comune. L’obiettivo indicato è arrivare all’avvio dei lavori nel secondo semestre del 2027.  


𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐑𝐎𝐆𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄


Il caso del tunnel Patroclo è arrivato anche in Consiglio comunale. Il consigliere del Gruppo Misto Enrico Fedrighini ha depositato un’interrogazione per chiedere se il parere favorevole condizionato sia compatibile con le lacune istruttorie segnalate nello stesso parere tecnico.  


Fedrighini ha sollevato una domanda politica molto netta: quale sarebbe l’interesse pubblico del Comune nel sostenere un progetto che sposta un tunnel oggi funzionante, con un costo indicato tra 70 e 80 milioni, senza che emerga con chiarezza un vantaggio per la città? Nel confronto, il consigliere ha ricordato anche il precedente di CityLife, dove lo scomputo oneri contribuì con 15 milioni alla realizzazione delle fermate della M5.  


𝐋𝐀 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐀 𝐃𝐈 𝐒𝐀𝐍 𝐒𝐈𝐑𝐎: 𝐀 𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐃𝐀𝐕𝐕𝐄𝐑𝐎?


Per Zona San Siro, la domanda vera è una sola: questo nuovo tunnel servirà davvero al quartiere o soprattutto al nuovo sistema commerciale, ricettivo e privato costruito attorno allo stadio?


Chi vive qui conosce bene il peso della mobilità. Nei giorni di evento, l’area cambia volto: strade chiuse, metropolitana piena, pedoni ovunque, parcheggi cercati fino all’ultimo metro, taxi, bus, motorini, residenti costretti a cambiare abitudini. Se a questi flussi si aggiungeranno funzioni attive tutti i giorni, non solo durante partite e concerti, il nodo viabilistico rischia di diventare ancora più delicato.


Il tunnel Patroclo non è una questione tecnica per addetti ai lavori. È una porta d’ingresso e attraversamento del quartiere. Cambiarne funzione significa cambiare il modo in cui San Siro respira.


𝐍𝐎𝐍 𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀 𝐔𝐍 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐃𝐈𝐎, 𝐒𝐄 𝐈𝐋 𝐐𝐔𝐀𝐑𝐓𝐈𝐄𝐑𝐄 𝐒𝐈 𝐁𝐋𝐎𝐂𝐂𝐀


Il nuovo stadio viene raccontato come occasione di modernizzazione, investimento, servizi e rilancio urbano. Ma ogni grande progetto si misura nei suoi dettagli: accessi, parcheggi, percorsi pedonali, trasporto pubblico, sicurezza, cantieri, tempi e qualità della vita dei residenti.


Se il tunnel Patroclo diventa il punto in cui si sommano traffico di attraversamento, accessi ai parcheggi, flussi verso il nuovo stadio e funzioni commerciali, il rischio è che l’opera nata per risolvere diventi parte del problema.


Il quartiere non può essere trattato come un retrobottega logistico del nuovo impianto. San Siro è una comunità viva, non solo un’area di servizio per tifosi, clienti e visitatori.


𝐈𝐋 𝐍𝐎𝐃𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐄𝐒𝐒𝐄 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐎


Il punto politico resta l’interesse pubblico. Uno stadio nuovo può essere interesse privato dei club e, in parte, interesse pubblico della città. Ma ogni opera collegata deve dimostrare di migliorare davvero la vita urbana, non solo di rendere più funzionale il progetto immobiliare complessivo.


Per questo servono analisi trasportistiche solide, dati chiari, simulazioni realistiche nei giorni di evento e nei giorni ordinari, studio dei flussi pedonali, verifica dell’impatto sui residenti e confronto pubblico con il quartiere.


A San Siro non bastano render, slogan e promesse. Servono numeri. E soprattutto serve una domanda semplice: dopo questi lavori, il quartiere starà meglio o peggio?


𝐔𝐍 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐃𝐀 𝐒𝐄𝐆𝐔𝐈𝐑𝐄 𝐃𝐀 𝐕𝐈𝐂𝐈𝐍𝐎


Il caso del tunnel Patroclo mostra ancora una volta quanto il futuro di San Siro sia complesso. Non si tratta solo di scegliere tra vecchio e nuovo stadio. Si tratta di decidere che forma avrà un pezzo intero di Milano.


