Visualizzazione post con etichetta eleonora evi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eleonora evi. Mostra tutti i post

mercoledì 20 ottobre 2021

Clima: Evi(Verdi) voto su Farm to Fork segnale incoraggiante

 L'esito del voto del Parlamento europeo sulla Risoluzione relativa alla Strategia Farm to Fork è senza dubbio incoraggiante. Con questo voto il Parlamento esprime il suo forte supporto agli obiettivi di maggiore sostenibilità ambientale proposti dalla Commissione nell'ambito del Green Deal europeo per il settore agricolo, chiedendo che questi diventino giuridicamente vincolanti". Così l'eurodeputata di Europa Verde, Eleonora Evi.

"Dopo che le istituzioni europee hanno fallito l'obiettivo di una politica agricola comune all'altezza delle sfide poste dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità, la strategia Farm to Fork si configura come un'occasione imperdibile per rendere più sostenibile il sistema alimentare europeo, riducendo l'uso di pesticidi e di antibiotici in agricoltura, gli sprechi alimentari a tutti i livelli della catena di approvvigionamento, aumentando la superficie agricola dedicata alla biodiversità e quella dedicata al biologico e favorendo la transizione verso diete più sane e sostenibili, riducendo il consumo di carne e prodotti animali", prosegue l'eurodeputata.

"Sono felice che alla fine, a dispetto dei tentativi dei partiti di destra di indebolire il testo, abbiano prevalso il buonsenso e la consapevolezza che i costi di un mancato intervento, in termini ambientali ed economici, non sono più sostenibili. Consegniamo alla Commissione indirizzi ambiziosi ma più che mai necessari, che dovranno orientarla nel realizzare la transizione ecologica del nostro sistema alimentare", conclude Evi.


martedì 11 maggio 2021

LEGGE CLIMA. EVI: NON È SUFFICIENTE, CONSIGLIO SORDO AD APPELLI SCIENZIATI

riceviamo e volentieri pubblichiamo

 È stato votato oggi in Commissione Ambiente (ENVI) al Parlamento Europeo l’accordo sulla legge sul clima.

giovedì 29 aprile 2021

NUOVI OGM. EVI: I CITTADINI HANNO IL DIRITTO DI SCEGLIERE

 Oggi la Commissione Europea ha presentato uno studio sugli organismi geneticamente modificati (OGM), sottolineando che nuove tecniche di miglioramento genetico potrebbero ridurre l'uso di pesticidi, in linea con gli obiettivi del Green Deal e della Farm-to-Fork Strategy. La conclusione principale dello studio è che la precedente legislazione sugli OGM è obsoleta e inadatta ai recenti sviluppi tecnologici. Di parere contrario uno studio commissionato dai Greens/EFA, secondo il quale anche le nuove tecniche operano una manipolazione genetica, pertanto anche i nuovi OGM dovrebbero rientrare nella legislazione vigente sugli OGM tradizionali, sottoponendosi alle stesse rigide norme in materia di autorizzazione ed etichettatura.  

"I cittadini hanno il diritto di decidere autonomamente se acquistare alimenti ottenuti con l'ingegneria genetica. Requisiti di etichettatura chiari offrono libertà di scelta ai consumatori. Le persone devono poter scegliere se gli alimenti prodotti con l'intervento dell'ingegneria genetica finiscono nel loro piatto, indipendentemente dal fatto che siano utilizzati nuovi o vecchi metodi di ingegneria genetica" - commenta Eleonora Evi, eurodeputata di Europa Verde, titolare in Commissione ambiente.

 

mercoledì 28 aprile 2021

EVI: IL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE MISURE URGENTI CONTRO IL CONSUMO DI SUOLO

 riceviamo e volentieri pubblichiamo

"Oggi il Parlamento Europeo ha finalmente dato voce agli oltre 200.000 cittadini europei che con l’iniziativa People4Soil chiedono da tempo una legge sul suolo” - dichiara Eleonora Evi, eurodeputata di Europa Verde.

La Risoluzione adottata in plenaria è un segnale inequivocabile sulla necessità di dotarsi di un quadro legislativo forte e vincolante affinché questa risorsa fondamentale alla vita dell’uomo e all’ecosistema venga adeguatamente tutelata e ripristinata.

