sabato 11 dicembre 2021

Verdi. Chiediamo libertà per Assange

 Il ribaltamento della sentenza che aveva negato l’estradizione di #JulianAssange è una notizia tristissima che appare quasi una beffa proprio nella Giornata mondiale sui #dirittiumani. 

È inaccettabile che #Assange sia rinchiuso da due anni e mezzo in una cella di massima sicurezza a #Londra  solo per aver svolto il suo lavoro, per aver avuto il coraggio di rendere pubblici documenti militari secretati sulla guerra in Afghanistan, che hanno svelato centinaia di brutali uccisioni compiute dagli Americani ai danni della popolazione civile. 



Noi di EuropaVerde ribadiamo con forza che la detenzione e il procedimento penale nei confronti di Julian Assange sono un pericoloso precedente per i giornalisti e per il diritto alla libertà di espressione, che ha richiesto secoli di lotte e rivendicazioni. 

Esprimiamo la nostra vicinanza alla compagna di Assange, Stella Moris condividendo la sua decisione di fare ricorso alle autorità giudiziarie del Regno Unito. E continueremo a chiedere il rilascio di Assange a gran voce, perché il processo contro di lui mette sul banco degli imputati i principi fondanti delle nostre democrazie. 

Eleonora Evi e Angelo Bonelli

venerdì 10 dicembre 2021

Sabato 11 ultimo saluto a Gnappo

 I funerali del nostro caro amico e compagno Gnappo si terranno domani, Sabato 11 Dicembre, dalle ore 14:00 nella chiesa di Garbatola (in Via San Francesco). Si raccomanda alle persone che rimarranno fuori dalla chiesa di rimanere in rispettoso silenzio durante la funzione.

Al termine della funzione, dalle ore 14:45, accompagneremo Gnappo in un corteo che dalla piazza di Garbatola arrivera’ al campo sportivo di Villanova (in Via Adamello). Qui sara’ possibile condividere ricordi, canzoni, e pensieri per Gnappo. 

Si ricorda che l’uso della mascherina e il distanziamento saranno obbligatori, e si raccomanda di indossare scarpe impermeabili.

Il centro di Garbatola sara’ chiuso al traffico dalle 13:00 alle 16:00. Per coloro che arriveranno in auto, sara’ possibile parcheggiare di fronte al cimitero di Garbatola (in Via Carlo Porta). Nel caso in cui non ci fossero posti auto disponibili, si potra’ parcheggiare lungo l’adiacente Viale Europa. Ulteriori posti auto saranno in Via XX Settembre e Via La Guardia. Si raccomanda il car sharing per ridurre il numero di auto.


Le compagne e i compagni di

Corte Popolare

Si Cobas

C. S. Canaja


Psicologia delle fake news: i meccanismi che ci portano a credere alle notizie false

 

21.05.2021 | Quali "trappole cognitive" ci portano a credere facilmente a una notizia falsa e come riconoscerle.

L’ultimo anno trascorso in casa a causa della pandemia ci ha costretti per la maggior parte del nostro tempo davanti a uno schermo: abbiamo visto aumentare in modo incontrollabile la diffusione di notizie false, mal interpretabili o imprecise. Spesso siamo stati accompagnati dalla sensazione di sentirci sopraffatti e “mentalmente stanchi” a causa del fenomeno che in psicologia viene definito overload informativo, che si verifica quando veniamo inondati da flussi di informazioni continui e incontrollati, riceviamo troppe notizie e non riusciamo a orientarci tra le fonti, tra ciò che è vero e ciò che è falso.

Cos'è una Fake News?
Con fake news intendiamo letteralmente notizie false, inventate o ingannevoli create appositamente per assomigliare a notizie legittime, rendendosi più o meno difficili da riconoscere. L’obiettivo alla base di queste pratiche può essere quello di diffondere rumors falsi per diffamare, creare tensione e sfiducia su determinate tematiche, pilotare l’opinione pubblica e interferire con questioni politiche e sociali. Una sorta di “manipolazione informativa”.

Una fake news spesso si riconosce facilmente già dal titolo: clickbait, titoli creati appositamente in maniera ambigua o sensazionali al solo scopo di generare click e quindi visualizzazioni sui siti web, toni molto aggressivi o coloriti che suscitano da subito forti emozioni (rabbia, curiosità, dubbio, gioia).

Alla base della loro riuscita c’è la facilità di diffusione e condivisione dovuta alle caratteristiche dei media sui quali circolano: social network, siti web e applicazioni di messaggistica.

Esistono ad oggi veri e propri “magazine di fake news”, piattaforme nate con il solo obiettivo di creare e distribuire notizie false che talvolta raggiungono anche una certa notorietà.

Tra complotti e “cose che non vogliono dirci”, alieni e social che diventeranno presto a pagamento, potremmo trovarci a leggere una bufala come questa: “Ricercatori scoprono che la pianta X è in grado di eliminare il 90% delle cellule tumorali”. In un semplice titolo ci sono numeri alti che generano stupore e parole forti su un tema molto sentito, che impattano sul lettore e suscitano emozioni.

I meccanismi psicologici dietro le fake news
La prima considerazione che dobbiamo fare per comprendere le trappole cognitive dietro le fake news è che siamo tutti vulnerabili e potenziali vittime della disinformazione. Questo non a causa delle nostre caratteristiche personali, bensì per il funzionamento stesso del nostro cervello.

Con l’arrivo nella nostra vita di social media e informazione di massa siamo costantemente bombardati ed esposti a innumerevoli dati, informazioni e notizie che tendono a saturare la nostra attenzione, ci instillano dubbi e incertezza. E cosa fa il nostro cervello per proteggerci? Alza le sue difese e prova a semplificare la realtà e il mondo che ci circonda prendendo delle scorciatoie cognitive (le cosiddette euristiche). Questi meccanismi ci aiutano a orientarci nella giungla delle informazioni ma ci espongono anche a possibili errori, o bias, che ci portano a valutare una persona, una situazione o un’affermazione in modo errato.

Esistono molti tipi di bias cognitivi e ognuno di questi ci consente di capire una piccola parte delle motivazioni per cui tendiamo a cadere nel tranello delle fake news:

- implicit bias: è la tendenza a ritenere affidabili con più sicurezza persone di cui ci fidiamo e con cui abbiamo caratteristiche comuni come sesso, etnia, età. Nei social questo fenomeno è ulteriormente amplificato dal funzionamento degli algoritmi che ci mostrano più spesso le persone con cui interagiamo maggiormente, favorendo le interazioni con individui che hanno idee simili alle nostre (non necessariamente veritiere).

- confirmation bias: questo meccanismo ci porta a cercare e accettare con più facilità le notizie che confermano ciò che già credevamo, evitando quelle che ci contraddicono. Anche se la nostra idea viene smentita, tendiamo comunque a ricordare meglio la notizia che la conferma.

- illusory truth effect: più una fake news si diffonde, più viene ripetuta, più tendiamo a credere che sia vera.

Si tratta dunque di vere e proprie scorciatoie, meccanismi che ci consentono di fare meno “fatica mentale” ma non ci garantiscono di non cadere in errore: siamo sicuri che un nostro amico non possa condividere una fake news? Se una notizia è stata condivisa da tante persone, è necessariamente vera?

A complicare il tutto entrano in gioco due elementi su cui far leva a causa della nostra naturale attrazione nei loro confronti: le novità e ciò che suscita emozioni.

