lunedì 19 ottobre 2026

DATA CENTER E TUTELA DEL TERRITORIO: SERVONO REGOLE CHIARE E PIÙ POTERE AI COMUNI

 DATA CENTER E TUTELA DEL TERRITORIO: SERVONO REGOLE CHIARE E PIÙ POTERE AI COMUNI

Dai social delle pubbliche amministrazioni firmatarie dell'appello. 

🖨 Dopo la lettera inviata all’assessore Sertori, invitandolo a una revisione della legge regionale, il sindaco Andrea Orlandi, con altri 51 Sindaci della Città Metropolitana di Milano, ha sottoscritto un appello corale rivolto a Regione Lombardia: i Sindaci chiedono di essere coinvolti nella revisione della legge regionale n. 11 del 2026.

💡 L’appello precedente dei sindaci trasmesso a maggio, che Orlandi aveva firmato, non ha purtroppo trovato ascolto nella normativa licenziata dal Consiglio Regionale sul tema data center.

❗️I Sindaci, sebbene riconoscano il valore strategico della transizione digitale e dell'innovazione, tornano a evidenziare che lo sviluppo delle tecnologie e infrastrutture necessarie non può e non deve avvenire a scapito dei territori, dell'ambiente, del consumo di suolo e delle risorse idriche ed energetiche.

♦️Tre i presupposti della presa di posizione delle Amministrazioni locali:

1 - Con le norme attuali previste anche dalle leggi di Regione Lombardia i Sindaci NON hanno il potere autonomo di bloccare o dire un "no" aprioristico a questi insediamenti.

2 - Le decisioni autorizzative principali sono in capo agli enti statali o regionali. I Comuni si trovano quindi a dover rispondere ai timori e alle preoccupazioni delle comunità, senza avere davvero gli strumenti normativi per governare queste trasformazioni.

3 – Manca una pianificazione condivisa con Comuni, Città metropolitana e cittadini di fronte alla richiesta di nuovi impianti.

I Sindaci chiedono con forza a Regione Lombardia ma anche al Governo:

- Una revisione della legge regionale, introducendo criteri vincolanti di sostenibilità e una vera pianificazione condivisa.

- Restituire centralità ai Comuni e alla Città Metropolitana, dando agli enti locali il potere reale di incidere sulle decisioni che condizionano la qualità della vita dei cittadini e il futuro del territorio.

- Valutazione degli impatti ambientali e idrici, prevenendo speculazioni e garantendo adeguate compensazioni per la comunità. 

“Non vogliamo fermare il futuro – dicono i Sindaci - ma vogliamo che il futuro sia governato con buon senso, sostenibilità e rispetto per le istanze dei cittadini. Il bene comune viene prima di tutto”.

 Di seguito il testo firmato dai Sindaci: 

DATA CENTER: SOLIDARIETÀ AI SINDACI SOTTO ATTACCO.

Occorre rivedere le regole: più potere ai territori per governare gli

insediamenti

Milano 18 ottobre 2026

 Noi Sindache e Sindaci dell’area metropolitana milanese, in considerazione del dibattito che si sta sviluppando in questi giorni attorno alla questione dei data center, oltre a esprimere la nostra massima solidarietà a chi di noi è sotto attacco, sentiamo il dovere di intervenire con alcune nostre considerazioni e chiediamo di essere coinvolti nella revisione della legge regionale n. 11 del 2026.

▶️ Riconosciamo il valore strategico dei data center, ma il loro sviluppo non può avvenire a scapito dei territori, né può prescindere dalla tutela dell'ambiente, dal consumo di suolo, dalla disponibilità energetica, dalla gestione delle risorse idriche e del calore prodotto e dalla qualità della vita delle comunità interessate.  L’area metropolitana milanese è uno dei principali poli europei del settore e conosce bene la pressione di questo fenomeno sulla rete elettrica, sul suolo e sull'ambiente. Assistiamo anche a fenomeni a rischio di speculazione, come le richieste di connessione alla rete Terna molto più alte della domanda insediativa reale.

 Manca una pianificazione condivisa con Comuni, Città metropolitana e cittadini prima dell’approvazione dei nuovi impianti.

Questi aspetti erano stati ben evidenziati in un appello che noi Sindaci avevamo rivolto a Regione Lombardia lo scorso maggio, ma non hanno trovato un'adeguata collocazione nella norma poi definita, con il risultato che oggi siamo chiamati a rispondere ai cittadini per questi insediamenti, senza disporre di un potere di vero governo rispetto al loro inserimento.

Il quadro è certamente condizionato dalla legislazione nazionale. In particolare, l’articolo 8 del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, il cosiddetto «Decreto Bollette», convertito, con modificazioni, dalla legge 10 aprile 2026, n. 49, disciplina il procedimento unico autorizzativo per i data center e le relative reti di connessione. In base a questo decreto, l'autorità competente per il rilascio del provvedimento finale, che assorbe VIA, AIA, autorizzazioni paesaggistiche e titoli edilizi, non è il Comune, ma l'ente titolare della competenza in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA):

● Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per i progetti di rilievo o competenza statale.

● La Regione competente per i progetti che rientrano nelle soglie regionali.

 La normativa regionale lombarda non ha superato i vincoli stabiliti a monte dalla

legislazione nazionale, ma ha introdotto ulteriori elementi per disciplinare il fenomeno, principalmente orientati a riconoscere premialità a chi progetta data center più sostenibili, senza però renderle obbligatorie e prevedendole solo come una possibilità.


⚠️ Non è pertanto corretto sostenere che un Sindaco possa dire no all’insediamento di un

data center sul proprio territorio o fermare un progetto.

