venerdì 25 settembre 2026

Discorso di Xi Jinping alla cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca

 Discorso di Xi Jinping alla cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca

(Washington, 24 settembre 2026)

Xi Jinping, Presidente della Repubblica Popolare Cinese

Egregio Presidente Trump,

Signora Melania,

Signore e signori,

Cari amici,

Sono molto lieto di effettuare una visita di Stato nei bellissimi Stati Uniti d’America e ringrazio il Presidente Trump e la consorte per la calorosa ospitalità riservata a me e a mia moglie. Desidero innanzitutto, a nome degli oltre 1,4 miliardi di cinesi, rivolgere un sincero saluto al popolo americano e porgere vive congratulazioni per il 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti!

La Cina e gli Stati Uniti sono entrambi grandi Paesi; il popolo cinese e quello americano sono entrambi grandi popoli. Questa mia visita negli Stati Uniti, su invito del Presidente Trump, è volta a tramandare il sentimento di amicizia, ampliare la cooperazione e accrescere il benessere dei popoli dei nostri due Paesi.

Di fronte ai profondi cambiamenti che stanno interessando il mondo, i nostri tempi e la storia, Cina e Stati Uniti, in quanto due grandi Paesi, hanno la responsabilità storica di promuovere lo sviluppo e il progresso dell’umanità.

Durante la visita del Presidente Trump in Cina quest’anno, abbiamo concordato di creare relazioni costruttive di stabilità strategica tra Cina e Stati Uniti, una decisione che ha ricevuto un ampio consenso da parte dei popoli dei due Paesi e della comunità internazionale. Sono intenzionato a lavorare insieme al Presidente Trump per guidare la grande nave delle relazioni tra Cina e Stati Uniti verso un percorso stabile e di lungo periodo.

— Dobbiamo rafforzare la comunicazione. Cina e Stati Uniti hanno condizioni nazionali diverse. Attraverso un dialogo franco, approfondito e continuativo possiamo accrescere la comprensione reciproca, ricercare punti in comune pur preservando le differenze e consolidare la fiducia reciproca. Il Presidente Trump e io ci rispettiamo reciprocamente, abbiamo instaurato un buon rapporto e manteniamo contatti frequenti. Incoraggiamo i dipartimenti dei due Paesi responsabili degli affari esteri, dell’economia e del commercio, della finanza, dell’applicazione della legge e degli scambi interpersonali e culturali a intensificare il dialogo, e sosteniamo un ampliamento degli scambi tra gli organi legislativi dei due Paesi.

— Dobbiamo cooperare con sincerità. Gli interessi di Cina e Stati Uniti sono profondamente intrecciati e lo spazio per la cooperazione è molto ampio. Sebbene la cooperazione sino-americana non possa risolvere tutti i problemi del mondo, senza la cooperazione tra i nostri due Paesi molti problemi globali sarebbero difficili da affrontare. La porta della Cina resterà sempre aperta. Accogliamo con favore le imprese statunitensi che desiderano investire e sviluppare le proprie attività in Cina e auspichiamo che gli Stati Uniti riservino un trattamento equo alle imprese cinesi, così da ampliare insieme tutti i settori di cooperazione e ridurre le questioni problematiche. Cina e Stati Uniti sono entrambi grandi Paesi nel campo dell’intelligenza artificiale e hanno sia la capacità sia la responsabilità di svilupparla e governarla in modo adeguato, assicurando che il suo sviluppo resti sempre sotto il controllo dell’uomo e sia al servizio delle persone. La Cina intende rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti nella lotta alla droga, nell’applicazione della legge e in altri settori. Le due parti possono inoltre aumentare il numero dei voli diretti, rendendo più agevoli gli scambi di persone, economici e commerciali.

— Dobbiamo coesistere pacificamente. Ho più volte sottolineato che, se Cina e Stati Uniti cooperano, entrambi i Paesi ne traggono beneficio; se entrano in conflitto, entrambi ne risultano danneggiati. Non è necessario evitare di parlare di competizione tra Cina e Stati Uniti, ma tale competizione dovrebbe essere sana e avere dei limiti: dovrebbe somigliare a una gara in cui ciascuno cerca di migliorarsi e superare l’altro, non a un combattimento in cui uno deve vincere e l’altro perdere. Cina e Stati Uniti devono rispettare la linea di fondo della non conflittualità e della non contrapposizione e sono certamente in grado di trovare una corretta via di convivenza tra due grandi Paesi su questo pianeta. Le forze armate dei due Paesi devono mantenere un dialogo regolare e migliorare i meccanismi di comunicazione e prevenzione delle crisi. La cosiddetta “trappola di Tucidide” può essere superata.

