Santo Stefano Ticino. Città metropolitana di Milano. Sabato 31 maggio 2025.
Video quimilano
Da una settimana si è appreso del progetto di un megaimpianto fotovoltaico nei territori del plis il gelso e dei comuni di Santo Stefano Ticino, Marcallo con Casone e Ossona.
Assemblea pubblica a santo stefano promossa dal gruppo di centrosinistra di minoranza.
La proposta di Verdi Europa Verde, dal portavoce Gilberto Rossi, si articola, ovviamente nel sostegno al comitato e ai cittadini.
3 consigli comunali straordinari.
(Ossona e Santo Stefano il 3 giugno, Marcallo, il 12)
3 assemblee cittadine (qua il video di quella Santo stefanese)
Una biciclettata ne il gelso, alla scoperta del parco e del territorio a rischio.
Sono intervenuti i 4 consiglieri comunali di opposizione.
Oltre un centinaio di persone, con un curioso ma efficacissimo effetto moltiplicatore, con la conclusione della Santa Messa e l'aggiornamento immediato di oltre 300 cittadini.
Nel frattenpo la pagina del comitato e la petizione on line, sono oltre le 500 adesioni in 24 ore.
Buonasera a tutti Gilberto Rossi per Verdi ambiente e società
trascrizione da youtube
Voglio condividere con voi due considerazioni in merito al fatto che il Comune di Milano abbia ritirato il sostegno politico al cosiddetto Decreto SalvaMilano mi sento di farlo dopo una breve consultazione con altri iscritti perché penso che sia giusto in ricordo del nostro fondatore il senatore Guido pollice che è venuto a mancare ormai da un po' e anche di Giancarlo Aprea che per aver di ambiente e società Aveva curato vari progetti mi va di ricordare penso che sia importante visto che adesso sembra che tutti si stiano dimenticando Cosa è successo a Milano negli ultimi 14 anni che comunque come Verdi ambiente e società per quello che può fare un'associazione
COMUNICATO STAMPA DEL“COMITATO SALVIAMO GLI ALBERI DI GALLARATE”
Cura del verde a Gallarate:un intervento corretto?
A partire da questo autunno il Comune di Gallarate ha avviato una serie di interventi di potatura e taglio di alberi in diverse vie cittadine.Labbattimento di ben sei alberi in via Torino ha suscitato numerose polemiche,ma è stato giustificato dall'Amministrazione dallo stato di salute delle piante
e dal pericolo di una loro caduta.Ora è in programma,peri primi mesi del 2025,un piano di cura e
rinnovo del verde cittadino che,da determina n.905 del 31/12/2024,prevedera,nell'arco di 120
giorni fino al 30 aprile,potature e ripiantumazioni,ma anche tagli di alberi definiti nella relazione
tecnica deperiti o morenti.E'sicuramente positivo e doveroso che si proceda al monitoraggio e alla
cura del patrimonio arboreo cittadino,come il Comitato ha sempre chiesto -molti ricorderanno la
vicenda dell'acer japonica trapiantata da piazza Giovanni XXlll e poiabbandonata
dallAmministrazione.Tuttavia auspichiamo che la valutazione delle condizioni degli alberi sia
fondata su analisi rigorose e approfondite,che chiederemo di verificare.Ma preoccupa,in
particolare,Yimminente intervento sullo storico filare degli alberi di Viale dei Tigli che partirà nei
prossimi giorni e risulta,dai documenti,il compimento di un piano previsto per linverno 2023/24
(determina n.804 del 21/12/2023)e finora non attuato.In questo piano si prevedono abbattimenti,
senza tuttavia quantificarli né indicarne la localizzazione.In proposito,riteniamo grave che
YAssessore al Verde Rech,interpellato dalla stampa,ammetta la possibilita di altri tagli di alberi,che
gli operai stessi potrebbero decidere nel corso dell'opera di manutenzione.Le dichiarazioni
dell'assessore evidenziano un modo di procedere del tutto superficiale,ambiguo e poco trasparente,
che delega alla ditta appaltatrice responsabilita che competono allAmministrazione.Non ci pare
possibile che il taglio di un albero venga deciso e improvvisato sul posto da operatori con incarichie
competenze esecutive,senza essere stato valutato e definito in precedenza da agronomi competenti
con adeguate analisi.Chiediamo quindi che,in mancanza di relazioni agronomiche approfondite e
