Testo di Elisabetta Piccolotti deputata Alleanza Verdi Sinistra
Video di Gilberto Rossi
Oggi è il #nomeloniday e migliaia di studentesse e studenti sono scesi in piazza perché sono stanchi dell’ideologia del merito della destra.
L’idea che l’unico investimento in educazione che valga la pena fare sia quello sulle cosidette ‘eccellenze’ è un’idea malsana e fondamentalmente anti-democratica.
La scuola della Costituzione Italiana al contrario è quella di tutti e tutte, quella che investe allo stesso modo su ogni bambino e bambina, premia il più bravo/a ma premia, investendo ancor di più, chi parte da una situazione di svantaggio e può fare il suo percorso di crescita umana e culturale.
La scuola del merito è un’inganno, è in sostanza una scuola di classe, perché investe sui più bravi in partenza, sui figli di famiglie colte e ricche, quelle che hanno biblioteche sterminate in casa o possono pagare costosi viaggi d’istruzione all’estero ai propri figli, mentre lascia indietro chi viene da contesti diversi, perché - ormai si dice così - ‘è irrecuperabile’, ‘va spedito solo al professionale’, ‘non può fare nulla di diverso che andare a lavorare appena finito l’obbligo scolastico’.
Questa concezione va scardinata e ribaltata. Ed è davvero straordinario vedere nelle piazze di oggi che il mondo studentesco lo chiede a gran voce.
La scuola cambierà, perché le giovani generazioni maturano nuove consapevolezze.
C’è chi prova a dare la colpa
dell’aumento delle bollette alla transizione energetica, ma la triste ed unica
realtà è che questo aumento vertiginoso è imputabile proprio alla mancata
transizione energetica, amplificata da una preventivabile ripresa economica e
dal costo del gas naturale a livello internazionale, che è il vero fattore
dietro all’impennata dei prezzi”. Questo il commento della delegazione italiana
Verdi/ALE, composta dagli eurodeputati Ignazio Corrao, Rosa D'Amato, Piernicola
Pedicini e Eleonora Evi, a margine del dibattito sul caro-gas tenutosi oggi al
Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo.
"Non è l’aumento della produzione
del gas - spiegano gli eurodeputati - tuttora visto come l’eldorado dei
produttori dei fossili, la soluzione per abbassare i costi in bolletta. Né lo è
il calmieramento dei prezzi valutato dal governo Draghi, che avvantaggerebbe in
maniera indiscriminata i consumatori più ricchi, danneggiando inoltre la
transizione alle rinnovabili con un taglio dei finanziamenti. Per assicurarci
che i cittadini abbiano quanto prima un costo equo dell’energia dobbiamo
cambiare rapidamente sistema nella produzione dell’energia e nel rapporto tra
produttore e consumatore, che deve slegarsi dalla dipendenza da fonti fossili e
decentralizzarsi. Le misure per tamponare l'emergenza devono concentrarsi
soprattutto sui consumatori vulnerabili e in condizioni di povertà energetica,
comprese PMI e micro-imprese, ad esempio sfruttando le opportunità già offerte
dalla legislazione europea: rafforzare il sostegno diretto, vietare la
disconnessione per mancati pagamenti, aumentare la flessibilità per saldare le
bollette" - propone la delegazione italiana Greens/EFA.
"Se non agiamo adesso, agli occhi
dei cittadini il lavoro delle istituzioni europee non sarà altro che il solito
"bla bla bla", come ricordava pochi giorni fa Greta Thunberg alla pre
COP26 di Milano, e metterà a rischio la lotta alla crisi climatica e il raggiungimento
della neutralità climatica entro il 2050" - concludono gli eurodeputati.
