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mercoledì 17 giugno 2026

Ddl Caccia, il Papa risponde alla Lipu a difesa della natura.

 Ddl Caccia, il Papa risponde alla Lipu a difesa della natura. 🕊

In risposta alla lettera della Lipu riguardante il disegno di legge sulla caccia, Papa Leone XIV ci scrive parlando di "una questione di grande rilevanza sociale e morale» e auspicando che "siano esauditi i legittimi desideri dell'Associazione"

Un messaggio di bellezza e sensibilità, di cui siamo molto riconoscenti a Papa Leone.

Il nostro augurio, mentre comincia in aula del Senato la discussione generale sulla pessima riforma della legge sulla caccia, è che le parole del Papa possano toccare la maggioranza parlamentare e dissuaderla dall'approvare la legge.

#stopcacciaselvaggia

#NoDdlCaccia

Foto di Papa Leone XIV © Vatican Media



venerdì 18 novembre 2022

La destra vuole cancellare i parchi per favorire la caccia

 I NUOVI Barbari  sa Angelo Bonelli 

Fratelli d’Italia con l’on.Berlato annuncia presentazione legge modifica della 157/92 per: 

- ridurre i perimetri dei parchi per destinarli destinare nuove aree , protette, alla caccia

- allungare i periodi cacciabili

- aumentare il numero di specie cacciabili.

-  concedere licenza alla caccia a 16 anni

-  il trasporto armi nei parchi 

- consentire la caccia  su terreni innevati e nelle zone allagate dalle piene dei fiumi

- prevede depenalizazione dei reati commessi contro la fauna.

E altre cose vergognose 

Questa e’ la proposta dell’On. Berlato di Fdi che viola tutte le direttive europee e leggi di tutela ambientale e faunistica.

Noi siamo pronti alla battaglia in parlamento per difendere ambiente e animali da questi sterminatori 

E’ una vergogna!

Faremo dura opposizione e ostruzionismo 

Stop caccia !!

Questa la proposta di legge massacra ambiente e animali di Fdi chiesta da On.Berlato 

https://www.contenitoredocumenti.it/downl.asp?file=1239&nf=3&ty=2&tbl=news



sabato 18 dicembre 2021

Cassato il referendum contro la caccia

 COMUNICATO UFFICIALE DICEMBRE 2021

COMITATO SI ABOLIAMO LA CACCIA

  Il Direttivo del Comitato Sì Aboliamo la caccia, rende nota l’ordinanza emessa dalla Corte di Cassazione, a seguito del deposito delle firme raccolte per la proposta popolare avente ad oggetto l’abrogazione parziale della Legge 157/92.

    La relazione conclusiva sull’attività svolta dal personale amministrativo delegato alle attività di verifica delle sottoscrizioni, delle indicazioni sulle generalità dei sottoscrittori, delle vidimazioni dei fogli, delle autenticazioni delle firme e delle certificazioni elettorali, nonché per le operazioni di conteggio delle firme, valuta il quesito referendario in oggetto, non ammissibile alla fase di votazione referendaria.

    Il Comitato ha depositato n.49 scatole, contenenti moduli cartacei e certificazioni elettorali, oltre a n.1 hard-disk esterno contenente il duplicato informatico di firme dichiarate raccolte elettronicamente e dei certificati di iscrizione nelle liste elettorali acclusi ai messaggi di posta elettronica certificata inviati dalle amministrazioni comunali. 

    Avendo riscontrate varie irregolarità, sono state attestate nulle oltre130.000 firme cartacee e oltre 47.000 firme in modalità digitale, per un totale di oltre 177.000 firme.

    Si precisa inoltre che il materiale oggetto del successivo deposito del 19 novembre 2021 non è stato oggetto di alcuna verifica ed è stato tenuto distinto da quello oggetto del deposito del 30 ottobre 2021.

    Non è stata nemmeno riconosciuta l’inadempienza dei Comuni, che resta, di fatto, ed ingiustamente a carico del Comitato Promotore.

   Il Comitato, che con assemblea dei soci in data 18 dicembre 2021 eleggerà il nuovo direttivo, potrebbe proseguire la lotta contro la caccia, con una struttura operativa presente su tutto il territorio nazionale e con una esperienza acquisita su campo, già con una nuova proposta di legge di iniziativa popolare di Paolo Bernini, per una revisione della legge 157/92 e continuare a combattere i cacciatori e chi protegge interessi personali, sia in politica, negli apparati industriali e commerciali,  che tra i media e le stesse associazioni animaliste ed ambientaliste, con un’organizzazione legalmente riconosciuta per operare ed attivarsi in ogni ambito e contesto per affrontare le problematiche legate agli animali ed all’ambiente, non limitata solo all’organizzazione di un referendum.

