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lunedì 13 luglio 2026

DATA CENTER: UNA MORATORIA E’ NECESSARIA. PRC

 DATA CENTER: UNA MORATORIA E’ NECESSARIA.

In provincia di Milano assistiamo all’esplosione del fenomento “data center”, per cui sono in progettazione una trentina di nuovi impianti che si aggiungeranno ai 30 già in funzione. Si tratta di un fenomeno complesso con svariate implicazioni di natura ambientale, sociale, economica, energetica e politica. L’assenza di una pianificazione sovracomunale mette i singoli comuni di fronte al dilemma di prendere o rinunciare milioni di euro in oneri di urbanizzazione; soldi preziosissimi in tempi di difficoltà per gli enti territoriali. E’ la tipica forma di ricatto liberista che relega in secondo piano ogni considerazione sul bilanciamento tra costi e benefici. E i costi si manifestano negli impatti ambientali come l’effetto ‘isola di calore’ causato dal costante raffrescamento dei server (autorevoli studi indicano che la temperatura al suolo può aumentare sensibilmente entro un perimetro di molte centinaia di metri). Ma anche il rumore, l’emissione di gas di scarico dei generatori diesel, lo stoccaggio di migliaia di metri cubi di gasolio, solo per citarne alcuni. I data center richiedono potenze elettriche impressionanti, anche 150 MW, equiparabile a 50mila utenze domestiche; Terna dovrà adattare la rete per questi colossi, con costi spalmati sulle bollette e con l’incognita sulla priorità che verrà data in caso di blackout (tema sensibilissimo nelle estati sempre più calde). Siamo di fronte ad un processo epocale di sviluppo post-industriale, in cui le reti telematiche e l’intelligenza artificiale sono quello che le pipeline del petrolio sono state per lo sviluppo industriale. Il fatto che gli investimenti (decine di miliardi di euro) siano in gran parte esteri implica un serio problema di controllo e proprietà delle informazioni; dati che alimentano la generazione di IA, i cui potenziali benefici non devono tradursi in perdita di posti di lavoro. Il fenomeno dei data center deve essere studiato con un rigoroso approccio scientifico, ponendosi l’obiettivo di tutelare l’interesse pubblico in ogni sua forma, dalla tutela della salute alle considerazioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale (di cui i data center sono le infrastrutture fisiche di sviluppo). E’ la richiesta che proviene dai numerosi comitati, associazioni e osservatori costituiti sul territorio della provincia, che aggregano le legittime preoccupazioni dei cittadini. La federazione milanese del Partito della Rifondazione Comunista propone una MORATORIA dei data center, chiedendo l’immediata sospensione dei provvedimenti autorizzativi secondo il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, previsto dal diritto europeo e ambientale. Sollecitiamo ogni partito politico a condividere questa richiesta. Chiediamo la costituzione di una commissione tecnico-scintifica indipendente incaricata di verificare, approfondire e risolvere tutte le criticità dei data center prima di ripristinare – eventualmente - ogni iter autorizzativo, e che ponga le premesse di una seria pianificazione sovracomunale.

Nadia Rosa, segretaria PRC Milano

Stefano Amann, segreteria PRC Milano




martedì 5 marzo 2024

Prc lombardo sulla lista per la pace di Santoro 2.3.2024

 Dal fb di Mara Ghidorzi candidata alla presidenza di regione Lombardia per unione popolare nel 2023 

𝙂𝙍𝘼𝙉𝘿𝙀 𝙇𝘼 𝘾𝙊𝙉𝙁𝙐𝙎𝙄𝙊𝙉𝙀 𝙎𝙊𝙏𝙏𝙊 𝙄𝙇 𝘾𝙄𝙀𝙇𝙊

È un post un po'  lungo ma d'altronde è una dichiarazione di voto.👇👇

Come componenti del Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista riteniamo di dover esplicitare le motivazioni per le quali oggi votiamo contro il documento presentato dal Segretario. 

