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lunedì 20 aprile 2026

1 ° MAGGIO – MAYDAY CONTRO IL “MODELLO MILANO”

 1 ° MAGGIO – MAYDAY CONTRO IL “MODELLO MILANO”

Dalle pagine social del sindacato 

Milano viene dipinta come la “metropoli inclusiva e delle opportunità per tutti”. Da anni denunciamo come il successo di questo “modello” sia in realtà solo di facciata, perché quella che viviamo tutti i giorni è una città in cui le disuguaglianze aumentano, i servizi vengono privatizzati, il lavoro è precario, gli affitti sono insostenibili, l’aria è pessima. 

Gentrificazione dei quartieri e attacco al diritto all’abitare.  Da una parte c’è la città dentro i bastioni: turistificata, cara e del lusso, capitale mondiale dei milionari, con i suoi hotel di lusso e ristoranti stellati, in cui svettano i grattaceli delle banche e corporations; dall’altra la periferia, con la strutturale carenza di edilizia popolare e gli sfratti coercitivi di chi non arriva a fine mese. Il rinnovamento dei quartieri, pur coinvolgendo archistar internazionali, ha avuto come effetto il peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. A Milano ci sono ancora 15 mila case popolari vuote, molte in attesa di ristrutturazione, mentre i prezzi degli affitti crescono ogni giorno in maniera esponenziale. Le famiglie di lavoratori, i pensionati e gli studenti non possono più permettersi i costi della città.

Privatizzazione dei servizi pubblici. Milano è la “città delle opportunità”, ma solo per chi se lo può permettere.           

Il privato dilaga in ogni settore: crescono grandi ospedali e cliniche private a discapito del sistema sanitario pubblico sottofinanziato e ormai allo sfacelo; ricche università e istituti scolastici privati si accaparrano fondi pubblici quando la scuola pubblica da decenni subisce tagli; il trasporto pubblico urbano è oggetto di interessi privati che oltremodo contribuiscono a collocarci tra le città più inquinate d’Europa. 

Precarizzazione strutturale del lavoro. Dalla città della grande industria e delle lotte operaie, Milano è diventata una Disneyland neo-liberale dei servizi che nasconde marginalità, esclusione sociale e isolamento. La chiusura degli insediamenti industriali ha dato spazio ad attività a basso valore aggiunto (commercio, ristorazione, turismo, pulizie, sicurezza), con lavori dequalificati e paghe povere, dove si ricorre sempre di più al sistema degli appalti e dei sub-appalti per abbassare sensibilmente il costo del lavoro, a discapito anche della sicurezza.

RIPARTIRE DAGLI INTERESSI DEI LAVORATORI E DELLE CLASSI POPOLARI E’ NECESSARIO PER INVERTIRE QUESTA TENDENZA! MOBILITATI CON LA CUB PER RIVENDICARE:

• RINNOVO DEI CONTRATTI NAZIONALI CON AUMENTI IMMEDIATI DI ALMENO IL 20% E REINTRODUZIONE DELLA SCALA MOBILE. Per combattere realmente l’inflazione.

• RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITA’ DI SALARIO PER I FULL-TIME. PART-TIME NON INFERIORI ALLE 24 ORE SETTIMANALI. Lavorare tutti e lavorare meglio è possibile!

• REINTERNALIZZAZIONE DI TUTTE LE ATTIVITA’ IN APPALTO E CANCELLAZIONE DEI CONTRATTI PRECARI. Diciamo basta a vergognose differenziazioni tra i lavoratori utilizzate solo per far risparmiare gli imprenditori.

• INVESTIMENTI NELLA SANITA’, TRASPORTI E SCUOLE PUBBLICHE. Basta finanziare il privato, ripartiamo dai beni e dagli interessi collettivi.

• BLOCCO DEL RINCARO DEGLI AFFITTI; INVESTIMENTI NEGLI ALLOGGI PUBBLICI. La casa è un diritto per tutti.

• CHIUSURA DI SUPERMERCATI E CENTRI COMMERCIALI NELLE GIORNATE DI FESTIVITA’. Riappropriamoci dei nostri tempi di vita.

