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martedì 30 giugno 2026

3 storti non fanno uno dritto. Vittuone alla destra e verdi fuori dal consiglio a Legnano

 Dai 3 tentativi di aggressione, della primavera del 2024 per non fare presentare una lista di centrosinistra a Ossona, e della metamorfosi della cosiddetta lista dell'oratorio, in monocolore leghista, a distanza di due anni, complice il monologo di questo "sfortunato" , che cita le fandonie delegittimanti della, già condannata per stalking e falsi articoli (contro Imma Cusmai, già candidata sindaco a Vittuone), nazipadana che si inventa denunce e provvedimenti, tra l'altro, confondere la federazione dei verdi, FEDERAZIONE, non partito, è come chiedere il fallo di mano a pallavolo. Attribuire a Gilberto Rossi le dichiarazioni di Carlo Monguzzi, è un onore per il segretario dei Verdi del magentino, ma è falso, Rossi, certo sosteneva, e sostiene, come ha sottolineato il portavoce nazionale dei Verdi, Onorevole Angelo Bonelli, intervistato al funerale di Carlo Monguzzi.

Non si era risposto alle fandonie per indagare meglio su chi è coinvolto in questa congiura, tra l'altro, citava la frase di Monguzzi, mentre Monguzzi era già ricoverato da un mese e la notizia era riservata solo a una stretta cerchia di persone, tra cui anche il Sindaco Sala, e l'assessora Elena Grandi, ma certo non la nazipadana. 

Usare le frasi di una persona nel letto di morte, ritengo non andasse commentato, tanto misero e volgare.

Per chiudere sul delirante articolo, è l'opposto, cioè, Rossi, Casarolli, Scarano, Patelli, e altri dirigenti lombardi dei verdi, che , pubblicamente in un convegno, hanno chiesto l'assemblea di tutti gli iscritti, in seguito alle inchieste della magistratura sui grattacieli nei cortili.

È volgare parlare di danaro, ma la vicenda dei verdi milanesi e lombardi ruota attorno a un presunto debito di 70.000 euro per la vecchia sede di via Fiamma, dal 2003 circa al 2008. Debito che portò al commissariamento prima delle elezioni regionali e che noi chiediamo che, se vero, sia pagato dai verdi di Milano o dall'assessore Elena Grandi, che, ricordiamolo, ha assunto i due collaboratori, senza l'indicazione della verde assemblea, quindi, potrebbe anche pagare lei, grazie ai suoi 120.000 annui da assessore. 

In più, ci sono una serie di rapporti economici ventennali, ma non è sede.


In seguito alle "dichiarazioni spontanee" del tizio che ha minacciato, si evince come questi "sfortunati di paese" vivano in un mondo loro, e testimonianza dell'assurdità, il tavolino davanti alla porta di una abitazione e sedie e tavoli sullo stretto marciapiede, mentre, in altri spazi del paese, attività che hanno maggior spazio, si vedono negare permessi o addirittura vessati e stalkerizzati, con parcheggi cancellati e permessi non concessi.

 (Pare che i permessi per le feste abusive, invece li fanno di default, purtroppo non contano mai, perché al massimo la capienza è di 200 persone. A Casorezzo , tensostruttura con cucina stabile, massimo 200 persone o multe salatissime, a Ossona, ma va... Fanno le multe agli oppositori politici, che ovviamente le segnalano e portano al Prefetto. ).

In tutto questo, le dimissioni da assessore e dal consiglio comunale di Gussoni, non sono neutre e ininfluenti. Perché se Gussoni, aveva fame di tragattino nelle feste abusive sopracitate, almeno aveva una partenza pseudo democratica. Per lasciare sia l'incarico da Assessore e, quello da consigliere comunale, significa che politicamente è insanabile. 

Tanti e motivati i motivi di Gussoni per abbandonare la giunta leghista. Come è noto, la lega nei sondaggi è dietro verdi sinistra e rischia di scomparire a causa di un loro ex vicesegretario, questo significa, brutalmente si mettono a posto, e allora un proliferare di enti consorzi etc.  

Probabilmente la vicenda del fotovoltaico nell'ultima campagna ossonese, il CD ranteghetta, progetto risalente almeno al 2022, tenuto nascosto ai cittadini fino a una settimana dalle osservazioni, il 25.5.2025. è stata l'ennesima goccia.


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giovedì 10 ottobre 2024

mercoledì 14 febbraio 2024

Greetings from Milan: 2026 Winter Olympics are not welcome (

 Testo di Off Topic

Greetings from Milan: 2026 Winter Olympics are not welcome (link nel primo commento)

Nonostante una pioggia battente, sabato 10 febbraio più di un migliaio di persone sono scese in piazza a Milano, nel corteo popolare convocato dal CIO - Comitato Insostenibili Olimpiadi  al termine di una settimana di mobilitazioni e iniziative diffuse a due anni dall’avvio dei Giochi Olimpici invernali 2026.

