Articolo in evoluzione
Ecco le prime foto
Articolo in evoluzione
Ecco le prime foto
Dal fb di Federico Pizzarotti, già sindaco di Parma
La mia partecipazione alle elezioni politiche del 25 settembre finisce qui, cioè non inizia.
Non sarò candidato, non ci sono stati spazi seri nel progetto del Terzo Polo per candidature non direttamente collegate ad Azione e Italia Viva. La scelta “conservativa” e poco coraggiosa è stata quella di "salvare l'attuale dirigenza" senza aprirsi a rappresentanti dei territori e di persone che potessero far crescere questo nuovo soggetto.
Non c’è stato posto per Gabriele Albertini, non c’è stato posto per Federico Pizzarotti e per altre figure che pure avrebbero a mio parere offerto un importante contributo e un messaggio di apertura e pluralità. Non è stato così, purtroppo le fusioni a freddo realizzate in due settimane hanno queste conseguenze.
Dal lancio della "lista civica nazionale", che da una proposta di costruzione di uno spazio per territori e amministratori aveva già prodotto più di 200 candidati, al cercare un soggetto che ci desse la possibilità di dare voce almeno a parte di questi candidati, anche nel campo del centro sinistra il soggetto di "Di Maio-Tabacci" ha prima usato poi escluso chi li aveva seguiti, a dimostrazione che ovunque sono prevalse le logiche di palazzo e non di allargamento.
Qualcuno pensa che io abbia sbagliato ad aprire con generosità e senza “garanzie preliminari” al Terzo Polo. Io ho compiuto una scelta parlando con i suoi promotori, dai quali ho ricevuto un caloroso benvenuto. Oltre la parola e una stretta di mano, non mi sembrava servissero altre rassicurazioni. Avevano specificato che una parte delle candidature sarebbe stata aperta, un 10% avevano riportato i giornali, l'effetto reale è stato avere solo due proposte.
Non avevo chiesto e non mi aspettavo una candidatura “blindata” (da sindaco ho sempre faticato per guadagnarmi le cose), ma solo di essere messo nelle condizioni di poter gareggiare seriamente e di poter concretizzare una rappresentanza adeguata della lista civica nazionale. Non sono stati in grado di fare proposte serie e ieri sera ho dovuto a malincuore ritirare la mia candidatura.
Credo ancora fermamente che per l'Italia serva un programma serio e pragmatico, fuori da contraddizioni e populismi. Che sappia dare risposte concrete ai territori e alle famiglie, a cui interessa avere servizi pubblici migliori, soluzioni sui rincari dell’energia e prospettive migliori sui salari, non promesse da imbonitori TV.
In dieci anni da amministratore locale libero ho imparato che il buon governo si regge anzitutto sulla capacità di fare bene quel che si può e si deve, non affannarsi a fare male l’impossibile solo per compiacere il populismo. Ma un ottimo programma si deve accompagnare con un allargamento sociale e politico nelle liste, mentre nel #Terzopolo hanno scelto (legittimamente o meno, non spetta a me giudicare) di limitarsi alle classi dirigenti di Azione e Italia Viva.
E ora? Dopo una pausa "rurale" per proseguire con i miei altri progetti, che se non ci fossero state le elezioni anticipate avrei fatto prima, riprenderemo a lavorare al soggetto politico che abbiamo lanciato qualche settimana fa e che continua ad essere ai miei occhi il più lungimirante e necessario: una "lista civica nazionale", che convogli le migliori energie che emergono dai territori, dalle amministrazioni locali e dall’associazionismo, in un progetto che rinnovi la politica e la renda accessibile a chi la vive dal basso.
È un obiettivo che - dopo l’esperienza romana che mi sono fatto in questo ultimo mese - mi pare quanto mai necessario e utile, per dare alla politica nazionale quei valori e quel buon senso che a volte mi sembra aver smarrito.
Un progetto di uomini liberi, come mi sento io oggi.
Un grazie alle tante persone, amministratori, ex amministratori e semplici cittadini, che si sono rese disponibili con tanta generosità e un pizzico di incoscienza, e che spero continueranno questo percorso con noi. Alle persone che ho conosciuto e che con me hanno lavorato e si sono spesi oltre misura per il progetto. Un gruppo che per un mese ha gettato il cuore oltre l’ostacolo.
Un pensiero particolare a Piecamillo Falasca, persona capace ed esperta, che per me è stata una vera scoperta, come professionista e come uomo.
A presto…magari con un podcast dove raccontare questo mese…e il futuro che vorremmo costruire.
“Il successo deve arrivare da sostanza, non da momenti di gloria”
Dino Zoff
Mentre da giorni, le cronache son prese da un poco edificante dibattito sulle candidature, una luce, arriva da Venezia. Un esempio di correttezza, serietà e buona politica.