Non certo perché siamo contrari all’idea della “lista per la pace” ma perché siamo di fronte ad una sua realizzazione disastrosa e sentiamo la necessità politica di rifiutare la logica del “tanto ormai non c’è alternativa” precisando fino in fondo il nostro pensiero, dentro e fuori il nostro Partito.  

In primo luogo, continuiamo a ritenere che il percorso verso una lista della pace per le prossime elezioni europee (al quale eravamo favorevoli) doveva prevedere per Unione Popolare un ruolo centrale come avanguardia e motore del processo. Constatiamo purtroppo come il nostro Partito, a differenza degli altri tre soggetti costituenti UP, abbia fatto una scelta diversa minando la coesione di UP, mettendone a rischio gli sviluppi futuri e rendendo, allo stesso tempo, più debole la costruzione della lista.

In secondo luogo, riteniamo che, dall’impostazione del programma alla presentazione di nome e simbolo, dalla definizione delle principali candidature di riferimento alle modalità di formazione dell’immagine pubblica, la costruzione della lista a guida Michele Santoro (non a caso sempre definita così dai mass media e mai lista per la pace) sia stata affetta da totale opacità ed eccessivo leaderismo del promotore. 

Malgrado il lavoro di mediazione svolto, rimangono poi rilevanti dubbi su quelle parti di programma che più dovrebbero caratterizzare la lista “di scopo”. Non condividiamo le posizioni espresse da Santoro sulla Palestina (con reticenze persino nel menzionare esplicitamente il riconoscimento dello Stato palestinese) e sulla NATO (alla vigilia di una possibile disastrosa escalation dei conflitti a causa delle sue politiche espansionistiche). Posizioni che, in quanto leader autoproclamato della lista, sono e verranno all’esterno percepite come appartenenti a tutti coloro che la sostengono. 


Siamo, inoltre, molto molto perplessi sulla possibilità che la Lista “Pace Terra e Dignità” (costruita verticisticamente, dall’approccio organizzativo dilettantesco, priva di significativi riferimenti nei movimenti di lotta in particolare giovanili, abbandonata già prima della partenza da alcuni dei frontmen - e sottolineiamo men – che avrebbero dovuto caratterizzarla) possa davvero raggiungere l’obiettivo della raccolta delle firme necessarie alla presentazione alle Europee.


Solo una Unione Popolare coesa, determinata e allargata ad altre realtà collettive ed individuali (dal Pci a Sinistra Anticapitalista, dai movimenti antagonisti a personalità come lo stesso Santoro) avrebbe potuto sperare di raggiungere tale difficile traguardo.

Oggi, malgrado la generosa militanza delle compagne e dei compagni di Rifondazione (unico partito minimamente organizzato sul piano nazionale che resta ad appoggiarla) l’obiettivo ci pare alquanto difficile. E in caso di mancato raggiungimento delle firme Santoro ha già dichiarato che non presenterà la lista anche se fosse possibile ottenere l’esenzione dalla raccolta. Per questo siamo sconcertati dal fatto che il Segretario, primo artefice della situazione nella quale ci siamo cacciati, non proponga alcun Piano B nell’ipotesi (ancora in bilico) che Rifondazione possa far valere l’esenzione dalla raccolta firme. Siamo sconcertati dal fatto che il Segretario non pensi (come invece pensiamo noi) di utilizzare quella dote per rilanciare in extremis Unione Popolare o, comunque, un’aggregazione di partiti/movimenti della sinistra comunista ed anticapitalista. 

Temiamo che tra le tante derivate del disastro che stiamo costruendo ci sia l’assistere inerte al successo della lista SI/Verdi che punta palesemente a sostituirci come riferimento interno alla Sinistra Europea nonostante la loro posizione di continua subalternità a PD e centrosinistra.

In sostanza, riteniamo che oggi Rifondazione sia vittima di una sorta di “autoghetizzazione” tattica che prelude ad un cambio di posizionamento strategico. Lasciamo gli interlocutori con cui stavamo costruendo un percorso di alternativa e accettiamo un ruolo marginale e nascosto in un percorso che non ha orizzonti concreti.

