giovedì 30 aprile 2026

Sacerdoti surroga Carlo Monguzzi in consiglio comunale 30.4.2026

 Milano 30.4.2026

Video consiglio comunale 

Intervento di Michele Sacerdoti 

https://www.youtube.com/live/UXMYz3LuUqE?is=qfmFUqfkyxyS_oEj 


Riportiamo una breve intervista a Carlo Monguzzi del 18 gennaio 2024 quando hanno provato a cancellare i verdi e a farlo "green whasing"



Milano a sostegno della Global floottlia 30.4.2026

 Milano. Poche ore dopo l'attacco alla floottlia diretta a Gaza con farmaci e beni di prima necessità, la Milano solidale si dà appuntamento in un presidio sotto la prefettura per chiedere un intervento del governo italiano e per chiedere l'interruzione di tutti i rapporti commerciali con Israele. La grande partecipazione al presidio è sfociata in corteo fino a piazzale Loreto.
























Urbanistica: sequestrato cantiere via Zecca Vecchia, hotel su scavi archeologici Milano, 30 apr.

 Urbanistica: sequestrato un altro cantiere,

in via Zecca Vecchia, Milano. Un hotel su scavi archeologici

Urbanistica: sequestrato cantiere via Zecca Vecchia, hotel su scavi archeologici Milano, 30 apr. (LaPresse) - 

La guardia di finanza di Milano ha sequestrato oggi il cantiere di un hotel in costruzione da 199 stanze in via Zecca Vecchia, nel pieno centro storico di Milano, nell'ambito delle inchieste sull'urbanistica e l'edilizia. I militari delle fiamme gialle hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip Mattia Fiorentini. Secondo le ipotesi della pm Marina Petruzzella e l'aggiunto Paolo Ielo, l'edificio di 5 piani per cui i lavori sono in corso e che dovrebbe sostituire un ex garage si sarebbe avvalso di tutta una serie di "atti falsi" per permettere l'edificazione di un lotto che insiste su un "importante sito del demanio archeologico", il "foro della città antica romana, all'incrocio tra il cardo e il decumano". Sono 39 gli indagati dalla Procura per le ipotesi di reato di lottizzazione abusiva e falso in concorso. 

CRO LOM flo/gib 301936 APR 26

(foto Urbanfile)

Dal fb di g.b. 

Urbanistica Milano, gup conferma cittadini parti civili al posto del Comune Respinta richiesta dell'amministrazione comunale sul caso di piazza Aspromonte

 Da ansa. 

Urbanistica Milano, gup conferma cittadini parti civili al posto del Comune

Respinta richiesta dell'amministrazione comunale sul caso di piazza Aspromonte

 - MILANO, 30 APR - La gup di Milano Maria Beatrice Parati ha confermato che 24 cittadini milanesi rimangono parti civili, dopo che con una "azione popolare" hanno chiesto di costituirsi "in sostituzione" dell'amministrazione comunale (persona offesa in questi procedimenti ma mai parte civile), nell'udienza preliminare a carico di 26 imputati, per accuse che vanno dalla lottizzazione abusiva all'abuso edilizio, fino al falso e alla corruzione, in una delle tranche della maxi inchiesta sulla gestione urbanistica della metropoli.

    Si tratta del primo filone di indagini di questo genere, aperte più di tre anni fa dalla pm Marina Petruzzella, sul caso di un edificio di tre piani e una villetta abbattuti per far posto ad un palazzo di sette piani, il cosiddetto "Hidden garden", in zona piazza Aspromonte, per l'accusa realizzato "in un cortile".
 L'avvocatura comunale nell'udienza di oggi, sulla base di una delibera di Palazzo Marino, aveva chiesto che il Comune potesse subentrare "agli elettori che hanno proposto l'azione popolare" ma "senza aderire alla costituzione di parte civile intrapresa",
 ma solo come parte offesa, 
e "riservandosi di esercitare una autonoma azione civile" semmai "all'esito dello stesso processo penale, vengano accertate responsabilità degli imputati".



Le intuizioni di Carlo Monguzzi, il suo sostegno ai cittadini, la sua passione per la verità, pare che riecheggino..
, non facciamola lunga, abbiamo tutti cercato un suo post su fb per sapere cosa sta succedendo a Milano, e nel particolare per grattacielopoli. 
Un grande grazie ai cittadini.
 Dopo il condono salvamilano, votato dal consiglio e poi ritirato, e le inchieste in corso, pareva quanto meno inopportuna questa azione della giunta Sala.
In questo il silenzio dell'assessore Grandi, dei consiglieri Gorini e Cucchiara, e dei Verdi vicini al sindaco, è a dir poco assordante e ridondante.
I verdi di Milano sostengono l'operato sei cittadini e si uniscono alla richiesta di una assemblea lombarda di tutti i verdi della regione.





mercoledì 29 aprile 2026

Fotovoltaico a terra, ranteghetta. Aggiornamenti al 29.4.2026

 Dai social del gruppo consiliare di centrosinistra di Santo Stefano Ticino 

In mancanza di comunicazioni ufficiali sia dal Ministero dell’Ambiente (MASE) sia dal Comune, continuiamo a monitorare la vicenda nel sito ministeriale, nel quale si capisce che il progetto non sarebbe più in fase di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ma, sembra, senza passaggi intermedi – e questo non ci è chiarissimo – sia stato assoggettato a VIA. Noi Consiglieri di Uniti per Santo Stefano Ticino abbiamo scritto al ministero chiedendo chiarimenti ma, al momento, non abbiamo riscontri.

