Visualizzazione post con etichetta pace. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pace. Mostra tutti i post

domenica 11 gennaio 2026

๐—”๐—น๐—ฒ๐—ถ๐—ฑ๐—ฎ ๐—š๐˜‚๐—ฒ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฎ: ๐—ถ๐—น ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐— ๐—ฎ๐—ฑ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ รจ ๐˜‚๐—ป ๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ.

 ๐—”๐—น๐—ฒ๐—ถ๐—ฑ๐—ฎ ๐—š๐˜‚๐—ฒ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฎ: ๐—ถ๐—น ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐— ๐—ฎ๐—ฑ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ รจ ๐˜‚๐—ป ๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ.

๐‘‡๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘‘๐‘ข๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘Ž๐‘™๐‘™’๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘”๐‘–๐‘›๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘ ๐‘๐‘Ž๐‘”๐‘›๐‘œ๐‘™๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐ด๐‘™ ๐‘€๐‘Ž๐‘ฆ๐‘Ž๐‘‘๐‘’๐‘’๐‘› ๐ธ๐‘ ๐‘๐‘Ž๐‘›̃๐‘œ๐‘™

๐น๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘”๐‘–๐‘›๐‘Ž๐‘™๐‘’: ๐ด๐‘™ ๐‘€๐‘Ž๐‘ฆ๐‘Ž๐‘‘๐‘’๐‘’๐‘› ๐ธ๐‘ ๐‘๐‘Ž๐‘›̃๐‘œ๐‘™, ๐‘๐‘ข๐‘๐‘๐‘™๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘–๐‘™ 9 ๐‘”๐‘’๐‘›๐‘›๐‘Ž๐‘–๐‘œ 2026

๐‘‡๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘‘๐‘ข๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘–๐‘› ๐‘–๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘Ž ๐‘๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘†๐‘–๐‘™๐‘ฃ๐‘Ž๐‘›๐‘Ž ๐‘†๐‘Ž๐‘™๐‘’

In un’intervista esclusiva, la dottoressa cubana ha condannato l’aggressione degli Stati Uniti, ha chiesto giustizia per i caduti e ha invitato i popoli all’unitร  e ad azioni concrete.

La dottoressa e scrittrice cubana Aleida Guevara, figlia del comandante rivoluzionario Ernesto Che Guevara, ha analizzato in un’ampia intervista ad Al Mayadeen la recente aggressione militare statunitense contro il Venezuela, definendo il rapimento del presidente Nicolรกs Maduro un crimine e lanciando un urgente appello all’unitร  dei popoli e a azioni internazionali decise.

Guevara ha spiegato quello che considera il modello storico della politica estera di Washington, sottolineando la necessitร  di una risposta coordinata dal Sud Globale per fermare quella che ha definito la prepotenza imperiale in declino.

Analisi dell’aggressione: un modello storico con obiettivi economici

Ha iniziato la sua dichiarazione esprimendo l’indignazione diffusa in America Latina, dove "gli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta la politica del bastone", sottolineando l’incapacitร  di Washington di dialogare su basi di paritร .

L’intellettuale cubana ha smontato le accuse utilizzate per giustificare l’azione, evidenziando l’assenza totale di prove contro il presidente Maduro:

"Chi ha detto al governo degli Stati Uniti che loro sono la polizia internazionale?", ha domandato.

Con uno sguardo storico, ha tracciato un parallelo tra l’aggressione al Venezuela e operazioni precedenti, come l’invasione di Panama per controllare il canale, o quella in Iraq per il petrolio e la posizione geografica.

"Ogni invasione ha un obiettivo economico reale. In Venezuela si tratta di petrolio, acqua e minerali strategici. Attaccano quando i governi non si piegano", ha affermato.

Solidarietร  con Cuba e enfasi sull’unitร  popolare

Di fronte a quella che ha considerato una reazione lenta e insufficiente della comunitร  internazionale, Guevara รจ andata oltre la condanna e ha proposto misure concrete. 

La sua proposta piรน importante รจ stato un boicottaggio energetico globale:

"Che ne dite se non vendiamo neppure una goccia di petrolio al governo degli Stati Uniti finchรฉ non restituiscono il presidente?".

Ha precisato che ciรฒ non dovrebbe dipendere solo da Russia o Cina, ma da tutti i paesi produttori.