Per questo dichiariamo che ci impegneremo in ogni modo per alimentare l’esile fiammella che gli esiti del coordinamento nazionale di UP hanno lasciato accesa e quindi per mantenere in vita Unione Popolare nei territori dove si è costruito qualcosa e per proporre liste di UP alle prossime scadenze amministrative.

E, a questo proposito, constatiamo amaramente che l’ordine del giorno, approvato dallo scorso CPN, nel quale si chiedeva di costruire immediatamente un gruppo di lavoro che avesse il compito di predisporre un’organica serie di proposte del Prc per la costruzione della struttura organizzativa e democratica di Unione Popolare a partire dal superamento dei problemi che presentava la Bozza di Statuto sia stato del tutto disatteso.

lunedì 27 luglio 2020

#BAGGI / #CAPELLI (PRC-SE):” LA #LOMBARDIA NON MERITA QUESTO PRESIDENTE – #FONTANA SI DIMETTA!

Si sta tenendo questa mattina il Consiglio Regionale nel quale Attilio #Fontana dovrà intervenire rispondendo delle accuse mosse a suo carico dalla #Procura di #Milano.

Abbiamo chiesto da tempo il #commissariamento della #sanitàlombarda per le gravi responsabilità nella gestione della #pandemia, lavoriamo per lo STOP alla legge #Maroni ed ora pensiamo che Fontana debba dimettersi indipendentemente dall’esito delle indagini a suo carico.
Infatti in queste vicende è emerso che ha raccontato bugie, tentando puerilmente di nascondere il conflitto di interessi della regione nell’acquistare materiale sanitario dall’azieneda #DAMA di proprietà del cognato e si è appurato che ha evaso il fisco poiché ha usufruito, nel 2015, di un #scudofiscale per un conto estero di più di 5 milioni di euro.

Lo stesso #Salvini, se fosse lucido e sgombro da faziosità, ammetterebbe che “il suo uomo” non ha più l’autorevolezza politica ed etica per essere presidente della Regione Lombardia.

Fontana si dimetta.

Milano, 27/07/2020

Fabrizio Baggi - segretario regionale
Giovanna Capelli - responsabile regionale #sanità
Partito della Rifondazione Comunista - #Lombardia

domenica 19 luglio 2020

Prc: NOBEL PER LA PACE ALLA BRIGATA MEDICA CUBANA HENRY REEVE

Riceviamo e pubblichiamo
CREMA (CR): RIFONDAZIONE COMUNISTA PER IL NOBEL PER LA PACE ALLA BRIGATA MEDICA CUBANA HENRY REEVE

Il Partito della Rifondazione Comunista di #Crema appoggia la proposta di conferire al personale sanitario cubano della Brigata #HenryReeve il Premio #Nobel per la #Pace come riconoscimento per il contributo dato nella lotta contro il #Covid19 alla città di Crema in un momento di estrema difficoltà come quello vissuto in questi mesi di pandemia.

A chi dall'opposizione di centrodestra del consiglio comunale sostiene ci sia stato un eccesso di ringraziamenti (dichiarazione che reputiamo grave e offensiva) rispondiamo che nessun ringraziamento sarà mai sufficiente a chi, dall'altra parte dell'oceano, é venuto disinteressatamente a fornire supporto ai nostri medici e infermieri che dopo anni di tagli alla sanità pubblica si sono trovati ad aver a che fare con un virus nuovo e sconosciuto con posti letto e macchinari insufficienti a far fronte alla situazione nel modo migliore.

Riteniamo infondata anche l'idea di chi, stavolta dal fronte del Movimento Cinque Stelle, sostiene che il Premio Nobel sia inappropriato perché anche altri si sono mossi durante l'emergenza e quindi limitarsi a loro non sarebbe inclusivo poichè dall'indomani della Rivoluzione castrista Cuba ha mandato in tutto il mondo oltre 400 mila medici a salvare vite (raggiungendo la più alta percentuale di medici rispetto alla popolazione, del mondo) nonostante il criminale embargo statunitense.

