Milano, pellicceria Marlene Fur, via Bernardino lanino 1
Libera Notizie
Libera Notizie non è una testata giornalistica COERENZAETRASPARENZA (video)youtube
lunedì 19 ottobre 2026
Datacenter in Lombardia, incontro con chi li ha approvati e ora corre ai ripari. Peschiera Borromeo e Milano
Salviamo San Siro. Consiglio comunale di Milano 19 ottobre 2026
Dai social dei comitati per san siro
𝗠𝗔𝗜𝗟 𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗔𝗟𝗘
URGENTE – Consiglio comunale di oggi | San Siro: VIS preventiva, pubblica e vincolante e osservazioni VAS
Gentili Consigliere e Consiglieri comunali,
in occasione della seduta odierna del Consiglio comunale, torno a richiamare la vostra attenzione sulla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del GFU San Siro, anche alla luce di quanto emerso nel Forum pubblico del 6 ottobre, e vi chiedo di farvi promotori di un Ordine del Giorno che impegni Sindaco e Giunta a garantire una 𝗩𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗜𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗦𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 (𝗩𝗜𝗦) 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮, 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗼𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲.
C'è un risultato positivo: la VIS, che avevamo richiesto già nella fase di scoping, è stata finalmente prevista nel Rapporto Ambientale, con attenzione anche alla popolazione esposta e ai recettori sensibili, comprese le scuole.
Resta però una criticità sostanziale: la VIS viene rinviata alla successiva fase di Valutazione di Impatto Ambientale, mentre prosegue l'iter del Piano Attuativo e si spinge per accelerare i tempi in vista di Euro 2032.
Il rischio è che le decisioni urbanistiche precedano gli approfondimenti sanitari necessari, riducendo concretamente la possibilità di modificare il progetto per tutelare la salute pubblica.
I dati contenuti nel Rapporto Ambientale rendono evidente la portata delle pressioni che devono essere valutate:
* 1,59 milioni di m³ di terre da scavare, di cui 1,19 milioni non reimpiegati nel sito, con movimentazioni, trasporti ed emissioni di polveri.
* Demolizione e frantumazione in loco delle macerie del Meazza, con possibili impatti su qualità dell'aria, rumore e vibrazioni.
* Presenza di materiali contenenti amianto compatto e friabile, oltre ad altre fibre, che richiedono bonifiche e controlli specifici.
* 749 giorni di lavori previsti per il solo tunnel Patroclo, con sovrapposizioni tra cantieri e picchi emissivi da valutare.
* Nuovi flussi di traffico e ulteriori funzioni urbane, i cui effetti andranno sommati a quelli dell'inquinamento già presente e delle trasformazioni limitrofe, a partire dall'ex Trotto.
Questi dati descrivono la pressione ambientale prevista, ma non quantificano ancora le conseguenze sanitarie per la popolazione esposta. È proprio questo che la VIS deve chiarire, considerando gli impatti complessivi e cumulativi, gli scenari peggiorativi realistici e le alternative progettuali.
Anche ATS e ARPA, nei contributi sintetizzati dal Rapporto Ambientale, richiamano la necessità di approfondimenti su qualità dell'aria, polveri, rumore, traffico e monitoraggi prima, durante e dopo i lavori.
Parliamo di un quartiere densamente abitato, con bambini, adolescenti, anziani e persone fragili, scuole, strutture sanitarie, parchi e impianti sportivi. Dobbiamo sapere se sarà possibile vivere, studiare, lavorare, giocare e praticare sport all'aperto in condizioni compatibili con la tutela della salute durante tutti gli anni della trasformazione.
La nostra richiesta è una VIS preventiva, pubblica e vincolante:
1. PREVENTIVA: acquisita e valutata prima dell'approvazione del Piano Attuativo, quando può ancora orientare le scelte, modificare il progetto e valutare le alternative.
2. PUBBLICA: integralmente accessibile alla cittadinanza, con dati, metodologie, scenari, risultati e pareri degli enti competenti resi disponibili in tempo utile per consentire un controllo pubblico effettivo e una partecipazione informata alle decisioni.
3. VINCOLANTE: con condizioni sanitarie tradotte in prescrizioni obbligatorie, responsabilità, soglie, controlli e conseguenze in caso di inosservanza. Se emergono incompatibilità sanitarie non risolvibili, il progetto non deve essere approvato nella configurazione proposta.
Vi chiedo pertanto di assumere un'iniziativa concreta già dalla seduta odierna, promuovendo e chiedendo la calendarizzazione urgente di un ODG su questi tre impegni.