A poco sono serviti” - aggiunge - “i tentativi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia di ridurre la richiesta ad azioni non legislative. Una visione colpevolmente miope se si pensa che il suolo fornisce approvvigionamento di cibo e materie prime, provvede alla regolazione del clima catturando carbonio, serve alla purificazione dell'acqua, al controllo degli organismi nocivi e contribuisce a prevenire inondazioni e siccità. Una risorsa vitale, ma in serio pericolo. Se non saranno presto adottate misure adeguate, infatti, vaste aree dell'Europa meridionale saranno a forte rischio di desertificazione entro il 2050”.

Con questa Risoluzione il Parlamento europeo chiede misure efficaci per ridurre al minimo l'impermeabilizzazione del suolo, dando priorità al riuso di terreni dismessi e siti abbandonati, al fine di conseguire l'obiettivo di non degrado del terreno entro il 2030 e di occupazione netta di terreno pari a zero al più tardi entro il 2050.

Si tratta di misure quanto mai urgenti, soprattutto in regioni, come la Lombardia e il Veneto, in cui il fenomeno della cementificazione ha raggiunto livelli drammatici" - puntualizza Eleonora Evi.

Ancora, il Parlamento chiede una mappatura delle zone a rischio, l’applicazione del principio secondo cui "chi inquina paga", l’inclusione della protezione del suolo negli Accordi Commerciali stipulati dall’UE con Paesi terzi e l’elaborazione di limiti europei per l'inquinamento da PFAS nel suolo.

Sono delusa, invece, perché a causa di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, è stato cancellato il riferimento al supporto che i regimi alimentari sostenibili possono dare alla salute dei suoli, dimenticando che una dieta senza prodotti animali ha il potenziale di migliorare notevolmente lo stato dei suoli e l'uso dei terreni e quindi contrastare la crisi climatica. Ora è necessario che questo primo passo trovi compimento nelle politiche degli Stati membri, affinché, riconoscendo il ruolo strategico dell’agricoltura, adottino misure di protezione del suolo nei loro piani strategici nazionali sulla PAC, promuovendo pratiche agronomiche non intensive, agricoltura biologica e rigenerazione dei suoli agricoli degradati” - conclude l’eurodeputata

martedì 27 aprile 2021

TAV E GRANDI OPERE, EVI: MINISTRO GIOVANNINI NE VALUTI ATTENTAMENTE LA SOSTENIBILITA'

riceviamo e volentieri pubblichiamo

 “Ho condiviso con il Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, le preoccupazioni emerse a livello europeo rispetto alle evidenze scientifiche secondo cui grandi opere come il TAV ostacolano fortemente il raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali dell’UE” - così Eleonora Evi, europarlamentare di Europa Verde.


“Per quanto la transizione dal trasporto su gomma a quello su rotaia vada fatta al più presto” - aggiunge l’eurodeputata - “studi indipendenti delineano uno scenario preoccupante, prevedendo che il collegamento ad alta velocità Torino-Lione produrrà emissioni almeno fino al 2055. Come titolare in Commissione Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare (ENVI), sono particolarmente impegnata nell'incoraggiare e vigilare sulla transizione a una mobilità autenticamente sostenibile. Per questo motivo, il mese scorso, con il sostegno di altri 20 eurodeputati, ho scritto al vice-presidente della Commissione europea, Frans Timmermans, e al commissario all'ambiente, Virginijus Sinkevičius, per sollecitare un loro riscontro in merito alla compatibilità tra le grandi opere e il Green deal europeo."


"Non esito a definire il TAV un crimine ambientale, e invito il ministro Giovannini a impostare le sue valutazioni rispetto alla continuazione di questo progetto, e in generale sullo sviluppo infrastrutturale previsto dal Recovery Plan, su solide basi scientifiche che ne attestino o meno la sostenibilità, ad esempio guardando al calcolo delle emissioni sul ciclo di vita.