    Ringraziamo tutti per l’enorme partecipazione, per l’irreprensibile impegno, per l’entusiasmo anche nei momenti più duri, per la correttezza, l’accuratezza, il rigore e ci auguriamo nella forma più favorevole che questo gruppo possa restare unito, soprattutto dopo aver fatto tesoro di ogni difficoltà ed errore dovuto all’inesperienza, e consapevole dei nemici, anche nascosti tra le Istituzioni, Media e Associazioni che dovrebbero quanto meno prendere atto e fornire una minima collaborazione alla finalità dell’iniziativa intrapresa, e non addirittura scegliere di boicottarla! Ed importante: fare tesoro e continuare la collaborazione con le associazioni, strutture, politici che ci hanno ritenuti credibili ed affidabili e si sono uniti alla lotta con noi!

    Questo direttivo è già al lavoro per far si che chi verrà dopo di esso, abbia una struttura forte e ben organizzata, lasciando orgogliosamente il testimone a chi vorrà ricoprire le nuove cariche.

    Per la prima volta un gruppo di attivisti, la maggior parte sconosciuti tra loro, residenti fino a 1.200 Km l’uno dall’altro,  ha provato a cambiare una legge ingiusta e questo non sarà mai una sconfitta quanto un punto di forza, la manifestazione che la volontà di agire nel bene di ogni essere indifeso sia sempre più vera, determinata e coraggiosa come mai accaduto prima. Tutto questo sarà solo l’inizio di un vero cambiamento.

Grazie di cuore!

Il Direttivo del Comitato Sì Aboliamo la caccia.

giovedì 12 agosto 2021

Referendum caccia. Si può firmare fino al 31 ottobre

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

COMUNICATO IMPORTANTE: dall'ultimo DPCM SEMPLIFICAZIONI sono state concesse le seguenti opportunità:

📌 proroga raccolta firme al 31 ottobre (quindi abbiamo tempo di consegnare agli uffici della Cassazione i moduli firme + i certificati elettorali entro fine ottobre, mentre il limite raccolta firme in tutt'Italia lo fissiamo al 20 ottobre);

📌 è stata concessa l'attivazione della firma "digitale on line", pertanto stiamo preparando e studiando la costruzione della piattaforma per la firma digitale, per cui chiunque potrà firmare dal proprio telefonino e/o pc;

🔅Pertanto riteniamo una grande opportunità realizzare la raccolta firme per abolire la caccia proprio in questo periodo, criticato dalle grandi associazioni, che si defilano dalla partecipazione, anzi boicottano il referendum alla pari dei cacciatori.

E' necessario mobilitarci sempre di più per la raccolta firme e prepararci al coordinamento dei gruppi provinciali per il reperimento dei moduli di raccolta firme dagli uffici elettorali.


‼️Siamo arrivati a 128.000 firme raccolte fino ad oggi, un grande risultato, considerate le risorse limitate a nostra disposizione, grazie al lavoro di tutte le volontarie e volontari che si sono attivati in tutt'Italia e non demordono, non mollano, continuano ad organizzare banchetti e iniziative varie ma il traguardo è ancora lontano e serve ancora l’impegno,  costanza e determinazione di ognuno di noi.‼️

Siamo per questo fiduciosi e contiamo di continuare a crescere ancora, per abolire la caccia e salvare miliardi di animali!!



venerdì 23 aprile 2021

Lombardia: in arrivo le nuove norme che favoriscono il bracconaggio

riceviamo e volentieri pubblichiamo 

Come ormai ben noto, molti esponenti della Regione Lombardia continuano a calpestare, ignorare o aggirare direttive comunitarie, leggi nazionali e sentenze della magistratura amministrativa quando sono chiamati al compito, sempre ben svolto, di tutelare gli interessi della parte più oltranzista del mondo venatorio.

L'esempio più recente di attuazione di questo “manuale” è dato dalle risposte che il Pirellone ha dato a una sentenza del Tar, risultato di un intervento legale della Lac, che impone a Milano l'istituzione del regime di protezione dei valichi interessati da importanti rotte migratorie degli uccelli. Tutela obbligatoria e prevista dalla legge nazionale 157 del 1992, che impone il divieto di caccia nel raggio di mille metri da ogni valico proprio per preservare tali siti, in linea con autorevoli e noti studi scientifici e dell’ISPRA.

