mercoledì 2 settembre 2026

Messaggio social di Alessandro Di Battista 2.9.2026

 2 settembre 2026 h.00.40 dai social di Alessandro Di Battista 

Oggi mi sento meglio. Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto. Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali. 

Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza. 

P.S. Da anni ho deciso di “sfruttare” gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui. 

Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato.

martedì 1 settembre 2026

Luca Del Gobbo nominato responsabile rapporti col parlamento per Forza Italia

 Magenta 1 settembre 2026. 

Un importante e giusto riconoscimento per il Sindaco di Magenta, già consigliere regionale e rieletto per la terza volta sindaco della città della battaglia. 

Nella giornata del 31 agosto, Luca Del Gobbo è stato nominato responsabile dei rapporti con il parlamento, dal segretario regionale di Forza Italia, Alessandro Sorte.


Complimenti Sindaco e buon lavoro; ad avviso di chi scrive è un riconoscimento importante anche per la Città di Magenta. 


TRENORD, ECCO LA STANGATA. INUTILE CHE LA GIUNTA FONTANA SI NASCONDA.

 Dai social di Simone Negri, consigliere regionale del Partito Democratico 

TRENORD, ECCO LA STANGATA. INUTILE CHE LA GIUNTA FONTANA SI NASCONDA...

A render piú amara la fine delle ferie dei Lombardi, ecco l'entrata in vigore delle nuove tariffe Trenord.

La giunta ha deciso di alzare del 3,9% il prezzo medio dei titoli di viaggio dei servizi ferroviario (con punte anche del 7%).

Uso "ha deciso" perché il tutto viene fatto passare per automatismo: adeguamento Istat, obiettivi di qualità del servizio, customer satisfaction.

Obiettivi non probanti e facilmente raggiungibili. Una customer satisfaction che attribuisce, da 1 a 10, un punteggio sopra il 7 a Trenord, anche sulla puntualità. Abbiamo tutti le traveggole e conosciamo una storia diversa?

Certo, c'é l'inflazione e l'aumento dei costi: purtroppo ogni tanto bisogna adeguare le tariffe... Sta di fatto, però, che in questo secondo mandato Fontana il prezzo dei biglietti del servizio ferroviario regionale é cresciuto del 10%.

Una domanda filosofica di fondo: perché ancorare la revisione delle tariffe di un servizio pubblico, sostenuto in gran parte dalle tasse dei cittadini, al raggiungimento delle performance?La pubblica amministrazione deve fornire servizi efficienti e farli pagare il giusto. 

C'é il peso dell'inflazione? La politica si assuma direttamente le sue responsabilità e decida se fare pagare o meno all'utenza. Milano anche quest'anno coprirà con risorse del proprio bilancio il previsto - sempre dalla giunta regionale - adeguamento delle tariffe del TPL. Regione Lombardia, che con il nuovo contratto dà 100 mln di euro in piú all'anno a Trenord, non poteva fare la stessa cosa? Doveva per forza nascondersi dietro a risibili standard di qualità raggiunti e a una incredibile customer satisfaction?

#trenord #biglietti #giuntafontana



Mobilitazione nazionale sui datacenter

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 


Appello per una mobilitazione nazionale contro lo sviluppo irrazionale dei data center: «La trasformazione digitale non può essere decisa senza i territori»

Comitati e realtà territoriali lanciano un percorso di mobilitazione. 

Primo appuntamento nazionale congiunto il 10 ottobre a Milano.

Perché l'Italia vuole diventare un hub europeo dei data center? E soprattutto: chi decide dove costruirli, chi ne trae i maggiori benefici e chi sostiene i costi ambientali, energetici e sociali di questa trasformazione?

A queste domande vuole rispondere il nuovo Manifesto per un movimento contro lo sviluppo irrazionale dei data center, promosso da una rete di comitati e realtà territoriali che da mesi si confrontano sui progetti in corso e previsti in Italia, con particolare attenzione alla Lombardia.

Il manifesto nasce da una precisazione fondamentale: la critica non è rivolta alla tecnologia, alla digitalizzazione o all'intelligenza artificiale in quanto tali, ma al modello economico e territoriale con cui il loro sviluppo viene oggi perseguito.

«Non siamo contro la tecnologia e non vogliamo fermare il futuro — spiegano i promotori —. Vogliamo però che la trasformazione digitale sia al servizio della società e non che siano i territori, le comunità e le persone a dover sostenere i costi di un'espansione decisa altrove».

Centinaia di progetti e una concentrazione particolarmente forte in Lombardia

Secondo il manifesto, in Italia sono centinaia le richieste per la realizzazione di nuovi data center, con livelli differenti di avanzamento. La Lombardia rappresenta oggi una delle aree maggiormente interessate, con oltre la metà delle richieste indicate nel documento.

Il problema, sottolineano i promotori, non riguarda soltanto il numero degli impianti, ma anche la loro crescente dimensione e potenza: accanto ai data center tradizionali vengono proposti impianti da 25, 30 e 40 MW, spesso organizzati in grandi campus.