Signore e signori,

Cari amici,

Durante la Seconda guerra mondiale, Cina e Stati Uniti combatterono fianco a fianco contro l’aggressione fascista. Il popolo cinese non dimenticherà questa parte della storia, e neppure il popolo americano l’ha dimenticata. La speranza delle relazioni sino-americane risiede nei popoli e il loro futuro nelle giovani generazioni. A questo proposito, desidero annunciare che nei prossimi cinque anni la Cina inviterà 100.000 giovani statunitensi a recarsi in Cina per programmi di scambio e di studio.

I panda giganti sono ambasciatori dell’amicizia tra i popoli cinese e americano. Oggi desidero condividere una buona notizia: tra pochi giorni i panda giganti “Pingping” e “Fushuang” arriveranno allo Zoo di Atlanta, dove incontreranno il pubblico americano.

Signore e signori,

Cari amici,

La grande rinascita della nazione cinese e l’obiettivo di rendere l’America di nuovo grande non sono in contrasto tra loro. Manteniamo al centro gli interessi dei popoli e dimostriamo il nostro spirito di iniziativa storica, continuando a promuovere l’amicizia tra i popoli di Cina e Stati Uniti e lavorando insieme per costruire un mondo migliore!

Grazie a tutti! https://italian.cri.cn/2026/09/24/ARTI1790267184274943

giovedì 24 settembre 2026

Arci Milano, chiede le primarie del centrosinistra

 Dai social di Arci Milano 

A Milano si facciano le primarie del centrosinistra.

Il Consiglio Territoriale di ARCI Milano chiede alle forze politiche del centrosinistra di convocare le primarie per la scelta della candidatura a sindaco di Milano.

Riteniamo che la scelta del prossimo candidato o della prossima candidata alla guida della città non possa essere affidata esclusivamente a un confronto interno ai partiti e alle forze della coalizione. Deve essere una scelta aperta alla città, capace di coinvolgere direttamente le cittadine e i cittadini.

Le primarie sono oggi il modo più concreto per aprire questo percorso.


Non si tratta soltanto di scegliere una candidatura. Si tratta di costruire, attraverso un confronto pubblico, un rapporto nuovo con Milano e con chi la vive. Significa dare la possibilità alle persone di conoscere le diverse proposte, confrontarsi sulle idee e sui programmi, esprimere la propria scelta e partecipare alla costruzione del progetto politico per la città.


Milano ha bisogno di una discussione politica ampia. Ha bisogno di ascoltare chi vive nei quartieri, chi lavora, studia e abita la città, chi si confronta ogni giorno con il problema della casa, con il costo della vita, con le disuguaglianze, con la trasformazione urbana, con la mobilità, con i servizi pubblici e con il futuro dei giovani.

Le primarie possono essere l'occasione per portare questa discussione fuori dalle sedi dei partiti e dentro la città.

Allo stesso tempo, auspichiamo che le diverse candidature che si riconoscono nell'area progressista e di sinistra possano lavorare a una convergenza, attraverso il confronto e la ricerca di ciò che unisce. La pluralità delle sensibilità può essere una ricchezza, ma deve trovare la capacità di tradursi in un progetto comune per Milano.

Per questo chiediamo che il centrosinistra milanese non si limiti a individuare una candidatura attraverso un accordo tra le proprie forze politiche, ma apra un vero percorso democratico di scelta.

Chiediamo che venga definito rapidamente un percorso, con regole condivise, tempi certi e modalità che consentano una partecipazione ampia e trasparente.

Le primarie tra le forze progressiste e di sinistra possono essere anche un momento di crescita per tutta la coalizione: un'occasione per ascoltare ciò che la città chiede, mettere alla prova idee e programmi, coinvolgere energie nuove e riavvicinare alla politica persone che oggi non trovano nei partiti uno spazio di partecipazione.

ARCI Milano ritiene quindi che la scelta debba essere chiara: per individuare la candidatura del centrosinistra alle prossime elezioni comunali si facciano le primarie.

Non una semplice consultazione a valle di una decisione già assunta, ma un percorso reale di partecipazione, nel quale siano le cittadine e i cittadini a poter scegliere, tra più candidature, chi dovrà rappresentare il progetto del centrosinistra per Milano.

Il Consiglio Territoriale di ARCI Milano rivolge questa richiesta a tutte le forze politiche e sociali del centrosinistra milanese, perché assumano insieme la responsabilità di aprire alla città la scelta della sua prossima guida, facendo delle primarie non il punto di arrivo di una contrapposizione, ma il punto di partenza per costruire una proposta politica larga, plurale e unitaria.