Eppure, la Regione si arroga persino di contestare l'ordine del giudice, il quale prevede anche l'istituzione di un commissario ad acta in caso di mancata attuazione della sentenza, affermando un’inesistente mancanza di studi ornitologici adeguati e la necessità di effettuarli.

A fronte di un elenco di 37 valichi da tutelare in tutta la Lombardia, sono stati definiti solo 13, peraltro tutti già protetti perché ricompresi in oasi di protezione o foreste demaniali.

Siti che fanno gola ai cacciatori senza scrupoli proprio per l’importante passaggio di avifauna; in queste zone vi è una presenza storica di appostamenti fissi di caccia, di roccoli e centri di inanellamento, oltre che in molti casi dalla pratica devastante del tiro a volo ai migratori. Citiamo a titolo di esempio nel bresciano il valico del colle San Zeno, quello di Capovalle e il Giogo del Maniva.

Introducendo il divieto di esaminare gli anellini di riconoscimento obbligatori per gli uccelli da richiamo, si favorisce la contraffazione, e il colossale traffico clandestino di richiami vivi. La Lombardia vorrebbe obbligare operatori di polizia e agenti volontari ad osservarli a distanza, con il pretesto di tutelare il benessere di uccelli, animali in realtà reclusi in gabbie minuscole e condannati ad una orribile prigionia.

La politica della regione Lombardia si traduce in un inaccettabile servilismo ai cacciatori oltranzisti. Le associazioni chiedono il rispetto della sentenza del TAR, esautorando Giunta e Consiglio regionale e affidando a un Commissario il ritorno della Lombardia nel solco della legalità.

 

Le Associazioni: Associazione Vittime Caccia - CABS - CAI LOMBARDIA – ENPA – GAIA – GOL – Gruppo Intervento Giuridico - LAC – LAV – LEAL – LEGAMBIENTE Circoli Bresciani – LEIDAA – LIPU - PRO NATURA – WWF

Milano, 22 aprile 2021

martedì 23 marzo 2021

FRANCIA: STOP ALLA CACCIA CON LA COLLA Verso la fine di tutta la caccia in deroga tradizionale in Europa?

 riceviamo e volentieri pubblichiamo comunicato LAC 

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha vietato la caccia con il vischio in Francia: questa pratica venatoria consiste nel catturare gli uccelli
usando rami ricoperti di vischio (o di un'altra sostanza adesiva). Gli uccelli catturati vengono poi distribuiti in piccole gabbie e utilizzati dai cacciatori come richiami vivi
In sostanza la Corte europea sottolinea che “Le tradizioni non possono costituire ragione per chiedere deroga contro le specie protette”. I giudici europei, interpretando la direttiva comunitaria «Uccelli» che tutela le specie di uccelli selvatici, hanno anche definito che «nell’attuazione delle disposizioni derogatorie, gli Stati Membri sono tenuti a garantire che qualsiasi intervento riguardante le specie protette sia autorizzato solo in base a decisioni contenenti una motivazione precisa e adeguata».
Si tratta di una sentenza che riguarda la Francia ma che senza dubbio avrà delle ricadute su tutti i paesi Europei.
 
E a che punto siamo in Italia? 
Non bene.
Giusto un mese fa nell’Osservatorio faunistico della Regione Lombardia si è parlato di come poter aprire i roccoli e la caccia in deroga a specie protette, pronti a sfidare sanzioni e buon senso per permettere a una minoranza ormai politicamente irrilevante di fucilare peppole fringuelli e storni, ma anche di tornare a catturare uccelli vivi da utilizzare come richiami dagli appostamenti di caccia attraverso roccoli.

16 ASSOCIAZIONI CONTRO IL MASSICCIO ATTACCO ALLA FAUNA SELVATICA E I FAVORI AI BRACCONIERI

comunicato stampa

 In Regione Lombardia si prospetta il più massiccio attacco alla fauna selvatica di tutti i tempi. Impedimento dei controlli, norme a favore del bracconaggio, caccia in deroga anche al cardellino.

