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lunedì 9 febbraio 2026

Garavaglia S. (Fdi) contro Venegoni G. (lega). Legalità. Ossona 8.2.2026

 Riceviamo e pubblichiamo 

Questa che potrebbe sembrare di poca importanza, invece è paradigmatica di come i Venegoni intendono l'amministrazione.

Da inventarsi regole inesistenti per le loro mire autoritarie, hanno impedito la videoregistrazione del consiglio comunale (sempre consentita in tutti gli stati membri dell'UNIONE EUROPEA) dall'aprile 2017.

Ora sappiamo perché, per nascondere la truffa agli Ossonesi sul Pgt portato in votazione di nascosto e con la fuga del sindaco durante la votazione e la successiva manomissione dei verbali della seduta.

Ricordiamo che dalla causa vinta dal comune contro la TAV, il venegoni precedente nemmeno gli chiedeva di saldarla. 

Certo, per distrarre dalla trave, indicano la pagliuzza, ma qua gli sta cadendo il fienile in testa e non se ne accorgono.

Buona lettura 

P.s. diamo la pubblicazione integrale 

Al sindaco 

Al segretario comunale 

Al comando polizia locale 


Interpellanza con diffida ad adempiere 


Vista la volontà della Amministrazione di alienare il capannone comunale di via Monte Bianco/ Monte Gallio avevo fatto richiesta di un accesso fisico per verificare le condizioni dell’immobile comunale. Alla presenza del Sindaco, del comandante polizia municipale e dell’allora responsabile area tecnica Ing. Baldo abbiamo appurato un totale abbandono dell’immobile pieno di materiale vario e di molti rifiuti abbandonati all’esterno quali bombole varie, fornelli, lavandini , scarti di lavorazioni , plastiche e una pila di scarti di catrame. Proprio questa montagna di materiale abbandonato sul prato senza protezione dalle Intemperie e quindi oggetto di dilavamento inquinante il sottosuolo aveva attratto la mia intenzione. Con una domanda diretta davanti a tutti ho chiesto ragione alla responsabile dell’ufficio tecnico che affermava che era opera di ignoti che, tagliando il lucchetto su via Redipuglia , avevano abbandonato tutto quel materiale. Non avendone avuto notizia in consiglio comunale ho chiesto subito di avere copia della denuncia contro ignoti per permettere indagini solerti. Il comandante della polizia locale affermava di non esserne informato, così anche il Sindaco,  mentre l’ing. affermava che si sarebbe attivata. Non avendo avuto notizie ho posto diverse interpellanze a cui ( vedasi i 5  allegati) non ho avuto risposte sulla denuncia anzi la risposta in consiglio comunale è stata testualmente:”i Per quanto riguarda la denuncia, si provvederà nei termini d i legge.” Ho chiesto gentilmente di essere informato . Non avendo avuto notizie ho posto l’ennesima interpellanza ai primi di gennaio 2026 chiedendo lo stato dei lavori per sgombero materiali e messa in sicurezza con copia della obbligata denuncia di effrazione e abbandono rifiuti. Anche stavolta il sindaco non ha prodotto nulla e nemmeno ha fatto cenno della avvenuta  denuncia. Dato che lo stesso si è fatto autorizzare dalla giunta per denunciare una persona per motivi di offese e altro, sono a chiedere per l’ennesima volta, sempre con interpellanza , copia della dovuta denuncia per scasso e abbandono materiali in suolo comunale . La presente interpellanza deve essere intesa anche come diffida ad adempiere. Nel caso entro la fine di questo mese non avrò avuto copia della denuncia alla Autorità Giudiziaria mi recherò personalmente al comando dei carabinieri di Corbetta per denunciare effrazione e abbandono materiale frutto di asfaltature . Nel contempo chiedo di sapere la data dell’avvenuto scasso al fine di poter esporre compiutamente i fatti alla Autorità Giudiziaria .

Sicuro che finalmente vorrà intervenire per ripristinare la legalità e permettere agli organi competenti di attivarsi, saluto cordialmente. 

Sergio Garavaglia 

Consigliere Comunale 


Allegato 1 risposta a mia interpellanza via pec 

COMUNE di OSSONA

Prot. n. 2991

Ossona, 11/04/2025

Cons. GARAVAGLIA Sergio

PEC: garamerevaglia@pec.it

OGGETTO: Risposta Interpellanza n . 28/2025 - Prot. 2117 del 13/03/2025

La ringrazio, come sempre, per la Sua attenzione e interesse.

