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giovedì 14 maggio 2026

Datacenter Magenta, nota stampa del PD di Magenta 14.5.2026

 ðŸ”´DATA CENTER A MAGENTA: NON A QUESTE CONDIZIONI






Entro domani, 15 maggio, è possibile presentare osservazioni alla convenzione urbanistica sul progetto del data center nell’area ex Novaceta. Noi ci stiamo lavorando ma il problema è che gran parte della città non sa quello che sta succedendo.

Infatti, nel silenzio quasi totale di questa Amministrazione, e senza un vero percorso di informazione e coinvolgimento pubblico, il Sindaco ha già annunciato la volontà di sottoscrivere la convenzione entro giugno brandendo un finto assegno davanti alle telecamere.

Eppure non stiamo parlando di una progetto qualunque, ma di una delle trasformazioni urbanistiche più rilevanti della storia di Magenta.

Un polo composto da 5 edifici industriali, con un’altezza complessiva di circa 27 metri, una potenza elettrica totale assorbita di circa 300 MW, sottostazione elettrica dedicata, elettrodotto e impianti destinati a funzionare 24 ore su 24.

Un intervento di queste dimensioni porta con sé questioni enormi: emissioni acustiche continue, impianti di raffreddamento ad aria con consumi energetici elevatissimi, possibile aumento delle temperature locali ed effetto isola di calore, oltre agli impatti ambientali e paesaggistici dovuti alla vicinanza con il centro storico, le abitazioni e il Parco del Ticino.

Noi non siamo indifferenti alla riqualificazione di un’area dismessa come quella dell’ex Novaceta e nemmeno contrari a prescindere a questa tipologia di insediamenti. Al contrario, crediamo che recuperare un’area abbandonata sia sempre importante.

Ma una trasformazione così grande deve essere governata nell’interesse pubblico, non subita dalla città e costruita velocemente soltanto attorno agli interessi dei fondi di investimento. Proprio per questo stiamo lavorando a osservazioni e proposte mirate affinché l’intervento produca benefici reali e verificabili per Magenta.

Non sono polemiche, ma richieste concrete per fare in modo che, se un insediamento di questa portata arriverà a Magenta, produca benefici veri per la città e non solo per chi investe.

Perché il futuro di Magenta non può essere deciso senza Magenta.

martedì 3 giugno 2025

Ranteghetta. Osservazioni al ministero di UNITI PER SANTO STEFANO 3.6.2025

 Mentre scrivo questo breve, e come se risuonasse la colonna sonora di Mission Impossible!

Complimenti per impegno e determinazione a UNITI PER SANTOSTEFANO.




domenica 1 giugno 2025

Fotovoltaico Ranteghetta. osservazioni del Comune di Marcallo con Casone. CIVICA

 dal web

per approfondire https://liberanotizienews.blogspot.com/2025/05/assemblea-no-ranteghetta-santo-stefano.html 


link per firmare

https://www.change.org/p/proteggiamo-il-territorio-diciamo-no-al-maxi-impianto-fotovoltaico-ranteghetta

fonte

https://civicamcc.wordpress.com/2025/05/30/impianto-fovoltaico-ranteghetta-perche-civica-e-contraria-a-questo-progetto/ 

Impianto fotovoltaico “Ranteghetta”: perchè CIVICA è contraria a questo progetto

PREMESSA

L’impianto fotovoltaico “Ranteghetta”, integrato da un sistema di accumulo elettrochimico, rappresenterebbe per il territorio di Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano un’opera che andrebbe a modificare in modo consistente l’assetto percettivo, scenico e panoramico, oltre che a inserire nel sistema paesaggistico elementi estranei ed incongrui ai suoi caratteri peculiari compositivi, percettivi o simbolici.

Non crediamo inoltre che la “risposta adattiva del sistema lombardo” possa passare dallo sfruttamento di quasi 1 milione e 400 mila metri quadrati di suolo -diventando uno degli impianti più estesi in Italia-, con un costo complessivo  dell’opera di 81 milioni di euro, che vincolerebbe una tale porzione di territorio per almeno 30/35 anni. 

Le ricadute occupazionali a lungo corso, che secondo la stima del progetto sarebbero 41, non giustificano in alcun modo poi un’opera di tale impatto ambientale. Resta tra l’altro attualmente esclusa la possibilità di creare una Comunità Energetica, che avrebbe almeno in parte giustificato la promozione all’autoconsumo.

Sul suolo di Marcallo con Casone è previsto dal progetto l’utilizzo di oltre 350 mila metri quadri di suolo, in buona parte oggi adibiti a terreno agricolo, su un territorio che ormai da diversi decenni (con le scelte delle amministrazioni statali, regionali e locali) vede la progressiva cementificazione e la realizzazione di infrastrutture con un forte impatto ambientale e visivo.