Di Gianfranco Bettin
Mi è stato proposto di candidarmi al Parlamento, in una posizione di pressoché certa elezione. Come sanno le persone più vicine politicamente, fin da quando la discussione sulle candidature si è aperta, qualche settimana fa, non ho accettato la proposta - e l’ho ribadito anche in questi giorni - malgrado ne fossi onorato e per quanto sia perfettamente consapevole che si tratterebbe di un ruolo che garantisce strumenti importanti di lavoro politico e istituzionale.
Poco meno di due anni fa, però, mi sono impegnato, candidandomi al consiglio comunale di Venezia, a rappresentare qui la città e a lavorare per essa, insieme ai colleghi di maggioranza e minoranza (in quest’ultimo ruolo, quanto a me, all’opposizione - spero in modo costruttivo - dato l’esito elettorale del settembre 2020). Quindi, nel pieno e nel vivo di una fase cruciale della vita sociale ed economica di Venezia e del nostro impegno amministrativo, passare a un altro ruolo, altrove, non mi sembrerebbe serio nei confronti di chi mi ha dato il mandato per lavorare in consiglio comunale. Forse se il mandato fosse stato già più avanti, verso la parte conclusiva, avrei potuto pensarci, ma in questo momento mi sembra chiaro che sia per me doveroso continuare nell’impegno che ho assunto a Venezia.
Gianfranco Bettin
Venezia, 19 agosto 2022
Da un gruppo Facebook di pendolari Lombardi
Invito alla lettura
Con l'emergenza climatica e i problemi d'inquinamento che abbiamo in Lombardia bisognerebbe fare il possibile per consentire alle persone di spostarsi senza auto, il trasporto pubblico dovrebbe essere un diritto inalienabile per tantissimi motivi; e invece sembra ci si diverta a sopprimere linee, a ridurre il servizio in ogni modo, a ostacolare costantemente chi desidera usare il treno.
Prima c'è stato il divieto di portare le biciclette che ha provocato un disagio immenso a chi lavorava lontano dalla stazione ed era abituato a organizzarsi in treno + bici, poi la soppressione di tutti i treni notturni (una vergogna in una metropoli come Milano) che ha lasciato a piedi la gente che lavora in orari serali o banalmente chi voleva uscire il sabato senza macchina, ora l'odissea del passante che rende un incubo la vita quotidiana di tutti noi, obbligando me e molti altri a fare i salti mortali per organizzare dei banalissimi viaggi, magari arrivando in stazione e trovando la sorpresa del treno soppresso quando hai i minuti contati.
Mi è capitato varie volte di vedere gente che doveva andare in bagno e veniva loro risposto di scendere in stazione perché fuori uso. Ma come si fa ad andare avanti così?
Davvero, mi rendo conto sia uno sfogo inutile, però dovevo proprio esprimermi perché un servizio così indecente è inconcepibile.
Dal Facebook di Linda Maggiori (autrice, saggista e, non bastano le parole, a fine articolo, vi segnalo i suoi meravigliosi libri)
Un bambino al giorno..
6 agosto, Terracina un bambino di 11 anni che stava attraversando sulle strisce pedonali insieme alla mamma e alla zia viene travolto e ucciso da un'auto, il conducente ha 18 anni ed è positivo al test droga.
15 agosto, Pasian di Prato (UD), un bimbo in bici è stato investito stasera da un'auto guidato da una donna, che lo ha sbalzato in avanti per una decina di metri. Ferito gravemente.
16 agosto, Venezia: una bimba di un anno e mezzo viene travolta e uccisa davanti casa, dal padre che fa manovra con la sua automobile. Era "sfuggita" al controllo della mamma, i fratellini vedono tutto.
In Olanda, dopo la strage di bambini a causa delle auto, negli anni '70, si disse basta.
La gente scese sulla strada.
E ottenne meno auto, meno spazio alle auto. Più bici e mezzi pubblici.
E noi? Noi succubi degli Agnelli e dei politici venduti, diciamo da decenni che sono cose che capitano e continuiamo a uccidere e morire sulla strada.
Alzi la mano chi non ha avuto un parente/amico/conoscente morto sulla strada.
L'auto è un'arma, non mi stancherò mai di dirlo.
Non siamo noi tutti feroci assassini, spesso siamo solo semplici imperfetti umani con un'arma in mano.
In Italia, dati 2021, ci sono quasi 40 milioni di auto, contando anche moto camper e furgoni sono 53 milioni.
I bambini sono appena 8 milioni.
Non c'è fisicamente spazio per loro, se non in riserve protette o schiacciati sotto le gomme.
E così, un frugoletto di un anno e mezzo non può correre libero davanti la sua casa, senza il rischio che il padre o il vicino la schiacci con l'auto.
Vedere un bimbo davanti alla potenza e alla letalità di un 'auto mi ha sempre fatto terrore. L'auto non lo vede, e lui non ha scampo.