Contemporaneamente, sotto la Regione Veneto movimenti, associazioni ambientaliste e comitati locali hanno svolto un presidio per protestare contro le devastazioni che il grande evento porterà nel loro territorio: a cominciare dalla rediviva pista da bob a Cortina, la cui realizzazione è stata di recente assegnata alla Pizzarotti di Parma, nonostante il parere contrario persino del CIO (non noi, ma l’altro) e il fatto che, molto probabilmente, quello che è destinato a essere un nuovo impianto presto abbandonato in montagna non sarà nemmeno pronto per l’appuntamento olimpico.

Una lunga lista di adesioni, a testimonianza del grande lavoro di relazioni e incontri, che ha portato a costituirsi una ampia piattaforma e comunità, appunto dalla montagna alla città, che vuole fermare, se non l’evento in sé, i suoi effetti più dannosi e nocivi.

Ci rivediamo per le strade e sui sentieri, in montagna, pianura e città.

martedì 28 novembre 2023

Spugna: via ai primi nove cantieri nell'area metropolitana

Città metropolitana Spugna, a novembre aprono i primi cantieri. Il Piano integrato, portato avanti in collaborazione con Cap, è finanziato nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I primi interventi previsti riguradano i Comuni di  Assago, Cesano Boscone, Cologno Monzese, Pieve Emanuele, San Giorgio su Legnano, Solaro, Trezzano sul Naviglio e Turbigo, per un valore complessivo di 4 milioni di euro, mentre entro la fine dell’anno partiranno altri 18 interventi, per un totale di 27.

Un progetto importante per il territorio ed unico nel suo genere a livello europeo, che sta attirando l'attenzione mediatica ed internazionale per la peculiarità degli interventi, pensati utilizzando le cosiddette Nature-Based solutions (soluzioni naturali), che sfruttano piante ed elementi vegetali per assorbire acqua e inquinamento. Tramite esse si prevede la sostituzione dell’asfalto con superfici permeabili in grado di far filtrare l’acqua e allo stesso tempo mitigare le isole di calore nel tessuto urbano. Si tratta di un concetto relativamente recente, utilizzato dalla Commissione Europea per identificare strategie, azioni, interventi, basati sulla natura che forniscono servizi ambientali e vantaggi socio-economici capaci, qualora svolti in contesto urbano, di aumentare la resilienza delle città: aiuole, parcheggi, tetti e mura verdi, boschi urbani, sistemi di gestione alternative delle acque piovane, agricoltura urbana.

L'obiettivo è fronteggiare le nuove sfide e criticità legate al cambiamento climatico. "Spugna" è, infatti, un ambizioso piano per contrastare gli allagamenti causati da nubifragi e trombe d’aria, che sempre più spesso minacciano l’intero territorio metropolitano, causando danni economici importanti e soprattutto disagi di ogni genere ai cittadini. Sono previsti molteplici interventi di drenaggio urbano sostenibile per far sì che le città siano in grado di assorbire l’acqua piovana, soprattutto negli eventi più intensi, senza intasare le reti fognarie ed evitando allagamenti.

Il finanziamento del PNRR, pari a 50.194.050 euro, consentirà di riqualificare un’area complessiva pari a 530mila metri quadrati attraverso 90 interventi in 32 Comuni con l’obiettivo di adottare soluzioni innovative per aumentare il grado di resilienza delle città attraverso una gestione più sostenibile delle acque meteoriche.

Gli interventi del progetto Città metropolitana Spugna promuovono l'urbanizzazione sostenibile, stimolando la crescita economica e contribuendo a rendere le città più attraenti per chi le vive. I sistemi di drenaggio urbano sostenibile, inoltre, contribuiscono a migliorare il benessere dei cittadini, ripristinare gli ecosistemi degradati migliorandone la resilienza e la gestione del rischio idraulico-idrologico. Si tratta, quindi, di un grande investimento sul futuro del territorio. 

Giovedì 16 novembre, a Solaro, si è tenuta la prima presentazione dell'intervento cittadino: la completa riqualificazione di piazza Achille Grandi, su un’area di oltre 8mila metri quadri, di cui oltre 1500 m3 di aree verdi e quasi 7mila trasformati in area drenante per la laminazione delle acque che dalla superficie possono così essere rilasciate gradualmente in fognatura.

Per saperne di più, consulta il sito di Spugna


venerdì 4 agosto 2023

Milano MALTEMPO. OGGI SOSPESI QUATTRO MERCATI SCOPERTI E CHIUSI I CIMITERI CITTADINI.

riceviamo e pubblichiamo 

MALTEMPO. OGGI SOSPESI QUATTRO MERCATI SCOPERTI E CHIUSI I CIMITERI CITTADINI. 