Senza dimenticare che parte della costruzione dei manufatti connessi all’impianto avverrebbe su un’area riconosciuta come Parco Locale di Interesse Sovracomunale, un ambito di paesaggio agrario caratterizzato da una capillare struttura irrigua, ben conservata e tutt’ora utilizzata, costituita dal sistema di rogge derivate dal Villoresi e dai numerosi fontanili, segnati da boschetti e da filari ora di robinie e prunus serotina. A questi si affianca poi un importante reticolo di strade alberate di interesse storico.


OSSERVAZIONI SULL’AREA COINVOLTA

Dai mappali catastali e dal PGT di Marcallo con Casone si evince inoltre che i terreni interessati dal progetto siano destinati per gran parte a seminativi irrigui e bosco ceduo, oltre che a fasce di rispetto dei canali irrigui con finalità idrauliche.

Nello Studio Paesistico allegato al progetto viene indicato che “la porzione occidentale dell’ambito oggetto di analisi e intervento è in parte ricadente in un ambito di rilevanza paesistica (art.52 delle N.d.A. del P.T.M.)” e “la porzione orientale dell’angolo di estremità meridionale dell’area di indagine ricade in minima parte all’interno del Parco Regionale della Valle del Ticino”. Nello stesso Studio si denota che “l’ambito oggetto di analisi e intervento ricade quasi interamente […] all’interno degli ambiti destinati all’attività agricola di interesse strategico (artt. 41 comma 1 e 42 delle N.d.A. del P.T.M.)”.

L’ambito oggetto di analisi e d’intervento ricade poi in un’area di valore paesaggistico del sistema rurale medio/alto.

Per quanto riguarda le aree sottoposte al Piano di Governo del Territorio del Comune di Marcallo con Casone evidenziamo che “l’ambito oggetto di analisi è lambito lungo i suoi margini e in parte attraversato da alcune canaline di irrigazione (canale n.8 e 8/A-Corbetta e canale del Colatore Menedrago”, “le porzioni centrali, sud-occidentali e orientali ricadono parzialmente all’interno di un ambito di rilevanza paesistica (art.31 P.T.C.P., art.32 delle N.T.A. del Piano delle Regole), “in confine nord-occidentale dell’area di indagine è lambito, lungo via Menedrago, da un tratto della rete idrica”, “ricade parzialmente all’interno della zona di riserva dell’ Idrostruttura Sotterranea Profonda”.

Sempre per Marcallo con Casone, emerge dallo Studio Paesistico che “le porzioni centrali dell’area d’indagine poste ai bordi sud e nord della SP 224 ricadono all’interno della fascia di rispetto stradale esistente (art.19 delle N.T.A. del Piano dei Servizi)”, “la porzione meridionale dei terreni di Marcallo con Casone è in parte attraversata da una linea elettrica”.


OSSERVAZIONI SU IMPIANTO E OPERE CONNESSE


La realizzazione dell’impianto fotovoltaico prevederebbe l’installazione di 1705 strutture per un totale di 106.992 moduli, oltre alla presenza di 210 inverter e undici stazioni di trasformazione, a cui aggiungere la realizzazione di un manufatto in cemento armato di 16x4x3 m come Stazione di Smistamento e l’installazione di 36 container da 12x2x3 m e 9 container da 6×2.5×2.5 m per il sistema BESS (per accumulo elettrochimico) posati su fondazione a vasca.


Anche le opere accessorie all’impianto avrebbero un impatto notevole e a nostro giudizio peggiorativo per il territorio. Sono previsti infatti 17 accessi carrabili costituiti da cancelli a due ante in pannellature metalliche di larghezza 3 metri ciascuna e montati su pali in acciaio infissi al suolo. La recinzione perimetrale sarebbe realizzata con rete metallica alta circa 2 metri e sormontata da filo spinato, collegata a pali di acciaio alti circa 3 metri infissi direttamente nel suolo per una profondità di circa 100 cm: stiamo parlando di 820 mila metri quadri di superficie recintata. 


Non possiamo trascurare che la schermatura di una recinzione di tale proporzioni attraverso filari di arbusti e alberi avverrebbe solo a maturazione delle specie arboree utilizzate, senza risolvere tra l’altro il problema della vista dall’alto, che per il territorio di Marcallo con Casone riguarda anche la vista dal ponte, dove l’impatto visivo sarebbe quasi impossibile da mitigare. Cosa accadrebbe infine alla dismissione dell’impianto alle specie vegetali installate?


