domenica 10 maggio 2026

Salviamo la piscina Scarioni. Milano 9.5.2026 flash mob artistico

 Milano. Sabato pomeriggio, sotto un sole cocente, ci vorrebbe proprio una piscina, e saperla chiusa dal 2019, vedendo le foto del 1983 con gli spalti gremiti e le vasche con gli atleti. 

Un altro capitolo della Milano "paradiso dei palazzinari" e della gentrification.

Sono intervenuti vari comitati cittadini e i consiglieri comunali Fedrighini e Giungi. 

Nota, in fronte alla piscina, il piazzale famoso per gli allagamenti e un mercato coperto chiuso da un paio d'anni. 

Video quiMilano 


Intervento di Gilberto Rossi 



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Coro Divertimento Vocale in piazza Mercanti, chiusura civil week 2026

 Video quiMilano 


Foto di Gilberto Rossi 
















Milano, il presidio per Atm: "No a tagli sui mezzi, salari inadeguati e privatizzazione

 "Milano, il presidio per Atm: "No a tagli sui mezzi, salari inadeguati e privatizzazione"

Video quiMilano

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, testo Alanews da fb, foto Gilberto Rossi 


Nel corso della manifestazione è stato confermato lo sciopero del prossimo 15 maggio

Cronaca (Milano). "Ultima chiamata per Atm": suona come un ultimatum lo slogan scelto dai manifestanti che si sono radunati questo pomeriggio in largo Cairoli, a pochi passi dal quartier generale dell'azienda. Un presidio cui hanno partecipato diverse decine di persone tra lavoratori, sindacalisti e comitati di quartiere: al centro della protesta non soltanto il progressivo deterioramento del servizio di superficie, sacrificato sull'altare dei bilanci e dell'apertura della nuova M4, ma anche il futuro stesso della società che gestisce il trasporto pubblico milanese. Il quadro descritto dagli organizzatori è impietoso: lunghe attese, mezzi di superficie che saltano le corse, scale mobili e ascensori spesso fuori uso nelle metropolitane, chiusura degli Atm Point, aggressioni e altri episodi di microcriminalità, carenza di personale, turni pesanti, salari inadeguati al costo della vita in città. "La giunta Sala sta puntando molto sulla mobilità dolce", sottolinea Adriana Berra, creatrice del gruppo Facebook AspettaMi e promotrice della manifestazione. "Non si può pensare che in una città come Milano i cittadini possano saltare tutti su una bicicletta e fare decine di chilometri. La mobilità dolce per ora è una mobilità di nicchia, una mobilità elitaria". Dure critiche anche da parte dei dipendenti dell'azienda: "Atm produce utili, ma sulle spalle dei cittadini e dei lavoratori", protesta Luigi Battipaglia, membro di Al-Cobas e conducente dal 1993. "Sulle spalle dei cittadini perché ha tagliato il servizio del 30%, sulle spalle dei lavoratori perché c'è un grosso problema di salario che Atm non vuole per nulla affrontare, tant'è che acquisisce lavoratori da altre nazioni". A tutto questo si aggiungono i timori per una possibile privatizzazione, dopo l'annuncio della partecipazione dell'azienda a una cordata con Webuild e Hitachi per la futura gara sul trasporto pubblico milanese. La mobilitazione è stata organizzata da un fronte compatto composto dal gruppo Facebook AspettaMI - Milanesi in attesa dei bus   dai comitati,  La 73 non si tocca , Comitato Basmetto , Lambrate-Rubattino Riparte , Gruppo MPL Louisiana Cannas  , Comitato Baiamonti Verde Comune, oltre ai sindacati di base Al-Cobas Atm Milano e Stas. Nel corso della manifestazione è stato inoltre confermato un nuovo sciopero dei lavoratori di Atm, proclamato per venerdì 15 maggio. È il quindicesimo dal 2022. 

(Thomas Fox/alanews)"






Milano. Brambilla presenta la nuova legge per i diritti degli animali

 "Qua è quando Feltri dice di sparare ai cacciatori e che li vorrebbe tutti morti, prima di lasciare la sala perché deve andare dai due gatti a cui vuole più bene che ai figli e svelare che ha regalato un asino, che volevano cucinare alla festa di Vigevano, alla Brambilla. 

Mayer ricorda i passaggi legislativi per la tutela degli animali. 

Mario Furlan dei city Angels racconta quando vandalizzava i capanni dei cacciatori (massima stima!!)

E altre associazioni animaliste"

Video quiMilano 



Diritti degli animali a palazzo Reale, il pensiero va all'intervento di Carlo Monguzzi in difesa della carta Costituzionale a una bella iniziativa di Giustizia e libertà con Daniela Padoan e tanti altri.

Un pensiero che volge inevitabilmente a una delle tante vittorie e lotte di Carlo Monguzzi in regione Lombardia per la difesa degli animali, ultima, Carlo era già in ospedale, la vittoria per fermare lo spiedo tradizionale bresciano, ovvero la scusa dei cacciatori per cacciare i piccoli volatili con un pronunciamento del TAR. 