1° MAGGIO ORE 14.30 CORTEO DA PZZ.LE LORETO

#1Maggio #cubmilano #cub #sindacato #reddito #milano #Salario #festivita #DirittoAllaCasa #sanita #scuola #Precarieta

lunedì 22 dicembre 2025

Comune di Milano - Commissioni Consiliari PARTECIPATE + LAVORO del 22/12/2025

 Comune di Milano - Commissioni Consiliari

PARTECIPATE + LAVORO del 22/12/2025
Ordine del Giorno:
Illustrazione iniziative formative attuate e crescita professionale dei dipendenti in MM; 3) Informativa e report sulla situazione del turn-over e sulle politiche di fidelizzazione dei dipendenti
in MM. Parteciperanno: - Elio Franzini - Presidente MM S.p.A.; - Francesco Mascolo - Amministratore Delegato MM S.p.A.; - Marco Scippa - Direttore del Personale MM S.p.A.; - Roberto Nicola Colangelo - Direttore Direzione Bilancio e Partecipate; - Lucia Scopelliti-
Direttore Area Gestione Economico Patrimoniale e Partecipate.


mercoledì 4 settembre 2024

Cobas. Barricati dentro l'Ufficio Scolastico Territoriale di Milano

 Barricati dentro l'Ufficio Scolastico Territoriale di Milano 

I precari della scuola si incatenano e imbavagliano all'interno dell'UST di Milano. Nessun incontro all'orizzonte contrariamente agli accordi presi ieri con il personale dell'Ufficio scolastico. 

Non ce ne andremo da qui fino a che non ci verrà dato un incontro urgente e non verrà mandato un avviso a tutti i Dirigenti Scolastici affinché vengano pubblicate le cattedre realmente disponibili. Solo dopo questo passaggio si potrà procedere con le nuove nomine in maniera trasparente. 

Anche oggi l'ispettora è assente. In una situazione di totale emergenza, a pochissimi giorni dall'inizio della scuola, i docenti sono senza cattedra e gli studenti saranno senza insegnanti. 

Questa non è la scuola che vogliamo. L'illegalità che si sta perpetrando a causa del bug dell'algoritmo non è quello che insegniamo ai nostri studenti.

sabato 26 novembre 2022

La storia è di chi la fa

 Solo chi non lotta ha già perso 

9 anni fa, I lavoratori di Bertola, in sciopero per salvare il posto di lavoro e farsi pagare gli arretrati 


Studenti e lavoratori uniti nella lotta 


Mayday 2018


Mayday 2013


Mayday 2014



mercoledì 27 aprile 2022

Primo maggio. Milano h. 15 Darsena PRIMAGGIA

 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔!

𝗟𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱ə 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗶𝗮, 𝗾𝘂𝗲𝗲𝗿, 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮!

𝗡𝗼 𝗼𝗶𝗹 - 𝗡𝗼 𝘄𝗮𝗿 - 𝗡𝗼 𝗯𝗼𝗿𝗱𝗲𝗿

👉 PRIMAGGIA - 1 maggio - Milano - Darsena - h. 15:00

📣 Siamo le lavoratrici e i lavoratori della "smart city" e dello spettacolo, siamo rider, migranti, smart worker, partite iva, creativə digitali, stagistə e tirocinanti, studentesse e studenti in mobilitazione contro l'alternanza Scuola-Lavoro.

Siamo parasubordinatə e somministratə, lavoriamo a chiamata, con contratti a termine o false collaborazioni autonome; siamo neet, lavoratrici e lavoratori in nero, disoccupatə che hanno rifiutato con orgoglio l'ennesimo "bullshit job".

Siamo persone con disabilità, da sempre emarginati dalla società, nati o diventati così anche per gli incidenti che si verificano nel mondo del lavoro.

Siamo sex workers, siamo trans, siamo persone che cercano di interrompere una gravidanza ma le farmacie ci negano la pillola del giorno dopo, siamo vittime di violenza fisica e psicologica in casa o sul posto di lavoro.