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Il sistema di illuminazione e videosorveglianza prevede poi l’installazione dei componenti su pali alti 3 metri in acciaio zincato fissati al suolo con pozzetto di fondazione in calcestruzzo dislocati ogni 40 metri lungo la recinzione perimetrale. Da aggiungere alla illuminazione lungo la recinzione vi sono poi 3 corpi illuminanti fissati alla struttura per la Stazione di Smistamento, 3 corpi illuminanti per ogni skid nelle stazioni di trasformazione, 3 corpi di illuminazione per ogni container nell’impianto BESS. Per la Stazione Elettrica di Utenza sono previste Torri Faro alte 7,5 metri con LED da 270W. 


In merito a questo esponiamo le nostre preoccupazioni anche sull’impatto luminoso che i corpi illuminanti avranno sulla fauna locale e sull’inquinamento luminoso in generale.


Nel progetto si espone che per il corretto funzionamento del sistema BESS i container sarebbero dotati di sistema di condizionamento: quale impatto avrebbe sul surriscaldamento ambientale e l’inquinamento sonoro? Dai modelli forniti nella Valutazione Previsionale di Impatto Acustico, questa zona risulta essere (seppure nei limiti di Legge) quella con un incremento maggiore di rumorosità. Inoltre si indica nel Piano di Dismissione la necessità di provvedere alla sostituzione/aggiornamento delle batterie di accumulo ogni 10 anni (con conseguente produzione di rifiuti elettrochimici).


Sottolineiamo inoltre che per quanto concerne il sistema di accumulo BESS (36 e 9 container) la fascia di mitigazione visiva prevista è solo di 5 metri e secondo l’analisi di compatibilità elettromagnetica per le stazioni di trasformazione BT/MT dell’impianto BESS è stata definita una DPA pari a 7 m.


LA MOVIMENTAZIONE DI SUOLO E LE EMISSIONI


ll progetto evidenzia che oltre al consumo di suolo nelle aree indicate a fotovoltaico, vi sarebbe movimentazione del terreno e taglio della sezione stradale. Stiamo parlando di 14.795 metri cubi di scavo per le trincee e di 8mila metri cubi per le fondazioni dei cabinati. Citiamo a tal proposito quanto scritto nelle Scheda di Sintesi Tecnica: “durante le fasi di costruzione e di smantellamento si realizzeranno movimenti di terra per l’apertura di percorsi, depositi, spianamenti, ecc. Ciò implicherà un aumento della polvere sospesa che comunque rimarrà confinata nella zona circostante in cui verrà emessa. Il traffico di macchinari e veicoli pesanti comporterà inoltre l’emissione in atmosfera di particelle inquinanti (CO2, CO, NOX e composti organici volatili)”. 


I Comuni di Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano ricadono all’interno della Zona A del Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria, caratterizzata da una più elevata densità di emissioni di PM10 primario, NOX e COV.


Non vengono poi indicate le aree in cui saranno allestite le zone di stoccaggio dei materiali e soprattutto le zone destinate alla raccolta dei rifiuti, oltre a quelle per il ricovero dei mezzi d’opera e l’installazione di cabinati ad uso ufficio.


Si evince dal progetto che parte delle linee di media tensione (per i collegamenti esterni all’area di impianto), sarebbero realizzate sulla viabilità rurale, comunale, provinciale e statale esistente. Solo nel caso di attraversamento della sede stradale, e solo per il tratto interessato, i cavi sarebbero posati all’interno di apposite tubazioni in polietilene doppia parete ad elevata resistenza meccanica, mentre dove lo scavo non interessa la sede stradale, si procederebbe al riempimento con terreno compattato con mezzi meccanici.


Nella Relazione Illustrativa viene infine indicato il lavaggio stagionale (o alla bisogna) dei pannelli con lancia di pressione e una cisterna d’acqua demineralizzata. Vista la superficie totale su cui effettuare i lavaggi, ci chiediamo dove l’acqua verrebbe prelevata.


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PERCORSI CICLOPEDONALI

In merito alla realizzazione di una pista ciclopedonale, riteniamo che -per quanto possa essere meritevole la promozione dello spostamento in bici- tale opera non andrebbe a migliorare in modo risolutivo né i collegamenti tra i Comuni interessati (limitandosi per lo più a uno sviluppo circolare intorno all’impianto fotovoltaico), né il collegamento con le altre piste ciclabili a lunga percorrenza, poiché non è previsto alcun congiungimento con la ciclabile esistente che costeggia la linea Alta Velocità. Inoltre, chiediamo chi si occuperebbe della manutenzione di tale opera e dei manufatti ad essa associati (vedi parco giochi), una volta che questa fosse terminata.

