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martedì 22 novembre 2022

Per il parco sud e i parchi lombardi. Presidio in Regione Lombardia 22.11.2022

 43 sindaci dei comuni del Parco Agricolo Sud Milano, comitati, cittadini, giovani democratici e verdi, in presidio.

Video completo del presidio


Riportiamo alcuni interventi 

Pietro Bussolati (consigliere regionale Pd) 
Regione Lombardia, senza prendere in considerazione la Città Metropolitana ed i suoi Sindaci, vuole modificare alcune disposizioni della legge istitutiva del Parco Agricolo Sud Milano.
Tradotto: rivedendo la governance e le nomine, senza aggiungere risorse economiche e mettere in campo visioni strategiche, la Giunta Fontana allontana il territorio dai cittadini che lo vivono.
Questa mattina, davanti a Palazzo Pirelli, insieme ai Sindaci del Parco Agricolo Sud abbiamo chiesto che il progetto di legge venga ritirato e che venga invece aperto un tavolo istituzionale.
La tutela ambientale e la riduzione del consumo di suolo stona con la Giunta Fontana, che mai si è occupata concretamente di questi temi.
Lasciamo la gestione del territorio a chi, realmente, lo vive e lo conosce (non solo in campagna elettorale).
#GiùLeManiDalParcoSud

Marzio Marzorati 
Siamo contrari come Federparchi Europarc Italiaa alla modifica della legge che snatura il governo del Parco Agricolo Sud Milano, chiediamo ai consiglieri regionali di respingere questa proposta che è in totale contrasto con la legge regione costitutiva delle aree protette lombarde. La Regione Lombardia non deve governare i parchi nominando direttore e stabilendo quote di rappresentanza non appropriate. Il Parco Sud ha tutelato curato valorizzato una delle aree agricole più preziose della nostra regione. Il cambiamento della legge che lo governa deve essere condiviso istituzionalmente e soprattutto deve valorizzare i territori e le Comunità locali. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un Parco Agricolo Metropolitano

Gilberto Rossi 
Video 







giovedì 10 novembre 2022

Parco sud. La legge regionale è un rischio per tutti i parchi

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

Verdi del Ticino:

Governance dei Parchi lombardi

Desta preoccupazione il progetto di modifica della legge regionale sulla governance dei parchi; la modifica al Parco Agricolo Sud di Milano, rischia di essere l’ariete che sfonda e va a esautorare ancor più le amministrazioni locali.

Il buon senso e la logica, prevederebbero un coinvolgimento delle amministrazioni comunali e delle realtà locali, per una gestione precisa, puntuale e più vicina alle esigenze del territorio, invece si tratta di un gioco di potere che porta a centralizzare al vertice, a regione Lombardia.

Siamo in crisi climatica, la gestione dei Parchi, a nostro avviso deve prevedere la partecipazione e il coinvolgimento delle realtà locali; abbiamo assistito al dibattito in commissione Parchi, dove la destra, si vantava di aver snaturato e “svincolato” il ruolo di tutela ambientale dei parchi e di biodiversità, a favore di non si capisce quali interessi, o meglio, si capisce fin troppo bene, cioè, col rischio di nuove cementificazioni.

Sosteniamo la mobilitazione dei 40 sindaci su 60 dei comuni del Parco Sud, e sulla scorta di modelli ormai diffusi in Europa, valorizzare i parchi con il coinvolgimento della cittadinanza, magari con l’elezione di un consiglio di gestione dei Parchi, dai cittadini dei comuni interessati.

Questa legge, fa il quadro con la legge regionale n.32 del 2015, dove la città metropolitana, esautorata di fatto nella gestione dei parchi, si trova nel ruolo di mera esecutrice della volontà di Regione lombardia; l’esempio più evidente è il rischio di una discarica all’interno del PLIS Parco del Roccolo, che ha visto le amministrazioni comunali ricorrere e vincere al TAR, e conseguentemente il cavatore, riproporre la richiesta di discarica.

I parchi devono diventare parchi di fatto, e non enti senza facoltà decisionale.

In breve, per fare un esempio concreto, se il parco del Roccolo, e i 5 comuni che lo compongono, si oppongono al progetto di una discarica, il progetto di discarica non deve venire nemmeno considerato ne proposto.