Vi ricordo inoltre che il 1° novembre scade il termine per presentare le osservazioni alla VAS. Invito le Consigliere e i Consiglieri che intendano presentare proprie osservazioni a contattarmi direttamente: sono disponibile a condividere documentazione, analisi e proposte di testo per contribuire nel merito a questa fase decisiva.
𝗟𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲.
Le valutazioni tecniche spettano agli enti competenti, ma le scelte, le garanzie richieste e le condizioni poste all'attuazione del progetto chiamano direttamente in causa la responsabilità politica.
La VAS è ancora in corso. È adesso che bisogna esercitare il vostro ruolo di indirizzo e controllo, prima che le decisioni diventino irreversibili.
Confido in un vostro riscontro e in un'iniziativa concreta.
Un cordiale saluto,
Francesca Pannuti - Cittadinanza per San Siro
Riferimenti: Rapporto Ambientale GFU San Siro, RE-000021, revisione 02, e relativi allegati; Forum VAS del 6 ottobre 2026.
Direttiva sul Decreto sicurezza: le indicazioni sul fermo di prevenzione
Direttiva sul Decreto sicurezza: le indicazioni sul fermo di prevenzione
La Procura della Repubblica di Salerno interviene con il provvedimento n. 1502/2026
Sara Occhipinti - Avvocato
Tra le novità di maggiore impatto del nuovo Decreto sicurezza (
D.L. 24 febbraio 2026, n. 23 convertito in Legge 24 aprile 2026, n. 54), ci sono due istituti processuali, il modello 45 bis e il nuovo fermo di prevenzione, che pongono una serie di aspetti problematici sul piano applicativo.
Per garantire la corretta applicazione dei nuovi istituti, la Procura della Repubblica di Salerno ha indirizzato ai magistrati e alla Polizia giudiziaria la Direttiva 3 giugno 2026, n. 1502 (testo in calce).
Il fermo di prevenzione è disciplinato dal nuovo art. 11 bis del
D.L. 21 marzo 1978, n. 59, ed introduce uno strumento di anticipazione della tutela dell’ordine pubblico, che consente alla polizia di praticare una temporanea privazione della libertà personale, allo scopo di prevenire fenomeni di violenza durante le manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico.
Gli elementi costitutivi del fermo di prevenzione
Elementi costitutivi del nuovo istituto sono:
il contesto ambientale: deve essere circoscritto alle sole operazioni di polizia disposte nel corso di manifestazioni pubbliche svolte nell’ambito dei servizi di ordine e sicurezza pubblica disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico;
l’uso della forza: gli ufficiali e glia genti di polizia possono accompagnare nei propri uffici e trattenervi il soggetto. Come già chiarito dalla giurisprudenza riguardo al fermo di identificazione, la polizia può usare un mezzo di coazione fisica come la forza muscolare, se all’accompagnamento viene opposta resistenza anche meramente passiva, purché l’uso della forza sia rigorosamente proporzionato al tipo ed al grado di resistenza opposta;
il tempo del trattenimento: deve essere strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia e comunque non oltre le dodici ore;
il giudizio di pericolosità attuale per l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica: correlato a specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo e sulla base di specifici elementi di fatto, sussiste fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione. Il giudizio di pericolosità della persona deve essere basato su specifiche e concrete circostanze spazio temporali da valutare unitamente a elementi di fatto anche (ma non necessariamente) desunti dal porto di armi od oggetti atti ad offende, armi da punta e da taglio, oppure in alternativa dalla rilevanza di precedenti penali o segnalazioni di polizia per fatti commessi con violenza su persone o cose in occasioni di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni.
Le indicazioni operative per la Polizia giudiziaria
La Procura di Salerno invita quindi le Forze di Polizia:
a munirsi della disponibilità immediata e sul luogo di operazione di un accesso a banche dati aggiornate (quantomeno allo SDI) per rilevare i precedenti del soggetto fermato;
a predisporre in occasione delle manifestazioni un servizio di prevenzione e ordine pubblico idoneo a poter disporre nel contesto ambientale, particolarmente critico, perquisizioni e sequestri nei confronti dei soggetti attenzioni, per rinvenire eventuali armi;
individuare uffici di polizia prossimi con locali idonei dove condurre i soggetti fermati in regime di sicurezza.