Piano nazionale degli aeroporti. Le osservazioni dei territori. Sesto calende 24.9.2026

 Sesto calende, giovedì, 24.9.2026, conferenza stampa dei comuni della prima e seconda cerchia vicino all'aeroporto internazionale di Malpensa, in merito al piano nazionale del trasporto aereo. 

Video quiMilano teleambiente liberanotizienews 

Testo da la prealpina 

Il futuro dell’aeroporto di Malpensa torna al centro del dibattito ambientale e istituzionale. La Rete Comitati Malpensa (RCM), coordinamento territoriale che unisce sigle ambientaliste e comitati civici a cavallo tra Lombardia e Piemonte, ha formalmente depositato il proprio pacchetto di osservazioni nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per il nuovo Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035.

Ripensare l’assetto dello scalo

Un atto formale che si traduce in un deciso “no” alle logiche di espansione del sistema aeroportuale italiano e di Malpensa in particolare, e che è stato illustrato durante un incontro tenutosi nell’aula consiliare di Sesto Calende questa sera. 

All’incontro era presente il coordinatore della rete, Jimmy Pasin, che ha voluto sottolineare lo sforzo collettivo dietro al documento: «Grazie al lavoro dei rappresentanti dei comitati e degli enti coinvolti abbiamo realizzato le osservazioni. Non vogliamo demonizzare Malpensa, ma chiediamo regole».







25 e 26 settembre 2026, Fratoianni e Bonelli a Milano

 Riceviamo e pubblichiamo







Minacce fasciste al portavoce dei VERDI di Magenta

 Magenta, parcheggio del supermercato Iper, il noto ambientalista, già storico portavoce dei Comitati No Tangenziale del parco del Ticino, ha ricevuto delle minacce da un soggetto qualificatosi come "fascista, comandiamo noi in tutta Italia e anche a Magenta, non c'è spazio per i comunisti", così nel secondo breve gutturale minaccioso epiteto, la risposta conciliante del portavoce verde "Padre Camillo Torres era un sacerdote cattolico, una grande persona". Il Verde ecologista porgeva la mano in segno distensivo di Pace e così spiazzato il burbero rude e corpulento fascista dal forte accento del sud Italia si allontanava, al che, le foto sotto. 

Il portavoce dei Verdi del Ticino si recava immediatamente alla stazione dei Carabinieri come suggerito dal servizio di sicurezza del supermercato, mantenendo aperta la conversazione in vivavoce per agevolare le operazioni di riconoscimento del volgare fascista autore delle minacce, per un quiproquo, il dirigente verde decide di tornare al supermercato e approfondire con gli agenti della sicurezza. 

Ricostruiamo gli accadimenti. 

Gilberto Rossi, esce dal supermercato, carica la spesa nel baule e mentre si siede in auto, si sente una mano sulla spalla, con questo energumeno che dice

 "che canzone cantava? (Riferendosi alla canzone fischiettata in corsia dentro il supermercato, nella corsia dei pelati e maionese) Robba da commmunista, qua a magggenta, non c'è spazzio per i communista, in tutta taglia , commmmandiamo nooi"

, il Rossi rispondeva, era "all are egual for the law", è una canzone storica e culturale".  Al che seguivano verso gutturali del qualificatosi fascista, aghhhh acciò e altri rumori.


Un episodio inquietante, che presumibilmente è legato a inchieste sulla criminalità organizzata e al clima di propaganda becera, con la benzina oltre i due euro e la povertà dovuta alle politiche del governo Meloni.


 




LODOVICO MONSIGNOR GARAVAGLIA è tornato alla Casa del Padre. Celebrazioni

 Ossona 24 settembre 2026

La comunità parrocchiale ossonese tutta apprende con profonda tristezza la grave notizia della dipartita di  LODOVICO MONSIGNOR GARAVAGLIA


IL CARO MONSIGNOR LODOVICO RIPOSA PRESSO LA CHIESA S. ERASMO IN LEGNANO,

DOVE VERRÀ CELEBRATO IL S. ROSARIO GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE ALLE ORE 20.30
E VENERDÌ 25 SETTEMBRE ALLE ORE 20.30.

SABATO 26 SETTEMBRE LA CARA SALMA SARÀ TRASFERITA PRESSO LA CHIESA PARROCCHIALE
SS. REDENTORE IN LEGNANO, OVE ALLE ORE 10.00 SI TERRÀ IL S. ROSARIO.
A SEGUIRE SI SVOLGERÀ LA CELEBRAZIONE FUNEBRE ALLE ORE 10.30
PRESIEDUTA DA MONSIGNOR ANGELO CAIRATI.