Il progetto che ora figura nella sezione VIA è lo stesso del 2025, che è stato solo spostato da una procedura all’altra.

I dettagli qui:

https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/11630/17617?fbclid=IwY2xjawRerf1leHRuA2FlbQIxMABicmlkETB0UWt0RVVqdTlpUWVoZVhlc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHlcCfyym0sJb3bzwCREc00gRtwqjwP1l7ezkX6s8ipFUd13RYmBbC_5JOvkQ_aem_kmpwb-fI2mqBl7lnuz6b7A

Vediamo luci e ombre, perché il progetto sembrerebbe finalmente assoggettato a VIA, quindi una procedura più rigorosa, che non lo manda direttamente verso un’autorizzazione semplificata e che dovrà coinvolgere di nuovo i Comuni e i cittadini. La documentazione, però, è la stessa, quindi sta andando avanti nelle proporzioni mostruose che già conoscevamo e questi lunghi silenzi, nonché la mancanza di chiarezza sulle date dei prossimi passaggi (quando sarà aperta la consultazione pubblica?) ci preoccupano molto.

Continueremo a vigilare, a farci sentire e, non appena avremo risposte dal MASE o qualsiasi altra informazione, la renderemo pubblica.

Il 3 Maggio tutti ai giardini lea Garofalo a cacciare i fascisti

 Una provocazione dei nemici del popolo, quelli che hanno pugnalato Monguzzi alle spalle per fare i lustrascarpe di mr expo. 

Non se ne salva uno. Tutti utili solo ai padroni e alla p5. 


Comelli. Già dipende orbita Sea,  quindi Morazzoni p5

Sofia pasotto. Mi sta simpatica ma politicamente è assistente della senatrice Floridia, e per capire il livello di distopia, vediamo i post suoi, e non della senatrice. Questa cosa, si verifica anche a Bruxelles con alcuni collaboratori e senza sfera di cristallo, è la storia dell'eurodeputata corrado. 

Persone valide, decontestualizzate e usate come washing 



Avelli, praticamente è un caporale per i rider e probabilmente lavorerà per qualche impresa edile che vuole ristrutturare in viale porpora.
Ma oggettivamente, chi è? 
Ma chi sono questa gente?
La nuova polizia?


E qua l'onplain di parassiti 
Da cucchiara a rosati 
Quando la politica è inutile o peggio, sempre contro il popolo.
Cucchiara cosa fa a Milano da Roma? 


Quanto soldi buttano questi stronzi (nel senso letterale, li vedi w pensi, che merdacce!) che mi devono pagare gli stipendi e affitti dal 2003?

Chissà se hanno chiesto l'autorizzazione per il plateatico e la SIAE per il gruppo? 


Qua una iniziativa della stessa risma, non volevano che registrassi. Le merde. 
Dopo 3 giorni hanno arrestato Oggioni e Bardelli si è dimesso. 
Ma guardate voi questi servi sciocchi 



Sinistra italiana che parla di lavoro e diritti.

 Ormai sappiamo la cifra politica di sinistra italiana, provare a cavalcare le lotte, schedare e segnalare i comunisti e i socialisti di base, dare lavoro a confindustriali e nuclearisti. In parole povere fare la guerra ai verdi e al sindacato di base sincero, hanno infiltrato la cub di Magenta e se lo fanno pure pagare come un dipendente. 

Ora, parlano di lavoro. 

Ecco il copia incolla, dopotutto dopo quasi 3 anni imparare a fare un post su facebook è degno di nota 

Nel frattempo fontana e meloni ringraziano, il film è sempre lo stesso, per combattere chi lotta, prima i crumiri, poi la repressione e Sinistra Italiana è l'archetipo del crumiro, questo è quello che ha dimostrato in Lombardia, poi, che Soros e le sue fondazioni abbiano orientato e manipolato, chi vi scrive è stato vittima della p5 dal giugno 2006 a novembre 2007 e hanno schedato e poi eliminato ucciso, con incidenti e malattie tutti i verdi ex dp.


Spiace per i lavoratori.

Diventa difficile distinguere tra CGIL e sinistra italiana, basta ricordarsi il coro di fondo "di destra o di sinistra, contro i lavoratori è sempre fascista"


PRIMAVERA DEL LAVORO: AL VIA IL PERCORSO IN LOMBARDIA

Parte da Milano “Primavera del Lavoro”, il percorso promosso da Sinistra Italiana Lombardia e UGS Lombardia per rimettere al centro il lavoro reale, quello vissuto ogni giorno da lavoratrici e lavoratori. L’iniziativa nasce da un questionario lanciato nei mesi scorsi, i cui risultati rappresentano il punto di partenza di un ciclo di incontri nei territori fatto di ascolto, confronto e costruzione di proposte concrete per il presente e il futuro della regione.