supportate da analisi strumentali,nessun albero sia tagliato né in viale dei Tigli,né in altri punti della
città.E chiediamo che finisca la stagione dei tagli decisi dai tecnici esclusivamente con "visual tree
assessment"-come viene indicata la semplice osservazione esterna delle piante,che puo costituire
uno screening preliminare ma non definitivo nel valutarne le reali condizioni.Ogni albero tagliato
inutilmente costituisce una perdita economica e ambientale che non possiamo piu permetterci in
una città già cementificata e inquinata oltre ogni limite.Gli alberi pluridecennali sono un patrimonio
collettivo e IAmministrazione gallaratese risponde della vita e della cura di ognuno di essi.Le
sostituzioni devono essere un'eccezione giustificata da gravi ragioni e non la norma,perché un albero
in buona salute con letà aumenta 'effetto di mitigazione climatica e di miglioramento della qualità
dell'aria in città.Purtroppo a Gallarate si taglia o si pota senza nemmeno sapere quanti alberi
esistano nei confini urbani,perché tuttora non è stato nemmeno avviato il censimento arboreo,pur
obbligatorio per legge.Non si elabora un vero piano per sviluppare e ampliare il verde cittadino e si
programmano interventi di manutenzione le cui modalita non risultano chiare e in cui si teme un
bilancio finale sempre in perdita peri nostri alberi e per la salute dei cittadini.Ifilari di tigli che hanno
dato il nome al famoso viale cittadino non sono solo una ricchezza naturale per Gallarate,ma
raccontano un pezzo di storia della città e sono parte della memoria dei suoi cittadini.Viglieremo,e
chiederemo conto a chi ci amministra,affinchè quei magnifici alberi e tutti gli alberi che costellano
le strade e i parchi della città continuino ad affondare le loro radici nel suolo e nel cuore di Gallarate
e siano davvero protetti e curati come baluardi della salute e del futuro di tutti noi.
riceviamo e volentieri pubblichiamo, nota stampa del comitato, e video intervento dei Verdi della Lombardia
Vanzago, 14 Dicembre 2024
Oggetto: Sospensione lavori del progetto di Potenziamento ferroviario Rho – Parabiago
Spett.li Sindaci e Amministrazioni Comunali,
A seguito della pubblicazione della Sentenza del TAR Lombardia n. 03488/2024 del 6 dicembre 2024, che
ha annullato l’ordinanza n.11 del 28 giugno 2023 con la quale il Commissario Straordinario Vera Fiorani
aveva approvato il Progetto Definitivo del Potenziamento linea Gallarate – Rho - 1^ Fase: Quadruplicamento
tratta Rho – Parabiago e raccordo a Y per Malpensa (CUP: J31J05000010001), il Comitato Rho-Parabiago
chiede a tutti i Comuni interessati di intimare formalmente a RFI, Italferr e imprese esecutrici:
di interrompere qualsiasi attività operativa in essere
di rimuovere tutte le strutture già installate, incluse le recinzioni di cantiere
di ripristinare tutte le aree di cantiere e di lavoro allo stato preesistente all’inizio delle attività, incluse:
- la ripiantumazione degli esemplari arborei abbattuti
- la ricostituzione delle fasce boscate e arbustive eliminate
- la rimozione delle platee in asfalto/cemento eventualmente realizzate e la ricostituzione dello
strato di terreno superficiale mediante riporto di terreno avente idonee caratteristiche qualitative
L’interruzione dei lavori e il ripristino delle condizioni ante operam devono essere posti in atto in
conseguenza dell'annullamento dell'ordinanza n.11/2023, con il quale è venuto meno anche l'oggetto della gara di appalto assegnata alla società Notari.
Si ricorda, infatti, che RFI ha affidato all’impresa appaltatrice la redazione del progetto esecutivo e la
realizzazione dei lavori con appalto integrato ai sensi dell'art. 59 comma 1 bis del D.lgs. 50/2016 che
stabilisce che l'oggetto dell'appalto integrato è il progetto definitivo, nel caso di specie approvato con
l'ordinanza n. 11/2023.
Tutte le attività legate al progetto - già di per sè illegittime in quanto avviate senza progettazione
esecutiva e verifica di ottemperanza - risultano definitivamente e a maggior ragione illegittime,
perchè prive dell'atto autorizzativo.