CONCLUSIONE

Per quanto sopra indicato, pur ritenendo importante investire sull’utilizzo di fonti rinnovabili di nuova generazione per contrastare l’inquinamento, razionalizzare i consumi e migliorare l’efficienza degli impianti, non crediamo che tale obiettivo possa andare a danno del paesaggio e del territorio agricolo e boschivo già compromesso negli anni.


Esprimiamo parere negativo al progetto presentato e chiediamo inoltre che si proceda alla Valutazione di Impatto Ambientale.

mercoledì 26 febbraio 2025

Pgt Ossona, osservazioni di Garavaglia (civica FdI e parte di forza Italia)

 Liberanotizienews da pubblicazione delle osservazioni alla variante del piano di governo del territorio da parte di Sergio Garavaglia durante il consiglio del 6.11.2024.

Osservazioni in gran parte condivisibili e di buon senso, sottolinea anche Gilberto Rossi a nome del centrosinistra ossonese: "la giunta Venegoni tris, dopo il nipote del Venegonidettoilduce, anche il pronipote del venegonidettoilduce, continua con un'arroganza tale che pure fdi pare un partito di centrosinistra, col suo disprezzo per il dialogo e le basilari ed elementari regole democratiche, come testimonia l'uso personalizzato delle pubbliche strutture, sia una pagina fb con il logo comunale alle feste irregolari e pericolose in villa Bosi, e non dimentichiamo il Pgt di nascosto e i metodi da bulletto di periferia, ma più cattivo e insolente, perché mascherato da chierico"

Osservazioni del capogruppo Sergio Garavaglia (fratelli d'Italia).

Intervento consiglio comunale PGT

 

