lunedì 16 agosto 2021

Afghanistan: Europa Verde Milano, sostegno a Cisda per donne

Milano, 16 ago. - Elena Grandi e Carlo Monguzzi, insieme ad altri attivisti del movimento ecologista hanno avviato una raccolta fondi in favore dell'associazione. Per contribuire: C/C Cisda Onlus BANCA POPOLARE ETICA - Agenzia Via Scarlatti 31 - Milano Conto corrente n. 113666 - CIN U - ABI 5018 - CAB 1600 IBAN: IT64U0501801600000000113666 Causale: Donazione liberale Emergenza Afghanistan. "La citta' che con Expo 2015 ha accresciuto la propria autorevolezza sulla scena internazionale - continuano gli esponenti di EV -, deve fare tutto cio' che e' in suo potere per sostenere un percorso di emancipazione avviato con fatica e che non deve fermarsi. Noi da subito vogliamo fare la nostra parte contribuendo alla loro attivita' e invitiamo tutti a farlo. Dobbiamo inoltre continuare a prestare una costante attenzione alle decine di presidi sanitari creati negli anni in Afghanistan da Emergency di Gino Strada, un milanese del mondo da sempre contro tutte le guerre. Continuare a sostenere la sua opera e di tutti quelli che negli anni ci hanno creduto e che continuano a lavorarci sara' il miglior modo per ricordare Gino". 

L'ultimo articolo di Gino Strada del 13 agosto 2021

 Gino Strada, 13 agosto 2021

Si parla molto di Afghanistan in questi giorni, dopo anni di coprifuoco mediatico. È difficile ignorare la notizia diffusa ieri: i talebani hanno conquistato anche Lashkar Gah e avanzano molto velocemente, le ambasciate evacuano il loro personale, si teme per l’aeroporto. Non mi sorprende questa situazione, come non dovrebbe sorprendere nessuno che abbia una discreta conoscenza dell’Afghanistan o almeno buona memoria. Mi sembra che manchino - meglio: che siano sempre mancate - entrambe. La guerra all’Afghanistan è stata - né più né meno - una guerra di aggressione iniziata all’indomani dell’attacco dell’11 settembre, dagli Stati Uniti a cui si sono accodati tutti i Paesi occidentali.

Il Consiglio di Sicurezza - unico organismo internazionale che ha il diritto di ricorrere all’uso della forza - era intervenuto il giorno dopo l’attentato con la risoluzione numero 1368, ma venne ignorato: gli Usa procedettero con una iniziativa militare autonoma (e quindi nella totale illegalità internazionale) perché la decisione di attaccare militarmente e di occupare l’Afghanistan era stata presa nell’autunno del 2000 già dall’Amministrazione Clinton, come si leggeva all’epoca sui giornali pakistani e come suggerisce la tempistica dell’intervento. Il 7 ottobre 2001 l’aviazione Usa diede il via ai bombardamenti aerei. Ufficialmente l’Afghanistan veniva attaccato perché forniva ospitalità e supporto alla “guerra santa” anti-Usa di Osama bin Laden. Così la “guerra al terrorismo” diventò di fatto la guerra per l’eliminazione del regime talebano al potere dal settembre 1996, dopo che per almeno due anni gli Stati Uniti avevano “trattato” per trovare un accordo con i talebani stessi: il riconoscimento formale e il sostegno economico al regime di Kabul in cambio del controllo delle multinazionali Usa del petrolio sui futuri oleodotti e gasdotti dall’Asia centrale fino al mare, cioè al Pakistan. Ed era innanzitutto il Pakistan (insieme a molti Paesi del Golfo) che aveva dato vita, equipaggiato e finanziato i talebani a partire dal 1994.

Il 7 novembre 2001, il 92 per cento circa dei parlamentari italiani approvò una risoluzione a favore della guerra. Chi allora si opponeva alla partecipazione dell’Italia alla missione militare, contraria alla Costituzione oltre che a qualunque logica, veniva accusato pubblicamente di essere un traditore dell’Occidente, un amico dei terroristi, un’anima bella nel migliore dei casi. Invito qualche volonteroso a fare questa ricerca sui giornali di allora perché sarebbe educativo per tutti. L’intervento della coalizione internazionale si tradusse, nei primi tre mesi del 2001, solo a Kabul e dintorni, in un numero vittime civili superiore agli attentati di New York. Nei mesi e negli anni successivi le informazioni sulle vittime sono diventate più incerte: secondo Costs of War della Brown University, circa 241 mila persone sono state vittime dirette della guerra e altre centinaia di migliaia sono morte a causa della fame, delle malattie e della mancanza di servizi essenziali. Solo nell’ultimo decennio, la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) ha registrato almeno 28.866 bambini morti o feriti. E sono numeri certamente sottostimati.

Ho vissuto in Afghanistan complessivamente 7 anni: ho visto aumentare il numero dei feriti e la violenza, mentre il Paese veniva progressivamente divorato dall’insicurezza e dalla corruzione. Dicevamo 20 anni fa che questa guerra sarebbe stata un disastro per tutti. Oggi l’esito di quell’aggressione è sotto i nostri occhi: un fallimento da ogni punto di vista. Oltre alle 241 mila vittime e ai 5 milioni di sfollati, tra interni e richiedenti asilo, l’Afghanistan oggi è un Paese che sta per precipitare di nuovo in una guerra civile, i talebani sono più forti di prima, le truppe internazionali sono state sconfitte e la loro presenza e autorevolezza nell’area è ancora più debole che nel 2001. E soprattutto è un Paese distrutto, da cui chi può cerca di scappare anche se sa che dovrà patire l’inferno per arrivare in Europa. E proprio in questi giorni alcuni Paesi europei contestano la decisione della Commissione europea di mettere uno stop ai rimpatri dei profughi afgani in un Paese in fiamme. Per finanziare tutto questo, gli Stati Uniti hanno speso complessivamente oltre 2 mila miliardi di dollari, l’Italia 8,5 miliardi di Euro. Le grandi industrie di armi ringraziano: alla fine sono solo loro a trarre un bilancio positivo da questa guerra. Se quel fiume di denaro fosse andato all’Afghanistan, adesso il Paese sarebbe una grande Svizzera. E peraltro, alla fine, forse gli occidentali sarebbero riusciti ad averne così un qualche controllo, mentre ora sono costretti a fuggire con la coda fra le gambe. Ci sono delle persone che in quel Paese distrutto cercano ancora di tutelare i diritti essenziali. Ad esempio, gli ospedali e lo staff di Emergency - pieni di feriti - continuano a lavorare in mezzo ai combattimenti, correndo anche dei rischi per la propria incolumità: non posso scrivere di Afghanistan senza pensare prima di tutto a loro e agli afghani che stanno soffrendo in questo momento, veri “eroi di guerra”.