💪 Siamo il 99%, la marea precaria che durante la pandemia è stata più esposta all'emergenza sanitaria e che ora rischia di trovarsi più colpita dalla crisi economica indotta dalla guerra e dal carovita. Siamo quellə senza casa o senza un "𝘗𝘢𝘱𝘪" ricco che la paga.

Dopo essere stati chiamati "𝘦𝘳𝘰𝘪" per aver continuato a lavorare durante la pandemia, siamo tornati ad essere invisibili!


❗ 𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝟭° 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮 ❗


✊ Il 1° Maggio non si lavora e si scende in strada tuttə insieme per dare vita ad una manifestazione no oil, contro il patriarcato e per rivendicare i nostri diritti! Scioperiamo contro lo sfruttamento del lavoro, del territorio e delle nostre vite.


☮️ Il 1° Maggio saremo nelle strade con il grido "𝗦𝗧𝗥𝗜𝗞𝗘 𝗧𝗛𝗘 𝗪𝗔𝗥", lanciato dalle femministe russe che risuonerà in tutto il mondo!


🤩 Primaggia è il 1° Maggio che ci meritiamo, la festa di Liberazione post pandemica che aspettavamo, dopo due anni passati a barcamenarci tra lockdown, video chiamate, distanziamenti e restrizioni sociali è tempo di prenderci la scena!


Reclamiamo con forza:

• un reddito universale di autodeterminazione, più sicurezza sul lavoro e un salario minimo

• un permesso di soggiorno europeo, slegato da famiglia e lavoro

• una casa per tuttə in territori pubblici, inclusivi ed includenti

• più risorse per scuola, salute pubblica e cultura, tagliando radicalmente le spese militari

• più soldi per la legge 104 e l'assistenza per la disabilità grave


𝗘𝗻𝗷𝗼𝘆 𝘁𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗲𝗲𝘁𝘀 ❗ 𝗦𝘁𝗿𝗶𝗸𝗲 𝘁𝗵𝗲 𝘀𝗺𝗮𝗿𝘁 𝗰𝗶𝘁𝘆 ❗

mercoledì 2 febbraio 2022

SIAMO A FIANCO DEGLI STUDENTI CHE VOGLIONO REVISIONARE L'ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

GEV – Toscana è solidale e sostiene attivamente le proteste degli studenti contro l’alternanza scuola lavoro e per la morte di Lorenzo Parelli, studente 18enne di Udine.

L’alternanza scuola lavoro è un meccanismo che può essere positivo, ma purtroppo dobbiamo rilevare che troppo spesso viene utilizzato per i motivi sbagliati, cioè per fornire manodopera gratuita alle aziende. Tutto questo, purtroppo, ben si coniuga con una tendenza che vede un alleggerimento dei programmi didattici ed un orientamento della scuola sempre più in senso aziendalista, per produrre risultati quantificabili (e classificabili) piuttosto che per formare cittadine e cittadini che sappiano usare il pensiero critico. 

L’alternanza scuola lavoro, quando realmente utile AGLI STUDENTI dovrebbe essere inserita in un contesto in cui l’istruzione e la formazione sono centrali, e non subalterni all’introduzione nel mercato del lavoro come la tendenza attuale suggerisce.

Luca Fidia Pardini

Anna Sartiani

Nella foto, la manifestazione promossa da Cobas e Unione degli Studenti a Lucca venerdì scorso

#mortisullavoro #alternanzascuolalavoro #studenti #sindacato #manifestazione #protesta #istruzione



domenica 23 gennaio 2022

PARTITA LA CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO DEI SUPERMERCATI UNES.

Dal web 

Ieri presidi e volantinaggi fuori ai punti-vendita delle principali città: Milano, Bologna, Torino, Piacenza, Modena.

Unes, attraverso la cooperativa LGD che lavora in sub-sub appalto nella preparazione dei prodotti freschi ch vanno sugli scaffali dei supermercati Unes, vuole liberarsi dei lavoratori sindacalizzati e li ha sostituiti con lavoratori interinali e a termine, con un salario più basso e ultraricattabili.