Il parere favorevole condizionato non chiude la discussione. Al contrario, la apre. Perché se gli stessi uffici tecnici segnalano il rischio di paralisi della viabilità, allora il quartiere ha diritto a risposte prima che l’opera diventi irreversibile.


San Siro aspetta chiarezza.

Non dopo i cantieri.

Non quando la rotatoria sarà già disegnata.

Adesso.


———


📌 𝐈𝐋 𝐏𝐔𝐍𝐓𝐎

📍 Nodo: tunnel di via Patroclo, area San Siro

🏟️ Progetto collegato al nuovo stadio di Milan e Inter

🚧 Il primo stralcio funzionale prevede spostamento del tunnel, costruzione del nuovo stadio e demolizione parziale del Meazza

💶 Opera indicata da Il Giorno in 70-80 milioni di euro

⚠️ Criticità segnalate dai tecnici comunali: rischio di paralisi viabilistica, analisi trasportistiche insufficienti, dubbi giuridici sulla nuova strada sotterranea

🚗 Il nuovo tunnel convoglierebbe sia traffico di attraversamento sia flussi diretti a stadio, parcheggi e funzioni commerciali

🚶 Segnalata anche insufficienza degli spazi pedonali

🏛️ Parere comunale favorevole, ma condizionato

📋 Interrogazione in Consiglio comunale del consigliere Enrico Fedrighini

📍 Tema centrale per residenti, mobilità e futuro di Zona San Siro 

#SanSiro #NuovoStadio #TunnelPatroclo #Milano #ZonaSanSiro

📰 𝐅𝐨𝐧𝐭𝐢: Il Giorno, Comune di Milano, Fanpage, Calcio e Finanza, Legambiente Lombardia.

Rifo si urbanistica e extra costi santa Giulia

 L’indagine della Corte dei Conti sugli extracosti dell’Arena Santa Giulia chiarisce un punto politico che non può più essere eluso: il modello con cui sono state gestite le Olimpiadi ha prodotto uno spostamento sistematico di risorse pubbliche a copertura di operazioni private.

I fatti sono chiari.

Un’opera che doveva essere realizzata senza fondi pubblici finisce sotto istruttoria per oltre 130 milioni di euro di extracosti coperti dallo Stato, con verifiche in corso su un possibile danno erariale e acquisizioni di documenti negli uffici del Comune di Milano. 


Non siamo davanti a una deviazione, ma a un meccanismo:

i costi reali emergono dopo

i piani economici vengono riscritti in corsa

il pubblico interviene per garantire la chiusura dell’opera

Il controllo arriva dopo, mentre le decisioni che impegnano risorse pubbliche vengono prese prima, senza un reale confronto pubblico.

Questo schema ha accompagnato non solo l’Arena, ma più in generale l’intero ciclo delle opere olimpiche, dove la compressione dei tempi e le procedure straordinarie hanno ridotto trasparenza e capacità di controllo.

Per questo non basta attendere gli esiti dell’istruttoria.

Le Olimpiadi sono già state fatte.

Quello che resta è un modello che, se non viene fermato, continuerà a produrre gli stessi effetti.

È su questo che si misura la responsabilità politica oggi: chiudere questa stagione, oppure accettarla come normalità.



Richiesta urgente di sospensione lavori – Piazza d'Armi Milano mail a raffica

 Dal web

Inviano tutti una mail ai 

destinatari:

Testo 

Oggetto: Richiesta urgente di sospensione lavori – Piazza d'Armi Milano


Inviano tutti una mail ai 

destinatari:

sindaco@comune.milano.it; assessore.grandi@comune.milano.it; angelo.pascale@comune.milano.it; vicesindaco.scavuzzo@comune.milano.it; garantiverde@comune.milano.it; PresidenteFossati.Municipio7@comune.milano.it; stefano.scalera@masaf.gov.it; segreteria@invimit.it; sabap-mi@cultura.gov.it; noemicdo@carabinieri.it


La presente per segnalare e denunciare quanto sta avvenendo presso la Piazza d’Armi di Milano, dove è attualmente in corso un intervento cantieristico commissionato da Invimit SGR S.p.A. ed eseguito dalla società Gimac Srl, finalizzato alla bonifica da ordigni bellici.