Ma noi non vogliamo capirlo.
Più auto=più armi= più morti
I carnefici sono padri amorevoli ma sbadati, diciottenni idioti e drogati, vecchi con pochi riflessi, gente buona che per un attimo si distrae, o accecata da riflessi di sole, da cellulari e starnuti. L'essere umano è per lo più stupido , sbadato e imperfetto, se diffondi a profusione un giocattolo potenzialmente letale, otterrai dolore morte e disperazione.
Non sono "incidenti che capitano", sono "incidenti fatti capitare" dalla elevata motorizzazione.
Nessuno è innocente, cittadini, comuni e stato, finché non ridurremo il possesso e l'utilizzo delle auto da parte dei privati. Finché non ridurremo lo spazio loro destinato. Finché non si metteranno regole più severe per prendere la patente, finché non si aumenterà il limite di età, e si porrà un limite anche per anziani.
Finché non si ridurranno i posti auto e lo spazio destinato alle auto.
Finché lo stato non renderà inutile avere un'auto, ampliando il trasporto pubblico e favorendo bici e pedoni.
Finché non si porrà fine alle pubblicità di auto, da vietare come si vietano le pubblicità di sigarette e armi.
#stopkindermord
Ed eccoci ai libri di Linda
17 agosto 1995, stadio San Siro.
Le caviglie malandate ormai da due anni gli impediscono di svolgere la professione per la quale gli Dei dello sport lo hanno forgiato a loro immagine e somiglianza. Via via si sono arresi tutti davanti a un'inspiegabile evenienza: dottori, fisioterapisti, maghi e financo improbabili donatori di cartilagine, la sua kryptonite. C'è pertanto qualcosa di impossibile anche per chi proprio dell'impossibile - un gol in volo d'angelo nell'inferno del Bernabeu, per esempio - ne ha fatto un esercizio routinario. È la scienza che appone i propri paletti senza guardare in faccia a nessuno.
Marco Van Basten si presenta alla Scala del calcio in borghese, indossa dei jeans, un giacca di renna sopra una camicia rosa. Il vestiario conta poco ma dice molto: è davvero tutto finito. Il Cigno di Utrecht, con un palmares debordante incastonato alle spalle, entra nel prato che più di ogni altro ne è stato casa e palcoscenico. Solleva le mani, abbozza forse un sorriso, cammina lento. Di sicuro gli scorrono nella mente i fotogrammi di ciò che è stato, con l'orgoglio del campione che non lo esenta dalla commozione perché è pur sempre uomo.
I presenti scorgono la sua sagoma inconfondibile già dall'uscita del tunnel e schizzano in piedi con naturale sincronismo, all'unisono, come diretti da un invisibile direttore d'orchestra. Hanno storie e provenienze diverse ma un'altra cosa li accomuna: piangono tutti. E per una volta tifosi spesso eccessivi riescono a non apparire fuori luogo.
Se è vero che lo sport come la vita, della quale è formidabile paradigma, sopravvive senza drammi all'alternanza naturale dei suoi illuminati protagonisti, è vero altresì che non è affatto scontato che chi farà seguito sarà all'altezza di chi lo ha preceduto. La realtà è che nel caso di Van Basten, come Tomba, Bernardi o Pantani, campioni che per desossiribonucleico lo sono un po' più degli altri, il paragone è insindacabilmente impietoso. E mentre a calcio si continua ovviamente a giocare, è pertanto sul come che ci si trova in difetto.
Ventisette anni fa, passa il tempo.
Leggenda vuole che quella caviglia fragile e subdola che ne ha dettato i tempi della carriera fosse affetta da un difetto congenito come parte di un copione già scritto, bello e maledetto. È proprio vero: la perfezione non esiste.
Con gratitudine, pubblico una lettera appello, che mi ha sorpreso e, motivato ancor più!
Conosco personalmente Gilberto da molti anni, incontrato durante le sue innumerevoli battaglie sul territorio dell’altomilanese/ticino a favore dell’ambiente, della salute, dell’antifascismo e dei diritti civili e per la Pace.
“Gibo” è animato da una sincera e pura passione politica e da una fede incrollabile nei valori e principi ispiratrici del partito verde, lo definirei un langeriano, come pochi ce ne sono. Europeista convinto, per una Unione dei cittadini e dei territori, riesce con naturalezza a coniugare istanze locali e visioni globali.
Molto attivo sui social e sempre presente alle cerimonie ed eventi ufficiali, come alle manifestazioni di movimento (ad esempio gli scioperi del venerdì dei Fridays For Future), a cui partecipa sempre con il simbolo del partito verde.