GINO STRADA, pubblicato su La Stampa, 13 agosto 2021

domenica 15 agosto 2021

OMAGGIO PER GINO STRADA

Nel mare di messaggi e commenti, mi va di condividere con voi quello di Mario Capanna

E di un episodio in una fabbrica di mine bresciana. 


Quanto d’amore, di stima e di ricordi, Gino, fra noi. Ci siamo sempre fidati come due fratelli, a partire dalle prime assemblee studentesche, tu alla facoltà di Medicina, io all’Università Statale di Milano.

E poi, dopo, a sostenere con convinzione le nostre “utopie” operanti.

Mi ricordo, fra i tanti episodi, quel pomeriggio d’inverno, tu e io dietro un banchetto in Piazza Duomo a vendere, battendo i piedi per il freddo, copie del mio libro “Il fiume della prepotenza” , con il ricavato destinato a contribuire alla costruzione di uno dei primi ospedali di Emergency in Cambogia.

Mentre scrivo, e piango, sto rigirando fra le mani la minuscola ma assassina mina antiuomo, il cui involucro mi regalasti affinché - dicesti - mai dovessimo dimenticare la disumanità delle armi, e che la guerra deve diventare un tabù.

Tu, uomo di pace vero, lottatore autentico a fianco degli umili , ti sei speso fino all’ultimo perché l’umanità fosse migliore.

Sei stato sempre coerente con le idee dell’opuscolo che scrivemmo nel 1970 “ La medicina al servizio delle masse popolari”.

Nulla potrà veramente capire di te, e del tuo incessante lavoro, chi non considera che sei stato uno dei… prodotti migliori del Sessantotto.

Caro amico e compagno di lotte straordinarie, non avresti dovuto lasciarci così presto.

Perché, per ricordare la frase che ti piaceva, “ci sono morti leggere come una piuma, e altre più pesanti  del monte Tai”.

Tu sarai sempre sopra la sua cima.

Mario Capanna


Le persone fanno la differenza, sempre. 


PER GINO STRADA

Dino Greco 


Eravamo nei primi anni novanta quando la Valsella Meccanotecnica di Castenedolo (Bs), controllata dalla Fiat, era leader nazionale nella produzione di mine anti-uomo, vendute all'Iraq in 9 milioni di esemplari. Vi lavoravano un pugno di ingegneri, pagati a peso d'oro, e 40 operaie, addette allo stampaggio, per 800 mila lire al mese. In assemblea ponemmo in tutta la sua gravità il problema della corresponsabilità anche di chi lavorava alla costruzione di quegli ordigni di morte. La prima risposta fu: "Noi non abbiamo le mani sporche di sangue; se non facciamo noi le mine le farà qualcun altro". Allora organizziamo un incontro in Camera del lavoro con Gino Strada al quale partecipò l'intero consiglio di fabbrica. La riunione fu introdotta da un documentario che Gino aveva portato con sé sui tragici e indiscriminati effetti delle mine, soprattutto sulla popolazione civile  sui bambini, con mutilazioni permanenti, provocati da ordigni in qualche caso fatti a forma di bambole affinché suscitassero l'interesse dei più piccoli. Lo shoch fu potente ed innescò nelle lavoratrici una catarsi, una presa di coscienza che avviò una delle più straordinarie battaglie sindacali e di civiltà  che io ricordi. A quel primo incontro con Gino Strada ne seguirono altri, mentre maturata la decisione di chiedere l'interruzione della produzione delle mine e l'avvio di un processo di riconversione. Ma la Valsella non aveva alcuna intenzione di rinunciare ad una produzione lucrativa come nessun'altra. Cominciarono gli scioperi, via via più intensi, fino a trasformarsi in un blocco a oltranza dell'attività. Il prezzo era altissimo. Dopo mesi di lotta le operaie e le loro famiglie vivevano a credito. La lotta non aveva contenuti salariali o normativi. Era il grido di donne che dicevano all'azienda dove si fabbrica la morte: "Noi non saremo complici". Quelle operaie vinsero, perché la moratoria nella produzione di quegli ordigni infami ne bloccò la produzione. A quel punto si fece avanti un'azienda, la

Vehicle Engineering&Design, che si candidò a rilevare l'impresa per produrre motori elettrici per automobili: indubbiamente un bel salto, dalle mine a motorizzazioni ecologiche. Ma la nuova azienda pose una condizione: potere vendere alla Spagna il brevetto dell'Istrice, un dispositivo per il disseminamento delle mine dall'alto, senza mappatura, con le conseguenze che ciascuno può immaginare. L'azienda promise che il denaro incassato sarebbe servito anche per saldare alle lavoratrici le mensilità arretrate. In assemblea intervenne la compagna più anziana, componente del consiglio di fabbrica e disse queste parole: "ragazze, in questi mesi abbiamo fatto tanta strada insieme e siamo cambiate. So che è dura, ma non possiamo tornare indietro. Quindi, nessuna macchia. Se la nuova azienda vuole subentrare, nessuna condizione. Le operaie approvano, tutte, con un grande applauso. A sera scrivemmo alla Engineering comunicando le decisioni assunte di comune accordo fra sindacato e lavoratrici. Per uno di quei rari casi che talvolta capitano, l'azienda rispose che rinunciava alla propria richiesta. Segui' una grande manifestazione, in realtà una festa. I brevetti furono restituiti amministro della difesa e gli stampi delle mine bruciati in piazza.

Sono certo che distanza di oltre vent'anni tutte le operaie ricordino questa vicenda come uno dei momenti più importanti delle loro vite e che il ricordo di colui che tanta importanza ebbe nella loro maturazione non è  mai venuto meno.

Ben fatto, caro vecchio Gino. 

La terra ti sia lieve

Plastica dal cielo. La lega avvelena il ferragosto italiano.

 Riceviamo e pubblichiamo da PLASTIC FREE

In Calabria, a Villapiana Lido, un candidato leghista ha fatto piovere da un elicottero un numero indefinito di santini elettorali, accompagnati da mascherine, rigorosamente in involucri di plastica. Una gran parte è finita in mare. Quanta ignoranza, che vergogna.