La transizione ecologica verso la quale stiamo indirizzando tutte le politiche europee” - conclude Eleonora Evi - “non può ammettere opere dall'impatto ambientale devastante: continuare a supportare il TAV è semplicemente un atto di incoerenza”.


segue lettera inviata


Bruxelles, 22 marzo 2021


Frans Timmermans

Vice-Presidente esecutivo per il Green Deal europeo

Virginijus Sinkevičius

Commissario all’Ambiente, l’Oceano e la Pesca

Per conoscenza

Ursula von der Leyen

Presidente

Adina Vălean

Commissaria ai Trasporti

c/o Commissione europea

Rue de la Loi 200

1049 Bruxelles

Belgio


Oggetto: compatibilità del collegamento ferroviario ad alta velocità Torino-Lione con ilGreen Dealeuropeo

Egregio Vice-Presidente Timmermans, egregio Commissario Sinkevičius,

Vi scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione per le posizioni recentemente

assunte dalla Commissione rispetto alla compatibilità dei progetti infrastrutturali di

bandiera della rete TEN-T, e in particolare il collegamento ferroviario ad alta velocità

Torino-Lione, con il Green Deal europeo (EGD).

Negli ultimi 30 anni, questo “megaprogetto” infrastrutturale, che l’UE finanzia attraverso il

Meccanismo per collegare l’Europa, è diventato “famoso” per la completa mancanza di

coinvolgimento delle popolazioni locali e la repressione delle voci di protesta nelle valli alpine.

Oggi, emergono sempre più preoccupazioni rispetto al bilancio di carbonio dell’opera,

calcolato in termini di emissioni incorporate lungo il ciclo di vita dell’infrastruttura. Studi

indipendenti puntano verso l’inquietante scenario che il collegamento ad alta velocità

Torino-Lione produca emissioni almeno fino al 2055, come delineato dal Rapporto speciale

no. 10/2020 della Corte dei conti europea, e come portato alla vostra attenzione da un gruppo

di esperti, capeggiati da Luca Mercalli della Società Meteorologica Italiana onlus, nella loro

lettera del 17 dicembre 2020.

Malgrado questo scenario, la Commissione sta mostrando un supporto risoluto a questo

progetto come parte dell’EGD. Nella sua risposta alla lettera di Mercalli, la Commissaria

Vălean descrive il Torino-Lione come “un progetto veramente europeo”, “un progetto della

solidarità e unità europea” e “un’infrastruttura transfrontaliera moderna ed ecologica” che

permette di “trovare una soluzione efficace e sostenibile all’attraversamento delle Alpi” e dare

benefici alle economie e alle popolazioni UE. Analogamente, in risposta all’interrogazione


2


parlamentare E-003690/2020, la Commissaria Vălean affermava che “la nuova galleria segnerà una svolta per il trasporto di merci e persone nelle valli alpine ecologicamente sensibili”.

Siamo del tutto favorevoli e a sostegno del più rapido passaggio possibile dalla strada alla

ferrovia, al fine di ridurre le emissioni del settore dei trasporti e rendere la mobilità UE più

forte e più sostenibile, specialmente a livello regionale e locale, come chiesto recentemente

dalla risoluzione parlamentare del 20 gennaio 2021 sulla revisione delle linee guida TEN-T.

Tuttavia, alcuni studi mostrano che la costruzione di gallerie rende impossibile alla ferrovia

ad alta velocità compensare le proprie emissioni incorporate.

A fronte di da ciò, vi poniamo le domande seguenti:

 La Commissione è in possesso di stime sulle emissioni del collegamento Torino-Lione

che suggeriscano uno scenario differente? Se così non fosse, come può essere

compatibile con l’EGD un progetto infrastrutturale che è probabile produca

emissioni almeno fino al 2055?

 La Commissione è impegnata ad assicurare coerenza tra la legislazione in corso e

prossima, gli obiettivi climatici e l’EGD? Se sì, la revisione del Regolamento TEN-T

includerà obblighi di valutazione delle emissioni sul ciclo di vita per megaprogetti

come la Torino-Lione, comprese le emissioni “Scope 3” e possibilmente in base a

valutazioni indipendenti?

 La Commissione intende tener conto dell’impatto sulla biodiversità prima di

finanziare progetti con fondi UE?