Gibo possiede evidenti capacità dialettiche e spesso diventa interlocutore di comitati di cittadini ed associazioni locali, in lotta per le cause ambientali del territorio. Già dalle elezioni provinciali del 2016, Gibo ha concorso alla creazione della lista “la città dei territori”, già precursore dell’alleanza Verdi e Sinistra Italiana Ricordo qui alcune delle sue mobilitazioni più importanti: Per queste ragioni, penso che la presenza di Gilberto Rossi nelle liste di Verdi-SI sia un valore aggiunto estremamente visibile sul territorio e premiante in termini di consenso.
La coerenza, l’impegno e la determinazione di Gibo, sono la miglior garanzia che gli elettori possano avere da un candidato alle cariche pubbliche.
Giuliano Biscossi già consigliere per i Verdi a Nerviano
Elisabetta Calloni Verdi Buscate
Guglielmo Gaviani Verdi Buscate
Francesco Tusino già consigliere Verde
Ivo Colombo Verdi Boffalora sopra Ticino consigliere comunale
Manuel Vulcano professore già cons com. A Magenta
Elisa Scarano, Presidente commissione ambiente Municipio 6 Milano
Alberto Clementi Arch. Artista già cons com. Verde ad Abbiategrasso
Gaetano Pallavicini già verdi Magenta, che aggiunge “Gilberto è veramente un politico sincero che porta avanti da anni una battaglia ambientale chiara in difesa del territorio e non solo, molti ostacoli ha trovato sulla strada politica, ma ha sempre tenuto la barra dritta.”
Gian Mario Colombo Casorezzo attivista no discarica
Eleonora Bonecchi Casorezzo attivista no discarica
Garavaglia Elena professoressa in pensione
Il gruppo ecocivico Cambiamo Ossona/VERDI e Buscate Verdi Civici
appello aperto; per adesioni a cambiamoossona@gmail.com
Riceviamo e preoccupati pubblichiamo
Milano 14 agosto 2022- continuano ad arrivare segnalazioni della chiusura degli uffici elettorali in piena raccolta delle firme per la presentazione delle liste alle elezioni del 25 settembre. Pur salvaguardando il diritto alle ferie delle lavoratrici e dei lavoratori della pubblica amministrazione denunciamo l’ennesimo ostacolo allo svolgimento della vita democratica del paese. Matteo Prencipe, segretario della federazione milanese di Rifondazione Comunista, che si presenterà con Unione Popolare con Luigi de Magistris dichiara: “Porcata. Come definire la decisione dei Comuni italiani, tra cui il “grande Comune di Milano”, che contravvenendo spudoratamente alla legge, chiude sabato 13, domenica 14 e lunedì 15, gli uffici per le certificazioni elettorali? Ci impongono di raccogliere le firme in 15 giorni in agosto, di presentare entro il 22 agosto una mole enorme di documenti cartacei, autenticati e certificati e voi chiudete TRE GIORNI? Niente da dire Ministra Lamorgese? Tutto regolare? E voi tributanti e affranti per i pericoli della democrazia tutti zitti? La democrazia muore anche nel momento in cui le norme non valgono più e vige l’arbitrio mascherato da burocrazia”.Abbiamo fatto interrogazione diretta alla Ministra Lamorgese, grazie alla Senatrice Paola Nugnes del gruppo Manifesta (http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=51215) ma resta il fatto che il nostro lavoro (e la nostra democrazia) sono messi in discussione dalla incuria e dallo spregio per il nostro diritto a darvi una opzione da votare. Abbiamo anche mandato denuncia alla Prefettura di Milano. Noi proseguiamo, con persone che hanno rinunciato alle loro ferie, a stare in famiglia, a riposarsi, per poter adempiere agli obblighi di legge, ma, come dichiarato, questa è una porcata. E ci risulta che stia accadendo in tutta Italia.
Partito della Rifondazione Comunista PRC Federazione di Milano
I verdi non decollano in Italia? Un esempio particolarmente grave di mobbing.
A seguito dei lavori per la nuova fogna, la casa ha iniziato a creparsi e a rovinarsi. Lettere di avvocati e...
Il sindaco di Ossona è di forza italia, mi aveva aggredito quando trovai i documenti sulla seconda antenna. (Video https://m.youtube.com/watch?v=A7EziX4D6MU )
Oltre a non dare i documenti amministrativi richiesti .qua dal sito dei verdi di Ossona.
Arrivano a questi modi.
Ricordiamo anche l'aggressione verbale ,sembrava una cocainomane impazzita,di Claudia Baldo, a cui seguirono le scuse del segretario comunale Annechiarico.
L'aggressione di Francesco Pianura in comune a Casorezzo (video. https://m.youtube.com/watch?v=V-E6lbljHw0&t=10s
) ancora più gravi le mancate scuse e non aver preso provvedimenti, da parte del Sindaco di Casorezzo (scopriamo in quota forza italia )
Doveroso citare il complotto del figlio del sindaco, con la leghista e il vigile. Video dove faccio ricostruire alla moglie del vicesindaco il complotto
https://m.youtube.com/watch?v=fBbII-d0GCU&t=13s
Dimenticavo. Tentativo di aggressione insabbiato dai vigili, da parte del neonazi (coperto anche dalla protezione civile ossonese, i cui dirigenti hanno già precedenti per, immigrazione clandestina e vari traffici. Insabbiato?) sotto le videocamere del cimitero.