Ha criticato duramente il ruolo delle Nazioni Unite, la cui sede a New York e la dipendenza finanziaria dagli Stati Uniti, a suo avviso, ne compromette la capacitร , proponendone il trasferimento nel "cuore dell’Africa" e l’eliminazione del diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza per una vera democratizzazione.

"Le Nazioni Unite devono essere sostenute dal denaro di tutti i grandi paesi e del mondo intero, non dagli Stati Uniti".

Con emotivitร , Guevara ha ricordato la morte di 32 cubani durante l’attacco del 3 gennaio, chiedendo giustizia per loro e per le loro famiglie, ribadendo la disposizione alla resistenza di Cuba di fronte a qualsiasi minaccia.

"Ma sapete cosa disse Fidel una volta? Quando un popolo energico e virile piange, l’ingiustizia trema. E noi aspettiamo che quella ingiustizia tremi davvero, perchรฉ ci รจ costata molto cara. Ci รจ costata la vita di uomini splendidi, meravigliosi, che stavano compiendo il loro dovere internazionalista", ha affermato.

Fiducia nel Sud Globale e nel ruolo di una comunicazione veritiera

Aleida Guevara ha espresso la sua fiducia nel potere emergente del Sud Globale, detentore delle principali ricchezze naturali.

"Gli Stati Uniti sono in declino, e per questo sono pericolosi, come un animale accerchiato", ha analizzato, confidando che l’unione dei popoli attraverso blocchi come i BRICS possa cambiare il rapporto di forze mondiale.

Infine, ha sottolineato il ruolo cruciale del giornalismo onesto in questa lotta:

"Un giornalista che si rispetti deve dire la veritร ", ha affermato, mettendo in guardia contro chi diventa un burattino al servizio di interessi contrari ai propri popoli.

Ha esortato i comunicatori a essere veicoli della veritร  per risvegliare la coscienza collettiva necessaria a rivendicare diritti e fermare le ingiustizie.

venerdรฌ 9 gennaio 2026

Milano. 10.1.2026 corteo per il Venezuela. Mm rovereto h.14

 


Giรน le mani dalla Palestina e dal Venezuela.

Due popoli sotto attacco, colpiti da guerre, sanzioni, occupazione e ingerenze imperialiste.

Il 10 gennaio scendiamo in piazza a Milano per affermare un principio semplice e non negoziabile:

➡ il diritto dei popoli all’autodeterminazione

➡ il rifiuto della guerra e del riarmo

➡ la condanna del sionismo e dell’imperialismo

➡ la libertร  per i solidali palestinesi arrestati

➡ no alla repressione di diritti e salari

Ore 14:00

 Da via Giacosa – angolo via Bolzano (M1 Rovereto)

Contro la legge del piรน forte, contro l’ipocrisia delle istituzioni internazionali, contro chi alimenta conflitti e distruzione.

La solidarietร  non รจ un reato. La resistenza dei popoli non si piega.

Roma e tutta Italia. Giรน le mani dalla Repubblica Bolivariana 10.1.2025

 

๐Ÿ“Domani a Roma๐Ÿ“manifestazione in difesa e solidarietร  del Venezuela e contro l'illegittimo intervento armato statunitense.

"Giรน le mani dalla Repubblica Bolivariana

Fermare l’imperialismo Usa e il sionismo

Libertร  per Nicolรกs Maduro e Cilia Flores


MANIFESTAZIONE E CORTEO A ROMA 

SABATO 10 GENNAIO

ORE 15:00

Piazza dell’Esquilino, verso l’Ambasciata USA


Condanniamo il terrorismo di Stato statunitense che ha colpito la Repubblica Bolivariana del Venezuela e ha rapito il legittimo presidente Nicolas Maduro e Cilia Flores


Esprimiamo solidarietร  e vicinanza al popolo di Chavez e al processo rivoluzionario bolivariano


Chiediamo l’immediato rilascio del presidente e della primera combatiente


Scendiamo in piazza per dimostrare la nostra solidarietร  internazionalista al Venezuela, contro l’imperialismo Usa e i governi, come quello Meloni, che appoggiano il genocidio sionista in Palestina e l’aggressivitร  degli Stati Uniti e il recupero colonialista della dottrina Monroe in America Latina."