Monguzzi, oltre che aver fondato MONDO GATTO e Legambiente e i Verdi, ha sempre sostenuto e dato voce nelle istituzioni e nelle piazze alla lega anti vivisezione e alle associazioni e cittadini contro la caccia. 

Ieri, c'erano tantissimi amici e "discepoli" di Carlo Monguzzi, bello pensare che la sua opera prosegua su altre gambe e contamini anche altre realtà politiche. 

Il gruppo dei verdi in consiglio regionale non ha mai fatto sconti a nessuno, anche per questo onde evitare frizioni si è declinato un momento, ma è come se Carlo fosse lì, in fondo alla sala, a osservare e consigliare.











sabato 9 maggio 2026

Data center. Presidio martedì 12 e giovedì 14 a Paderno Dugnano

Presidio martedì 12 davanti al pirellone in occasione della discussione della legge.

Appello e adesione di rifondazione 

DATA CENTER, UN PROBLEMA DA AFFRONTARE.

La federazione milanese del PRC aderisce e partecipa al presidio del 12 maggio di fronte al consiglio regionale. 

La giunta di destra voterà, proprio martedì 12, una legge regionale sui data center, legge che non risolve nessuno dei problemi che queste infrastrutture creano nei territori. 

In nome della tutela degli interessi privati, questa legge non fornisce sufficienti garanzie di compatibilità ambientale, di tutela della salute e del benessere dei cittadini. E nessuno strumento di pianificazione intelligente viene messo in campo per contrastare l'effetto cumulativo di più data center nella stessa zona. 

Siamo contrari ad un modello di sviluppo che non sia ispirato dall'interesse pubblico: vogliamo trasparenza, diritto alla salute, al benessere, e soprattutto vogliamo che la rivoluzione digitale avvenga a beneficio dei più, non di poche multinazionali padrone di tutti i dati che riguardano la nostra vita e che la condizionano. 

Ci vediamo martedì 12 maggio alle ore 9.30 in piazza duca d'Aosta a Milano!

 Il Consiglio Regionale della Lombardia si appresta ad approvare martedì prossimo una pessima legge sui DATA CENTER.



Sul tema, che merita grande attenzione, vi invitiamo a partecipare ad una serata di approfondimento promossa da “Europa Verde - Verdi Paderno Dugnano” e dalla lista civica “Sinistra per Paderno Dugnano” insieme al Gruppo Consiliare Regionale di AVS - Alleanza Verdi Sinistra.

Offriranno un contributo tecnico alla riflessione gli architetti Alice Franchina e Eugenio Morello del Politecnico di Milano - Dipartimento di Architettura Studi Urbani, intervenendo sul tema “Impatto territoriale dei Data Center nell’area metropolitana milanese”.

Giovedì 14 Maggio ore 21

presso Auditorium Tilane

Piazza Divina Commedia 2

Paderno Dugnano


Le RUSPE DISTRUGGONO UN RIFUGIO FAUNISTICO ALLA PIAZZA D’ARMI

 COMUNICATO STAMPA 

Milano, 09/05/2026 

MILANO: OGGI LA GRANDE MANIFESTAZIONE IN DIFESA DEGLI ANIMALI: MA INTANTO LE RUSPE DISTRUGGONO UN RIFUGIO FAUNISTICO ALLA PIAZZA D’ARMI


Mentre oggi a Milano, alle ore 15.00, con partenza da Piazza San Babila, si svolge una grande manifestazione animalista dal titolo:  

“FINALMENTE. GLI ANIMALI HANNO I LORO DIRITTI! DIFENDIAMOLI CON LA LEGGE."

alla quale hanno aderito quasi tutte le principali sigle animaliste, si sta

consumando un grave attacco alla fauna selvatica: la distruzione di un’oasi

verde in Piazza D’Armi, habitat preziosissimo per decine di specie animali. 

In quest’area straordinaria –

fatta di frutteti, alberi di oltre 80 anni, orti e un bosco spontaneo –

trovavano rifugio e nutrimento oltre 50 specie di uccelli e mammiferi. Un vero

e proprio “santuario urbano” per la fauna selvatica, trasformato in pochissime

ore in un deserto di terra brulla: le ruspe sono entrate lunedì all’interno del

recinto della Piazza D’Armi e hanno estirpato ogni elemento di naturalità,

cancellando nidi, tane, siti di alimentazione e di sosta per gli animali. 

In un Paese in cui, secondo i

dati LIPU, si è già perso il 33% degli uccelli selvatici che vivono e si

riproducono negli ambienti agricoli (uno su tre) e dove, nelle zone di pianura,

il calo arriva al 50%, è inaccettabile che a Milano si autorizzi un intervento

tanto devastante proprio nel pieno periodo di nidificazione.

