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mercoledì 26 giugno 2024

Il primo giorno di Ilaria Salis al Parlamento europeo

da Euronews

L'eurodeputata di Alleanza Verdi-Sinistra Ilaria Salis è entrata per la prima volta al Parlamento europeo di Bruxelles, annunciando ai giornalisti gli obiettivi del suo mandato

Davanti a microfoni e telecamere, Salis è apparsa visibilmente emozionata. La sua prima conferenza stampa da eurodeputata è stata organizzata insieme al segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni e all'altro deputato di Avs che siederà nel gruppo della Sinistra al Parlamento europeo, Mimmo Lucano: gli altri quattro eurodeputati eletti nella lista, invece, sono entrati nel gruppo Verdi/Alleanza libera per l'Europa.

"Spero che il valore della solidarietà possa essere una guida per la costruzione dell'Europa che vogliamo"
 Ilaria Salis 
Eurodeputata Alleanza Verdi Sinistra

Dalla parte di migranti e detenuti

"Ho intenzione di impegnarmi per dare voce a chi vive sulla propria pelle le questioni sociali", le prime parole dell'eurodeputata. "Mi impegnerò a favore dei detenuti, a favore della questione dell'immigrazione che è una responsabilità storica da assumere con con serietà, alla condizione giovanile: un ambito trasversale che va dal precariato all'istruzione".

Salis non si sbilancia sul voto di approvazione del presidente della Commissione europea, che potrebbe tenersi già nella prima sessione plenaria del Parlamento a metà luglio. "Stiamo ancora valutando, cercando di reperire tutte le informazioni per avere poi un'opinione con cognizione di causa", ha detto a proposito della possibile conferma di Ursula von der Leyen.



domenica 23 giugno 2024

Salis: 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘀𝗲 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶, 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮

 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘀𝗲 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶, 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮.​​​​​​​

Dai social dell' Eurodeputata Ilaria Salis 



Come promesso, veniamo alla situazione milanese e lasciamo parlare subito alcuni dati, che sono di per sé sufficientemente eloquenti.

A Milano le case popolari sfitte sono più di 12mila, di cui oltre 5mila appartengono a ERP (gestite da MM) e più di 7mila ad ALER - in tutta la Città Metropolitana arrivano a quota 15mila. 

Gli alloggi non allocati di ERP rappresentano il 19,5% delle circa 27mila case popolari gestite dall’ente comunale, mentre quelli di ALER il 21,7% delle 32.022 in capo all’ente regionale (dati Confedilizia, sett. 2023).

Dunque, un quinto (!) delle case popolari non è assegnato.

Eppure non sono affatto poche le persone che hanno bisogno di una casa popolare, in Italia ci sono quasi un milione di persone che non riescono a pagare l'affitto. Per quanto riguarda Milano, dalla somma delle graduatorie di ALER e ERP risulta che a fine 2023 erano in lista d’attesa oltre 10mila famiglie (Sole 24 ore, giugno 2024).

Di queste, sono in tante ad attendere a lungo – spesso invano – l’assegnazione, che potrebbe non arrivare mai pur soddisfacendo tutti i requisiti. Nell'ultimo triennio, di fronte a 5.894 assegnazioni di alloggi permanenti previste dalle due aziende, le abitazioni effettivamente assegnate sono state meno della metà, ovvero 2.818.  (dati SICET, aprile 2024) 


Davvero è tutta colpa degli occupanti?


Innanzitutto, si sappia che le case occupate – circa tremila (dati Confedilizia, sett. 2023)​​​​​​​ – rappresentano solo una piccola parte delle case sfitte, un numero di gran lunga inferiore a quello di abitazioni lasciate vuote. L'abbandono è letteralmente ovunque. Tutti abbiamo gli occhi per vedere, ma non tutti hanno l’onestà intellettuale di ammettere questa verità, triste e scomoda per chi è incaricato di gestire l'edilizia pubblica.   