Tra i promotori:

Potere al Popolo 

Unione Sindacale di Base (USB)

Arci Roma

Movimento diritto all'abitare 

Cred

Pacto Historico Colombia 

Plam

Movimento studenti palestinesi

Cambiare Rotta

Osa

Patria socialista

Rifondazione comunista

Rete dei Comunisti

giovedรฌ 8 gennaio 2026

Parole di pace. Castano Primo, venerdรฌ 9 gennaio h.21.

 Mentre tutto il mondo รจ ancora scioccato dal sequestro del Presidente della Repubblica del Venezuela, arrivano dichiarazioni del presidente americano sulla Groenlandia.

Mentre scriviamo il n delle vittime degli attacchi americani รจ salito a 100, tra cui 32 cubani.

Il coordinamento BICIPACE e i pacifisti dell'est ticino, intendono manifestare la propria solidarietร  e vicinanza al popolo venezuelano e invitare a una riflessione a favore del dialogo, della diplomazia e del disarmo, a fronte di spese militari che vanno a pesare sulla vita di milioni di persone.

Il ritrovo in piazza Ardizzone a Castano Primo, venerdรฌ alle 21, per una presenza nel nome della pace e del dialogo tra i popoli.

Promuove BUSCATE VERDI CIVICI 

aderiscono:

Associazione di amicizia Italia Cuba, di Milano e Varese

Verdi Europa Verde e reti civiche  Ovest Milano

Partito Rifondazione Comunista federazione di Varese





sabato 3 gennaio 2026

Milano col popolo Venezuelano e il Presidente Maduro 3.1.2026

 Milano. Sabato 3 gennaio 2026. 

In seguito all'operazione militare degli USA che hanno rapito il legittimo Presidente della Repubblica Venezuelana e colpito siti militari e civili, nel capoluogo lombardo si sono svolti flash mob, presidi e un corteo a sostegno del popolo Venezuelano e contro la guerra imperialista.

Al presidio promosso dai sindacati e da ANPI, Arci e altre associazioni, hanno partecipato il senatore Pedullร  del M5S, il consigliere regionale di AlleanzaVerdiSinistra Onorio Rosati, i consiglieri comunali di Milano, Carlo Monguzzi e Diana De Marchi. 

Video quiMilano 

https://www.facebook.com/share/v/1bdaeaqiDd/

















domenica 16 novembre 2025

Euskal Hertzia - Palestina. 15.11.2025

 Dalle macerie, ci rialzeremo, le nostre voci risuoneranno. Gridiamo: Il diritto della mia patria risiede in noi, non morirร  mai, non morirร  mai, non morirร  mai!" Questo รจ il messaggio della canzone "Palestinesi", eseguita dal gruppo di Gaza Sol Band, che ha risuonato con forza questo sabato a San Mamรฉs, accompagnata da Eรฑaut Elorrieta e Izaro Andrรฉs. Un "Gernika, Gaza libera", cosรฌ sentito da commuovere fino alle lacrime. Il suono delle sirene ha fermato le 51.396 anime che si erano radunate a San Mamรฉs – alla fine, non รจ stato stabilito alcun record di presenze – per far capire che la partita tra la nazionale basca e la Palestina sarebbe stata qualcosa di piรน di una semplice partita di calcio.

I Paesi Baschi sono sempre stati una terra di solidarietร , e oggi non hanno deluso. Mai prima d'ora la nazionale basca aveva attirato cosรฌ tanta folla in uno stadio, e il fatto che l'avversario fosse la Palestina ne รจ in gran parte responsabile. La partita รจ arrivata in un momento socialmente opportuno: da un lato, assistiamo da oltre due anni a un genocidio in corso in diretta, accolto dall'inerzia dell'รฉlite politica; dall'altro, il riconoscimento ufficiale ottenuto dalla Federazione Basca di Pelota – celebrato oggi all'intervallo con 28 giocatori di fama in campo – ha richiesto una reazione anche nel calcio. Ed รจ commovente vedere intere famiglie, gruppi di amici, di tutte le etร , provenienti da ogni angolo dei Paesi Baschi, cantare "Eusko Gudariak" o "Txikia" per le strade di Bilbao e in metropolitana, diretti a San Mamรฉs. E il messaggio di ieri era chiaro: chiedere la libertร  per i popoli basco e palestinese.