Il raggiungimento di un’economia circolare e neutrale rispetto al clima in Europa entro il 2050

è un obiettivo di per sé ambizioso, ma richiede, a partire da oggi, passi sufficientemente

ambiziosi e attenti. Proprio come bisogna smettere di finanziare le fonti fossili il più presto

possibile, crediamo che un’esecuzione seria e coerente del Green Deal europeo richieda

alla Commissione di fermare il finanziamento del collegamento Torino-Lione e analoghi

megaprogetti infrastrutturali.


1 A titolo esemplificativo: J. Westin & P. Kågeson, “Può la ferrovia ad alta velocità compensare le sue emissini incorporate? [Can high speed rail offset its embedded emissions?]”, Transportation Research Part D, no. 17,

2012, pp. 1-7.




In fede,

I deputati e le deputate al Parlamento europeo


Eleonora Evi

Leila Chaibi

Marie Toussaint

Michèle Rivasi

Rosa D’Amato

Martin Buschmann

Manuel Bompard

Piernicola Pedicini

Sira Rego

Manu Pineda

Ignazio Corrao

Manon Aubry

Gwendoline Delbos-Corfield

Anna Deparnay-Grunenberg

Jutta Paulus

Ciarán Cuffe

Michael Bloss

Yannick Jadot

Tatjana Ždanoka

Philippe Lamberts

Alexis Georgoulis

 

mercoledì 21 aprile 2021

Legge Clima: se l’accordo non è abbastanza ambizioso, l’intero Green Deal diventa un’operazione di green washing

riceviamo e volentieri pubblichiamo  

"Durante la notte il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno trovato un accordo sulla Legge Europea sul Clima. Quella che doveva essere la pietra miliare del Green Deal Europeo, la prima legge sul clima che porterebbe l’UE a diventare il primo continente a emissioni nette pari a zero si è di fatto tradotto in misure decisamente insufficienti a contrastare l’attuale crisi climatica”, così l'eurodeputata dei Verdi Europei, Eleonora Evi, commenta l'accordo.

E se i leader europei pensano che il risultato di oggi possa essere sfoggiato domani in occasione del Summit sul Clima a guida USA, vuol dire che continuano a chiudere gli occhi alla scienza " – prosegue l'eurodeputata.
Non solo l’obiettivo deciso di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 non è in linea con le raccomandazioni degli scienziati dell’IPPC del 65%, ma è anche ulteriormente indebolito dal conteggio di questo obiettivo al netto della capacità di assorbimento di suoli e foreste, traducendosi di fatto in una riduzione del 52,8% delle emissioni entro il 2030. Decisamente troppo poco per mantenere le temperature globali entro 1,5 C° nel rispetto degli Accordi di Parigi.
Un’occasione mancata per la creazione di posti di lavoro in un periodo in cui la pandemia ha portato a un crollo occupazionale. Secondo lo studio commissionato dai Greens alla Cambridge Econometrics, infatti, una riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030 porterebbe in Italia un aumento dell’occupazione dell’1,2% e una crescita del PIL del 2,6%. Ne ho parlato personalmente con il Ministro Cingolani ed ho esposto questi dati anche al presidente di Confindustria Bonomi.
Un aspetto positivo di questo accordo è l’istituzione di un Gruppo Consultivo di esperti indipendenti sulla lotta al cambiamento climatico, come proposto dal Parlamento Europeo, con l’obiettivo di fornire pareri scientifici, redigere relazioni sulle misure esistenti, sugli obiettivi climatici e sui bilanci indicativi dei gas a effetto serra e sulla loro coerenza con gli impegni dell'Unione ai sensi dell'accordo di Parigi.
Si è deciso anche di preparare un bilancio indicativo dei gas a effetto serra, un passo fondamentale per poter monitorare se stiamo andando nella giusta direzione e stabilire un obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2040.
Peccato però che il bilancio verrà istituito solo per il periodo 2030-2050, un assurdo se si pensa che da adesso al 2030 le nostre azioni saranno determinanti per riuscire a conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Quest’ultima dovrà essere raggiunta a livello di unione europea, non sarà quindi un impegno vincolante per ogni singolo Stato Membro, un altro favore a quei paesi che continuano a mostrare poca ambizione e a nascondersi dietro gli impegni degli altri.
Infine, il Consiglio si è opposto alle misure proposte dal Parlamento per migliorare l’accesso alla giustizia, caposaldo della democrazia europea, così come all’eliminazione chiara e immediata di tutti i sussidi alle fonti fossili, condizione “sine qua non” per poter parlare di una società neutrale dal punto di vista climatico.
“Non nascondo il rammarico per un’occasione persa, ma continuerò a battermi affinché quei risultati raggiunti siano da stimolo per avanzare nella lotta alla crisi climatica e un invito a quei Paesi più ambiziosi ad andare oltre e seguire la scienza”, conclude Eleonora Evi.