SABATO 26 SETTEMBRE ALLE ORE 14.30 VERRÀ CELEBRATO IL S. ROSARIO
PRESSO LA CHIESA PARROCCHIALE DI OSSONA.
A SEGUIRE SI SVOLGERÀ LA CELEBRAZIONE ESEQUIALE ALLE ORE 15.00
PRESIEDUTA DAL VESCOVO MONS. LUCA RAIMONDI.
IINDI LA CARA SALMA PROSEGUIRÀ PER IL CAMPO SANTO.

Assemblea ANIE Federazione imprese elettrotecniche ed elettroniche. Milano21.9.2026

 Video quiMilano teleambiente liberanotizienews 


Milano, 21 settembre 2026, presso i locali del bel plesso di via Monterosa 91, si è svolta la kermesse assemblea della federazione nazionale imprese elettroniche ed elettrotecniche. 
I lavori sono stati aperti dai saluti del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a cui è seguita una chiara ed esaustiva relazione da parte di Vincenzo De Martino, presidente federazione ANIE.
A fondo articolo gli interventi integrali. 

I due momenti più articolati, con la relazione di Benedetta Brioschi, con la presentazione di un sondaggio tra le aziende soce ANIE e sulle prospettive di crescita.

Un interessantissimo e attuale dibattito, moderato dal giornalista Nicola Porro, con Domenico Siniscalco, Presidente della fondazione Luigi Einaudi e con Marco Simoni, direttore dell'istituto affari internazionali.


Sono intervenuti con camei politici per significare la valenza nazionale dell'assemblea il presidente del Senato La Russa, il ministro D'Urso, il sottosegretario della pdcdm Morelli e il presidente della regione Lombardia Fontana. 

Alcuni dati più che significativi emersi dalle relazioni.
Cina, 370 milioni di euro di saldo positivo contro l'Europa.
194 miliardi di euro di fondi del pnnr, di cui la nona rata di 9,8 milioni 
Senza pnnr l'Italia sarebbe in recessione dal 2024

Al sondaggio delle aziende soce ANIE, ha risposto solo il 35% .



martedì 22 settembre 2026

Da Rho a Magenta, 4 ore in treno. 22.9.2026

 Un ritorno da incubo, il motivo è tragico, si è saputo di un investimento all'altezza di Magenta . Dalle 11 i treni annunciati sono stati, di volta in volta, cancellati 






sabato 19 settembre 2026

martedì 15 settembre 2026

INSPIEGABILE E DOLOROSA LA MANCATA ISCRIZIONE DI CARLO MONGUZZI AL FAMEDIO

 COMUNICATO STAMPA

INSPIEGABILE E DOLOROSA LA MANCATA ISCRIZIONE DI CARLO MONGUZZI AL FAMEDIO

La scelta di non includere Carlo Monguzzi tra le personalità da iscrivere al Famedio è inspiegabile e dolorosa per tutta la città. La richiesta di iscrizione al Famedio di Carlo era arrivata da tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio comunale, da moltissime associazioni, comitati e da tutti coloro che portano nel cuore  l'impegno instancabile e coraggioso di Carlo per la pace, per il rispetto e la tutela dell'ambiente, per la condizione dei più fragili e delle persone detenute. La mancata inclusione di Carlo è una chiara ed evidente scelta politica che lascia attoniti e sgomenti.

È una ferita per Milano cui speriamo possa rimediare la nuova Amministrazione comunale che andrà a sostituire la presente con le elezioni del 2027. Sarebbe bello e importante se tutti i candidati e le candidate alla carica di Sindaco dichiarassero il loro impegno al ricordo di Carlo Monguzzi, ove eletti/e.

Lo dichiara Alessandro Giungi, consigliere comunale del Partito Democratico



lunedì 14 settembre 2026

L’IA LETALE PER L’UMANITA’ di Mario Capanna

 L’IA LETALE PER L’UMANITA’

di Mario Capanna 

Il ritmo del progresso dell’intelligenza artificiale è incredibilmente veloce.

Non hai idea di quanto velocemente stia crescendo a un ritmo vicino all’esponenziale. Il rischio che accada qualcosa di seriamente pericoloso è nell’arco di 5 anni. 10 anni al massimo.