Il calcio, come strumento sociale, sposta le montagne; lo sport, come vediamo nella direzione opposta con lo sportwashing, puรฒ essere fondamentale per la diplomazia di un Paese, per sensibilizzare, per denunciare le ingiustizie; in breve, il calcio – lo sport – puรฒ essere meraviglioso quando si tratta di trovare un'identitร . Un'identitร  che รจ rifiutata dal popolo basco e oppressa dal popolo palestinese. E sappiamo giร  qualcosa dell'unione dei popoli oppressi.

Questo sabato a San Mamรฉs, lo scontro tra due nazionali ci ha regalato anche un altro momento storico: mai prima d'ora – o molto raramente – i gol o i tentativi di gol delle squadre avversarie sono stati celebrati con tanto fervore, con tanta emozione. Perchรฉ il significato degli attacchi di oggi trascende il puro aspetto sportivo: sono attacchi o gol segnati contro gli stati israeliano, spagnolo e francese; contro gli attori che rifiutano le nazioni palestinese e basca. Sempre da una prospettiva simbolica, si capisce: il calcio รจ la cosa piรน importante tra le meno importanti.

Emozione nei giocatori

Gli applausi e le grida che echeggiavano a San Mamรฉs erano fragorosi, di quelli che lasciano un segno indelebile, un carburante per la lotta. Lo stesso valeva per il minuto di silenzio per coloro che morirono a causa del genocidio, perchรฉ alcuni silenzi possono parlare piรน forte delle parole. Basta chiedere ad Ameed Sawafta, il giocatore palestinese che non รจ riuscito a contenere l'emozione nel sentire una tale ondata di solidarietร  nella sua prima partita in Europa.  

"Palestina libera", "Spagnolo che non salta" e "Sionista che non salta" si cantavano sugli spalti, completamente devoti alla causa. Anche gli ormai tradizionali inni calcistici "Txoriak txori" e "Ikusi mendizaleak" si sentivano, mentre l'atmosfera si scaldava. Tra l'altro, la squadra basca era giร  in vantaggio, grazie a un gol di Unai Elgezabal al 5° minuto. Anche il coro 'Ez gaitu inork geldituko' che risuonava durante la festa non sembrava una coincidenza, ma piuttosto il preludio all'atmosfera sugli spalti: 90 minuti di pura passione con il calcio come filo conduttore, con una squadra basca piena di debuttanti che, se la Federazione prende l'iniziativa e porta avanti la causa del riconoscimento ufficiale, potrebbero entrare nella storia – insieme alla coppia Arrasate-Labaka , se lo desiderano – e diventare modelli di riferimento, come รจ successo con Iribar e Kortabarria all'inizio o con Aduriz, Etxeberria, Aranburu, Iraizoz, Riesgo, Iraola, Rekarte e compagnia bella dieci anni fa.

Ruiz de Galarreta, entrato nella ripresa, ha parlato di "aver realizzato un sogno" con la convocazione nella nazionale basca, dichiarazioni dal peso significativo, cosรฌ come quelle di Aihen Muรฑoz – oggi titolare, molto incisivo sulla fascia sinistra – quando in conferenza stampa pre-partita ha sottolineato quanto significhi per lui giocare per l'Euskal Selekzioa (Nazionale basca) nella loro lotta per il riconoscimento ufficiale. E poi c'รจ stata l'esultanza di Gorka Guruzeta per il rigore del 2-0, con la mano sul petto, sullo stemma della Federazione, prima di voltarsi verso gli spalti.


Un invito all'azione .


Si tratta di gesti, simboli, che, presi fuori dal contesto, possono perdere il loro potere o addirittura portare a mettere in discussione lo scopo stesso di una partita di calcio. Questo significherebbe dare ragione a chi si oppone alla commistione tra sport e politica, ma in paesi oppressi come i Paesi Baschi e la Palestina, sappiamo fin troppo bene che Israel Premier Tech ha cambiato nome proprio a causa di tutti coloro che hanno mischiato sport e politica durante quella tappa della Vuelta a Espaรฑa a Bilbao. Lo striscione "Grazie Paesi Baschi" indossato dai giocatori palestinesi al termine della partita – o la loro celebrazione collettiva sulle note di "Txoriak txori" – ne รจ un chiaro esempio.