Le indicazioni per i Pubblici Ministeri:
Il P.M., destinatario della notizia del compiuto accompagnamento e del fermo, va individuato nel P.M. di turno esterno;
le modalità comunicative da parte degli ufficiali e agenti di polizia dovranno avvenire necessariamente per telefono nel momento iniziale, e la comunicazione telefonica dota essere seguita poi dagli atti formali contenenti tutte le informazioni richieste dall’art. 11 bis, allegando il verbale di accompagnamento e trattenimento;
di tutta l’attività compiuta la Polizia dovrà redigere apposito verbale sottoscritto dall’interessato e rilasciata allo stesso in copia nonostante il silenzio della legge sul punto Il verbale sarà trasmesso alla Procura una volta espletati tutti gli accertamenti
le determinazioni del P.M. di turno saranno riportate negli atti indicando i presupposti per il fermo oppure in caso di loro insussistenza, l’immediato rilascio del fermato.
Se gli accertamenti condurranno all’acquisizione di una notizia di reato la P.G. procederà a depositare apposita autonoma CNR sul portale della Procura con atti separati rispetto a quelli del fermo di prevenzione: si formeranno quindi due fascicoli (modello 21 bis per il reato e modello 45 per il fermo), se gli accertamenti non condurranno all’acquisizione di una compiuta notizia di reato, gli atti trasmessi saranno iscritti al modello 45. Gli atti iscritti al modello 45 saranno assegnati al Sostituto di turno che ha ricevuto la prima notizia dell’avvenuto fermo di prevenzione.
Enrico Fedrighini da gennaio 2026 ha richiesto di tornare nei Verdi
Da gennaio 2026, in seguito alla proposta di più iscritti verdi di Milano, e alla disponibilità dello stesso Enrico Fedrighini, si è chiesto di aderire a Verdi Europa Verde a Enrico Fedrighini.
Ad oggi, 19 ottobre 2026, non è ancora giunta risposta dall'esecutivo nazionale di Europa Verde.
Di seguito la biografia di Enrico Fedrighini
Laureato in Scienze Politiche, ha conseguito un master all’Università degli studi di Pavia (Facoltà di Medicina) in Valutazione e controllo del rischio tossicologico da inquinanti ambientali, un master al Politecnico di Milano in Polis-maker per la qualità del vivere e lo sviluppo urbano sostenibile e un master in Crimonologia e Reati Economici presso il Sole24Ore.
Negli anni Ottanta entra a far parte del movimento ecologista.
Alla metà degli anni Novanta fonda l’Osservatorio metropolitano milanese sul traffico dei rifiuti, segnalando diverse situazioni di smaltimenti abusivi nel triangolo Lombardia-Piemonte-Liguria.
Nel 2010 è uno dei fondatori di MilanoSiMuove, comitato che promuove e ottiene nel 2011 il primo Referendum cittadino sui temi dell’ambiente e della mobilità urbana.
Attualmente è consulente nel settore privato per la prevenzione di infiltrazioni criminali e rischio reato all’interno dei cantieri di bonifica.
Consigliere provinciale dal 1995 al 1999, consigliere comunale dal 2006 al 2011, dal 2016 è consigliere e assessore del Municipio 8 di Milano fino alla rielezione nel Consiglio comunale di Milano nell'ottobre 2021.
DATA CENTER E TUTELA DEL TERRITORIO: SERVONO REGOLE CHIARE E PIÙ POTERE AI COMUNI
DATA CENTER E TUTELA DEL TERRITORIO: SERVONO REGOLE CHIARE E PIÙ POTERE AI COMUNI
Dai social delle pubbliche amministrazioni firmatarie dell'appello.
🖨 Dopo la lettera inviata all’assessore Sertori, invitandolo a una revisione della legge regionale, il sindaco Andrea Orlandi, con altri 51 Sindaci della Città Metropolitana di Milano, ha sottoscritto un appello corale rivolto a Regione Lombardia: i Sindaci chiedono di essere coinvolti nella revisione della legge regionale n. 11 del 2026.
💡 L’appello precedente dei sindaci trasmesso a maggio, che Orlandi aveva firmato, non ha purtroppo trovato ascolto nella normativa licenziata dal Consiglio Regionale sul tema data center.
❗️I Sindaci, sebbene riconoscano il valore strategico della transizione digitale e dell'innovazione, tornano a evidenziare che lo sviluppo delle tecnologie e infrastrutture necessarie non può e non deve avvenire a scapito dei territori, dell'ambiente, del consumo di suolo e delle risorse idriche ed energetiche.
♦️Tre i presupposti della presa di posizione delle Amministrazioni locali:
1 - Con le norme attuali previste anche dalle leggi di Regione Lombardia i Sindaci NON hanno il potere autonomo di bloccare o dire un "no" aprioristico a questi insediamenti.