Per quanto concerne lo stato i n cui versa la proprietà comunale sita in via Redipuglia, condivido la necessità di una generale pulizia dell'ambiente che, certamente, era necessaria già ben prima che la

nuova Amministrazione, i n carica da meno di un anno, procedesse. Intanto, Le segnalo che si è provveduto allo smaltimento delle bombole e fatto analizzare i materiali

posti all'ingresso. S i tratta di u n rifiuto non pericoloso - CER 170302 - miscele bituminose. Stiamo organizzando l'intervento d i trasporto e smaltimento.

Per quanto riguarda l a presenza d i rotoli di manto sintetico del campo d a calcio, questi erano stati mantenuti dalla precedente Amministrazione per eventuali impieghi futuri. L'attuale Amministrazione, dato che quel materiale non è un rifiuto ma un materiale d i recupero certificato,

intende indire un nuovo bando per donarlo a cittadini e alle associazioni che ne faranno richiesta. I materiali presenti nel cortile sono residui d i lavorazioni fatte negli anni negli immobili pubblici: cordoli, marmi, mattonelle, lavandini etc. Sono materiali, come la terra e inerti accumulati di fronte

alla recinzione d i via Monte Bianco, che non creano problemi ambientali e che, comunque, faremo smaltire nell'ambito delle attività di pulizia generale prima della fase d i alienazione del bene. Il cassone (rimorchio), invece, è oggetto di sequestro e attendiamo disposizioni dalle Autorità

competenti Per quanto riguarda l a denuncia, si provvederà nei termini d i legge.

Cordiali saluti

Il Sindaco

Giovanni Venegoni


Allegato 2 

Ennesima mia interpellanza sempre via pec

Interpellanza n. 42 del 7 luglio 2025

Al signor Sindaco

Al comando Polizia Comunale

Al segretario Comunale 

Loro sedi 

Visto che ad oggi non abbiamo avuto riscontro delle dovute denunce alla Autorità Giudiziaria in cui si raccontano i fatti intrusivi con abbandono di rifiuti inquinanti su terreni di proprietà comunale nel comparto capannone sito tra le vie  Redipuglia/  Montebianco 

Si chiede: 

Data e ora della intrusione malavitosa con rottura lucchetto ingresso  via Redipuglia e copia cartacea della obbligata denuncia.


Sergio Garavaglia 

Consigliere Comunale


Allegato 3 


Da:

Inviato:

A:

Oggetto:

garamerevaglia@pec.it

lunedì 7 luglio 2025 10:37

posta.certificata@pec.comune.ossona.mi.it

Interpellanza n.42

Al signor Sindaco

Al comando Polizia Comunale

Al segretario Comunale

Loro sedi

COMUNE DI OSSONA

DATA DI ARRIVO

0 7 LUG 2025

Cron. N 5582.

Visto che a d oggi non abbiamo avuto riscontro delle dovute denunce alla Autorità Giudiziaria in cui si raccontano i fatti intrusivi con abbandono d i rifiuti inquinanti s u terreni di proprietà comunale nel

comparto capannone sito tra l e vie Redipuglia/ Montebianco

Si chiede:

Data e ora della intrusione malavitosa con rottura lucchetto ingresso via Redipuglia e copia cartacea



Allegato 4 


OGGETTO: Risposta Interpellanza n. 42/2025 - Prot. 5582 del 07/07/2025


COMUNE di OSSONA

OGGETTO: Risposta Interpellanza n. 42/2025 - Prot. 5582 del 07/07/2025


Gentilissimo Consigliere,

Sono al corrente che gli uffici stanno provvedendo i n merito

Ringraziando per la costante attenzione, Le porgo i più cordiali saluti.