Oltre alla vittoria per 3-0 della nazionale basca – con Izeta autore del gol decisivo – la partita trascenderร  anche i confini nazionali e avrร  risonanza anche in quegli uffici stagnanti. Che questa partita serva almeno a scuotere le coscienze.

sabato 15 novembre 2025

Cassinetta di Lugagnano per la Palestina 15.11.2025

 Dai social del Comune di Cassinetta di Lugagnano (Milano)

Cassinetta di Lugagnano, 15 novembre 2025

Discorso di Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano in occasione della visita istituzionale della delegazione del Governo Palestinese e dell’Ambasciatrice dello Stato di Palestina in Italia

Onorevoli rappresentanti del governo della Palestina

Onorevole Aaid Ahmed Al Tamimi,

Onorevole Munib Al Masri,

Onorevole Qasem Awwad,

Onorevole Ali Al Sentrisy,

Onorevole Fays Amer 

Sua Eccellenza Mona Abuamara, Ambasciatrice di Palestina

A nome della Comunitร  di Cassinetta di Lugagnano rivolgo a voi il saluto piรน fraterno e solidale, sentimento profondo e intimo, che lega gli esseri umani.

Perchรฉ siamo qui?

Questa mattina, in Italia, in Europa, centinaia di milioni di esseri umani si sono svegliati, al caldo, hanno mangiato e bevuto, biscotti, croissant, latte, caffรจ, tรจ. Si sono vestiti, hanno indossato scarpe, sono usciti, liberi, per andare a passeggio, a fare la spesa al mercato. A mezzogiorno troveranno cibo sulle loro tavole. Molti ringrazieranno il signore per averlo trovato. Nel pomeriggio si dedicheranno alla famiglia, cominceranno a pensare ai regali per le festivitร  natalizie che arrivano. E questa sera, dopo aver cenato e guardato la TV, dove scorreranno le ennesime immagini di bambini, anziani, donne, scossi dalla banalitร  del male, andranno a dormire, sempre al caldo.

Sempre questa mattina, a Gaza, nei territori occupati della Palestina, milioni di esseri umani si sono svegliati al freddo, in una tenda, in una casa minacciata da mani armate, hanno sentito il rumore della fame, hanno indossato se va bene scarpe di fortuna ed hanno iniziato a tremare. A mezzogiorno aspetteranno che qualcosa arrivi sulle loro tavole, lo faranno anche la sera. Aspetteranno giustizia, aspetteranno i loro diritti, aspetteranno la loro terra, aspetteranno la loro serenitร , le loro certezze, il loro riconoscimento come esseri umani.

Ecco perchรฉ siamo qui.

Perchรฉ a Cassinetta di Lugagnano noi riconosciamo lo stato di Palestina, perchรฉ crediamo che riconoscere il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione sia un nostro compito come esseri umani, prima ancora che come politici, sindaci o rappresentanti delle istituzioni.

Perchรฉ a Cassinetta ci siamo domandati, dopo 70 anni di occupazione, dopo centinaia di migliaia di morti, feriti, orfani, bambini colpiti alla testa, ci siamo domandati: ma se il nostro governo non fa nulla per impedire e fermare tutto questo, cosa possiamo fare noi, piccolo comune di 2000 abitanti? Cosa puรฒ essere la nostra piccola voce in un oceano di propaganda?

Una mattina, il 14 ottobre 2024, appena sveglio, ho chiamato i miei compagni, ho detto loro: "dobbiamo rompere il silenzio, dobbiamo cercare di svegliare le coscienze". Ci siamo ritrovati qua sotto, con lenzuola e vernice rossa e abbiamo deciso di scrivere sui nostri balconi istituzionali STOP GENOCIDIO.

