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giovedì 7 ottobre 2021

F20 Climate Solutions Forum

 Si è concluso F20 Climate Solutions Forum 2021: una due giorni focalizzata su Green Recovery, Sustainable Finance e Just Transition, promossa da Fondazione Cariplo e F20, network internazionale di oltre 70 fondazioni che promuovono lo sviluppo sostenibile. Tra i tantissimi contributi: John Kerry, Ban Ki-moon, Johan Rockström e il Ministro Enrico Giovannini.

L’obiettivo del Forum è stato indicare sfide e opportunità nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo di resilienza, all’interno dello scenario post-Covid. 
Che ruolo possono giocare le Fondazioni nel creare una transizione giusta e locale? Ne sono emerse raccomandazioni da consegnare ai leader del G20.

Dal Climate Solutions Forum le raccomandazioni per il G20

Si è concluso a Milano il F20 Climate Solutions Forum 2021, incontro annuale promosso da Foundations Platform F20, un network internazionale di più di 70 fondazioni che promuovono lo sviluppo sostenibile. L’edizione 2021 del Forum, dal titolo “Green Recovery, Sustainable Finance, Just Transition: Putting Words into Deeds” è stata co-organizzata da Fondazione Cariplo, in collaborazione con altre fondazioni partner di F20 - Fondazione Unipolis, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione di Comunità di Messina - e con il supporto di Assifero, ASviS e ACRI.

Al Forum hanno partecipato, tra gli altri: John Kerry, attualmente inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti d’America per la gestione del clima ed emergenze climatiche; Ban Ki-moon già Segretario Generale delle Nazioni Unite; Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research; Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Obiettivo del F20 Climate Solutions Forum 2021 era quello di indicare possibili priorità e identificare sfide e opportunità nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo di resilienza in un mondo post-Covid da consegnare ai leader del G20.

Nel dialogo con gli esperti internazionali e i leader politici e della società civile, sono  intervenuti anche Francesco Profumo, Presidente ACRI, Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Banfi, membro della Commissione Centrale di Beneficienza di Fondazione Cariplo, Pierluigi Stefanini, Presidente e Portavoce di ASviS e Presidente di Fondazione Unipolis, Maria Luisa Parmigiani, Direttrice di Fondazione Unipolis e Co-chair di F20, Alberto Anfossi, Segretario Generale Fondazione Compagnia di San Paolo.

Sei le raccomandazioni di F20 ai leader dei paesi più industrializzati del mondo emerse al termine della due giorni del Forum:

  1. Unire le forze con il G7 e far convergere l’impegno a livello nazionale dei paesi membri per contrastare l’impatto economico e sociale della crisi globale generata dalla pandemia da COVID-19, con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e l'accordo di Parigi sul clima. I paesi del G20 devono coordinarsi e realizzare una ripresa globale che sia verde, resiliente, sana ed equa per tutti. Priorità da mettere al centro dei piani di ripresa nazionali, assicurando un’adeguata disponibilità di risorse finanziarie. Il G7, sottogruppo del G20, deve dare in primis l'esempio e aumentare le proprie ambizioni rispetto agli impegni attualmente assunti attraverso i Nationally Determined Contributions (Contributi promessi stabiliti a livello nazionale).
  2. Impegnarsi per raggiungere “emissioni zero”, in linea con l'obiettivo di contenere il riscaldamento globale a 1,5°C, specificando le fasi e gli obiettivi intermedi previsti fino al 2030. Questo comporta di riconoscere la centralità sia della fase di eliminazione rapida dei combustibili fossili che delle cosiddette Nature-based Solutions: non c'è spazio per una compensazione delle emissioni di gas serra non sostenibile e non regolamentata.
  3. Garantire una Transizione Equa entro il 2030 definendo obiettivi intermedi concreti, anche con la partecipazione attiva di diversi stakeholder - dalle comunità e lavoratori a livello locale al settore privato e mondo accademico – alla stesura dei piani nazionali per la Just Transition. Con un approccio olistico, per non lasciare nessuno indietro, che tenga opportunamente conto delle disuguaglianze tra paesi e all’interno dei paesi stessi, e in cui welfare sociale, diritto alla salute e gli interessi delle future generazioni siano le grandi priorità.
  4. Decarbonizzare la finanza e gli investimenti rendendo obbligatori piani di decarbonizzazione per le istituzioni finanziarie, anche al fine di concretamente attuare lo “spostamento dei trilioni” e colmare il “Climate Finance Gap”.
  5. Concedere l’alleggerimento del debito, anche attraverso interventi di moratoria del debito, ai paesi altamente indebitati atti a consentire la loro ripresa e il loro sviluppo economico.
  6. Rendere il nesso Acqua-Energia-Cibo-Salute e il nesso Clima-Biodiversità parti integranti e fondamentali delle agende del G7 e del G20. Questo significa anche una maggiore convergenza con il Summit Onu sulla Biodiversità e la COP 26 sul clima che quest’anno puntano a raccogliere un impegno concreto per la protezione e ripristino di alcune aree naturali maggiormente a rischio (Amazzonia, Congo/Uganda, Borneo). E lo faranno anche le Fondazioni e la Filantropia, sempre più impegnate in progettualità cross-settoriali e inclusive.