Dopo il nubifragio che ha colpito Milano il 25 luglio e in seguito all'allerta meteo arancione per rischio temporali forti emanata ieri dal Centro Funzionale Monitoraggio Rischi Naturali di Regione Lombardia per la giornata del 4 agosto 2023, il Comune di Milano – per prevenire potenziali pericoli all’incolumità delle pubblica – ha emanato un'ordinanza sindacale che stabilisce la chiusura al pubblico dei cimiteri cittadini, in cui sono quindi sospesi tutti i servizi e le attività cimiteriali, e la sospensione delle attività nei mercati settimanali scoperti di via Canaletto, via Crema, via Pagano e via Pistoia che si svolgono in aree in cui sono presenti alberi e piante.
L'ordinanza resta in vigore per tutta la giornata di oggi, 4 agosto.

giovedì 13 luglio 2023

50 euro per finanziare la schedatura degli attivisti per il clima. Milano 13.7.2023

 Da sempre, gli eventi di autofinanziamento, hanno lo scopo primario di far conoscere la causa, e poi, ovviamente di finanziarla. Il tema del clima, va da sè, che è nel dna dei verdi da sempre; cosa è successo a Milano? dal 2016, la ex radicale, di pannella, per nulla radicale nei modi, se non nella sua sete di potere, Elena Greenwashing Grandi, nel 2016, rompe letteralmente l'assemblea dei verdi milanesi, "intortando" e "usando" fedrighini enrico, per non far presentare la lista dei Verdi e sostenere mister expo, già ad della letizia moratti, uomo di forza italia (che impressione scrivere forza italia dopo la morte di berlusconi, un po' come scrivere, di cleopatra e dell'antico egitto), viene imposto in primarie decise dalla comunità cinese, si quella che votava per alleanza nazionale, con il noto capopopolo ora eurodeputato; nonostante una buona uscita di Majorino, gli altri due, un sindacalista uil (della uil, con tutto il rispetto possibile, con la crisi dei tre confederali, proprio la uil, mah...) e la ex vicesindaco di Pisapia, praticamente sconosciuta, bravissima, forse, ma sconosciuta.

Arriviamo alla punta dell'iceberg, ed è già tutto lì, dopo un'assemblea , martedì 12 luglio in cascina torchiera, resistita, nonostante expo, dove nel 2015, doveva per i voleri dei poteri, diventare una residenza per turisti, così non è stato. Dicevamo, un assemlea, di quelle preconfezionate vecchia scuola, che se nel 2010 dei dubbi li avrebbe sollevati, ieri era semplice certezza; la schedatura delle realtà sociali, non appiattite ai dogmi neoliberisti. a scanso di equivoci, i partecipanti , con eccezione dei 2 truffaldini, erano tutti in buona fede, da segnalare pure il provocatore, sesantenne, che voleva parlara di alieni, scie chimiche e altre sciocchezze ad uso e consumo delle massonerie di provincia; è stato liquidato con "non siamo nel 1950, degli yankee già si sa, e pure l'unione europea non barbablù, hanno comunicato con euronews di prendere in considerazione la geoingegneria. punto. Colpito e affondato il primo guastatore.

Autofinanziamento degli attivisti climatici; un concerto e vendita bibite e panini vegan per autofinanziarsi? ma va!  ecco qua l'appello; il posto è bello, la proposta, da massoni dopo le loro assemblee e festini, noti come bunga bunga.

CENA DI AUTOFINANZIAMENTO PER IL MILANO WORLD CONGRESS FOR CLIMATE JUSTICE (12-15 ottobre 2023).
Le/i climattivisti di Milano ti chiedono 50 euro per una cena luculliana con acqua, vino, caffè e ammazzacaffè inclusi nel prezzo. Sarà presente il Comitato organizzatore di questa Prima Internazionale dell'Ecologismo Anticapitalista che vedrà la partecipazione di Rise Up Movement Africa, Ende Gelaende, Extinction Rebellion, Ecologia Politica Network, Defend Atlanta Forest/Stop Cop City, Yasunidos Ecuador, Fridays for Future Lisbon, Ultima Generazione e dozzine di altri movimenti radicali che lottano contro il capitalismo fossile, contro cui il Congresso intende definire e deliberare strategie e posizioni rivoluzionarie nei mesi a venire di questo apocalittico 2023 che ha già fatto venire giù la Romagna sciogliendo in un solo anno l'equivalente di quattro italie di calotta antartica: i segni di un riscaldamento globale fuori controllo ci sono tutti se non smantelliamo la lobby fossile in tempo, sostengono climatologi autorevolissimi come John Rockstrom e James Hansen in recenti paper che riflettono gli allarmi inascoltati che IPCC e ONU stanno lanciando ai governi del mondo per prevenire il peggio. Ampie porzioni della Terra rischiano di diventare inabitabili nei prossimi decenni se i diversi movimenti di resistenza civile e disobbedienza climatica non trovano la convergenza e la forza necessarie per agire a livello della minaccia collettiva che ci troviamo ad affrontare. Sostieni la rivoluzione climatica e vieni a mangiare con noi alla Trattoria Popolare.
Iniziamo alle 19.30 vere con la presentazione del Congresso
Ingresso riservato soci arci
Meglio prenotare arci.traverso@gmail.com
Dopo cotante sdciocchezze, una proposta si leva nell'assemblea, che i sodali dei nemici dei verdi verdi e verdi sinceri, paghino loro, con i loro stipendi da favola e le loro rendite milionare. ecco l'elenco dei nemici del popolo. Alcuni in buona fede, però, uccidere gli ecologisti in buona fede, non assolve. 