Le neuroscienze hanno dimostrato che le informazioni nuove e inaspettate riescono a bypassare i nostri stadi di elaborazione più alti e raffinati e, inoltre, sono legate alla gratificazione e al circuito della ricompensa mediante rilascio di dopamina.

Insomma, sembriamo davvero programmati per cadere nella trappola. Ma fortunatamente siamo dotati di pensiero critico e altre difese.

Come riconoscere una notizia falsa online
Sono diverse le armi a nostra disposizione per limitare il problema delle fake news. Consapevolezza, pensiero e senso critico: non tutto ciò che leggiamo e vediamo sul web è reale o veritiero. Aiuta anche la conoscenza stessa delle “trappole” in cui può cadere la nostra mente.

Per valutare l’attendibilità di un’informazione dobbiamo controllarne le fonti. Prima di tutto, nell’articolo che stiamo leggendo è indicata la provenienza delle informazioni? Se sì, sono credibili o non sembrano degne di fiducia? Sono scientifiche o si basano sul “sentito dire”? A volte non basta nemmeno questo e serve incrociarle tra loro: se più fonti attendibili espongono un determinato fatto, ci sarà più probabilità che lo stesso sia veritiero.

Contiamo fino a 10 prima di condividere e, soprattutto, leggiamo tutto il testo (non solo il titolo) degli articoli e dei messaggi che riceviamo su gruppi e app di messaggistica. Ad esempio, possiamo tendenzialmente diffidare dei messaggi che su WhatsApp sono segnalati dall’app stessa come “Inoltrati molte volte” tra gli utenti: spesso si tratta di messaggi ideati appositamente per stimolarne la condivisione e diffondere notizie false o tendenziose.

Come dicevamo prima, le fake news sono inventate appositamente per generare discussioni e soprattutto condivisioni. Quello che possiamo fare è cercare di non dare la minima visibilità a questi contenuti: la cosa migliore da fare è non ricondividerli mai, nemmeno per smentirli, solo così possiamo interrompere la catena della disinformazione.

Anche i social, come quelli che fanno parte dell’ecosistema Facebook, hanno iniziato ad insegnare ai loro algoritmi a riconoscere le notizie false per limitarne la condivisione e quindi diffusione. Anche noi, da semplici utenti, possiamo segnalare un contenuto per sottoporlo al controllo degli addetti delle piattaforme. Partendo da questi semplici punti, ognuno di noi può fare la sua piccola (ma importante) parte nella lotta alla disinformazione e alla diffusione delle fake news.

Esistono inoltre strumenti specializzati, come la webapp sviluppata dalla startup italiana FakeBusters, che forniscono analisi accurate sui testi delle notizie pubblicate in rete. Attraverso un algoritmo e l’impiego dell’intelligenza artificiale, per ogni articolo che si intende verificare, e di cui si possegga il link, viene restituito in tempo reale il grado di qualità e affidabilità del testo.

Per fortuna, oltre all’aiuto dagli strumenti tecnologici, vengono in nostro soccorso anche scienziati, divulgatori ed esperti che dedicano parte del loro tempo al fact checking ed all’attività di debunking, che significa letteralmente “smascheramento”, prendendo le fake news, analizzandole scientificamente e smentendone ogni singolo pezzo con dati e fonti attendibili.

Ossona. Venegoni si è dimesso!

 Apprendiamo da voci vicino alla maggioranza di centrodestra lista Incontro, delle imminenti dimissioni del Sindaco Commercialista Marino Venegoni.

Parè per un grave conflitto di interessi, o meglio di una serie di irregolarità che potrebbero aprire un vaso di pandora. 

In attesa di conferme. Sarebbe una ottima notizia per Ossona e gli ossonesi.

P. S. Forse una presa di coscienza dopo aver presenziato all'inaugurazione della panchina contro la violenza?



Verdi. BONUS PIRELLINO NON SIAMO D’ACCORDO E NON LO VOTEREMO

Dal Gruppo Consiliare dei Verdi di Milano 

Stamattina la Giunta, contrariamente alle aspettative, non ha tolto il recupero del Pirellino tra gli interventi meritevoli di un bonus edilizio.

E’ una vicenda importante urbanisticamente perché sono 3.000 metri quadri da edificare in più in una zona ormai ad alta densità di costruzione.

Ma è ugualmente importante la portata simbolica.

Siamo costretti ad applicare una Legge Regionale (profondamente sbagliata) che premia chi recupera stabili dismessi; ma ciò può al limite avere senso per zone degradate delle periferie, dove trovare investitori non è sempre semplice, ma quella zona di Melchiorre Gioia è ora di pregio e assolutamente appetibile per i costruttori.

Infatti l’operazione di recupero del Pirellino, e la costruzione di un’altra torre di fianco, è ad altissima remunerabilità: aggiungere addirittura un regalo volumetrico ci sembra profondamente sbagliato.

Si sta consumando intorno al Pirellino un’importante sfida tra i desideri aggressivi, ancorchè legittimi, di privati e dall’altra parte i cittadini che hanno affidato al Comune il ruolo di gestione e difesa del suolo di Milano; sfida iniziata dallo scontro istituzionale tra l’imprenditore immobiliare e l’allora Assessore all’Urbanistica.

Certo capiamo perfettamente come il Sindaco abbia voluto un provvedimento che tutelasse al massimo l’Amministrazione senza sottoporla a rischi, ma non siamo d’accordo perché in questo caso avremmo dovuto avere maggiore coraggio.

Per questo non voteremo questo provvedimento.



mercoledì 8 dicembre 2021

CASSINETTA IMMACOLATA Estemporanea Fotografica 
nevicata dell’8 dicembre 2021

 CASSINETTA IMMACOLATA

Estemporanea Fotografica 
nevicata dell’8 dicembre 2021

Scatta la tua foto a Cassinetta e pubblicala 
su facebook o su instagram con l’hashtag 
#cassinettaimmacolata

Le foto più apprezzate saranno esposte nel corso
della rassegna Natale Insieme a Cassinetta


Una bella idea, perché non riproporla nei vari comuni? 

Un approccio ludico alla memoria e consapevolezza di luogo 




martedì 7 dicembre 2021

BOLOGNA. NUOVO TANDEM A GUIDA DEI VERDI: ECCO MARASSI-LABRIOLA

 ELEZIONE UNANIME DEI PORTAVOCE: "LAVOREREMO PER OBIETTIVI LEPORE"  Bologna, 7 dic. - Valentina Marassi e Danny Labriola sono i nuovi portavoce bolognesi di Europa Verde: l'assemblea degli iscritti di Bologna li ha eletti all'unanimità, in seguito ad un accordo tra le anime del partito. Valentina Marassi ha 32 anni ed è ricercatrice in Chimica Analitica dell'Università di Bologna, dove si occupa di materiali innovativi e di trasferimento tecnologico. Nato negli Usa, Danny Labriola ha 46 anni ed è giornalista pubblicista con incarico in Regione. "Siamo molto felici dell'esito del congresso e del grande entusiasmo che ha sancito l'organicità e unità del nostro movimento", affermano Marassi e Labriola. "È il momento di fare un passo avanti ed essere la realtà politica di riferimento per una rete degli ecologisti, l'anello di congiunzione tra le piazze e le istituzioni".     "Ci auguriamo- proseguono i nuovi portavoce- che la nostra elezione e la squadra che ci affiancherà possano segnare l'inizio di un percorso di ulteriore radicamento e crescita dei Verdi. Ci attendono sfide importanti per la nostra città e, insieme al nostro esecutivo e agli eletti Verdi dell'area metropolitana, lavoreremo per realizzare i punti programmatici concordati con il sindaco Matteo Lepore". Di sicuro "c'è bisogno di ecologismo: il nostro impegno sarà quello di costruire un soggetto autorevole e aperto, con occhi orecchie e cuore in ascolto per accogliere le esigenze dei cittadini del nostro territorio".  