Quando viene occupata una casa non assegnata, che generalmente si trova in condizioni fatiscenti ed è abbandonata da anni, l’accusa di sottrarre il posto ad una persona in lista d’attesa semplicemente non regge. Chi entra in una casa disabitata prende senza togliere a nessuno, se non al degrado, al racket o ai palazzinari. Affermare il contrario, è bassa retorica politica volta a mettere gli uni contro gli altri, affinché nulla cambi.

Qualsiasi abitante di un quartiere popolare di Milano sa benissimo che a seguito di uno sgombero non avviene mai una riassegnazione. Le case vengono chiuse, murate e lamierate, alle volte sono anche distrutte dagli addetti agli sgomberi. Di regola, fanno il deserto e lo chiamano legalità.

Dunque, incolpare gli occupanti per il dissesto dell'edilizia popolare pubblica sottolinea o la malafede di chi ben conosce il vuoto pneumatico delle politiche sull'abitare, l’incompetenza degli enti gestori e la speculazione sul mattone, o l'ignoranza abissale di chi non ha mai messo i piedi fuori dalla circonvallazione.

Delle due, francamente non so quale sia peggio.

Vivere in una casa occupata non è una svolta, non è qualcosa da "furbetti".

E' logorante. Ti fa vivere quotidianamente nella paura che ti vengano a svegliare e ti buttino fuori di casa, o di ritrovare tutte le tue cose sul marciapiede al ritorno dal lavoro, sempre che le ritrovi. Occupare vuol dire entrare in una casa abbandonata, murata, coi sanitari rotti e i buchi nelle pareti, lasciata al degrado anziché essere assegnata. Essere occupante vuol dire abitare questo spazio precario e faticosamente trasformarlo in un luogo che si possa chiamare casa, cercando di sistemarlo coi pochi mezzi a disposizione che si hanno.

Con l'introduzione dell' art.5 del decreto Lupi (2014), un occupante non può più avere né l'allaccio alle utenze (acqua, luce, gas), né la residenza e i diritti ad essa legati - ad es. il medico di base, l'accesso a un nido pubblico vicino a casa per i bimbi, l'iscrizione ai centri per l'impiego. Inoltre, alle persone non italiane viene così impedito di maturare i requisiti per ottenere la cittadinanza e anche il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno è ostacolato.

Essere occupante è uno stigma sociale, vuol dire essere trattati come criminali per aver cercato di vivere in modo dignitoso. Mettetevelo in testa, nessun occupante vuole essere occupante. 

In questo contesto di strutturale emergenza abitativa, i movimenti di lotta per la casa agiscono per aiutare il prossimo, con costanza e dedizione, senza scopo di lucro, perché il valore che li anima e guida è la solidarietà.

Aiutano individui e famiglie in stato di forte bisogno e recuperano luoghi abbandonati da anni, ristrutturandoli e rivalorizzandoli.

Promuovono la diffusione di una cultura della partecipazione, del rispetto e del mutuo aiuto.

Sono in prima linea a scontrarsi con il racket che specula sulla povertà, così come a prendersi le denunce quando si tratta di difendersi dalla violenza degli sgomberi.

Non mi stancherò mai di dirlo: tali movimenti rappresentano un baluardo di resistenza contro la barbarie della nostra società, ed è da qui che dobbiamo ripartire.  


"Però occupare è illegale..."


Il concetto di legalità, nella sua versione più rozza e strumentale, diventa spesso il buco nero dove collassano i discorsi pubblici sulle grandi questioni sociali che riguardano le classi popolari e i giovani, come l’emergenza casa. D’altro canto, si sente parlare molto poco di legittimità. 

La legittimità riguarda la giustificazione etica, morale e politica dell'azione. Come ci insegna la Storia, non sempre le azioni legittime sono necessariamente anche legali in quel dato momento – ma in una società sana possono diventarlo successivamente. Spesso, infatti, sono proprio azioni oltre la Legge a spingere la Legge stessa a mutare, a modificarsi in meglio, prendendo in considerazione le istanze di bisogno e desiderio che vengono poste dai gruppi subalterni.  

