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martedì 27 aprile 2021

Storia locale. Milano. Ossona. dal 1500 al 1855 immagini

 Un piccolo esperimento di memoria storica: le immagini a seguire ci dicono qualcosa, pensiamo sia interessante, capire quali osservazioni possono venir fatte dalla visione delle nude cartine.

Varie domande sorgono: come era la vita allora? quali attività c'erano in paese, agricoltura, certo, attività artigianali, poi industriali, celebre del baco da seta.

Se volete collaborare o inviare suggestioni o consigli, scrivete pure alla pagina facebook di "libera notizie"

https://www.facebook.com/liberanotizienews

Ossona 1722


Ossona 1855

Ossona 1900



aspettiamo impazienti vostri suggerimenti
buona giornata


lunedì 19 aprile 2021

Corbetta. Santuario della Madonna dei Miracoli (Foto e video)

 Solitamente, l'anniversario del miracolo, richiama decine di migliaia di visitatori per il Santuario e per tutta Corbetta; quest'anno, per ovvi motivi non è stato possibile, QuiMilano-Liberanotizienews prova a venire incontro e a supplire questa mancanza "emozionale" con una breve intervista ad Andrea Balzarotti (Storico) e con alcune foto del Santuario.

intro storica dal sito del Santuario http://www.santuariodicorbetta.it/il-miracolo/

video #quimilano​ da Corbetta con Andrea Balzarotti (storico e archivista)

“II Bambino Gesù sfugge dal braccio della Madonna e scende in piazza a giocare con tre suoi coetanei. È capitato il 17 aprile 1555, primo giovedì dopo Pasqua, a Corbetta. Una cittadina elegante, anche per la presenza di numerose ville patrizie, ad una ventina di chilometri da Milano sulla strada verso Vigevano”.

 

venerdì 11 ottobre 2013

storia locale. QUANDO IL PAESANO RIFIUTÒ IL PENDIZIO


 sperando in nuovi lettori, magari incuriositi da un segnalibro, quale miglior demando e invito alla lettura, se non l'ormai classico testo di storia locale del Prof. Galliani Cavenago (disponibile in biblioteca)


QUANDO IL PAESANO RIFIUTÒ IL PENDIZIO




Pendìzio era l'omaggio che il contadino 
 lombardo doveva periodicamente assicurare al padrone, nelle forme di regalie in natura e di prestazioni di lavoro gratuite e semigratuite. La contestazione di questo tributo, ripetutamente elevata dai paesani in rivolta, è assunta dall'autore come evento simbolicamente decisivo e gravido di conseguenze, in quanto non solo sancì la crisi di quel particolare rapporto mezzadrile vigente nelle campagne dell'alta Lombardia, ma segnò anche l'inizio della fine di un dominio signorile lungamente esercitato.
La modernizzazione industriale, realizzata, come sottolinea l'autore, sul dissolvimento dell'egemonia degli antichi proprietari e in stretta simbiosi con la trasformazione fondiaria, non produsse però fenomeni di pauperismo degradante: il radicamento e lo sviluppo dell'industria nel contado favorirono, viceversa, l'ascesa di una piccola imprendítoria coltivatrice e, fatto abbastanza inusitato e mai sufficientemente,sottolineato, incoraggiò e sviluppò la formazione della piccola proprietà contadina.
Nel contesto di quella grande trasformazione si inserì il ruolo della cooperazione, le cui vicende sono raccontate, recuperando dall'oblio il contributo di alcuni pionieri (dell'umanissima e tragica figura di Rinaldo Anelli innanzitutto, ma anche di Angelo Tondini e di tanti altri) e la storia delle più diverse società attive ed operanti nel contado milanese.
L'indagine, condotta assumendo nel suo significato paradigmatico l'evoluzione di una periferia regionale come quella dei contado cuggionese osservata attraverso l'esame di una ricca messe di testimonianze d'archivio, offre al lettore e allo studioso l'opportunità di un viaggio intrecciato di grandi e piccole storie, spesso inedite, tutte comunque rigorosamente documentate e raccontate con il piglio di una narrazione tanto gradevole quanto convincente.

Gianfranco Gallianí Cavenago, nato a Milano, vive e risiede a Turbigo, paese dei quale è stato sindaco per dieci anni. Si è laureato in storia contemporanea all'Università di Torino.

dal sito dell'ECOISTITUTO del TICINO