I dati raccolti delineano una situazione complessa: quasi una persona su due fatica a raggiungere un’autonomia economica stabile, il 62% vive condizioni di stress frequente e cresce la richiesta di un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata. Indicazioni che emergono dall’indagine e che rafforzano la necessità di un cambio di rotta nelle politiche sul lavoro, a partire da precarietà, salari e qualità dell’occupazione.

Il progetto proseguirà con un tour nelle province lombarde, con tappe a Mantova, Como, Monza, Vigevano, Cremona, Bergamo, Sondrio e Brescia. Un percorso per raccogliere esperienze e bisogni e trasformarli in proposte credibili su precarietà, salari e qualità del lavoro, rafforzando la rappresentanza e rimettendo il lavoro al centro del dibattito pubblico.

#PrimaveraDelLavoro #Lavoro #Diritti #Lombardia #Politica

La locandina dice tutto.

Avs non esiste, è solo un cartello elettorale, i fondi del 2x1000 indicati a sinistra italiana. 

Su capire il lavoro di oggi, iniziamo da destra, il grande avversario del movimento notangenziale di Magenta, Matteucci, quindi asfalto cemento e inquinamento per due posti di lavoro e appalti tra coop palazzinari e ndrine. Poi un ragazzo, una signora, l'attuale consigliere regionale rosati, che ha assunto come collaboratori, la Mapelli perché ha fatto perdere i verdi a Gorgonzola e Antoniol (il nuclearista  che ha nascosto i moduli dei rappresentanti di lista) i verdi a Monza, poi Gaetano Petronio perché hanno perso a Cinisello e Michele Foggetta perché hanno perso a Sesto san Giovanni. Dopotutto perdere come centrosinistra nella Stalingrado d'Italia mica è da tutti, idem Cinisello.  E chi vi scrive è da ottobre 2004 che ha la parola del gruppo verde regionale di venire assunto, e gli altri collaboratori sono stati tutti ricollocati. 

L'invito è a tirare uova a questi nemici del popolo e a farli stare lontani dai nostri cortei.

martedì 28 aprile 2026

1 e 2 maggio festa a Gaggiano

 


🇨🇺 GIORNATA DI SOLIDARIETÀ CON CUBA con pranzo cubano

Presente il Console Generale di Cuba

Josè Luis Darias Suarez 🇨🇺

💥 Sabato 2 Maggio a Gaggiano (MI)

L’iniziativa si inserisce nella Campagna nazionale raccolta fondi “Energia per la vita 

Accendiamo la luce su Cuba!” promossa da Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba - CGIL - ANPI - ARCI

A Gaggiano, presso l’Area Feste in Via Gramsci 36

🇨🇺 Programma:

📍Dalle 11.30 cocktail cubani

📍Dalle 12.00 Pranzo tipico cubano con: Picadillo a La Habanera con carne, riso e fagioli neri, mariquitas di platano, insalata criolla, dolce, a 20 euro (bevande escluse)

📍Inoltre esposizione di artigianato e gadget cubani, oltre a buona musica caraibica.

✅ Per prenotazioni contattare

 Vittorio 3478760782 - Carlo 3382808942

Verdi Imola. LETTERA APERTA AI CITTADINI E AGLI AMBIENTALISTI DI IMOLA

 🟢 LETTERA APERTA AI CITTADINI E AGLI AMBIENTALISTI DI IMOLA

Alla crescente disillusione dei cittadini la politica risponde in modo confuso: da un lato dichiara di volere porvi rimedio, dall’altro sembra fare di tutto per esasperarla. Le contraddizioni sono tante e tali che viene il sospetto che non ci sia alcun interesse dei partiti a colmare la distanza dagli elettori. 

Nei giorni scorsi in Parlamento abbiamo assistito a forti proteste dell’opposizione contro l'ennesimo Decreto Sicurezza. A indignarsi e a occupare i banchi del governo è stato lo stesso centrosinistra che a Bologna utilizza proprio quelle norme per reprimere proteste contro la cementificazione di un parco pubblico. Chi rivendica il diritto di difendere suolo, alberi e la propria salute viene manganellato e gasato dalla polizia con il beneplacito del “campo largo”.

Sempre nei giorni scorsi siamo stati travolti dall’immenso dolore per la scomparsa di Carlo Monguzzi, Verde storico di Milano che si è ritrovato isolato nel partito mentre conduceva importanti battaglie in Comune e sul territorio insieme ai cittadini. Chi l'aveva emarginato ha poi riconosciuto la sua coerenza. Ma nelle stesse ore i vertici del partito svilivano i Verdi coerenti di Bologna.


In tale sconfortante contesto si inseriscono le vicende di Imola. C’è una federazione provinciale di Europa Verde e ci sono iscritti che, critici verso l’attuale giunta, erano pronti a impegnarsi per proporre un’alternativa programmatica. La federazione nazionale, calpestando l’autonomia dei gruppi locali prevista dallo statuto del partito, ha deciso di procedere per conto suo con la lista AVS a sostegno della ricandidatura di Panieri.