(E. Musk)

Dimettendosi da Antrhopic, uno dei colossi americani dell’IA, l’informatico Acob Coxon ha motivato così la sua scelta: “Ho trascorso gli ultimi anni sia in OpenAI che Anthropic. Nessuna delle due sta agendo responsabilmente. Stanno giocando d’azzardo con le nostre vite. Presto l’IA sarà in grado di hackerare qualsiasi cosa e rivoluzionare ogni campo dall’oggi al domani. Le persone che costruiscono quella tecnologia pensano che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio”.

Il caso di Coxon non è isolato. Si aggiunge alle parole di Bill Gates  che, a fine agosto, aveva manifestato le sue paure per gli algoritmi, facendo seguito alle preoccupazioni di Sam Altman (fondatore di OpenAI), di Dario Amodei (Anthropic) e di Elon Musk che, con ragionamenti diversi, hanno detto in sostanza la stessa cosa: l’IA è la tecnologia più avanzata della storia, potrebbe arrecare benefici ma, in pari tempo, potrebbe diventare incontrollabile, arrivando a distruggere l’umanità.

Certo, ci può essere la furbizia del marketing: più una tecnologia è potente, più aumenta il suo valore di mercato.

Ma ci sono dei dati di fatto preoccupanti. Nessuno ha ancora risolto il problema dell’allineamento, ovvero la garanzia che l’IA segua fedelmente e sempre le indicazioni umane. Nel post del 24 luglio(v. sotto) ho mostrato il caso dell’IA che è sfuggita al controllo dei programmatori.

Il pericolo tende a divenire esponenziale con l’Intelligenza artificiale generale che, attraverso il deep learning (l’apprendimento profondo), può simulare e superare quella umana.

Geoffrey Hinton, padre dell’IA e premio Nobel per la fisica nel 2024, in una intervista appena successiva al caso Coxon, sottolinea che “l’IA ci sta sfuggendo di mano” e che, magari non fra quattro o dieci anni, un giorno potrebbe sbarazzarsi dell’umanità.

Pensiamo a eventualità per niente campate in aria. L’IA che si propone di eliminare le cause dell’inquinamento climatico potrebbe concludere che la cosa migliore è togliere di mezzo gli inquinatori…

Oppure: poiché gli algoritmi posti alla base riflettono la cultura dominante, tarata sul profitto, incentrata sull’indefinito accrescimento della tecnica e del potere, l’IA si persuade che l’umanità può diventare l’ostacolo principale al suo interminabile sviluppo e perciò la sopprime.

Tutto ciò senza trascurare i danni già attuali: manipolare l’informazione con sciami di fake news, precarizzare il lavoro, aiutare a progettare armi che uccidono meglio, rendere più capillare la sorveglianza, restringere diritti e libertà ecc.

Vedendo tutti questi pericoli, quelli ravvicinati e quelli prossimi, Hinton raccomanda alle multinazionali dell’IA di “fermarsi”.

Cosa facile a dire, molto meno a realizzare. Data la spietata concorrenza in termini di profitto, tabe corrosiva della modernità.

Volendo, non sarebbe per niente impossibile dare vita a una Agenzia internazionale – come l’Aiea per quanto riguarda l’energia atomica – che, composta da esperti indipendenti, eserciti un controllo globale sull’IA.

Ma valgono gli interrogativi di Hinton: “Avremo leader intelligenti per capirlo? E faranno in tempo?”

E’ qui che occorre l’insorgenza dei cittadini consapevoli e degli intellettuali non reticenti.

domenica 13 settembre 2026

l'Ambasciatrice Hou Yue arriva in Italia ad assumere il nuovo incarico.

 Sua Eccellenza l'Ambasciatrice Hou Yue arriva in Italia ad assumere il nuovo incarico. 

Un momento importante per le relazioni tra Cina e Italia.

Guardiamo al futuro con rinnovato impegno e fiducia. 🇨🇳🇮🇹




venerdì 11 settembre 2026

Rho: il SIndaco risponde alla petizione sui Data Center 11.9.2026

 Osservatorio Datacenter “Comitato Rhodense”

Rho, 11 settembre 2026

Oggetto: Tutela della salute pubblica, dell’ambiente e del territorio in relazione alla crescente concentrazione de Data Center nel territorio di Rho e richiesta di una pianificazione comunale degli insediamenti. Petizione popolare. Vs. Prot. n. 53687 del 6.08.2026.

Egregi Signori Sottoscrittori, in qualità di sottoscritti promotori, con la presente sono a riscontrare la vostra petizione riguardante il tema dei Data Center in città.

Desidero innanzitutto ringraziare i cittadini e i promotori dell’Osservatorio Data Center – Comitato Rhodense per aver sottoposto all’Amministrazione comunale le proprie preoccupazioni e le proprie richieste di chiarimento in merito alla presenza e allo sviluppo deidata center sul territorio di Rho dandomi l’occasione di precisare alcuni aspetti e di fare chiarezza sulla posizione dell’amministrazione.