A tal proposito sosteniamo che conferire il Premio Nobel per la Pace alla brigata Reeve non sarebbe solo un gesto simbolico di riconoscenza e gratitudine, ma un indebolimento delle posizioni e politiche anticubane purtroppo molto diffuse,a partire dell'embargo e le altre restrizioni degli Stati Uniti di cui per l'ennesima volta chiediamo la cancellazione per risollevare un popolo che, nonostante queste politiche oppressive, non ha mai smesso di dare al mondo intero lezioni di solidarietà e progresso, basti pensare al sistema sanitario pubblico e gratuito che su 2440 positivi totali attualmente ne ha solo 70 e 87 decessi mentre la Lombardia, che ha lo stesso numero di abitanti, 95371 casi totali, 35151 ancora positivi e ben 16778 decessi anche a causa di politiche sanitarie privatizzatrici e fallimentari.

Crema, 18/07/2020

Partito della #RifondazioneComunista, Federazione Cremasca
Giovani Comunisti/e #Crema

giovedì 4 giugno 2020

PATTA/CAPELLI (PRC): TAMPONI IN LOMBARDIA – GLI AFFARI PRIMA DELLA SALUTE

riceviamo e volentieri pubblichiamo
Il modello sanitario lombardo e una gestione incapace e irresponsabile sono all’origine della strage di morti, il triplo della media nazionale, dell’alto numero di contagi e ricoveri registrati durante la pandemia da covid 19.

mercoledì 18 settembre 2019

A Pontida raduno fascista. Rifondazion Comunista

Il Segretario Nazionale del PRC-S.E. Maurizio Acerbo
Nell’esprimere la scontata solidarietà di Rifondazione Comunista a Gad Lerner sento il dovere di un giudizio netto su Pontida: non chiamamoli populisti, sono fascisti.

lunedì 7 gennaio 2019

Per la salute facciamo rinascere la 833

Facciamo rinascere la 833! Rosa Rinaldi* Franco Cilenti**

L’unico modo per difendere il diritto alla SALUTE
Quest’anno il Servizio sanitario nazionale compie quarant’anni, quindi giovane nonostante abbia subito nella sua vita attacchi virali dall’esterno, ma anche dall’interno dalle proprie articolazioni, boicottaggi pro privato e revisioni legislative che ne hanno peggiorato la funzionalità ed efficacia.
Prima del 1978 c’erano le casse mutue, oggi si torna a un sistema sanitario “corporativo” e non universalistico attraverso il predominio delle assicurazioni che fanno capo al welfare aziendale di dipendenti semipaganti e alla spartizione dei finanziamenti pubblici in Fondi regionali che aggravano le disparità geografiche.

Una manovra elettorale di Roberta Fantozzi (PRC) 7 1 2019

riceviamo e pubblichiamo   
Il governo dice che la manovra non mette in discussione gli impegni sbandierati in campagna elettorale su pensioni e reddito. E’ falso. 
Nella manovra c’è una cambiale: nel 2020 si dovranno trovare 23 miliardi (29 nel 2021), per coprire gli interventi previsti, compresi quelli su pensioni e reddito, ed impedire che scatti un aumento pesantissimo dell’IVA. 
Se l’IVA scattasse sarebbero colpite le lavoratrici e i lavoratori, e la parte meno abbiente della società, e si determinerebbe una nuova contrazione dell’economia.
Questo significa che gli interventi su pensioni e reddito sono garantiti solo per il 2019. 
Negli anni successivi, si vedrà… l’importante è arrivare alle elezioni europee!
 L’esito del teatro con la Commissione Europea ha prodotto la continuazione delle politiche di austerità.

sabato 9 giugno 2018

SECONDO FESTIVAL NO TANGENZIALE a Cassinetta di Lugagnano, Domenica 24 giugno 2018

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA del  SECONDO FESTIVAL NO TANGENZIALE
a Cassinetta di Lugagnano, Domenica 24 giugno 2018
Un giorno di festa per paesaggi e per coscienze
Coltiviamo paesaggio, sradichiamo cemento