Tale intervento, per le modalità con cui viene realizzato, sta determinando una grave e irreversibile compromissione dell’area: si assiste infatti alla distruzione della flora esistente (comprendente anche essenze protette), del sottobosco – fondamentale habitat per la fauna – nonché di specie avicole a rischio, tra cui l’averla piccola. Risulta inoltre fortemente danneggiato lo strato di humus del suolo e, più in generale, l’intero ecosistema del bosco planiziale, che si estende per circa 32 ettari.

Si evidenzia che l’area in oggetto è sottoposta a vincolo diretto ai sensi del D.Lgs. 42/2004, con provvedimento dell’8 ottobre 2019. Alla luce di ciò, le attività in corso appaiono incompatibili con le esigenze di tutela previste dalla normativa vigente.

Con la presente si chiede pertanto, con la massima urgenza, la SOSPENSIONE IMMEDIATA dei lavori e l’attivazione delle opportune verifiche da parte delle autorità competenti.

In attesa di un riscontro tempestivo, si inviano  distinti saluti.

Firmate come volete ma fatelo



lunedì 4 maggio 2026

Il greenwashing di AVS per i palazzinari.MILANO, CASA (IM)POSSIBILE: PARLIAMONE INSIEME

 MILANO, CASA (IM)POSSIBILE: PARLIAMONE INSIEME

Questo il titolo dell'iniziativa di avs Milano, e il timore di un evento greenwashing a favore dei palazzinari e del cemento si è concretizzato nella difesa delle speculazioni e "perché il capitalismo potrebbe essere più buono". 

Dopotutto, se sinistra italiana, sono compagni che sbagliano, un po' troppo, i dipendenti della Grandi Elena, frutto del suo piano kalergi di sostituzione dei Verdi ha creato figure veramente improponibili, basti pensare a quando gli stati uniti hanno rapito il presidente Maduro, assassinando 100 persone, il post di una "istituzionale" che sembrava come un Calenda qualsiasi per dirla alla Crozza. La battuta del compagno di sinistra italiana di risposta, scandalizzato ovviamente è stata "nemmeno saprà dov'è il Venezuela". 

Interessante analizzare i social network degli istituzionali di sala emh, della Grandi, nessuna pubblicazione in merito alle inchieste sull'urbanistica. Strano, no? 

video quimilano



Non si è parlato di mobilità e trasporto pubblico legati alla domanda offerte di case 

Non si è parlato di città metropolitana.

Non si è parlato di Milano paradiso dei palazzinari, dei grattacieli nei parcheggi. 

Però si è scoperto il neonazismoorange , casa si, ma devi fare volontariato. 

Spunti interessanti ed è sempre meglio parlarne di più e non di meno.

Nonostante la location simpatica e piacevole, nemmeno gli stessi stipendiati verdi e sono tanti, circa una trentina tra 20 istituzionali e dipendenti. I finti giovani verdi, come un lavoro, da soli, nemmeno conoscenti da tirare in mezzo. 

Ugs invece è presente, anche se la partecipazione e l'uscita dignitosa è stata frutto del circolo arci e dei suoi attivisti. 

P.s. quand'è che siamo passati da militanti ad attivisti? 

Qui il testo 

Video dirette quiMilano 

Nota, nessun giornalista presente se non quello embedded dell'assessora che nonostante la dimensione Milanocentrica si dimentica di scrivere dei 70.000 euro di via fiamma , del commissariamento dei verdi, strano, né? 


Abitare a Milano oggi è sempre più difficile, soprattutto per i giovani. Per questo Giovani Europeisti Verdi, Unione Giovani di Sinistra e Alleanza Verdi Sinistra promuovono “Casa (Im)possibile”, un momento di confronto aperto tra cittadine e cittadini.

