venerdì 5 marzo 2021

non dimentichiamo i VERDI. Pasquale Cavaliere

 Pasquale Cavaliere (Gragnano24 febbraio 1958 – Córdoba6 agosto 1999) è stato un politico e ambientalista italiano. Cavaliere è stato consigliere regionale in Piemonte per i Verdi a partire dal 1995.

Secondo di 9 fratelli, emigra ancora piccolo a Cirié, in provincia di Torino insieme alla famiglia. Dopo la scuola dell'obbligo, inizia a lavorare come apprendista in diverse fabbriche della zona e dopo essere stato assunto come operaio in una piccola industria metalmeccanica cittadina, diventa delegato sindacale e guida molte battaglie per migliorare le condizioni di lavoro all'interno dello stabilimento.[1]

A partire dal 1975 entra a far parte di Democrazia Proletaria[2] ed è animatore di diverse iniziative nella città, oltre che fondatore di alcune pubblicazioni di controinformazione come Cheffare, L'altra Ciriè e della cooperativa In/contro.

Nel 1989 è tra i membri fondatori del Verdi Arcobaleno[3]. A partire dal 1995 è consigliere della regione Piemonte e nel 1999 entra nella segreteria nazionale dei Verdi.[4].

Nel 1997 Cavaliere sollecita il Consiglio Regionale ad affrontare il problema della fame nel mondo. Benché rappresentante dell'opposizione, a riconoscimento del suo impegno personale viene nominato coordinatore del Comitato regionale di Solidarietà che definirà come stanziare 1.800 milioni di lire a favore di Africa subsaharianaMaghreb e Corno d’Africa. In autunno accusa di scorrettezze amministrative l'assessore al Turismo Antonello Angeleri, che poco dopo si trova costretto a rassegnare le dimissioni.[5]

Nel suo tentativo di creare un dialogo con i centri sociali, riceve nel 1998 un pacco bomba, inviato anche a Giuliano Pisapia e ad altri esponenti della sinistra.[6] È anche l'ultimo a parlare con Edoardo Massari, un giovane anarchico morto suicida in carcere.

Muore a Córdoba, in Argentina, il 6 agosto 1999, un suicidio, anche se questa ipotesi è stata messa in dubbio.[7] Cavaliere, che si era interessato in passato del problema dei Desaparecidos del regime dei colonnelli[8], si era recato in Argentina per riaccompagnare il figlio dalla madre nel suo paese.[9].

In sua memoria è stata dedicata una piazzetta nella città di Ciriè, adiacente all'antica torre di San Rocco e a lui è stato intitolato l'Ecoistituto del Piemonte Pasquale Cavaliere.[10] Su di lui è stato scritto il libro di Davide Pelanda Il Cavaliere dell'Arcobaleno per l'editrice Ananke, pubblicato nel 2009

da wiki


non dimentichiamo i VERDI: Roberto Nik Albanese

 Del web, della memoria e della cultura e storia dei Verdi; wiki italiana non ha la pagina, ma c'è quella inglese; un omaggio alla memoria di Roberto Nik Albanese

Roberto "Nik" Albanese was born in November 1950 in Sovico. He was among the founding members of the Italian Greens in 1986 and promoter of the creation of the Regional Park of the Lambro Valley (Lombardy).[1] He was elected as regional councillor of Lombardy in 1985[2] and ran for the 2014 European elections[3] and other local elections (province of Pavia[4] and municipality of Monza [5]) as member of the Greens. Director of the Green Man Institute (Monza),[6] spokesperson of the Greens of Monza and Brianza district, educator and essayist,[7] he worked in many European projects to promote peace and environmental protection.[8] Among his last commitments at the European level, he represented the Italian Greens at the 23rd European Green Party Council in Lyon (12 November 2015)[9] and he was a petitioner at the European Parliament to intervene in the crisis of the solar energy sector in Italy.[10]

Albanese died in January 2016 at the age of 65.[11]

Roberto Nik Albanese - candidato Green Italia -- Verdi Europei circoscrizione Nord Ovest

https://www.youtube.com/watch?v=omUYzl9g-dM


BIASSONO RICORDA ROBERTO ALBANESE: UN PONTE SULL’AMATO FIUME LAMBRO PORTERA’ IL SUO NOME

Grazie all’iniziativa di Alberto Caspani, consigliere comunale e capogruppo della Lista per Biassono, il Consiglio Comunale ha approvato lo scorso 24 marzo la mozione per la dedica del ponte sul fiume Lambro alla figura di Roberto Albanese.