Il presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti ha dichiarato: «Viviamo un momento di grande trasformazione, in cui stanno crescendo le disuguaglianze. Dobbiamo essere pronti a costruire una transizione ecologica che sia giusta e che tenga conto degli impatti sociali che inevitabilmente emergeranno. È proprio per attuare una transizione reale che dobbiamo considerare il suo impatto sociale: se non è sostenibile sotto tutti gli aspetti non sarà né giusta né realizzabile.» 

Klaus Milke, Presidente di Foundations Platform F20: «Foundations Platform F20 riunisce più di 70 organizzazioni filantropiche che chiedono con forza azioni più ambiziose e finanziamenti per il clima da parte delle nazioni del G20 per allineare la loro agenda all’Accordo di Parigi per il clima e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Che le fondazioni stiano prendendo posizione in questi anni cruciali è un segno importante». 

Nel suo intervento, Ban Ki-moon, già Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha ribadito la centralità del prossimo G20 nella sfida al cambiamento climatico: «Ad ora gli interventi globali per affrontare la crisi climatica sono largamente insufficienti rispetto a quello che serve. I leader sono di fronte a una straordinaria opportunità di agire ma il tempo a disposizione si sta esaurendo. La leadership del G20 è cruciale per garantire un futuro più sicuro. Il G20 rappresenta il 90% del PIL mondiale, l’80% del commercio globale e l’80% delle emissioni. Quello che succederà al G20 a fine ottobre sarà quindi determinante per la COP26».

John Kerry, inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti d’America per la gestione del clima ed emergenze climatiche: «Nessuna nazione da sola, nessun settore, nessuna fondazione singola può risolvere la sfida del cambiamento climatico. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo. Non solo i nostri governi. Settore privato, filantropi, ONG e attivisti tutti insieme. Ecco perché Foundations20 è una piattaforma assolutamente unica»

Stefan Schurig, Segretario Generale di Foundations Platform F20: «Il fatto che il Regno Unito e l’Italia siano sede del G7 e del G20 quest’anno, nonché della COP26 rappresenta un’enorme opportunità per una risposta ben coordinata alla pandemia, oltre che alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità a livello globale». 

Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research, ha sollecitato la necessità di cogliere questo momento storico post emergenziale come un’opportunità per un inderogabile cambiamento: «È il momento della trasformazione e la scienza è molto chiara nel dirci che questa è l’ultima possibilità che abbiamo se vogliamo evitare di superare punti di non ritorno che ci porterebbero in modo irreversibile nella direzione sbagliata».


mercoledì 25 ottobre 2017

Forum diritto alla salute e accesso universale alle cure

Appello per l’adesione al Forum Internazionale per il diritto alla salute e l'accesso universale alle cure (controG7) che si terrà a milano il 4 e 5 novembre

Il 5 e il 6 novembre 2017 si svolgerà a Milano l’incontro dei ministri della salute del G7, ultima tappa di una serie di riunioni ministeriali che in questi mesi hanno visto le rappresentanze dei potenti della terra discutere su tematiche come l'ambiente, i trasporti, l'industria, la scienza, il lavoro, l'agricoltura, il cibo.