 

Onorevoli rappresentanti del governo della Palestina

Onorevole said ahmed al Tamimi,

Onorevole munib al masri,

Onorevole Qasem Awwad,

Onorevole Ali Al Sentrisy,

Onorevole Fays Amer 

Sua Eccellenza Mona Abuamara, Ambasciatrice di Palestina


Questa mattina siamo qui per consegnarvi un nostro documento ufficiale, l’atto con cui il nostro consiglio comunale ha formalmente richiesto al governo Italiano il riconoscimento dello stato Palestinese, come hanno giร  fatto da tre quarti dei paesi membri dell’ONU. Un atto simbolico, certo, perchรฉ noi non abbiamo il potere istituzionale di riconoscere per l’Italia lo Stato Palestinese. Ma abbiamo un altro potere. Il potere della fraternitร , della solidarietร , della ricerca della giustizia, dell’empatia verso i nostri simili. Abbiamo il potere della parola. Quella parola che spesso si cerca di far tacere. Abbiamo il potere della determinazione.

PALESTINA LIBERA

PALESTINA LIBERA

PALESTINA LIBERA





sabato 31 maggio 2025

Pacifisti in udienza dal Papa

 LA NONVIOLENZA DI LEONE

Di Mao Valpiana

Per tre volte ha voluto richiamare ed insistere sul concetto di nonviolenza.

Il Pontificato di Papa Leone si รจ aperto nel segno della ricerca di vie di pace: “c’รจ troppa violenza nel mondo, nelle societร ”. In continuitร  con Papa Francesco, la scelta della nonviolenza viene indicata come strada privilegiata e ineludibile:

- “La nonviolenza come metodo e stile deve contraddistinguere le nostre decisioni,  relazioni, azioni” รจ il primo passo che Leone ci invita a fare;

- “I giovani hanno bisogno di testimoni di uno stile di vita diverso, nonviolento” รจ la seconda motivazione che ci viene offerta;

- “Quando coloro che hanno subito ingiustizia e violenza sanno resistere alla tentazione della vendetta, diventano i protagonisti piรน credibili di processi nonviolenti di costruzione della pace” รจ il terzo fondamento di questo percorso di pensiero e azione.

Oggi chi resiste alla tentazione della violenza, a Gaza come in Ucraina, tra le vittime dell’ingiusta occupazione ed oppressione, e chi resiste alla tentazione della violenza, in Israele come in Russia, tra gli occupanti e gli oppressori, sono gli obiettori di coscienza e i disertori del militarismo. 

Hanno rinunciato alla vendetta Maoz Inon e Aziz Sarah, l’israeliano e il palestinese a cui la guerra ha strappato gli affetti piรน cari, e che hanno saputo riconoscere nell’altro la persona e non il nemico, che Papa Francesco abbracciรฒ insieme. Ha rinunciato alla vendetta anche Olga Karach, la leader nonviolenta bielorussa, difensora dei diritti umani e degli obiettori di coscienza che rifiutano l’esercito, oppositrice al regime e per questo minacciata di morte ed esule in Lituania, premio Langer per la pace 2023. 

Ora Maoz, Aziz ed Olga, che hanno potuto incontrare il Papa, sono dei testimoni di pace anzichรฉ dei moltiplicatori di odio, come la logica della violenza avrebbe voluto. 

La nonviolenza li ha trasformati.

Conversione-testimonianza, stile di vita, metodo di lavoro, sono le parole chiave del messaggio nonviolento che Papa Leone ci ha donato per il Giubileo della Pace.

Il Movimento Nonviolento, che con tante altre associazioni dell’arcipelago pacifista ha partecipato all’Udienza privata che si รจ svolta il 30 maggio nella Sala Clementina del Vaticano, lo ringrazia di cuore e accoglie il suo invito: “Disarmare i cuori, gli sguardi, le menti”. 

Il disarmo รจ la via maestra per arrivare alla pace. E la pace, ci ha detto ancora Papa Leone, “passa per la cura di relazioni di giustizia tra tutti gli esseri viventi”, una visione in piena sintonia con la filosofia nonviolenta di Aldo Capitini, di Gandhi e di Martin Luther King, i maestri che ancora oggi ci ispirano.

Rifiutare la violenza, rifiutare la menzogna, rifiutare le armi, sono gli imperativi categorici di oggi, che il Movimento Nonviolento attua nella Campagna di Obiezione alla guerra, il cui simbolo (le due mani che spezzano il fucile) abbiamo donato a Papa Leone per ringraziarlo dell’invito che ci ha fatto.