lunedì 6 dicembre 2021

Rogo Thyssen 14 anni fa, famigliari vittime 'noi traditi'

 Comunicato stampa 

"Ci sentiamo presi in giro, traditi da uno Stato di cui non ci fidiamo più. La nostra tragedia è stata dimenticata, ma noi non possiamo dimenticare: lo Stato deve intervenire affinché gli infimi personaggi che non hanno mai chiesto perdono, e sono sfuggiti alle loro responsabilità, siano puniti". A parlare, nel 14 anni anniversario del rogo della Thyssen, è la madre di Giuseppe Demasi, una delle sette vittime della tragedia. Al Cimitero Monumentale di Torino, presso il memoriale costruito in ricordo delle sette vittime, si è tenuta questa mattina la celebrazione dell' anniversario. "Quel devastante incendio rimane una ferita tremenda per la città. E forte rimane anche il dolore e la richiesta di giustizia". Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, rivolge così, su Facebook, il "ricordo commosso della Città" alle sette vittime della ThyssenKrupp, "ai loro famigliari e alle tante persone a cui mancano" che "da quattordici anni convivono col dolore e il senso di ingiustizia dopo quella tragica notte". (ANSA).




sabato 4 dicembre 2021

Milano. I funerali di Pinelli di Baj LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE SACCHI

 LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE SACCHI


Gentile Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi

questa pagina FB "Una collocazione per I funerali dell'anarchico Pinelli di Enrico Baj" è stata aperta proprio mentre lei era ancora in carico all'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, come assistente dell'allora assessore Stefano Boeri. Rimanemmo colpiti dall'esposizione nel giugno 2012 dell'opera di Baj nella Sala delle Cariatidi, voluta proprio dall'assessore Boeri. Ne conserviamo ancora la brochure... nel congratularci per la sua fresca nomina che l'ha riportata a Milano, vogliamo ricordarle proprio quell'impegno che prendeste, quasi dieci anni fa. Ora, assessore Sacchi, si avvicina il 12 dicembre e lei può fare la differenza. Buon lavoro #funeralidellanarchicopinelli #enricobaj #12dicembre1969 #bombadipiazzafontana


NoDraghi Day. Fermati attivisti CARC

 Da fb. 

A tutti quelli che si stanno chiedendo chi siamo e che fine abbiamo fatto, qui di seguito la nostra testimonianza: 

Oggi il Partito dei CARC ha aderito al corteo No Draghi DAY che si è svolto a Milano, da via Restelli a Piazza Scala. 

Una volta concluso il corteo i compagni delle sezioni Milano Nord Est e Gratosoglio e della Segreteria Federale Lombardia si sono diretti verso la fermata della metropolitana più vicina, ovvero DUOMO. 

Video localteam https://fb.watch/9HAR8avhoB/

Ci siamo fermati in piazza, per salutarci prima di separarci. 

Probabilmente i saluti si sono dilungati oltre il tempo consentito in uno Stato di Polizia e ci sono piombati addosso cinque agenti in borghese per identificarci. 

Abbiamo dato le nostre generalità ma denunciando quanto stava accadendo, che la Digos ha considerato come "normale controllo di polizia". 

Questa denuncia a gran voce di quello che stava succedendo, ovvero che cinque cittadini fermi in una piazza vengono identificati senza alcun motivo, non è piaciuta e altri agenti in borghese sono piombati addosso a una nostra compagna per portarla via (è qui che si interrompe il video). Ci siamo quindi fatti portare via tutti. 

Ci hanno strattonati (rompendo anche lo zainetto di una di noi) e portati alle camionette davanti Palazzo Reale. Per identificarci. Ma l'identificazione l'avevano già fatta in piazza Duomo! 

Oltre a noi hanno posto in stato di fermo una ventina di persone. Non è un caso infatti che ci abbiano fermati: oggi a Milano per il 20esimo sabato consecutivo si svolgevano in Duomo le proteste contro il green pass. 

Abbiamo già avuto modo di mostrare sabato scorso la gestione della piazza da parte del questore. 

Chiunque venga individuato in gruppi di tre o superiori in piazza Duomo è un potenziale manifestante, un pericolo pubblico da reprimere. 

Denunciamo che alcuni compagni del P.CARC di Milano sono ora bloccati dalla DIGOS in piazza Duomo che li sta schedando. I compagni erano appena stati alla manifestazione NO Draghi Day, che si è conclusa a piazza della Scala.

Il clima repressivo a seguito delle mobilitazioni contro il Green pass colpisce tutti e non solo i manifestanti contro il GP.

La questura di Milano fa intimidazioni a chi partecipa a manifestazioni autorizzate.

E’ evidente che oggi è sempre più necessario organizzarsi per far fronte agli attacchi repressivi e intimidatori che le autorità borghesi stanno mettendo in campo non per tutelare la salute pubblica (come hanno spacciato a seguito delle manifestazioni di Trieste) ma per fermare la montante mobilitazione contro il governo Draghi.

AGGIORNAMENTI DELLE ORE 19.20  

Per ora hanno rilasciato la compagna Greta Franco a cui è stato consegnato ordine di allontanamento immediato dal centro storico per 48 ore e l'avviso di avvio del procedimento del DASPO dal centro storico. Gli altri compagni sono ancora in stato di fermo. 

Hanno rilasciato il compagno Mattia Cavatorti, anche a lui hanno consegnato ordine di allontanamento. 


AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20 

Hanno liberato il compagno Luciano Passetti, al quale hanno sequestrato megafono, bandiera e striscione, gli hanno dato una multa di 100 euro, allontanamento di 48 ore dal centro, denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. 

Hanno liberato i compagni Mattia Bertolle e la compagna Milena Kibrom anche per loro allontanamento per 48 ore e multa di 100 euro. 


Chiediamo di diffondere questo video e le prossime comunicazioni, di moltiplicare la solidarietà: 

Lo Stato di Polizia non deve passare! 

Organizziamoci per cacciare Draghi e imporre un governo di emergenza dei lavoratori organizzati! 

La repressione non ci ferma! 

TUTTI UNITI CONTRO DRAGHI!

Paul Lannoye. ECOLO. Il ricordo di Monica Frassoni

 Dal fb di Monica Frassoni già copresidente dei Verdi Europei 

A gennaio del 1999 camminavo  lungo i corridoi del Parlamento Europeo, allora mio luogo di lavoro come collaboratrice del Gruppo Verde europeo in materia di riforma della UE e questioni istituzionali, quando mi ferma l'allora co-Presidente del Gruppo e cofondatore di ECOLO il partito verde dei belgi francofoni, il Belga Paul Lannoye, e mi dice: "Ti interesserebbe entrare nelle nostre liste per le elezioni europee? Non ci sono molte chances di elezione ma ci piacerebbe molto che la tua esperienza e personalità potesse essere parte della nostra campagna elettorale". Questa proposta mi fece molto piacere, non pensavo davvero alla elezione ma mi sembrava soprattutto un riconoscimento importante del mio quasi decennale impegno se non Verde, federalista di sicuro. 