Ci chiediamo a cosa servano: 

- le figure dei due Garanti degli

animali del Comune di Milano, 

- il Regolamento del Verde del

Comune di Milano, 

- il Regolamento sul benessere

degli animali, 

se poi si consente la distruzione

indiscriminata di uno degli ultimi rifugi faunistici di pregio della

città. 

È paradossale che, da un lato,

l’Assessorato al Verde del Comune di Milano promuova la mancata rasatura

dell’erba per “favorire la biodiversità”, e dall’altro si permetta la

cancellazione totale di un habitat che rappresentava un rifugio reale,

quotidiano e insostituibile per fauna e flora. 


Le operazioni in corso vengono

giustificate da Invimit con la presunta necessità di ricerca di ordigni

inesplosi. Ma la ‘eventuale bonifica bellica non si effettua distruggendo

alberi, nidi e tane con  cingolati e le

ruspe, spacciando il tutto come "sfalcio dell'erba".

A proteggere gli animali

selvatici esiste già un chiaro quadro normativo: la Legge 11 febbraio 1992, n.

157, stabilisce che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e

tutela mammiferi e uccelli in libertà, vietando la distruzione dei loro habitat

e prevedendo sanzioni. È lecito domandarsi perché tali norme non siano state

rispettate nell’intervento di Piazza D’Armi, soprattutto in questa fase

delicatissima per riproduzione e cura della prole. 

Pertanto chiediamo con

urgenza: 

1. la sospensione immediata di

ogni ulteriore intervento di distruzione nell’area della Piazza D’Armi, per

evitare ulteriori danni alla fauna nel pieno della stagione riproduttiva; 

2. un’indagine trasparente sulle

autorizzazioni rilasciate, sulle eventuali violazioni delle norme a tutela

degli animali e sulle responsabilità amministrative e politiche; 

3. il coinvolgimento reale e

formale dei Garanti degli animali, delle associazioni animaliste e

ambientaliste in tutti i processi decisionali che riguardano il verde urbano e

gli habitat faunistici residui; 

4. il ripristino, per quanto

ancora possibile, delle condizioni ambientali compromesse, la creazione di

nuovi corridoi ecologici e la tutela vincolata delle porzioni ancora integre

come aree destinate prioritariamente alla fauna selvatica. 

Le associazioni e i comitati

presenti oggi in piazza manifesteranno anche contro questa ennesima ferita

inflitta alla biodiversità chiedendo risposte immediate e impegni concreti al

Comune di Milano e alle autorità competenti.

Il verde non è un orpello che può

essere distrutto o manipolato senza alcun controllo. Siamo davvero sconcertati

dalla superficialità con cui, a Milano, negli ultimi anni si distrugge la

natura. Adesso basta: servono controlli e sanzioni severe. Gli alberi e gli

animali non hanno voce, ma noi sì.


Gli ambientalisti di Europa Verde


Francesco Casarolli esecutivo regionale Europa Verde e tesoriere


Idanna Matteotti  esecutivo provinciale Europa Verde


Camillo Piazza esecutivo provinciale Europa Verde


Marco Salamon Consigliere Municipio 9 di Europa Verde e Presidente  Commissione Ambiente Municipio 9


Elisa Scarano Consigliera Europa Verde Municipio 6 - Presidente del Consiglio Municipio 6 con delega alla transizione Ecologica

Gilberto Rossi portavoce verdi ovest città metropolitana di Milano (verdi del Ticino)

Nota. Abbiamo chiesto l'assemblea di tutti i verdi della Lombardia



venerdì 8 maggio 2026

Mostro fotovoltaico. Progetto ranteghetta.

 Dalle pagine social del comune di Marcallo 

N.d.r. sappiamo per certo del doppio gioco delle amministrazioni di destra, che fino a maggio 2025 hanno tenuto nascosto il progetto, in particolare a Ossona, un parente dei sindaci ha venduto il terreno a Sorgenia nell'ottobre 2024, e dagli accessi agli atti di Garavaglia Sergio, sappiamo dei frequenti contatti tra il sindaco di Ossona e Sorgenia. 

Una domanda, viene sulla presenza dell'assessore di Magenta e del direttore del parco del Ticino. A che pro? Pesa l'assenza, eventualmente, del plis il gelso, o delle associazioni ambientaliste.

PROGETTO RANTEGHETTA - AGGIORNAMENTO / 8 maggio 2026

I Sindaci dei Comuni di Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano Ticino, informano la cittadinanza che - relativamente al progetto “Ranteghetta” - si è svolto oggi un incontro congiunto tra le Amministrazioni comunali coadiuvate dal legale Avv. Francesco De Marini. 

Alla riunione hanno partecipato anche il Direttore del Parco Lombardo della Valle del Ticino Claudio De Paola e l’Assessore Simone Gelli del Comune di Magenta.