 


mercoledì 14 aprile 2021

No alle acque radioattive nell'oceano. presidi verdi al consolato (Milano) e all'ambasciata (roma) giapponese. 15.4.2021 h.15

 Giovedì 15 aprile, a partire dalle ore 15, saremo in presidio sotto:

📌 il Consolato a Milano - Via Privata Cesare Mangili, 2/4
📌 l’Ambasciata del Giappone a Roma - Via Quintino Sella, 60
Riteniamo tremendamente grave la decisione unilaterale assunta da Tokyo circa lo sversamento delle acque radioattive della centrale di Fukushima nell’Oceano Pacifico.
Siamo convinti che tale azione segnerà inevitabilmente la sorte di più Paesi e, in ultima analisi, di tutta l’umanità, e che debba pertanto essere concordata a livello internazionale, così da non rappresentare un pericoloso precedente di egoismo nazionale.
Invitiamo pertanto tutti gli ecologisti e chiunque abbia a cuore la salvezza del Pianeta a unirsi a noi per chiedere con forza alla comunità internazionale di intervenire.
Firma la petizione degli European Greens 👉 https://www.tilt.green/fukushima

FUKUSHIMA, EVI: PERICOLI SVERSAMENTO CONOSCIUTI DA TEMPO, 
ORA UE INTERVENGA

"Oggi il governo giapponese ha annunciato la decisione di autorizzare nel 2022 un’azienda a sversare nell’Oceano Pacifico un milione di tonnellate di acqua radioattiva contaminata dall’incidente della centrale nucleare di Fukushima, un disastro ambientale le cui devastanti conseguenze sono ancora in atto. Si tratta di una decisione scellerata, che va assolutamente impedita – così Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi europei, a commento della notizia.
L'oceano è un bene comune – aggiunge Evi – ecco perché è necessario far luce sulle possibili conseguenze in termini di contaminazione di pesci, fonti di cibo, acqua ed ecosistemi marini con un apposito studio di impatto. Le Nazioni Unite hanno già chiesto il rinvio di qualsiasi sversamento di rifiuti tossici fino a quando non verranno effettuati ulteriori studi per comprenderne gli effetti.
Come Verdi europei ci uniamo alla richiesta dell’ONU: è determinante proporre alternative ecologiche e attivare tutte le leve politiche a nostra disposizione per raggiungere un accordo internazionale ed evitare quello che si preannuncia come un ecocidio di immani proporzioni. Per questo motivo abbiamo lanciato la petizione NO ALLO SCARICO DI ACQUE RADIOATTIVE DA FUKUSHIMA NEL PACIFICO
.

 

Proprio temendo una simile deriva, l'eurodeputata tempo addietro ha presentato un’interrogazione alla Commissione, per chiedere una conferma degli obiettivi previsti dall’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in particolare l’obiettivo 14 che ribadisce la necessità di usare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine.
"Abbiamo il dovere di chiedere ai leader europei di proteggere l'oceano dalle acque radioattive di Fukushima!" – conclude Eleonora Evi.



Accordi di Parigi, green new deal. ne parliamo con i verdi della lombardia 15.4.2021 h.18.30

 Dagli Accordi di Parigi,  all'EU Green Deal sino a ricadere al PNRR nazionale. Un percorso sul quadro e sugli strumenti strategici per ATTUARE la transizione ecologica. Dal GLOBALE al LOCALE. 