Papa Leone XIV ha incontrato i rappresentanti dei movimenti popolari che avevano dato vita all’Arena di pace del 2024. Questo appuntamento era giร  stato calendarizzato con Papa Francesco prima della sua malattia e morte, grazie alla volontร  del Vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, per restituire la visita e proseguire il dialogo tra i movimenti popolari e la Santa Sede.

Un dialogo che vogliamo coltivare.

P.S. Della delegazione del MN, facevano parte, oltre al Presidente: Caterina Del Torto della Segreteria, Daniele Taurino del Direttivo, Marzio Marzorati, Vincenzo Taurino, Daniele Quilli del Comitato di Coordinamento, Laura Pangrazio e Francesco Tosoni, servizio-civilisti. Con noi anche Olga Karach e Alexia Tsouni di Ebco/Beoc Ufficio Europeo Obiezione di coscienza.




mercoledรฌ 2 aprile 2025

La pace non รจ mai armata. Gallarate 1.4.2025

 Gallarate martedรฌ primo aprile 2025, continuano le iniziative in attesa della Bicipace. Una interessante e partecipata iniziativa sul tema guerra, cultura, comunicazione ed economia,  con importanti contributi dal mondo del lavoro, della chiesa e dell'ambiestalismo.

Video quimilano 





giovedรฌ 27 giugno 2024

Ossona. Nuova giunta lega e pace?

 L'attenzione sulla nuova giunta ossonese รจ stata focalizzata dalla nomina dell'assessore esterno, la giร  sindaca di Marcallo sconfitta dal centrosinistra dopo 25 anni di monocolori della lega, Marina Roma, moglie del giร  sindaco di Marcallo "Sagra" Massimo Garavaglia e senatore leghista.

Il capogruppo di maggioranza รจ l'iscritto leghista di piรน lungo corso Elia Savio.

รˆ politica, nulla di strano. Forse non propriamente trasparente. In campagna elettorale per orientarsi tra le 3 liste di destra il riferimento erano le prossime elezioni metropolitane di secondo livello, pare cosรฌ chiaro che "piรน della metร " dei consiglieri voterร  la lista della Lega.

4 assessorati, come n. Previsto dalla legge, le deleghe invece sono di scelta comunale.

Articolo https://liberanotizienews.blogspot.com/2024/06/ossona-la-giunta-di-giovanni-venegoni.html?m=1

La parola Pace stride in una giunta leghista.

รˆ doveroso ricordare la posizione e il ruolo della lega nella vendita di armi, con deroghe alle norme europee sulla tracciabilitร  della vendita delle armi.

Video 



Ricordiamo che a febbraio, delle due iniziative culturali proposte da Verdi Ambiente e societร , una su intelligenza artificiale, l'altra era sulla pace. Vi fu una chiusura completa.

Ora, Ossona, finalmente, metterร  la bandiera della pace? O della Palestina?

Nel magentino, da novembre, si stanno promuovendo iniziative per la pace , oltre a quelle nazionali, non si รจ mai visto nessuno, anche in quello firmato da azione cattolica Ossona (febbraio, ideal) Come dire il peacewashing preventivo 

lunedรฌ 4 marzo 2024

Verdi sinistra. Diario da Rafah

Da Angelo Bonelli 

#DiariodaRafah Primo giorno

Siamo arrivati, con @nicolafratoianni e @francomari4, in Egitto e oggi abbiamo incontrato le ONG che si occupano di portare aiuti umanitari e  per chiedere insieme l’immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. 

 La prima tappa della nostra missione domani ci porterร  al valico di RAFAH un viaggio organizzato dall'Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietร  internazionale (Aoi). 

 Accompagneremo  un convoglio di aiuti umanitari fino al valico di Rafah. Ci รจ stato comunicato che la situazione umanitaria a Gaza รจ disastrosa: si muore non solo per le bombe ma anche per la mancanza di cibo e medicinali, per questo dobbiamo lavorare per un immediato e permanente cessate il fuoco e per garantire assistenza umanitaria. 

 Chiediamo la liberazione degli ostaggi come atto unilaterale. Il Governo italiano ancora oggi non ha dato applicazione alla decisone del parlamento votata all’ unanimitร  di chiedere il cessate il fuoco

#carovanarafah #gazaoltreilconfine #cessateilfuoco




sabato 24 febbraio 2024