DATA CENTER: UNA MORATORIA E’ NECESSARIA.
In provincia di Milano assistiamo all’esplosione del fenomento “data center”, per cui sono in progettazione una trentina di nuovi impianti che si aggiungeranno ai 30 già in funzione. Si tratta di un fenomeno complesso con svariate implicazioni di natura ambientale, sociale, economica, energetica e politica. L’assenza di una pianificazione sovracomunale mette i singoli comuni di fronte al dilemma di prendere o rinunciare milioni di euro in oneri di urbanizzazione; soldi preziosissimi in tempi di difficoltà per gli enti territoriali. E’ la tipica forma di ricatto liberista che relega in secondo piano ogni considerazione sul bilanciamento tra costi e benefici. E i costi si manifestano negli impatti ambientali come l’effetto ‘isola di calore’ causato dal costante raffrescamento dei server (autorevoli studi indicano che la temperatura al suolo può aumentare sensibilmente entro un perimetro di molte centinaia di metri). Ma anche il rumore, l’emissione di gas di scarico dei generatori diesel, lo stoccaggio di migliaia di metri cubi di gasolio, solo per citarne alcuni. I data center richiedono potenze elettriche impressionanti, anche 150 MW, equiparabile a 50mila utenze domestiche; Terna dovrà adattare la rete per questi colossi, con costi spalmati sulle bollette e con l’incognita sulla priorità che verrà data in caso di blackout (tema sensibilissimo nelle estati sempre più calde). Siamo di fronte ad un processo epocale di sviluppo post-industriale, in cui le reti telematiche e l’intelligenza artificiale sono quello che le pipeline del petrolio sono state per lo sviluppo industriale. Il fatto che gli investimenti (decine di miliardi di euro) siano in gran parte esteri implica un serio problema di controllo e proprietà delle informazioni; dati che alimentano la generazione di IA, i cui potenziali benefici non devono tradursi in perdita di posti di lavoro. Il fenomeno dei data center deve essere studiato con un rigoroso approccio scientifico, ponendosi l’obiettivo di tutelare l’interesse pubblico in ogni sua forma, dalla tutela della salute alle considerazioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale (di cui i data center sono le infrastrutture fisiche di sviluppo). E’ la richiesta che proviene dai numerosi comitati, associazioni e osservatori costituiti sul territorio della provincia, che aggregano le legittime preoccupazioni dei cittadini. La federazione milanese del Partito della Rifondazione Comunista propone una MORATORIA dei data center, chiedendo l’immediata sospensione dei provvedimenti autorizzativi secondo il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, previsto dal diritto europeo e ambientale. Sollecitiamo ogni partito politico a condividere questa richiesta. Chiediamo la costituzione di una commissione tecnico-scintifica indipendente incaricata di verificare, approfondire e risolvere tutte le criticità dei data center prima di ripristinare – eventualmente - ogni iter autorizzativo, e che ponga le premesse di una seria pianificazione sovracomunale.
Nadia Rosa, segretaria PRC Milano
Stefano Amann, segreteria PRC Milano

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