Dai social. Testo di G.Ghezzi
LA RANA, LO SCORPIONE E MILANO
C'è una favola di Esopo che mi torna continuamente in mente.
Lo scorpione chiede alla rana di traghettarlo sull'altra sponda del fiume. La rana teme di essere punta. Lo scorpione la rassicura: "Perché dovrei? Moriremmo entrambi."
A metà del guado, però, la punge.
"Perché?" domanda la rana, mentre stanno affogando.
"E' la mia natura."
Nel 2015 il centrodestra individuò in Giuseppe Sala il manager giusto per guidare Expo, dopo anni di "gavetta" in qualità di Direttore Generale del Comune di Milano e della Sindaca Letizia Moratti.
Poi il centrosinistra lo accompagnò, direttamente o indirettamente, fino a quelle primarie che molti ricordano come tutt'altro che memorabili.
I mal di pancia nel centrosinistra c'erano eccome, salvo poi sparire in fretta: molti dei critici di ieri diventarono, con sorprendente agilità, passeggeri del carro del vincitore. La politica italiana è ricca di una specie molto diffusa: gli esemplari del "tengo famiglia".
Da allora Milano è stata amministrata da un sistema che, negli anni, ha dato sempre più l'impressione di preferire le relazioni ristrette alle sedi istituzionali, gli uomini di fiducia al confronto pubblico, i cerchi magici alla trasparenza.
Non lo dico solo io.
Oggi persino un consigliere comunale dei Verdi, Enrico Fedrighini, da sempre compagno di strada della maggioranza, ha parlato del continuo ricorrere degli stessi nomi, delle stesse società, degli stessi rapporti economici, di decisioni maturate fuori dalle sedi istituzionali e sottratte al controllo del Consiglio comunale.
Parole pesanti. E arrivano dall'interno, non dall'opposizione.
La magistratura farà il suo lavoro. Sempre.
Ma la politica dovrebbe farsene uno, molto più semplice: guardarsi allo specchio, poiché il problema non è una singola inchiesta.
Il problema è quando un'intera città finisce per riconoscere, dietro ogni vicenda, sempre lo stesso metodo.
E allora la favola di Esopo (nome che curiosamente richiama il suono di Expo) torna inevitabilmente alla mente.
Puoi convincerti quanto vuoi che questa volta lo scorpione non pungerà.
Ma, prima o poi... ...è la sua natura.
Dai social di Enrico Fedrighini
Oggi il sindaco Sala, intervenendo in Consiglio comunale, ha comunicato di avere regolarmente dichiarato nel 2016 la sua situazione patrimoniale relativa alla società Finalter, ed ha accusato una certa stampa e politica di "giustizialismo".
Nel mio intervento, ho ribadito che oltre all'aspetto formale (dichiarazione societaria) rimangono aperte alcune questioni sostanziali che questa vicenda riporta nuovamente e tristemente a galla a Milano: il ricorrere continuo di determinati nomi di professionisti, di società, di partecipazioni, di rapporti economici, di scelte che coinvolgono l'amministrazione comunale prese al di fuori delle sedi istituzionali, all'insegna dell'opacità, sottratte a qualunque forma di controllo del Consiglio comunale, decise in altre sedi e portate avanti da "uomini di fiducia". Un sistema basato su operazioni affidate a "uomini di fiducia". Come la vicenda Meazza...
E, ho concluso, ben venga la libera attività di inchiesta giornalistica. E' proprio dai giornali che, come consiglieri, apprendiamo informazioni essenziali per la nostra attività istituzionale, spesso sottratte al nostro controllo...
Intervento di Enrico Marcora
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Intervento di Enrico Fedrighini
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