Insomma, è stato esautorato il direttivo provinciale di Europa Verde e sono stati umiliati gli iscritti di Imola.


Alcune domande sorgono spontanee: 

1. chi rappresenta la V di AVS?

2. i dirigenti nazionali, che impongono decisioni dall’alto, sanno come è stata governata Imola in questi cinque anni?

3. se il “campo largo” è una scelta irreversibile a ogni livello, che senso ha avere militanti che sul territorio portano avanti le istanze ecologiste (anche contrapponendosi alle amministrazioni di centrosinistra)?


Le risposte sono facilmente intuibili. È evidente che non ci sia alcuna libertà decisionale a livello locale e il giudizio sull’operato di un’amministrazione non conta nulla. Conta invece mostrarsi uniti e allineati all’alleanza nazionale per non spezzare equilibri elettorali e di potere che nulla hanno a che vedere con la Politica nobile che dovrebbe essere libera e al servizio delle persone e del bene comune.

I cittadini e gli ambientalisti di Imola hanno il diritto di sapere ciò che è accaduto nei Verdi, perché è la rappresentazione di un intero sistema che si occupa ormai solo della propria autoconservazione.

Ci auguriamo che delusione e disincanto possano trasformarsi in idee e impegno. Imola come Bologna: mobilitiamoci dal basso per costruire una città e un futuro migliori.

Massimo Pastori nuovo assessore a Ossona. Il monocolore leghista perde pezzi

 Nonostante il clima fortemente omertoso a Ossona, dove in pubblico hanno tutti paura di parlare, siamo riusciti a scoprire chi sarà il nuovo assessore. Sui motivi delle dimissioni, la voce ufficiosa è il carico di impegni, a logica, il risultato del referendum come goccia, e si presume, il malessere di fare l'assessore in un monocolore leghista e disaccordi sul Pgt votato di nascosto dai cittadini e con la fuga del sindaco Giovanni venegoni durante la votazione. 

Nel consiglio comunale di mercoledì 29, Gussoni verrà sostituito da Barbaglia Elisa, della lega nord , nel ruolo di consigliere e da Massimo Pastori per l'assessorato. 

In attesa delle dimissioni di tutta la giunta, per i motivi noti, assistiamo all'ultimo fortino leghista che si prepara alla stagione congressuale.


lunedì 27 aprile 2026

Lettera aperta ai cittadini e alla città di Milano, dai 24 cittadini costituiti parte civile per grattacielopoli

 I 24 cittadini che sono stati ammessi dal GUP al processo di piazza Aspromonte al posto del Comune inerte scrivono una lettera aperta a Sala e ai Milanesi, commentando la delibera di Giunta del 23/4. La lettera è stata inviata anche al sindaco e alla Giunta.

Lettera aperta ai cittadini e alla città di Milano

Piazza Aspromonte, 25 aprile 2026

Al Sindaco e alla Giunta, ma soprattutto a chi Milano la vive, la attraversa, la paga, la immagina. Il 25 aprile non è una data ornamentale. È una linea di confine. Da una parte l’obbedienza cieca, dall’altra la responsabilità consapevole. Da una parte il potere che si autoassolve, dall’altra la cittadinanza che si assume il peso del bene comune. Ecco perché quanto accade intorno al caso di piazza Aspromonte non è una questione tecnica, né un cavillo da addetti ai lavori. È una crepa. E dentro quella crepa si vede chiaramente il rapporto oggi distorto tra istituzioni e cittadini.

Il Comune di Milano sceglie di partecipare al procedimento penale come “persona offesa”, ma rifiuta di costituirsi parte civile. Una posizione che, al netto del linguaggio burocratico, suona così: osservo, ma non agisco; assisto, ma non mi espongo; mi riservo, eventualmente, di intervenire dopo. Al più, nell’attesa, deposito memorie a sostegno degli imputati. Nel frattempo, cittadini organizzati si fanno carico di ciò che l’Ente decide di non fare: difendere l’interesse collettivo dentro un’aula di giustizia. E qui sta il punto politico, prima ancora che giuridico. Perché quando i cittadini suppliscono all’inerzia dell’amministrazione, non stanno facendo un gesto simbolico: stanno esercitando sovranità. Stanno ricordando che il Comune non è un soggetto astratto, ma una funzione. Una delega. Un mandato. E un mandato, in una democrazia costituzionale, non è eterno né incondizionato. L’articolo 54 della Costituzione parla chiaro: chi esercita funzioni pubbliche deve farlo con disciplina e onore. Non è retorica da cerimonia. È un vincolo operativo. Significa assumersi responsabilità anche quando è scomodo. Significa difendere l’interesse pubblico senza ambiguità, senza posizionamenti opachi, senza cortocircuiti tra forma e sostanza.

