venerdì 11 settembre 2026

Rho: il SIndaco risponde alla petizione sui Data Center 11.9.2026

 Osservatorio Datacenter “Comitato Rhodense”

Rho, 11 settembre 2026

Oggetto: Tutela della salute pubblica, dell’ambiente e del territorio in relazione alla crescente concentrazione de Data Center nel territorio di Rho e richiesta di una pianificazione comunale degli insediamenti. Petizione popolare. Vs. Prot. n. 53687 del 6.08.2026.

Egregi Signori Sottoscrittori, in qualità di sottoscritti promotori, con la presente sono a riscontrare la vostra petizione riguardante il tema dei Data Center in città.

Desidero innanzitutto ringraziare i cittadini e i promotori dell’Osservatorio Data Center – Comitato Rhodense per aver sottoposto all’Amministrazione comunale le proprie preoccupazioni e le proprie richieste di chiarimento in merito alla presenza e allo sviluppo deidata center sul territorio di Rho dandomi l’occasione di precisare alcuni aspetti e di fare chiarezza sulla posizione dell’amministrazione.

Premetto che avendo ricevuto due testi differenti (quello sottoscritto dai cittadini e quello solo con le vostre firme) cercherò comunque di dare un’unica risposta visto che di fatto si tratta dei medesimi concetti, raggruppandoli per facilità di lettura, in macro argomenti.