Anche se l’agenda dell’incontro non è stata ancora resa nota, sembra che i principali temi al centro del dibattito saranno le ricadute sulla salute dei cambiamenti climatici e le politiche sui farmaci.

Il 4 Novembre si terrà un Forum con la presenza di esperte, esperti, attiviste e attivisti provenienti da tutto il mondo che, intrecciando le loro comunicazioni con le testimonianze provenienti dai territori, affronteranno, tra gli altri, i seguenti temi:
-la disuguaglianza sociale e la povertà come determinanti di malattie
-l'accesso ai farmaci e alle cure
-la privatizzazione dei servizi sanitari
-le cause, le conseguenze e le responsabilità dei cambiamenti climatici, la difesa dell'acqua e della terra come beni comuni

Il 5 novembre è previsto, sempre a Milano, un incontro nazionale tra le reti, le organizzazioni e i movimenti attivi sui diversi temi della tutela della salute e dei cambiamenti climatici operanti in Italia. L’incontro si svolgerà c/o il “Residence sociale Aldo dice 26x1”in via Oglio 8 (MM3 Brenta)
Tutte le realtà interessate a partecipare a tale incontro e ad aderire al Comitato “Salute senza padroni e senza confini” ,sottoscrivendo questo appello, possono contattarci all'indirizzo e mail dirittoallasalute2017@gmail.com 

sabato 18 febbraio 2017

Sgombero ex Rialto, dal Forum dell'acqua: cinque inutili stelle stanno a guardare

RIcorderete il Referendum per l'acqua pubblica e...  da Marco Bersani

lo sgombero del Forum Acqua, di Attac e di molto altro, mentre cinque inutili stelle stanno a guardare

E LE (5) STELLE STANNO A GUARDARE

Con la solerzia delle migliori occasioni, oggi la polizia municipale di Roma Capitale, inviata dal Dirigente del Dipartimento Patrimonio, a sua volta pressato dalla Corte dei Conti, ha posto i sigilli ad un'esperienza decennale, inclusiva e plurale che ha dato vita e costruito socialità, politica e cultura dentro l'ennesimo edificio pubblico abbandonato da sempre al suo destino.

Chiuso l'ex Rialto occupato, sfrattato il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, sfrattati Attac Italia e Attac Roma e decine di altre esperienze.

Dove non sono riusciti ad arrivare Alemanno, il Pd e il prefetto Tronca, il risultato l'ha portato a casa la Casaleggio Associati: si sfratta chi ha vinto un referendum sull'acquadopo aver predicato (razzolando molto male) l'acqua pubblica in tutti i blog e comizi.

Uno sgombero che è una cartina di tornasole di cos'è oggi la democrazia: il Consiglio Comunale di Roma solo alcuni giorni fa aveva approvato una mozione per bloccare gli sgomberi degli spazi sociali e culturali, e, mentre si mettono i sigilli, gli assessori grillini si sbracciano per dire "io non c'ero e se c'ero dormivo".

Naturalmente, tutto si è svolto nella legalità.

Quella di chi abbandona edifici per decenni e si scaglia con chi quegli edifici li ha resi parte viva della città.
Quella di chi considera opera pubblica di prioritario interesse generale 900.000 mc. di cemento truccati da stadio, per risolvere i debiti del costruttore Parnasi con Unicredit.
Quella di chi predica la democrazia diretta e sgombera tutte le esperienze nate dal basso.

Spegnete le stelle, cari grillini e restituitele al cielo. In mano vostra illuminano solo il cinismo che vi accompagna.