Le conseguenze non riguarderebbero quindi soltanto i singoli siti, ma l'intero sistema territoriale ed energetico: consumo di suolo e acqua, aumento della domanda elettrica, nuove infrastrutture di rete, stazioni elettriche e sistemi di accumulo, emissioni, rumore, isole di calore e possibili effetti sulla salute.

«Serve una valutazione cumulativa»

Uno dei punti centrali del manifesto è la richiesta di superare una valutazione esclusivamente progetto per progetto.

«Un territorio non è la semplice somma dei singoli progetti — affermano i promotori —. Se più data center insistono sulla stessa area, devono essere valutati insieme anche i consumi energetici e idrici, gli impatti climatici, il rumore, le emissioni, la pressione sulla rete elettrica e le conseguenze sulla salute».

Da qui la richiesta di introdurre strumenti di valutazione cumulativa, monitoraggio degli impatti dopo l'entrata in esercizio degli impianti e maggiore trasparenza sui progetti, distinguendo tra strutture operative, autorizzate, in costruzione, in procedimento e iniziative ancora preliminari.

Un Piano nazionale per decidere dove e perché costruire

Il manifesto chiede inoltre la costruzione di un Piano nazionale dei data center, capace di stabilire quali infrastrutture siano realmente necessarie e strategiche, dove possano essere localizzate e quali limiti energetici, idrici, ambientali e territoriali debbano essere rispettati.

Secondo i promotori, non è sufficiente definire un'infrastruttura «strategica» per accelerarne la realizzazione: la strategicità deve essere dimostrata attraverso una valutazione dell'interesse pubblico e delle conseguenze complessive sul territorio.

Particolare attenzione viene posta anche sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla gestione dei dati, sulla proprietà dei dati e sugli effetti della diffusione dell'intelligenza artificiale sul mondo del lavoro.

«Non siamo NIMBY»

Una parte del manifesto è dedicata alla contestazione dell'accusa di NIMBY rivolta ai comitati.

«La nostra posizione non è “il data center fatelo altrove” — spiegano i promotori —. È piuttosto: chiariteci il senso di farlo qui».

Per i promotori, un'area agricola, dismessa o degradata non può essere considerata automaticamente disponibile per qualsiasi nuovo insediamento. Ogni progetto deve essere valutato in relazione alle caratteristiche del luogo, alle fragilità ambientali, alle infrastrutture esistenti e alle comunità che abitano il territorio.

Verso una mobilitazione nazionale

Il manifesto vuole essere quindi non soltanto un documento di denuncia, ma la base per costruire una rete capace di collegare le diverse realtà che stanno affrontando la diffusione dei data center e delle infrastrutture connesse.

L'appello è rivolto a comitati, associazioni, realtà ambientaliste, sindacali e sociali, amministratori locali e a tutte le realtà interessate a discutere quale modello di trasformazione digitale costruire.

Il percorso di mobilitazione prevede già tre appuntamenti:

    • 12 settembre 2026 — banchetti informativi dei comitati sui territori;

    • 26 settembre 2026 — convegno regionale sui data center e lancio pubblico della rete regionale; Sala Convegni – Arci Milano – via Bellezza 16

    • 10 ottobre 2026, ore 15.00 — manifestazione regionale contro i data center  a Milano.

«La tecnologia non è neutrale. Lo sviluppo non è neutrale. A decidere devono essere anche le popolazioni che vivono nei territori destinati a sostenerne i costi».

Il manifesto si conclude con una proposta: la trasformazione digitale deve essere discussa e pianificata come una scelta collettiva, mettendo al centro tutela del territorio, ambiente, salute pubblica, lavoro e diritti delle comunità.

Testo del manifesto

https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:eu:0f24d6dd-6c60-456c-87f5-4ef13871ae8a


Per informazioni, adesioni e contatti stampa:

comitato.ciarlasco@gmail.com

primi Comitati aderenti:

Comitato Ciarlasco per la tutela del territorio; Comitato per la tutela del territorio Certosino ; Comitato per la tutela del territorio di Siziano;   Orizzonte Opera - Comitato a difesa del territorio e dell'ambiente; Osservatorio Datacenter comitato Rhodense;  Gruppo cittadino Salviamo Trezzano sul Naviglio; Comitato tutela ambiente apolitico apartitico – Comune di Travagliato;  Comitato Data Center NO grazie di Bollate; Salviamo il paesaggio Cremonese, Casalasco e Cremasco;  Comitato per lo sviluppo responsabile di Buscate; Comitato Bene Comune Abbiategrasso; Bene Comune Zibido San Giacomo;  Osservatorio Data Center Sud Milano;  Comitato Residenti Colleferro;  Comitato per la tutela dell’ambiente e del territorio Magentino;  Progetto Civico di Borgarello; Comitato Casalerespira di Casalpusterlengo; Sentinelle del Territorio di Bornasco; Comitato di San Bovio per la Tutela dell'Ambiente - Peschiera Borromeo; Lista Civica PER CERTOSA; Corsico Solidale - Prima le Persone; Comitato Vittuone Sedriano per la tutela del territorio