Nel corso dell’incontro sono emerse diverse incongruenze nella nuova documentazione depositata dal proponente. In particolare, è stato evidenziato come l’ipotesi progettuale risulti non aggiornata alle recenti disposizioni introdotte dal D.L. 175/2025, soprattutto in merito alla riduzione della distanza massima per la realizzazione degli impianti rispetto agli stabilimenti industriali, passata da 500 metri a 350 metri, elemento che richiederà ulteriori approfondimenti e verifiche nell’ambito della procedura in corso.


Le Amministrazioni comunali stanno 

svolgendo le opportune valutazioni tecniche e giuridiche, con l’obiettivo di tutelare il territorio e le comunità locali. Gli enti coinvolti rimangono inoltre in attesa dell’approvazione della nuova disciplina regionale prevista per 

martedì 12 maggio 2026, che potrebbe introdurre importanti novità in materia e avere effetti significativi sul procedimento in essere.


Oltre agli incontri istituzionali, i Sindaci incontreranno anche le associazioni del territorio e il Comitato “NO Ranteghetta”.


Ribadendo la contrarietà al progetto, seguiranno ulteriori aggiornamenti alla cittadinanza.

8 maggio 2026

Fausto Coatti - Sindaco Marcallo con Casone


Forum ambiente Italia Messico e premio di Laurea Carlo Monguzzi

 A Milano  dal 12  al 14 maggio si terrà il  Forum Ambientale Italia Messico, importante iniziativa promossa da Cross - Osservatorio sulla criminalità organizzata in collaborazione con l'Università degli Studi ed altri.Giovedì 14, in chiusura, anche un evento celebrativo in ricordo di Carlo Monguzzi,con l'istituzione di un premio di laurea alla memoria.


Giovedì 14 maggio 2026


mercoledì 6 maggio 2026

IL MOSTRO FOTOVOLTAICO NON SI FERMA: OPPONIAMOCI ANCORA, C'È TEMPO FINO AL 4 GIUGNO.

 IL MOSTRO FOTOVOLTAICO NON SI FERMA: OPPONIAMOCI ANCORA, C'È TEMPO FINO AL 4 GIUGNO.

Dai social di Uniti per santo Stefano Ticino 

Il mostruoso progetto, che occuperebbe oltre la metà delle aree agricole di Santo Stefano Ticino, è ripartito. 

Dopo mesi di silenzio e poca chiarezza, il gruppo Sorgenia l’ha ripresentato al Ministero dell’Ambiente (MASE) perché sia sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) al fine di ottenere l’autorizzazione a realizzarlo. 

Sono riaperte le consultazioni del pubblico: le osservazioni dovranno essere presentate entro il 4 giugno 2026.

I dettagli e la documentazione si possono trovare qui:

https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/11630

Pubblichiamo anche l’avviso diramato da Sorgenia Renewables srl, con una sintesi del progetto e le informazioni, peraltro illustrate in modo molto discutibile. 

Ribadiamo la nostra contrarietà a questo progetto che devasterebbe il nostro territorio, comprometterebbe le aree agricole inserite nel PLIS del Gelso (come si può considerare temporanea un’occupazione del suolo che durerebbe 35 anni?) e peggiorerebbe la qualità della vita, soprattutto del nostro paese ma anche di quelli limitrofi. I vantaggi sarebbero solo per Sorgenia e per gli Ultrocchi, proprietari di tutte le aree!

Perciò ci attiveremo di nuovo, sia nelle Istituzioni, sia collaborando con i cittadini e i gruppi sociali e politici che condividono l’obiettivo di fermare questo mega impianto. 

Consideriamo questa ripartenza, che segue la ferma opposizione del nostro territorio, un inaccettabile atto di arroganza e di prepotenza, a cui continueremo ad opporci. Dobbiamo fermare chi vuole decidere sulle nostre teste, senza aver dato il minimo ascolto alla protesta ferma e motivata dell’anno scorso. 

Nei prossimi giorni, pubblicheremo informazioni sulle nostre iniziative e su quelle che andranno a vario titolo in questo senso. Anche questa volta, ci adopereremo e offriremo il nostro supporto, affinché siano presentate osservazioni puntuali, numerose e contrarie.





martedì 5 maggio 2026

𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐃𝐈𝐎, 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐔𝐍𝐍𝐄𝐋 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐎𝐂𝐋𝐎

 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐃𝐈𝐎, 𝐈𝐋 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐔𝐍𝐍𝐄𝐋 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐎𝐂𝐋𝐎

𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧 𝐞 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐚 𝐢 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐢: “𝐑𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀”


📍 Milano, Zona San Siro – 5 maggio 2026


Il futuro del nuovo stadio di San Siro passa anche da un punto sotterraneo, nascosto alla vista ma decisivo per la mobilità del quartiere: il tunnel di via Patroclo.


Il sottopasso, costruito in occasione dei Mondiali di Italia ’90, oggi serve soprattutto al traffico di attraversamento: chi non deve andare allo stadio può passare sotto l’area e proseguire senza entrare nel cuore del comparto Meazza. Nel progetto di Milan e Inter, però, il tunnel dovrebbe essere spostato e ripensato dentro la nuova viabilità del futuro impianto. Ed è proprio qui che si apre il caso. Il tunnel di via Patroclo fu realizzato per i Mondiali del 1990 e oggi ha due corsie per senso di marcia, pensate per separare il traffico di attraversamento dai flussi diretti allo stadio.  