Il Sindaco

Giovanni Venegoni

Allegato 5 


In data 2 gennaio 2026

Interpellanza n.60 Intrusione con scasso e abbandono di materiale inquinante


Come ben ricorderà il Sindaco, dopo un sopralluogo congiunto con il sottoscritto, il comandante della Polizia Locale, l’allora capo ufficio tecnico ed un operatore ecologico del comune, al capannone comunale, in via di dismissione, situato tra via Redipuglia e via Monte Bianco, ci avete edotti dello scaricamento di materiale inquinante (lasciato al dilavamento ) frutto di scarti di lavorazioni stradali con effrazione del lucchetto dell’ingresso da via Redipuglia. Oltre a questi materiali avevamo fatto notare la presenza di bombole varie, materiali vari abbandonati dentro e fuori dal magazzino e di montagnette di terra, sia dalla parte già citata via Redipuglia che che su via Monte Bianco, contenenti diversi materiali di risultanze edili e non. In diverse interpellanze precedenti avevamo chiesto di avere copie della denuncia per quanto riguarda la rottura del lucchetto e lo scaricamento inquinante, oltre ad avere notizie sullo smaltimento complessivo di tutto il materiale abbandonato sia all’interno del grande capannone comunale ( montagne d sale, biciclette, motorini, segnali stradali, montagne di scatole dal contenuto anche  a voi sconosciuto, ecc. ecc) che all’esterno ( bombole, scarti di lavorazioni ivi compreso quelle stradali ed edili). Si ricorda che agli atti consigliari insieme alle diverse interpellanze avevo allegato foto al fine di evitare incomprensioni o incertezze da parte Sua sul tipo di materiali ritrovati in loco.

Le Sue risposte sono state: provvederemo e denunceremo.

Con la presente interpellanza richiedo gentilmente a circa dieci mesi dal sopralluogo:

Copia della denuncia per la rottura del lucchetto da via Redipuglia e relazione tecnica sul materiale abbandonato da ignoti senza curarne l’inquinamento causato dal suo dilavamento

I costi di smaltimento dello stesso con numero e data determina ufficio

I costi di smaltimento bombole varie e materiali abbandonati alla rinfusa sia all’interno che all’esterno del capannone, sempre con numero e data determina ufficio

Relazione puntuale e precisa da parte dell’ufficio interessato di quanti e quali materiali sono stati ritrovati e  tratti, dove sono stati smaltiti, i relativi costi, e quali materiali sono ancora abbandonati ed accatastati in loco.

Vorremmo sapere quale è l’ufficio responsabile di questa non curanza di luogo comunale e di conoscere chi ha in carico la gestione dello stesso capannone e da dove arrivino i molteplici abbandonati materiali

La presente vale anche come richiesta di ulteriore sopralluogo urgente con gli uffici interessati (Polizia Locale, Ufficio ecologia e ufficio lavori pubblici), la S.V. e il sottoscritto al fine di verificare puntualmente lo stato di fatto, dopo ormai una decina di mesi dal primo sopralluogo. 

A tal fine Le chiedo gentilmente che la presente interpellanza sia consegnata a Sua cura agli uffici sopra segnalati in modo che possano organizzare il sopralluogo congiunto richiesto.

Le chiedo la cortesia di rispondere cortesemente a tutti punti e non, come Sua consolidata abitudine, di limitarsi ad un vedremo, faremo, comunicheremo a chi ha in gestione il bene, ricordandole che il capannone è comunale, quindi sotto la Sua diretta responsabilità.


Sergio Garavaglia

Consigliere Comunale

mercoledì 2 novembre 2022

LETIZIA MORATTI SI E' DIMESSA

 Elezioni regionali Lombardia 2023.

Oggi 2 novembre 2022. Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

 "Di fronte al venir meno del rapporto di fiducia con il Presidente Attilio Fontana, annuncio la decisione di rimettere le deleghe di vicepresidente e di assessore al Welfare di Regione Lombardia ". Lo annuncia Letizia Moratti in una nota. "Per rispetto dei cittadini - spiega - con senso di responsabilità ed in considerazione del delicato momento socio-economico del Paese, ho atteso l'esito delle elezioni politiche e la formazione del nuovo Governo per rendere nota la mia posizione".

Chi è Letizia Moratti 



Da Wikipedia 

A seguito dell'elezione del 2006, assieme al direttore generale Giampiero Borghini, Moratti avrebbe licenziato senza giustificato motivo una decina di dirigenti del Comune, affidando quasi contemporaneamente 54 incarichi a consulenti esterni, spesso senza requisiti. Per tale presunto spoils system, Moratti è stata condannata dalla Corte dei conti a risarcire il Comune, sentenza poi confermata in cassazione.[62].

La magistratura ordinaria ha ravvisato solo un illecito amministrativo di abuso d'ufficio materiale, pur senza rilievi penali. I comportamenti di Letizia Moratti, secondo i giudici, «per quanto censurabili sotto diversi profili, non hanno travalicato il limite dell'illecito penale».[63]

Il 29 novembre 2007 Letizia Moratti infatti era stata iscritta nel registro degli indagati per presunto abuso d'ufficio nell'ambito della su menzionata inchiesta sugli "incarichi d'oro". Le indagini erano state avviate dalla Corte dei Conti e dalla Procura di Milano. L'accusa era che Moratti avesse assunto tramite incarichi esterni sessantatré persone, di cui almeno quarantanove con qualifica dirigenziale, per una spesa di otto milioni l'anno, in contrasto con l'articolo 110 del D.Lgs.267/2000 (Testo Unico degli enti locali), che prevede che i contratti con dirigenti esterni non debbano superare il 5% del totale. Contando anche i nuovi incarichi, nel Comune di Milano i contratti con dirigenti esterni sarebbero ammontati al 25% del totale[64].