Premetto che avendo ricevuto due testi differenti (quello sottoscritto dai cittadini e quello solo con le vostre firme) cercherò comunque di dare un’unica risposta visto che di fatto si tratta dei medesimi concetti, raggruppandoli per facilità di lettura, in macro argomenti.

1 – Salute ed Ambiente
La tutela della salute della comunità rappresenta una responsabilità primaria delle istituzioni
pubbliche e costituisce, per questa Amministrazione, un criterio imprescindibile nell'esercizio
delle proprie funzioni trasversalmente a tutte le materie di propria competenza.
L'articolo 32 della Costituzione, infatti, riconosce la salute quale «fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettività». Tale principio trova attuazione nella legge
833/1978 istitutiva del Servizio sanitario nazionale, che individua nella tutela della salute fisica e
psichica della popolazione una finalità pubblica fondamentale e prevede il concorso dello
Stato, delle Regioni e degli enti locali alla sua attuazione. In tale quadro, il Sindaco opera anche
quale autorità sanitaria locale, nell'ambito delle competenze attribuite dall'ordinamento. Ne
consegue, in concreto, che l'Amministrazione comunale non può ignorare eventuali profili di 
rischio per la salute della popolazione connessi a nuovi insediamenti o attività presenti sul territorio, ma deve assicurare che tali profili siano adeguatamente valutati dalle autorità e dagli organismi tecnici competenti. E’ noto che gli uffici che hanno le competenze e il mandato di verificare tali aspetti non sono uffici comunali ma sono, nel caso di specie, ATS (Agenzia di Tutela della Salute) e ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), enti che fanno capo a Regione Lombardia, e sopra di esse il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica che si esprimono, unitamente ad altri enti ulteriormente interessati, nel merito degli impatti ambientali relativa alla costruzione di un Data Center, esprimendosi all’interno del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale. Un procedimento che tra l’altro, rimane attivo fintanto che l’attività continuerà a operare, in quanto riguarda anche il monitoraggio degli effetti e la valutazione delle modifiche e adattamenti del progetto. Si tratta di valutazioni che vengono eseguite in misura puntuale e dettagliata come anche riportato all’interno dei vostri testi. Nel caso del Data Center AWS, tali rilievi, puntuali e argomentati (come ad esempio il parere di Regione Lombardia da Voi citato ma si potrebbe richiamarne altri), hanno portato a una modifica e integrazione del progetto che è stato migliorato, e quindi successivamente giudicato idoneo e solo allora approvato. Nel caso del Data Center di via Moscova, sarà ancora garantita la nostra particolare attenzione e cura affinché tali valutazioni siano effettuate con cura e che siano adeguatamente considerate nei procedimenti amministrativi. Laddove dovessero emergere situazioni di effettivo pericolo per la salute pubblica, monitoreremo che siano adottati tutti i provvedimenti che l'ordinamento prevede e impone, nell’esercizio pieno delle competenze di ciascuno in un rapporto costante con le autorità sanitarie e ambientali, ponendo sempre la tutela della salute dei cittadini tra gli elementi essenziali della valutazione dell'intervento. Tale impostazione costituisce una garanzia per la popolazione, sia per evitare la sottovalutazione di possibili rischi sia per evitare l'attribuzione all'Amministrazione comunale di responsabilità tecniche o decisionali che l'ordinamento affida ad altre autorità. 
2 – Impatti generati
I Data Center sono impianti che consumano molta energia, una parte della quale serve per
raffreddare gli impianti. Da qui il problema dell’uso dell’acqua, del rumore connesso al
funzionamento dei sistemi di raffreddamento e dei possibili effetti sul clima, oltre al tema dei
generatori di emergenza. Alcuni di questi impatti si manifestano a livello locale, altri hanno un
raggio molto più ampio. Concordo con il Comitato che i “potenziali effetti” vanno dimostrati e
che non si può generalizzare asserendo che sono “gravi” o al contrario “ininfluenti”, ma da
verificare di volta in volta, caso per caso, con attenzione. Impatti che debbono essere verificati
tenendo conto delle tecnologie impiegate, cioè del singolo progetto nel caso di specie, e delle
caratteristiche dei contesti ove sono realizzati. In alcune aree urbane sarà più rilevante il rumore
prodotto, in altre il tema dello smaltimento dell’acqua oppure dell’impatto paesaggistico. E’
questo il compito puntuale della già citata VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e,
successivamente, dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che dovrà autorizzare
l’accensione dell’impianto che monitoreremo con molta attenzione.
3 – Effetti cumulativi
Il tema degli effetti cumulativi è un ulteriore elemento che l'Amministrazione comunale ritiene
importante nella valutazione degli impatti derivanti dalla presenza di più Data Center (e delle
relative infrastrutture connesse) nel territorio comunale o nel più ampio ambito territoriale del
Rhodense.
Si tratta di uno dei principi cardine delle valutazioni ambientali che, ricordo, derivano
dall’Europa e sono sperimentate da decenni in Italia e, proprio nella nostra città, già in diversi
casi di produzioni di beni ad alto rischio di impatto ambientale. Il principio richiamato si esplica
richiedendo una verifica unificata e complessiva degli interventi quando simultanei e
assumendo il principio che ogni trasformazione indotta è assunta nella valutazione che si
esplica in quella successiva quando gli interventi fanno a capo a soggetti diversi e sono diluiti
nel tempo. La cosiddetta cumulabilità degli effetti dipende inoltre dal raggio dell’impatto del
fenomeno osservato. Il rumore, ad esempio, ha un raggio generalmente ridotto, mentre altri
elementi possono avere un raggio ampio.
Il nostro Comune monitorerà questo aspetto nel rispetto dell’applicazione delle Linee guida sui
Data Center, che prevedono espressamente che siano valutati gli impatti cumulativi, anche
