In via ufficiosa, è da fine maggio che Sorgenia ha "ridato" il terreno "vincolato" all'imprenditore agricolo. Dato la "continuità" della destra in 32 anni al governo in Lombardia, per scaramanzia e perché su questo: "non dire gatto se non c'è l'hai nel sacco". Ed eccoli qua, i nemici dell'ambiente e un po' di comparse, a festeggiare sul nulla condito di niente.
È ovviamente una buona notizia il ritiro del progetto di Sorgenia, ma capiamo meglio i perché e come.
Nota. Il progetto fotovoltaico in località ranteghetta, trova la sua "funzione" correlato al progetto di "5 datacenter (per questo il termine "confusionario" Campus) in viale Piemonte a Magenta, vista la straordinaria e incredibile mobilitazione, 15.000 firme per chiedere una assemblea pubblica con la presenza dell'amministrazione, due assemblee, la prima di greenwashing sulle mitigazioni del datacenter (e mal di pancia dei cittadini), poi una assemblea con 340 persone in un clima torrido, in tutti i sensi e soprattutto le precise osservazioni elaborate dai cittadini hanno "rallentato" i proponenti dei datacenter e di conseguenza l'urgenza di alimentarli anche, in questo, due leggi regionali, assai discutibili e con vizi di incostituzionalità, la prima che da ZERO (0) fotovoltaico a terra, in quanto non è normato e rientra nei terreni a destinazione agricola viene "sfondato" il muro con un 3%, a cui, la legge successiva regionale sui datacenter, apre già a deroghe, in pratica, se hai un datacenter entro i 15 km, si può andare in deroga per alimentarlo con fotovoltaico. (Lo so, lo pensate anche voi, in confronto Dracula è Mary poppins!!).
Ricostruiamo con i dati di dominio pubblico questa vicenda.
Da circa 5 anni, c'è l'incubo di questo fotovoltaico a terra, tra Ossona e Magenta, ma niente di scritto, solo voci.
Fine maggio 2024, il sabato sera prima della MITICA BICIPACE, la più grande manifestazione ciclopacifistaambientalista italiana, il sindaco di Santo Stefano Ticino (forza Italia) esce con la notizia di questo progetto di fotovoltaico a terra, dopo un po' anche il sindaco di Ossona (lega) e di Marcallo (civico), riportano la notizia.
Il mio "informatore" mi gira la documentazione, la giro ai consiglieri comunali che conosco dei comuni, e scopro che a Marcallo con Casone, Comune liberato dopo 25 anni di monocolori leghisti, i consiglieri e assessori non hanno ancora visto il documento, probabilmente e presumibilmente, tenuto nascosto dal vicesindaco leghista di Castano Primo, che è il tecnico di Marcallo. (Nota, ora è anche tecnico ad Ossona).
Gli ottimi consiglieri marcallesi si attivano e.. mi riferiscono che il leghista Castanese, tecnico del comune di Marcallo, ha riferito loro che il progetto è troppo avanti e possono chiedere solo maggiori mitigazioni e indennizzi.
Avviso i consiglieri comunali che avrei dirottato tutta la BICIPACE in presidio sotto i loro comuni se non si fossero attivati per fare le necessarie osservazioni.
Dopo questa simpatica comunicazione, arriva l'assicurazione che il Comune avrebbe fatto osservazioni.
Il martedì successivo sono già pronte le osservazioni da parte di tutti e 3 i comuni.
Verrebbe da chiudere qua l'articolo e complimentarsi con BICIPACE per questa vittoria.
Invece la "tragedia greca in salsa padana" prosegue, un paio di assemblee, coinvolgimento di neofascisti a santo Stefano Ticino e di aspiranti palazzinari, che da fasci e yuppi, vorrebbero fare gli ecologisti.
Tutto documentato, una parte interessante è anche sulla comunicazione; come è noto a Ossona c'è il sito nazistisionista della già dipendente di Radiopadania, quindi credibile meno di nulla, e interviene naviglio parlante, classificandosi ed etichettandosi, cosi, come altro sito della destra.
(Nota, stiamo descrivendo la regia, che alcuni "attori" non fossero a conoscenza del piano complessivo non inficia l'analisi, anzi).
Dopo questa introduzione, questi gli articoli sul settimanale settegiorni
In alto i cuori, ama la terra tua, difendila.
Gilberto R. Rossi
Per centrosinistra Ossona e Verdi Europa Verde della Lombardia


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