Il nuovo ponte ciclo-pedonale sul fiume Lambro di Biassono sarà intitolato a Roberto Albanese, anima ecologica e pacifista della Brianza e presidente degli Ecologisti e Civici Verdi Europei di Monza e Brianza, prematuramente scomparso lo scorso 31 gennaio 2016.

La proposta della Lista per Biassono e del Consigliere Alberto Caspani è stata approvata dopo che tutti hanno riconosciuto l’importante impegno profuso da Roberto Albanese per la difesa dell'ambiente e in particolare proprio dell’amato fiume Lambro.

Nik (come era conosciuto da tutti) ha sempre tentato di creare collegamenti fra territori, culture ed epoche storiche - ha commentato il promotore Alberto Caspani - chi passerà sul ponte avrà ora la consapevolezza di appartenere a una Brianza che non conosce frontiere, ma al contempo riconosce orgogliosamente le sue molteplici radici.
A Biassono abbiamo lanciato un semplice segno - conclude - ma il mio augurio è che l'iniziativa raccolga il maggior numero di adesioni fra tutti i Comuni e gli enti che hanno avuto la fortuna di collaborare con Nik.

Il testo completo della Mozione presentata:

MOZIONE DI LISTA PER BIASSONO

FINALIZZATA ALLA DEDICA DEL PONTE SUL FIUME LAMBRO
ALLA FIGURA DI ROBERTO ALBANESE

Venuti a sapere con grande sorpresa e sgomento del decesso in data 31 gennaio 2016, causa embolo, di Roberto Albanese, anima storica del movimento ecologico e pacifista della Brianza e in Europa, ex consigliere regionale lombardo negli anni ’80, fondatore del sito e dell’Istituto di formazione ecologica GreenMan, apprezzato scrittore e attore teatrale brianzolo;

preso atto dell’ampia risonanza che la sua scomparsa ha avuto sul territorio brianzolo, in Italia, all’estero e sulla stampa, con dimostrazioni e tributi provenienti da tutto il mondo associazionistico;

tenuto conto dell’importante contributo alla sensibilizzazione verso i temi ecologici che lo stesso Albanese ha offerto a Biassono, non solo portando all’attenzione del consiglio comunale una mozione votata a unanimità per la tutela dei lavoratori del settore fotovoltaico in cassa integrazione, ma anche per le sue frequenti collaborazioni con l’Associazione culturale “Gaetano Osculati”;

considerato il valore simbolico del suo libro, distribuito gratuitamente a tutte le biblioteche civiche del territorio e presentato anche a Biassono il 5.12.2013, “Con il fiume nel cuore. La quasi leggenda del Lambro”, nel quale è stata ricostruita la storia della Brianza alla luce delle trasformazioni intervenute sul proprio fiume;

preso atto dei numerosi contributi culturali e delle iniziative scolastiche che Roberto Albanese ha realizzato in vita a favore del Consorzio Parco Valle Lambro, essendone uno dei primi promotori e fondatori;

vista la statura etico-morale del personaggio, riconosciutagli trasversalmente da tutti i cittadini con cui Albanese si è rapportato;

alla luce del consenso raccolto fra i familiari, gli amici e i conoscenti più stretti;

tutto ciò premesso,
Lista per Biassono impegna il Sindaco Piero Malegori e il consiglio comunale tutto

a intraprendere ogni atto utile e indispensabile affinché il ponte sul fiume Lambro presente a Biassono in zona Cascine (con accesso da via Madonna delle Nevi), simbolo di unione sociale per la Brianza, nonché di valorizzazione del propria storia e del proprio ambiente, sia dedicato alla figura di Roberto Nik Albanese per ricordare anche alle future generazioni il suo indefesso impegno a tutela del nostro territorio;

a sottoporre il procedimento al Consorzio Parco Valle Lambro e alle amministrazioni comunali limitrofe, affinché l’iniziativa abbia il respiro sociale che le compete;

ad apporre, con l’eventuale concorso e contributo delle altre amministrazioni e delle associazioni con cui Roberto Albanese ha collaborato, una targa commemorativa facilmente visibile sul ponte suddetto.

giovedì 4 marzo 2021

Magenta. CUB sicurezza a scuola

A Magenta in provincia di Milano, durante le indagini per le verifiche di solai e controsoffitti presso il Complesso scolastico sito in via Papa Giovanni Paolo II, è stata rilevata la presenza di parti di solai non portanti in procinto di distacco.