Buona visione e evviva i verdi
Gilberto Rossi.
Go greens
In alto i cuori, guarda,il sole sorride.
Messaggio promosso dai circoli verdi ovest Milano e dai global greens, concordato col regionale
https://m.youtube.com/watch?v=eusdkEAqlZY&t=8s
.da Parma
Gianni è stato una figura importante per l’affermazione e la crescita dei Verdi nei primi anni Novanta. Eletto in Consiglio Comunale a Parma con la lista dei Verdi “Sole che ride” nel 1990, si era guadagnato la rielezione nel 1994 sostenuto dalla coalizione Verdi – Città Viva.
Gianni ha rappresentato al meglio una sintesi tra ecologismo e giustizia sociale. Proveniente dalle comunità cattoliche di base, grazie alla sua competenza che spaziava dall'economia alla sociologia e psicologia sociale, ha contribuito attivamente alla redazione prima del mensile Missione Oggi e poi di Alfazeta, con una sensibilità spiccata per gli “Ultimi della Terra” in un'epoca in cui erano pochissimi ad interessarsene, incrociando l’attenzione per il sud del mondo con il tema della salvaguardia ambientale, con la lungimirante consapevolezza che i danni maggiori dell’inquinamento e di pessime condizioni ambientali li subiscono i poveri e gli esclusi.
Il suo approccio ecologista è stato fecondo per la crescita umana e politica di molti ambientalisti non solo a livello locale.
La malattia che lo aveva colpito non gli permetteva da tempo di essere presente fisicamente – con l'ironia che lo ha sempre caratterizzato, nell'ultimo anno diceva: sono piantato qui come un asparago - ma, a chi lo andava a trovare per un confronto o alla ricerca di spunti provenienti dalla sua esperienza politica, non ha fatto mancare saggi consigli e vicinanza anche in occasione della recente campagna elettorale, che ha riportato un esponente dei Verdi in Consiglio Comunale a Parma, venticinque anni dopo la loro ultima presenza, proprio con Gianni Caligaris.
Di Dario Balotta
Questa volta è addirittura la magistratura contabile, la Corte dei Conti della Lombardia, a lanciare l'allarme sulla Pedemontana lombarda. Dall'analisi finanziaria dell'opera, concepita oltre 50 anni fa, approvata 15 anni fa e coi cantieri fermi da oltre 5 anni senza nemmeno essere arrivata a metà, emerge che la Regione Lombardia “proietta il costo dell’investimento attuale sulle generazioni future.”
Il Pirellone, diventato lo scorso anno azionista di controllo di Pedemontana con la sottoscrizione di azioni per 350 milioni di euro e un prestito in conto soci di 900 milioni di euro (che tutti sanno non verrà mai restituito, e questo la Corte dei Conti lo fa capire chiaramente) ha salvato per la seconda volta dal fallimento e tenuto in vita un'opera i cui costi non verranno mai coperti dal traffico futuro.
Si tratta di un secondo fallimento. Perchè il fallimento di Pedemontana fu dichiarato una prima volta dal Tribunale di Milano nel 1997, ed evitato in extremis solo grazie ad un prestito regionale di 900 milioni voluto dall'allora presidente Roberto Maroni. Soldi tolti alla manutenzione delle strade, ai trasporti pubblici e a chissà cos'altro.
Con la censura della Corte dei Conti quindi siamo alla seconda magistratura che interviene nel silenzio colpevole della politica, che fa finta di non sapere che Pedemontana si è già ”mangiata” indebitamente 1,2 mld di euro di finanziamento statale destinato all'intera opera per realizzare solo 30 km di autostrada (al costo stratosferico di 56 milioni di euro al KM).
Nell'attesa della magistratura civile che sarà chiamata a giudicare il rinnovo illegittimo degli espropri, che da 15 anni penalizzano ingiustamente oltre 25mila di lombardi privati della disponibilità reale di case e terreni
E non dimentichiamo infine che resta pendente un'altra "magistratura", quella europea, che già vent'anni fa (chiamata in causa nientemeno che da Reinhold Messner) aveva detto che la concessione, affidata 35 anni fa senza gara (!) sta in piedi solo se l'opera si fa tutta fino a Bergamo, altrimenti va revocata. Bene, nonostante questo, la Regione ancora in queste settimane cerca di imporre una variante taglia-percorso che va a pigliare la tangenziale est esterna chiudendo Vimercate e Agrate in un nodo scorsoio di autostrade che nulla c'entra con Bergamo.