(la nostra Onlus è apartitica ma non può non denunciare gesti simili, da vomito)



giovedì 12 agosto 2021

Referendum caccia. Si può firmare fino al 31 ottobre

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

COMUNICATO IMPORTANTE: dall'ultimo DPCM SEMPLIFICAZIONI sono state concesse le seguenti opportunità:

📌 proroga raccolta firme al 31 ottobre (quindi abbiamo tempo di consegnare agli uffici della Cassazione i moduli firme + i certificati elettorali entro fine ottobre, mentre il limite raccolta firme in tutt'Italia lo fissiamo al 20 ottobre);

📌 è stata concessa l'attivazione della firma "digitale on line", pertanto stiamo preparando e studiando la costruzione della piattaforma per la firma digitale, per cui chiunque potrà firmare dal proprio telefonino e/o pc;

🔅Pertanto riteniamo una grande opportunità realizzare la raccolta firme per abolire la caccia proprio in questo periodo, criticato dalle grandi associazioni, che si defilano dalla partecipazione, anzi boicottano il referendum alla pari dei cacciatori.

E' necessario mobilitarci sempre di più per la raccolta firme e prepararci al coordinamento dei gruppi provinciali per il reperimento dei moduli di raccolta firme dagli uffici elettorali.


‼️Siamo arrivati a 128.000 firme raccolte fino ad oggi, un grande risultato, considerate le risorse limitate a nostra disposizione, grazie al lavoro di tutte le volontarie e volontari che si sono attivati in tutt'Italia e non demordono, non mollano, continuano ad organizzare banchetti e iniziative varie ma il traguardo è ancora lontano e serve ancora l’impegno,  costanza e determinazione di ognuno di noi.‼️

Siamo per questo fiduciosi e contiamo di continuare a crescere ancora, per abolire la caccia e salvare miliardi di animali!!



Cava Casorezzo, 60 giorni per le osservazioni. Nota dei comuni.

 Riceviamo e pubblichiamo

La nota dei Sindaci è in riferimento alla ripresa dell'iter autorizzativo per una discarica nel parco del roccolo. 

Dopo le sentenze del TAR, come si legge nelle prime righe, non essendo mutato il contesto normativo (leggi, manca una nuova legge regionale sui parchi), con nuove indicazioni, riprende l'iter. Ora, ci sono 60 giorni per presentare le osservazioni, prima che l'ufficio attività estrattive si esprima. 




Neppure la calura agostana e il periodo di ferie sono riusciti a fermare lo zelo di Città Metropolitana di Milano che in questi giorni ha pubblicato due nuovi decreti dirigenziali del “Settore qualità dell’aria, rumore ed energia” e del “Settore rifiuti e bonifiche” con i quali si punta ad andare oltre l’annullamento delle autorizzazioni al progetto della Società Solter per la realizzazione della discarica di rifiuti speciali nell’ex AteG11, decretato dalle sentenze del TAR Lombardia del 23 giugno 2021. Questi decreti esprimono nuovamente parere favorevole per quanto riguarda la compatibilità ambientale e autorizzano l’esercizio della discarica, richiamando le già note prescrizioni.

Siamo davvero sbalorditi davanti a tanta determinazione da parte di Città Metropolitana di Milano, nel voler, a tutti i costi, mandare avanti questo assurdo progetto. Questo ultimo atto ci pare l’ennesimo tentativo di rimediare a una vicenda che non si regge, “la toppa nuova sulla juta logora”.

Naturalmente noi non ci lasciamo prendere dallo sconforto. E se loro lavorano alacremente in questi giorni, anche noi non ci facciamo distrarre del Ferragosto. Siamo sul pezzo, stiamo studiando gli atti e ci muoveremo per intraprendere, con la consueta determinazione, ogni azione utile a ribadire le nostre ragioni che sono non solo legali ma anche etiche e per la tutela ambientale.

Avanti!

Roberto Colombo – Presidente del PLIS del Roccolo 

Pierluca Oldani – Sindaco di Casorezzo 

Susanna Biondi – Sindaca di Busto Garolfo

 Barbara Meggetto – Presidente Legambiente Lombardia 

Eleonora Bonecchi – Presidente Comitato Cittadini Antidiscarica 

Gruppo Agricoltori firmatari del ricorso


Il territorio dell'Altomilanese dal 1999 vede i cittadini impegnati contro l'ipotesi di una discarica nel parco del roccolo. Da dicembre 2017 si attende una nuova legge regionale, nel frattempo, iniziative e i ricorsi al TAR.

Siamo in emergenza climatica, solo pensare a una discarica nel 2021 vuol dire essere fuori dalla storia. Abbiamo provveduto ad avvisare il cons. Carlo Monguzzi, da poco rientrato nella Federazione dei Verdi.

Confidiamo nell'interessamento particolare del Sindaco Sala, e invitiamo gli altri candidati sindaci a prendere posizione contro l'assurda e anacronistica proposta di una discarica.

Ora ci sono 60 giorni per presentare le osservazioni.

I Verdi del Ticino rinnovano la contrarietà alla discarica, invitano le amministrazioni dei comuni del Parco a promuovere una pubblica assemblea per aggiornare la cittadinanza. 

Gilberto Rossi  portavoce Verdi del Ticino 

mercoledì 11 agosto 2021

Richiesta di iscrizione al famedio per Lydia Buticchi Franceschi

 Comunicato stampa

Richiesta di iscrizione al famedio per Lydia Buticchi Franceschi

Lydia Buticchi Franceschi, scomparsa il 29 luglio scorso, è stata staffetta partigiana, insegnante e preside. Ha dedicato tutta la sua vita prima alla difesa della libertà dalla violenza fascista, poi della verità e della giustizia, dopo l’uccisione del figlio Roberto, nel 1973, per un colpo di pistola sparato dalla Polizia fuori dall’Università Bocconi dov’era in programma un’assemblea del Movimento Studentesco. Lydia dedicò la seconda parte della vita alla lotta per ottenere dallo Stato verità e giustizia per la morte del figlio.

“Lydia ha insegnato, vissuto e incarnato la Costituzione italiana". Le siamo riconoscenti per il suo impegno umano, politico e civile, in nome della giustizia e dei principi che rendono possibile dirci cittadine e cittadini.

“Per questo – conclude De Marchi –  ho fatto richiesta insieme ad altri consiglieri al Presidente del Consiglio Comunale affinché venga iscritta al Famedio del Cimitero Monumentale”

martedì 10 agosto 2021

Progetto Bimbisvegli. Dopo 65 giorni di sciopero della fame il ministero risponde

 Dai profili fb di Giampiero Monica 

Il grande maestro Giampiero Monaca finalmente interrompe il suo lunghissimo digiuno di protesta durato 65 giorni. È arrivata una risposta dal Ministero. Il suo metodo può andare avanti. E ora che tutte le scuole d'italia siano come Serravalle d'Asti!!! 