 Domenica 3 maggio, ai Giardini Lea Garofalo (via Montello 3), dalle 16:30 alle 22:30, un pomeriggio e una serata tra dibattiti, incontri, mostra fotografica e musica dal vivo per riflettere insieme sul diritto alla casa.

Si parte alle 16:30 con “Urbanistica ed ecologismo”, con interventi di Elena Comelli, Sofia Pasotto e Silvia Bartellini.

Alle 17:30 spazio a “Impatto sociale delle politiche abitative” con Michele Capolongo, Angelo Avelli e Gianfranco Candida.

Dalle 18:30 il focus sarà su “Case vuote, città piena. Ripensare l’abitare a Milano”, con Eleonora Lombardi, Onorio Rosati e Francesca Cucchiara.


Ogni giorno che passa si vede chiaramente perché avevano fatto la guerra a Monguzzi e ai verdi di sinistra.  Nemmeno la decenza di un ricordo. Dopotutto non hanno messo nemmeno le bandiere.







Ricordiamo invece sinistra italiana, senza filosofie su case o altro, piuttosto vincolata da persone giuste e brave ma nel posto sbagliato. Es. Per la verifica dei Pgt o per attività legali, dove la volontà politica è l'opposta a quella dell'ente.  E come non ricordare l'uscita con Bardelli.

Nota. Solo un relatore ha citato il periodo di sgomberi, ma non ho sentito il nome di 

CASA LOCA, una grande esperienza di studentato popolare.




Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato, per caso in via Gluck.. 



domenica 3 maggio 2026

Ospedale San Raffaele: le dimissioni di Paolo Rotelli nella giornata della Festa dei lavoratori

 Ospedale San Raffaele: le dimissioni di Paolo Rotelli nella giornata della Festa dei lavoratori

Dai social della confederazione unitaria di base 

Mentre CUB sanità italiana, nel corteo della Mayday, denunciava l'affronto del vicepresidente del Gruppo San Donato, Paolo Rotelli, che nuotava tra le banconote, nel suo video diventato virale tra i lavoratori e le lavoratrici indignati dell'Ospedale San Raffaele, lo stesso annunciava le sue dimissioni.

Lunedì 27, gli RLS e i delegati sindacali di CUB sanità italiana e USI sanità avevano portato la protesta nella riunione annuale sulla sicurezza, mostrando cartelli che spiegavano che la situazione dell'Ospedale non è sostanzialmente cambiata rispetto a quanto denunciato lo scorso dicembre: continuano le dimissioni di personale perché l'accordo economico non è soddisfacente per quasi la metà dei lavoratori e le condizioni di lavoro rimangono critiche. 

La gestione in appalto di molti servizi e reparti non garantisce continuità delle cure e la stessa qualità e sicurezza che possono garantire i professionisti assunti direttamente dall'Ospedale. La ricerca viene mortificata.

I risultati economici di cui si vanta Paolo Rotelli sono stati fatti a spese di lavoratori e pazienti.

Non sappiamo quale sarà la "buonuscita" del vicepresidente, ma vorremmo che i profitti fatti con i rimborsi regionali e ministeriali, quindi derivanti dalle tasse dei cittadini, o i proventi del 5 per mille, che dovrebbero servire a finanziare la ricerca sanitaria, fossero interamente investiti per garantire stipendi pari a quelli della sanità pubblica e cure di qualità per tutte e tutti i pazienti.

La grande espansione all'estero del gruppo San Donato, anche in affari che non riguardano la sanità, e la contrazione degli stipendi dei lavoratori, fanno pensare che il passaggio di testimone da Paolo Rotelli a suo fratello Marco e a Kamel Ghribi non migliorerà la situazione.

L'attuale dirigenza e, in particolare, chi gestisce le relazioni sindacali, rimane sorda rispetto a quanto diciamo da mesi: la fuga di personale si ferma solo aumentando i salari e migliorando le condizioni di lavoro; dare in appalto l'assistenza è un azzardo. Chi non riesce a fermare l'emorragia di professionisti deve farsi da parte.

