10 anni dal #referendum su #acquapubblica e #nucleare
Intervento del direttore di un'altraeconomia e banda degli ottoni a scoppio
video 10 anni dal #referendum per l' #acquapubblica e per fermare il #nucleare #milano 11 6 2021
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Riceviamo e pubblichiamo
Giappone: funzionari Onu critica piano di scarico acqua Fukushima
Tokyo, 16 apr - (Nova) -
Tre relatori per i diritti umani delle Nazioni Unite - Marcos Orellana, Michael Fakhri e David Boyd - hanno duramente criticato la decisione del governo del Giappone di procedere allo scarico in mare dell'acqua accumulata a Fukushima, presso il sito della centrale nucleare teatro del disastro del 2011. Secondo i tre funzionari, tale decisione potrebbe interessare le vite di milioni di persone nella regione del Pacifico. In un comunicato congiunto, i tre funzionari dell'Onu definiscono la decisione del Giappone "molto preoccupante", e mettono in dubbio l'affermazione di Tokyo, sostenuta dall'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea), secondo cui i livelli residui di trizio ancora contenuti nell'acqua decontaminata non rappresentano un rischio per l'ecosistema marino e la salute umana. "Lo scarico di milioni di tonnellate di acqua contaminata nell'ambiente marino impone rischi considerevoli al pieno godimento die diritti umani delle popolazioni interessate, entro e oltre il territorio del Giappone", afferma il comunicato. Secondo esperti di diritti umani, "gli esperti ritengono che esistano soluzioni alternative al problema" dello smaltimento dell'acqua. Il comunicato ricorda "al Giappone i suoi obblighi internazionali di prevenzione all'esposizione di sostanze nocive, a condurre valutazioni di impatto ambientale (...), prevenire danni ambientali transfrontalieri e proteggere l'ambiente marino".
Giovedì 15 aprile, a partire dalle ore 15, saremo in presidio sotto:
"Oggi il governo giapponese ha annunciato la decisione di autorizzare nel 2022 un’azienda a sversare nell’Oceano Pacifico un milione di tonnellate di acqua radioattiva contaminata dall’incidente della centrale nucleare di Fukushima, un disastro ambientale le cui devastanti conseguenze sono ancora in atto. Si tratta di una decisione scellerata, che va assolutamente impedita – così Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi europei, a commento della notizia.
L'oceano è un bene comune – aggiunge Evi – ecco perché è necessario far luce sulle possibili conseguenze in termini di contaminazione di pesci, fonti di cibo, acqua ed ecosistemi marini con un apposito studio di impatto. Le Nazioni Unite hanno già chiesto il rinvio di qualsiasi sversamento di rifiuti tossici fino a quando non verranno effettuati ulteriori studi per comprenderne gli effetti.
Come Verdi europei ci uniamo alla richiesta dell’ONU: è determinante proporre alternative ecologiche e attivare tutte le leve politiche a nostra disposizione per raggiungere un accordo internazionale ed evitare quello che si preannuncia come un ecocidio di immani proporzioni. Per questo motivo abbiamo lanciato la petizione NO ALLO SCARICO DI ACQUE RADIOATTIVE DA FUKUSHIMA NEL PACIFICO.
Proprio temendo una simile deriva, l'eurodeputata tempo addietro ha presentato un’interrogazione alla Commissione, per chiedere una conferma degli obiettivi previsti dall’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in particolare l’obiettivo 14 che ribadisce la necessità di usare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine.
"Abbiamo il dovere di chiedere ai leader europei di proteggere l'oceano dalle acque radioattive di Fukushima!" – conclude Eleonora Evi.
10 anni fa il terremoto che determinò il disastro nucleare di Fukushima.
Ricordiamo questa triste data, riproponendo il video dell'iniziativa a Castano Primo, con l'ex Primo Ministro Giapponese, in occasione della promozione del film Fukushima,
click per video https://www.youtube.com/watch?v=9x7gl7jPu_4
e con due riflessioni da parte di Oreste Magni Presidente dell'Ecoistituto del Ticino, di Monica Frassoni, già copresidente dei Verdi e ora consigliere comunale a Exilles in Belgio, e dell'ambasciatore italiano a Tokyo.
«Oggi, 11 marzo 2021, ricordiamo commossi la tragedia che il Giappone fu chiamato dieci anni fa a fronteggiare. Il nostro pensiero va, in questa giornata, alle famiglie delle vittime del sisma del Tohoku. Ricordiamo assieme in queste ore la straordinaria reazione delle Istituzioni e del Popolo del Giappone - che con grande orgoglio e umanità hanno promosso la ricostruzione delle regioni colpite dal terremoto e dallo tsunami - e le tantissime testimonianze di amicizia e solidarietà giunte dall'Italia e dalla comunità italiana qui residente».
Riceviamo e pubblichiamo
Roma, 22 gen. - "In questo giorno storico per il mondo, in cui entra in vigore il TRATTATO internazionale che dice NO alle armi nucleari, manca ancora la firma dell'Italia, dopo che,nel 2017, l'allora capo politico del M5S aveva sottoscritto il Parliamentary Pledge dell'Ican impegnandosi a 'promuovere la firma e la ratifica di questo TRATTATO di rilevanza storica' da parte dell'Italia". Questo il commento di Elena Grandi e Matteo Badiali, co-portavoce nazionali dei Verdi ed esponenti di Europa Verde, nel giorno dell'entrata in vigore del TRATTATO ONU sulla proibizione delle armi nucleari. "La Farnesina riesce solo a mandare una nota parlando di 'esigenze di sicurezza nazionale e stabilita' internazionale', ma sia chiaro che- proseguono gli ecologisti- per noi, solo un mondo libero dalla minaccia dell'Atomica potra' garantire ai cittadini la stabilita' e la pace. Vogliamo ricordare, che l'articolo 11 della nostra Costituzione disconosce la guerra come mezzo di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali, intendendo per 'guerra' anche tutti quegli strumenti che potrebbero cancellare la specie umana dalla faccia della Terra. Il Nuclear Ban- concludono Grandi e Badiali- e' un traguardo storico e ci auguriamo che, al piu' presto, anche l'Italia possa raggiungerlo, seguendo l'esempio di numerosi altri Paesi europei, le indicazioni del Presidente Mattarella e finanche di Papa Francesco".