1 – Salute ed Ambiente
La tutela della salute della comunità rappresenta una responsabilità primaria delle istituzioni
pubbliche e costituisce, per questa Amministrazione, un criterio imprescindibile nell'esercizio
delle proprie funzioni trasversalmente a tutte le materie di propria competenza.
L'articolo 32 della Costituzione, infatti, riconosce la salute quale «fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettività». Tale principio trova attuazione nella legge
833/1978 istitutiva del Servizio sanitario nazionale, che individua nella tutela della salute fisica e
psichica della popolazione una finalità pubblica fondamentale e prevede il concorso dello
Stato, delle Regioni e degli enti locali alla sua attuazione. In tale quadro, il Sindaco opera anche
quale autorità sanitaria locale, nell'ambito delle competenze attribuite dall'ordinamento. Ne
consegue, in concreto, che l'Amministrazione comunale non può ignorare eventuali profili di 
rischio per la salute della popolazione connessi a nuovi insediamenti o attività presenti sul territorio, ma deve assicurare che tali profili siano adeguatamente valutati dalle autorità e dagli organismi tecnici competenti. E’ noto che gli uffici che hanno le competenze e il mandato di verificare tali aspetti non sono uffici comunali ma sono, nel caso di specie, ATS (Agenzia di Tutela della Salute) e ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), enti che fanno capo a Regione Lombardia, e sopra di esse il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica che si esprimono, unitamente ad altri enti ulteriormente interessati, nel merito degli impatti ambientali relativa alla costruzione di un Data Center, esprimendosi all’interno del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale. Un procedimento che tra l’altro, rimane attivo fintanto che l’attività continuerà a operare, in quanto riguarda anche il monitoraggio degli effetti e la valutazione delle modifiche e adattamenti del progetto. Si tratta di valutazioni che vengono eseguite in misura puntuale e dettagliata come anche riportato all’interno dei vostri testi. Nel caso del Data Center AWS, tali rilievi, puntuali e argomentati (come ad esempio il parere di Regione Lombardia da Voi citato ma si potrebbe richiamarne altri), hanno portato a una modifica e integrazione del progetto che è stato migliorato, e quindi successivamente giudicato idoneo e solo allora approvato. Nel caso del Data Center di via Moscova, sarà ancora garantita la nostra particolare attenzione e cura affinché tali valutazioni siano effettuate con cura e che siano adeguatamente considerate nei procedimenti amministrativi. Laddove dovessero emergere situazioni di effettivo pericolo per la salute pubblica, monitoreremo che siano adottati tutti i provvedimenti che l'ordinamento prevede e impone, nell’esercizio pieno delle competenze di ciascuno in un rapporto costante con le autorità sanitarie e ambientali, ponendo sempre la tutela della salute dei cittadini tra gli elementi essenziali della valutazione dell'intervento. Tale impostazione costituisce una garanzia per la popolazione, sia per evitare la sottovalutazione di possibili rischi sia per evitare l'attribuzione all'Amministrazione comunale di responsabilità tecniche o decisionali che l'ordinamento affida ad altre autorità. 
2 – Impatti generati
I Data Center sono impianti che consumano molta energia, una parte della quale serve per
raffreddare gli impianti. Da qui il problema dell’uso dell’acqua, del rumore connesso al
funzionamento dei sistemi di raffreddamento e dei possibili effetti sul clima, oltre al tema dei
generatori di emergenza. Alcuni di questi impatti si manifestano a livello locale, altri hanno un
raggio molto più ampio. Concordo con il Comitato che i “potenziali effetti” vanno dimostrati e
che non si può generalizzare asserendo che sono “gravi” o al contrario “ininfluenti”, ma da
verificare di volta in volta, caso per caso, con attenzione. Impatti che debbono essere verificati
tenendo conto delle tecnologie impiegate, cioè del singolo progetto nel caso di specie, e delle
caratteristiche dei contesti ove sono realizzati. In alcune aree urbane sarà più rilevante il rumore
prodotto, in altre il tema dello smaltimento dell’acqua oppure dell’impatto paesaggistico. E’
questo il compito puntuale della già citata VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e,
successivamente, dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che dovrà autorizzare
l’accensione dell’impianto che monitoreremo con molta attenzione.
3 – Effetti cumulativi
Il tema degli effetti cumulativi è un ulteriore elemento che l'Amministrazione comunale ritiene
importante nella valutazione degli impatti derivanti dalla presenza di più Data Center (e delle
relative infrastrutture connesse) nel territorio comunale o nel più ampio ambito territoriale del
Rhodense.
Si tratta di uno dei principi cardine delle valutazioni ambientali che, ricordo, derivano
dall’Europa e sono sperimentate da decenni in Italia e, proprio nella nostra città, già in diversi
casi di produzioni di beni ad alto rischio di impatto ambientale. Il principio richiamato si esplica
richiedendo una verifica unificata e complessiva degli interventi quando simultanei e
assumendo il principio che ogni trasformazione indotta è assunta nella valutazione che si
esplica in quella successiva quando gli interventi fanno a capo a soggetti diversi e sono diluiti
nel tempo. La cosiddetta cumulabilità degli effetti dipende inoltre dal raggio dell’impatto del
fenomeno osservato. Il rumore, ad esempio, ha un raggio generalmente ridotto, mentre altri
elementi possono avere un raggio ampio.
Il nostro Comune monitorerà questo aspetto nel rispetto dell’applicazione delle Linee guida sui
Data Center, che prevedono espressamente che siano valutati gli impatti cumulativi, anche
potenziali, connessi alla presenza di altre attività sul territorio, considerando tra gli elementi,
aria, rumore, bilanci idrici, campi elettromagnetici, paesaggio, ecosistemi e biodiversità. Anche