Come dimostrano anche le statistiche ufficiali pubblicate in queste ore dall'Inps, la tendenza dei padroni a sostituire forza lavoro stabile con manodopera precaria e supersfruttata, si sta diffondendo con forza in tutti i luoghi di lavoro e in tutte le categorie, grazia all'avallo del governo Draghi e dei vertici di Cgil-Cisl-Uil.

Ciò a dimostrazione che i costi sociali ed economici della pandemia sono stati ancora una volta scaricati unicamente sulle spalle dei lavoratori e dei proletari!

Per questo, la lotta dei licenziati Unes è la lotta di tutti per difendere il salario e le condizioni di lavoro, per la libertà di organizzazione sindacale e di sciopero!

Non facciamo più acquisti alla Unes fino al reintegro dei 49 licenziati!

SI Cobas nazionale





lunedì 6 dicembre 2021

Rogo Thyssen 14 anni fa, famigliari vittime 'noi traditi'

 Comunicato stampa 

"Ci sentiamo presi in giro, traditi da uno Stato di cui non ci fidiamo più. La nostra tragedia è stata dimenticata, ma noi non possiamo dimenticare: lo Stato deve intervenire affinché gli infimi personaggi che non hanno mai chiesto perdono, e sono sfuggiti alle loro responsabilità, siano puniti". A parlare, nel 14 anni anniversario del rogo della Thyssen, è la madre di Giuseppe Demasi, una delle sette vittime della tragedia. Al Cimitero Monumentale di Torino, presso il memoriale costruito in ricordo delle sette vittime, si è tenuta questa mattina la celebrazione dell' anniversario. "Quel devastante incendio rimane una ferita tremenda per la città. E forte rimane anche il dolore e la richiesta di giustizia". Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, rivolge così, su Facebook, il "ricordo commosso della Città" alle sette vittime della ThyssenKrupp, "ai loro famigliari e alle tante persone a cui mancano" che "da quattordici anni convivono col dolore e il senso di ingiustizia dopo quella tragica notte". (ANSA).




giovedì 14 ottobre 2021

Milano. Green pass. Sciopero dei bibliotecari

 SCIOPERO NO GREEN PASS: PRESIDIO BIBLIOTECARI COMUNE DI MILANO VENERDÌ 15 OTTOBRE 10.00 BIBLIOTECA SORMANI

Confermata da Risorse Umane del #ComunediMilano con estremo ritardo, la legittimità dello sciopero a oltranza indetto dal 15 al 20 ottobre. 


Un gruppo di lavoratori delle biblioteche ha organizzato un #presidio alla #BibliotecaSormani alle 10.00 contro quella che, in una lettera inoltrata a tutti i delegati sindacali comunali, hanno definito la 'desertificazione'di tutti i luoghi della cultura gratuita e popolare di Milano. Sono centinaia tra Educatrici, Tecnici, commessi, amministrativi, agenti di polizia locale e custodi museali i lavoratori #costretti a spendere più di 180 euro al mese per poter entrare nei posti di lavoro. L'Amministrazione durante l'ultimo videoincontro con i sindacati non ha nemmeno accettato di #compartecipare alle spese, nonostante la l.81/2008 preveda che i dispositivi di sicurezza non possano comportare spese per i lavoratori. Alcuni sindacati dì base stanno predisponendo le cause legali per ottenere il #risarcimento delle spese, visto che il 'decreto green pass' non prevede nessuna deroga al Testo Unico per la Sicurezza.