Secondo quanto riportato da Il Giorno, le Direzioni Mobilità e Infrastrutture e Spazio Pubblico del Comune di Milano hanno evidenziato tre criticità pesanti: rischio di paralisi della viabilità, carenza di analisi trasportistiche adeguate e dubbi sull’inquadramento giuridico della futura strada sotterranea. Nonostante queste osservazioni, il parere espresso è stato favorevole, ma condizionato.  


𝐈𝐋 𝐓𝐔𝐍𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐀𝐌𝐁𝐈𝐀 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄


La questione è semplice solo in apparenza. Oggi il tunnel Patroclo consente ai veicoli di attraversare la zona senza entrare direttamente nel sistema dello stadio. Domani, secondo la proposta dei club, il nuovo tunnel avrebbe di fatto una corsia per senso di marcia destinata all’attraversamento, mentre l’altra sarebbe usata per entrare e uscire dai parcheggi sotterranei del nuovo stadio e delle attività commerciali e ricettive previste nell’area.  


Questo significa che nello stesso punto dovrebbero convergere flussi diversi: chi attraversa il quartiere, chi va allo stadio nei giorni di partita, chi raggiunge parcheggi, negozi, ristorazione, funzioni ricettive e nuovi spazi privati. La proposta prevede anche una nuova rotatoria davanti al futuro impianto. Ed è proprio su questa concentrazione di movimenti che i tecnici comunali hanno acceso l’allarme.  


Nel parere unico delle Direzioni comunali si segnala che via Patroclo non sarebbe più un vero itinerario di attraversamento, perché tutti i flussi finirebbero sulla rotatoria prevista davanti al nuovo stadio, con un rischio esplicito di “paralisi della viabilità”. La stessa valutazione suggerisce come possibile alternativa il mantenimento della funzione di attraversamento, separando i flussi come avviene oggi.  


𝐔𝐍’𝐎𝐏𝐄𝐑𝐀 𝐃𝐀 𝟕𝟎-𝟖𝟎 𝐌𝐈𝐋𝐈𝐎𝐍𝐈


Il tunnel Patroclo non è un dettaglio marginale. Rientra nel primo stralcio funzionale del progetto del nuovo San Siro, insieme alla costruzione del nuovo stadio e alla demolizione parziale dell’attuale Meazza. Il Comune ha avviato il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica per il Piano Attuativo della GFU San Siro, e lo stralcio iniziale prevede lo spostamento del tunnel come opera pubblica realizzata dal privato a scomputo degli oneri di urbanizzazione.  


L’importo indicato da Il Giorno per lo spostamento del tunnel è nell’ordine dei 70-80 milioni di euro. Una cifra molto alta, soprattutto se rapportata al fatto che l’opera viene contestata proprio sul piano della sua utilità pubblica e del suo impatto sulla mobilità.  


Il tema economico è stato sollevato anche da Legambiente Lombardia, che in precedenti osservazioni sulla mobilità di San Siro ha sottolineato come circa 70 milioni per il rifacimento del tunnel equivalgano, in termini di ordine di grandezza, al costo di circa cento autobus elettrici da dodici metri. Per Legambiente, la trasformazione dell’area dovrebbe puntare su soluzioni più innovative e realmente orientate all’interesse pubblico.  


𝐈𝐋 𝐏𝐀𝐑𝐄𝐑𝐄 𝐅𝐀𝐕𝐎𝐑𝐄𝐕𝐎𝐋𝐄, 𝐌𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈


Il punto più delicato è questo: pur segnalando criticità rilevanti, le Direzioni comunali hanno dato un parere favorevole condizionato. Il Giorno ricostruisce che nel verbale della Conferenza dei Servizi preliminare viene chiesto di integrare la documentazione con uno studio del traffico approfondito, dati numerici, analisi quantitative, valutazioni sui flussi di traffico, sistema della sosta, mobilità pedonale e impatto sui servizi.  


Nel parere si parla anche di insufficienza degli spazi pedonali e della necessità di produrre analisi più dettagliate sui flussi delle persone a piedi. Questo passaggio è importante per Zona San Siro, perché nei giorni di partita e concerto il problema non riguarda solo le auto: riguarda migliaia di persone che arrivano, attraversano, aspettano, escono dalla metropolitana, cercano varchi e si muovono tra piazzale Axum, via Patroclo, via Tesio, via Harar e Lotto.  


A rendere più complesso il quadro c’è anche il tema giuridico: i tecnici chiedono di verificare la classificazione della nuova strada sotterranea e la sua coerenza con la normativa vigente. In altre parole, bisogna capire che natura avrà una strada realizzata dai privati, a scomputo oneri, funzionale a uno stadio privato ma con ricadute evidenti sulla viabilità pubblica.  