Avevamo sperato che la nuova Amministrazione fosse in discontinuità con la precedente come più volte affermato in campagna elettorale. Così non è. State approvando in tutta ed incomprensibile fretta un piano che durerà almeno 5 anni ovvero tutta la vostra vita amministrativa. La passata amministrazione aveva deciso di programmare anche i prossimi dieci anni, forse perché convinti di governare ancora il paese dopo venti anni, approvandone l’adozione nell’ultimo loro Consiglio Comunale pre-elezioni. Bocciata la lista nelle elezioni di tre mesi fa perché non rivedere le loro indicazioni politiche per il futuro del paese? Il PGT (Piano Generale del territorio) così come voluto da Regione Lombardia L.R.n.12 del 2005, ha rinnovato in maniera sostanziale la disciplina urbanistica ed ha unificato discipline diverse attinenti il territorio. Il PGT comunale è una pianificazione quinquennale vincolante ed è articolato nei seguenti atti. Documento di Piano che contiene tutti gli elementi conoscitivi del territorio e le linee di sviluppo che l’Amministrazione Comunale (voi) intende perseguire. Chi di voi ne è cosciente? Quello che è scritto non potrà essere cambiato Il Piano dei Servizi che riguarda le modalità di inserimento delle attrezzature di interesse pubblico o generale del piano insediativo ed infine il Piano delle Regole nel quale sono contenuti gli elementi di qualità. Inoltre, deve adeguarsi alle linee strategiche regionali e dell’area metropolitana contenute nei loro strumenti di programmazione sull’uso del territorio. Sempre Regione Lombardia ha dato indirizzi e criteri attuativi. Infine, il PGT deve garantire la propria sostenibilità con la VAS valutazione ambientalestrategica. Purtroppo, non siano riusciti a leggere tutto: norme, stato di fatto, previsioni, osservazioni,controdeduzioni e le molteplici tavole che sembrano a volte ripetitive. Credo che non abbiate piena coscienza di quello che in tutta fretta state approvando. Non è il vostro PGT ma quello di chi vi ha preceduto e che non ha vinto le amministrative proprio come noi quindi amministrerete il loro progetto senza discontinuità. Vi state assumendo la responsabilità di approvare un non vostro piano. Abbiamo posto alcune interrogazioni/ interpellanze denominate 1, 2, 3 4 in data 25 giugno 2024 a cui la vostra Amministrazione non ci ha risposto o, meglio, ci ha risposto che non ci avrebbe risposto, causa la forma impropria poco consona alle norme. Al contrario alle seguenti 9, stessa forma e stessi contenuti,abbiamo avuto risposte. Evasive, interlocutorie ma sempre risposte. Forse perché nelle prime quattro chiedevano di verificare l’operato della passata giunta e di intervenire con correzioni e giudizi? Tra le quattro incriminate, la numero 2, riguardava appunto lo stato dell’arte dell’adozione del PGT. In data 10 settembre riproponevamo una interrogazione interpellanza denominata n.13 sullo stato del PGT sottolineando che lo stesso era stato approvato nell’ultimo consiglio Comunale della passata amministrazione e che non ci risultavamo assemblee utili per la democratizzazione dei suoi contenuti e la condivisione con la cittadinanza.L’unico incontro realizzato, citato in delibera, è stato quello delle ore 10 del 13 gennaio 2024, incontro pubblico con le sole parti sociali ed economiche. In data 10 ottobre il Sindaco attuale rispondeva che “il PGT è da tempo pubblicato sul sito del Comune ed è stato presentato in occasione del precedente Consiglio Comunale, nella cui seduta, se la memoria non mi inganna, abbiamo partecipato entrambi come uditori. Personalmente, proprio, accedendo al sito ho potuto approfondire i contenuti e le previsioni del PGT ma è mia intenzione far illustrare, prossimamente, il piano a tutti i nuovi consiglieri”. Peccato che il sito sia in ristrutturazione da tempo. In data 18 ottobre arrivava mail con l’invito a partecipare ad un incontro”illustrativo del PGT in itinere, che si terrà il giorno mercoledì 23 ottobre alle ore 20.45 presso la sala consiliare.” Durante l’incontro abbiamo appreso, in modo molto sbrigativo, che Città Metropolitana e alcuni cittadini avevano posto richieste, spiegazioni, osservazioni, proposte. Con stupore in data 29 ottobre ci arrivava comunicazione di convocazione della riunione dei capigruppo per il giorno 4 novembre con in neretto la scritta:” Analisi argomenti da iscrivere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale. In particolare, verranno sottoposti ai consiglieri i seguenti punti Approvazione PGT”. Dopo due giorni (31 ottobre 2024) mi veniva consegnato la convocazione del Consiglio Comunale per il