sabato 28 agosto 2021

Riflessione di un semplice operaio di Michele Michelino

dal fb di Michele Michelino

I limiti alle rivendicazioni operaie e libertà personali che governo e Confindustria impongono in nome della crisi e della pandemia covid19 con il sostegno dei sindacati collaborazionisti e di regime possono essere infranti. Queste misure sanciscono l’immiserimento degli operai in nome della ripresa dei profitti e vanno combattuti.​
La storia della lotta di classe insegna che gli interessi dei proletari non si stabiliscono sulla base della “compatibilità”, ma sulle reali condizioni di lavoro e di vite del proletariato. Su queste basi la lotta può essere diretta dagli operai coscienti che rompono il vincolo di fedeltà anche senza e contro i sindacati filo-padronali, anche se per questo bisognerà pagare un prezzo.​
Quando i lavoratori si uniscono sui loro interessi immediati e storici e con la lotta, rompono la pace sociale, smascherano la democrazia borghese e mostrano la dittatura del capitale sul lavoro salariato.​
Il governo Draghi e la​ Confindustria, con l’appoggio del sindacato confederale, usano l’emergenza covid19, il vaccino e il Green pass per dividere i lavoratori mettendo gli sfruttati gli uni contro gli altri negando ad alcuni lavoratori il diritto a mangiare nella mensa aziendale con i propri​ compagni .​
La “libera Italia”, tramite una legge di stato, il Green pass, votato da tutti i partiti, reprime con multe, sospensioni dal lavoro,​ licenziamenti​ e ricatti tutti per costringerli a vaccinarsi non tenendo conto dei credi religiosi, politici, o sanitari, usando le forze dell’ordine e l’esercito non per perseguire i delinquenti ma per dare la caccia agli “untori”.​
I padroni e il governo non possono tollerare che qualcuno nutra sfiducia verso le loro e le loro Istituzioni.​
La nostra esperienza di decenni di lavoro in fabbrica e nel territorio nella lotta contro la nocività, le malattie​ professionali,​ a cominciare dall’amianto, chi hanno dimostrato che in una società divisa in classi in cui il potere è in mano ai padroni la scienza e la medicina non sono neutrali ma al loro servizio. Per questo non abbiamo nessuna fiducia nello stato dei padroni e nelle loro istituzioni.​
Alcuni dei virologi ed​ esperti​ del governo sempre in TV e sui Giornali li conosciamo da anni per via dei processi d’amianto.
Li vediamo ogni volta difendere i padroni delle multinazionali (Breda/Ansaldo, Pirelli, Alfa Romeo, Teatro alla Scala e molti altri) e abbiamo sempre più schifo e rabbia nel vedere alcuni di questi virologi​ osannati da​ tutti​ e considerati come​ salvatori della salute​ pubblica, anche da alcuni "compagni" che fino a ieri sostenevano e, in alcuni casi ancora sostengono, che “lo stato borghese si abbatte e non si cambia”
Per noi il nemico e sempre lo stesso. Sono: i padroni delle multinazionali, i loro governi e tutti i loro reggicoda siano essi politici, sindacalisti, scienziati o medici venduti al potere.

domenica 6 giugno 2021

A proposito di ristorazione e lavoratori dipendenti

 Riceviamo con invito di pubblicazione. Invito alla lettura 

Ho lavorato per 17 anni nel settore della ristorazione, ed in questi lunghi anni ho cambiato diversi luoghi di lavoro. Al netto della prima esperienza, nella mitica Pasticceria LaQuale (in via delle Panche), con la storica gestione D'effremo, il resto è stata un'avventura e spesso molto poco piacevole. In un locale su Ponte Vecchio, lavoravi a ritmi serrati, con uno dei soci che ti urlava h 8/9 ore nelle orecchie manco fosse stato uno che doveva spingere il gregge. Erano gli anni in cui a Firenze i soldi si facevano a palate. Avevo solo 20 anni ed ero assunta per 4 ore al giorno ed il resto delle ore pagate a nero. A sistemare gli stipendi c'erano le mance (molto alte) dei turisti stranieri. Andai via perché un giorno risposi a voce sostenuta ad uno dei berci del "padrone" che mi tirò dal grembiule in mezzo ai clienti e voleva quasi mangiarmi. Levai il grembiule e andai a denunciarlo ai carabinieri. In una famosa pasticceria sui viali, lo stipendio da apprendista e lavorare sodo. A pranzo e cena. Mi dimisi per un altro lavoro: lo sforzo non valeva lo stipendio, senza formazione, senza sicurezza. Poi iniziò la parentesi "ristorazione veloce": pagamento da CCNL. Feci il colloquio che praticamente mi avevano già assunta. Chiesi del salario, mi dissero che ero stata l'unica di quel gruppo a chiedere. Ristorazione veloce vuol dire che devi essere scattante, precisa e sorridente a prescindere dai drammi. Veloce, velocissima... Perché la gente deve prendere il treno (e non è una metafora). Fu lì che per la prima volta mi sentii dire che fossi un numero e che nessuno fosse indispensabile (quanto fosse una cazzata lo sapevano sopratutto loro, I direttori e i grandi Manager) ma preferivano comunque la spocchia da superiori. Poi ho iniziato a fare la delegata sindacale e mi si è aperta la mente, anzi il cranio. Da lì la mia vita è cambiata, perché ho capito quanto fossero indispensabili i lavoratori (lo sapevo di già, istintivamente, ma da lì ho capito davvero), di quanto siano la parte più importante di un'azienda e di quanto l'azienda non fosse tanto della parte manageriale, quanto sopratutto della componente "operaia". È il lavoro che produce economia, non il contrario. Eppure alcune parti datoriali e pseudo"luminari" dell'economia continuano a considerarli al pari di un mobile, un pensile, una cassa.