65° giorno : aggiungi un posto a tavola, ci sono i motivi per sospendere il digiuno e incontrarsi intorno ad un tavolo.

La commissione ispettiva dell' Ufficio Scolastico Regionale, chiamata a valutare le specificitá della didattica applicata nel progetto Bimbisvegli ha emesso le sue conclusioni. 

Ne è stata inviata a tutti i docenti del 5 circolo e a tutte le famiglie degli alunni iscritti a Serravalle, una sintesi ancora parziale , che però motiva ad un discreto ottimismo.

Bimbisvegli è scuola e si tratta di "strategia didattica attiva e motivante che sollecita i percorsi di apprendimento anche in setting informali e in attività di outdoor. La strategia didattica fa riferimento all’orientamento complessivo che l’insegnante assume in quanto facilitatore dei processi di apprendimento, in questo caso si tratta 

di strategia euristica, tale cioè da stimolare la partecipazione degli alunni, il loro coinvolgimento e la 

negoziazione dei significati”.

Non possiamo negare che vi sia ancora molto da fare per costuire ponti e tessere legami in modo da motivare una percezione positiva o perlomeno di tolleranza da parte di chi per anni ha guardato con scetticismo l'esperienza didattica di Bimbisvegli , ma dopo esserci interrogati ed aver letto in modo accurato questa sintesi parziale con colleghe, famiglie e con gli esperti e le professioniste del comitato scientifico,  ci sembra davvero di poter iniziare a sperare in un percorso piu condiviso e collaborativo, dal momento che la commissione ispettiva prosegue indicando anche il percorso collegiale: "tale strategia didattica, denominata dai suoi primi utilizzatori ‘Bimbisvegli’, nelle dichiarazioni declaratorie teoriche, non appare in contrasto con l’ordinamento vigente e con i principi che sono  sottesi dalle Indicazioni Nazionali del 2012 e Indicazioni e Nuovi Scenari del 2018 pertanto , l'organo collegiale dell’Istituto deve continuare a riconoscere ai docenti la libertà di porre in essere nelle proprie attività la strategia che ritiene più opportuna. Lo stesso per i colleghi che ne condividono i principi".

Per dare una reale praticabilita alla auspicata validazione istituzionale,  dopo quella scientifica avvenuta da tempo, dell'approccio didattico proposto dal progetto bimbisvegli sarà  indispensabile che esso venga finalmente inserito nel PTOF del 5 circolo, disinnescando ogni confusione, favorendo contestualmente l' inclusione nell'equipe didattica di personale propenso alla sua attuazione e sperimentazione.

Mettiamoci, dunque al tavolo per consentire la prosecuzione della  realtá progettuale di Bimbisvegli, scelta dall'intera popolazione scolastica della scuola elementare di Serravalle d'Asti , sostenuta dalle persone della frazione, consigliata da un comitato scientifico di eccellenza, avvalorata da studi universitari, documentata da servizi giornalistici, appoggiata da insegnanti, esponenti del mondo culturale artistico, politico e spirituale ,  persone  preziose che hanno voluto condividere ideali e attesa in digiuno a staffetta.

Grazie.

La metafora del tavolo oltre che da applicarsi al dialogo è , chiaramente riferita anche al mio digiuno.

My word is my bond": avevo detto che digiunavo perche affamato di risposte , una prima sintesi della risposta é arrivata, interrompo la mia astensione dal cibo iniziata il 6 giugno 2021.

lunedì 2 agosto 2021

DISTRUGGERE L’AMBIENTE NON E’ CONSIDERATO UN REATO GRAVE GLI INQUINATORI E I PIROMANI RINGRAZIANO

 DISTRUGGERE L’AMBIENTE NON E’ CONSIDERATO UN REATO GRAVE 

GLI INQUINATORI E I PIROMANI RINGRAZIANO

Dichiarazione del Presidente di “Verdi Ambiente e Società” Stefano Zuppello

“La Camera ha approvato con il voto di fiducia la riforma sulla giustizia. Sono rimasti inascoltati gli appelli che gli ambientalisti hanno promosso in questi giorni perché venissero approvate le modifiche alla legge per far rientrare i delitti ambientali tra i reati gravi.

Un passo indietro pesantissimo rispetto a quanto si era riusciti ad ottenere nel corso degli anni e che comunque consideravamo ancora insufficienti, per combattere l’ecomafie, gli inquinatori e gli speculatori.

Le forze dell’ordine e la magistratura hanno portato alla luce solo nel 2020 ben 883 reati contro l’ambiente. Discariche abusive, inquinamento di corsi d’acqua, trasporto abusivo di materiale inquinante, hanno provocato danni ambientali incalcolabili e le migliaia di persone denunciate meritano di essere giudicate. Con questa legge, invece, molti di questi reati potrebbero finire in prescrizione con grande soddisfazione di inquinatori, mafiosi e piromani. Tutto ciò appare grave e inquietante, oltre a rappresentare una macroscopica contraddizione proprio in giornate come queste, dove assistiamo all'emergenza incendi in numerose regioni.

Il tempo dell'indignazione è davvero finito. La politica può e deve ravvedersi. Chiediamo con forza che la legge al Senato venga modificata e che i reati ambientali possano essere perseguiti come meritano.”

Roma, 2 Agosto 2021

domenica 1 agosto 2021

PEDRO CASTILLIO HA GIURATO COME PRESIDENTE LEGITTIMO DEL PERU'

 Dal fb di Davide Rossi (Segretario SISA) 


Più Marx e meno Adam Smith. Il presidente del Perù, Pedro Castillo si è insediato il 28 luglio 2021. Cinque i punti cardine del suo discorso programmatico. Primo, redigere una nuova costituzione per cestinare l'attuale del 1993, troppo liberista. Secondo, pensionare la troppo colonialista «Casa di Pizarro», da sempre il palazzo da dove hanno governato i presidenti peruviani e che sarà trasformato in un museo. Terzo, incrementare le «ronde contadine», organizzazioni di difesa delle comunità che hanno cominciato a funzionare in Perù dagli anni '70 per garantire la sicurezza, amministrare la giustizia e risolvere ogni tipo di problema. «Dobbiamo espandere il sistema delle ronde in Perù, che non è altro che la popolazione organizzata. Promettiamo di crearne laddove non esistono e di includerli nel sistema di sicurezza statale dei cittadini»,  quarto punto, l'espulsione entro 72 ore dei «delinquenti» stranieri, ovvero tutti coloro che speculano e rubano a danno del popolo peruviano a partire dai profittatori stranieri delle minerarie di rame nel sud, stato sociale e sua incremento, dunque, ma, questo il quinto punto, contro i fomentatori di odio e di paura che serpeggiano tra le classi privilegiate, ha garantito il rispetto della proprietà privata.


sabato 31 luglio 2021

San Siro si può (e si deve) ristrutturare. Nota dopo la commissione del comune di Milano

 Dalla portavoce del coordinamento dei comitati San Siro 

Il clima è molto cambiato in Consiglio Comunale riguardo il tema di San Siro, come è risultato dalla Commissione che si è svolta giovedì 29 luglio. 

