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martedì 11 maggio 2021

Di scuola, pedagogia e futuro

 Di Linda Maggiori (scrittrice, ecologista e attivista) 

Ricordo che a 14 anni, in prima liceo, rifiutai di consegnare il giornalino scolastico alla preside. Fu il mio primo atto di disobbedienza civile. 

Ero una ragazzina timida e studiosa. Ma anche testarda e ribelle.

Nel giornalino c'era una vignetta satirica sulla dirigente e un articolo critico. E lei, autoritaria e poco amante delle critiche, obbligò i rappresentanti a ritirarlo. Io rifiutai di consegnarlo, unica tra tutti i liceali. La dirigente venne personalmente in classe e mi chiese il motivo, dicendomi che nel nostro istituto c'erano regole da rispettare.

Io risposi "siamo in Italia, e c'è libertà di espressione, che è anche questa una regola da rispettare."

La mia prof era pallida e continuava a ripetere "ma linda, impossibile, cosa dici?“ e rivolta alla dirigente "mi scusi, in realtà è una ragazzina modello, buonissima...non so cosa le sia preso..." 


Da allora, dopo quasi 25 anni, le cose non sono molto cambiate.

Invece che essere una fucina di cambiamenti, lievito per la rivoluzione, la scuola resta un sistema per formare obbedienti cittadini. 

Con pochi fondi, molta burocrazia, sempre più potere ai dirigenti, la scuola è diventata sempre più un'azienda centralizzata. Se ti capita un dirigente in gamba, bene, sei fortunato, sennò amen, peggio per te. 

Ovvio, non dappertutto è così, e ci sono tante buone eccezioni, ma la tendenza è purtroppo generale.

 Si pensa più a mettere i bambini sotto cappe di vetro che a entusiasmarli. Si pensa più a isolare chi rompe, che a facilitare la partecipazione. Il sale del dissenso è sciacquato via, spesso e volentieri. 

Alle primarie la punizione più tipica per chi si dimentica un compito o è irrequieto, è quella di "star seduto a ricreazione". Come se il movimento non fosse un'esigenza primaria, come se non avesse una valenza educativa.


La scuola resta chiusa in sé e non vuole troppe interferenze. La libertà di stampa non piace e chi parla coi giornalisti è un infame. Raramente le scuole si aprono al quartiere, vivendo la città e provando a cambiarla. 

Una volta, in una scuola media, dei ragazzini fecero una ricerca sul sistema scolastico di un paese estero, criticando quello italiano.

Invece che intavolare un fantastico dibattito, su quanti minuti servono di pausa, sulla necessità o meno di "bocciare" e dare voti,  la prof si offese, si impermalosi, umiliando i ragazzi, dando appena 6...e chiedendo di rifare la ricerca. 

Casi isolati? Lo spero. 

D'altra parte la scuola vuole il bene dei ragazzi. Vuole che siano ben inseriti nel sistema capitalista e gerarchico, che abbiano successo: per questo devono essere arrivisti e anche un po'ruffiani, non devono far copiare, non devono dare fastidio a chi è sopra di loro. Il sistema giusto del successo. La scuola non vuole creare disadattati e perpetua un sistema tossico. 

La maggior parte dei genitori è ben felice di questo ruolo, anzi, stressa la scuola per dare ancora meno diritti e libertà ai figli, per proteggerli da ogni "male". 

Ma a quale prezzo per l'ambiente e la giustizia sociale?

E cosa fare se non si è d'accordo? 

Beh quando coi miei figli affrontiamo la questione, io dico sempre. È una palestra della vita,  ci sono aspetti belli e brutti, cose che vanno e cose da cambiare, come nella società.

Non si può scappare e non ci si può arrendere. Si può solo lottare, approfondire, studiare, farsi le spalle robuste ed essere testardi come una goccia sulla roccia. Perché le cose cambiano e la storia lo dimostra. Lo status quo si può limare, corrodere, rovesciare. 

Restate vigili, costanti e critici, obbedendo in primo luogo alla vostra coscienza.

"Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni." don Lorenzo Milani

venerdì 18 maggio 2018

Pace. DIY - Do it yourself - Futuro Presente pt.II 26 maggio 2018 Casa della pace. Milano

riceviamo e volentieri pubblichiamo
Cosa significa essere un Consumatore Critico? Quali elementi entrano in gioco quando decidiamo di comprare (o di non comprare) un determinato prodotto? Da dove viene quell'articolo? Da chi e come è stato fatto? E come è arrivato fino al punto vendita dove lo abbiamo acquistato? C'è una grande differenza tra i vari comportamenti di noi consumatori e per ragionare insieme su una tematica così delicata questa volta ci piacerebbe invitarvi a...un laboratorio di auto-produzione! 
DIY – Do it Yourself!!!
Venite a scoprire con noi quanto è semplice e divertente, a volte, produrre in proprio detergenti per l'igiene personale e per la nostra casa!!!

martedì 24 ottobre 2017

Corbetta ricorda don Milani. immagini e video di una storica serata

Mercoledì 18 ottobre, in una sala Grassi del Comune di Corbetta stracolma all'inverosimile, una bellissima serata in memoria di Don Lorenzo Milani; sono stati "svelati" i tratti meno conosciuti del priore di Barbiana, dalla sua vena pittorica ad alcuni aneddoti narrati dal "primo chierichetto" che l'accolse al suo arrivo a Barbiana.
A seguire il video/audio della serata e alcune immagini della mostra a lui dedicata.
 ricordando Don Lorenzo Milani Corbetta 18 10 2017

 foto a seguire

mercoledì 8 febbraio 2017

7° incontro nazionale Rete Educazione Libertaria Abbiategrasso 2016 (video)

Sono on line su coerenzaetrasparenza i video dell'incontro della Rete Educazione Libertaria, per maggiorni informazioni su

http://www.educazionelibertaria.org/

presentazione e inizio dei lavori

riepilogo dopo i tavoli di lavoro tematici

domenica mattina


Goffredo Fofi


conclusioni domenica pomeriggio