potenziali, connessi alla presenza di altre attività sul territorio, considerando tra gli elementi,
aria, rumore, bilanci idrici, campi elettromagnetici, paesaggio, ecosistemi e biodiversità. Anche
la stessa Regione Lombardia ha recentemente evidenziato la necessità di considerare gli effetti
cumulativi derivanti dalla concentrazione territoriale dei Data Center rispetto a energia, acqua,
aria, rumore, temperatura, suolo e infrastrutture.
4 – Trasparenza, accesso agli atti e monitoraggio degli effetti
E’ nostra intenzione garantire la massima trasparenza e facilità di accesso agli atti, rispettando
la normativa vigente in materia. E’ uno dei cardini della nostra Amministrazione ma anche degli
enti sopracitati. Ad esempio tutte le VIA attive sono consultabili facilmente sul sito del Ministero
dell’Ambiente dove si trovano tutti i pareri e le decisioni prese.
Rispetto al tema del monitoraggio degli effetti, come già detto, è una funzione già prevista e
attiva all’interno della procedura di VIA. Da questo punto di vista è importante che tutti, a
cominciare da chi amministra la città, ma anche i cittadini e i Comitati, mantengano sempre alta
l’attenzione su questi aspetti in un rapporto di collaborazione e confronto per il bene della
città.
5 - Riutilizzo del calore Relativamente a questo aspetto concordiamo con quanto scritto. Questa previsione era già contenuta nel piano attuativo del Data Center AWS approvato nel 2021. Allo stato attuale vi sono degli elementi tecnici in fase di studio e approfondimento per quanto concerne l’eventuale allaccio alla rete di teleriscaldamento che però non è l’unica soluzione di recupero del calore. Vi sono altri esempi di riutilizzo del calore che si stanno sperimentando in Italia e che stiamo monitorando proprio per trovare altre soluzioni per non disperdere il calore ma riutilizzarlo a beneficio della nostra comunità. Questo varrà anche per il progetto di via Moscova. Sperando di aver risposto a tutti gli aspetti, in modo organico, permettetemi di concludere condividendo due riflessioni e una considerazione.
La prima notazione è che gli impianti come quelli di cui stiamo discutendo hanno per loro natura e per le tecnologie e le risorse impiegate, una complessità particolarmente alta e coinvolgono una rete di soggetti ed enti molto ampio. Il Comune è uno di questi attori, ma non l’unico, e la scelta di sostenere e spingere per lo sviluppo di queste infrastrutture, equiparandole alla stregua delle altre “attività produttive”, non e’ una scelta fatta dai Comuni, Rho compreso. La concentrazione nell’area metropolitana milanese, ad esempio, dipende anche dalla disponibilità di energia, dalla affidabilità della rete distribuzione e dagli investimenti programmati e in via di realizzazione fatti a livello nazionale da Terna. Non da scelte fatte dai Comuni e, in questo caso neanche da scelte fatte da Città Metropolitana o Regione. La scelta di non pianificare o individuare una geografia dei territori ove concentrare o vietare questi insediamenti, non è nostra e non poteva essere presa da noi. A riguardo ritengo che Terna abbia un ruolo rilevante in queste scelte, anche di detentore delle prime informazioni in merito a nuovi insediamenti e nuove realizzazioni. Proprio negli scorsi giorni ho inviato a Terna un’istanza per avere piena conoscenza delle richieste giacenti di nuovi allacci, sebbene sia evidente che siamo in un momento di bolla speculativa da attenzionare e considerare nelle valutazioni. La seconda notazione è che il Comune di Rho, unico in Lombardia, proprio avvertendo il vuoto normativo appena richiamato, ha approvato nel mese di giugno una modifica alle proprie regole urbanistiche a tutela del territorio che inserisce diversi paletti all’insediamento dei Data Center con limitazione alle altezze consentite e maggiore attenzione agli impianti. Si poteva fare di più? E’ sempre possibile fare di più. Abbiamo però fatto tutto ciò che potevamo fare nei tempi utili e con le modalità giuridicamente ammesse per incidere sulle richieste che nel frattempo si sono presentate per tutelare la nostra città e cercare, per quanto ci è possibile, di governare questo fenomeno. Malgrado la nostra attenzione, purtroppo, Regione Lombardia ha individuato perentoriamente nella recente legge regionale sui Data Center le aree classificate come produttive negli strumenti di pianificazione comunali come idonee all’insediamento di Data Center. Per fortuna nel corso dell’approvazione della legge sono state stralciate le aree con destinazione direzionale che avrebbero aperto le porte alla possibilità normativa della realizzazione di Data Center anche nei centri storici. Personalmente avrei preferito di gran lunga che la legge regionale delegasse ai Comuni il potere di  individuare in quali aree produttive fosse opportuno ammettere la presenza di queste infrastrutture, come è stato fatto qualche anno fa per le attività logistiche superiori a 5000 metri quadrati. Questa possibilità avrebbe permesso di localizzare in maniera più ragionevole la realizzazione dei Data Center. La considerazione finale riguarda, invece, la qualità del dibattito che verte intorno ai Data Center. Ritengo normale che, a fronte di una innovazione di tale portata, in cui ancora troppo poche sono le realizzazioni già presenti per disporre di dati scientifici, la discussione si polarizzi fra quelli che sono assolutamente contrari e quelli che sono convintamente a favore. Credo sia importante, come state facendo voi che ne siete un esempio, comunque mantenere sul tema tutta l’attenzione necessaria nel verificare la fondatezza delle affermazioni di entrambi gli schieramenti. Soprattutto quando dobbiamo valutare i Data Center che saranno realizzati a Rho e quindi con le caratteristiche puntuali che afferiscono a quegli interventi.
Vi ringrazio infine per la frase finale della vostra lettera che accompagna la petizione e che mi trova d’accordo: operare sempre nell’interesse generale della comunità in maniera trasparente e partecipata. Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento in merito dovesse rendersi necessario e con l’occasione vi invio i miei più cordiali saluti. 