2 - Le decisioni autorizzative principali sono in capo agli enti statali o regionali. I Comuni si trovano quindi a dover rispondere ai timori e alle preoccupazioni delle comunità, senza avere davvero gli strumenti normativi per governare queste trasformazioni.
3 – Manca una pianificazione condivisa con Comuni, Città metropolitana e cittadini di fronte alla richiesta di nuovi impianti.
I Sindaci chiedono con forza a Regione Lombardia ma anche al Governo:
- Una revisione della legge regionale, introducendo criteri vincolanti di sostenibilità e una vera pianificazione condivisa.
- Restituire centralità ai Comuni e alla Città Metropolitana, dando agli enti locali il potere reale di incidere sulle decisioni che condizionano la qualità della vita dei cittadini e il futuro del territorio.
- Valutazione degli impatti ambientali e idrici, prevenendo speculazioni e garantendo adeguate compensazioni per la comunità.
“Non vogliamo fermare il futuro – dicono i Sindaci - ma vogliamo che il futuro sia governato con buon senso, sostenibilità e rispetto per le istanze dei cittadini. Il bene comune viene prima di tutto”.
Di seguito il testo firmato dai Sindaci:
DATA CENTER: SOLIDARIETÀ AI SINDACI SOTTO ATTACCO.
Occorre rivedere le regole: più potere ai territori per governare gli
insediamenti
Milano 18 ottobre 2026
Noi Sindache e Sindaci dell’area metropolitana milanese, in considerazione del dibattito che si sta sviluppando in questi giorni attorno alla questione dei data center, oltre a esprimere la nostra massima solidarietà a chi di noi è sotto attacco, sentiamo il dovere di intervenire con alcune nostre considerazioni e chiediamo di essere coinvolti nella revisione della legge regionale n. 11 del 2026.
▶️ Riconosciamo il valore strategico dei data center, ma il loro sviluppo non può avvenire a scapito dei territori, né può prescindere dalla tutela dell'ambiente, dal consumo di suolo, dalla disponibilità energetica, dalla gestione delle risorse idriche e del calore prodotto e dalla qualità della vita delle comunità interessate. L’area metropolitana milanese è uno dei principali poli europei del settore e conosce bene la pressione di questo fenomeno sulla rete elettrica, sul suolo e sull'ambiente. Assistiamo anche a fenomeni a rischio di speculazione, come le richieste di connessione alla rete Terna molto più alte della domanda insediativa reale.
Manca una pianificazione condivisa con Comuni, Città metropolitana e cittadini prima dell’approvazione dei nuovi impianti.
Questi aspetti erano stati ben evidenziati in un appello che noi Sindaci avevamo rivolto a Regione Lombardia lo scorso maggio, ma non hanno trovato un'adeguata collocazione nella norma poi definita, con il risultato che oggi siamo chiamati a rispondere ai cittadini per questi insediamenti, senza disporre di un potere di vero governo rispetto al loro inserimento.
Il quadro è certamente condizionato dalla legislazione nazionale. In particolare, l’articolo 8 del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, il cosiddetto «Decreto Bollette», convertito, con modificazioni, dalla legge 10 aprile 2026, n. 49, disciplina il procedimento unico autorizzativo per i data center e le relative reti di connessione. In base a questo decreto, l'autorità competente per il rilascio del provvedimento finale, che assorbe VIA, AIA, autorizzazioni paesaggistiche e titoli edilizi, non è il Comune, ma l'ente titolare della competenza in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA):
● Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per i progetti di rilievo o competenza statale.
● La Regione competente per i progetti che rientrano nelle soglie regionali.
La normativa regionale lombarda non ha superato i vincoli stabiliti a monte dalla
legislazione nazionale, ma ha introdotto ulteriori elementi per disciplinare il fenomeno, principalmente orientati a riconoscere premialità a chi progetta data center più sostenibili, senza però renderle obbligatorie e prevedendole solo come una possibilità.
⚠️ Non è pertanto corretto sostenere che un Sindaco possa dire no all’insediamento di un
data center sul proprio territorio o fermare un progetto.
Le attribuzioni urbanistiche dei Comuni restano importanti, ma non equivalgono a un potere autonomo e generalizzato di bloccare qualsiasi progetto, come oggi ci chiedono molti cittadini. Il risultato è evidente: i Sindaci devono gestire le preoccupazioni e le proteste delle comunità, senza poter avere l'ultima parola sulle decisioni che trasformano i loro territori.
