giovedì 13 maggio 2021

Milano. Inaugurato oggi il restyling della Loggia dei Mercanti

E' stato inaugurato ogg pomeriggio il restyling della Loggia dei Mercanti, alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala. Il progetto della partigiana e architetto Cini Boeri è stato donato dall'Anpi provinciale di Milano al Comune e alla nostra città.

Nel corso della cerimonia Antonio Boeri, nipote di Cini, che  ha portato a termine il progetto della nonna, ha letto una toccante testimonianza di Cini, tratta dalla sua autobiografia "Mentre mio fratello partiva (destinazione "prigionia") arrivavano in montagna molti ragazzi per unirsi ai partigiani: giovani, studenti universitari, militari fuggiti dall'esercito, tutte persone che riponevano le loro speranze nei valori della Resistenza. L'esperienza comune fu molto intensa. Con altre ragazze che erano lì sfollate, collaboravamo, aiutandoli in tutto ciò che era possibile. Durante i terribili rastrellamenti li nascondevamo nelle nostre case, Cioè negli armadi a doppio fondo o nel sottotetto attraverso botole. I lanci! Ho un ricordo vivo: Radio Londra tutte le sere ci informava sull'avanzata degli alleati e su gli arrivi dei lanci, coi quali gli americani ci rifornivano di armi. Ma anche di cioccolato e sigarette. Cominciai allora a fumare. I lanci avvenivano nella nostra zona: in una radura piana circondata dalle nostre montagne, e quindi poco visibile dagli altri. All'ora stabilita noi accendevamo un falò per farci identificare. Arrivava un aereo alleato e volteggiava sopra di noi perdendo quota e rispondendo al nostro falò con segnali luminosi intermittenti. Arrivato a bassa quota sganciava cento, duecento paracadute bianchi o rossi, che lentamente scendevano verso di noi. Raccoglievamo le armi e le nascondevamo nelle grotte sotto la montagna. L'immagine del lancio di questi grandi ombrelli che scendevano lentamente dal Cielo era stupenda e indimenticabile. Con la tela di uno di questi paracadute, rosso, mi feci un vestito. Trasportavo bombe a mano nella borsa della spesa, scendevo qualche volta a Milano per tenere i rapporti con i Gap e procurare documenti falsi. Furono anni durante i quali si formò la mia coscienza, compresi i valori della società Iibera e democratica alla quale aspiravamo, fino ad allora a me sconosciuti, perché nata e cresciuta durante il fascismo. Si alternavano momenti di angoscia e di pericolo, ma anche di gioia e di entusiasmo: tutte sensazioni forti, vissute nel pieno della giovinezza.” […] “Nella mia famiglia avevo respirato antifascismo fin dalla nascita, non era certo logico per me scegliere diversamente. Inoltre la freschezza, l'apertura mentale, la buona fede della nostra gioventù non potevano che portarci a questa posizione."

Roberto Cenati - Presidente Anpi provinciale Milano

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