Siamo arrivati al punto. Credo che il grido disperato dei ristoratori e albergatori che non trovano lavoratori derivi dai lunghi anni di sfruttamento nel quale hanno fatto affogare i lavoratori del turismo. Allora basterebbe stare alla sfida: Assumere rispettando i Ccnl di settore, senza nemmeno un'ora a nero, per un massimo di 48 ore settimanali; Aumentare anche i minimi contrattuali e le aziende più prestigiose potrebbero pensare anche alle contrattazione di secondo livello; E poi "Grazie, Prego, ed è davvero una fortuna averti nel mio staff". Io dico che da qui a un mese il problema sarebbe risolto.

Vi rode un sacco eh? Che gli schiavi si siano stancati di fare gli schiavi. E chiaro è che non si possa vivere di sussidi, ma bene la consapevolezza che non si possa lavorare nemmeno per 800 euro al mese (quando va bene), senza contributi e se non ti va bene la porta è lì. Ai lavoratori: denunciate. Questo Paese deve essere cambiato adesso. Ai consumatori: pagate con il bancomat. Questo Paese deve essere cambiato adesso.

E W la bella stagione

Di Pierpaola Vicenzi

mercoledì 12 maggio 2021

Serrata a IlDestriero per la riapertura domenicale (video)

 Come se non bastassero gli oltre 100mila morti, i sacrifici del personale medico ospedaliero, le limitazioni delle libertà individuali, civili e politiche per contrastare il virus, dopo le giuste e necessarie polemiche contro confindustria, che molti hanno ribattezzato covidindustria, un episodio singolare e, lasciatecelo dire, inquietante e allarmante, dove i padroni, ormai virtuali e assetti societari di multinazionali e di brand, più che di persone fisiche, hanno organizzato e imposto, una serrata come se fossimo nel 1950, per imporre ai dipendenti di chiudere per 15 minuti, dalle 11 alle 11e 15 di martedì 11 maggio, per fare pressione sul governo e chiedere la riapèertura anche domenicale dei negozi nei centri commerciali.

Mentre da un decennio è tornata la necessità di chiudere la domenica, ma nonostante varie campagne sindacali dedicate, lo strapotere e la guerra alla sindacalizzazione dei dipendenti della grande distribuzione, compreso l'attacco prima e l'abolizione poi, dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, a vittuone si è assistito a questa scena, francamente fuori luogo.

C'è stato pure un tentativo della sicurezza privata, di impedire la documentazione, e qua, ci starebbe pure una riflessione sulla libertà di stampa in Italia e in Lombardia, ultima in Europa.

Un altro momento di riflessione, andrebbe dedicato alla confusione generata tra spazio pubblico e spazio privato.

Altro ancora, sul fatto che per costruire un centro commerciale, vennero ridotti i confini del Parco Agricolo Sud Milano e l'opposizione alla sua edificazione fu duratura e importante; vi furono le richieste di moratorie regionali a nuovi centri commerciali.