giorno 6 novembre con all’O.d.G. : Variante al documento di piano al piano delle regole al piano dei servizi e atti connessi del vigente piano di governo del territorio comunale (P.G.T.). Esame e controdeduzioni alle osservazioni- approvazione definitiva ai sensi della L. R. n: 12/05 s.m.i. Quanta solerzia financo premura. Innanzitutto,vorremmo comprendere come mai non si è dedicato maggior tempo alle discussioni e il perché di tale accelerazione. Avremmo preferito maggior partecipazione della popolazione con la convocazione di assemblee pubbliche. Non riteniamo sufficiente la pubblicazione sul sito del Comune. Gli scritti allegati sono lunghi e tecnici, cosi come per le molteplici tavole tematiche, per non parlare delle osservazioni. Durante la serata con i nuovi consiglieri il tecnico incaricato, persona molto preparata, a precisa domanda del sottoscritto confermava di aver lavorato solo sulle indicazioni politiche ricevute dalla maggioranza e da indicazione tecniche degli uffici. Secondo lei Sindaco questo unico incontro, come affermato nella riunione dei capigruppo, “ non era un atto dovuto ma una sua cortesia per presentare ai nuovi eletti (14 su 16 ) il PGT adottato e ora in approvazione. Rinforzando l’affermazione affermando, sempre nella riunione dei capigruppo del 4 novembre,” che durante la serata si potevano chiedere spiegazioni”. Il fatto che Ella sia convinto che bastino due ore per vedere, comprendere, possederne norme e previsioni, da solo, ci certifica che non è assolutamente cosciente della mole dei dati li contenuti. Infatti, la prima nostra annotazione riguarda alcuni problemi che ci sembrano non affrontati e non previsti dal piano:Traffico di Viale Europa, da anni strada comunale, e la zona industriale della parte nord a confine con il Comune di Inveruno, frazione di Furato. Il Comune di Inveruno ha ridotto il proprio rispetto cimiteriale e ha autorizzato alcune costruzioni industriali a confine. Confine non lineare. Ad esempio, la cosiddetta cava di Furato è in territorio ossonese e si trova inserita tra il cimitero di Furato e terreno agricolo sempre di Inveruno. Una angolo di questi terreni è in territorio di Ossona, individuato come “  AT 06 “  e che è stato attenzionato da area metropolitana in quanto ritenuto ambito strategico . Mi sarei aspettato una relazione di studio con alcuni accorgimenti per facilitare il passaggio della fauna essendo un canale ecologico primario e quindi per la salvaguardia dello stesso con la possibilità di andare incontro anche alla richiesta del proprietario di variazione di parte della stessa e non l’inserimento tout court nelle nuove previsioni. Quasi che l’inserimento, così come fatto, venga bocciato poi da Città Metropolitana. Area Metropolitana, infatti, chiede di ricondurre l’ambito AT06 a destinazione agricola. Più precisamente :” in considerazione delle valenze ambientali e del carattere prescrittivo in cui rientrano le disposizioni dell’art 47 , considerato altresì che, nello stesso comparto territoriale, il PGT prevede un ambito produttivo molto esteso (AT05), corrispondente alla ricollocazione di una superficie di 31.811 mq di un ambito non attuato, si richiede di ricondurre l’ambito AT 06 a destinazione agricola” come previsto nella tavola DP04 elaborato  modificato a seguito di accoglimento delle controdeduzioni alle osservazione degli Enti proposti .(protocollo 10917) mentre  sul documento di piano allegato 01 alle norme si parla di ampliamento della attività produttiva esistente, stesso protocollo.  Quindi? Cosa succede all’AT06? Perché non avete dato indicazione al tecnico di risolvere, allo stesso tempo, tutta quella nostra zona industriale? Era stata pensata senza accesso diretto a viale Europa, prima S.P.34 ‘ essendo appunto strada provinciale ad alto scorrimento e solo dopo diventata comunale, grazie alla realizzazione delle circonvallazioni. Per accedervi i mezzi pesanti e il traffico veicolare relativo deve entrare in paese dalla via Marconi e dalla via XXV Aprile. Ci saremmo aspettati la progettazione di una nuova viabilità per togliere questotipo di traffico dalle via interne cittadine. Stesso discorso per viale Europa verso il cimitero. Vi sono diverse attività industriali su via Emilia che sono costrette a farpassare da viale Europa il loro traffico pesante. Ci saremmo aspettati (e auspichiamo) una progettazione per la creazione di uno “sbocco” della stessa via Emilia alla nuova circonvallazione, al fine di liberare il viale cittadino dal traffico pesante e veicolare. Inoltre, sempre su viale Europa il nuovo P.G.T. avrebbe potuto pensare, dopo