giovedì 11 marzo 2021

Dieci anni fa, l’11 marzo 2011, IL DISASTRO NUCLEARE DI FUKUSHIMA

10 anni fa il terremoto che determinò il disastro nucleare di Fukushima.

Ricordiamo questa triste data, riproponendo il video dell'iniziativa a Castano Primo, con l'ex Primo Ministro Giapponese, in occasione della promozione del film Fukushima, 

click per video  https://www.youtube.com/watch?v=9x7gl7jPu_4

e con due riflessioni da parte di Oreste Magni Presidente dell'Ecoistituto del Ticino, di Monica Frassoni, già copresidente dei Verdi e ora consigliere comunale a Exilles in Belgio, e dell'ambasciatore italiano a Tokyo. 

Di Oreste Magni
Dieci anni fa, l’11 marzo 2011, IL DISASTRO NUCLEARE DI FUKUSHIMA
Nonostante la gravità dell’evento, «certificata» dalle immagini dell’esplosione del reattore n.1, si cercò di minimizzare il fatto che furono coinvolti in modo grave quattro reattori nucleari, in tre dei quali si verificò la fusione del nocciolo con conseguente fuoriuscita dell’uranio fuso dal contenitore di acciaio, cosa che fu ammessa dalla Tepco solo due mesi dopo.
Dal punto di vista della sicurezza dei reattori, quello di Fukushima resta l’incidente più grave di tutta la storia dell’energia nucleare tant’è che a dieci anni di distanza non si vede ancora una via d’uscita.
Tuttavia mai sottovalutare l’eclettismo di "monsieur le capital" che sta cercando di rilanciare il nucleare spacciandolo per carbon free:
Per questo non va sottaciuta la minaccia reale che rappresenta ancora oggi Fukushima per la popolazione giapponese, per tutto l’ambiente circostante a cominciare da quello marino e per la stessa transizione ecologica sempre più urgente.

Di Monica Frassoni
Fukushima 11 marzo 2011. La prova definitiva che dal nucleare bisogna uscire a gambe levate che arrivo con stupore e dolore nel mezzo di una fiacca campagna per un referendum che pareva perso in anticipo, a causa della schiacciante e spensierata propaganda a favore del ritorno dell’Italia al nucleare. Tempi lontanissimi, vero? Oggi avete notato? Qualcuno torna a parlarne con la scusa della fretta indiavolata per ridurre le emissioni e allo stesso tempo produrre più energia. Eppure non c’è nulla che stoni come una enorme centrale nucleare sporca, carissima, insicura, con l’idea di un sistema energetico gentile, autogestito, émission Free e risparmioso.
Ci sono 400 centrali nucleari nel mondo e la maggior parte ha più di 30 anni e probabilmente non funzionerà più per molto tempo. Come dice la deputata verde Jutta Paulus “Pensate a un'auto che ha 30 anni. Ce ne sono pochissime ancora in circolazione, quindi dovremmo prestare attenzione al nostro vecchio parco nucleare che diventerà sempre più difficile da gestire con il passare degli anni". Quindi la scelta è tra chiudere e ricostruirne di nuove. Ma davvero è realistico?
Le 400 centrali forniscono meno del 10% dell'elettricità mondiale: per mantenere quel 10 per cento dovremmo costruire almeno 50 reattori nucleari all'anno, cioè uno alla settimana, per tenere conto della crescente domanda di energia a politiche energetiche immutate. Ma le politiche energetiche non rimangono ferme le rinnovabili crescono velocemente (quando non ostacolate come in italia) e le tecnologie di efficienza energetica se messe in grado di funzionare in scala con investimenti adeguati permetterebbero di intervenire rapidamente in edifici, agricoltura, trasporti.
Qui in Belgio ancora c’è chi tenta di mettere i bastoni fra le ruote all’uscita decisa nel 2003 e continuamente messa in dubbio anche non investendo abbastanza in rinnovabili ed efficienza energetica. Non dovrebbero riuscirci però.
Ma noi stiamo all’erta.

Di Giorgio Starace Ambasciatore Italiano a Tokyo

«Oggi, 11 marzo 2021, ricordiamo commossi la tragedia che il Giappone fu chiamato dieci anni fa a fronteggiare. Il nostro pensiero va, in questa giornata, alle famiglie delle vittime del sisma del Tohoku. Ricordiamo assieme in queste ore la straordinaria reazione delle Istituzioni e del Popolo del Giappone - che con grande orgoglio e umanità hanno promosso la ricostruzione delle regioni colpite dal terremoto e dallo tsunami - e le tantissime testimonianze di amicizia e solidarietà giunte dall'Italia e dalla comunità italiana qui residente».

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