Roma, 8 apr. - "Che l'Assemblea della Camera abbia respinto i due emendamenti al decreto Ministeri presentati dall'onorevole di FacciamoEco-Verdi Rossella Muroni, sull'abolizione dei sussidi ambientalmente dannosi entro il 2030 e all'inclusione nel nuovo Comitato per la transizione ecologica (Cite) del ministero dei Beni culturali, rappresenta un fatto gravissimo. Cambiano i governi e le legislature ma non il fatto che annualmente continueremo a destinare 19 miliardi di euro, tra finanziamenti diretti e indiretti, per attivita' altamente inquinanti". Cosi' in una nota i co-portavoce dei Verdi Elena Grandi e Matteo Badiali, che proseguono: "Mentre tutti sono pronti a sbandierare i temi green, i soldi delle cittadine e dei cittadini italiani continueranno ad essere spesi per finanziare il settore dei fossili piuttosto che per favorire la transizione ecologica. In questo momento storico, uno scenario in cui le fonti fossili debbano continuare a beneficiare di ingenti sussidi non ha piu' ragione di esistere. È inammissibile continuare su questa strada - concludono Grandi e Badiali - quando questi fondi dovrebbero essere dirottati verso la lotta al cambiamento climatico, con progetti finalizzati alla transizione ecologica, energetica e allo sviluppo di fonti rinnovabili e alla ricerca e alla creazione di nuovi lavori verdi".
ELENA GRANDI (VERDI): CONDIVIDO APPELLO CATAP PER TRANSIZIONE ECOLOGICA Roma, 22 feb. - "Volentieri condivido l'appello al Presidente Draghi a firma del CATAP, il Coordinamento della Associazioni Tecnico Scientifiche per l'Ambiente e il Paesaggio. Non ci sara' rinascita, non usciremo dalla crisi ambientale, sociale, economica se non sapremo dare il giusto valore al nostro territorio, agli ecosistemi, al patrimonio di biodiversita'; se non investiremo, attraverso un piano concreto e ineludibile, i fondi del Next Generation EU in interventi a favore del suolo, del paesaggio, del sistema delle acque, della risoluzione del rischio idrogeologico dei nostri Comuni, dell'agricoltura e dell'allevamento non intensivi. Dobbiamo cambiare le nostre prospettive e creare bellezza e benessere attraverso la cura". Con questa nota, la co-portavoce nazionale dei VERDI Elena Grandi, annuncia il sostegno all'iniziativa dei ricercatori e tecnici del CATAP affinche' il nuovo Governo attivi percorsi trasversali che conducano alla transizione ecologica.
Tutti condividiamo scelta rilanciare azione, altrimenti si rischia voto.
Prima del voto di fiducia in Senato di martedì scorso i senatori del Pd si sono riuniti con il segretario Nicola Zingaretti condividendo la scelta che il Pd ha compiuto poi votando la fiducia al Presidente Conte. L’obiettivo del Pd, dopo la crisi provocata irresponsabilmente dalle scelte di Matteo Renzi e di IV, è quello di rilanciare l’azione del governo lavorando in Parlamento per un patto di legislatura e per rafforzare la maggioranza rivolgendosi a quei parlamentari che condividono i valori dell’europeismo. Faremo ogni sforzo per ottenere questo risultato, unico a nostro parere, che possa garantire un governo che aiuti l’Italia a uscire dalla pandemia e a riprendersi economicamente grazie alle risorse del Recovery. Questa è la linea che il Pd, tutto insieme, ha deciso nelle assemblee dei gruppi e in Direzione. È del tutto evidente che se questo progetto fallisse non potremo mai condividere un governo con le forze di destra e sovraniste. Il Pd non si presterà mai ad altre esperienze di governo confuse e pericolose. Per questo è chiaro che se il tentativo che stiamo facendo dovesse fallire il rischio pericoloso che l’Italia corre è quello del voto”. Così Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd.