Dato il pericolo l’amministrazione comunale ha emesso l’ordinanza per la chiusura temporanea della scuola.

L’episodio è l’ultimo di una lunga serie che dovrebbe imporci una riflessione sullo stato drammatico di abbandono e degrado in cui versano numerosi edifici scolastici e strutture pubbliche nel nostro paese.

Riteniamo che la sicurezza sia un requisito essenziale per prevenire gravi incidenti e che ogni docente ed ogni studente abbiano il diritto di poter lavorare e studiare in un ambiente a norma in cui venga preservata l’incolumità e salute.

L’amministrazione Comunale oltre alla sicurezza di lavoratori e docenti dovrebbe provvedere velocemente a garantire la continuità didattica trovando una seria soluzione strutturale alternativa fino al momento in cui ci saranno le certificazioni per rientrare a scuola in sicurezza.

Per porre rimedio ai problemi creati dai continui tagli all'istruzione servono finanziamenti ingenti e nuove leggi che diano sostanza ai proclami che sentiamo continuamente pronunciare sulla scuola.

Rivendichiamo più controlli, più sicurezza e una scuola migliore perché nella scuola si costruisce il futuro

Prof. Manuel Vulcano

CUB SUR Magenta

Parco Regionale Valle del Lambro a rischio

 Riporto qui un comunicato del WWF Lombardia sulla mancata nomina del presidente del Parco Regionale Valle del Lambro.

Ricordo che il Parco di Monza è parte del Parco Regionale citato.

Il Comitato per il Parco di Monza ha aderito

COMUNICATO - le mancate nomine del Parco Regionale mettono a rischio il futuro della Valle del Lambro

Un problema apparentemente locale che però ha rilevanza "regionale" per i problemi di gestione che accomunano le nostre Aree Protette. Vi invito a valutare la sottoscrizione di questo comunicato: 

"  Da più di otto mesi il Parco regionale della Valle del Lambro è commissariato. Le forze politiche non sono ancora riuscite, dopo l’uscita di scena di Elena Frigerio, a nominare il nuovo presidente e i 4 componenti del Consiglio di gestione, che amministra gli 8.200 ettari di aree verdi tra le province di Monza, Lecco e Como.

L’impasse sulla scelta dei nuovi rappresentanti dei 35 Comuni è la dimostrazione del disinteresse dei partiti (in modo particolare quelli della provincia di Monza, cui spetta di indicare il presidente) nei confronti del proprio territorio. In una fase storica, in cui si riafferma non solo a livello locale ma addirittura nazionale e internazionale la centralità delle politiche ambientali, il vuoto istituzionale che riguarda la gestione del Parco regionale della Valle del Lambro non può che creare perplessità e preoccupazione. Infatti il Parco Valle Lambro è, per sua natura, l’unico soggetto che può fare da volano e da coordinatore degli interventi sovraccomunali che riguardano la tutela e la valorizzazione dello straordinario, quanto maltrattato, patrimonio ambientale tra la valle del fiume Lambro e i laghi briantei. La mancanza di una guida rischia, oltretutto, di estromettere il nostro Parco dai possibili finanziamenti previsti dal Recovery plan. Un’opportunità che la Brianza che ha a cuore il verde non può assolutamente perdere.

Per questo chiediamo alle forze politiche di non perdere altro tempo, di mettere da parte divisioni e logiche di basso profilo politico, peraltro incomprensibili alla stragrande maggioranza dei brianzoli, e di nominare al più presto i componenti del nuovo Consiglio di gestione.

Aspettare ulteriormente vorrebbe dire compromettere il già precario equilibrio ambientale del nostro territorio.

Dr. Geol. Gianni Del Pero

Presidente Delegato WWF Lombardia


mercoledì 3 marzo 2021

Magenta ex dogana Austroungarica. Storia, foto e video

da wiki 

La struttura della dogana austriaca che ancora oggi sorge in posizione strategica presso il ponte sul Naviglio Grande, costituì dalla sua fondazione nel 1836 sino al 1859 uno dei punti di passaggio obbligati per quanti volessero valicare il confine tra il Regno Lombardo-Veneto ed il Regno di Sardegna.

VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=yEwVhGT15TY&t=3s

La struttura era costituita da un complesso di edifici amministrativi e doganali disposti su tre piani che comprendevano anche una caserma propriamente detta, oltre ad una vasta area e circondata da spessi bastioni di difesa che confinavano con l'alzaia del Naviglio; vi era anche un portico per le ispezioni doganali le cui luci sono state chiuse in seguito. Originariamente, secondo il progetto presentato a Ferdinando I d'Austria, la struttura doveva essere molto più grande, con una struttura ottagonale con cupola e tiburio centrale rialzato dove si trovava l'area per le ispezioni, preceduta da un portico a pilastri con tre arcate sovrastato da un timpano decorato con altorilievi. Questo progetto, per quanto posto in bozza, non venne realizzato probabilmente per mancanza di fondi.

Sul lato opposto si trovavano invece gli edifici residenziali del comandante della dogana e della sua famiglia, oltre alle case degli ufficiali di posto ed alle residenze degli impiegati. Tutte queste strutture si sono conservate praticamente intatte sino ai nostri giorni.

Fu questo complesso, dopo la storica Battaglia di Magenta a fornire una delle basi per la creazione del villaggio operaio della fabbrica S.A.F.F.A., la quale venne rilevata dall'industriale Giacomo Medici.

Oggi, sulla facciata del portico delle ispezioni doganali, si trova una targa commemorativa degli eventi del 4 giugno 1859 che consacrarono la vittoria dei franco-piemontesi in un punto strategico che permise non solo l'ingresso alla città di Magenta, ma anche il successivo passaggio a Milano, compiendo il primo passo verso l'unità nazionale.











CAMERA. VERDI: BENVENUTA ROSSELLA MURONI. CON LEI, VERDI TORNANO IN PARLAMENTO

 “


Diamo il nostro caloroso benvenuta all’On. Rossella Muroni, donna ed ecologista, apprezzando la sua decisione di riportare i Verdi in Parlamento grazie alla nascita di una componente insieme ai colleghi Fioramonti e altri. Un’iniziativa che rappresenta l’apice di una strategia di rinnovamento partita dalle elezioni europee del 2019 e che ci ha portato a contare, tra i nostri iscritti, oltre 10 mila persone, a eleggere 10 Consiglieri regionali e oltre 100 amministratori locali, consolidando la nostra presenza su tutto il territorio nazionale”.

Così, in una nota, i co-portavoce nazionali dei Verdi italiani, Elena Grandi e Matteo Badiali, che proseguono: “L’On. Muroni, in Legambiente prima e poi in Parlamento, ha sempre portato avanti con coerenza e passione i temi della lotta ai cambiamenti climatici, della giustizia sociale e della giustizia climatica, dei diritti delle donne e delle persone più fragili. Sta prendendo finalmente forma quel processo costituente di un soggetto politico ecologista che, a partire dai Verdi e da Europa Verde e includendo le forze associative, il mondo cattolico della Laudato si’ e il mondo imprenditoriale green, potrà cambiare il Paese e rendere possibile la transizione ecologica, grazie alle competenze e alla storia che lo contraddistinguono”.

“Abbiamo bisogno, ancor più nel dramma di una  pandemia che è stata generata dal nostro aver alterato ogni ecosistema, di una vera primavera verde. Sin da subito, ci metteremo al lavoro insieme alla nuova componente per sostenere e incalzare il Governo affinché, nell’elaborazione del PNRR, mantenga gli impegni sull'ambiente, lasciando fuori il green washing che abbiamo già visto nelle grandi imprese. Nel farlo, – concludono Grandi e Badiali, – auguriamo un buon lavoro a Rossella Muroni e ai suoi colleghi”.

martedì 2 marzo 2021

Pillole di Storia. Lo sciopero dei tranvieri del 2/4 marzo 1944

 Dal fb di Roberto Cenati 

Massiccia partecipazione dei tranvieri milanesi allo sciopero generale del marzo 1944

L'astensione dei tranvieri milanesi è l'unica nel settore attuata nei paesi occupati dai tedeschi. Ha una risonanza mondiale e viene citata da radio Monte Ceneri, dalla Voce di Londra, dalla Voce dell'America e da Radio Mosca. La preparazione curata dal C.L.N. inizia nel mese di gennaio con la costituzione di un “Comitato Segreto di Agitazione” del Piemonte, Lombardia e Liguria.