Qui, invece, la sostanza è sfuggente. Il Comune contesta implicitamente l’impianto dell’azione penale, si oppone all’azione popolare, ipotizza perfino una questione di legittimità costituzionale contro uno degli strumenti che permettono ai cittadini di intervenire quando l’Ente si sottrae. Tradotto: non solo non agisco, ma metto in discussione il tuo diritto di agire al posto mio. È una scelta legittima? Forse sì. È una scelta giusta? Qui si apre il campo del giudizio politico, ed è impossibile far finta che non esista. Perché Milano non è solo un mercato immobiliare evoluto, né un laboratorio permanente di valorizzazione urbana. È un organismo fragile, stratificato, storico. Un equilibrio tra interesse pubblico e iniziativa privata che la Costituzione, negli articoli 9, 41 e 42, definisce con precisione: l’iniziativa economica è libera, sì, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale. La proprietà è riconosciuta, ma deve avere una funzione sociale. L’ambiente deve essere tutelato anche nell’interesse delle future generazioni. Non sono dettagli. Sono il perimetro. E quando questo perimetro si sfuma, quando le deroghe diventano sistema, quando il linguaggio amministrativo si fa opaco proprio nei passaggi decisivi, allora il problema non è più il singolo edificio. È il modello.

Milano oggi rischia di diventare un precedente. E allora la domanda, semplice è questa: da che parte sta l’Amministrazione quando il conflitto è tra interesse collettivo e operazioni borderline? Non nelle dichiarazioni. Nei fatti. I cittadini, in questa vicenda, hanno già dato una risposta. Si sono esposti, si sono costituiti, hanno accettato il rischio, il costo e la fatica di stare dentro un processo. Non per un tornaconto, ma per un principio: che il bene comune non sia negoziabile a porte chiuse.

Questa lettera non chiede consenso. Chiede chiarezza. Chiede che il Comune scelga una linea leggibile, politicamente assumibile, rispettosa dei principi costituzionali e democratici. Chiede che si riconosca il valore e non la fastidiosa interferenza dell’azione civica. Chiede, in fondo, una cosa antica: che la politica torni a essere servizio.

Il 25 aprile serve a questo. A ricordare che le istituzioni esistono perché qualcuno, prima di noi, ha deciso che il potere doveva avere un limite. Oggi quel limite non si difende con le celebrazioni. Si difende nelle delibere, nelle aule di tribunale, nelle scelte tecniche e politiche che determinano la qualità della vita collettiva. Milano non è di chi la amministra. Milano è di chi la abita, la difende, la immagina ancora possibile. E, quando serve, la contesta, senza stare in silenzio.


Firmato dai 24 cittadini

rappresentati dall’avvocato Veronica Dini

Milano, 25 aprile 2026

giovedì 23 aprile 2026

Ossona. Crisi di maggioranza. Surroga di Gussoni, senza dibattito ma direttamente in consiglio comunale

 Ossona, città metropolitana di Milano e ultimo fortino leghista. 

Viene convocato il consiglio comunale, dove al primo punto vi è la sostituzione del consigliere Gussoni. 



Gussoni è, o era, anche assessore, il che , nel nulla del dibattito pubblico ossonese, lascia spazio a varie interpretazioni. 

Verrà sostituito da E. Barbaglia, storica iscritta leghista, e la stagione congressuale della lega, mai così a corto di consenso, alle porte, potrebbe essere una risposta. 

Chi ricoprirà invece il ruolo di assessore? 


Comune di Milano parte civile in grattacielopoli, piazza Aspromonte

 PALAZZO MARINO. PIAZZA ASPROMONTE, 

LA NOTA DEL COMUNE DI MILANO

Milano, 23 aprile 2026 - L’Amministrazione comunale, con una delibera di Giunta, ha confermato la volontà di prendere parte al processo relativo a un immobile in piazza Aspromonte in qualità di persona offesa, subentrando così al gruppo di cittadini che di recente si sono costituiti parte civile in sostituzione dell’Ente. Il Comune non aderisce all’azione popolare intrapresa dal suddetto gruppo di cittadini, riservandosi di esercitare un’autonoma azione civile risarcitoria nel caso in cui, al termine del processo, vengano accertate responsabilità degli imputati.

La decisione di non costituirsi parte civile è, peraltro, coerente con quanto già precedentemente stabilito dalla delibera approvata nel febbraio 2024, che aveva escluso l’interesse a costituirsi parte civile nei procedimenti penali aperti.

L’Amministrazione ritiene opportuno prendere parte al processo in qualità di persona offesa, in quanto senz’altro interessata all’accertamento della portata legittima o abusiva dell’intervento edilizio in questione, riservandosi comunque di esercitare l’azione civile - come consentito dall’ordinamento giuridico - nel caso in cui fossero confermate le responsabilità ipotizzate.

Nell’ipotesi in cui il Giudice dovesse consentire al gruppo di cittadini in questione di proseguire l’azione popolare in sostituzione del Comune, l’Amministrazione intende sollevare eccezione di legittimità costituzionale, nella convinzione che tale azione (art. 9 d.lgs. 267/2000) non possa essere ammessa in contrasto con la volontà dell’Ente, ma solo in mancanza di manifestazione di volontà dello stesso.

mercoledì 22 aprile 2026

I verdi lombardi chiedono un assemblea per tutti gli iscritti, per ricordare Monguzzi e per i nuovi portavoce

 I verdi della Lombardia chiedono le dimissioni di Devis Dori, così dai social di uno storico verde 

Premessa. Dopo aver "conquistato" i verdi con congressi a dir poco trasparenti e preconfezionati, ha tesserato grillini e i suoi collaboratori, in 3 anni zero democrazia.