Io non lo sapevo, ma in quel preciso momento iniziava davverio la mia "carriera" politica. Devo percio' moltissimo a Paul Lannoye, morto oggi di COVID a 82 anni a Namur, leader e pensatore dall'influenza enorme nel pensiero ecologista non solo belga, ma anche europeo, e nell'azione per la costituzione, l'organizzazione e la crescita del partiti verdi. Eccellente parlamentare europeo, insieme ad Adelaide Aglietta con cui formava un duo incredibilmente autorevole dopo la scomparsa di Alex Langer, fu capace di fare crescere i Verdi al PE da gruppetto un po' anarchico e folcloristico a una famiglia politica ancora piccola ma molto rispettata e influente e il suo partito ECOLO da un outsider a un partito di governo. Aveva da un bel po' interrotto la sua partecipazione ad ECOLO, in disaccordo con quella che lui considerava una linea ecologista troppo morbida e governista. Anche io non lo vedevo da molto tempo. Ma é indubbio che la sua esperienza e originalità di pensiero ha avuto un ruolo veramente importante per tutti noi.

Elezioni di Milano Metropolitana 19 12 2021.

 Domenica 19 dicembre, Sindaci e consiglieri comunali dei comuni della Città Metropolitana di Milano, sono chiamati ad eleggere il consiglio metropolitano.

Europa Verde - Verdi, con Sinistra Italiana e i Civici han dato vita alla lista ecocivica Metropolitana LA CITTÀ DEI TERRITORI.

Come Verdi e civici siamo per ridare il voto ai cittadini;

È il seguito ideale delle esperienze ecociviche de la costituente per la partecipazione e de la città dei comuni.

Nel 2016 ho avuto l'onore e onere di rappresentare i Verdi ne la città dei comuni.

Oggi, come 5 anni fa, per "oscurare e depotenziare" la spinta verde, il PD candida nella sua lista un iscritto verde, che a titolo personale aderisce alla lista del PD.

I verdi da gennaio 2016, nonostante varie richieste da iscritti, sono senza gli organismi provinciali milanesi. Nel novembre 2018 vi fu una assemblea irregolare dei verdi della provincia di Milano per "un presunto pilotaggio" del congresso di Chianciano con l'esclusione degli ecocivici. Furono presentate due liste, una senza mostrare l'elenco delegati e la presidenza era "alquanto discutibile".

Ecco, ora, abbiam fatto pulizia, di fatto.

I verdi devono fare i verdi.

Con 3 consiglieri a Milano, avremmo potuto fare una lista verde, ma ritengo importante, al servizio della democrazia, dare una opportunità di rappresentanza all'eterogeneo universo civico.

Le mie parole, a braccio, di 5 anni fa.

Evviva I Verdi.

Gilberto Rossi 

Milano Palazzo Isimbardi 1 ottobre 2016

Presentazione della Lista Civica Metropolitana

“La Città dei Comuni”

Lista ecocivica: Verdi, Civici e rossi.

Intervento di Gilberto Rossi (Consigliere Federale Nazionale della Federazione dei Verdi; Capogruppo Consiliare Verdi/Cambiamo Ossona)

"con questa conferenza, non stiamo parlando solamente ai consiglieri comunali e ai sindaci che voteranno, ma vogliamo, parlare, a tutti i cittadini.

Perché la nostra missione, il nostro metterci a disposizione, in quello che,

è lo spirito più nobile della politica, è per ridare il voto ai cittadini.

Come lista civica “La Città dei Comuni” che prima si chiamava “costituente per la partecipazione”, è stato presentato anche un progetto di legge d'iniziativa popolare per ridare il voto ai cittadini e, non è stucchevole ricordarlo, perché è questo il nostro impegno;

quindi, da qua, anche quello che è il mio appello di voto ai consiglieri comunali di Milano,

visto che il loro voto vale oltre 700 punti, mentre, quello dei consiglieri comunali di Cassinetta 5; quello del comune dove sono consigliere comunale capogruppo vale 9.

Una necessaria parentesi, ho preso il 17 per cento dei voti, e sono l'unico consigliere comunale: con la legge elettorale precedente ne avremmo eletti 3.


Ed è da una parte di democrazia importante, perché poi, piano piano, come dicono,

per far passare una cosa grande, la vanno a frammentare, per farla passare.

Quando siedo in Villa litta ad Ossona, sento tutto il peso e la responsabilità di rappresentare i cittadini che mi hanno eletto.

Quindi, dicevo, mi rivolgo soprattutto ai consiglieri comunali di Milano, con cui c'è stato un dialogo, che è stato bloccato dalle segreterie di partito.

Nel segreto dell'urna elettorale, abbiate il coraggio di dare rappresentanza alla Milano Città Metropolitana, perché, anche un'altra cosa che non dobbiamo dimenticare c'è stata sì la riforma votata dall'amministrazione di Pisapia per quel che concerne le Municipalità di Milano.

Si è passato le consigli di zona alle municipalità; dovevano anche andare a ricalibrare, appunto,

per consentire ai consiglieri di zona di votare ed esprimersi in quest'ottica di fa parte, di sentirsi, ed essere, della Milano Città Metropolitana;

e badate bene, qua non è che si sta andando a cercare un qualcosa che arriva da un altro pianeta: prendiamo ispirazione da Parigi, da Berlino da New york, dalle altre città metropolitane che ci sono e sono già presenti.

Non voglio essere troppo lungo, perché vorrei parlare anche di cose concrete.

Ho avuto, nella mia breve esperienza, più di portavoce, che non istituzionale:

sono stato il portavoce del comitato No Tangenziale del magentino,

sono stato uno dei portavoce e tra i promotori del comitato pendolari della linea milano novara,

che il trattino d'unione è immediato è quello che in una sigla è tpl trasporto pubblico locale,

in una parola intermodalità, questa che viene a mancare,

quella gestione sovracomunale che solamente un ente come provincia di milano ora Città Metropolitana può fare, perchè badate bene, tra Corbetta e Magenta, che non si arrivi a fare una pista ciclabile perché mancano cento metri, e parlando con gli assessori, richiamo i ruoli importanti dagli scout, non so chi lo diceva prima e io stesso sono stato interpellato per la mia attività ahimè

non riconosciuta da molti perché molto scomoda, di videomaker, ero stato chiamato dagli scout di Corbetta per fare un video e ritrovandoci con un assessore, a mio avviso una bravissima persona bravissimo educatore che ci diceva quasi in camera caritatis non vi posso fare quella pista ciclabile se non sblocchiamo quelle palazzine dietro, e no, quelle palazzine non vanno bene.

io sono una persona molto, diciamo, in parte emotiva ed istintiva, però ho cercato, in questi due anni che sono consigliere comunale di calarmi nella parte, quindi, penso che prima di dire una parola, la devo ben ponderare e soprattutto che l'ascolto è la prima dote dei consiglieri comunali, consiglieri metropolitani, quindi, dando la nostra disponibilità ai consiglieri di comuni più grandi quelli dove il voto vale 60, per quelli di Milano dove il voto vale 700 possiamo già da subito, l'abbiamo messo nel programma:

quello di impegnarci a creare dei momenti di ascolto.