Giorno dopo giorno uno sparuto gruppo di politici regionali che rappresenta una minoranza irrilevante dei lombardi lavora per emanare leggi e delibere in palese e conclamata violazione delle norme di tutela dell’ambiente e degli animali, Direttive UE comprese, per tutelare gli interessi privati delle frange più estremiste di cacciatori “sparatutto”.  Deroghe per uccidere i piccoli uccelli protetti, norme che favoriscono il bracconaggio e il commercio illegale di specie protette, e l’approvazione pochi giorni fa di una Delibera per continuare a consentire la caccia degli uccelli migratori nei valichi montani che per legge devono essere vietati alla caccia. Il tutto calpestando e disprezzando le leggi e le plurime sentenze di giustizia amministrativa.

“Inaccettabile questo servilismo nei confronti di una lobby venatoria pronta a chiedere di violare la legge pur di uccidere sempre di più. I legislatori sanno benissimo, ad esempio,  che la protezione nei valichi non è una facoltà ma un obbligo derivante dalla legislazione comunitaria e dalla Legge 157 del 1992 sulla protezione della fauna e regolamentazione della caccia. Eppure in Lombardia ancora si compiono massacri di uccelli in luoghi che sono passaggi obbligatori durante la loro migrazione e trent'anni di battaglie da parte delle Associazioni ambientaliste e di sentenze non sono bastati a renderli, come dovrebbe essere, luoghi di protezione assoluta.

Come se non bastasse le associazioni venatorie, firmatarie di una lettera unitaria indirizzata alla Regione,  esercitano forti pressioni per chiedere alla Giunta di modificare le norme che regolano il possesso di richiami vivi per la caccia, agevolando così il commercio illegale di uccelli e il bracconaggio. Per le Associazioni venatorie lombarde i controlli delle forze dell'ordine "provocano sconcerto e forte insicurezza” tra i loro affiliati, come se questa fosse una ragione accettabile per limitarli; le modifiche richieste agevolerebbero un mercato illegale che genera profitti per milioni di euro.

All’ordine del giorno un’altra raffica di modifiche alla Legge Regionale 26/93, la Legge probabilmente più “manipolata” della storia, sempre con l’intento di stravolgere il necessario equilibrio tra la necessità di tutela della fauna selvatica e l’attività venatoria.

Per finire la volontà di riaprire gli impianti di cattura con le reti (roccoli) e sparare in deroga ai piccoli uccelli protetti. Sulla caccia in Deroga arriva la proposta del Consigliere e cacciatore Floriano Massardi (Lega Nord) di permettere la caccia al cardellino, verdone, lucherino, fringuello, peppola, frosone, pispola, storno e tordela.

Un’eventualità del genere ci riporterebbe indietro di 50 anni, permettendo l’uccisione di piccoli uccelli canori, le cui popolazioni sono in costante declino.

Sparare al cardellino, uccello  tra i più conosciuti ed amati, simbolo della Passione (la leggenda narra che il cardellino si fosse messo ad estrarre le spine dalla corona di Cristo e ferito rimase per sempre macchiato del Suo sangue), raffigurato in moltissime­­ opere d’arte a partire dal medioevo (tra le più famose basti citare la “Madonna del cardellino” di Raffaello), di cui Antonio Vivaldi cercò di imitare il melodioso canto nel concerto per flauto “Il Gardellino”, è un'offesa per la maggioranza dei lombardi stanchi di essere ostaggi di proposte vergognose e uno schiaffo alle politiche dell’Unione Europea  e alla recente sentenza della Corte di Giustizia Europea (sulle catture in Francia) che rappresenta una pietra tombale sulla questione.

“Ci appelliamo veramente a chi, per il ruolo istituzionale che rappresenta, dovrebbe lavorare per il rispetto delle leggi: i consiglieri, i dirigenti e i funzionari ai quali chiediamo il ritorno alla legalità, ognuno per il proprio ruolo. Dopo anni di sudditanza nei confronti dell’estremismo venatorio, la regione Lombardia metta al centro della sua azione le politiche ambientali e sulla tutela della fauna, bene indisponibile dello Stato, e non accontenti uno sparuto gruppo di cittadini, portatori di interessi privati, e allergici alle regole e alla civiltà”.