Tale Comitato sorge in ogni città e si espande nei quartieri e nelle fabbriche, ove si tengono riunioni settimanali. Ogni deposito è coinvolto nelle operazioni di distribuzione dei volantini. Alle officine Teodosio, a Milano, si prepara lo sciopero generale.

Dal 2 al 4 marzo l'astensione dal lavoro è totale e Milano è paralizzata, anche perchè i Gap mettono fuori uso una sottostazione elettrica e sabotano alcuni scambi nei punti nevralgici della metropoli. Segue una rappresaglia dura e feroce. Gli uomini della Muti dirigono le loro spedizioni punitive verso le case dei tranvieri, ubicate nei pressi dei depositi. Si apre una corsa contro il tempo e veloci staffette tentano di precedere le squadre fasciste. E' il caso di Silvio Rossi che si precipita in via Brioschi, nel cortile della cooperativa dei tranvieri e grida: “Scappate, scappate, arrivano i fascisti! ”In altri caseggiati il preavviso non arriva in tempo e i tranvieri sono caricati su autocarri e portati al commissariato di via Pagano. Coloro che sono individuati come organizzatori vengono sin dal primo giorno incarcerati a San Vittore.

Dopo quella straordinaria settimana di scioperi molti tranvieri vengono deportati nei lager tedeschi dai quali non fecero ritorno.

Quarantaquattro sono i tranvieri milanesi che persero la vita nei lager nazisti, negli scontri con i nazifascisti nelle formazioni della Resistenza, o nei primi anni dell'opposizione al regime fascista.

Ai tranvieri milanesi è stata conferita la Medaglia d'oro al valor militare. 

Roberto Cenati - Presidente Anpi Provinciale di Milano


lunedì 1 marzo 2021

Il Ligera chiude. Ecco le sue parole

 Se non sei mai stato al Ligera. Non conosci Milano. Punto. 

Riceviamo e pubblichiamo 

Queste parole, quelle del Ligera che chiude, sono parole di tutta una città. 

Ecco, la musica è finita 

gli amici se ne vanno... 

Non siamo soliti gettare la spugna, non è proprio del nostro DNA, ma quando ci vuole, purtroppo, ci vuole. Riguardando indietro a questi quasi 15 anni, sappiamo di aver preso sotto gamba i conti, ma detto questo, credo che qualcosa rimarrà di quello che è stato il Ligera, lo Spazio Ligera e le Edizioni Ligera. Noi, Riccardo Bernini e Federico Riccardo Chendi di sicuro ce l’abbiamo messa tutta per aprire a Milano un luogo diverso e farlo vivere, ogni giorno e ogni notte, insieme a voi. Un luogo che forse non c’era prima, e che forse non ci sarà più. A metà strada fra una Casa del Popolo, e una locale underground all’avanguardia, in mezzo alla via più multietnica, contraddittoria, e forse anche innovativa, di una città che cambia pelle ogni anno. Siamo resistiti a tutto, al coprifuoco Moratti-De Corato, la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia la seconda come farsa. Abbiamo retto anche l’urto forte di chi ci voleva taglieggiare, sembravamo invincibili ma adesso ci arrendiamo. Lo facciamo per motivi squisitamente economici, con il cuore non lo avremmo mai fatto. E lo facciamo senza astio, perché anche se siamo chiusi da molti mesi, sentiamo il vostro affetto a distanza. Eravamo la seconda casa per tanti, e forse anche la prima per qualcuno, per noi era il proseguimento del nostro salotto, delle nostre famiglie. Parlavamo e discutevamo con voi ogni sera, e ogni notte, di politica e di calcio, della zona, della città e del mondo, ci sentivamo in mezzo a tutto, a via Padova, a Milano, all’universo. Per questo forse ci siamo montati la testa, dopo centinaia, migliaia di eventi organizzati, concerti soprattutto, dj-set, presentazioni di libri e il cineforum, che non abbiamo mai interrotto, e gli spettacoli teatrali. Il nostro spazio è sempre stato aperto per le associazioni della zona, questo è stato il nostro personale, ma mai univoco, modo di vedere le cose. Senza via Padova il Ligera sicuramente non sarebbe esistito, e forse anche via Padova senza il Ligera si sveglierà più corta. Noi abbiamo sempre pensato in grande, non quando si trattava di fare i danè, ma sicuramente quando si trattava di fare di via Padova il meglio di Milano. Diffidate di tutti quelli che vi diranno il Ligera, era solo un bar, non lo era, era molto di più, e forse anche qualcosa di meno. 