ormai molti anni in cui il viale è diventato da strada provinciale ad alto scorrimento a comunale, una progettazione con slarghi, piazze e servizi. Invece non c’è assolutamente nulla. L’AT4 poteva sistemare e rallentare gran parte del Viale Europa con l’individuazione di una rotatoria e di due aree prospicenti per un parco pubblico “bosco in città”, visto che è tutto alberato, anziché decurtare le aree a sud, e la realizzazione di un area cani utilizzando il terreno comunale prospicente a nord della strada. Al contrario non c’è proprio nulla sul viale e quindi bisognerà dire ai cittadini che lo abitano che, nonostante gli impegni elettorali, per almeno altri 5 anni non farete nulla. La lista attualmente in maggioranza, in campagna elettorale,aveva promesso interventi seri e risolutivi che al contrario non trovano soddisfazione nel presente piano.  Anche per la mobilità dolce non abbiamo trovato nulla, nemmeno nelle aree confermate a costruzione. Un ragionamento complessivo di collegamento alle varie misere aree a verde pubbliche e con le piste ciclabili dei comuni contermini avrebbe anche favorito una giusta ed abbondante decurtazione delle aree costruibili. Nei documenti vi facciamo notare che Area Metropolitana invitava a ridurre il consumo del territorio negli ambiti AT 01-02-04 e 06 . Avete decurtato AT 02-04 e 06 ma non avete fatto poco o nulla sull’AT 01. Ci chiediamo il perché. Vorremmo capire perché sull’area vasta AT01 ( 46,916 mq ) avete inserito poche aeree a verde senza ridurre di fatto le aree fabbricabili, il verde previsto è di 5.570 mq mentre su AT4  sui 22.060 mq ne recuperate a verde 6400 mq . Le previsioni di interventi urbanistici e di consumo del territorio sono eccessive. Ci saremmo aspettati che le aree denominate “AT 01 “ , davvero sovradimensionate e con un notevole consumo di suolo,fossero tornate agricole di pregio e ci aspettavamo che parte di queste venissero individuate come aree di parchi pubblici con alberature e percorsi vita. Invitiamo a diminuire almeno di un 80 per cento il consumo di quella previsione, ricordando che vi sono aree dismesse non costruite e che tra via Marconi e via Baracca sono previste, nel vecchio piano, la costruzione di tre grandi palazzoni. Non ancora costruiti per difficoltà economiche e per la scarsa richiesta di tale tipologia abitativa. Inoltre, vi è una grande area a nord, la cosiddetta proprietà Macchi (una area industriale di meccanica pesante dismessa ormai dagli anni ’70) che, se attutata regalerebbe al paese una area verde di pregio collegata alle retrostanti campagne ed una maggiore viabilità alle vie contermini: Patrioti, Monte Gallio, Paolo Bianchi, Armando Diaz, Giovanni Boccaccio, Francesco Petrarca e Piave. Vi sono almeno tre punti pericolosi per i cittadini causa la recinzione chiusa. Nella vostra progettazione AT03 non si comprende bene a quali problematiche state rispondendo. Perché non realizzare a verde tutta la parte non costruita? Perché non prevedere commercio di vicinato e altri servizi? La zona nord del paese è totalmente sprovvista di servizi e attività commerciali di vicinato e non ha spazi pubblici usufruibili tipo parco giochi e area cani, oltre all’individuazione di parcheggi per queste ultime, oltre a migliorare la fruizione del bene culturale del Lazzarettocon l’individuazione di una ciclabile fianco Villoresi da collegare a quella di Casorezzo e a tutto il comparto nord? Allargando la strada con una rotatoria all’incrocio dell’area AT 03 mitigherebbe anche il traffico di via Boccaccio che originariamente era una specie di piccola circonvallazione interna ma che ora deve essere ricondotta a solo traffico locale obbligando i mezzi pesanti a servirsi delle circonvallazioni. Purtroppo, il Comune di Casorezzo ha posizionato una vasta industriale proprio al nostro confine nord e diversi automezzi “accorciano” il loro percorso per andare ad ovest utilizzando appunto via Boccaccio. Infine, l’ex PL8 o PAV03. Chiediamo che la parte non realizzata ritorni a verde e che diventi anch’essa parco pubblicaalberato per dare alcuni servizi pubblici nella parte est del paese. Servizi quali parco giochi, percorsi vita e area cani. Sono ormai quarant’anni che l’area è rimasta a verde . Tornando all’ambiente facciamo notare che Ossona confina a nord est con il PLIS Parco del Roccolo e, a sud Ovest con il  PLIS del Gelso . L’adesione ad almeno uno di questi parchi locali consentirebbe la salvaguardia dei terreni agricoli e di connessioni ambientali e il loro collegamento con la creazione di parchi pubblici all’interno delle zone abitate con mobilità dolce