Verdi del Ticino (Abbiatense, Magentino, Castanese e Legnanese)



#lombardia #RegioneLombardia #parchilombardi

#nodiscarica nel #parcodelroccolo

#notangenziale nel #parcodelticino

#turistinelterritorio

#verdi #verdiLombardia #verdimilano

mercoledì 28 aprile 2021

I NoTangenziale scrivono all'Europa (lettera)

 riceviamo e volentieri pubblichiamo

 
abbiamo inviato di recente alla Commissione Petizioni di Bruxelles un aggiornamento sulla nostra Petizione.
 
In allegato trovate la lettera da noi inviata alla Presidente della Commissione .
 
Buona lettura
All’attenzione dell’On. Dolors Montserrat,
Presidente della Commissione per le petizioni del Parlamento europeo

sabato 1 febbraio 2020

𝗶𝗹 𝗧𝗮𝗿 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗜𝗣𝗘 di una autostrada nel parco del Ticino

31 gennaio 2020.        clikka sottofondo musicale e foto
I̲l̲ ̲T̲r̲i̲b̲u̲n̲a̲l̲e̲ ̲A̲m̲m̲i̲n̲i̲s̲t̲r̲a̲t̲i̲v̲o̲ ̲R̲e̲g̲i̲o̲n̲a̲l̲e̲ ̲h̲a̲ ̲a̲c̲c̲o̲l̲t̲o̲ ̲i̲l̲ ̲r̲i̲c̲o̲r̲s̲o̲ presentato dai Comuni di Albairate e Cassinetta, dal Comitato NoTangenziale, dagli Agricoltori e Cittadini contro la deliberazione del CIPE di approvazione del progetto definitivo di stralcio della Vigevano-Malpensa.
Con la sentenza pubblicata oggi, 𝗶𝗹 𝗧𝗮𝗿 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗜𝗣𝗘 che approvava il progetto esecutivo.
Ora ci auguriamo che questo possa essere l'inizio di un percorso condiviso per la soluzione ai problemi di mobilità del nostro territorio.

Oggi è una bellissima giornata, vent'anni di lotta sul territorio, nelle strade, in tutti gli ambiti e finalmente anche un Tribunale ha riconosciuto le ragioni del territorio che si oppone a questa inutile insensatezza. La valutazione di impatto ambientale, VIA, va rifatta e la delibera del CIPE che finanziava l'opera ANNULLATA. Certo la battaglia non è finita ma da oggi possiamo parlare con più forza delle alternative che servono davvero al territorio e al nostro ambiente. NO TANG!

