Milano, giovedì 14 maggio 2026, istituzione del Premio di Laurea in diritti ambientali, intitolato a Carlo Monguzzi.
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Milano, giovedì 14 maggio 2026, istituzione del Premio di Laurea in diritti ambientali, intitolato a Carlo Monguzzi.
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Dalla presentazione della serata da Urbanamente
I data center sono sempre più centrali per innovazione, digitalizzazione e sviluppo del territorio. Ma cosa sono davvero e quale impatto avranno su Magenta e nell’area milanese?
Mercoledì 13 maggio alle 21, in Aula Consiliare, UrbanaMente e Milano Percorsi promuovono un incontro pubblico con i docenti del Politecnico di Milano Eugenio Morello, Maria Chiara Pastore e Claudia Ida Maria Parenti, moderati dal giornalista Andrea Ballocchi.
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Un’occasione per approfondire un tema strategico tra tecnologia, città e sostenibilità
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🔴DATA CENTER A MAGENTA: NON A QUESTE CONDIZIONI
Entro domani, 15 maggio, è possibile presentare osservazioni alla convenzione urbanistica sul progetto del data center nell’area ex Novaceta. Noi ci stiamo lavorando ma il problema è che gran parte della città non sa quello che sta succedendo.
Infatti, nel silenzio quasi totale di questa Amministrazione, e senza un vero percorso di informazione e coinvolgimento pubblico, il Sindaco ha già annunciato la volontà di sottoscrivere la convenzione entro giugno brandendo un finto assegno davanti alle telecamere.
Eppure non stiamo parlando di una progetto qualunque, ma di una delle trasformazioni urbanistiche più rilevanti della storia di Magenta.
Un polo composto da 5 edifici industriali, con un’altezza complessiva di circa 27 metri, una potenza elettrica totale assorbita di circa 300 MW, sottostazione elettrica dedicata, elettrodotto e impianti destinati a funzionare 24 ore su 24.
Un intervento di queste dimensioni porta con sé questioni enormi: emissioni acustiche continue, impianti di raffreddamento ad aria con consumi energetici elevatissimi, possibile aumento delle temperature locali ed effetto isola di calore, oltre agli impatti ambientali e paesaggistici dovuti alla vicinanza con il centro storico, le abitazioni e il Parco del Ticino.
Noi non siamo indifferenti alla riqualificazione di un’area dismessa come quella dell’ex Novaceta e nemmeno contrari a prescindere a questa tipologia di insediamenti. Al contrario, crediamo che recuperare un’area abbandonata sia sempre importante.
Ma una trasformazione così grande deve essere governata nell’interesse pubblico, non subita dalla città e costruita velocemente soltanto attorno agli interessi dei fondi di investimento. Proprio per questo stiamo lavorando a osservazioni e proposte mirate affinché l’intervento produca benefici reali e verificabili per Magenta.
Non sono polemiche, ma richieste concrete per fare in modo che, se un insediamento di questa portata arriverà a Magenta, produca benefici veri per la città e non solo per chi investe.
Perché il futuro di Magenta non può essere deciso senza Magenta.
Come un pugno allo stomaco vedere la miracolata della Grandi , la pugliese della Bocconi, eletta a Bruxelles, se grazie a Soros o a Fiera e Morazzoni non so, ma certo non per noi verdi.
Queste foto urlano vendetta e provocano mal di pancia e disgusto. Simboleggiano la sostituzione della democrazia con i laboratori per "bimbi storditi" come alle elementari. 15.000 al mese, benefit per tutto, 5 dipendenti etc.
Non una mozione o un ordine del giorno da ricordare.
Il post contro Maduro.
Che vergogna. Che vergogna.
Spero che a Bruxelles si svegliano e guardino i social di questa gente e si indaghi per danno erariale, partendo dalla finta sede dei verdi a Torino, da chi è pagata? Quanto? A chi? Idem Milano per la pellicceria Marlene.
Che la miracolata e i suoi sudditi non hanno nemmeno protocollato la lettera per salvare il bosco di Gallarate e da lì sono partite 30 denunce, non è neutro.
Peggio dei fascisti. Cioè, i fascisti sono questa cosa qua, come conferma il post contro Maduro.
Senza il mio lavoro in Lombardia non avremmo mai più presentato i verdi dal 2009. E con i magheggi e metodi strani della Grandi, nel 2016 non ci fa presentare, allora dopo la celebre frase di gennaio 2018 al circolo Acli di Lambrate.
Elena Grandi "Ho trovato un mare di fighe bionde e cosi cacciamo questi bacucchi comunisti".
Come per i bimbi ritardati che hanno bisogno del maestro di sostegno, eccoli coi foglietti colorati al muro.
Almeno non mettete queste foto, o per loro è normale?
Langer si rivolta nella bara e non è il solo.
Povera Europa.