la stessa Regione Lombardia ha recentemente evidenziato la necessità di considerare gli effetti
cumulativi derivanti dalla concentrazione territoriale dei Data Center rispetto a energia, acqua,
aria, rumore, temperatura, suolo e infrastrutture.
4 – Trasparenza, accesso agli atti e monitoraggio degli effetti
E’ nostra intenzione garantire la massima trasparenza e facilità di accesso agli atti, rispettando
la normativa vigente in materia. E’ uno dei cardini della nostra Amministrazione ma anche degli
enti sopracitati. Ad esempio tutte le VIA attive sono consultabili facilmente sul sito del Ministero
dell’Ambiente dove si trovano tutti i pareri e le decisioni prese.
Rispetto al tema del monitoraggio degli effetti, come già detto, è una funzione già prevista e
attiva all’interno della procedura di VIA. Da questo punto di vista è importante che tutti, a
cominciare da chi amministra la città, ma anche i cittadini e i Comitati, mantengano sempre alta
l’attenzione su questi aspetti in un rapporto di collaborazione e confronto per il bene della
città.
5 - Riutilizzo del calore Relativamente a questo aspetto concordiamo con quanto scritto. Questa previsione era già contenuta nel piano attuativo del Data Center AWS approvato nel 2021. Allo stato attuale vi sono degli elementi tecnici in fase di studio e approfondimento per quanto concerne l’eventuale allaccio alla rete di teleriscaldamento che però non è l’unica soluzione di recupero del calore. Vi sono altri esempi di riutilizzo del calore che si stanno sperimentando in Italia e che stiamo monitorando proprio per trovare altre soluzioni per non disperdere il calore ma riutilizzarlo a beneficio della nostra comunità. Questo varrà anche per il progetto di via Moscova. Sperando di aver risposto a tutti gli aspetti, in modo organico, permettetemi di concludere condividendo due riflessioni e una considerazione.
La prima notazione è che gli impianti come quelli di cui stiamo discutendo hanno per loro natura e per le tecnologie e le risorse impiegate, una complessità particolarmente alta e coinvolgono una rete di soggetti ed enti molto ampio. Il Comune è uno di questi attori, ma non l’unico, e la scelta di sostenere e spingere per lo sviluppo di queste infrastrutture, equiparandole alla stregua delle altre “attività produttive”, non e’ una scelta fatta dai Comuni, Rho compreso. La concentrazione nell’area metropolitana milanese, ad esempio, dipende anche dalla disponibilità di energia, dalla affidabilità della rete distribuzione e dagli investimenti programmati e in via di realizzazione fatti a livello nazionale da Terna. Non da scelte fatte dai Comuni e, in questo caso neanche da scelte fatte da Città Metropolitana o Regione. La scelta di non pianificare o individuare una geografia dei territori ove concentrare o vietare questi insediamenti, non è nostra e non poteva essere presa da noi. A riguardo ritengo che Terna abbia un ruolo rilevante in queste scelte, anche di detentore delle prime informazioni in merito a nuovi insediamenti e nuove realizzazioni. Proprio negli scorsi giorni ho inviato a Terna un’istanza per avere piena conoscenza delle richieste giacenti di nuovi allacci, sebbene sia evidente che siamo in un momento di bolla speculativa da attenzionare e considerare nelle valutazioni. La seconda notazione è che il Comune di Rho, unico in Lombardia, proprio avvertendo il vuoto normativo appena richiamato, ha approvato nel mese di giugno una modifica alle proprie regole urbanistiche a tutela del territorio che inserisce diversi paletti all’insediamento dei Data Center con limitazione alle altezze consentite e maggiore attenzione agli impianti. Si poteva fare di più? E’ sempre possibile fare di più. Abbiamo però fatto tutto ciò che potevamo fare nei tempi utili e con le modalità giuridicamente ammesse per incidere sulle richieste che nel frattempo si sono presentate per tutelare la nostra città e cercare, per quanto ci è possibile, di governare questo fenomeno. Malgrado la nostra attenzione, purtroppo, Regione Lombardia ha individuato perentoriamente nella recente legge regionale sui Data Center le aree classificate come produttive negli strumenti di pianificazione comunali come idonee all’insediamento di Data Center. Per fortuna nel corso dell’approvazione della legge sono state stralciate le aree con destinazione direzionale che avrebbero aperto le porte alla possibilità normativa della realizzazione di Data Center anche nei centri storici. Personalmente avrei preferito di gran lunga che la legge regionale delegasse ai Comuni il potere di  individuare in quali aree produttive fosse opportuno ammettere la presenza di queste infrastrutture, come è stato fatto qualche anno fa per le attività logistiche superiori a 5000 metri quadrati. Questa possibilità avrebbe permesso di localizzare in maniera più ragionevole la realizzazione dei Data Center. La considerazione finale riguarda, invece, la qualità del dibattito che verte intorno ai Data Center. Ritengo normale che, a fronte di una innovazione di tale portata, in cui ancora troppo poche sono le realizzazioni già presenti per disporre di dati scientifici, la discussione si polarizzi fra quelli che sono assolutamente contrari e quelli che sono convintamente a favore. Credo sia importante, come state facendo voi che ne siete un esempio, comunque mantenere sul tema tutta l’attenzione necessaria nel verificare la fondatezza delle affermazioni di entrambi gli schieramenti. Soprattutto quando dobbiamo valutare i Data Center che saranno realizzati a Rho e quindi con le caratteristiche puntuali che afferiscono a quegli interventi.
Vi ringrazio infine per la frase finale della vostra lettera che accompagna la petizione e che mi trova d’accordo: operare sempre nell’interesse generale della comunità in maniera trasparente e partecipata. Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento in merito dovesse rendersi necessario e con l’occasione vi invio i miei più cordiali saluti. 

Andrea Orlandi Sindaco

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