BOLZANO, 7 GEN - Alla Hofburg di Vienna ha giurato il nuovo governo austriaco, il primo con una rappresentanza verde. Alla presenza del presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen si è insediato l'esecutivo 'Kurz bis'. Dieci ministri appartengono al partito popolare Övp e quattro a quello ecologista. video diretta insediamento governo Austriaco Il giuramento è avvenuto esattamente 100 giorni dalle elezioni politiche e 224 giorni dalla caduta dal primo governo Kurz di Övp-Fpö. L'ultradestra di Heinz Christian Strache era infatti inciampata prima sull'Ibiza-gate e poi sullo scandalo delle spese pazze. Il giovane leader conservatore torna così al Bundeskanzleramt, la sede della cancelliera che si trova proprio di fronte alla Hofburg. Nel frattempo l'Austria è stato guidato da un governo tecnico guidato dalla cancelliera Brigitte Bierlein. fonte: http://www.ansa.it
riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Il Comitato Nazionale ANPI giudica positivamente la modalità attraverso cui si è affrontata la
crisi che ha condotto alla formazione del nuovo Governo: la crisi è stata giustamente portata in
Parlamento ed è stata rispettata la Costituzione contro ogni ulteriore tentativo di asservirla a
esigenze di parte. Grazie all’impegno ed alla correttezza del Presidente della Repubblica ed alla
disponibilità di forze politiche diverse, si è realizzata, come l’ANPI aveva auspicato, una soluzione
positiva e si sono poste le basi per una svolta democratica; è stata altresì ribadita, contro ogni
tentazione plebiscitaria e populista, la natura parlamentare della Repubblica dando vita in
Parlamento ad una nuova maggioranza che si è manifestata col voto di fiducia.
prima di avviare le mie comunicazioni in quest’Aula, concedetemi innanzitutto di rivolgere un saluto e un ringraziamento al Presidente della Repubblica, il quale anche in queste ultime fasi sì determinanti per la vita della nostra Repubblica, esercitando con scrupolo le proprie prerogative costituzionali, ha guidato il Paese con equilibrio e saggezza ed è stato un riferimento imprescindibile per tutti. Oggi ci presentiamo per chiedere a Voi, rappresentanti del popolo italiano, la fiducia sul nuovo Governo, che sarà mio compito guidare con “disciplina e onore”.
per privacy ometto il nome dell'esponente del Movimento5Stelle, ma penso che questa "considerazione" sia illuminante su quello che sta avvenendo in Italia; altra nota: il governo è giallo nero; il verde, è un colore di speranza, non di oppressione come vorrebbero alcuni figuri. "La convenzione di Amburgo del 1979 e tutte le norme sul soccorso marittimo impongono che le persone soccorse debbano essere accompagnate al porto marittimo più sicuro e più vicino. La chiusura dei porti è una violazione delle norme internazionali. Se Salvini ci fa la sua campagna elettorale dimenticandosi di essere un ministro della Repubblica può andar bene a lui ma che il movimento lo segua sul terreno della violazione delle norme e contro tutti i principi di solidarietà è un gravissimo errore. Spero che il "Nessuno deve rimanere indietro" non sia prerogativa solo del reddito di cittadinanza."
In un momento di grande incertezza e di difficili valutazioni su cosa può essere considerato veritiero o meno, radiopopolare sta emergendo come un gigante dell'informazione; riportiamo di seguito questo interessante e utile articolo a firma di Luigi d'Ambrosio.
Una pressione internazionale cui è difficile resistere, dal mondo politico e da quello finanziario.
Il rischio, esplicito, che il quadro economico-finanziaria possa precipitare se la crisi non si risolvesse nei tempi e nei termini auspicati.
Se alla fine Matteo Salvini cambierà idea, mollando il candidato ministro all’economia Paolo Savona, sarà soprattutto per questo.
Ieri sera a un certo punto Salvini si è sfogato: “Non è che se uno si alza male a Berlino o a Parigi la mattina salta un ministro del governo italiano“.
Mentre da un ventennio, la Lega Nord governa continuamente la Lombardia e è stata più volte al governo nazionale, ogni tanto, si leggono di uscite contro se stessa, cioè la lega che si fa interpellanze tramite i suoi eletti contro i suoi stessi colleghi al governo; come una sorta di teatrino;
per le cave di Casorezzo, lega nord in regione, non affronta e non discute ne legifera sul piano cave regionale, non affronta e non discute ne legifera sul piano regionale dei rifiuti, ovvero quei due provvedimenti che cancellerebbero il rischio di discariche sia a Casorezzo, Cerro e Buscate.