Inchiesta Urbanistica Milano, il Comune: “Dati su aree verdi a standard non disponibili”
Fonte lapresse
Il Comune di Milano non è in grado di fornire “la dotazione esatta” di metri quadrati di “verde a standard” presente in città per ogni “abitante”, sia “insediato” che “da insediare”, con nuovi progetti immobiliari perché la richiesta “comporterebbe attività di elaborazione dati”, al momento non disponibili, che sarebbero però “desumibili” da alcune tavole del Pgt. E’ quanto emerge da un’istanza di accesso agli atti che l’avvocata Veronica Dini, storica legale di numerosi comitati ambientalisti, ha presentato alla Direzione rigenerazione urbana di Palazzo Marino per conto dell’Associazione Gruppo Verde San Siro.
Secondo i carteggi visionati da LaPresse il 9 dicembre scorso la legale – che il 26 febbraio chiederà di costituirsi come parte civile nell’udienza preliminare per abusi edilizi e lottizzazione abusiva per la torre ‘Hidden Garden’ di Piazza Aspromonte di Bluestone, la prima inchiesta penale sull’urbanistica milanese in ordine cronologico in cui viene contestata dalla Procura l’assenza del piano attuativo che serve a valutare la “dotazione” di servizi come verde, parcheggi, asili nido e altri in caso di nuova edificazione, ha scritto al Comune. Ha chiesto di conoscere “i criteri e le metodologie di calcolo delle aree verdi a standard nel Comune di Milano” e di avere la copia dei “dati relativi alle disponibilità” delle stesse con incluse le “planimetrie di dettaglio”.
Quesito sulle aree verdi “generico”
Il 22 dicembre gli architetti Marino Bottini, a capo dell’Area pianificazione urbanistica generale del Comune, e Paolo Riganti, direttore della Rigenerazione urbana, hanno risposto che il primo quesito (i criteri di calcolo del verde) sarebbe “generico” ed “esula da atti, dati o documenti rilasciabili” con l’istanza in base alla “normativa vigente” e all’indicazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Alla domanda sui “dati” delle aree verdi per ogni cittadino hanno invece risposto inoltrando i link alle tavole-mappe interrogabili online del Piano di governo del territorio e del geoportale di Regione Lombardia. In particolare la tavola denominata come ‘S02 – Il sistema del verde urbano e delle infrastrutture per mobilità. L’8 gennaio l’avvocata ha notificato una richiesta di integrazione. Ha contestato la ricezione di mappe che contemplano tutto il “verde urbano” – incluso quello lungo le sedi stradali, piazze e altre categorie – e ha fatto riferimento alle norme dell’articolo 3 del decreto ministeriale 1444 del 1968 che disciplina la materia e che parla di una “dotazione minima inderogabile” di 18 mq per “ogni abitante – insediato o da insediare” da destinare a “spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio” precisando che sono esclusi gli “spazi destinati alle sedi viarie”. Norma che, al secondo comma, chiarisce che all’interno di quei 18 mq minimi, 9 metri quadrati devono essere destinati a “spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti” con “esclusione di fasce verdi lungo le strade”.
Il rapporto tra dotazione di verde e crescita urbana
Precisazioni a cui è seguita la nuova richiesta di avere, “se disponibile”, il dato sulla “dotazione esatta di verde a standard” che non coincide “con quello del verde urbano” e di chiarire se la stessa sia “stata valutata e ritenuta adeguata” in relazione agli abitanti “da insediare” con il Pgt entrato in vigore nel 2020 che punta a governare la crescita demografica della città verso 1,5 milioni di abitanti contro 1.363.842 di residenti attuali delle più recenti rilevazioni. “Attività di elaborazione dati che esulano dall’accesso” si legge nella risposta di Palazzo Marino. I dirigenti Bottini e Riganti fanno “presente” che le richieste sarebbero “comunque desumibili dalla documentazione messa a disposizione attraverso i link già forniti”.
Nessun commento:
Posta un commento