La sanità va sottratta a chi ne fa esclusivamente una questione finanziaria e va riportata sotto il totale controllo pubblico. Regione Lombardia e il Governo stanno permettendo il drenaggio di risorse pubbliche per finanziare case discografiche in Francia e cogenerazione in Libia!

Gli Ospedali del Gruppo San Donato devono essere acquisiti e gestiti dal pubblico per restituire dignità a pazienti e lavoratori!



sabato 2 maggio 2026

MAYDAY 2026 contro il modello Milano

 Milano primo maggio 

Il primo maggio, conclusione della Pasqua dei lavoratori e sfruttati, la settimana che va dal 25 aprile al primo maggio. Mentre la versione sussunta e normalizzata fa la sfilata del mattino, e almeno ci provano a dire qualcosa, anche se nei fatti, questa gravosa situazione è certo responsabilità dei confederali. Il pomeriggio torna la rivendicazione a una vita degna e libera dal ricatto del lavoro salariato, in particolare si concentra sulle politiche antipopolari da casa e trasporti e a quelle repressive. 

In una intervista a un sito bolognese ho colto occasione per ricordare Carlo Monguzzi.

Video quiMilano 

Nota stampa cub 

Milano viene dipinta come la “metropoli inclusiva e delle opportunità per tutti”. Da anni denunciamo come il successo di questo “modello” sia in realtà solo di facciata, perché quella che viviamo tutti i giorni è una città in cui le disuguaglianze aumentano, i servizi vengono privatizzati, il lavoro è precario, gli affitti sono insostenibili, l’aria è pessima.

Gentrificazione dei quartieri e attacco al diritto all’abitare.  Da una parte c’è la città dentro i bastioni: turistificata, cara e del lusso, capitale mondiale dei milionari, con i suoi hotel di lusso e ristoranti stellati, in cui svettano i grattaceli delle banche e corporations; dall’altra la periferia, con la strutturale carenza di edilizia popolare e gli sfratti coercitivi di chi non arriva a fine mese. Il rinnovamento dei quartieri, pur coinvolgendo archistar internazionali, ha avuto come effetto il peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. A Milano ci sono ancora 15 mila case popolari vuote, molte in attesa di ristrutturazione, mentre i prezzi degli affitti crescono ogni giorno in maniera esponenziale. Le famiglie di lavoratori, i pensionati e gli studenti non possono più permettersi i costi della città.


Privatizzazione dei servizi pubblici. Milano è la “città delle opportunità”, ma solo per chi se lo può permettere.           


Il privato dilaga in ogni settore: crescono grandi ospedali e cliniche private a discapito del sistema sanitario pubblico sottofinanziato e ormai allo sfacelo; ricche università e istituti scolastici privati si accaparrano fondi pubblici quando la scuola pubblica da decenni subisce tagli; il trasporto pubblico urbano è oggetto di interessi privati che oltremodo contribuiscono a collocarci tra le città più inquinate d’Europa.

Precarizzazione strutturale del lavoro. Dalla città della grande industria e delle lotte operaie, Milano è diventata una Disneyland neo-liberale dei servizi che nasconde marginalità, esclusione sociale e isolamento. La chiusura degli insediamenti industriali ha dato spazio ad attività a basso valore aggiunto (commercio, ristorazione, turismo, pulizie, sicurezza), con lavori dequalificati e paghe povere, dove si ricorre sempre di più al sistema degli appalti e dei sub-appalti per abbassare sensibilmente il costo del lavoro, a discapito anche della sicurezza.

RIPARTIRE DAGLI INTERESSI DEI LAVORATORI E DELLE CLASSI POPOLARI E’ NECESSARIO PER INVERTIRE QUESTA TENDENZA! 