Sono passati due anni dall’inizio di questa vicenda.. 

Molte cose sono cambiate. Molte le azioni messe in campo dal Comitato San Siro. 

Ora sembrerebbe che tutto quello scempio che avevano ipotizzato non sia più così scontato : 4 grattacieli, 2 centri commerciali di cui uno da 3 piani, un hotel, un centro congressi e uno stadio. Tutto sopra un’area comunale (!) di 28 ettari di cui 5 ettari a verde con un centinaio di alberi ad alto fusto.

In Commissione invece è stato finalmente interiorizzato il nostro mantra: ristrutturare lo stadio San Siro si può ! E lo si può fare alla grandissima. 

Eppure all’inizio sembrava impossibile, sulla base di un parere risultato di parte.

Era il novembre 2019 quando ho organizzato una tavola rotonda all’Archivio di Stato invitando gli ingegneri strutturisti che hanno lavorato una vita nello stadio (Mola e Fugazzi). E già loro avevano garantito che lo stadio gode di ottima salute e che può sostenere qualsiasi tipo di ristrutturazione. 

Il suo stato di sana e robusta costituzione è stato successivamente confermato anche da un certificato di idoneità statica (emesso dallo stesso Comune e da MM) che lo garantisce fino al 2030, persino senza interventi di rilievo. 

Il Comitato ha poi interpellato ingegneri e architetti che avevano già in mente un progetto per San Siro. Due di questi – Riccardo Aceti e Nicola Magistretti – hanno trasformato un'idea in un piano di fattibilità che hanno depositato in Comune. 

Con tale progetto non solo lo stadio verrebbe ristrutturato in tutte le sue parti, anche le più minute, ma verrebbero anche utilizzati spazi e volumi al suo interno ora non contemplati e gli verrebbe anche dato un ulteriore straordinario appeal con una galleria in quota, che sarebbe unica al mondo. 

Tutto ciò – altri fattori positivi -  a costi molto più contenuti, senza interrompere il campionato e persino in tempo per l’inaugurazione delle olimpiadi del 2026.  Inoltre la zona circostante già cementificata verrebbe riqualificata, dedicandola ai servizi per il quartiere. L’operazione, come è stato ribadito  (ma tutto è sempre sul sito del comitato www.coordinamentosansiro.it ) avrebbe anche una sostenibilità finanziaria. 

Essere arrivati alla convinzione della possibile ristrutturazione è determinante perchè per questa via verrebbe conservato lo spazio verde piantumato cittadino, una ricchezza straordinaria per una città già così costruita come Milano. Un’area verde che potrebbe invece essere valorizzata come uno dei più grandi parchi della città che potrebbe contenere moltissime soluzioni per adulti e bambini.  

In questi due anni altri elementi si sono sommati. 

1-Il ricatto di Sesto San Giovanni (“se non ci lasciate fare lo stadio ce ne andiamo via”) – come ci aspettavamo – è caduto: Sesto San Giovanni si è dichiarato non disponibile. 

2-Le società finanziarie proprietarie delle due squadre sono molto incerte.

3-I bilanci delle squadre sono in sofferenza. 

Ora, per effetto di tutto il lavoro prodotto dal Comitato e con un qualche altro elemento a nostro vantaggio, il clima è decisamente cambiato: tra i consiglieri della Commissione, sono stati in molti a chiedere dettagli e approfondimenti.

 E’ stato poi di nuovo spostato il baricentro sul fatto che tutto il territorio di san Siro (stadio e zona circostante) è di proprietà del comune e che quindi è proprio il comune che deve mantenere la regia di una qualsiasi operazione.

E’ anche spuntata l’ipotesi (da Franco D’Alfonso) della costituzione di una NewCo con un capitale a maggioranza in mano pubblica per tenere il controllo dell’intero ciclo di investimento.

Anche il rapporto finale della Commissione – come si legge sul sito del Comune – fa ben sperare : 

 https://www.comune.milano.it/comune/palazzo-marino/le-commissioni-consiliari/calendari-ed-esiti-2021/calendario-dal-26-al-30-luglio-2021

Un grande effetto ha avuto anche fatto anche la Petizione per San Siro che ho prodotto e portato alla Commissione europea e che ha avuto il sostegno di Eleonora Evi ha avuto un esito positivo.

Rimane ancora aperta l’apertura del Dibattito pubblico che il Comitato ha chiesto a più riprese senza avere risposta. 

Ciò che abbiamo ottenuto fin qui, due anni fa non era nemmeno pensabile. Sembrava tutto fatto e tutto scontato. 

E invece, con l’aiuto di tutti i cittadini di buona volontà abbiamo fatto molta strada. 

Andiamo avanti cosi !

mercoledì 28 luglio 2021

OSPEDALE DI ABBIATEGRASSSO, IL PRONTO SOCCORSO RESTA CHIUSO DI NOTTE, IL POTENZIAMENTO RESTA UN MIRAGGIO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Domenico Finiguerra, candidato Sindaco a Cassinetta di Lugagnano 

Un paio di settimane fa sono tornati ad Abbiategrasso diversi consiglieri regionali per fare l'ennesima passerella davanti a cittadini e sindaci, per parlare di salute, sanità ed ospedale di Abbiategrasso. Ed ovviamente di Pronto Soccorso.

Sono stati accolti e sono state ascoltate le loro solite grandi parole.

Risultato?

Il Consiglio Regionale ieri ha bocciato la riapertura del Pronto Soccorso H24, ha bocciato il ripotenziamento, ha sostanzialmente fatto marcia indietro rispetto a quanto era stato deliberato nel 2019. Non capisco per quale motivo sia stata riportata in discussione in aula una decisione assunta più di due anni fa.