da Domenico Finiguerra
NOI VE L'AVEVAMO DETTO CHE LA TANGENZIALE NON SAREBBE PASSATA!
E ADESSO SI RISOLVANO I PROBLEMI DI MOBILITÀ.
Quando nel novembre del 2002 ci presentarono il progetto della tangenziale ANAS nell'ambito del piano nazionale delle Grandi Opere previsto dalla Legge Obiettivo ci ritrovammo immediatamente, a Cassinetta di Lugagnano, insieme alla giunta di Albairate, con il sindaco Masperi. Ricordo le parole che mi rivolse il compianto sindaco di Albairate: "Finiguerra, questi adesso hanno la legge obiettivo e questa tangenziale ce la faranno passare sulla testa e sulla terra vergine. Sono tutti d'accordo!".
Ed infatti erano tutti favorevoli alla tangenziale ANAS: il comune di Abbiategrasso con Fossati, il comune di Magenta con Del Gobbo, il comune di Robecco con Zanoni, il sindaco di Vigevano, la Provincia di Milano con Penati, la Regione Lombardia con Formigoni e Cattaneo.
Alle riunioni fiume che si svolgevano in quegli anni in Regione, i dirigenti Anas, in perfetta sintonia con tutti i comuni favorevoli, rispondevano alle nostre obiezioni sull'insostenibilità dell'opera, dal punto di vista ambientale, dal punto di vista tecnico, dal punto di vista economico, con le solite parole: siete piccoli comuni, il vostro parere è marginale e noi abbiamo la legge obiettivo dalla nostra parte.
Già. La legge obiettivo di Berlusconi e Lunardi. Quella che disponeva che le grandi opere potessero essere realizzate senza l'assenso delle comunità locali e superando ogni ostacolo con una semplice delibera del CIPE.
Ma da Cassinetta di Lugagnano, da Albairate, da Cisliano, da Ozzero (con i sindaci Galli e Chiodini) dai comitati, si andò avanti ad opporsi a quell'ipotesi scellerata che avrebbe pregiudicato per sempre il nostro territorio.
Lo facemmo a tutti i livelli. Proponendo il primo ricorso al TAR, presentando osservazioni tecniche puntuali e dettagliate accompagnate sempre da soluzioni alternative, evidenziando i danni per la biodiversità, il paesaggio, l'agricoltura, firmando esposti: alla Soprintendenza per i Beni Archettetonici e per il Paesaggio, alla Commissione Europea e all'Unesco, visto che proprio in quegli anni il Parco del Ticino aveva ottenuto il riconoscimento di Riserva della Biosfera dell'UNESCO.
Ogni passo contro il progetto Anas, ogni manifestazione, ogni esposto, ogni obiezione, erano sempre liquidati ai tavoli istituzionali dal fronte del SI come inutili e marginali. Anche la risposta dell'UNESCO al nostro esposto che avvertiva il Ministro, la Regione e il Parco che il progetto avrebbe compromesso il riconoscimento di riserva UNESCO!
Perchè loro avevano la legge obiettivo dalla loro parte e non potevano certo essere piccoli comuni, gli agricoltori, gli ambientalisti o i comitati, a fermare una Regione, una Provincia e tutti i comuni grandi anche 30 volte Cassinetta di Lugagnano. Ad una riunione in Regione obiettammo che il progetto era incompatibile con la riserva Unesco, con il Parco del Ticino, con la tutela del Naviglio Grande e che non sarebbe passato, perché avremmo fatto ricorsi ed esposti in ogni luogo possibile per contrastare un progetto che faceva acqua da tutte le parti.
Ma la risposta era sempre la stessa, monotona e senza argomenti: "non ci interessa, perchè noi abbiamo la legge obiettivo e la tangenziale ANAS la vogliamo. Punto."
Ma purtroppo per i grandi comuni e per fortuna per il territorio, in quasi vent'anni ad essere passato è soltanto il tempo. Perché del progetto faraonico (che ormai ha quasi un quarto di secolo) che all'inizio doveva collegare la tangenziale Ovest a Malpensa, uscito già nel 2016 dall'elenco delle opere previste dall'allegato infrastrutture al DEF, e che oggi era diventato solo il modo per fare propaganda agitando la risoluzione dell'attraversamento di Robecco e Abbiategrasso (problemi che vanno affrontati, ma con gli strumenti giusti e proporzionati e senza i ricatti semaforici o l'arroganza di chi si sente forte dei numeri come Golia), come avevamo detto, non è rimasto più nulla. Come dicevamo non sarebbe passato. Non sarebbe passato perché c'erano grossi problemi tecnici, perché il Parco del Ticino Riserva Unesco merita qualcosa di diverso da una autostrada, perché in queste terre vediamo il genio di Leonardo.
Ed infatti ieri il TAR ha bocciato il progetto Anas. Sancendo la fine già annunciata da tempo del progetto ANAS che da anni giaceva ingiallito a Roma...
Adesso c'è da augurarsi che i sindaci ed i comuni del SI si ravvedano definitivamente, lascino quel progetto nel cestino in cui è stato gettato e si mettano subito al lavoro per definire in accordo con tutti i comuni le proposte necessarie a risolvere i problemi di mobilità del territorio.
Serve una circonvallazione a Robecco? Si faccia.
Serve una circonvallazione urbana ad Abbiategrasso? Si faccia.
Serve mettere a posto, allargare, raddrizzare, la strada Abbiategrasso-Robecco? Si faccia.
Serve eliminare i semafori e gli intoppi sulla Milano Baggio ed allargarla? Si faccia.
Senza l'arroganza di chi pensa di avere più forza o potere. Rispettando il territorio di tutte e tutta la comunità.
Facendo quello che serve davvero, nel rispetto del principio di efficienza ed economicità dell'azione amministrativa ed effettuando le dovute analisi costi benefici che dovrebbero sottendere tutte le opere pubbliche.
Guardando al futuro consapevoli che ogni soluzione deve essere ispirata dalla conversione ecologica.

da Gilberto Rossi
Grazie a tutti. Difendere la biodiversità e il futuro. grazie. per il parco del ticino, il parco agricolo sud, e per la lombardia. Ora, ripensare la mobilità, in ottica sostenibile, collegamenti rapidi da robecco a magenta e abbiategrasso
p.s. la circonvallazione a Robecco è stata fatta nemmeno 20 anni fa, basterebbe, non far transitare dal cimitero al centropaese, ma indirizzarli all'ingresso di robecco lato abbiategrasso.

giovedì 6 dicembre 2018

Agricoltura e tutela del suolo possono coesistere

riceviamo e volentieri pubblichiamo
Il Parco Sud è ancora una realtà unica ma altri piccoli parchi agricoli stanno spuntando.