Scusato un po' l'emozione, se salto di palo in frasca, però non posso non ricordare quello che è successo tre giorni fa perché poi l'allarme che viviamo quotidianamente:

ci abbiamo gli istituti scolastici che, purtroppo, cadono a pezzi;

una normativa regionale illuminata mi vien da dire che poi illuminata perché siamo in Italia, che siamo nel buio perché se fossimo in Germania, in Olanda, in Belgio, in Lussemburgo sarebbe all'ordine del giorno: sapete tutti che sono caduti dei soffitti di una scuola di un istituto superiore era appena stata ristrutturata e questo è successo a Rho, ma è successo anche in altre scuole, la gente ha purtroppo;

l'altro giorno passiamo dalle scuole medie del paese dove sono consigliere comunale ad Ossona, e ai caloriferi mancano le valvole termostatiche, quando le valvole termostatiche con un semplice intervento che basta metterlo si ripaga da solo in nemmeno un anno per quello che è il risparmio che va a fare.

Mi viene da ricordare anche un episodio due anni fa una scuola, istituto superiore del magentino, un rinomato liceo che dà prestigio anche alla città di magenta e il 28 dicembre non c'erano i soli per la scuola però vedevi i camini che sbuffavano fuori, quindi c'è dei consumi anche per quello che riguarda il risparmio energetico poi benissimo, e sposo in pieno l'intervento che ha fatto prima il consigliere di Inzago, capogruppo Alessandro Braga, perché senz'altro c'è una differenza tra quelle che sono i civici, e tra la destra e la sinistra, perché comunque io facevo il volontario per i verdi, ero quello che in bicicletta portava in giro i documenti e tutto, e comunque Penati l'ho sempre contestato, perché l'abbiamo sempre contestato, ma in maniera educata, quindi qua, una piccola frecciatina agli amici del movimento 5 stelle; è importante che ci siano pero ci sono anche dei metodi con cui bisogna fare le contestazioni e non si può prescindere all'educazione, perché noi abbiamo un ruolo pubblico che siamo gli ambasciatori portatori di questa idea.

Con Penati , comunque grazie anche a Pietro Mezzi, abbiamo messo in piedi il laboratorio di agenda 21, info energia, infoenergia che è venuto a mancare, è stata chiusa nel silenzio generale quindi anche un appello, del pubblico servizio di darci visibilità purtroppo di queste elezioni metropolitane per qual che riguarda il magentino, castanese, legnanese è uscito solamente un articolo su liberastampa altomilanese, che ovviamente, si dimenticava alcuni candidati, però ne parlava, della provincia di milano come un ente carrozzone inutile.


Io penso, e potrei anche chiudere qua il mio intervento dicendo semplicemente che noi siamo

al servizio della democrazia la democrazia è un esercizio e pratichiamo questo esercizio di democrazia.


Quindi ho sentito dai consiglieri comunali molto disillusi negli ultimi due anni da queste città metropolitana mi permetto di ricordare che le istituzioni siamo noi che gli diamo vita;

una piccola parentesi, visto che le iniziative di oggi il fare il blog della lista civica e tutto il resto, è tutto a nostre spese, la politica ha senz'altro un costo.

Chiudo come di solito si iniziano gli interventi:

colgo l'occasione per ringraziare il sindaco di milano giuseppe sala che nonostante l'impegno a cui è chiamato per l'amministrazione di Milano sta svolgendo, anche, egregiamente il ruolo di sindaco metropolitano voglio ringraziare, mi veniva assessori, no, sono consiglieri delegati, in particolare michela palestra che da un comune a nord di milano aveva la delega al parco sud e comunque è venuta più volte a sentire la voce del territorio questo per dire che la politica ha un costo piantiamola con questa demagogia i costi sono altri e nella condizione in cui versa il nostro territorio: due settimane fa ho fatto un intervento per dire che il terzo e quarto binario tra Rho e Legnano sono inutili e se quindici anni fa potevano essere una priorità ora non lo sono;

sentire l'altro giorno qualcuno che tira fuori il discorso del ponte sullo stretto di messina poi leggevo quello che scriveva Accoriti, Sindaco di Messina su come versa la situazione dei trasporti pubblici;

sono cose che noi sappiamo già però non dobbiamo stancarci di dire

e se gli altri non ci danno spazio questo spazio ce lo prendiamo.

grazie"

#verdi #verdimilano #milanometropolitana

Il simbolo di 5 anni fa. 
Eletto Alessandro Braga 

Per le prime elezioni metropolitane 

Vennero eletti Biscardini e Cappato. 




Ossona. Storia e curiosità

Ossona. Ovest città metropolitana di Milano 

Dal fb del L. N.

Curiosità 

Non tutti sanno che in Villa Litta esiste un bassorilievo che raffigura il FIORE DELLA VITA







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giovedì 2 dicembre 2021

COMITATO SI MEAZZAL’erba voglio non cresce neppure nel giardino del re

Oggi compare su alcuni quotidiani una lunga intervista ai rappresentanti del  fondo americano  Elliott e della società cinese Suning, formalmente proprietari pro tempore dei due club di calcio Inter e Milano.

In tutta l’intervista non si fa cenno al fatto che le aree sono pubbliche

La chiave di lettura della intervista non sta in quello che si scrive ma soprattutto  in quello che non si dice: il Meazza e le aree interessate sono pubbliche, non sono di proprietà del fondo americano e della società cinese. 

Al posto del Sindaco, che rappresenta i milanesi proprietari dello stadio, parlano Scaroni e Antonello che sono degli affittuari, che dicono al padrone di casa che deve demolire la sua proprietà per fargli costruire (agli affittuari) un altro stadio, a spese del Comune e dei cittadini milanesi. Quale stadio non si sa, visto che non è stato ancora deciso il progetto su cui puntare.

Razionali con i soldi degli altri,

Secondo il gatto e la volpe, quelli che vogliono salvare un simbolo di Milano, un bene materiale e immateriale di Milano sono dei “romantici” e quelli che lo vogliono distruggere nella logica dei loro affari con una operazione speculativa (chiamiamola con il suo nome) sono “razionali”. E detto da Scaroni, con l’accompagnamento di Antonello, e l’avallo del Sindaco, non è per nulla accettabile per molti motivi. Anzi appare sgradevole. 

Vogliamo?

“Vogliamo infrastrutture che ci garantiscano risultati a livello europeo”.  Intendono risultati economici.  Per quelli sportivi non basta lo stadio che peraltro, caso unico in Europa, sarebbe in concessione al fondo americano e alla società cinese per 90 anni per poi essere restituito  al Comune. Caso anomalo e unico in Europa per società che hanno vinto la Champions League.  Peraltro in Europa, i club non hanno in comproprietà lo stadio, ma ciascuno è proprietario del suo impianto o ha in concessione lo stadio pubblico (come a Parigi, per citare un caso in cui sono coinvolti quelli del Qatar di casa a Milano).

Ma anche in relazione  agli aspetti economici, le vicende nel mondo confermano che  lo stadio di proprietà non rappresenta la soluzione di tutti i problemi economici: non lontano da qui  c’è l’esempio della Juve che, quanto a bilanci,  non è che stia benissimo.