Ma sono rischi che Pedemontana non corre, assurdo carrozzone con dieci volte i dipendenti per chilometro di ogni altra autostrada italiana, comprese le cugine inutili BreBemi e TEM. Già, ma quelle sono autostrade private costruite con risorse pubbliche, mentre Pedemontana è sempre più e solo ... l'autostrada della politica
Dario Balotta Europa Verde
Milano 11 agosto 2022
Dalla pagina fb di Aboubakar Soumahoro
Gentile Direttore di Libero, Dott. Alessandro Sallusti,
mi chiamo Aboubakar Soumahoro (e non “l’ivoriano” come mi chiamate in questo articolo) e sono felicemente un italiano di origine ivoriana, laureato in sociologia, che lotta da 20 anni per i diritti civili e per i diritti sociali di tutte e tutti, senza distinzione.
Sono un attivista socio-sindacale che ha deciso di mettere la propria esistenza al servizio della vita delle persone, per essere uno strumento di lotta per la giustizia sociale ed ambientale, perché ho l’intima convinzione che ogni essere umano (indipendentemente dal colore della pelle, dalla provenienza geografica, dall’orientamento sessuale e dal credo religioso) debba avere l’opportunità di ambire alla felicità e all'accesso a (1) cibo e beni materiali necessari per il corpo, (2) la cultura e all’educazione indispensabili all’anima, e (3) la libertà e della dignità vitali per lo spirito.
Da attivista socio-sindacale, lotto con determinazione per i diritti civili, perché ho la profonda convinzione che l’ingiustizia del razzismo e della stigmatizzazione (che discrimina la singolarità degli esseri umani, erroneamente e ingenerosamente chiamati “diversi”) debba essere combattuta perché nessuna persona può essere considerata inferiore in base al colore della pelle, della provenienza geografica, della classe sociale, dell’orientamento sessuale o per la sua fede.
Nella certezza che Lei condivida questi ideali e principi fondanti della nostra umanità nonché della nostra Carta costituzionale, La invio, Gentile Direttore di Libero, Dottore Alessandro Sallusti, le espressioni della mia sincera considerazione.
Aboubakar Soumahoro
#nessunonasceinvisibile
#primagliesseriviventi
#primagliesseriumani
Lunedì 8 agosto, verso le 19, nel tratto di canale Villoresi all'altezza del cimitero di Busto Garolfo, alcune sterpaglie stavano bruciando, si son fermati immediatamente una coppia di ciclisti e han chiamato immediatamente il n di emergenza, la Sindaca di Busto Garolfo che a sua volta ha avvisato la protezione civile.
Nel frattempo, si son fermati altri cittadini, per non rimanere inermi nell'attesa e una bruttissima sensazione di impotenza; da un lato il fuoco, dall'altro il canalone, che fare?
Li vicino, è presente la fattoria didattica "il murne" a cui abbiamo chiesto un secchio, scordandoci la corda! Particolare non da poco di questa lieta novella.
Prime 3 secchiate d'acqua, dal lato delle lavandaie, poi in bici.
Nel frattempo, si è recuperata la corda, sono arrivati sindaco e vicesindaco e, "casualmente" una GEV guardia ecologica volontaria (grazie!).
Con la corda, leghiamo il secchio e inauguriamo la prima delle due future discipline olimpiche: il lancio e recupero del secchio! La seconda disciplina è "spegni il fuoco, o lancio dell'acqua".
Sedato, placato e arginato, il fuoco, arriva la protezione civile e con la lancia dell'acqua il vicesindaco termina l'intervento.
Tutto bene, quel che finisce bene.
Un invito a prestare attenzione, basta un moccino di sigaretta e si rischiano disastri.
Un grazie ai cittadini intervenuti, al sindaco e vicesindaco.
Grazie a Daria per le foto
"ci riscoprimmo subito umanità, di fronte alla grave necessità"
Accordo elettorale tra PD e Alleanza Verdi Europei e Sinistra Italiana
Pd, Verdi e SI siglano un accordo elettorale per presentare candidati comuni nei collegi uninominali delle prossime elezioni del 25 settembre.
Comunicato di Angelo Bonelli
Coportavoce di Europa Verde nazionale
Siamo consapevoli delle differenze di posizioni che abbiamo espresso rispetto all’esperienza del Governo Draghi, che tra noi è stata sostenuta convintamente dal solo Partito Democratico. Ma sappiamo anche che per via della legge elettorale il prossimo Parlamento, in caso di mancato accordo elettorale tra le forze progressiste ed ecologiste rischia di essere dominato dalle destre. Non lo vogliamo e ci batteremo per evitarlo. Il nostro accordo nasce per rispondere a questa esigenza che consideriamo prioritaria per il futuro dell’Italia. Siamo consapevoli delle differenze fra di noi e ci presenteremo quindi alle cittadine e ai cittadini italiani ciascuno con il proprio programma elettorale, la propria lista, la propria leadership, la propria visione sul futuro dell’Italia, pur nella comune volontà di dare a questo paese una svolta in senso progressista ed ecologista.