È un addio, che speriamo non sia troppo lungo. 

Con affetto Riccardo Bernini e Federico Riccardo Chendi 

¡Adios Amigos!

Della P2, Piano di rinascita democratica

 Il piano di rinascita democratica (detto anche programma di rinascita nazionale o il Piano)[1] era una parte essenziale del programma della loggia massonica P2.

Venne materialmente redatto da parte di Francesco Cosentino, e consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l'informazione.

Venne scoperto e sequestrato il 4 luglio 1981[4] in un doppiofondo di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia di Licio Gelli, Maestro venerabile della loggia massonica P2, assieme al memorandum sulla situazione politica in Italia, poco dopo il rinvenimento della lista degli appartenenti alla P2. Fu successivamente pubblicato negli atti della commissione P2 sulla loggia massonica P2.[5]

Licio Gelli nel 2003 ha sostenuto che la coincidenza di talune parti del "Piano" con i programmi dei partiti attuali non sarebbe casuale.[6] In un'intervista dell'ottobre 2008 ha successivamente affermato che, sebbene tutte le forze politiche abbiano preso spunto dal Piano (tanto da indurlo a reclamare ironicamente i diritti d'autore), Silvio Berlusconi era l'unico che poteva attuarlo[7]. Dello stesso avviso furono Mario Guarino e Sergio Flamigni.[8] e Umberto Bossi[9]

Nel 2010 è stato reso disponibile on line dal giornale italiano Il Fatto Quotidiano

Nella relazione conclusiva dei suoi lavori parlamentari, la commissione Anselmi accertò l'esistenza di una struttura segreta che aveva elaborato un piano articolato di riforma dello Stato e della vita pubblica italiane, da realizzarsi entro un orizzonte temporale non precisato. Il piano fu redatto al di fuori delle sedi istituzionali preposte dalla Costituzione, e in assenza di un qualsiasi coinvolgimento democratico degli elettori e dell'opinione pubblica. Nel testo del piano diffuso dai media al tempo della scoperta, e reperibile su Internet, si delinea principalmente la fotografia di uno stato ideale, che avrebbe dovuto tendere a divenire realtà. Tuttavia, non sono analizzati la situazione esistente e la modalità di attuazione del piano: soggetti e attività, scadenze temporali, costi e modalità di finanziamento, strumenti normativi, politiche di gestione delle eccezioni e dei casi particolari, delle antinomie con normative preesistenti al piano, della gestione di un transitorio graduale dalle situazioni date a quella pianificata.

Al termine dei lavori della commissione parlamentare d'inchiesta, non vi furono sostanzialmente ulteriori atti ufficiali del Parlamento a integrazione delle liste dei nominativi o del testo del piano di rinascita democratica, resi necessari dal rinvenimento di nuovi documenti o dal rilascio di nuove dichiarazioni alla stampa da parte di alcuni dei nominativi presenti nelle liste dei tesserati sequestrate dalle forze di polizia italiane.

I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali al fine di:

«… rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori»

In particolare andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore dell'istruzione di:

«… chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro…»


Alcuni punti del piano sono stati completamente attuati mentre altri solo a livello parziale, nel campo istituzionale, di assetto economico nel mondo imprenditoriale e soprattutto nei mass media. Altri sono stati riproposti dalle forze politiche, anche di tendenza opposta. I principali punti furono:

  • La nascita di due partiti: "l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altra sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali e democratici della Destra Nazionale)."
  • Un progetto di controllo o di lobbismo sui mass media. Il piano prevedeva il controllo - tramite acquisizione di quote e fondazione di nuove testate - di quotidiani e la liberalizzazione delle emittenti televisive (all'epoca permesse solo a livello regionale); nonché l'abolizione del monopolio della RAI e la sua privatizzazione. L'abolizione del monopolio RAI era avvenuto prima della scoperta della loggia, con la sentenza della Corte Costituzionale del luglio 1974 che liberalizzava le trasmissioni televisive via cavo.
  • Superamento del bicameralismo perfetto attraverso una "ripartizione di fatto di competenze fra le due Camere (funzione politica alla Camera dei deputati e funzione economica al Senato della Repubblica)".
  • Riforma della magistratura: separazione delle carriere di P.M. e magistrato giudicante, responsabilità del CSM nei confronti del parlamento, da operare mediante leggi costituzionali (punto I, IV e V degli obiettivi a medio e lungo termine - vedi infra).
  • Riduzione del numero dei parlamentari[11].
  • Abolizione delle Province[11].
  • Abolizione del valore legale del titolo di studio[11].
  • Non rieleggibilità del Presidente della Repubblica Italiana

