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venerdì 23 agosto 2024

72 mila chili di carburante scaricati in volo

72 mila chili di carburante scaricati in volo.

 I comitati chiedono verifiche dopo l’emergenza a Malpensa.

Il Boeing 777 ha dovuto sorvolare ripetutamente la provincia di Vercelli per alleggerirsi prima di atterrare in aeroporto. Arpa sostiene non ci sia stata contaminazione ma le comunità locali chiedono ulteriori controlli

72.000 kg di carburante scaricati in in 32 minuti. E’ quello che è accaduto il 9 luglio sopra i cieli di Malpensa quando un Boeing 777-32WER della compagnia LATAM, con a bordo 398 persone, ha subito un grave problema durante il decollo, conosciuto come “tail strike”, che ha costretto l’equipaggio a dichiarare un’emergenza. L’aereo ha dovuto sorvolare ripetutamente la provincia di Vercelli per alleggerirsi tramite il rilascio in volo di circa 72.000 kg di carburante, prima di riuscire a rientrare in sicurezza a Malpensa

L’ incidente  avvenuto il 9 luglio 2024 all’aeroporto di Milano Malpensa ha sollevato serie preoccupazioni tra le comunità locali e i comitati ambientali.

L’incidente ha interessato un’ampia area tra i comuni di Santhià, Tronzano Vercellese e San Germano Vercellese, dove il carburante, costituito da cherosene idrodesolforato (JET A-1), è stato scaricato in atmosfera. Nonostante il report preliminare elaborato dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) affermi che la manovra non ha determinato una contaminazione significativa dell’ambiente, le valutazioni contenute in questo documento non sono state sufficienti a placare le preoccupazioni dei cittadini.

“In prima istanza, si è ritenuto opportuno visionare tre specchi di acqua stagnante (lago di pesca di Salasco, laghetti del campo da golf di Cavaglià, laghi di cava di Santhià), per verificare eventuali presenze residue di translucenze sul pelo dell’acqua stessa, imputabili alla presenza di idrocarburi, e in caso positivo effettuare un campione da analizzare in laboratorio.

Durante il sopralluogo non è però stata riscontrata nessuna evidenza visiva, né alcuna evidenza era stata rilevata nei giorni precedenti dai gestori del lago di Salasco e del golf club di Cavaglià”, si legge in un comunicato di Arpa.

In risposta a queste preoccupazioni, l’Unione dei Comitati dell’Alta Valle del Ticino, insieme ai Comitati di Golasecca, Coarezza, Varallo Pombia e Malpensa, ha inviato una lettera a vari enti istituzionali, tra cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ARPA Piemonte, ISPRA, Regione Piemonte, Provincia di Vercelli e la Prefettura di Vercelli, esprimendo la propria insoddisfazione e richiedendo ulteriori verifiche.

Nella lettera, i comitati sottolineano che la mancanza di campionamenti di suolo, acqua e colture nelle aree interessate dal sorvolo dell’aereo rende difficile accettare la conclusione che non vi sia stata una contaminazione significativa. Gli abitanti delle zone coinvolte si aspettano che venga fatta maggiore chiarezza attraverso l’esecuzione di analisi ambientali dettagliate. Il rischio percepito per la salute pubblica e la sicurezza dell’ambiente è alto, e la sola valutazione teorica, che esclude evidenti danni visivi, non è considerata sufficiente per garantire la tranquillità della popolazione: “ Non si comprende per quale motivo non si sia proceduto a prelevare più campionature (acqua, suolo, colture) al fine di verificare effettivamente la contaminazione o meno dell’ambiente sottostante allo scarico di carburante – si legge nel documento diffuso dal Comitato –  Ribadiamo come la tutela della salute e della salvaguardia del territorio sia un diritto inalienabile dei cittadini, che deve essere garantito al di là di un mero esercizio teorico, e pertanto riteniamo un insulto all’intelligenza degli stessi, la giustificazione del mancato prelevamento di campioni sulla base di elaborati teorici e le non evidenze meramente visive”.

I comitati chiedono, quindi, che le autorità competenti effettuino urgentemente le analisi necessarie e che i risultati di queste analisi vengano comunicati in modo trasparente. Solo in questo modo, affermano, sarà possibile dissipare ogni dubbio ragionevole sulla sicurezza ambientale e sulla salute pubblica.

Secondo Giani Flavio, coordinatore dell’Unione dei Comitati, è essenziale che le istituzioni dimostrino un impegno reale e tangibile nella protezione delle comunità locali.

mercoledì 18 gennaio 2023

Salviamo la brughiera! Falò 2023. Foto e video

 Un falò tradizionale, con invito alla cittadinanza di contribuire con piccoli sfalci secchi a piccole fascine.

Dai dettagli, alla puntuale organizzazione grazie a Terra di Fantasia, è stata occasione per promuoverà la difesa della Brughiera, minacciata dalla cargo city di Malpensa.