Marco Bersani
Attac Italia

sabato 20 agosto 2016

Saprà il FSM 2016 di Montreal mantenere la rilevanza del FSM?

riceviamo da Mario Agostinelli dal FORUM SOCIALE MONDIALE (FSM)

Il FSM a Montreal è un punto di svolta per il futuro del FSM.
Il primo World Social Forum che ha avuto luogo nel nord del mondo si è concluso. Il successo dal punto di vista del contenuto e della diversità delle reti partecipanti, anche attraverso la creazione di spazi autonomi e comitati auto-diretti è evidente
Tuttavia, sembra ora assolutamente necessario lavorare in una prospettiva di convergenza, volendo andare oltre la funzione di scambio e di dibattito di questo evento. 

Ma non basta più un tempo e uno spazio per lo scambio. Deve nascere un'unità più ampia per contrastare la globalizzazione neoliberista.
Il FSM era nato in Brasile, in un contesto caratterizzato da un aumento nelle lotte sociali e il sostegno popolare del il Partito dei Lavoratori. Sostenendo il FSM, i movimenti sociali brasiliani e il PT hanno puntato ad esportare energia per mobilitazioni locali a livello globale per resistere meglio alla globalizzazione e evitare l'isolamento. Nel frattempo, il contesto internazionale ha prodotto un indebolimento degli Stati nazionali e la mercificazione del pianeta, dieci anni dopo la caduta del muro di Berlino. Quel processo è 'stato fondamentale per creare il più ampio fronte possibile al fine di offrire un'alternativa in termini di giustizia sociale con nuovi rapporti di solidarietà all'interno e tra i movimenti sociali, su basi indipendenti dai partiti politici.

venerdì 12 agosto 2016

dal forum sociale di Montreal. Ecologia Sociale

riceviamo e volentieri diamo pubblicazione ringraziando 

Seminario su ecologia sociale e lotta alla povertà (Uqam University, 10 /8)

Sintesi tradotta degli interventi di Antonio Bruno (capogruppo Fds Consiglio Comunale Genova) e Mario Agostinelli (Energiafelice)

Cercando Ecologia Sociale su wikipedia (sito italiano) incontriamo riferimenti a mondi diversi e fin ad oggi scarsamente comunicanti.

Dopo il sito Ecologiasociale.org troviamo un commento all’enciclica Laudato sii di Karl Ludwigh Schibel e subito dopo molti siti che parlano dell’opera e del pensiero diMurray Bookchin. Operaio, sindacalista, poi scrittore di successo e docente universitario,  ma anche animatore di movimenti ecologici, pacifisti e antirazzisti, Murray Bookchin già trent’anni fa ragionava di limiti delle crescita e di declino dell’urbanizzazione espansiva.

I suoi scritti affermano che esiste una relazione olistica tra gli elementi naturali, inclusi gli esseri umani, e giungono ad affermare che l'ordine naturale non necessita di autorità  o gerarchie.
L’ecologia sociale ritiene che la questione ecologica non possa essere disgiunta dai problemi sociali : i “mali”  dell'una e dell'altro vengono attribuiti allo sviluppo del capitalismo e al conseguente consolidamento della società  fondata su gerarchia e autoritarismo.

mercoledì 10 agosto 2016

Montreal, al via il Foum Sociale Mondiale


riceviamo e ringraziando volentieri ne diamo pubblicazione; articolo di Mario Agostinelli

Il passaggio di testimone
Strana città Montreal. Un po’ New York con però tutti grattacieli cuspidati (missili puntati?), un po’ England con le pietre e mattonelle rosse che si infilano tra le chiese di arenaria, un po’ Alsazia per il neo gotico grigio delle cattedrali (numerosissime), un po’ Buenos Aires per i frequentissimi murales che trovi in ogni spazio pubblico, un po’ Oslo per il retroterra verde collinoso tutto boschi e un po’ Genova per il porto e le locande sul mare e tra i pontili.

Qui il Foum Sociale Mondiale sta giocando una sfida generazionale e geografica importante.