Modifiche urgenti[modifica | modifica wikitesto]

  • la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati;
  • la normativa per l'accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari).

Modifiche riguardo al governo[modifica | modifica wikitesto]

  • la “legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri" (Cost. art. 95) per determinare competenze e numero (ridotto) dei ministri, con eliminazione o quasi dei sottosegretari;
  • riforma dell'amministrazione (relativa agli artt. 28, 97 e 98 Cost.) fondata sulla teoria dell'atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilità politica da quella amministrativa (che diviene personale, attraverso l'istituzione dei Segretari Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;

Provvedimenti economico-sociali[modifica | modifica wikitesto]

  • eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti (eccettuato il 2 giugno, il Natale, il Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
  • alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammortamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l'autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
  • concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali dall'estero;
  • Riforma del mercato del lavoro;
  • Trasformare le università in Italia in fondazioni di diritto privato.

TV e stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.
  • moltiplicazione delle reti radio e TV in nome della libertà di antenna (art. 21 della Costituzione), e la soppressione della RAI. Queste emittenti e i giornali dovevano essere coordinati da un'agenzia centrale per la stampa.

Sindacati[modifica | modifica wikitesto]

  • ricondurre il sindacato alla sua «naturale funzione» di «interlocutore del fenomeno produttivo in luogo di quello illegittimamente assunto di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative» il sindacato non deve fare politica. In quest'ottica occorre «limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la libertà di lavoro»
  • provvedere alla «restaurazione della libertà individuale nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l'elezione dei consigli di fabbrica con effettive garanzie di segretezza del voto»

Il primo obiettivo è collegato al tema della insufficiente delimitazione di chiari confini e della sovrapposizione di poteri, che indeboliscono lo Stato. Come esempio:

«lo spostamento dei centri di potere reale del Parlamento ai sindacati e dal Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria»

I due obiettivi si realizzano con due ipotesi:

  • sollecitazione alla rottura di CISL e UIL e successiva unione con i sindacati autonomi;
  • controllo delle correnti interne: «acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederali allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all'interno dell'attuale trimurti.» Lo Statuto dei lavoratori art. 17 vietava il finanziamento a sindacati di comodo. È lasciato come ultima scelta «un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della libertà di lavoro e della tutela economica dei lavoratori»

Provvedimenti a medio e lungo termine[modifica | modifica wikitesto]

  • Ordinamento giudiziario:
    • unità del Pubblico Ministero con gli altri magistrati (nell'ordinamento vigente, invece, il P.M. è distinto dai Giudici, a norma della Costituzione - articoli 107 e 112);
    • riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
    • riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile.
  • Ordinamento del Governo:
    • modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio è eletto dalla Camera all'inizio di ogni legislatura e può essere rovesciato soltanto attraverso l'elezione del successore;
  • Ordinamento del Parlamento:
    • nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2º grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati - ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari, ecc.);
    • preminenza della Camera dei Deputati nell'approvazione delle leggi; Senato delle Regioni focalizzato sulla legge di bilancio.
  • Ordinamento di altri organi istituzionali:
    • Corte Costituzionale: sancire l'incompatibilità successiva dei giudici a cariche elettive ed in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);
    • Abolire le Province.
    • Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare i bilanci deficitari con onere del pubblico erario e abolire il monopolio RAI.

Il ruolo della stampa:

«che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della SeraIl GiornoIl GiornaleLa StampaIl Resto del CarlinoIl MessaggeroIl TempoRomaIl MattinoLa Gazzetta del MezzogiornoIl Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: L'EuropeoL'EspressoPanoramaEpocaOggiGenteFamiglia Cristiana. La RAI-TV non va dimenticata.»



da wikipedia. 1.3.2021