Ascoltiamo Claudio di Legambiente e Vera di terra di Fantasia








https://www.change.org/p/salviamo-la-brughiera

giovedì 16 dicembre 2021

BIOBLITZ alla brughiera di Malpensa- 19 dicembre h.10

 Per cercare di far cambiare idea alle istituzioni, ma anche per passare un’interessante mattinata in compagnia di importanti specialisti dei vari gruppi, l’appuntamento per partecipare a questo BioBlitz, a cui hanno aderito sino a ora ben 21 tra associazioni ed Enti di ricerca, è presso il Centro Parco Ex Dogana Austroungarica in via del Gregge, a Lonate Pozzolo, alle ore 10, con attività sul campo sino alle ore 12,30.



Belli i bioblitz! Una volta non si chiamavano così, anzi forse non avevano neppure un nome vero e proprio. Erano semplicemente delle manifestazioni sul campo dove si interveniva in gruppo con azioni pratiche per salvare un’area naturale (come in questo caso), bloccare dei bracconieri, bonificare una discarica, piantare alberi e via di questo passo. Tutte cose da “vecchi” ambientalisti, ma che davano la sensazione di fare qualcosa di utile e concreto in difesa della nostra amata Natura.

Oggi questi eventi, pur mantenendo gli scopi conservazionistici di fondo, hanno implementato gli obiettivi di osservazione e raccolta dati, diventando così anche un momento di conoscenza e condivisione.

Un habitat unico, in Pianura Padana e in Europa, “sentinella” per lo studio dei cambiamenti climatici, localizzato nel territorio dei comuni di Lonate Pozzolo (VA), Nosate e Castano Primo (MI), a sud dell’aerostazione di Malpensa.

Si tratta dei più estesi e importanti resti delle brughiere lombarde che, nel 1833 si estendevano su circa 6.400 ettari e che oggi (a seguito della drastica riduzione subita negli ultimi due secoli), si estendono su una superficie stimata di appena 240 ettari.

L’area delle Brughiere di Malpensa e Lonate si trova ai margini meridionali della distribuzione dell’habitat “Lande secche europee” a sud delle Alpi e presenta una composizione floristica particolare che la differenzia dalle brughiere tipicamente centro-europee. Offre, pertanto, un’occasione unica di studio e monitoraggio degli effetti dei cambiamenti climatici.

A livello faunistico, per quanto concerne l’avifauna, nell’area sono state rilevate 228 specie, delle quali 78 nidificanti e con ben 56 di interesse comunitario. Tra queste Succiacapre, Averla piccola, Falco pecchiaiolo. Molto importante è anche la presenza di una farfalla, la Ninfa delle Brughiere (Coenonympha oedippus), e di una libellula, l’Invernina delle Brughiere (Sympecma paedisca), entrambe di interesse comunitario, nonché la presenza di comunità licheniche terricole assai rare in Pianura.


Oggi questi ambienti così pregiati e rari per la loro biodiversità, invece che essere ulteriormente tutelati, sono minacciati dall’ abbandono delle pratiche tradizionali di gestione, da specie esotiche invasive sempre più numerose, dall’ incuria e dall’intervento umano, per la realizzazione di infrastrutture e centri urbani.

Nel caso specifico di questo luogo, la maggiore minaccia sembra essere il ventilato progetto di SEA per l’espansione dell’Area Cargo dell’Aeroporto di Malpensa, che ne distruggerebbe ulteriormente una frazione rilevante (circa 40 ettari). Ciò nonostante siano stati individuati altri siti meno pregiati dove sviluppare queste infrastrutture, come ad esempio l’area posta a nord ovest dello scalo aeroportuale su terreni già compromessi (Case Nuove).

Eppure, sia la Regione Lombardia, sia lo stesso Ministero Ambiente, forse per il “peso” politico del soggetto in questione o per la motivazione che nel Parco del Ticino esistono già altri siti della Rete Natura dove si possono trovare habitat simili, sembrano piuttosto tiepidi nell’appoggiare iniziative di conservazione in quest’area.

venerdì 28 luglio 2017

No tangenziale è un diritto naturale. comunicato stampa 27 luglio 2017

dai comitati notangenziale del parco del ticino e del parco agricolo sud milano

Oggi, 27 luglio 2017, presso la sala del Parlamento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è stato esposto, alla presenza dei Sindaci del territorio, il progetto definitivo della tangenziale Magenta-Abbiategrasso-Vigevano.
Vergognosa la scelta di convocare i Comuni in piena estate a cavallo con il mese di agosto.
Le prescrizioni e le integrazioni richieste dal CSLP nell’incontro di fine gennaio 2017 non sono state portate da ANAS, ma incredibilmente il parere è stato favorevole.
Le prescrizioni rimangono. ANAS “ non ha fatto i compiti”, ma la Commissione ha votato lo stesso a favore del progetto. Contro questo progetto hanno votato contro solo il Comune di Albairate, il comune di Cassinetta di Lugagnano e una consigliera del CSLP.
L'iter per il definitivo “via libera” a questa devastante infrastruttura è ancora lungo nonostante la giornata di oggi non è stata una giornata positiva per il territorio e per tutte le persone che hanno a cuore un’idea diversa di sviluppo.