𝐀𝐑𝐏𝐀 𝐄 𝐀𝐓𝐒 𝐏𝐑𝐄𝐍𝐃𝐎𝐍𝐎 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎


Non tutti gli enti hanno espresso una posizione pienamente favorevole. Secondo Il Giorno, ARPA si è limitata a una presa d’atto, mentre ATS Milano si è riservata di esprimersi quando sarà disponibile materiale più completo. Questo rende ancora più evidente il carattere aperto della partita: il progetto non è ancora una strada spianata, ma un percorso tecnico e amministrativo pieno di passaggi da chiarire.  


Nel frattempo, l’iter complessivo del nuovo stadio è già avviato. Palazzo Marino ha spiegato che la riqualificazione della GFU San Siro procederà in due stralci funzionali: il primo con spostamento del tunnel Patroclo, nuovo stadio e demolizione parziale del Meazza; il secondo con rifunzionalizzazione della parte conservata dello stadio, sviluppo delle funzioni private e realizzazione di aree verdi, di cui 80mila metri quadrati da cedere al Comune. L’obiettivo indicato è arrivare all’avvio dei lavori nel secondo semestre del 2027.  


𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐑𝐎𝐆𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐀𝐋𝐄


Il caso del tunnel Patroclo è arrivato anche in Consiglio comunale. Il consigliere del Gruppo Misto Enrico Fedrighini ha depositato un’interrogazione per chiedere se il parere favorevole condizionato sia compatibile con le lacune istruttorie segnalate nello stesso parere tecnico.  


Fedrighini ha sollevato una domanda politica molto netta: quale sarebbe l’interesse pubblico del Comune nel sostenere un progetto che sposta un tunnel oggi funzionante, con un costo indicato tra 70 e 80 milioni, senza che emerga con chiarezza un vantaggio per la città? Nel confronto, il consigliere ha ricordato anche il precedente di CityLife, dove lo scomputo oneri contribuì con 15 milioni alla realizzazione delle fermate della M5.  


𝐋𝐀 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐀 𝐃𝐈 𝐒𝐀𝐍 𝐒𝐈𝐑𝐎: 𝐀 𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐃𝐀𝐕𝐕𝐄𝐑𝐎?


Per Zona San Siro, la domanda vera è una sola: questo nuovo tunnel servirà davvero al quartiere o soprattutto al nuovo sistema commerciale, ricettivo e privato costruito attorno allo stadio?


Chi vive qui conosce bene il peso della mobilità. Nei giorni di evento, l’area cambia volto: strade chiuse, metropolitana piena, pedoni ovunque, parcheggi cercati fino all’ultimo metro, taxi, bus, motorini, residenti costretti a cambiare abitudini. Se a questi flussi si aggiungeranno funzioni attive tutti i giorni, non solo durante partite e concerti, il nodo viabilistico rischia di diventare ancora più delicato.


Il tunnel Patroclo non è una questione tecnica per addetti ai lavori. È una porta d’ingresso e attraversamento del quartiere. Cambiarne funzione significa cambiare il modo in cui San Siro respira.


𝐍𝐎𝐍 𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀 𝐔𝐍 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐃𝐈𝐎, 𝐒𝐄 𝐈𝐋 𝐐𝐔𝐀𝐑𝐓𝐈𝐄𝐑𝐄 𝐒𝐈 𝐁𝐋𝐎𝐂𝐂𝐀


Il nuovo stadio viene raccontato come occasione di modernizzazione, investimento, servizi e rilancio urbano. Ma ogni grande progetto si misura nei suoi dettagli: accessi, parcheggi, percorsi pedonali, trasporto pubblico, sicurezza, cantieri, tempi e qualità della vita dei residenti.


Se il tunnel Patroclo diventa il punto in cui si sommano traffico di attraversamento, accessi ai parcheggi, flussi verso il nuovo stadio e funzioni commerciali, il rischio è che l’opera nata per risolvere diventi parte del problema.


Il quartiere non può essere trattato come un retrobottega logistico del nuovo impianto. San Siro è una comunità viva, non solo un’area di servizio per tifosi, clienti e visitatori.


𝐈𝐋 𝐍𝐎𝐃𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐄𝐒𝐒𝐄 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐎


Il punto politico resta l’interesse pubblico. Uno stadio nuovo può essere interesse privato dei club e, in parte, interesse pubblico della città. Ma ogni opera collegata deve dimostrare di migliorare davvero la vita urbana, non solo di rendere più funzionale il progetto immobiliare complessivo.


Per questo servono analisi trasportistiche solide, dati chiari, simulazioni realistiche nei giorni di evento e nei giorni ordinari, studio dei flussi pedonali, verifica dell’impatto sui residenti e confronto pubblico con il quartiere.


A San Siro non bastano render, slogan e promesse. Servono numeri. E soprattutto serve una domanda semplice: dopo questi lavori, il quartiere starà meglio o peggio?