La goggia. La denuncia a uno storico portavoce verde per aver documentato un congresso, cosa che lo stesso fa gratuitamente dal 2013, e per chiarezza, quei video hanno funzione e valore di verbale. Dori mostri i verbali delle assemblee dove fa assumere i suoi. 

Gravissimo. Abbiamo scoperto che tre pagine facebook 

Verdi Lombardia 

Verdi Milano metropolitana 

Alleanza Verdi Sinistra Lombardia 

Sono state oscurate in seguito alla denuncia sopracitata.  Se avs Lombardia documentava il lavoro degli ultimi 2 anni, ed è già un danno, quella dei Verdi lombardi era memoria di tutta la comunità e simpatizzanti dei verdi della Lombardia dal 2009.  

Dori dimettiti, chiedi scusa, lascia il parlamento, tanto al secondo mandato miracolo ci sei già. 

Ora, lasciaci fare i verdi. 

I verdi della Lombardia 

Vero, non è rispettoso che in parlamento, cambino casacca e poi entrando in un partito, si portano assistenti e fanno tessere per scalarci e poi fa denunce sul nulla. 

Va, dimettiti, tu e la Grandi, abbiate rispetto per chi per tenere in vita i verdi ha fatto una vita di rinunce e sacrifici, da quando ho 23 anni, dopo l'università, la mia vita sono i verdi, e arriva questo, e fa magheggi e censure in assemblea per coprire la truffa della Grandi e dei neo tesserati , dipendenti del comune, che ieri erano in aula ad occupare spazio per la protesta farlocca dei "dipendenti di sala"

#verdi #europaverde 

Nota, la pagina dei verdi Lombardi, verdi Milano metropolitana e alleanza verdi sinistra Lombardia sono state chiuse in seguito alla denuncia fascista e farlocca. 

Un gravissimo danno alla storia di tutti noi verdi. 

Come ha detto Bonelli, basta a chi ci usa come taxi. 

Aver calpestato la memoria del bustocco Barcucci, e ora quella del nostro fondatore e faro in Lombardia, senza nemmeno una nota stampa, è ovviamente la goccia di un vaso già stracolmo.

SALA VUOLE PRIVATIZZARE ATM. PERCHE' IL PD GLIELO LASCIA FARE?

 SALA VUOLE PRIVATIZZARE ATM. PERCHE' IL PD GLIELO LASCIA FARE?

Dal fb del già senatore Biscardini 

Sala vuole privatizzare l'ATM e per farlo si gioca tutto con la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione.

Anche se ha un potere formale per farlo, perché il PD glielo lascia fare?

Con l'elezione diretta dei sindaci e delle leggi conseguenti, i sindaci sono ormai diventati dei piccoli podestà. Alcuni di loro hanno una sensibilità democratica e usano i loro poteri con ragionevolezza, altri, nemmeno nel caso della nomina dei rappresentanti delle più grandi aziende partecipate, sentono il dovere di raccogliere preventivamente i pareri dei consigli comunali e delle loro giunte.

E' il caso di Milano dove il sindaco Sala è abituato a decidere tutto e di testa sua indipendentemente dal parere e dalle indicazioni che potrebbero arrivargli dai partiti almeno della sua maggioranza. E' il caso della nomina dei membri del Consiglio di Amministrazione di ATM che sembrano messi lì apposta per indicare un disegno più grande e cioè la privatizzazione dell'azienda di trasporto pubblico a favore di società private come WeBuild, leader nel settore delle costruzioni, e Hitachi. Non escludendo i soliti interessi immobiliari per il riuso delle aree e dei depositi di ATM.

L'attuale direttore generale del comune Christian Malangone, uomo vicinissimo a Sala fin dai tempi di Expo, è destinato a ricoprire la carica di amministratore delegato e direttore generale di ATM per avviare il processo di privatizzazione dell'azienda, affiancato da un consiglio di amministrazione di fedelissimi.

Questa è la riprova che Sala, con una giunta che vuole definirsi ancora di centrosinistra, con la sinistra non c'entra nulla.

Dopo i regali fatti ai grandi operatori finanziari e immobiliari con le più spericolate operazioni urbanistiche, dopo la svendita di San Siro ai proprietari nordamericani di Inter e Milan, le galline dalle uova d'oro si nascondono dietro la spericolata operazione di ATM. Speriamo che qualcuno la fermi prima.

Italia in guerra, comunicato dal capo di stato della Marina in TV. Meloni riferisca in parlamento

 Dai social di Nicola Fratoianni 

Con tutto il rispetto per il capo di stato maggiore della Marina, penso che non sia normale dover leggere dalle agenzie e da una sua ospitata in televisione dei progetti di invio di navi militari italiane nello stretto di Hormuz.