#mayday #primomaggio #milano #cubmilano #cub

Un esempio, da garage a hotel e volumetrie "gonfiate"















giovedì 30 aprile 2026

Sacerdoti surroga Carlo Monguzzi in consiglio comunale 30.4.2026

 Milano 30.4.2026

Video consiglio comunale 

Intervento di Michele Sacerdoti 

https://www.youtube.com/live/UXMYz3LuUqE?is=qfmFUqfkyxyS_oEj 


Riportiamo una breve intervista a Carlo Monguzzi del 18 gennaio 2024 quando hanno provato a cancellare i verdi e a farlo "green whasing"



Milano a sostegno della Global floottlia 30.4.2026

 Milano. Poche ore dopo l'attacco alla floottlia diretta a Gaza con farmaci e beni di prima necessità, la Milano solidale si dà appuntamento in un presidio sotto la prefettura per chiedere un intervento del governo italiano e per chiedere l'interruzione di tutti i rapporti commerciali con Israele. La grande partecipazione al presidio è sfociata in corteo fino a piazzale Loreto.
























Urbanistica: sequestrato cantiere via Zecca Vecchia, hotel su scavi archeologici Milano, 30 apr.

 Urbanistica: sequestrato un altro cantiere,

in via Zecca Vecchia, Milano. Un hotel su scavi archeologici

Urbanistica: sequestrato cantiere via Zecca Vecchia, hotel su scavi archeologici Milano, 30 apr. (LaPresse) - 

La guardia di finanza di Milano ha sequestrato oggi il cantiere di un hotel in costruzione da 199 stanze in via Zecca Vecchia, nel pieno centro storico di Milano, nell'ambito delle inchieste sull'urbanistica e l'edilizia. I militari delle fiamme gialle hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip Mattia Fiorentini. Secondo le ipotesi della pm Marina Petruzzella e l'aggiunto Paolo Ielo, l'edificio di 5 piani per cui i lavori sono in corso e che dovrebbe sostituire un ex garage si sarebbe avvalso di tutta una serie di "atti falsi" per permettere l'edificazione di un lotto che insiste su un "importante sito del demanio archeologico", il "foro della città antica romana, all'incrocio tra il cardo e il decumano". Sono 39 gli indagati dalla Procura per le ipotesi di reato di lottizzazione abusiva e falso in concorso. 

CRO LOM flo/gib 301936 APR 26

(foto Urbanfile)

Dal fb di g.b. 

Urbanistica Milano, gup conferma cittadini parti civili al posto del Comune Respinta richiesta dell'amministrazione comunale sul caso di piazza Aspromonte

 Da ansa. 

Urbanistica Milano, gup conferma cittadini parti civili al posto del Comune

Respinta richiesta dell'amministrazione comunale sul caso di piazza Aspromonte

 - MILANO, 30 APR - La gup di Milano Maria Beatrice Parati ha confermato che 24 cittadini milanesi rimangono parti civili, dopo che con una "azione popolare" hanno chiesto di costituirsi "in sostituzione" dell'amministrazione comunale (persona offesa in questi procedimenti ma mai parte civile), nell'udienza preliminare a carico di 26 imputati, per accuse che vanno dalla lottizzazione abusiva all'abuso edilizio, fino al falso e alla corruzione, in una delle tranche della maxi inchiesta sulla gestione urbanistica della metropoli.

    Si tratta del primo filone di indagini di questo genere, aperte più di tre anni fa dalla pm Marina Petruzzella, sul caso di un edificio di tre piani e una villetta abbattuti per far posto ad un palazzo di sette piani, il cosiddetto "Hidden garden", in zona piazza Aspromonte, per l'accusa realizzato "in un cortile".
 L'avvocatura comunale nell'udienza di oggi, sulla base di una delibera di Palazzo Marino, aveva chiesto che il Comune potesse subentrare "agli elettori che hanno proposto l'azione popolare" ma "senza aderire alla costituzione di parte civile intrapresa",
 ma solo come parte offesa, 
e "riservandosi di esercitare una autonoma azione civile" semmai "all'esito dello stesso processo penale, vengano accertate responsabilità degli imputati".