Dai social dei 50 sindaci firmatari
Condivido con voi il comunicato stampa che parla della lettera che oggi, come amministratori locali, abbiamo inviato al Consiglio Regionale per esprimere le nostre preoccupazioni circa la Proposta di Decreto Legislativo che era all'ordine del giorno per la seduta di oggi.
La discussione di oggi è stata rinviata al 26 maggio e ci auguriamo di riuscire in questo tempo a fare sì che sia data più attenzione alle prerogative delle autonomie locali e al giusto equilibrio tra interesse pubblico e privato.
COMUNICATO STAMPA
Data Center in Lombardia: gli amministratori locali chiedono il rinvio del PDL regionale in discussione oggi e un confronto con i territori
Milano, 12 maggio 2026 – Sono più di cinquanta i sindaci e amministratori locali lombardi che hanno sottoscritto una lettera indirizzata al Presidente della Regione Lombardia, al Presidente del Consiglio Regionale, all’Ufficio di Presidenza e ai Consiglieri regionali, per chiedere il rinvio dell’approvazione del Progetto di Legge n. 150 in materia di Data Center e l’apertura di un confronto più approfondito con i territori.
I firmatari sottolineano di non essere contrari allo sviluppo tecnologico, alla transizione digitale né al ruolo strategico dei Data Center per il sistema economico e produttivo. Al contrario, evidenziano la necessità di dotare la Lombardia di strumenti normativi adeguati a governare un fenomeno già oggi in forte espansione sul territorio regionale.
Secondo gli amministratori locali, una materia così complessa e caratterizzata da rilevanti impatti urbanistici, ambientali, infrastrutturali ed energetici richiede però un quadro normativo equilibrato, condiviso e rispettoso delle competenze dei Comuni.
Tra le principali criticità evidenziate vi è il rischio di una compressione del ruolo degli enti locali nelle scelte urbanistiche e di governo del territorio, nonostante siano proprio i Comuni a dover gestire gli impatti ambientali, sociali e infrastrutturali derivanti dall’insediamento dei Data Center.
I sottoscrittori chiedono inoltre un rafforzamento della pianificazione regionale complessiva, affinché lo sviluppo dei Data Center non venga affrontato esclusivamente tramite singoli
procedimenti autorizzativi, ma attraverso una visione organica capace di valutare gli impatti cumulativi sul territorio.
Particolare attenzione viene richiesta rispetto al consumo energetico, al fabbisogno idrico, agli
effetti sulle falde acquifere, al rumore, alla qualità dell’aria e al microclima locale, oltre alla tutela delle aree agricole, delle superfici permeabili e delle aree protette, comprese quelle dei PLIS e dei parchi regionali.
Gli amministratori esprimono, inoltre, preoccupazione per l’ipotesi di eliminare le compensazioni ambientali in presenza di interventi che producono impatti significativi sul territorio.
“Serve una legge capace di governare il fenomeno in modo organico – si legge nella lettera –garantendo equilibrio tra innovazione, sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio e prerogative degli enti locali”.
Per queste ragioni, i firmatari chiedono al Consiglio Regionale di valutare un rinvio dell’approvazione del provvedimento, così da consentire un ulteriore percorso di confronto e approfondimento con i territori, finalizzato alla definizione di una normativa realmente condivisa ed equilibrata.
I Comuni e gli amministratori locali confermano infine la propria disponibilità a collaborare in modo costruttivo con Regione Lombardia per costruire regole chiare che salvaguardino i territori e le comunità locali.
Il centrosinistra di Ossona chiede le dimissioni del Sindaco di Ossona.
La legge non è stata approvata e la discussione è stata rinviata al 26 maggio.
Nel testo attuale della legge, si vede chiaramente la funzione anti ambientale, nel particolare, per il contesto ossonese, il nuovo datacenter previsto a Magenta potrebbe chiedere di venire alimentato da un parco fotovoltaico... 1 più 1 a volte fa 2.
Il commento alle pagine social dei comuni di Marcallo e Santo Stefano Ticino.
Non è stata approvata, e per fortuna, sarebbe una sciagura per la Lombardia. Si discuterà il 26 maggio. Noi del centro-sinistra ossonese abbiamo chiesto le dimissioni di Giovanni venegoni sindaco di Ossona, non si può mentire così ai cittadini, inoltre, pare che le dimissioni dell'assessore Gussoni siano dovute a queste posizioni ultraortodossefiloleghiste
Milano. Sabato pomeriggio, sotto un sole cocente, ci vorrebbe proprio una piscina, e saperla chiusa dal 2019, vedendo le foto del 1983 con gli spalti gremiti e le vasche con gli atleti.
Un altro capitolo della Milano "paradiso dei palazzinari" e della gentrification.
Sono intervenuti vari comitati cittadini e i consiglieri comunali Fedrighini e Giungi.
Nota, in fronte alla piscina, il piazzale famoso per gli allagamenti e un mercato coperto chiuso da un paio d'anni.
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Intervento di Gilberto Rossi
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