martedì 9 novembre 2021

CLIMA: DA 22 GIORNI SCIOPERO FAME CONTRO SUSSIDI A FONTI FOSSILI

 "Oggi io inizierò uno sciopero della fame contro i sussidi ai fossili". Lo aveva annunciato in un video su facebook lo scrittore e ecologista Gianfranco Mascia lo scorso 19 ottobre, rivolgendosi anche al ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani. Dopo 10 giorni di sciopero della fame integrale (solo due caffé al giorno) e continuativo, Mascia era stato fermato dal medico. Hanno continuato la protesta un gruppo di 50 persone, appartenenti a varie associazioni ecologiste e alla rete di Europa Verde, con uno sciopero della fame a staffetta. Oggi Mascia ha deciso di riprendere la sua iniziativa nonviolenta di digiuno integrale: "Siamo al 22esimo giorno di sciopero della fame a staffetta, che oggi io riprendo, dopo aver fatto i primi 10 giorni, e credo che proseguirà almeno fino alla fine della Cop26, poi vedremo. Aspettando che il Parlamento si decida a inserire il taglio ai sussidi ai fossili nella Legge di Bilancio" annuncia Mascia oggi in un video rivolgendosi a Cingolani. "Dal 27 marzo 2020, durante il primo lockdown e in occasione del digital strike dei Fridays For Future, ho iniziato la mia forma di protesta un poco singolare: non mi sarei tagliato la barba finché il Governo non avesse tagliato la quota dei sussidi ambientalmente dannosi riservata alle fonti fossili, quasi 19 miliardi di euro - aggiunge -. Una barba che adesso é giá lunga 25 centimetri". Mascia, 60 anni, questa estate ha percorso più di 2000 chilometri in bicicletta, il Cimatour, un tour per presentare il suo ultimo lavoro "Come Osate", un saggio che racconta la storia proprio dei Fridays For Future. Ed ora, tutti i giorni, scrive una PEC al ministro Cingolani per informarlo sulla sua campagna. "Lei, ministro, ha veramente una grande opportunità nelle sue mani - conclude -. Potrebbe essere ricordato come quello che per primo ha finalmente tagliato i sussidi alle fonti fossili". 

mercoledì 20 ottobre 2021

Clima: Evi(Verdi) voto su Farm to Fork segnale incoraggiante

 L'esito del voto del Parlamento europeo sulla Risoluzione relativa alla Strategia Farm to Fork è senza dubbio incoraggiante. Con questo voto il Parlamento esprime il suo forte supporto agli obiettivi di maggiore sostenibilità ambientale proposti dalla Commissione nell'ambito del Green Deal europeo per il settore agricolo, chiedendo che questi diventino giuridicamente vincolanti". Così l'eurodeputata di Europa Verde, Eleonora Evi.

"Dopo che le istituzioni europee hanno fallito l'obiettivo di una politica agricola comune all'altezza delle sfide poste dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità, la strategia Farm to Fork si configura come un'occasione imperdibile per rendere più sostenibile il sistema alimentare europeo, riducendo l'uso di pesticidi e di antibiotici in agricoltura, gli sprechi alimentari a tutti i livelli della catena di approvvigionamento, aumentando la superficie agricola dedicata alla biodiversità e quella dedicata al biologico e favorendo la transizione verso diete più sane e sostenibili, riducendo il consumo di carne e prodotti animali", prosegue l'eurodeputata.