Le intuizioni di Carlo Monguzzi, il suo sostegno ai cittadini, la sua passione per la verità, pare che riecheggino..
, non facciamola lunga, abbiamo tutti cercato un suo post su fb per sapere cosa sta succedendo a Milano, e nel particolare per grattacielopoli. 
Un grande grazie ai cittadini.
 Dopo il condono salvamilano, votato dal consiglio e poi ritirato, e le inchieste in corso, pareva quanto meno inopportuna questa azione della giunta Sala.
In questo il silenzio dell'assessore Grandi, dei consiglieri Gorini e Cucchiara, e dei Verdi vicini al sindaco, è a dir poco assordante e ridondante.
I verdi di Milano sostengono l'operato sei cittadini e si uniscono alla richiesta di una assemblea lombarda di tutti i verdi della regione.





mercoledì 29 aprile 2026

Fotovoltaico a terra, ranteghetta. Aggiornamenti al 29.4.2026

 Dai social del gruppo consiliare di centrosinistra di Santo Stefano Ticino 

In mancanza di comunicazioni ufficiali sia dal Ministero dell’Ambiente (MASE) sia dal Comune, continuiamo a monitorare la vicenda nel sito ministeriale, nel quale si capisce che il progetto non sarebbe più in fase di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ma, sembra, senza passaggi intermedi – e questo non ci è chiarissimo – sia stato assoggettato a VIA. Noi Consiglieri di Uniti per Santo Stefano Ticino abbiamo scritto al ministero chiedendo chiarimenti ma, al momento, non abbiamo riscontri.

Il progetto che ora figura nella sezione VIA è lo stesso del 2025, che è stato solo spostato da una procedura all’altra.

I dettagli qui:

https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/11630/17617?fbclid=IwY2xjawRerf1leHRuA2FlbQIxMABicmlkETB0UWt0RVVqdTlpUWVoZVhlc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHlcCfyym0sJb3bzwCREc00gRtwqjwP1l7ezkX6s8ipFUd13RYmBbC_5JOvkQ_aem_kmpwb-fI2mqBl7lnuz6b7A

Vediamo luci e ombre, perché il progetto sembrerebbe finalmente assoggettato a VIA, quindi una procedura più rigorosa, che non lo manda direttamente verso un’autorizzazione semplificata e che dovrà coinvolgere di nuovo i Comuni e i cittadini. La documentazione, però, è la stessa, quindi sta andando avanti nelle proporzioni mostruose che già conoscevamo e questi lunghi silenzi, nonché la mancanza di chiarezza sulle date dei prossimi passaggi (quando sarà aperta la consultazione pubblica?) ci preoccupano molto.

Continueremo a vigilare, a farci sentire e, non appena avremo risposte dal MASE o qualsiasi altra informazione, la renderemo pubblica.

Il 3 Maggio tutti ai giardini lea Garofalo a cacciare i fascisti

 Una provocazione dei nemici del popolo, quelli che hanno pugnalato Monguzzi alle spalle per fare i lustrascarpe di mr expo. 

Non se ne salva uno. Tutti utili solo ai padroni e alla p5. 


Comelli. Già dipende orbita Sea,  quindi Morazzoni p5

Sofia pasotto. Mi sta simpatica ma politicamente è assistente della senatrice Floridia, e per capire il livello di distopia, vediamo i post suoi, e non della senatrice. Questa cosa, si verifica anche a Bruxelles con alcuni collaboratori e senza sfera di cristallo, è la storia dell'eurodeputata corrado. 

Persone valide, decontestualizzate e usate come washing 



Avelli, praticamente è un caporale per i rider e probabilmente lavorerà per qualche impresa edile che vuole ristrutturare in viale porpora.
Ma oggettivamente, chi è? 
Ma chi sono questa gente?
La nuova polizia?


E qua l'onplain di parassiti 
Da cucchiara a rosati 
Quando la politica è inutile o peggio, sempre contro il popolo.
Cucchiara cosa fa a Milano da Roma? 


Quanto soldi buttano questi stronzi (nel senso letterale, li vedi w pensi, che merdacce!) che mi devono pagare gli stipendi e affitti dal 2003?

Chissà se hanno chiesto l'autorizzazione per il plateatico e la SIAE per il gruppo? 


Qua una iniziativa della stessa risma, non volevano che registrassi. Le merde. 
Dopo 3 giorni hanno arrestato Oggioni e Bardelli si è dimesso. 
Ma guardate voi questi servi sciocchi