Ma il resoconto d'aula ci dice che il nostro territorio ha fatto un altro grosso passo indietro.

Complimenti a Regione Lombardia per l'ottimo risultato ai danni dell'abbiatense.

Mi raccomando, la prossima volta che torneranno i consiglieri regionali, gli assessori, il presidente della Regione Lombardia, se ne stendano due, perché uno solo non è sufficiente. 

Se ne stendano due, di tappeti rossi.


Milano. I 9 candidati alla presidenza dei 9 municipi del centrosinistra

Dal fb di Silvia Roggiani (segretaria del PD di Milano Città metropolitana) 

Il centrosinistra, in modo unitario e insieme al sindaco Beppe Sala, ha scelto i nomi delle donne e degli uomini che si candidano a governare i nove Municipi della città. 

I Municipi, che hanno avuto un ruolo centrale in questi anni, si preparano ad essere ancora più importanti nella Milano policentrica che vogliamo realizzare. Una città sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, nella quale le zone e i quartieri saranno sempre più protagonisti, insieme ai bisogni, ai desideri e ai sogni di ciascuno e ciascuna.

Prende forma il progetto della "Milano a 15 minuti", grazie alla generosità di tutti coloro che hanno deciso di mettersi in gioco per la nostra città. A tutte e tutti i candidati il nostro grande grazie e un grosso in bocca al lupo per la sfida che ci attende. 

Per adesso non vi sveliamo nient’altro sulla quadra e il programma e vi invitiamo alla presentazione ufficiale che faremo, insieme al sindaco Sala, lunedì 2 agosto alle 18 (seguiranno aggiornamenti sulla location). 

Noi ci siamo, per Milano.

 Vi aspettiamo! 

Ecco la lista:

Mun. 1 Mattia Abdu

Mun. 2 Simone Locatelli

Mun. 3 Caterina Antola

Mun. 4 Stefano Bianco

Mun. 5 Natale Carapellese

Mun. 6 Santo Minniti 

Mun. 7 Silvia Fossati

Mun. 8 Giulia Pelucchi

Mun. 9 Anita Pirovano


6 candidati del PD, 2 lista sala, 1 Alleanza civica 


martedì 27 luglio 2021

PADRONI O SCHIAVI DEL CLIC? Di Gianni Minà

 PADRONI O SCHIAVI DEL CLIC?

Di Gianni Minà

A una manciata di giorni dall’11 luglio, la rivista statunitense Newsweek ha affermato che Cuba si è tramutata in una zona di guerra con i mezzi di informazione usati come strumenti per la disinformazione e la propagazione di notizie fasulle attraverso i bot, programmi informatici che “spalmano” determinate notizie in tempi brevi in un flusso continuo e massivo.

L’esperto di disinformazione Julian Macias Tovar, direttore di “Pandemia digitale”, ha sostenuto che duemila profili che hanno utilizzato l’# SOS Cuba sono stati creati tra il 10 e l’11 luglio; il 9 luglio sono stati inviati 100mila twitter con l’#, il 10 luglio 500mila, mentre l’11/7, all’acme della tempesta social, ne sono stati inviati un milione e mezzo. [1]

Newsweek ha intervistato per l’occasione Sam Wooley, direttore del programma di propaganda del Center for Media Engagement dell’Università del Texas, ad Austin, che ha sostenuto: “Le reti sociali sono uno ‘spazio fertile’ per le azioni di manipolazione politica ed è veramente complicato verificare chi sta dietro le campagne di disinformazione”.

In un solo giorno infatti, attraverso Twitter, si sono creati migliaia di profili sotto l’#SOSCuba e la piattaforma, alla richiesta di precisazioni di Newsweek, ha risposto laconicamente: “Stiamo controllando la situazione e continuiamo a vigilare”. [2]

Ieri, sul New York Times, è stato pubblicato un appello importante, firmato da personalità nel campo dell’arte, del cinema e dell’impegno sociale: da Susan Sarandon, a Black Lives Matter Global Network, dai IFCO/Pastors for Peace a Jane Fonda, da Silvio Rodriguez a Noam Chomsky. [3]

Questa notizia, fino ad oggi, a parte alcune eccezioni, non è entrata nell’agenda dei nostri media, ma è importante, e soprattutto ci interroga su come vengono gestite le notizie, a prescindere dal caso-Cuba.

Tutto cambia, ma nulla cambia: fare giornalismo è analizzare le fonti, verificare le notizie e fare collegamenti con fatti storici apparentemente scollegati. Ora è tutto più complicato: la verifica delle informazioni somiglia più a una battaglia contro la pandemia di falsità ed esagerazioni. Per l’occasione sono nati siti come www.snopes.com o il nostrano https://www.bufale.net/ ma sono gocce in un oceano, e comunque non è questa la soluzione.

In più se prima, nei media tradizionali, il messaggio giornalistico era completamente staccato dal messaggio commerciale, ora questo confine è sempre più sfumato. Una recente ricerca sociologica ha appurato che l’80% delle persone non sa capire se un articolo è a sfondo pubblicitario oppure no. E quindi se è manipolato oppure no. Servono, e anche urgentemente, soluzioni più adatte per poter dotare i cittadini di strumenti culturali per capire subito se davanti a loro hanno un contenuto falso o veritiero. Per capire se siamo padroni o schiavi del clic, come descrive in maniera approfondita Antonio Casilli nel suo libro.

Qui di seguito, la traduzione della petizione apparsa sul New York Time.

Gianni Minà


Lascia vivere Cuba


Caro Presidente Joe Biden:

è tempo di intraprendere una nuova strada nelle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba. Noi sottoscrittori vi rivolgiamo questo urgente appello pubblico a respingere le crudeli politiche attuate dalla Casa Bianca di Trump che hanno creato tanta sofferenza tra il popolo cubano.  Cuba, Paese di undici milioni di abitanti, sta attraversando una difficile crisi a causa della crescente carenza di cibo e medicine. Le recenti proteste hanno attirato l’attenzione del mondo su questo. Mentre la pandemia di Covid-19 si è rivelata una sfida per tutti i paesi, lo è stata ancora di più per una piccola isola sotto il peso di un embargo economico.