La rappresentazione secondo cui basterebbe la volontà politica di un Sindaco per fermare qualsiasi progetto è fuorviante.
Non possiamo accettare che le legittime preoccupazioni si trasformino in attacchi personali contro gli amministratori locali.
Ai cittadini occorre dire la verità: per proteggere davvero i territori bisogna cambiare le regole, non alimentare illusioni.
Le preoccupazioni che avevamo espresso in quella lettera dei Sindaci erano fondate e riteniamo che alcune questioni debbano essere al più presto considerate in una revisione complessiva della norma: occorre stabilire criteri chiari per la localizzazione, valutare gli impatti cumulativi, tutelare le risorse energetiche e idriche, assicurare compensazioni trasparenti. Ma soprattutto bisogna restituire ai territori la possibilità concreta di pianificare e incidere sulle decisioni che li riguardano. È necessario inoltre coinvolgere Città metropolitana e Province, attribuendo loro potere di pianificazione. Infrastrutture di queste dimensioni producono effetti che superano i confini comunali: per questo occorre una regia di coordinamento sovracomunale forte.
La legge regionale deve essere ripensata su queste basi. Per questo chiediamo anche a Regione Lombardia di farsi portavoce presso il Governo dell’esigenza di strumenti nazionali di pianificazione adeguati.
La disponibilità della Regione a rivedere la norma è positiva, ma non basta. Se non si interviene anche sulle regole nazionali, i Sindaci restano comunque esautorati, responsabili davanti ai cittadini ma privi di strumenti sufficienti per governare gli insediamenti.
Non chiediamo di fermare il futuro, né diciamo no a priori ai data center. Chiediamo che il loro sviluppo sia governato nell’interesse generale, selezionando i progetti migliori e garantendo alle comunità strumenti adeguati per incidere sulle scelte che le riguardano, restituendo ai Comuni e a Città metropolitana e Province un ruolo effettivo nella pianificazione e nelle decisioni su questo tema.
Rivolgiamo a tutti un appello alla responsabilità, al dialogo e al buon senso. Servono meno contrapposizioni e più capacità di affrontare i problemi concreti, con la consapevolezza che le scelte di oggi condizioneranno il futuro dei nostri territori.
Il bene comune deve venire prima degli interessi di parte. Le polemiche, infatti, servono solo a polarizzare il dibattito tra sì e no, senza risolvere i problemi.
È questo il criterio per valutare ogni progetto e costruire regole più giuste: uno sviluppo che crei opportunità senza compromettere l’ambiente, la qualità della vita e il diritto delle comunità a partecipare alle decisioni che le riguardano.
Sottoscrivono l'appello i sindaci e le sindache:
Comune di Arese - Luca Nuvoli
Comune di Basiano - Stefania Solcia
Comune di Basiglio - Lidia Reale
Comune di Bellinzago Lombardo - Michele Avola
Comune di Binasco - Liana Castaldo
Comune di Bollate - Carolina Maria Nizzola
Comune di Buccinasco - Rino Pruiti
Comune di Bussero - Massimo Vadori
Comune di Busto Garolfo - Giovanni Rigiroli
Comune di Canegrate - Matteo Modica
Comune di Casarile - Silvana Cantoro
Comune di Cernusco sul Naviglio - Paola Colombo
Comune di Cerro al Lambro - Gianluca Di Cesare
Comune di Cesano Boscone - Marco Pozza
Comune di Cormano - Luigi Magistro
Comune di Cornaredo - Corrado D'Urbano
Comune di Corsico - Stefano Martino Ventura
Comune di Cusano Milanino - Carla Pessina
Comune di Dairago - Paola Rolfi
Comune di Gessate - Lucia Mantegazza
Comune di Gorgonzola - Ilaria Scaccabarozzi
Comune di Gudo Visconti - Omar Cirulli
Comune di Inveruno - Nicoletta Saveri
Comune di Lainate - Alberto Landonio
Comune di Legnano - Lorenzo Radice
Comune di Liscate - Lorenzo Fucci
Comune di Locate Triulzi - Davide Serrano
Comune di Magnago - Gianluca Marta
Comune di Masate - Pamela Tumiati
Comune di Noviglio - Javier Miera
Comune di Paderno Dugnano - Anna Varisco
Comune di Pantigliate - Lorenzo Miglioli
Comune di Parabiago - Giacomo Sartori
Comune di Peschiera Borromeo - Andrea Coden
Comune di Pieve Emanuele - Pierluigi Costanzo
Comune di Pioltello - Ivonne Cosciotti
Comune di Pozzuolo Martesana - Angelo Caterina
Comune di Pregnana Milanese - Angelo Bosani
Comune di Rho - Andrea Orlandi
Comune di Rosate - Carlo Tarantola
Comune di Segrate - Francesco Di Chio
Comune di Senago - Magda Beretta
Comune di Solaro - Nilde Moretti
Comune di Trezzano Rosa - Diego Cataldo
Comune di Trezzo sull'Adda - Diego Torri
Comune di Truccazzano - Franco De Gregorio
Comune di Vaprio D'Adda - Marco Galli
Comune di Vermezzo con Zelo - Ada Rattaro
Comune di Vernate - Carmen Menduca
Comune di Vimodrone - Dario Veneroni
Comune di Vizzolo Predabissi - Luisa Salvatori
Comune di Zibido San Giacomo - Sonia Belloli
domenica 18 ottobre 2026
Cucchiara minaccia Rossi e Cossutta. Milano 2027
Silvia Salis in Feltrinelli a Milano 17.10.2026
Pubblico delle grande occasioni, ben oltre le aspettative, nella Feltrinelli di piazza Piemonte per la presentazione del libro della Sindaca di Genova, Silvia Salis.