𝐔𝐍 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐃𝐀 𝐒𝐄𝐆𝐔𝐈𝐑𝐄 𝐃𝐀 𝐕𝐈𝐂𝐈𝐍𝐎


Il caso del tunnel Patroclo mostra ancora una volta quanto il futuro di San Siro sia complesso. Non si tratta solo di scegliere tra vecchio e nuovo stadio. Si tratta di decidere che forma avrà un pezzo intero di Milano.


Il parere favorevole condizionato non chiude la discussione. Al contrario, la apre. Perché se gli stessi uffici tecnici segnalano il rischio di paralisi della viabilità, allora il quartiere ha diritto a risposte prima che l’opera diventi irreversibile.


San Siro aspetta chiarezza.

Non dopo i cantieri.

Non quando la rotatoria sarà già disegnata.

Adesso.


———


📌 𝐈𝐋 𝐏𝐔𝐍𝐓𝐎

📍 Nodo: tunnel di via Patroclo, area San Siro

🏟️ Progetto collegato al nuovo stadio di Milan e Inter

🚧 Il primo stralcio funzionale prevede spostamento del tunnel, costruzione del nuovo stadio e demolizione parziale del Meazza

💶 Opera indicata da Il Giorno in 70-80 milioni di euro

⚠️ Criticità segnalate dai tecnici comunali: rischio di paralisi viabilistica, analisi trasportistiche insufficienti, dubbi giuridici sulla nuova strada sotterranea

🚗 Il nuovo tunnel convoglierebbe sia traffico di attraversamento sia flussi diretti a stadio, parcheggi e funzioni commerciali

🚶 Segnalata anche insufficienza degli spazi pedonali

🏛️ Parere comunale favorevole, ma condizionato

📋 Interrogazione in Consiglio comunale del consigliere Enrico Fedrighini

📍 Tema centrale per residenti, mobilità e futuro di Zona San Siro 

#SanSiro #NuovoStadio #TunnelPatroclo #Milano #ZonaSanSiro

📰 𝐅𝐨𝐧𝐭𝐢: Il Giorno, Comune di Milano, Fanpage, Calcio e Finanza, Legambiente Lombardia.

Rifo si urbanistica e extra costi santa Giulia

 L’indagine della Corte dei Conti sugli extracosti dell’Arena Santa Giulia chiarisce un punto politico che non può più essere eluso: il modello con cui sono state gestite le Olimpiadi ha prodotto uno spostamento sistematico di risorse pubbliche a copertura di operazioni private.

I fatti sono chiari.

Un’opera che doveva essere realizzata senza fondi pubblici finisce sotto istruttoria per oltre 130 milioni di euro di extracosti coperti dallo Stato, con verifiche in corso su un possibile danno erariale e acquisizioni di documenti negli uffici del Comune di Milano. 


Non siamo davanti a una deviazione, ma a un meccanismo:

i costi reali emergono dopo

i piani economici vengono riscritti in corsa

il pubblico interviene per garantire la chiusura dell’opera

Il controllo arriva dopo, mentre le decisioni che impegnano risorse pubbliche vengono prese prima, senza un reale confronto pubblico.

Questo schema ha accompagnato non solo l’Arena, ma più in generale l’intero ciclo delle opere olimpiche, dove la compressione dei tempi e le procedure straordinarie hanno ridotto trasparenza e capacità di controllo.

Per questo non basta attendere gli esiti dell’istruttoria.

Le Olimpiadi sono già state fatte.

Quello che resta è un modello che, se non viene fermato, continuerà a produrre gli stessi effetti.

È su questo che si misura la responsabilità politica oggi: chiudere questa stagione, oppure accettarla come normalità.



Richiesta urgente di sospensione lavori – Piazza d'Armi Milano mail a raffica

 Dal web

Inviano tutti una mail ai 

destinatari:

Testo 

Oggetto: Richiesta urgente di sospensione lavori – Piazza d'Armi Milano


Inviano tutti una mail ai 

destinatari:

sindaco@comune.milano.it; assessore.grandi@comune.milano.it; angelo.pascale@comune.milano.it; vicesindaco.scavuzzo@comune.milano.it; garantiverde@comune.milano.it; PresidenteFossati.Municipio7@comune.milano.it; stefano.scalera@masaf.gov.it; segreteria@invimit.it; sabap-mi@cultura.gov.it; noemicdo@carabinieri.it


La presente per segnalare e denunciare quanto sta avvenendo presso la Piazza d’Armi di Milano, dove è attualmente in corso un intervento cantieristico commissionato da Invimit SGR S.p.A. ed eseguito dalla società Gimac Srl, finalizzato alla bonifica da ordigni bellici.

Tale intervento, per le modalità con cui viene realizzato, sta determinando una grave e irreversibile compromissione dell’area: si assiste infatti alla distruzione della flora esistente (comprendente anche essenze protette), del sottobosco – fondamentale habitat per la fauna – nonché di specie avicole a rischio, tra cui l’averla piccola. Risulta inoltre fortemente danneggiato lo strato di humus del suolo e, più in generale, l’intero ecosistema del bosco planiziale, che si estende per circa 32 ettari.