Una storia da riscoprire; una battaglia di civiltà, non solo per il sistema della distribuzione e del commercio, ma anche e soprattutto per il tipo di società che pensiamo; queste "cattedrali del consumo" sono la causa dell'impoverimento dei piccoli paesi e non solo, si consiglia la lettura dei libri di Ritzer, Beck, Augè e tanti altri.

Buona visione   La serrata dei padroni per le riaperture. #Vittuone​ #ildestriero​ #gdo​ #commercio

martedì 11 maggio 2021

GOGGI / MORTI SUL LAVORO "ANCHE I COMUNI POSSONO INTERVENIRE, OCCORRONO PIU’ ISPETTORI DEL LAVORO"

 “E’ comprensibile lo sdegno di tutto il paese di fronte alle crescenti morti del lavoro in tutti Italia. Gli ultimi casi sono quelli di Luana, Marco, Samuel ed Elisabetta. Occorre reagire. Inaccettabile 182 morti nei soli primi tre mesi del 2021 (+11% rispetto al 2020), 14 solo nell’ultima settimana. 

Martedì 11 maggio 2021 - ore 20.30 / 22.30. “LAVORO: DALL’APPRENDISTATO AI RIDER”

riceviamo e volentieri pubblichiamo 

In diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Socialisti di Milano.

Carissime e carissimi,
vi invitiamo a partecipare all’incontro, trasmesso in diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Socialisti di Milano, dedicato alla questione economica e sociale del lavoro.
Un caro saluto.

sabato 1 maggio 2021

Il Primo Maggio a Milano (foto e video)

Il comunicato stampa del corteo, a seguire foto e click per video corteo primo maggio 2021 #cub​ #cobas​ #sindacato​ quimilano

 UNDICI PIAZZE ITALIANE PER UN PRIMO MAGGIO DI MOBILITAZIONE. LA CUB AL FIANCO DI CHI LOTTA PER LAVORO, TUTELA DEL TERRITORIO E GIUSTIZIA SOCIALE

In questo Primo maggio, ancora una volta segnato dalla pandemia, la CUB promuove in tutta Italia una giornata di mobilitazione la più unitaria possibile per dare voce al mondo del Lavoro e ai vari movimenti impegnati quotidianamente per la giustizia sociale.
Undici piazze (Milano, Torino, Firenze, Pompei, Ragusa, Catania, Pisa, Roma, Palermo, Messina e Brescia) in cui i lavoratori e le lavoratrici si possano esprimere: “Portare il nostro Paese fuori dalla crisi è possibile – dichiara Marcelo AMENDOLA, Segretario Nazionale CUB - ma lo si deve fare in sicurezza. Lavoro, Salute e garanzie di un reddito dignitoso devono tornare ad essere il fulcro dell’azione politica e della pratica sindacale”.
“Si devono affrontare le gravi conseguenze economiche della crisi in atto all’insegna dell’equità e della redistribuzione, chiamando i più ricchi a sostenerne il peso - prosegue Marcelo AMENDOLA - È inoltre necessario affrontare e risolvere le crisi aziendali come Ilva, Alitalia, Embraco, Iveco senza svendere il nostro patrimonio industriale e recuperando una prospettiva operativa nei settori manifatturieri ad alto valore”.
Un rilancio che va realizzato in sicurezza, ribadisce la CUB: “Questo significa che occorre agire per risollevare il welfare pubblico (Sanità, Istruzione, Assistenza e Previdenza) massacrato in anni di tagli selvaggi all’insegna dell’austerità”.

Le piazze mobilitate per la giornata del 1° maggio saranno:


- Milano, Largo Cairoli H 14:30
- Torino, piazza Castello H 9:30
- Firenze, piazza SS. Annunziata H 15:30
- Pompei, piazzale del Santuario di Pompei H 10:00
- Ragusa, piazza San Giovanni H 10:00 - 13:00
- Catania, Via Etnea, H 10:00
- Pisa, ospedale Cisanello H 12:00
- Roma, piazza SS. Apostoli H 10:00
- Palermo, Teatro Massimo H 9:30 - 13:30
- Messina, piazza Unione Europea H 11:00
- Brescia, piazza Duomo H 9:30
















Primo maggio 2021

 Primo maggio. 