Si precisa, per completezza, che l'annullamento dell’ordinanza n.11/2023 ha comportato anche il venir meno del vincolo preordinato all'esproprio, che il Tar ha giudicato illegittimo per la mancanza di una motivazione in merito alla sua reiterazione.
Si allega copia semplice della decisione del TAR Lombardia che ha accolto il ricorso promosso dal Comitato
(in ogni caso liberamente consultabile sul sito della giustizia amministrativa).
Si chiede, ai sensi e per gli effetti degli art. 22 e ss della L. 241/90 - in quanto soggetti interessati nei termini
riconosciuti dalla decisione allegata - di ottenere copia degli atti adottati in riscontro alla presente.
Confidando in una Vostra pronta attivazione, porgiamo distinti saluti
Una sola candidatura a Presidente e solo 3 consiglieri, proposti per il quinquennio 2024 2029.
L'assemblea è iniziata con la relazione della Presidente Cristina Chiappa, si è votato il verbale della seduta precedente, una variante di bilancio e infine è stata presentata la candidatura del Presidente e dei 3 consiglieri. Gli altri due verranno integrati in seguito.
Un'atmosfera surreale, come se si trattasse di un brutto compito da svolgere.
In effetti, per chi vive il parco come un ostacolo al cemento e alle grandi infrastrutture inutili, è certo un fastidio, che il parco in questi 5 anni, ahinoi, ha ridotto al minimo, per arrivare all'assurdo, di Gallarate, in via Curtatone, dove si distingue per aver detto si al taglio di un bosco e aver preso 220.000 euro.
I silenzi sul progetto dell'autostrada da Vigevano a Magenta, che porterebbe l'UNESCO al ritiro del riconoscimento di area MAB. I silenzi su Malpensa e le opere accessorie.
In tutto questo il valore ecosistemico e in ambito sanitario del Parco del Ticino, anche a fronte delle continue e recenti criticità, non viene mai valorizzato.
Dopo 50 anni , è ora di ripensare il Parco del Ticino e la sua governance.
In Europa i direttori dei parchi sono quasi alla pari dei ministri dell'ambiente, in Italia, sono pressoché sconosciuti.
È un salto culturale minimo necessario.
l’unica candidatura è quella presentata dalla Provincia di Pavia,
che ha scelto per la presidenza il leghista Ismaele Rognoni.
Per il Comitato di gestione le candidature annunciate sono quelle di
Silvia Bernini (indicata da un gruppo di dieci comuni guidati da sindaci di centrodestra),
di Maurizio Rivolta (indicato da Città Metropolitana di Milano) e di
Tiziano Domenico Zocchi (indicato dalla Provincia di Varese).
Domenica 15 settembre 2024 dalle ore 15.30 con ritrovo e partenza delle ore 16.00, da P.zza Giovanni XXIII (stazione) Gallarate.
Manifestazione per salvare il bosco di via Curtatone!!!
📌 15 settembre
📣 MANIFESTAZIONE 📣
🌳 SALVIAMO IL BOSCO di via Curtatone 🌲
🕓 ore 16, stazione FS di Gallarate
🕕 ore 18, arrivo al presidio di Via Curtatone per un momento conviviale
DIFENDERE IL BOSCO È DIFENDERE IL QUARTIERE
Il progetto “Grow29” è un maxi-intervento urbanistico di “rigenerazione urbana” che prevede la chiusura dei quattro plessi scolastici esistenti dell’infanzia e primaria di Cajello e Cascinetta e la creazione di un unico polo scolastico a ridosso dell’autostrada e della ferrovia, con il conseguente abbattimento del bosco urbano di via Curtatone. Il valore complessivo del progetto è di 16 milioni di euro finanziato da fondi europei. Chiudere quattro scuole... per aprirne una!
Cosa vogliamo?
l’interruzione dei lavori fino al 15 ottobre, data che corrisponde alla fine del periodo di nidificazione (come previsto dalla legge 157/1992) e la tutela dell’intera fauna
la ristrutturazione e riqualificazione delle quattro scuole di quartiere già esistenti
che il bosco rimanga a disposizione dei quartieri di Cascinetta e Cajello, zona verde fonte di ossigeno, ombra e aria fresca al contrario di un’ulteriore area cementificata
Attorno a queste esigenze da oltre un mese è nata una mobilitazione che è riuscita a bloccare gli abbattimenti, iniziati il 5 agosto. Da quel giorno al bosco è nato il presidio permanente di via Curtatone: chi in strada con il gazebo e chi arrampicato sugli alberi si resiste ancora oggi, giorno e notte.