Si evidenzia che l’area in oggetto è sottoposta a vincolo diretto ai sensi del D.Lgs. 42/2004, con provvedimento dell’8 ottobre 2019. Alla luce di ciò, le attività in corso appaiono incompatibili con le esigenze di tutela previste dalla normativa vigente.

Con la presente si chiede pertanto, con la massima urgenza, la SOSPENSIONE IMMEDIATA dei lavori e l’attivazione delle opportune verifiche da parte delle autorità competenti.

In attesa di un riscontro tempestivo, si inviano  distinti saluti.

Firmate come volete ma fatelo



lunedì 4 maggio 2026

Il greenwashing di AVS per i palazzinari.MILANO, CASA (IM)POSSIBILE: PARLIAMONE INSIEME

 MILANO, CASA (IM)POSSIBILE: PARLIAMONE INSIEME

Questo il titolo dell'iniziativa di avs Milano, e il timore di un evento greenwashing a favore dei palazzinari e del cemento si è concretizzato nella difesa delle speculazioni e "perché il capitalismo potrebbe essere più buono". 

Dopotutto, se sinistra italiana, sono compagni che sbagliano, un po' troppo, i dipendenti della Grandi Elena, frutto del suo piano kalergi di sostituzione dei Verdi ha creato figure veramente improponibili, basti pensare a quando gli stati uniti hanno rapito il presidente Maduro, assassinando 100 persone, il post di una "istituzionale" che sembrava come un Calenda qualsiasi per dirla alla Crozza. La battuta del compagno di sinistra italiana di risposta, scandalizzato ovviamente è stata "nemmeno saprà dov'è il Venezuela". 

Interessante analizzare i social network degli istituzionali di sala emh, della Grandi, nessuna pubblicazione in merito alle inchieste sull'urbanistica. Strano, no? 

video quimilano



Non si è parlato di mobilità e trasporto pubblico legati alla domanda offerte di case 

Non si è parlato di città metropolitana.

Non si è parlato di Milano paradiso dei palazzinari, dei grattacieli nei parcheggi. 

Però si è scoperto il neonazismoorange , casa si, ma devi fare volontariato. 

Spunti interessanti ed è sempre meglio parlarne di più e non di meno.

Nonostante la location simpatica e piacevole, nemmeno gli stessi stipendiati verdi e sono tanti, circa una trentina tra 20 istituzionali e dipendenti. I finti giovani verdi, come un lavoro, da soli, nemmeno conoscenti da tirare in mezzo. 

Ugs invece è presente, anche se la partecipazione e l'uscita dignitosa è stata frutto del circolo arci e dei suoi attivisti. 

P.s. quand'è che siamo passati da militanti ad attivisti? 

Qui il testo 

Video dirette quiMilano 

Nota, nessun giornalista presente se non quello embedded dell'assessora che nonostante la dimensione Milanocentrica si dimentica di scrivere dei 70.000 euro di via fiamma , del commissariamento dei verdi, strano, né? 


Abitare a Milano oggi è sempre più difficile, soprattutto per i giovani. Per questo Giovani Europeisti Verdi, Unione Giovani di Sinistra e Alleanza Verdi Sinistra promuovono “Casa (Im)possibile”, un momento di confronto aperto tra cittadine e cittadini.

 Domenica 3 maggio, ai Giardini Lea Garofalo (via Montello 3), dalle 16:30 alle 22:30, un pomeriggio e una serata tra dibattiti, incontri, mostra fotografica e musica dal vivo per riflettere insieme sul diritto alla casa.

Si parte alle 16:30 con “Urbanistica ed ecologismo”, con interventi di Elena Comelli, Sofia Pasotto e Silvia Bartellini.

Alle 17:30 spazio a “Impatto sociale delle politiche abitative” con Michele Capolongo, Angelo Avelli e Gianfranco Candida.

Dalle 18:30 il focus sarà su “Case vuote, città piena. Ripensare l’abitare a Milano”, con Eleonora Lombardi, Onorio Rosati e Francesca Cucchiara.


Ogni giorno che passa si vede chiaramente perché avevano fatto la guerra a Monguzzi e ai verdi di sinistra.  Nemmeno la decenza di un ricordo. Dopotutto non hanno messo nemmeno le bandiere.







Ricordiamo invece sinistra italiana, senza filosofie su case o altro, piuttosto vincolata da persone giuste e brave ma nel posto sbagliato. Es. Per la verifica dei Pgt o per attività legali, dove la volontà politica è l'opposta a quella dell'ente.  E come non ricordare l'uscita con Bardelli.

Nota. Solo un relatore ha citato il periodo di sgomberi, ma non ho sentito il nome di 

CASA LOCA, una grande esperienza di studentato popolare.




Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato, per caso in via Gluck..