Il movimento di lotta per la casa ha sempre agito con la forza della legittimità data dal semplice principio che tutte e tutti dobbiamo avere un tetto sulla testa. 

Questo è il nocciolo della questione, l'argomento su cui tutti siamo chiamati ad esprimerci e a decidere cosa vogliamo collettivamente.

Vi piaccia o meno, c’è chi continuerà a lottare in nome di tale principio, richiamandosi alle lotte del passato ed entrando in contatto con quelle del futuro.


domenica 17 marzo 2024

Avs. Liberiamo Ilaria Salis. Cinisello Balsamo 17.3.2024


Domenica 17 marzo, in un salone strapieno della cooperativa di Cinisello Balsamo, iniziativa promossa dalle forza politiche, sociali e sindacali di Cinisello Balsamo, per chiedere il rimpatrio e la liberazione di Ilaria Salis. 
Video 




















 

martedì 8 novembre 2022

NON VI E’ EMERGENZA MIGRANTI IN ITALIA. BASTA BUGIE , PIU’ UMANITA

 Comunicato Stampa di Lucia Coppola Europa Verde

NON VI E’ EMERGENZA MIGRANTI IN ITALIA.

BASTA BUGIE , PIU’ UMANITA’!

Mentre gli sbarchi selettivi dalle navi ormeggiate nei porti di Catania e Siracusa mettono in grave pericolo le vite di esseri umani considerati “sani”, non fragili e non minori, definiti “carichi residuali”, la cui sorte è segnata, mentre si consuma un abuso sul diritto di essere accolti nel porto sicuro, facendo finta che non esista il dovere internazionale di prestare soccorso in mare a chi chiede aiuto senza fargli l’esame di fragilità, mentre si parla di esseri umani sfuggiti ai lager libici dove hanno subito ogni sorta di vessazione, umiliazione e tortura (lager finanziati dal governo italiano) forse è il caso di  ricordare qualche dato. Per esempio che gli sbarchi nel 2017 sono stati 111.401 e che nel 2021 sono stati 53.426.

Come ha riferito il ministro Piantedosi, la flotta umanitaria nel 2022 ha portato in Italia appena il 16% dei migranti sbarcati, dunque la narrazione delle ONG come procacciatrici di migranti e fattore di attrazione dei flussi migratori è del tutto sbagliata. La maggior parte è stata portata in Italia dalle Guardie Costiere o di Finanza, intervenute a soccorrere pescherecci o barconi in difficoltà. L’Italia non è il paese  che accoglie più migranti. Il paese europeo che ha accolto più migranti  è la Germania con ben 191.000 richieste d’asilo, quasi un terzo del totale, seguita dalla Francia, 121.000, dalla Spagna con 65.000, mentre l’Italia si attesta su 53.000. In rapporto al numero di abitanti, il Paese che accoglie di più è Cipro, seguito da Austria e Slovenia. Dunque la guerra all’invasore non c’è e non vi è alcuna emergenza immigrazione. Forse sarebbe il caso di ripristinare queste verità e di smetterla di speculare sulle vite di persone in gravissima sofferenza, sia fisica che dell’anima.