"Sono felice che alla fine, a dispetto dei tentativi dei partiti di destra di indebolire il testo, abbiano prevalso il buonsenso e la consapevolezza che i costi di un mancato intervento, in termini ambientali ed economici, non sono più sostenibili. Consegniamo alla Commissione indirizzi ambiziosi ma più che mai necessari, che dovranno orientarla nel realizzare la transizione ecologica del nostro sistema alimentare", conclude Evi.


giovedì 7 ottobre 2021

APPELLO PAPA FRANCESCO COP26. EVI –BONELLI (VERDI): LA CULTURA DEL QUI ED ORA NON PUO’ PIU’ TROVARE SPAZIO

 riceviamo e pubblichiamo

"Non possiamo che condividere pienamente l’appello di Papa Francesco ai governi della COP26 di Glasgow perché offrano con urgenza risposte efficaci alla crisi ecologica" – così Eleonora Evi e Angelo Bonelli, co- portavoce nazionali di Europa Verde, a commento delle parole di Bergoglio.

"Il riferimento alle future generazioni e ai valori dell’interdipendenza e della condivisione sono imprescindibili in un mondo dove tutto ciò che accade ha effetti evidenti persino a migliaia di chilometri di distanza. 

La crisi climatica ha ripercussioni devastanti anche su fenomeni sociali come quello della migrazione dovuta alla crescente desertificazione di ampie zone del mondo. Ecco perché la cultura del qui e ora non può più trovare spazio nelle nostre società, perché abbiamo il dovere morale di pensare al domani e al resto del mondo, che significa invertire al più presto l’attuale tendenza, ripristinando gli ecosistemi danneggiati e modificando dalle fondamenta i nostri stili di vita, partendo dal nostro sistema alimentare. È necessario farlo perché, come dice Papa Francesco, abbiamo ereditato un giardino, non dobbiamo lasciare un deserto" – concludono Evi e Bonelli.



F20 Climate Solutions Forum

 Si è concluso F20 Climate Solutions Forum 2021: una due giorni focalizzata su Green Recovery, Sustainable Finance e Just Transition, promossa da Fondazione Cariplo e F20, network internazionale di oltre 70 fondazioni che promuovono lo sviluppo sostenibile. Tra i tantissimi contributi: John Kerry, Ban Ki-moon, Johan Rockström e il Ministro Enrico Giovannini.

L’obiettivo del Forum è stato indicare sfide e opportunità nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo di resilienza, all’interno dello scenario post-Covid. 
Che ruolo possono giocare le Fondazioni nel creare una transizione giusta e locale? Ne sono emerse raccomandazioni da consegnare ai leader del G20.

Dal Climate Solutions Forum le raccomandazioni per il G20

Si è concluso a Milano il F20 Climate Solutions Forum 2021, incontro annuale promosso da Foundations Platform F20, un network internazionale di più di 70 fondazioni che promuovono lo sviluppo sostenibile. L’edizione 2021 del Forum, dal titolo “Green Recovery, Sustainable Finance, Just Transition: Putting Words into Deeds” è stata co-organizzata da Fondazione Cariplo, in collaborazione con altre fondazioni partner di F20 - Fondazione Unipolis, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione di Comunità di Messina - e con il supporto di Assifero, ASviS e ACRI.

Al Forum hanno partecipato, tra gli altri: John Kerry, attualmente inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti d’America per la gestione del clima ed emergenze climatiche; Ban Ki-moon già Segretario Generale delle Nazioni Unite; Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research; Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Obiettivo del F20 Climate Solutions Forum 2021 era quello di indicare possibili priorità e identificare sfide e opportunità nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo di resilienza in un mondo post-Covid da consegnare ai leader del G20.

Nel dialogo con gli esperti internazionali e i leader politici e della società civile, sono  intervenuti anche Francesco Profumo, Presidente ACRI, Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Banfi, membro della Commissione Centrale di Beneficienza di Fondazione Cariplo, Pierluigi Stefanini, Presidente e Portavoce di ASviS e Presidente di Fondazione Unipolis, Maria Luisa Parmigiani, Direttrice di Fondazione Unipolis e Co-chair di F20, Alberto Anfossi, Segretario Generale Fondazione Compagnia di San Paolo.

Sei le raccomandazioni di F20 ai leader dei paesi più industrializzati del mondo emerse al termine della due giorni del Forum:

  1. Unire le forze con il G7 e far convergere l’impegno a livello nazionale dei paesi membri per contrastare l’impatto economico e sociale della crisi globale generata dalla pandemia da COVID-19, con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e l'accordo di Parigi sul clima. I paesi del G20 devono coordinarsi e realizzare una ripresa globale che sia verde, resiliente, sana ed equa per tutti. Priorità da mettere al centro dei piani di ripresa nazionali, assicurando un’adeguata disponibilità di risorse finanziarie. Il G7, sottogruppo del G20, deve dare in primis l'esempio e aumentare le proprie ambizioni rispetto agli impegni attualmente assunti attraverso i Nationally Determined Contributions (Contributi promessi stabiliti a livello nazionale).
  2. Impegnarsi per raggiungere “emissioni zero”, in linea con l'obiettivo di contenere il riscaldamento globale a 1,5°C, specificando le fasi e gli obiettivi intermedi previsti fino al 2030. Questo comporta di riconoscere la centralità sia della fase di eliminazione rapida dei combustibili fossili che delle cosiddette Nature-based Solutions: non c'è spazio per una compensazione delle emissioni di gas serra non sostenibile e non regolamentata.
  3. Garantire una Transizione Equa entro il 2030 definendo obiettivi intermedi concreti, anche con la partecipazione attiva di diversi stakeholder - dalle comunità e lavoratori a livello locale al settore privato e mondo accademico – alla stesura dei piani nazionali per la Just Transition. Con un approccio olistico, per non lasciare nessuno indietro, che tenga opportunamente conto delle disuguaglianze tra paesi e all’interno dei paesi stessi, e in cui welfare sociale, diritto alla salute e gli interessi delle future generazioni siano le grandi priorità.
  4. Decarbonizzare la finanza e gli investimenti rendendo obbligatori piani di decarbonizzazione per le istituzioni finanziarie, anche al fine di concretamente attuare lo “spostamento dei trilioni” e colmare il “Climate Finance Gap”.
  5. Concedere l’alleggerimento del debito, anche attraverso interventi di moratoria del debito, ai paesi altamente indebitati atti a consentire la loro ripresa e il loro sviluppo economico.
  6. Rendere il nesso Acqua-Energia-Cibo-Salute e il nesso Clima-Biodiversità parti integranti e fondamentali delle agende del G7 e del G20. Questo significa anche una maggiore convergenza con il Summit Onu sulla Biodiversità e la COP 26 sul clima che quest’anno puntano a raccogliere un impegno concreto per la protezione e ripristino di alcune aree naturali maggiormente a rischio (Amazzonia, Congo/Uganda, Borneo). E lo faranno anche le Fondazioni e la Filantropia, sempre più impegnate in progettualità cross-settoriali e inclusive.

Il presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti ha dichiarato: «Viviamo un momento di grande trasformazione, in cui stanno crescendo le disuguaglianze. Dobbiamo essere pronti a costruire una transizione ecologica che sia giusta e che tenga conto degli impatti sociali che inevitabilmente emergeranno. È proprio per attuare una transizione reale che dobbiamo considerare il suo impatto sociale: se non è sostenibile sotto tutti gli aspetti non sarà né giusta né realizzabile.» 

Klaus Milke, Presidente di Foundations Platform F20: «Foundations Platform F20 riunisce più di 70 organizzazioni filantropiche che chiedono con forza azioni più ambiziose e finanziamenti per il clima da parte delle nazioni del G20 per allineare la loro agenda all’Accordo di Parigi per il clima e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Che le fondazioni stiano prendendo posizione in questi anni cruciali è un segno importante». 

Nel suo intervento, Ban Ki-moon, già Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha ribadito la centralità del prossimo G20 nella sfida al cambiamento climatico: «Ad ora gli interventi globali per affrontare la crisi climatica sono largamente insufficienti rispetto a quello che serve. I leader sono di fronte a una straordinaria opportunità di agire ma il tempo a disposizione si sta esaurendo. La leadership del G20 è cruciale per garantire un futuro più sicuro. Il G20 rappresenta il 90% del PIL mondiale, l’80% del commercio globale e l’80% delle emissioni. Quello che succederà al G20 a fine ottobre sarà quindi determinante per la COP26».

John Kerry, inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti d’America per la gestione del clima ed emergenze climatiche: «Nessuna nazione da sola, nessun settore, nessuna fondazione singola può risolvere la sfida del cambiamento climatico. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo. Non solo i nostri governi. Settore privato, filantropi, ONG e attivisti tutti insieme. Ecco perché Foundations20 è una piattaforma assolutamente unica»

Stefan Schurig, Segretario Generale di Foundations Platform F20: «Il fatto che il Regno Unito e l’Italia siano sede del G7 e del G20 quest’anno, nonché della COP26 rappresenta un’enorme opportunità per una risposta ben coordinata alla pandemia, oltre che alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità a livello globale». 

Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research, ha sollecitato la necessità di cogliere questo momento storico post emergenziale come un’opportunità per un inderogabile cambiamento: «È il momento della trasformazione e la scienza è molto chiara nel dirci che questa è l’ultima possibilità che abbiamo se vogliamo evitare di superare punti di non ritorno che ci porterebbero in modo irreversibile nella direzione sbagliata».


martedì 11 maggio 2021

LEGGE CLIMA. EVI: NON È SUFFICIENTE, CONSIGLIO SORDO AD APPELLI SCIENZIATI

riceviamo e volentieri pubblichiamo

 È stato votato oggi in Commissione Ambiente (ENVI) al Parlamento Europeo l’accordo sulla legge sul clima.

giovedì 29 aprile 2021

DALLA GERMANIA ARRIVA UN MESSAGGIO CHIARO: IL FUTURO SI TUTELA ORA!