Un viaggio virtuale da Parigi a Milano passando per Bruxelles al fine di dare peso e sostanza al termine "transizione" che oggi risuona su tanti e forse troppi canali.

Nel 2015 gli stati aderenti all'UNFCCC hanno firmato quella che può essere definita una pietra miliare degli accordi internazionali sul clima.

Questi accordi sono alla basa dell'EU Green Deal e ne impostano gli obiettivi: riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e neutralità climatica al 2050.

Questi obiettivi si sono a loro volta rinforzati con il pacchetto NextGeneration EU e troveranno completo fondamento nella proposta europea di "legge per il clima"

Il PNRR italiano nella sua prima versione ed ora in revisione sarà in grado di recepire le sfide poste da Parigi 2015, EU Green Deal e next Generation EU?

Quali saranno le declinazioni su scala regionale e locale?

Ne parliamo insieme a Eleonora EVI, Europarlamentare Greens/EFA EuropaVerdi, e Domenico Vito Observer UNFCCC, Verdi Lombardi

Introduzione e Saluti istituzionali di Aldo Guastafierro e Cristina Ganini - Co portavoce Verdi Europa Verde Lombardia

 Modera Francesco Fortinguerra.

lunedì 12 aprile 2021

Eleonora Evi nei Verdi Italiani

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

Da Eleonora Evi Eurodeputata greens 

"In questi mesi ho trovato una casa accogliente. 

Eleonora Evi al Presidio no discarica con i Verdi del Ticino

Non solo al Parlamento europeo, dove sono entrata a far parte della famiglia dei Greens/EFA e dove finalmente riesco a portare avanti con maggiore forza le battaglie in difesa del clima, dell’ambiente, degli animali, dei diritti.

Un esempio? sarò relatrice ombra per i Greens/EFA per la revisione dell Direttiva sulle Emissioni Industriali e lavorerò sulla revisione della Direttiva sull’Efficienza Energetica, due file legislativi cruciali di questo 2021, ma non solo, i tanti miei emendamenti presentati in questi mesi possono contare sul sostegno concreto di un gruppo politico durante le negoziazioni con gli altri gruppi. E davanti a noi ci sono grandi sfide da affrontare, ed è con gli strumenti giusti, tanto studio e tanta determinazione che, io credo, sia giusto affrontarle. 

Ma non è tutto. 

Sono rimasta molto colpita dall’accoglienza calorosa che ho ricevuto anche in Italia da parte di tanti gruppi locali ed esponenti dei Verdi italiani/Europa Verde con i quali sto instaurando un bellissimo rapporto di scambio, collaborazione e confronto, mettendomi al loro servizio per creare un ponte ancora più forte tra Italia ed Europa, per portare istanze locali all’attenzione delle istituzioni europee per mezzo di petizioni, interogazioni, emendamenti e varie iniziative.

È lavorando sodo e credendoci fino in fondo che costruiamo, mattone dopo mattone, il mondo che vogliamo. 

Ho quindi deciso di aderire a Europa Verde - Verdi, una forza politica che fa parte della famiglia dei Verdi europei, da sempre impegnata a difendere i valori ecologisti, la giustizia ambientale, sociale, di genere e generazionale e che oggi più che mai può essere in prima linea, insieme alle tante altre energie presenti in Italia, da quelle civili organizzate, a quelle politiche presenti nelle istituzioni, a tutti i cittadini, giovani soprattutto, che stanno chiedendo a gran voce un cambiamento vero e genuino, lontano da greenwashing di facciata e chiacchiere sterili.

C’è un gran fermento la fuori, e io sento, in cuor mio, che posso cercare di dare il mio contributo ed essere una piccola parte di questo cambiamento aderendo con convinzione ad Europa Verde!"


#EuropaVerde #GreensEFA #Europa #ParlamentoEuropeo #casa💚

giovedì 8 aprile 2021

EVI: RINNOVO CONCESSIONI TRIVELLE INCOMPATIBILE CON GREEN DEAL

riceviamo e volentieri pubblichiamo 

"Non posso che esprimere preoccupazione per la notizia del rinnovo delle concessioni alle trivelle in Adriatico e nelle regioni costiere" - così Eleonora Evi a commento della denuncia, fatta da alcune associazioni ambientaliste, delle recenti autorizzazioni di cinque progetti di coltivazione degli idrocarburi gassosi.