Lucia Coppola, consigliera provinciale di Europa Verde



martedì 4 ottobre 2022

A San Francesco patrono d'Europa. Ispiratore degli ecopacifisti

 Vita di san Francesco d’Assisi

Francesco nacque ad Assisi da un ricco mercante, e fu avviato all’esercizio della professione paterna. Un giorno, contro la sua abitudine, respinse un povero che gli chiedeva, per amore di Cristo, un po’ di denaro; ma subito si pentì del rifiuto, lo soccorse generosamente e promise a Dio che da quel giorno mai più avrebbe negato l’elemosina a chiunque la domandasse. Qualche tempo dopo si ammalò gravemente; e, dopo la guarigione, si dedicò con impegno ancora maggiore a opere di carità, tanto che, per seguire perfettamente il Vangelo, distribuiva ai poveri quello che aveva. Il padre, colmo d’ira, lo trascinò allora davanti al Vescovo di Assisi perché rinunziasse a ogni diritto nella proprietà familiare: Francesco, spogliatosi anche delle vesti, lasciò ogni ricchezza, affermando che da quel momento con più verità gli sarebbe consentito di ripetere: «Padre nostro, che sei nei cieli». La parola del Vangelo udita leggere un giorno: «Non procuratevi oro, né argento, né monete di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali» divenne la norma ispiratrice della sua vita. Scalzo, vestito solo di una tunica, diede inizio con dodici compagni, all’ordine dei Frati Minori, recandosi poi nel 1209 a Roma per ottenere dalla Santa Sede l’approvazione della regola. Papa Innocenzo III l’accolse con bontà e confermò oralmente la regola del suo Ordine. Così Francesco poté inviare i suoi frati a predicare il Vangelo di Cristo in tutte le parti del mondo e, bramando egli stesso di morire martire, raggiunse l’Oriente, ove fu trattato con ogni rispetto dal Sultano; ma non vedendo alcuna speranza di conversione tornò in Italia. Dopo aver provveduto il suo ordine di diverse case, si ritirò in solitudine sul monte della Verna: qui, dopo aver dato inizio a un digiuno di 40 giorni in onore di san Michele arcangelo, il giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, gli apparve un serafino recante fra le ali l’immagine del crocifisso, il quale gli impresse nelle mani, nei piedi e nel costato le stigmate delle ferite. Due anni dopo, sentendosi gravemente ammalato, volle essere trasportato nella chiesa di santa Maria degli Angeli per rendere a Dio l’ultimo soffio della vita, là dove da Dio aveva ricevuto l’impulso alla vita rinnovata. E lì, dopo aver esortato i frati alla povertà, alla mitezza, alla fede della santa Chiesa Romana, mentre recitava il salmo «Con la mia voce al Signore grido aiuto» alle parole «i giusti mi faranno corona, quando mi concederai la tua grazia» emise l’ultimo respiro. Era il 4 ottobre dell’anno 1226. Per i suoi insigni miracoli venne proclamato santo da papa Gregorio IX. Francesco, povero e umile, vero ritratto di Gesù Cristo, ha dato agli uomini disorientati e sconvolti del suo tempo esempi inesauribili di vita evangelica e ha mostrato nuove vie e audaci possibilità per riformare la vita pubblica e privata. Per questi aspetti della sua santità Pio XII lo ha proclamato patrono principale d’Italia.

Fonte : https://www.chiesadimilano.it/almanacco/letture-rito-ambrosiano/la-anno-a-2021-2022/san-francesco-dassisi-4-938163.html




domenica 22 maggio 2022

Notmytaxonomy: gas e nucleare, menzogna letale Milano 21.5.2022 foto e video

 non si prende a calci il pianeta!

Notmytaxonomy: gas e nucleare, menzogna letale
Insieme a moltissime associazioni e attivisti oggi ci siamo trovati davanti a @Palazzo Delle Stelline, per dire con più forza al Parlamento europeo in Italia #NOTMYTAXONOMY
🇪🇺 Nei prossimi mesi il Parlamento Europeo sarà chiamato ad approvare
il progetto di #TassonomiaVerde in cui #Gas fossile e #Nucleare sono
inseriti come investimenti sostenibili, equiparandoli alle #energierinnovabili.
💸In questo modo verranno tolte risorse alle uniche vere soluzioni: le
Ritardare la loro implementazione significa peggiorare la #crisiclimatica, ma anche rendere l’Europa più dipendente da regimi autoritari come la Russia, finanziando conflitti con i soldi del gas.
Ecco perché oggi, in tutta Europa, ci siamo rivolti direttamente ai nostri
Eurodeputati, gli unici che possono bocciare il testo della commissione
ed evitare questa follia.
Fridays For Future Europe Fridays For Future Italia Fridays For Future Milano Legambiente Onlus @GreenpeaceItalia