“È davvero storico – dichiara Stefano Zuppello, presidente di Verdi Ambiente e Società - quello che hanno stabilito i giudici tedeschi: la legge sulla protezione del clima varata dal governo tedesco non è sufficiente! I diritti fondamentali per il futuro dei giovani sono minacciati e la legge come è stata approvata mette a repentaglio la loro libertà perché le date fissate per il raggiungimento degli obiettivi sono troppo lontane nel futuro. È possibile ridurre l'aumento delle temperature medie globali, come stabilito nell'accordo di Parigi del 2015, con misure più urgenti e di breve termine.

Questa sentenza è stata possibile grazie al ricorso presentato da giovani attivisti ambientalisti, sostenuti da Fridays for Future insieme a Greenpeace e altre associazioni. Tra loro c'è Sophie Backsen, una ragazza di 22 anni, studentessa di scienze agrarie

Importante è anche la risposta che il governo ha dato alla sentenza, promettendo una rapida attuazione delle modifiche alla legge. Il ministro delle finanze, Olaf Scholz, ha detto che inizierà a lavorare immediatamente con il ministero dell'ambiente per apportare le modifiche, che saranno poi sottoposte all'approvazione del governo.

La strada è aperta, - conclude Zuppello - i diritti delle generazioni future vanno garantiti adesso con fatti concreti! Il Pianeta va salvato ora!”

 

Roma, 29 aprile 2021

mercoledì 21 aprile 2021

Legge Clima: se l’accordo non è abbastanza ambizioso, l’intero Green Deal diventa un’operazione di green washing

riceviamo e volentieri pubblichiamo  

"Durante la notte il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno trovato un accordo sulla Legge Europea sul Clima. Quella che doveva essere la pietra miliare del Green Deal Europeo, la prima legge sul clima che porterebbe l’UE a diventare il primo continente a emissioni nette pari a zero si è di fatto tradotto in misure decisamente insufficienti a contrastare l’attuale crisi climatica”, così l'eurodeputata dei Verdi Europei, Eleonora Evi, commenta l'accordo.

E se i leader europei pensano che il risultato di oggi possa essere sfoggiato domani in occasione del Summit sul Clima a guida USA, vuol dire che continuano a chiudere gli occhi alla scienza " – prosegue l'eurodeputata.
Non solo l’obiettivo deciso di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 non è in linea con le raccomandazioni degli scienziati dell’IPPC del 65%, ma è anche ulteriormente indebolito dal conteggio di questo obiettivo al netto della capacità di assorbimento di suoli e foreste, traducendosi di fatto in una riduzione del 52,8% delle emissioni entro il 2030. Decisamente troppo poco per mantenere le temperature globali entro 1,5 C° nel rispetto degli Accordi di Parigi.
Un’occasione mancata per la creazione di posti di lavoro in un periodo in cui la pandemia ha portato a un crollo occupazionale. Secondo lo studio commissionato dai Greens alla Cambridge Econometrics, infatti, una riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030 porterebbe in Italia un aumento dell’occupazione dell’1,2% e una crescita del PIL del 2,6%. Ne ho parlato personalmente con il Ministro Cingolani ed ho esposto questi dati anche al presidente di Confindustria Bonomi.
Un aspetto positivo di questo accordo è l’istituzione di un Gruppo Consultivo di esperti indipendenti sulla lotta al cambiamento climatico, come proposto dal Parlamento Europeo, con l’obiettivo di fornire pareri scientifici, redigere relazioni sulle misure esistenti, sugli obiettivi climatici e sui bilanci indicativi dei gas a effetto serra e sulla loro coerenza con gli impegni dell'Unione ai sensi dell'accordo di Parigi.
Si è deciso anche di preparare un bilancio indicativo dei gas a effetto serra, un passo fondamentale per poter monitorare se stiamo andando nella giusta direzione e stabilire un obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2040.
Peccato però che il bilancio verrà istituito solo per il periodo 2030-2050, un assurdo se si pensa che da adesso al 2030 le nostre azioni saranno determinanti per riuscire a conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Quest’ultima dovrà essere raggiunta a livello di unione europea, non sarà quindi un impegno vincolante per ogni singolo Stato Membro, un altro favore a quei paesi che continuano a mostrare poca ambizione e a nascondersi dietro gli impegni degli altri.
Infine, il Consiglio si è opposto alle misure proposte dal Parlamento per migliorare l’accesso alla giustizia, caposaldo della democrazia europea, così come all’eliminazione chiara e immediata di tutti i sussidi alle fonti fossili, condizione “sine qua non” per poter parlare di una società neutrale dal punto di vista climatico.
“Non nascondo il rammarico per un’occasione persa, ma continuerò a battermi affinché quei risultati raggiunti siano da stimolo per avanzare nella lotta alla crisi climatica e un invito a quei Paesi più ambiziosi ad andare oltre e seguire la scienza”, conclude Eleonora Evi.