Video quiMilano
Fine presentazione
https://www.facebook.com/share/v/19UZWPtA9G/
Intervista. 1
https://www.facebook.com/share/v/1QrDytvWhm/
Intervista. 2
https://www.facebook.com/share/v/19ocRaerif/
Milano 2027. Goisis, teatro Puccini 17.10.2026
Milano, sabato 17 ottobre 2026, teatro Puccini, corso Buenos Aires
Bagno di folla per il già portaborse di Chiara Bisconti, assessora nel 2011 con Giuliano Pisapia, a 21 anni, e poi portaborse di Rabaiotti con la Giunta di Beppe Sala.
500 persone nel salone principale, i volti noti, quelli del greenwashing attuale della giunta sala e del sottobosco politico di Elena Grandi, tra dirigenti e dipendenti di Legambiente e di altre ong.
Video quiMilano
https://www.facebook.com/share/v/1DRpg7wEEu/
Avs. Le 16 proposte più votate su decidiamo.it 18.10.2026
🟢🔴 Ecco le proposte più votate di Decidiamo!
Il nostro percorso di democrazia e partecipazione è giunto al termine.
Quasi 10mila iscritti, 2000 proposte e oltre 100mila voti espressi. Una comunità viva, che vuole darsi da fare e ha tutta l'intenzione di farsi sentire. Grazie davvero.
Ora le vostre idee sono la nostra priorità e faranno parte del programma di AVS e contribuiranno al programma di coalizione del centrosinistra.
❗Le proposte più votate per ogni tema su Decidiamo!
- La transizione la pagano i grandi profitti, non le famiglie
- Case per chi studia e lavora, non per chi specula
- Chi inquina di più paga di più. Il treno deve costare meno dell'aereo
- Riparare costa meno che ricomprare
- Un progetto socialista, ecologista, democratico
- Si misura il benessere, non solo il PIL
- La patrimoniale per milionari e miliardari, sullo 0,1% della popolazione italiana
- La cannabis esce dal mercato nero
- Curare nei tempi giusti, ovunque
- Stop finanziamento pubblico a scuole private
- Ripristino del reato di abuso d’ufficio
- Chi nasce e cresce qui è italiano/a
- Palestina: autodeterminazione, giustizia e fine dell'impunità
- Acqua pubblica, comunità protagoniste
- Chi inganna gli elettori con l'IA paga
- Campi senza veleni, suolo che resta
Leggi le proposte su Decidiamo! 👇🏼
https://shorturl.at/RCbg9
MarciaRosa Ossona 18 ottobre 2026
Ossona, città metropolitana di Milano
Domenica 18 ottobre 2026
Video diretta facebook su quiMilano
https://www.facebook.com/share/v/1HFKKVGmWH/
Non vengono da un altro pianeta le malattie, e si sa ancora poco. Il tema della salute, nel 2026, verte sempre sul rapporto uomo ambiente, come l'ia ci può aiutare a prevenire.
Video su elettrosmog a cura di Orazio LaCorte per teleambiente
Il passaggio della MarciaRosa davanti alla sede dei Verdi, che per l'occasione ha ospitato lo striscione del comitato magentino che chiede la moratoria di un anno per i datacenter


































