Vogliamo che il prossimo Parlamento sia espressione di un’Italia che vuole avanzare e non arretrare sul terreno dei diritti civili, della lotta al cambiamento climatico e del progresso sociale. Per questo ci impegniamo attraverso questo accordo elettorale a eleggere il maggior numero possibile di parlamentari di orientamento progressista, democratico ed ecologista e ad evitare l’affermazione del blocco delle destre.
Il nostro accordo è mosso dalla prioritaria volontà di difendere la Costituzione e la Democrazia. Ci impegniamo a contrastare ogni iniziativa mirata a modificare l’impianto della nostra Carta Fondamentale. In particolare ribadiamo la nostra opposizione al presidenzialismo, la volontà di difendere la centralità del Parlamento e l’unità nazionale contro ogni tentativo di alimentare le disuguaglianze tra territori. Vogliamo infine lavorare per riformare il diritto di cittadinanza e per aprire ulteriormente spazi di partecipazione democratica.
Oltre a questi obiettivi che sono il cuore del nostro accordo riteniamo utile, nella logica del valorizzare ciò che unisce rispetto a ciò che divide, sottolineare il fatto che le nostre forze politiche hanno già sviluppato importanti convergenze in materia ambientale in particolare nel Parlamento Europeo dove abbiamo congiuntamente sostenuto il piano Fit for 55 e contrastato l’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia europea. Ci unisce di conseguenza l’obiettivo per un piano ambizioso sulle energie rinnovabili e una legge sul clima finalizzati al raggiungimento degli obiettivi climatici europei al 2030 per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Vogliamo anche sostenere in sede europea la revisione del Patto di Stabilità per la transizione ecologica.
La crisi sociale in corso, acuita dalla pandemia prima e dalla guerra poi, ci impone di provare a sviluppare un forte impegno comune per contrastare le disuguaglianze sociali, territoriali, generazionali. La centralità del lavoro dovrà essere obbiettivo comune, a partire da una svolta nella lotta al lavoro povero e al lavoro nero. Vogliamo costruire convergenze per combattere la precarietà e incentivare il lavoro stabile prendendo ispirazione anche da recenti riforme introdotte da forze progressiste in paesi europei come la Spagna. Ci adopereremo convintamente per l’introduzione del salario minimo.
Tutto ciò considerato lavoreremo all’individuazione di candidature comuni nei collegi uninominali secondo un rapporto tra Pd da una parte e Verdi e SI dall’altra di 80 a 20, scomputando le candidature per le altre forze in coalizione.
Questa percentuale verrà applicata alle diverse fasce di collegi. Lo stesso criterio, sempre vincolante unicamente nel rapporto tra PD da una parte e Verdi e SI dall’altra, verrà applicato anche alle regole di ripartizione degli spazi televisivi.
Il testo dell’accordo elettorale siglato dal Partito Democratico «perché il prossimo Parlamento non sia dominato dalle destre». Individuazione di candidature comuni nei collegi uninominali con un rapporto di 80% al Pd, e 20% a SI-Verdi.
Siamo consapevoli delle differenze di posizioni che abbiamo espresso rispetto all’esperienza del Governo Draghi, che tra noi è stata sostenuta convintamente dal solo Partito Democratico. Ma sappiamo anche che per via della legge elettorale il prossimo Parlamento, in caso di mancato accordo elettorale tra le forze progressiste ed ecologiste rischia di essere dominato dalle destre. Non lo vogliamo e ci batteremo per evitarlo. Il nostro accordo nasce per rispondere a questa esigenza che consideriamo prioritaria per il futuro dell’Italia. Siamo consapevoli delle differenze fra di noi e ci presenteremo quindi alle cittadine e ai cittadini italiani ciascuno con il proprio programma elettorale, la propria lista, la propria leadership, la propria visione sul futuro dell’Italia, pur nella comune volontà di dare a questo paese una svolta in senso progressista ed ecologista.
Il nostro accordo è mosso dalla prioritaria volontà di difendere la Costituzione e la Democrazia. Ci impegniamo a contrastare ogni iniziativa mirata a modificare l’impianto della nostra Carta Fondamentale. In particolare ribadiamo la nostra opposizione al presidenzialismo, la volontà di difendere la centralità del Parlamento e l’unità nazionale contro ogni tentativo di alimentare le disuguaglianze tra territori. Vogliamo infine lavorare per riformare il diritto di cittadinanza e per aprire ulteriormente spazi di partecipazione democratica.