Giornata di lotta internazionale dei lavoratori 

A Milano. H. 14.30



Scrive Rosy B. 

Siamo i nuovi proletari, i nuovi poveri. Quelli e quelle che si adattano. Quelli flessibili, senza più diritti. Quelli sotto ricatto, ma non si può dire che sei partita Iva. Quelli di una libertà finta e di tante schiavitù. 

Quelli che in giornate come questa pensano al senso del lavoro nella loro vita e si svegliano nella notte a pensare cosa fare.

Perché un lavoro giusto, equo, sano, rispettoso del tuo essere e delle tue capacità dovrebbe essere un diritto umano per tutte e tutti. 

Così non è, lo sappiamo e questo anno di pandemia ci ha fatto comprendere chi è "privilegiato". Chi ha i normali diritti di un lavoratore che per molti di noi ormai sono un miraggio. Chi esiste per lo Stato e le istituzioni e chi è ai margini delle liste, sperando che qualcuno si ricordi di lui.

Siamo quelli che non ci possiamo ammalare, siamo quelli che non abbiamo più niente.

E in una giornata così non ci resta che chiedere e sperare che qualcuno ci ascolti nel nostro grido silenzioso. 

Per i morti sul lavoro, per le donne maltrattate e vessate in ogni ambito ma che pure hanno fatto da welfare cuscinetto in questo anno di morte, malessere e malattia, e sono state "premiate" con licenziamenti e tagli di budget.

Per i giovani che, grazie a Dio e alla loro intelligenza, stanno pensando a un futuro diverso dal deserto di sfruttamento senza opportunità che abbiamo costruito loro.

Dignità e giustizia per chi lavora e onora i suoi talenti piccoli e grandi ogni giorno e chiede rispetto. E forse i palchi sponsorizzati dalle grandi multinazionali, non so se siano il luogo più giusto, ora.



Dignità e giustizia. Bisognerà tornare in piazza anche per questo.

Buon Primo Maggio. 

#primomaggio 

Il quadro è di Makkox, dedicato al popolo delle Partite Iva, lo trovate a Worx Milano - Coworking e Assistenza Fiscale alle Partite Iva della CGIL

mercoledì 7 aprile 2021

CROLLO OCCUPAZIONE. EVI: CON ECONOMIA GREEN SARA’ L’ITALIA A GUADAGNARCI DI PIU’

 riceviamo e volentieri pubblichiamo

“Agghiaccianti i dati resi noti dall’ISTAT sulla perdita di oltre 900.000 posti di lavoro dall’inizio della pandemia” - così Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi europei, a commento dei dati rilasciati ieri dall'istituto nazionale di statistica.

“Il calo dell'occupazione di 2,2 punti percentuali in un anno fotografa un Paese in estrema difficoltà, che ha smarrito la direzione e, in alcuni casi, anche la speranza. Mai come in questo momento la crisi rende necessario un cambiamento concreto verso quella transizione ecologica che porterà benefici economici e nuovi posti di lavoro. A quanti credono che parlare di transizione ecologica in questo momento non sia prioritario, rispondo con i dati sorprendenti che emergono dallo studio  commissionato dai Greens alla Cambridge Econometrics”.

mercoledì 20 gennaio 2021

Da ieri notte TNT FedEx non è in grado di distribuire le sue merci

Riceviamo e pubblichiamo 

 Da ieri notte TNT FedEx non è in grado di distribuire le sue merci e paga il prezzo dell'arroganza di non riconoscere un sindacato che rappresenta l'80% dei suoi operai in Italia. Il sindacato non lo scelgono i padroni, chi tratta lo scegliamo noi. Verso lo sciopero generale del 29 gennaio i lavoratori combattivi sono già ai loro posti, per il rispetto degli accordi in essere e un tavolo nazionale per un protocollo di sicurezza per il Covid, miglioramenti salariali per facchini e autisti e la dignità. Forza #sicobas