Le attribuzioni urbanistiche dei Comuni restano importanti, ma non equivalgono a un potere autonomo e generalizzato di bloccare qualsiasi progetto, come oggi ci chiedono molti cittadini. Il risultato è evidente: i Sindaci devono gestire le preoccupazioni e le proteste delle comunità, senza poter avere l'ultima parola sulle decisioni che trasformano i loro territori.

La rappresentazione secondo cui basterebbe la volontà politica di un Sindaco per fermare qualsiasi progetto è fuorviante.

Non possiamo accettare che le legittime preoccupazioni si trasformino in attacchi personali contro gli amministratori locali.

Ai cittadini occorre dire la verità: per proteggere davvero i territori bisogna cambiare le regole, non alimentare illusioni.

Le preoccupazioni che avevamo espresso in quella lettera dei Sindaci erano fondate e riteniamo che alcune questioni debbano essere al più presto considerate in una revisione complessiva della norma: occorre stabilire criteri chiari per la localizzazione, valutare gli impatti cumulativi, tutelare le risorse energetiche e idriche, assicurare compensazioni trasparenti. Ma soprattutto bisogna restituire ai territori la possibilità concreta di pianificare e incidere sulle decisioni che li riguardano. È necessario inoltre coinvolgere Città metropolitana e Province, attribuendo loro potere di pianificazione. Infrastrutture di queste dimensioni producono effetti che superano i confini comunali: per questo occorre una regia di coordinamento sovracomunale forte.

La legge regionale deve essere ripensata su queste basi. Per questo chiediamo anche a Regione Lombardia di farsi portavoce presso il Governo dell’esigenza di strumenti nazionali di pianificazione adeguati.

La disponibilità della Regione a rivedere la norma è positiva, ma non basta. Se non si interviene anche sulle regole nazionali, i Sindaci restano comunque esautorati, responsabili davanti ai cittadini ma privi di strumenti sufficienti per governare gli insediamenti.

Non chiediamo di fermare il futuro, né diciamo no a priori ai data center. Chiediamo che il loro sviluppo sia governato nell’interesse generale, selezionando i progetti migliori e garantendo alle comunità strumenti adeguati per incidere sulle scelte che le riguardano, restituendo ai Comuni e a Città metropolitana e Province un ruolo effettivo nella pianificazione e nelle decisioni su questo tema.

 Rivolgiamo a tutti un appello alla responsabilità, al dialogo e al buon senso. Servono meno contrapposizioni e più capacità di affrontare i problemi concreti, con la consapevolezza che le scelte di oggi condizioneranno il futuro dei nostri territori.

Il bene comune deve venire prima degli interessi di parte. Le polemiche, infatti, servono solo a polarizzare il dibattito tra sì e no, senza risolvere i problemi.

È questo il criterio per valutare ogni progetto e costruire regole più giuste: uno sviluppo che crei opportunità senza compromettere l’ambiente, la qualità della vita e il diritto delle comunità a partecipare alle decisioni che le riguardano.

Sottoscrivono l'appello i sindaci e le sindache: 

Comune di Arese - Luca Nuvoli

Comune di Basiano - Stefania Solcia

Comune di Basiglio - Lidia Reale

Comune di Bellinzago Lombardo - Michele Avola

Comune di Binasco - Liana Castaldo

Comune di Bollate - Carolina Maria Nizzola

Comune di Buccinasco - Rino Pruiti

Comune di Bussero - Massimo Vadori

Comune di Busto Garolfo - Giovanni Rigiroli

Comune di Canegrate - Matteo Modica

Comune di Casarile - Silvana Cantoro

Comune di Cernusco sul Naviglio - Paola Colombo  

Comune di Cerro al Lambro - Gianluca Di Cesare

Comune di Cesano Boscone - Marco Pozza

Comune di Cormano - Luigi Magistro

Comune di Cornaredo - Corrado D'Urbano

Comune di Corsico - Stefano Martino Ventura

Comune di Cusano Milanino - Carla Pessina

Comune di Dairago - Paola Rolfi

Comune di Gessate - Lucia Mantegazza

Comune di Gorgonzola -  Ilaria Scaccabarozzi

Comune di Gudo Visconti - Omar Cirulli

Comune di Inveruno - Nicoletta Saveri

Comune di Lainate - Alberto Landonio

Comune di Legnano - Lorenzo Radice

Comune di Liscate - Lorenzo Fucci  

Comune di Locate Triulzi - Davide Serrano

Comune di Magnago - Gianluca Marta

Comune di Masate - Pamela Tumiati

Comune di Noviglio - Javier Miera

Comune di Paderno Dugnano - Anna Varisco

Comune di Pantigliate - Lorenzo Miglioli

Comune di Parabiago - Giacomo Sartori

Comune di Peschiera Borromeo - Andrea Coden

Comune di Pieve Emanuele - Pierluigi Costanzo

Comune di Pioltello - Ivonne Cosciotti

Comune di Pozzuolo Martesana - Angelo Caterina

Comune di Pregnana Milanese - Angelo Bosani

Comune di Rho - Andrea Orlandi

Comune di Rosate - Carlo Tarantola

Comune di Segrate - Francesco Di Chio

Comune di Senago - Magda Beretta

Comune di Solaro - Nilde Moretti

Comune di Trezzano Rosa - Diego Cataldo

Comune di Trezzo sull'Adda - Diego Torri

Comune di Truccazzano - Franco De Gregorio

Comune di Vaprio D'Adda - Marco Galli

Comune di Vermezzo con Zelo - Ada Rattaro

Comune di Vernate - Carmen Menduca

Comune di Vimodrone - Dario Veneroni

Comune di Vizzolo Predabissi - Luisa Salvatori

Comune di Zibido San Giacomo - Sonia Belloli



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