 


Genti del Parco del Ticino. NO TANGENZIALE, NO A QUALSIASI PROGETTO di TANGENZIALE

 riceviamo e volentieri pubblichiamo

Torna di moda "straparlare" di "Tangenziale Malpensa-Vigevano" o addirittura di "Malpensa-Milano".

Chiaramente niente fatti, ma solo chiacchiere e dichiarazioni "social" e "virtuali".
Ribadiamo l'inutilità dell'opera. Ribadiamo l'inutilità di qualsiasi progetto di Tangenziale che attraversi l'Abbiantense, il Magentino, il Parco del Ticino e il Parco Agricolo Sud Milano.
Ribadiamo l'inutilità anche dell'affannarsi dei Sindaci di Robecco, Vigevano e Abbiategrasso, ma anche del PD e Città Metropolitana. I progetti non si approvano e non si concertano nelle segrete stanze di qualche ufficio amministrativo statale, regionale o locale e nemmeno in qualche segreteria di partito.
Il progetto della Tangenziale (qualsiasi progetto) dovrà fare sempre e solo i conti con le migliaia di persone del territorio (e non solo) che in questi vent'anni hanno sempre ribadito la contrarietà a questa opera inutile, dispendiosa e devastatrice.

NO TANGENZIALE, NO A QUALSIASI PROGETTO di TANGENZIALE



lunedì 5 aprile 2021

CLIMA. VERDI: OGGI NUOVO RECORD DI CO2, CRISI SIA AL CENTRO AGENDA

 Roma, 5 apr. - "Non e' bastata una pandemia a rallentare e ridurre l'emissione di CO2 in atmosfera. I dati registrati oggi nell'osservatorio di Manua Loa nelle Hawai segnano un nuovo record di emissioni. Se non metteremo subito al centro delle agende politiche di tutti i paesi l'emergenza climatica, il futuro dei nostri figli e nipoti sara' compromesso inevitabilmente". Cosi' in una nota i co-portavoce dei #Verdi Matteo Badiali e Elena Grandi. Siamo convinti che la conversione ecologica del nostro sistema produttivo, dei trasporti, della filiera agroalimentare siano l'impianto per l'unico modello di societa' in grado di creare nuovo lavoro e di rispondere anche ai divari sociali emergenti, . In Italia stiamo ancora arrancando sul SuperBonus e con il PNRR di e' completamente abbandonato lo sviluppo del trasporto pubblico locale. Si dia disposizione di attuare gli obiettivi dei Piani Urbani per la Mobilita' Sostenibile gia' adottati e si rafforzi la macchina pubblica per gestire le pratiche edilizie del 110%", concludono Badiali e Grandi. 

venerdì 19 marzo 2021

giornata mondiale di Azione per il Clima. Dai Verdi Europei e foto e video Bike Strike di Milano

 Dai Verdi Europei   LOTTA PER IL CLIMA: RAGAZZI NON FERMATEVI!

a fondo articolo, foto del Bike Strike for climate di Milano del 19 marzo 2021

click per video: #fridaysforfuture​ #bikestrike​ #climatechange​ Milano 19 3 2021

Eleonora Evi: "Oggi è la giornata mondiale di Azione per il Clima e siamo arrivati al 135° venerdì di sciopero per il clima.
Oggi in tutta Europa ci saranno oltre 600 scioperi in cui migliaia di giovani, che hanno capito molto prima e molto più degli adulti l'urgenza della lotta agli sconvolgimenti climatici, chiederanno alla politica di agire ora, prima che sia troppo tardi.
Queste ragazze e questi ragazzi dei
Fridays For Future Italia
con cui mantengo un dialogo costante da ormai un anno, hanno tutto il mio supporto.
Il tempo sta scadendo e non possiamo più accettare false promesse dalla Commissione europea e dai governi nazionali.
Ecco perché come verdi europei
Greens/EFA in the European Parliament
installeremo un enorme orologio climatico qui a Bruxelles, simbolo della necessità di prendere decisioni coraggiose e passare all'azione ora, prima che sia troppo tardi per noi e per le future generazioni"

foto dal bike for climate di MiLANO; in bici per due motivi, per rispettare il distanziamento fisico e salvaguardare la salute dei partecipanti; in bici, per dimostrare che una città migliore è possibile da subito; una città che vuole respirare, muoversi e vivere.