Oltre ad una migliore transizione ecologica per fauna e flora, migliorerebbe la qualità dell’ambiente per tutti i cittadini e salvaguarderebbe il lavoro agricolo, ancora oggi presente ed in difficoltà strutturale. Anche su questo il Piano pensato dalla passata vent’annale amministrazione non prevede assolutamente nulla. Ci stupisce questa scelta non rispettosa delle indicazioni sul consumo del suolo e delle reti ambientali compatibili con i PGT Regionale e di Area Metropolitana. Sono state individuate aree di eccellenza agricola fine a sé stesse enessuna area umida che porterebbe la nostra agricoltura a prodotti di eccellenza e di fruizione di acqua nei periodi di siccità. Per quando riguarda il costruibile civile non abbiamo visto nulla rispetto al recupero delle vecchie corti e del patrimonio edilizio esistente. Così come non vi è nessuna area per l’edilizia pubblica e convenzionata, da destinare ad interventi cooperativistici. A partire dagli anni ’80 le Amministrazioni prima di questo ultimo ventennio hanno sempre favorito l’esperienza delle cooperative edilizie del paese. Si poteva pensare di smuovere le aree da anni non costruite con previsione sopra dimensionateattuando piani di dimensioni ragionevoli e non abnormi per il nostro paese. Inoltre, la scelta di confermare aree enormi da realizzare in un unico blocco (AT 01 e AT 04)porterà solo eventualmente, se cambieranno le condizioni di mercato, ad interventi di grandi gruppi ed imprese edilizie. Solo loro potranno, come esempio AT01 dal Policlinico di Milano, l’Ospedale Maggiore, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, unico proprietario dell’area. Un esempio per tutti. In via Marconi, vi è una piccola area interclusa prima della cascina agricola. Avendola inserita nel più grande intervento di AT01, non potrà essere nei fatti valorizzata dal piccolo proprietario. Ci sembra davvero un piano sovradimensionato e che non risolverà nessuno dei veri problemi del paese. Ci saremmo aspettati un ragionamento sul bene tutelato di Villa Bosi visto che, sempre l’Ospedale Maggiore, hamesso all’asta. Un focus preciso con il vincolo rafforzato di attività sanitarie e sociali eviterebbe una speculazione edilizia in un bene storico, architettonico e ambientale. Ci saremmo aspettati gli stessi vincoli di tutela della villa Taccioli /Litta meglio conosciuta come” Ca’ Rusa” ( casa rossa), in pieno centro, via Padre Giuliani, ora che è stata venduta a dei privati. In tutto il paese vi è carenza di mobilita dolce e di parcheggi, avremmo voluto poter discuterne con la gente del paese che è all’oscuro di tutto. Non si può affermare che” basti la pubblicazione del PGT sul sito “, ribadiamo, come fatto nella risposta ad una mia interrogazione. Non tutti i cittadini sono in grado di leggere e comprendere le norme, anche le varie tavole tematiche sono complesse da interpretare senza le indicazioni del tecnico che le ha stese.  Ci saremmo aspettati una verifica dei terreni comunali diventati cosìgrazie all’intervento Tav Cav To Mi. Una loro presa in carico e mappatura e un progetto, su queste aree, su di loro un intervento di Forestami. Ossona non ha un bosco. L’unico bosco a nord è stato devastato e depauperato.  Avremmo voluto vedere una tavola con le antenne della telefonia e dei ponti radio per verificarne il numero ed eventualmente leggere norme tutelanti la nostra salute visto che in vent’anni sono quadruplicate. Anche su quel che ne rimane del bosco della Corona, il bosco prima citato, avremmo voluto norme tutelanti. Ecco perché avremmo voluto vedere una cancellazione del piano di lottizzazione di via Bosi denominato “ l’ex PL8 o PAV03   “ , già prima citato. Ossona ha solo una area giochi attrezzata. Ci sarebbe piaciuto vedere interventi riqualificanti e boscati nelle diverse aree cedute negli anni dai privati. L’individuazione di altri parchi, boschi in città per evitare le bolle di calore e areegiochi. Per tutti questi motivi e per l’impossibilità di comprendere tutte le scelte sottostanti non parteciperemoal voto di un PGT non partecipato e non rispettoso delle previsioni di Regione Lombardia e dell’area metropolitana. Un PGT che non risolve alcuno dei problemi del paese e che prevede un consumo del territorio abnorme, che non rispetta l’ambiente e non lo tutela. Un PGT in stile anni 70, vecchio prima ancora di essere approvato. Infine, da un punto di vista meramente politico, non capiamo, oltre ai contenuti nefasti, la vostra premura di approvarlo. È stato adottato nell’ultimo Consiglio Comunale della passata Amministrazione, maggio 2024. Quella amministrazione ha perso le elezioni e voi, anziché richiamare la Delibera e darvi il giusto tempo per presentarlo alla gente e comprenderne le scelte, state correndo ad approvarlo, oggi inizionovembre 2024. Lei Sindaco il 28 ottobre ha, prima convocato la conferenza dei capigruppo per il 4 novembre, il 31 Ottobre ha convocato il Consiglio Comunale per il 6 novembre, oggi. Le ricordo che la conferenza dei capigruppo svolge un lavoro preparatorio al consiglio, in quanto stabilisce sia il calendario dei lavori, sia l’ordine degli argomenti da trattare. Non solo. Il 2 di novembre, io e la signora Maronati, consigliera comunale ci siamo recati in Comune per visionare glia atti del Consiglio. Tutto Chiuso. Che senso ha il suo comportamento? La norma prevede che la convocazione sia fatta in tempo utile di qualche giorno per far si che tutti i consiglieri comunali possano visionare gli atti e chiedere informazioni agli uffici. Perché convocare il Consiglio Comunale il 31 Ottobre sapendo che per tre giorni il Comune non è aperto? Come vedete cari colleghi consiglieri nulla ho scritto sulle norme applicative ne del centro storico, ne dei nuovi e vecchi piani di costruzione, ne sulla capacità insediativa e dei relativi servizi pubblici. Perché? Semplicemente perché non ci è stato dato il tempo di leggerle, comprenderle e discuterle. Se non siamo riusciti noi come pensate lo possano aver fatto i cittadini? Ribadiamo che non parteciperemo alla votazione di questo punto per non averne responsabilità amministrative e manderemo il nostro intervento ad Area Metropolitana e Regione Lombardia al fine di far comprendere loro che questo PGT è solo un “mangia territorio” che non risponde e risolve i problemi del paese. Durante la conferenza dei capigruppo avevo avvisato che avremmo chiesto di leggere tutto così da averne contezza. Abbiamo cambiato idea. Ci fidiamo di voi che lo avete letto tutto e ne avete approvato tavola per tavola, norma per norma. Lo facciamo perché lasciamo a voi, e solo a voi, l’onere e l’onore di rispondere ai cittadini quando vi chiederanno ragione. Ci concediamo un lusso che oggi pochi conoscono: il lusso del silenzio. Un silenzio che dice esattamente che non condividiamo nulla di questo PGT, lontano anni luce dalla nostra idea di come vorremmo Ossona.

Sergio Garavaglia