 

Si può fare con l’ammodernamento del Meazza in San Siro 


Il Real Madrid con i soldi suoi si ristruttura il suo stadio, con un intervento molto ampio e invasivo, costruendo più terreni di gioco e con la copertura.  Anche il Real Madrid ha problemi di bilancio, ma non si è rivolto al Comune per farsi finanziare. È ridicolo pensare che il nuovo stadio risolva il problema di  due società che in questi anni hanno avuto perdite di bilancio consistenti. Forse sarebbe il caso di rivedere la gestione invece di puntare su una operazione immobiliare.  

Dal 2014 al 2021 le due società hanno chiuso i bilanci con perdite per oltre 1 miliardo e mezzo. Solo nel 2021 il Milan ha avuto 98 milioni di perdita con debiti per 286 milioni mentre l’Inter ha avuto 246 milioni di perdita con debiti per 827 milioni.


Le società americana e cinese non c’entrano nulla? 

La barzelletta del momento 


Curiosamente, si gioca alle tre tavolette: “le squadre di calcio sono competitive con il nuovo stadio e la proprietà delle squadre di calcio non è collegata allo stadio.” Discutere con quelli che pensano che gli altri siano fessi non è il massimo della vita; se poi vogliono fare gli affari, con la subalternità del Comune, la faccenda si fa molto irritante e offensiva. 


Vogliamo fare, ma su aree pubbliche e con le volumetrie concesse dal Comune


Il loro “vogliamo”  è “vogliamo fare con i soldi degli altri” perché loro non hanno intenzione di metterci un quattrino. Perché quando dicono che “siamo all’interno dei parametri del PGT” non dicono che si tratta di aree pubbliche su cui loro vorrebbero costruire per  ricavare i soldi con cui finanziare un nuovo stadio: il nuovo stadio è solo un pretesto per l’operazione immobiliare finanziaria. 

Se si conservasse il Meazza, non avrebbero alcuna giustificazione  tutta la volumetria e il cemento che che i rappresentanti del fondo americano Elliott e la società cinese Suning hanno chiesto prima in modo esagerato, senza pudore alcuno, (0,63, circa 184.000 mq.), poi abbassando leggermente (a 0.51, circa  149.000 mq.) e infine tornando alla soglia massima prevista dal PGT (0,35, pari a circa 102.000): se il Comune volesse, si potrebbe realizzare di meno. Con una notevole faccia tosta, adesso dicono che sono dentro i limiti del PGT: peccato che le aree non siano loro.

Vendendo a 12.000 al mq. si fa circa oltre 1 miliardo e 200 milioni:: ribadiamo, realizzati su aree pubbliche, di proprietà non di Inter e Milan, ma del Comune, che gentilmente si presta. 


Non è speculazione, è un saccheggio 


Le due società hanno proposto l’iradiddio, ma non è speculazione, no, ci mancherebbe. Certo la speculazione era su aree private; ma qui, una volta si sarebbe detto, è un saccheggio: interessi privati su beni pubblici. 

Ricostruiamo, per chi si è perduto le puntate precedenti, cosa hanno proposto, ripetiamo per l’ennesima volta, su aree pubbliche:  grattacielo da 16 piani alto 82 metri, su 19.000 mq, per uffici; grattacielo da 29 piani alto 152 metri, su 28.000 mq, per uffici; grattacielo da 15 piani alto 77 metri, su 12.000 mq, per hotel; Centro congressi da 2 piani, su 4000 mq; Centro commerciale su 1.650 mq e poi il cosiddetto “Distretto sport e intrattenimento” con centro commerciale Mall da 3 piani su 75.350 mq ed  edificio intrattenimento (cinema) su 9000 mq.

Altri uffici in epoca di smart working o co-working, e altri centri commerciali in epoca di vendite on line, consegne a domicilio, liìmitazuoni del traffico, ecc. In controtendenza con tutto quello che avviene nel resto del mondo. 

Da tutto quanto affermato, si evince che le due società straniere non ci mettono un quattrino ma con arroganza dicono al Comune cosa deve fare. 


La pistola scarica: vanno fuori Milano? Prego, si accomodino…


La minaccia di andare fuori Milano è una pistola del tutto scarica, poiché il valore delle aree fuori Milano è notevolmente inferiore a quello di San Siro.  E anche lì, con quali soldi? E poi il “Giorno” ha già spiegato che a Sesto San Giovanni non c’è posto sulle aree ex Falck.

Se le due società riuscissero a trovare  dei finanziatori (magari arabi, come si vocifera) per costruire fuori Milano, sarebbe cosa buona e davvero europea: ciascuna società  avrebbe uno stadio di sua proprietà e il Meazza potrebbe essere riadattato per una sola società o servire per tante altre attività sportive e di spettacolo.


Potevano risparmiarsi la frase sulla subalternità del Sindaco: poco elegante da parte loro.


“ll Sindaco ha fatto sua la nostra proposta, dopo la tregua elettorale!” dice Scaroni. Senza parlarne in campagna elettorale e con un blitz in Giunta, senza avere l’onestà politica di spiegare le sue ragioni al Consiglio Comunale, apprendiamo da Scaroni e Antonello come stanno le cose: il Sindaco ha sposato le tesi delle due società. 

Ed oggi il Sindaco si rende conto che si è infilato in un “cul de sac” e  cerca una via di uscita:  fa ricadere sulle squadre il compito  di “convincere i nostalgici oppure chi è contro l’idea ne deve parlare con le squadre più che con me”. 

Dal “decido io” al “sono in mezzo”: aspettiamo solo che si metta dalla parte dei cittadini milanesi che non solo nostalgici, ma difendono i simboli della loro Milano. 


San Siro non è idoneo, dicono loro


San Siro ha appena avuto, a settembre,  il visto  della UEFA per gare internazionali e il certificato di idoneità dagli uffici di verifica tecnica del Comune ma per i due “ha fatto il suo tempo”, ovvero non è un business, perché “non garantisce la capienza necessaria, visto che si scendeva sotto i 60.000 posti né l’aumento dei ricavi” 

Secondo più di un  progetto,  l’ammodernamento di San Siro consentirebbe  più di 60.000 posti e anche i box per le aziende e tutti i derivati per aumentare i ricavi. E l’intervento non sarebbe invasivo, come invece sostengono americani e cinesi  per i loro interessi.  

San Siro, è vero, avrà cento anni quando ci terrà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali 2026. Ma San Siro è una sedimentazione di interventi, a spese del Comune, che di fatto lo rende uno stadio perfettamente agibile: dopo i lavori per “Italia 90” (senza alcun fermo di partite) e dopo quelli del 2016, per un totale di  investimenti pubblici di oltre 150 milioni negli ultimi trent’anni. 


Lo stadio Meazza per le Olimpiadi 2026


Il piano immobiliare Scaroni_Sala  doveva tenere conto che fino al 2026 non si può abbattere San Siro: in questo periodo,  lo si potrebbe pertanto ammodernare, facendo lavori senza interrompere ila serie A o i tornei internazionali. Ma questo è troppo “risparmioso”. Facciamo due conti:  operazioni immobiliari su aree pubbliche per 1,2 miliardi, costo stadio nuovo 650 milioni, 45 milioni per demolire il Meazza… rimangono 505 milioni: che destino avrà questo surplus? Beneficenza per il quartiere? Altra bufala.