Andrea Orlandi Sindaco

Oltre un milione di euro a chi vorrebbe cancellare i Verdi 10.9.2026

 Francesca Cucchiara, dalle giovanili di Confindustria, ha già preso 148.000 euro di soldi pubblici dal Comune di Milano , e ha fatto la guerra ai VERDI EUROPA VERDE veri, e in particolare al fondatore dei Verdi Carlo Monguzzi e a Gilberto Rossi, collaboratore e funzionario dei Verdi dal settembre 2003, e, dal 2009 al 2021, da segretario, funzionario e dal 2014 al 2019, unico istituzionale della Federazione in Lombardia (con @andrea Ladina nel cremonese). Monguzzi aveva lo stipendio e pensione da consigliere regionale, G.Rossi, oltre al lavoro in via Fiamma, in via Ampere e a palazzo Isimbardi e palazzo Marino ha messo a disposizione la sede (e magazzino per dirla alla Paolo Casarolli (x papà))dal 2012 ad oggi, gratuitamente, per necessità, perché i verdi nazionali avevano un debito importante. 

Tutto questo è profondamente ingiusto e sbagliato. 

Sommate gli altri 150.000 di Gorini, e dei vari eletti nei municipi e soprattutto i circa 400.000 euro di Elena Grandi , tutti stipendi generati e determinati, dal lavoro preciso, prezioso e puntuale di quell'ecologista del Ticino, @gilberto Rossi, che nel 2011, è tra i promotori di Ecologisti e reti civiche. 

In alto i cuori, viva i Verdi 


Diceva la sachesl di noi Verdi di Magenta, che siamo i "francescani della politica"

In alto i cuori

Gilberto Rossi