•• PASSEGGIATA DELL’AMORE dalle ore 10 fino a sera
MERCATO CONTADINO e DEGLI ARTIGIANI
Con gli agricoltori e i produttori NO TANGENZIALE del territorio e i produttori de LA TERRA TREMA
Vendita e degustazione dei prodotti della T/terra
Birra Artigianale e Cibo di Strada
Partecipano:
Cascina Caremma (Besate, MI)
Cascina Selva (Ozzero, MI)
Caseificio Beduzzo (Beduzzo, PR)
Appennino che resiste (Valmozzola, PR)
Strawberry Fields (Rho, MI)
Caffè Malatesta (Galbiate, LC)
Birrificio MaaM (Abbiategrasso, MI)
Granja Farm (Val Susa, Chiomonte, TO)
La Terra Trema (Abbiategrasso, Albariate, Milano)

giovedì 29 giugno 2017

PRC sui risultati delle amministrative nell'area metropolitana di Milano

riceviamo e volentieri pubblichiamo 
Il Partito della Rifondazione Comunista di Milano sui risultati delle elezioni comunali e i ballottaggi nell’area metropolitana milanese.
 “Nell’area metropolitana di Milano sono ben 7 su 13 i comuni superiori ai 15.000 abitanti dove il centro destra conquista le città. Le politiche del “meno peggio” sin qui seguite dal centro sinistra, sempre più indistinguibili sul piano sociale (casa, lavoro, welfare, consumo del territorio) dalla destra, hanno alimentato l’astensione e il disimpegno di ampie fasce popolari. L’insoddisfazione popolare è evidente e anche presidi storici come Sesto San Giovanni, dopo più di 70 anni avranno al governo la destra.
E’ necessaria una svolta che sappia costruire risposte reali ai bisogni dalle persone che in questi anni hanno pagato il prezzo di politiche cittadine incapaci di dare risposte su lavoro, casa, salute, reddito e protezione sociale.
continua

domenica 2 aprile 2017

POLITICA decimo congresso di Rifondazione Comunista

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
da Manuel Vulcano delegato del Circolo Tina Modotti di Magenta e Cons. Com. Capogruppo di Rifondazione Comunista e Cantiere Alternativo Giovani a Magenta

Davanti a centinaia di delegati venuti da tutta Italia ho appena concluso il mio intervento al X congresso nazionale del P.R.C. che da due giorni ci vede impegnati a Spoleto. Ho parlato con orgoglio di Magenta, del nostro territorio e della nostra ostinata volontà di sviluppare un laboratorio politico dal basso dove le persone e il bene comune prevalgano sugli interessi di pochi privati. Dobbiamo portare nelle istituzioni chi lotta per tutte/i e non solo per se stesso e fare in modo che questo paradigma si estenda a livello nazionale. Sono felice di avere conosciuto e incontrato in questi giorni tante persone di elevatissima sensibilità ed energia che mettono la loro vita al servizio di un mondo migliore. Vi assicuro che in questi tempi di alienazione e individualismo non è cosa da poco! 

da Matteo Prencipe Segretario di Rifondazione per Milano Metropolitana
Maurizio Acerbo, è il nuovo Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista. Inizia una nuova storia. A Maurizio gli auguri e un grande in bocca al lupo da parte di tutti i compagni e compagne di Milano.

Eletto 5° segretario di Rifondazione Comunista  Maurizio Acerbo


domenica 24 luglio 2016

COMUNISTINFESTA 2016 Cornaredo (foto)

Cornaredo ospita per il 26° anno di fila la festa dei circoli di Rifondazione Comunista di:
Abbiategrasso, Bareggio, Corbetta; Cornaredo, Lainate, Legnano; Magenta, Pero, Pregnana Milanese, Rho, Settimo Milanese e Vittuone.
Ecco il volantino e il programma, a seguire, le foto di sabato 23 luglio, che ha visto esibirsi dal palco centrale il mitico Ricky Gianco con ospite d'eccezione Gianfranco Manfredi