Il verde diminuisce 


Bufala come quella che prevede il verde: in realtà si usa il verde di via Tesio (5,5 ettari), davanti alle case esistenti,  per costruire il nuovo stadio e abbattere il Meazza, che sta di fronte a case che stanno per essere costruite sul vecchio ippodromo del trotto. Così il verde pubblico si riduce a 2,6 ettari, ma forse calcolano il verde sui tetti e i gerani delle case di via Tesio. 

Ma c’è di più viene il sospetto che ci sia qualcosa di combinato tra operazione ippodromo e operazione nuovo stadio. Infatti il Municipio7 scrive : “Oltre alla realizzazione (sull’ippodromo del trotto) di volumetrie di residenza libera per Mq 46.041 dovuti all'applicazione dell'indice UT di 0,35 mq/mq,  è indicata come prevista la realizzazione di "Servizi di interesse pubblico o generale" per mq 52.189 e nello specifico di "servizi abitativi sociali in locazione" per mq. 43.378. Tali realizzazioni porterebbero il totale dell'indice UT a circa 0,70 mq/mq. La realizzazione dei servizi citati porterebbe al raddoppio dell'indice UT” e più avanti chiede che “la realizzazione di tali servizi abitativi sociali in locazione, dato l’estremo impatto sul consumo di suolo,   sia vincolati a tariffe di locazione realmente sociali ed economicamente sostenibili per famiglie monoreddito.“

E quanto sarà realmente la volumetria su tutto il comparto “nuovo stadio”? Sarà lo 0,35 o finirà come per l’ippodromo? 


Ristrutturare il Meazza costa meno, e questo non va bene ad alcuni 


La verità che ristrutturare il Meazza costa meno e quindi si vuole abbatterlo per un “nuovo stadio con 60 mila posti, di cui 12.500 premium (quelli per le aziende) un costo di 65° milioni e tre anni di lavoro”

Come scrive  l’architetto Elena Brusa Pasqué “Non è etico spendere circa 45 milioni di euro, come ho visto scritto in alcuni articoli , per demolire il Meazza, senza contare che nessuno prende in considerazione dove trasferire i milioni di mc di materiale da smaltire in discariche “chissà-dove”, nonché materiali inquinanti da smaltire insieme al cemento che andranno ad inquinare altri luoghi …. Traferiremo metri cubi e metri cubi di rifiuti in altro luogo. E così noi paghiamo le scelte sbagliate di una politica che si riempie la bocca di parole come “Sostenibilitá, ambiente, paesaggio, tutela ed economia circolare” e poi fa scelte opposte. Trovo davvero poco etico insistere su costruire un nuovo stadio quando investendo sul Meazza si può avere uno stadio straordinario. Teniamo poi presente che il futuro è digitale e se ieri servivano stadi con 70/80000 posti adesso servono quelli da 40.000 con tutti i servizi necessari. E il Meazza ha tutte le potenzialità per trovare tutti i servizi necessari al suo interno e poi ha un valore immateriale indistruttibile fatto di storia di memoria e di architettura da valorizzare e salvaguardare.”


Il danno ambientale della demolizione


Naturalmente non si prende minimamente in considerazione  quanto danno ambientale (polveri, Pm10, rumore, disagio) ci sarà per gli abitanti della zona, a causa della movimentazione dei camion per il materiale di scavo, per il materiale di cantiere: 161 camion al giorno, tutti i giorni,  dal 1 gennaio 2023 al 30 settembre 2026. Poi c’è la demolizione del Meazza, oltre a quello che produrrà sull’ambiente, in sette anni, dal 1 marzo 2026 al 31 dicembre 2033, ci saranno da movimentare 188.860 mc di demolizione con  minimo 7 camion al giorno tutti i giorni per sette anni. Per darvi una idea, della dimensione dello smaltimento, si tratta di creare una fossa di 10 metri di larghezza per 10 metri di altezza  lunga un  chilometro e novecento metri, come  da piazza Cordusio all’Arco della Pace; ed è come se demolissero il Pirellone (165.000 mc) o metà del Duomo di Milano (440.000 mc.) 


La demolizione del Meazza e il nuovo stadio: un progetto senza senso


Scrive sempre Elena Brusa Pasqué: “La demolizione del Meazza, con la costruzione di un nuovo stadio al suo fianco,  é un progetto “senza senso” e contro tutti i principi fondanti dell’architettura di oggi che deve essere “sostenibile” “etica” e “circolare”. Niente sprechi edilizi e di consumi non solo di suolo ma anche di processi edilizi sbagliati. 

Oltre tutto il Meazza nel tempo è stato ben progettato; la visibilità dalle gradinate è buona; la capienza ottimale, e oltre tutto è un luogo iconico amato da milanesi e non solo, considerato simbolo della città dopo il Duomo e la Scala. 

Adesso noi tutti siamo chiamati a “sostenere” anche il caos prodotto dall’agire sbagliato di chi non ha il coraggio di fare scelte in difesa di un territorio, della sua storia, del paesaggio e dell’ambiente. Noi siamo Lombardi e non di Dubai, amiamo l’autenticità, quella vera, quella che si è sedimentata, anno dopo anno, decennio dopo decennio, realizzando una bellezza non riproducibile che unisce storia e memoria all’architettura. Il mondo ci invidia questo patrimonio immateriale e materiale che abbiamo e che possiamo abilmente trasformare e innovare per essere al passo con i tempi e con gli usi. Non siamo né conservativi né nostalgici. Siamo solo persone di buon senso. Io ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per invitare la politica a riflettere”

Per il Comitato SiMeazza

Luigi Corbani

Milano, 2 dicembre 2021

Elezioni Milano Città Metropolitana. La Città dei Territori, verdi, civici e sinistra italiana, si presentano

 Alle prossime elezioni della città metropolitana di Milano, parteciperà anche la lista 

“La Città dei territori”, per rappresentare le istanze di tutti i territori della città metropolitana.

Questa lista ha tra i suoi punti principali il superamento della legge Del Rio per permettere ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti, la difesa dell'ambiente in tutti i territori ed una forte attenzione alle tematiche sociali del lavoro e della salute pubblica. 

Questa lista ha avuto come promotori Europa Verde, Sinistra Italiana, alcuni membri del M5S e rappresentanti di diverse Liste Civiche presenti sul territorio metropolitano.

La bontà di questo progetto politico è stata certificata dall’immediato consenso ricevuto dai tanti consiglieri comunali che l’hanno sottoscritta, in poco tempo ci siamo visti sommergere da tantissime sottoscrizioni, arrivate soprattutto da quei territori ai margini dell’area metropolitana, che ci hanno permesso di presentare la lista e partecipare alle prossime elezioni metropolitane.
A loro va un grazie sincero per il sostegno manifestato e ci auguriamo che si possa tradurre anche  in un consenso elettorale importante.

Precisiamo inoltre che questa lista non è assolutamente equidistante tra il campo del Centro Sinistra e quello del Centro Destra, ma pensiamo che possa contribuire a rafforzare il campo progressista e ambientalista anche in vista delle prossime scadenze elettorali.

I valori che esprime questa lista “Ecologista, Solidale e Civica”, sono ben radicati nei valori della costituzione italiana e dell’antifascismo.