Riteniamo che la politica di negare intenzionalmente cibo e medicine al popolo cubano, specialmente durante una pandemia globale, sia un atto inconcepibile. Quando la pandemia ha colpito l’isola, la sua gente – e il suo governo – hanno perso miliardi di entrate dal turismo internazionale che normalmente sarebbero andate al suo sistema sanitario pubblico, alla distribuzione di cibo e agli aiuti economici. Durante la pandemia, l’amministrazione Donald Trump ha inasprito l’embargo, messo da parte l’apertura di Obama e lanciato 243 “misure coercitive” che hanno intenzionalmente strangolato la vita sull’isola e creato più sofferenza. Il divieto delle rimesse e la fine dei voli commerciali diretti tra gli Stati Uniti e Cuba sono ostacoli al benessere della maggior parte delle famiglie cubane. “Sosteniamo il popolo cubano”, hai scritto il 12 luglio. In tal caso, ti chiediamo di firmare immediatamente un ordine esecutivo e di annullare la 243 “azione esecutiva” di Trump. Non c’è motivo di mantenere la politica della Guerra Fredda che richiedeva agli Stati Uniti di trattare Cuba come un nemico esistenziale piuttosto che come un vicino. Piuttosto che attenersi al percorso tracciato da Trump, nei suoi sforzi per aprire del presidente Obama a Cuba, ti chiediamo di andare avanti. Riprendi l’apertura e inizia il processo per porre fine all’embargo. La priorità assoluta deve essere porre fine alla grave carenza di cibo e medicinali.

Il 23 giugno, la maggior parte degli Stati membri delle Nazioni Unite ha votato per chiedere agli Stati Uniti di porre fine all’embargo. Negli ultimi 30 anni questa è stata la posizione costante della maggior parte degli Stati membri. Inoltre, sette relatori speciali delle Nazioni Unite hanno scritto una lettera al governo degli Stati Uniti nell’aprile 2020 in merito alle sanzioni contro Cuba. “Nell’emergenza pandemica”, hanno scritto, “la riluttanza del governo degli Stati Uniti a sospendere le sanzioni può portare a un aumento del rischio di sofferenza a Cuba”.

Ti imploriamo di porre fine alle “misure coercitive” di Trump e di tornare all’apertura di Obama o, meglio ancora, di avviare il processo di fine dell’embargo e di piena normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba.

Cordialmente,

http://www.giannimina.it/2021/07/24/padroni-o-schiavi-del-clic/

venerdì 23 luglio 2021

29 luglio. La ristrutturazione di San Siro in Commissione Consiliare

 Si terrà il prossimo 29 luglio il proseguimento della Commissione Consiliare sullo stadio San Siro dello scorso 11 giugno. In quell'occasione non era rimasto il tempo per ascoltare gli ingegneri - Aceti e Magistretti - autori del progetto di ristrutturazione dello stadio Meazza depositato in Comune. 

Cosa che verrà fatta questa volta. La commissione si terrà alle 13-14.

La commissione è visibile sul canale youtube del comune di Milano Commissioni 



PRINCIPALI NOVITÀ DEL NUOVO DECRETO GREEN PASS


Venerdì 23 luglio 2021 

Il Green pass - valido per chi abbia avuto almeno una dose di vaccino, abbia fatto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o sia guarito dal Covid nei sei mesi precedenti - servirà dal 6 agosto per:

🍝 accedere ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti (mentre non sarà invece necessario per consumare al bancone, anche se al chiuso);

🎭 spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive;

🖼 musei, mostre e luoghi della cultura;

🏊🏻 piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;

🌭 sagre e fiere, convegni e congressi;

🎢 centri termali, parchi tematici e di divertimento;

🏫 centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;

💵 attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;

✍🏻 concorsi pubblici. 

👫💉💊Le disposizioni non si applicano ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute. 

Cambiano anche i parametri per i “passaggi di colore” delle regioni legati al rischio Covid: 

🟡 Zona Gialla con occupazione dei posti letto nelle terapie intensive pari al 10% e ospedalizzazione del 15%, con le conseguenti restrizioni già definite nelle misure passate; 

🟠 Zona Arancione con occupazione dei posti letto nelle terapie intensive pari al 20% e ospedalizzazione del 30%, con le conseguenti restrizioni già definite nelle misure passate; 

🔴 Zona Rossa con occupazione dei posti letto nelle terapie intensive pari al 30% e ospedalizzazione del 40%, con le conseguenti restrizioni già definite nelle misure passate. 

🚊 Treni e trasporti pubblici non sono al momento soggetti al Green pass per far entrare i passeggeri. 

💃 Le discoteche restano chiuse (e in prima battuta beneficeranno di un fondo da 20 milioni di euro come ristori). 

⛔️Lo stato di emergenza è prorogato al 31 dicembre 2021.

 in attesa di disporre del documento ufficiale.

Dal fb del Sindaco di Inveruno 

mercoledì 21 luglio 2021

Covid. Ossona (Mi) contagi al 19.7.2021

 Dal sito del comune di Ossona. 

Dato significativo, dopo due settimane covidfree.

N.d.r. Ossona, 4300 abitanti, ovest città metropolitana di Milano 


San siro. L'Europa accoglie la petizione dei cittadini per salvare la scala del calcio

Dal fb del Coordinamento dei comitati San Siro 

La petizione presentata da Gabriella Bruschi per il coordinamento dei comitati a Bruxelles sarà tenuta aperta e il Parlamento europeo interverrà con richieste specifiche alle autorità italiane. 

Ascoltate il suo intervento. 

Il video integrale al link https://coordinamentosansiro.it/index.php/news/video/111-presentazione-petizione-sansiro-al-parlamento-europeo



lunedì 19 luglio 2021

Cuggiono. DIFENDIAMO IL NOSTRO OSPEDALE, rilanciamo la sanità territoriale, rilanciamo le strutture di prossimità.

 Lunedì 19 luglio, presidio in difesa dell'ospedale. 

Video https://m.youtube.com/watch?v=wUTBBjw9YYU&t=311s

Il comunicato delle associazioni di Cuggiono. 

A tutti diciamo: tra il dire e il fare ci sono le scelte concrete su cui dobbiamo misurarci. 

C’è di mezzo la nostra salute non i calcoli elettorali di questo o di quel partito. 

Ci sono i servizi che devono essere assicurati al territorio, come la prevenzione, come un 

vero rilancio delle strutture di prossimità, come un vero ruolo delle comunità locali e dei loro rappresentanti nelle scelte sanitarie. 

Certo, lo dicono in tanti. Ma ora misuriamoci sui fatti, sul rilancio del nostro ospedale o come sia necessaria una presenza adeguata dei medici di famiglia. 

Le parole non bastano più. 