Oltre a questi obiettivi che sono il cuore del nostro accordo riteniamo utile, nella logica del valorizzare ciò che unisce rispetto a ciò che divide, sottolineare il fatto che le nostre forze politiche hanno già sviluppato importanti convergenze in materia ambientale in particolare nel Parlamento Europeo dove abbiamo congiuntamente sostenuto il piano Fit for 55 e contrastato l’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia europea. Ci unisce di conseguenza l’obiettivo per un piano ambizioso sulle energie rinnovabili e una legge sul clima finalizzati al raggiungimento degli obiettivi climatici europei al 2030 per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Vogliamo anche sostenere in sede europea la revisione del Patto di Stabilità per la transizione ecologica. La crisi sociale in corso, acuita dalla pandemia prima e dalla guerra poi, ci impone di provare a sviluppare un forte impegno comune per contrastare le disuguaglianze sociali, territoriali, generazionali. La centralità del lavoro dovrà essere obbiettivo comune, a partire da una svolta nella lotta al lavoro povero e al lavoro nero. Vogliamo costruire convergenze per combattere la precarietà e incentivare il lavoro stabile prendendo ispirazione anche da recenti riforme introdotte da forze progressiste in paesi europei come la Spagna. Ci adopereremo convintamente per l’introduzione del salario minimo.
Tutto ciò considerato lavoreremo all’individuazione di candidature comuni nei collegi uninominali secondo unrapporto tra Pd da una parte e Verdi e SI dall’altradi 80 a 20, scomputando le candidature per le altre forze in coalizione. Questa percentuale verrà applicata alle diverse fasce di collegi. Lo stesso criterio, sempre vincolante unicamente nel rapporto tra PD da una parte e Verdi e SI dall’altra, verrà applicato anche alle regole di ripartizione degli spazi televisivi.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Simone Negri sindaco di Cesano Boscone e consigliere di Milano Città Metropolitana
Con l’assestamento di bilancio del 27 luglio 2022, Regione Lombardia ha obbligato gli enti regolatori del Trasporto Pubblico Locale (TPL), tra cui la nostra Agenzia, ad adeguare le proprie tariffe.
L’agenzia del TPL del bacino della Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia potrà decidere come modulare tale aumento in virtù delle proprie esigenze, di specifici obiettivi di mobilità, preservando magari gli abbonamenti a danno dei singoli titoli di viaggio, ma si dovrà attenere a quanto deciso dal governo regionale e in qualche modo dovrà rivedere – al rialzo – le tariffe.
Ancora non è chiaro come verranno ripartiti questi aumenti – non è corretto parlare di cifre in queste ore - ma è evidente che siamo di fronte a un duro colpo assestato all’utilizzo dei mezzi pubblici, proprio mentre andrebbero grandemente favorite tutte le forme di mobilità sostenibili alternative all’automobile, per la tutela dell’ambiente, per una migliore qualità di vita e dei servizi nelle nostre città.
Ci si dimentica peraltro che per molti utilizzare i mezzi pubblici non è una scelta, ma una necessità. E’ il caso di tanti lavoratori poveri, studenti e giovani che magari sono obbligati a spostarsi in autobus e/o metropolitana.
Se l’inflazione è una tassa iniqua che colpisce tutti, aumentare il costo dei biglietti del trasporto pubblico equivale a una nuova tassa che verrà pagata dall’ambiente e da chi non può spostarsi diversamente, spesso a causa della propria condizione economica o della necessità di entrare a Milano dal resto della provincia o della regione. E’ una tassa sui poveri e sui pendolari.
E’ emblematica la mancanza di visione di chi governa la Regione Lombardia rispetto al trasporto pubblico e di quali siano le vere priorità: lo stesso assestamento prevede diversi incrementi di spesa, quali ad esempio ulteriori 4 milioni di euro destinati alle scuole paritarie che andranno ad integrare quanto già stanziato attraverso i fondi legati allo 0-6. Penso che con molto meno si sarebbe potuto intervenire con contributi ai cittadini che utilizzano regolarmente i mezzi pubblici, in modo da disinnescare gli aumenti dei biglietti e contribuire a sostenere chi è, nel contempo, duramente messo alla prova dai costi dell’energia, dell’affitto, dell’inflazione.
Tutto ciò avviene mentre paesi come la Spagna, il Lussemburgo e la Germania, pur con diverse modalità, stanno sperimentando forme di gratuità del trasporto pubblico nella prospettiva di una vera transizione ecologica, della sostenibilità e dell’uguaglianza.
Nel gergo dei ferrovieri, quando un treno raggiunge la sua destinazione finale si dice che è arrivato "a destino". Da Bologna partono oggi 85 cittadini volontari per portare "a destino" gli 85 viaggi incompiuti delle vittime della strage alla stazione del 2 agosto 1980. Nelle valigie sono contenuti racconti, riflessioni, pensieri sul significato del Due Agosto oggi. Giunti a destinazione - da Hannover alle Tremiti - la valigia verrà regalata a un passante, ancora una volta per non dimenticare. E' il progetto pensato da Teatro dell'Argine per il 42esimo anniversario della strage