Il confronto continuo, la partecipazione e la raccolta delle istanze che arrivano dai territori saranno l’azione politica con cui gli eletti de “La Città dei territori” svolgeranno il loro mandato.


i candidati

FINIGUERRA DOMENICO

CUCCHIARAFRANCESCA

MOLTENI PAOLO

FONDRINI ELENA

SALVO GIORGIO

EXPOSITO PEINADO MARIA ANGELES

CAMISANI OLIVIERO VALERIO

PULICE MARIA

BROCCOLI YURI

FORTUNALI ROBERTA

CRUGNOLA GIANLUCA

TOMINETTI ILARIA IVONNE

PARISOTTO ANTONELLA

L’Inter persiste nel licenziamento dei magazzinieri

 COMUNICATO STAMPA

L’Inter persiste nel licenziamento dei magazzinieri

Ci siamo ritrovati ad assistere ad un brutto spettacolo cui speravamo di non assistere, soprattutto dopo che la Gazzetta dello Sport aveva scritto di un rientro dei licenziamenti. Così non è, purtroppo non c’è stato il gol in zona Cesarini, l’AD dell’Internazionale Milano persiste nel nefasto intento di lasciare a casa lavoratori con decine d’anni di anzianità professionale alla squadra nerazzurra. 

Ad inizio novembre, dopo una protesta civile che aveva attirato l’attenzione dei media, la società aveva manifestato ai lavoratori coinvolti e al sindacato, l’obiettivo di ricercare una soluzione sostenibile.

Purtroppo, l’azienda ci ha convocato nei giorni scorsi e ci ha formulato una proposta che non è accettabile, dimostrando la mancanza di volontà di risolvere il problema scarsa la totale indifferenza rispetto al destino dei due magazzinieri.

Ai magazzinieri viene offerta l’assunzione come autisti di autobus di linea per una società di trasporti a San Giuliano Milanese.

L’offerta è inadeguata e non accettabile in quanto:

• non è compatibile con le professionalità e l’età dei lavoratori (ultracinquantenni), che non sono neanche in possesso della patente necessaria;

• prevede una retribuzione drasticamente ridotta rispetto all’attuale;

L’azienda ha proposto a quel punto un incentivo economico insufficiente ad affrontare un periodo di disoccupazione e la ricerca di un nuovo lavoro.

Consideriamo questa vertenza davvero surreale: mai avremmo pensato di dover difendere due magazzinieri dell’Inter dal licenziamento, facciamo un ulteriore appello alla società perché eviti di scrivere una pagina triste nella storia del Club e si impegni davvero a recedere dal licenziamento o in alternativa a trovare una soluzione dignitosa e accettabile.

In caso contrario, andremo risolutamente di fronte al giudice per impugnare i licenziamenti.

Paolo Di Francesco

Davide Baccarini

mercoledì 1 dicembre 2021

Cave di Casorezzo. Il TAR accoglie la sospensiva

Da fb comitato nodiscarica 

“Il TAR HA ACCOLTO LA RICHIESTA DI SOSPENSIVA. Bloccati i lavori di allestimento della discarica di rifiuti speciali nel Parco del Roccolo.

I cittadini ricorderanno che lo scorso giugno il Tar aveva annullato le autorizzazioni rilasciate da Città Metropolitana di Milano relative al progetto di discarica nel Parco dei Roccolo (cave di Casorezzo) presentato da Solter.

 Cittã Metropolitana  con un tempismo stupefacente, di gran carriera e in pieno agosto, aveva rinnovato le autorizzazioni permettendo così la prosecuzione dei lavori di allestimento della discarica.

Tutta questa fretta incomprensibile aveva portato i tecnici di Città Metropolitana a partorire atti pasticciati, che non tenevano in alcun conto la situazione attuale e i fatti intervenuti lungo un percorso di anni. Ma "presto e bene non stanno insieme", come recita un saggio proverbio popolare!

E così abbiamo presentato nuovi ricorsi contro le rinnovate autorizzazione, chiedendo anche la sospensiva.  

Oggi abbiamo avuto la bella notizia!

 Il TAR ha accolto la nostra richiesta e ha bloccato i lavori fino all'udienza di merito, già fissata per il 15 febbraio 2020, e alla sentenza conclusiva.

Siamo davvero molto soddisfatti. Ancora una volta siamo riusciti a tutelare il nostro territorio, la salute dei cittadini, la ricchezza ambientale del nostro Parco. Il percorso rimane lungo e complesso ma la sospensiva che il TAR ci ha accordato costituisce un tassello molto importante.

Noi proseguiremo con impegno nell'opposizione netta e totale a questo dannoso progetto e chiediamo ancora a tutta la cittadinanza di continuare a sostenerci.


Roberto Colombo - Presidente del PLIS del Roccolo

Pierluca Oldani - Sindaco di Casorezzo

Susanna Biondi - Sindaca di Busto Garolfo

Barbara Meggetto - Presidente Legambiente Lombardia

Eleonora Bonecchi - Presidente Comitato Cittadini Antidiscarica

Gruppo Agricoltori firmatari del ricorso”



San Siro. Si al dibattito pubblico

 SAN SIRO: LA COMMISSIONE NAZIONALE DIBATTITO PUBBLICO HA CONFERMATO COME L’OPERA RIENTRI NELLE TIPOLOGIE PER LE QUALI IL DIBATTITO PUBBLICO RISULTA OBBLIGATORIO

Dal fb del Capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale a Milano Carlo Monguzzi 

Mentre il Comune si perdeva in osservazioni ostative e richieste di pareri, il Comitato Colibrì promotore della campagna “Sai che puoi” ha inviato un quesito alla Commissione Nazionale Dibattito Pubblico, inviando tra i vari allegati la Deliberazione della Giunta Comunale del 5/11/2021 sull’interesse pubblico relativo allo Stadio.

La presidente della Commissione, Caterina Cittadino, ha così risposto: “…nel caso di specie, l’opera di cui trattasi rientra nella tipologia delle infrastrutture.. .per le quali le soglie dimensionali previste dall’allegato 1 del DPCM n. 76/2018 per l’obbligatorietà dei dibattiti pubblici, sono stabilite nella misura in cui gli investimenti complessivi superino i 300 milioni di euro al netto di IVA, a meno che l’opera non sia inserita fra quelle del PNRR o del PNC…”

Ora non ci sono più scuse, è indispensabile approntare con urgenza il Dibattito Pubblico informando e coinvolgendo i cittadini.

Abbiamo chiesto il dibattito pubblico secondo il Regolamento Comunale, ci è stato detto che un codicillo cozzava contro la Legge Nazionale, allora abbiamo presentato un provvedimento per eliminare il codicillo, e  abbiamo chiesto comunque il Dibattito Pubblico Nazionale, ma ci è stato detto che la legge sugli stadi avrebbe derogato l’obbligo del medesimo.

Ora tutto è più chiaro e semplice, anche se abbiamo perso 20 giorni e facciamo nostro il pensiero del Comitato Colibrì: “negli ultimi 10 anni Milano ha dato il meglio di se’ quando si è aperta all’ascolto autentico di tutte le persone, soprattutto sui temi su cui si è deciso di non schierarsi in campagna elettorale. Non vogliamo vedere la città e la sua amministrazione tornare agli anni bui in cui le decisioni venivano prese senza consultare i cittadini”.

Se il Comune avesse ascoltato il compagno Monguzzi e i verdi si sarebbero evitati questi giorni assurdi.