Amministrazione Comunale e forze dell’ordine hanno fin da subito tentato di intimidire e scoraggiare la protesta attraverso denunce, fogli di via e aggressioni.
Ma il bosco non si arrende: vive e respira grazie alla solidarietà di tutti e tutte!
Unisciti alla manifestazione, salviamo il bosco di via Curtatone!
I comitati chiedono verifiche dopo l’emergenza a Malpensa.
Il Boeing 777 ha dovuto sorvolare ripetutamente la provincia di Vercelli per alleggerirsi prima di atterrare in aeroporto. Arpa sostiene non ci sia stata contaminazione ma le comunità locali chiedono ulteriori controlli
72.000 kg di carburante scaricati in in 32 minuti. E’ quello che è accaduto il 9 luglio sopra i cieli di Malpensa quando un Boeing 777-32WER della compagnia LATAM, con a bordo 398 persone, ha subito un grave problema durante il decollo, conosciuto come “tail strike”, che ha costretto l’equipaggio a dichiarare un’emergenza. L’aereo ha dovuto sorvolare ripetutamente la provincia di Vercelli per alleggerirsi tramite il rilascio in volo di circa 72.000 kg di carburante, prima di riuscire a rientrare in sicurezza a Malpensa
L’ incidente avvenuto il 9 luglio 2024 all’aeroporto di Milano Malpensa ha sollevato serie preoccupazioni tra le comunità locali e i comitati ambientali.
L’incidente ha interessato un’ampia area tra i comuni di Santhià, Tronzano Vercellese e San Germano Vercellese, dove il carburante, costituito da cherosene idrodesolforato (JET A-1), è stato scaricato in atmosfera. Nonostante il report preliminare elaborato dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) affermi che la manovra non ha determinato una contaminazione significativa dell’ambiente, le valutazioni contenute in questo documento non sono state sufficienti a placare le preoccupazioni dei cittadini.
“In prima istanza, si è ritenuto opportuno visionare tre specchi di acqua stagnante (lago di pesca di Salasco, laghetti del campo da golf di Cavaglià, laghi di cava di Santhià), per verificare eventuali presenze residue di translucenze sul pelo dell’acqua stessa, imputabili alla presenza di idrocarburi, e in caso positivo effettuare un campione da analizzare in laboratorio.
Durante il sopralluogo non è però stata riscontrata nessuna evidenza visiva, né alcuna evidenza era stata rilevata nei giorni precedenti dai gestori del lago di Salasco e del golf club di Cavaglià”, si legge in un comunicato di Arpa.
In risposta a queste preoccupazioni, l’Unione dei Comitati dell’Alta Valle del Ticino, insieme ai Comitati di Golasecca, Coarezza, Varallo Pombia e Malpensa, ha inviato una lettera a vari enti istituzionali, tra cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ARPA Piemonte, ISPRA, Regione Piemonte, Provincia di Vercelli e la Prefettura di Vercelli, esprimendo la propria insoddisfazione e richiedendo ulteriori verifiche.
Nella lettera, i comitati sottolineano che la mancanza di campionamenti di suolo, acqua e colture nelle aree interessate dal sorvolo dell’aereo rende difficile accettare la conclusione che non vi sia stata una contaminazione significativa. Gli abitanti delle zone coinvolte si aspettano che venga fatta maggiore chiarezza attraverso l’esecuzione di analisi ambientali dettagliate. Il rischio percepito per la salute pubblica e la sicurezza dell’ambiente è alto, e la sola valutazione teorica, che esclude evidenti danni visivi, non è considerata sufficiente per garantire la tranquillità della popolazione: “ Non si comprende per quale motivo non si sia proceduto a prelevare più campionature (acqua, suolo, colture) al fine di verificare effettivamente la contaminazione o meno dell’ambiente sottostante allo scarico di carburante – si legge nel documento diffuso dal Comitato – Ribadiamo come la tutela della salute e della salvaguardia del territorio sia un diritto inalienabile dei cittadini, che deve essere garantito al di là di un mero esercizio teorico, e pertanto riteniamo un insulto all’intelligenza degli stessi, la giustificazione del mancato prelevamento di campioni sulla base di elaborati teorici e le non evidenze meramente visive”.