Forse qualcuno al governo ha deciso non solo un piano di intervento, ma anche di farlo comunicare in anticipo da un rappresentante delle forze armate, come se si trattasse di un fatto tecnico e non di una scelta politica? 

Vogliono forse testare l’opinione dei cittadini e vedere l’effetto che fa? 

Se è così li accontento e dico subito che devono fermarsi.

Siamo il paese che ha in Costituzione l’articolo 11, che ripudia la guerra.

Devono obbligatoriamente passare dal parlamento e metterci la faccia.

Non possono pensare di portarci in scenari di guerra senza l’Onu e ora anche senza una discussione politica chiara e davanti agli italiani.

Non siamo una colonia degli USA.

lunedì 20 aprile 2026

Sui fatti bolognesi del 19.4.2026

 Dai social di un dirigente dei Verdi Europa verde dell'Emilia Romagna 

DAGLI AL VEGANO!

Avete presente quel ristorantino tanto carino, con vista sui colli e ampio parcheggio, che, però, ahinoi, offre un menù strettamente vegano?

Voi vi presentereste mai lì, con griglia e carbonella sottobraccio, per cacciare dalla cucina lo chef e tutto il personale perché volete assolutamente una fiorentina alla brace e la volete proprio in quel ristorante? Però, rigorosamente, senza prima nemmeno chiedere se fossero disposti a cambiare menù.

Assurdo, vero? Non avrebbe più senso rivolgersi alla braceria aperta poche centinaia di metri più avanti?

Ecco, mutatis mutandi, questo è quello che è andato in scena ieri. 

Al centro Costa, un gruppo di soggetti che non condividevano la linea di un partito, si sono iscritti in massa a quel partito per cambiarne la linea politica. Ma senza mai aver cercato una interlocuzione. Solo decidendo che quel posto a loro piaceva e che se lo sarebbero preso, ma cambiandone la natura.

Auguri. Ma sappiate che non è che non avessimo provato un menù diverso, solo che la ciccia se l’è presa tutta qualcun altro. Lo stesso che non lascerà un ossicino nemmeno a voi.



1 ° MAGGIO – MAYDAY CONTRO IL “MODELLO MILANO”

 1 ° MAGGIO – MAYDAY CONTRO IL “MODELLO MILANO”

Dalle pagine social del sindacato 

Milano viene dipinta come la “metropoli inclusiva e delle opportunità per tutti”. Da anni denunciamo come il successo di questo “modello” sia in realtà solo di facciata, perché quella che viviamo tutti i giorni è una città in cui le disuguaglianze aumentano, i servizi vengono privatizzati, il lavoro è precario, gli affitti sono insostenibili, l’aria è pessima. 

Gentrificazione dei quartieri e attacco al diritto all’abitare.  Da una parte c’è la città dentro i bastioni: turistificata, cara e del lusso, capitale mondiale dei milionari, con i suoi hotel di lusso e ristoranti stellati, in cui svettano i grattaceli delle banche e corporations; dall’altra la periferia, con la strutturale carenza di edilizia popolare e gli sfratti coercitivi di chi non arriva a fine mese. Il rinnovamento dei quartieri, pur coinvolgendo archistar internazionali, ha avuto come effetto il peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. A Milano ci sono ancora 15 mila case popolari vuote, molte in attesa di ristrutturazione, mentre i prezzi degli affitti crescono ogni giorno in maniera esponenziale. Le famiglie di lavoratori, i pensionati e gli studenti non possono più permettersi i costi della città.

Privatizzazione dei servizi pubblici. Milano è la “città delle opportunità”, ma solo per chi se lo può permettere.           

Il privato dilaga in ogni settore: crescono grandi ospedali e cliniche private a discapito del sistema sanitario pubblico sottofinanziato e ormai allo sfacelo; ricche università e istituti scolastici privati si accaparrano fondi pubblici quando la scuola pubblica da decenni subisce tagli; il trasporto pubblico urbano è oggetto di interessi privati che oltremodo contribuiscono a collocarci tra le città più inquinate d’Europa. 

Precarizzazione strutturale del lavoro. Dalla città della grande industria e delle lotte operaie, Milano è diventata una Disneyland neo-liberale dei servizi che nasconde marginalità, esclusione sociale e isolamento. La chiusura degli insediamenti industriali ha dato spazio ad attività a basso valore aggiunto (commercio, ristorazione, turismo, pulizie, sicurezza), con lavori dequalificati e paghe povere, dove si ricorre sempre di più al sistema degli appalti e dei sub-appalti per abbassare sensibilmente il costo del lavoro, a discapito anche della sicurezza.

RIPARTIRE DAGLI INTERESSI DEI LAVORATORI E DELLE CLASSI POPOLARI E’ NECESSARIO PER INVERTIRE QUESTA TENDENZA! MOBILITATI CON LA CUB PER RIVENDICARE:

• RINNOVO DEI CONTRATTI NAZIONALI CON AUMENTI IMMEDIATI DI ALMENO IL 20% E REINTRODUZIONE DELLA SCALA MOBILE. Per combattere realmente l’inflazione.

• RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITA’ DI SALARIO PER I FULL-TIME. PART-TIME NON INFERIORI ALLE 24 ORE SETTIMANALI. Lavorare tutti e lavorare meglio è possibile!

• REINTERNALIZZAZIONE DI TUTTE LE ATTIVITA’ IN APPALTO E CANCELLAZIONE DEI CONTRATTI PRECARI. Diciamo basta a vergognose differenziazioni tra i lavoratori utilizzate solo per far risparmiare gli imprenditori.

• INVESTIMENTI NELLA SANITA’, TRASPORTI E SCUOLE PUBBLICHE. Basta finanziare il privato, ripartiamo dai beni e dagli interessi collettivi.

• BLOCCO DEL RINCARO DEGLI AFFITTI; INVESTIMENTI NEGLI ALLOGGI PUBBLICI. La casa è un diritto per tutti.

• CHIUSURA DI SUPERMERCATI E CENTRI COMMERCIALI NELLE GIORNATE DI FESTIVITA’. Riappropriamoci dei nostri tempi di vita.

1° MAGGIO ORE 14.30 CORTEO DA PZZ.LE LORETO

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domenica 19 aprile 2026

Laura Balbo. Il ricordo di Luigi Manconi

Scrive Marco Boato 

LUIGI MANCONI in memoria di LAURA BALBO.

Fu nel 1998 Luigi Manconi, all'epoca presidente dei Verdi, a proporre al Presidente del Consiglio Massimo D'Alema la nomina, "in quota Verdi", di Laura Balbo a Ministra per le pari opportunità.


 Quando venne nominata ministra, nel 1998, Laura Balbo portò nelle stanze del dipartimento per le Pari Opportunità alcuni patchwork, importati rocambolescamente dagli Stati Uniti, dove visse e studiò tra il 1958 e la seconda metà degli anni Sessanta.

Si trattava di arazzi di grandi dimensioni realizzati con la tecnica del patchwork, cucendo insieme pezzi di vari colori e varie forme, così da formare un unico tessuto variopinto.

Balbo aveva scoperto questi manufatti in California e se ne era innamorata per la loro qualità artistica e per tutto ciò che ricostruendone la storia e il modo di produzione suscitavano in lei. 

E, in effetti, quel metodo di cucito a mano ha costituito, per la sociologa, l’ossatura di un paradigma interpretativo e di uno schema scientifico di analisi della società e, in particolare, del ruolo del genere e della cooperazione femminile (secondo le sue parole: «Una metafora inconsueta che evoca i modi di lavorare e di vivere delle donne nella quotidianità»).

Ed è allora, già alla fine degli anni Sessanta, che le intuizioni originali e pionieristiche di Laura Balbo contribuiscono allo sviluppo dei gender studies. E prendono le mosse da qui le categorie destinate a diventare fondamentali nella ricerca sociologica e nella maturazione della coscienza collettiva del movimento delle donne.

Il femminismo di Balbo non nasce come militanza, ma si forma via via all’interno della pratica sociologica. In altre parole, è partendo dall’analisi scientifica della struttura sociale che vengono rintracciate le origini dei meccanismi di esclusione e discriminazione di genere, attraverso l’indagine sull’organizzazione e la distribuzione dei ruoli, del lavoro e del tempo.

Da allora la categoria di tempo, troppo trascurata dalle scienze sociali, diventa un criterio essenziale degli studi di genere, proprio mentre il femminismo creava quello che è forse il suo slogan più seducente: «I tempi delle donne sono i tempi che le donne si danno». 

Emerge una lettura radicalmente innovativa del lavoro domestico, che in una politica delle donne e per le donne si manifesta come espressione di un processo di valorizzazione di ruolo e di acquisizione di autonomia. Una acquisizione piena di ambiguità e di limiti e, tuttavia, ricca di potenzialità.


La condizione della donna adulta è connotata da una «doppia presenza», nella riproduzione e nella produzione, nel lavoro della famiglia e in quello extra-domestico. Le tensioni e le fatiche proprie di queste due dimensioni sono la materia approfondita da Balbo e dalle sue colleghe, come Marina Bianchi, Chiara Saraceno, Simonetta Piccone Stella e altre ancora.


D’altra parte, c’era, in Laura Balbo, un tratto di personalità che mi ha sempre colpito. Mi disse una volta di lei il grande sociologo Alessandro Pizzorno: «È la studiosa che parla più semplice che abbia mai conosciuto». Si trattava, certamente, di una modalità particolarmente felice di espressione e di comunicazione che ne rivelava bene il carattere, ma anche la vocazione “pedagogica”. Balbo era pragmatica, empirista e anti-retorica.

Gli studi sulle migrazioni e sui rapporti inter-etnici esprimono questa sua concezione realistica priva di ogni utopismo consolatorio e tutta concentrata sulla concretezza di politiche razionali e intelligenti. Un lavoro alla patchwork, appunto.

Il mio ricordo di Laura Balbo è uscito ieri su la Repubblica, lo potete leggere per intero nei commenti qui sotto e nel mio canale Telegram DomoMea.