Le Associazioni: Associazione Vittime Caccia - CABS - CAI LOMBARDIAENPAGAIAGOL – Gruppo Intervento Giuridico - LACLAV – LEAL – LEGAMBIENTE – LEIDAA – LIPU - PRO NATURA - WWF

Milano, 23.03.2021

giovedì 19 dicembre 2019

CAPODANNO: ANIMALISTI ITALIANI, STOP AI BOTTI, OGNI ANNO MUOIONO 5.000 ANIMALI

riceviamo e volentieri pubblichiamo
Anche quest’anno, come sempre, Animalisti Italiani scrive ai Sindaci dei 20 capoluoghi di regione d’Italia affinché emettano Ordinanze che proibiscano l’uso di botti e petardi in modo da evitare tanti incidenti, anche mortali. I notiziari del 1° gennaio di ogni anno, infatti, testimoniano la pericolosità di questa usanza non solo per gli animali ma anche per le persone.

giovedì 14 giugno 2018

APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONE PIEMONTE LA NUOVA LEGGE SULLA CACCIA

riceviamo e volentieri pubblichiamo
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO: APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONE PIEMONTE LA NUOVA LEGGE SULLA CACCIA 
Il Consiglio Regionale ha definitivamente approvato in data 13 giugno la nuova legge regionale sulla caccia. Dopo sei anni di vuoto legislativo e applicazione della legge nazionale per la mancanza di una norma organica regionale il Piemonte dispone finalmente di una legislazione di settore che riporta l’attività venatoria all’interno di confini meno devastanti. 

giovedì 7 dicembre 2017

RAI E CACCIA: IL MONDO VENATORIO NON ABBIA PAURA DEL GIORNALISMO

riceviamo e pubblichiamo
Da alcune frange del mondo venatorio si registrano reazioni scomposte, per non dire sguaiate, in relazione alla terza puntata del programma “Indovina chi viene dopo cena” (RAI 3), condotto da Sabrina Giannini ed andato in onda lunedì 4 dicembre alle ore 23.10. La trasmissione ha trattato, fra l’altro, dei temi del bracconaggio ai piccoli uccelli migratori nel Bresciano e in alcune aree della Campania, dei possibili rischi sanitari legati al  consumo di carni crude di cinghiale rispetto al rischio di contrarre la trichinosi, e dei metodi di protezione degli apiari nel Parco Nazionale d’Abruzzo a tutela delle incursioni di alcuni orsi confidenti. E allora?  Per quale motivo siano insorte alcune sigle di cacciatori resta un mistero; a meno che non sia dispiaciuto veder trattato su una rete televisiva nazionale il tema dei foraggiamenti illegali dei cinghiali nei boschi (pratica divenuta reato dal 2015), o il riferimento alle reintroduzioni del cinghiale a fini venatori operati negli anni ’70 in alcune aree del Paese, e di cui l’agricoltura di montagna sta pagando il prezzo negli ultimi tempi. 

LAC Lega Abolizione Caccia

martedì 5 settembre 2017

VERDI: Dopo tutti questi incendi un motivo in più per fermare la caccia.

dal sito nazionale della FEDERAZIONE DEI VERDI 
E’ un silenzio angosciante. Quello del ministro dell’Ambiente Galletti che non risponde alle richieste dei Verdi e delle maggiori associazioni ambientaliste che hanno chiesto lo stop dell’attività venatoria ai sensi dell’art.8 comma 4 legge 5 giugno 2003 n.131 e del secondo comma dell’art.120 della Costituzione.
Ad oggi, secondo i dati del sistema Copernicus che monitora gli incendi in Europa, siamo arrivati a quasi 127 mila ettari distrutti dal fuoco che hanno portato alla morte di oltre 50 milioni di animali. Il fuoco ha distrutto aree naturali, alterato e compromesso la catena alimentare di molte specie che non troveranno più cibo con cui alimentarsi.
Di fronte a questa tragedia ecologica il ministro dell’Ambiente, che ha il potere di intervenire, rimane in silenzio consentendo che si possa sparare in queste condizioni alla fauna e l’avifauna che sono stremati dagli incendi, dalla siccità e alla ricerca di cibo. Il silenzio del ministro è ancor più angosciante se pensiamo che proprio l’organismo tecnico scientifico del ministero dell’Ambiente, l’Ispra, ha chiesto la sospensione della caccia.
Le Regioni non hanno considerato il parere dell’Ispra – spiega l’ecologista – e hanno autorizzato addirittura le pre-aperture: gli animali non contano nulla perché anche di fronte a questa tragedia contano gli interessi degli armieri e i voti dei cacciatori.
Chiedo al ministro dell’Ambiente di uscire dal suo silenzio e di rispondere perché non si dimentichi che lui è il ministro dell’Ambiente non della Caccia.
http://verdi.it/sulla-caccia-il-silenzio-angosciante-di-galletti/