29 novembre 2018. A quasi trent’anni dalla sua istituzione, il Parco Agricolo Sud Milano è ancora un’esperienza unica di tutela del territorio, ma altre realtà stanno oggi avviandosi a imitarlo. Un convegno tenutosi giovedì scorso a Torino, nella splendida sede del Castello del Valentino, ha dato l’opportunità di conoscere i Parchi agricoli che, nel nord e centro Italia, stanno nascendo. Certo, nulla di paragonabile alla vastità e alla complessità del Parco Sud, ma ciò che nel convegno è stato presentato e messo a confronto è di estremo interesse: città come Firenze, Parma, Roma e, in prospettiva Torino, stanno -sia pure faticosamente- strutturandosi in parchi agricoli, per tutelare e valorizzare i territori che le contornano.

mercoledì 16 maggio 2018

Cosa succede nel Parco Agricolo Sud Milano 15 maggio 2018

riceviamo e voletnieri pubblichiamo
Buongiorno,
l’etimologia della parola maggio (in latino maius, mese dedicato a Maia, madre di Mercurio e dea della terra e dell'abbondanza) ed esprime l'idea della crescita, della fertilità della terra. Dalla stessa radice, la parola maggiore: è il mese in cui la forza della "grande madre terra" sprigiona il massimo del suo splendore. A Maia essa erano collegate numerose feste (come i Floralia romani) e riti legati alla fertilità della terra. Protagonisti assoluti di quelle manifestazioni erano i fiori, che antiche popolazioni italiche come gli Etruschi e i Liguri festeggiavano nel Calendimaggio (intorno ai primi del mese).
A quelle tradizioni si richiamò la Chiesa dedicando il mese alla Madonna, e in generale alla figura della mamma, sostituendo il biancospino, fiore simbolo della dea romana Maius, con la rosa associata alla figura della Vergine.

mercoledì 24 maggio 2017

le notizie dal parco agricolo sud milano

riceviamo e volentieri pubblichiamo dagli AMICI DEL PARCO AGRICOLO SUD MILANO
"Per quanto gli uomini, riuniti a centinaia di migliaia in un piccolo spazio, cercassero di deturpare la terra su cui si accalcavano, per quanto la soffocassero di pietre, perché nulla vi crescesse, per quanto estirpassero qualsiasi filo d'erba che riusciva a spuntare, per quanto esalassero fiumi di carbon fossile e petrolio, per quanto abbattessero gli alberi e scacciassero tutti gli animali e gli uccelli, – la primavera era primavera anche in città. Il sole scaldava, l'erba, riprendendo vita, cresceva e rinverdiva ovunque non fosse strappata, non solo nelle aiuole dei viali, ma anche fra le lastre di pietra, e betulle, pioppi, ciliegi selvatici schiudevano le loro foglie vischiose e profumate, i tigli gonfiavano i germogli fino a farli scoppiare; le cornacchie, i passeri e i colombi con la festosità della primavera già preparavano nidi, e le mosche ronzavano vicino ai muri, scaldate dal sole. (Lev Tolstoj)". Così descriveva l'avvento della seconda rivoluzione industriale (convenzionalmente iniziata intorno al 1870) il grande scrittore e filosofo russo! Ora siamo ben oltre. Ma pare che l'uomo non abbia alcuna intenzione di recuperare il "terreno perduto" e continua imperterrito a radere al suolo foreste, a inaridire i fiumi, a imbruttire il nostro magnifico pianeta. 

sabato 25 febbraio 2017

TERRITORIO. Il Parco Agricolo Sud Milano

Il Parco agricolo Sud Milano è un parco regionale della Lombardia che comprende un'estesa area ad arco di cerchio tra Milano e i confini sud, est e ovest dell'area metropolitana, interessando il territorio di sessantuno comuni.

Un parco da vivere e da salvaguardare

Il Parco agricolo Sud Milano ha forma di semianello attorno a Milano. A ovest si congiunge al Parco del Ticino, a est al Parco dell'Adda. Il Parco intende salvaguardare le attività agricole, le colture e i boschi, tutelare i luoghi naturali, valorizzare il patrimonio storico architettonico, recuperare l'ambiente e il paesaggio nelle aree degradate, informare e guidare gli utenti ad un uso rispettoso delle risorse ambientali.