Da alcuni anni assistiamo ad un progressivo e costante depotenziamento dell'Ospedale di Cuggiono, con conseguente riduzione delle prestazioni che in passato venivano erogate ai 

cittadini della nostra zona.

Le motivazioni di queste scelte non ci sono mai state veramente chiarite, mentre siamo stati costretti ad evidenziare più volte i disagi notevoli che subivano i pazienti e i loro familiari costretti 

a rivolgersi a strutture distanti dalla propria residenza.

Come se il covid non avesse insegnato nulla, in questi ultimi tempi si percepiscono invece intenzioni di ulteriori riduzioni delle prestazioni erogate e assurdamente da parte di alcuni si 

accenna addirittura la sua chiusura.

A tutti è utile ricordare la storia dell'Ospedale di Cuggiono:

Ricordiamo che questo fu il primo ospedale realizzato nell’ovest milanese, era il 1837.

Nacque ben prima di quelli in altre cittadine come Legnano, Magenta o Abbiategrasso. 

Se lo diciamo non è per campanilismo, questo però spiega tante cose, se non altro il nostro attaccamento per questa struttura nata grazie e per, i cittadini del territorio.

Altri tempi certo, e allora per restare più vicini ad oggi, ricordiamo che negli anni ottanta fu costruita, con l'interessamento dell'allora Ministro della Sanità Maria Pia Garavaglia, la parte nuova di questo ospedale.

Esistevano allora i seguenti Reparti:

1) Medicina

2) Chirurgia generale

3) Ortopedia

4) Ostetricia, Ginecologia con Neonatalità

5) Otorino

6) Anestesia

7) Laboratorio analisi

8) Radiologia

9) Poliambulatorio specialistico

10) Pronto Soccorso aperto 24 ore

11) Pediatria

12) Malattie infettive

13) Dialisi

L’Ospedale di Cuggiono, attraverso l’apprezzato ruolo dei medici e del personale infermieristico qualificato che operava nei vari reparti, era in grado di soddisfare gran parte delle esigenze 

sanitarie dei nostri cittadini. 

Soprattutto esisteva una costante ed utile collaborazione, facilitata dalla possibilità di agevoli contatti con i medici di medicina generale che seguivano i pazienti dopo le dimissioni.

Riteniamo utile anche ricordare la storia di questi ultimi anni dell'Ospedale di Legnano. 

Lo diciamo proprio perché crediamo in sinergie territoriali che per essere veramente tali non possono essere a senso unico. 

La realizzazione del nuovo Ospedale di Legnano portò ad una riduzione consistente dei posti letto rispetto a quelli che aveva il vecchio Ospedale. Tale riduzione pare fosse basata sulla 

valutazione delle esigenze sanitarie del territorio che abitualmente si rivolgeva a questo Ospedale e sulla riduzione delle giornate di degenza per i pazienti affetti dalle patologie che lo 

consentivano.

Con quello che ci dice la storia recente ci è difficilissimo però capire quali siano i veri motivi che hanno portato alle scelte fin qui fatte.

E' molto facile capire invece, le conseguenze che tali decisioni abbiano provocato e provocheranno a maggior ragione nel prossimo futuro:

1) Maggiori difficoltà per i cittadini e per i loro familiari, dovute alla distanza per raggiungere l'Ospedale di Legnano dove saranno ricoverati o visitati

2) Difficoltà dell'Ospedale di Legnano a soddisfare le esigenze della popolazione di un territorio più vasto. Attese lunghissime al Pronto Soccorso, liste d'attesa per ricoveri ordinari e per visite specialistiche che aumentano progressivamente

3) Difficoltà a mantenere i rapporti fra Ospedale e i medici di Medicina Generale che debbono seguire i pazienti dopo le dimissioni.

La riduzione o il trasferimento di servizi e attività, contraddice altresì le previsioni del PNRR che vorrebbero valorizzare gli ospedali di comunità.

Diciamocelo chiaramente, ogni struttura del territorio va potenziata, quindi anche la nostra. Che questa necessità sia reale è confermata dall’aumento delle strutture private che sempre più 

operano in quasi tutti i nostri comuni. E allora visto che le risorse non mancano perché si investe così poco in maniera efficace sul rilancio della sanità pubblica? Trasferire servizi altrove causerà 

ulteriori disagi, un aumento di domanda e quindi di code e tempi di attesa, proprio in contraddizione con i proclamati intenti di ridurli.

Chiediamo perciò di conoscere quali siano le linee di politica sanitaria che potrebbero giustificare scelte tanto irragionevoli. 

Per questi motivi dobbiamo mobilitarci tutti per contrastare tali decisioni, in difesa di tutti i pazienti che subiranno solo danni dalla riduzione delle attività svolte dal nostro ospedale.

Cittadini, personale ospedaliero e comunità locali non possono che essere uniti su questi obiettivi. 

Il ruolo dell’ospedale di Cuggiono va rilanciato! Ma sul serio, nei fatti, non solo a parole! 

Le associazioni di Cuggiono e del territorio







giovedì 1 luglio 2021

FANGHI TOSSICI in LOMBARDIA FUORI I NOMI!

 Riceviamo e pubblichiamo 

I Sindaci di Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio ci dicano su quali terreni e da quali aziende agricole sono stati sversati i fanghi contaminati da sostanze nocive spacciati per fertelizzanti dall'azienda WTE.

I media e la magistratura hanno diffuso nell'ultimo mese la notizia e alcuni particolari dello smaltimento illecito di fanghi, in molti casi contenenti sostanze inquinanti, in diversi territori della Lombardia, fino in Piemonte, compresa la provincia di Milano. Tonnellate di fanghi tossici sversati tra il 2018 e il 2019. Fanghi che venivano spacciati come fertilizzanti per i campi agricoli, ma che in realtà nascondevano sostanze nocive. I carabinieri forestali di Brescia sono riusciti a completare la mappa di tutti i terreni contaminati: 78 i comuni interessati, 176 le aziende coinvolte. Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio sono tra i comuni nella lista.

Il comando dei Carabinieri Forestali di Brescia ha spedito ad ogni Sindaco dei comuni coinvolti, alle Agenzie Regionali per l’Ambiente ed alle Regioni l’elenco delle imprese agricole alle quali sono stati conferiti i suddetti fanghi tossici.

Chiediamo ai Sindaci del territorio (in primis Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio) di rivelare le aziende e i terreni coinvolti. 

Siamo convinti che cementificazione, speculazione, inquinamento e il malaffare vadano sempre a braccetto e debbano essere fermati.


IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA

NO TANGENZIALE