Riceviamo e pubblichiamo
COMUNICATO STAMPA - In merito alle notizie relative all’udienza sul licenziamento della lavoratrice della Scala
Apprendiamo con forte preoccupazione e con estrema gravità quanto riportato in queste ore da diverse testate giornalistiche in merito a una situazione poco chiara che si sarebbe verificata nel corso di un’udienza relativa alla causa di lavoro che ha visto coinvolta la lavoratrice licenziata dal Teatro alla Scala, da noi assistita come CUB Informazione e Spettacolo.
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, alcuni individui avrebbero tentato di accedere o di acquisire documentazione identificandosi come appartenenti alle forze dell’ordine. Le informazioni attualmente disponibili risultano frammentarie e non consentono di comprendere con certezza la dinamica dei fatti né l’effettiva natura degli episodi segnalati. Apprendiamo inoltre che la magistratura abbia qualificato tali comportamenti come «quantomeno impropri» e che «obiettivamente si sono posti come potenziali interferenze nel sereno esercizio dell’attività giurisdizionale».
Se tali circostanze fossero confermate, ci troveremmo di fronte a un fatto di inaudita gravità. Interferenze, anche solo potenziali, nell’esercizio della funzione giurisdizionale rappresentano un vulnus non soltanto per le parti coinvolte in una causa di lavoro, ma per l’intero impianto democratico e per la separazione dei poteri.
Chiediamo con forza alla Questura e al Ministero degli Interni di fare piena luce su quanto accaduto. Chi ha disposto tali eventuali iniziative? A quale titolo? Con quali motivazioni? E come è possibile che, a fronte di quanto riportato, si registrino ora smentite circa la presenza di appartenenti alle forze dell’ordine? È necessario un chiarimento pubblico, trasparente e tempestivo.
Non possiamo ignorare il contesto più ampio in cui questi fatti si inseriscono. Non ci stupirebbe, purtroppo, un clima di pressione e intimidazione nei confronti di chi si mobilita contro la guerra e a favore della Palestina libera, né verso le organizzazioni sindacali che difendono lavoratrici e lavoratori colpiti da sanzioni e licenziamenti. Non ci stupirebbe neppure alla luce dei reiterati tentativi politici di ridimensionare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, obiettivo dichiarato della cosiddetta contro-riforma Nordio-Meloni.
Esprimiamo, al contrario, pieno apprezzamento per la magistratura che, nel segnalare e qualificare tali comportamenti come potenzialmente interferenti, ha dimostrato attenzione e fermezza nella difesa della propria indipendenza. È legittimo domandarsi quale sarebbe il quadro se dovessero passare riforme che incidono ulteriormente sull’autonomia della funzione giudiziaria: la tutela dei diritti, anche nei conflitti di lavoro, dipende in modo essenziale dall’esistenza di una magistratura libera da pressioni.
Allo stesso tempo, ribadiamo con fermezza che tali notizie, per quanto gravi e preoccupanti, non incidono in alcun modo sulla legittimità e sulla determinazione delle future iniziative sindacali a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. La difesa dei diritti sul posto di lavoro, della libertà di espressione e delle garanzie democratiche resta e resterà al centro della nostra azione.
Continueremo a monitorare la situazione e a intervenire pubblicamente qualora emergano elementi ulteriori che richiedano una presa di posizione.
Milano, 17 febbraio 2026
Cub Informazione & Spettacolo di Milano e prov.
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