I comitati chiedono, quindi, che le autorità competenti effettuino urgentemente le analisi necessarie e che i risultati di queste analisi vengano comunicati in modo trasparente. Solo in questo modo, affermano, sarà possibile dissipare ogni dubbio ragionevole sulla sicurezza ambientale e sulla salute pubblica.
Secondo Giani Flavio, coordinatore dell’Unione dei Comitati, è essenziale che le istituzioni dimostrino un impegno reale e tangibile nella protezione delle comunità locali.
LEAL: "Nessuna tutela per i selvatici in Trentino: la legge ammazza-orsi è stata approvata. Non staremo a guardare"
Il Consiglio della Provincia di Trento ha dato il via libera agli abbattimenti con 19 voti favorevoli, 2 contrari e 11 astenuti. Avevamo già avuto certezza dell’approvazione nel momento in cui il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, aveva dichiarato che non ci sono alternative all'abbattimento degli orsi in Trentino. Questa affermazione è il seguito del tentativo fallito di un “ambasciatore” della Pat, che ha visitato diversi Paesi dell'Est Europa, che hanno dichiarato di non essere disposti ad accoglierli, tra l'estate e l'inverno del 2023 (non sono stati resi noti altri contatti successivi).
LEAL, che è stata presente al presidio del 4 marzo organizzato sotto la sede della Provincia di Trento dagli attivisti di StopCasteller, considera scellerato il disegno di legge che prevede l’uccisione di 8 orsi all'anno, 4 adulti e 4 cuccioli.
Gian Marco Prampolini, presidente LEAL rimarca: “La fauna selvatica deve essere tutelata con competenza, rigore e rispetto e in Trentino le cose per gli orsi hanno preso da tempo una brutta piega. Oltre al numero di orsi scomparsi per bracconaggio, avvelenamenti e morti per cause sconosciute, per investimenti e incidenti, è evidente che legalizzarne un abbattimento regolare e sistematico per legge mette i plantigradi del Trentino a rischio di estinzione”.
Dopo che M90 è stato ucciso a fucilate seguiranno altre esecuzioni. LEAL ricorda che nonostante la legge approvata da poche ore gli orsi rimangono una specie severamente protetta in Italia e in Europa e questo crea un innegabile cortocircuito. LEAL si appellerà a tutte le sedi istituzionali italiane ed europee per la tutela di questi animali che da anni difendiamo con ogni strategia legale e nelle piazze.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo, in merito alla discarica a targa lega, cl, forza Italia, che con un sistema di scaricabarile vogliono attribuire a città metropolitana, esautorata e mera esecutruce di regione, dalla legge n. 32 del 2015.
Solidarietà e immenso grazie ai sindaci e AVANTI
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO - Accolta la richiesta di sospensiva contro il progetto discarica nel parco del Roccolo
Il Consiglio di Stato ha accolto, all’esito dell’udienza di ieri, la richiesta di sospensiva dei lavori, presentata dai comuni di Casorezzo, Busto Garolfo e dal Plis del Roccolo, per la realizzazione della ricarica di rifiuti speciali nell’ex ATEg11 (cave di Casorezzo).
Questa decisione evidenzia ulteriormente le criticità e le lacune di un progetto fortemente contrastato da tutto il territorio.
Nonostante l’opposizione di Solter e, spiace evidenziarlo ancora una volta, di Città metropolitana Milano, i giudici hanno sostenuto le nostre ragioni. Siamo fiduciosi di ottenere lo stesso riconoscimento anche all’esito dell’udienza di ottobre.
Continuiamo e continueremo, in ogni sede utile, la nostra battaglia a tutela del territorio, della salute e dei cittadini.
Susanna Biondi - Sindaco di Busto Garolfo
Pierluca Oldani - Sindaco di Casorezzo
Matteo Modica - Sindaco di Canegrate
Nelle scorse settimane, erano apparsi striscioni in solidarietà a Pierluca Oldani e che dicevano NO ALLA DISCARICA