"La transizione ecologica è un percorso di senso opposto rispetto al continuo utilizzo dei combustibili fossili, la cui dismissione è imprescindibile per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica al 2050. A questo proposito, avevo rivolto alla Commissione europea un’interrogazione parlamentare, chiedendo se l'eventuale ritorno delle trivelle fosse compatibile con gli obiettivi del Green Deal, anche in considerazione di eventuali pericoli per l’ambiente marino”.

La risposta della Commissione sottolinea con decisione che i combustibili fossili, compreso il gas, non fanno parte del futuro energetico dell'UE, e che le attività ad esse legate vanno ridotte, lasciando spazio a fonti energetiche compatibili con gli obiettivi climatici e con il Green Deal europeo. La Commissione ribadisce, inoltre, l’obbligo degli Stati membri a prestare particolare attenzione alla tutela dell’ambiente marino.


"Un messaggio forte e chiaro contro le trivelle che mi sento di inoltrare al Ministro Cingolani – conclude Evi – "affinché punti con determinazione e coerenza sulle fonti rinnovabili e affinché la transizione ecologica non rimanga solo un’etichetta affissa alla porta del suo ministero. Il nostro Paese ha bisogno di una vera transizione ecologica che si traduca in un rinnovato impulso economico e in nuovi posti di lavoro”.



mercoledì 7 aprile 2021

CROLLO OCCUPAZIONE. EVI: CON ECONOMIA GREEN SARA’ L’ITALIA A GUADAGNARCI DI PIU’

 riceviamo e volentieri pubblichiamo

“Agghiaccianti i dati resi noti dall’ISTAT sulla perdita di oltre 900.000 posti di lavoro dall’inizio della pandemia” - così Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi europei, a commento dei dati rilasciati ieri dall'istituto nazionale di statistica.

“Il calo dell'occupazione di 2,2 punti percentuali in un anno fotografa un Paese in estrema difficoltà, che ha smarrito la direzione e, in alcuni casi, anche la speranza. Mai come in questo momento la crisi rende necessario un cambiamento concreto verso quella transizione ecologica che porterà benefici economici e nuovi posti di lavoro. A quanti credono che parlare di transizione ecologica in questo momento non sia prioritario, rispondo con i dati sorprendenti che emergono dallo studio  commissionato dai Greens alla Cambridge Econometrics”.

venerdì 19 marzo 2021

giornata mondiale di Azione per il Clima. Dai Verdi Europei e foto e video Bike Strike di Milano

 Dai Verdi Europei   LOTTA PER IL CLIMA: RAGAZZI NON FERMATEVI!

a fondo articolo, foto del Bike Strike for climate di Milano del 19 marzo 2021

click per video: #fridaysforfuture​ #bikestrike​ #climatechange​ Milano 19 3 2021

Eleonora Evi: "Oggi è la giornata mondiale di Azione per il Clima e siamo arrivati al 135° venerdì di sciopero per il clima.
Oggi in tutta Europa ci saranno oltre 600 scioperi in cui migliaia di giovani, che hanno capito molto prima e molto più degli adulti l'urgenza della lotta agli sconvolgimenti climatici, chiederanno alla politica di agire ora, prima che sia troppo tardi.
Queste ragazze e questi ragazzi dei
Fridays For Future Italia
con cui mantengo un dialogo costante da ormai un anno, hanno tutto il mio supporto.
Il tempo sta scadendo e non possiamo più accettare false promesse dalla Commissione europea e dai governi nazionali.
Ecco perché come verdi europei
Greens/EFA in the European Parliament
installeremo un enorme orologio climatico qui a Bruxelles, simbolo della necessità di prendere decisioni coraggiose e passare all'azione ora, prima che sia troppo tardi per noi e per le future generazioni"

foto dal bike for climate di MiLANO; in bici per due motivi, per rispettare il distanziamento fisico e salvaguardare la salute dei partecipanti; in bici, per dimostrare che una città migliore è possibile da subito; una città che vuole respirare, muoversi e vivere.