Il pubblico ministero ha definito non penalmente rilevanti le pressioni sui dirigenti comunali perché accettassero il pre-pensionamento, rilevando che non ci sarebbe stata nessuna «minaccia di un male ingiusto nel caso in cui non fosse stata accettata la risoluzione del contratto» pur ammettendo che le modalità sono state lesive della dignità delle persone. Il GIP ha respinto la richiesta di archiviazione e chiesto un approfondimento, intravedendo i reati di violenza privatamobbing e minacce[65] da cui Moratti è stata in seguito prosciolta[66].

Fra le persone assunte dall'amministrazione Moratti c'è Aldo Fumagalli, ex sindaco leghista di Varese, che si era dimesso dall'incarico dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati per concussione e violazione della legge Bossi-Fini[67][68], oltre a vari candidati del centrodestra non eletti, una candidata dell'UDC in Calabria, persone dello staff elettorale del sindaco Moratti, compreso il suo fotografo personale, e due consiglieri regionali in carica (tra cui Giampiero Borghini) che hanno mantenuto il doppio incarico[65].

Il 24 marzo 2009 Letizia Moratti è stata pertanto condannata dalla Corte dei conti, assieme a Giampiero Borghini ed altri, per il conferimento di incarichi esterni da parte del Comune di Milano a persone non laureate, e dunque illegittime, nel 2006. Nella motivazione della sentenza, la Corte parla di nomine politiche, che mortificano le professionalità interne, e di sovradimensionamento dell'ufficio stampa, con un numero di giornalisti giustificabile solo per un giornale[65]. Moratti dovrà risarcire 236.000 e 125.000 euro allo stesso Comune di Milano[66]. Nonostante la condanna, Letizia Moratti non è intervenuta in Consiglio Comunale, e non ha fatto sapere cosa intenda fare dei funzionari[65].

Il 28 agosto 2010 il GIP ha archiviato le accuse di abuso d'ufficio, pur definendo "censurabili sotto diversi profili" le modalità di rimozione dei dirigenti[66]. Il reato di abuso d'ufficio non si configura in quanto non è provato che l'operazione di spoils system fosse indirizzata ad avvantaggiare qualcuno dal punto di vista patrimoniale, "in quanto lo scopo prevalente era quello di creare un rapporto fiduciario tra la direzione politica e il dirigente amministrativo". Pur non configurandosi un reato, il magistrato ha rilevato un illecito amministrativo (abuso d'ufficio "materiale") in relazione al superamento del limite del 5% nel conferimento di incarichi direttivi al di fuori della dotazione organica (massimo 10 consulenti anziché 50); al conferimento di incarichi a persone prive di requisiti (non laureati); e alla mancanza di un corretto iter nella nomina dei nuovi dirigenti, avvenuta con criteri poco trasparenti[69].

Letizia Moratti è stata criticata per la scarsa presenza in Consiglio Comunale: 6 presenze nel 2008 e 3 nel 2009, di cui l'ultima il 21 ottobre 2009, per la presentazione di un primo bilancio del mandato. Dei 61 rappresentanti di giunta e consiglio, Letizia Moratti è ultima per presenza alle votazioni, con un totale del 5%[65]. Il sindaco Moratti è stata inoltre richiamata dal presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri, per non aver risposto alle 100 interrogazioni poste dal consigliere di opposizione Pierfrancesco Majorino ai sensi del regolamento[65].

Benché il consiglio comunale di Milano abbia votato a maggioranza una mozione che impegna il sindaco a chiedere a Lucio Stanca, deputato e AD di Expo 2015, di rinunciare ad uno dei due incarichi[70], il sindaco Moratti non ha dato seguito all'iniziativa del suo consiglio[65].

Case popolariModifica

Nel dicembre 2010, il tribunale civile di Milano ha sentenziato che nell'assegnazione di case popolari vi è stata la mancata assegnazione a 10 famiglie rom con le quali il Comune aveva firmato un progetto di autonomia abitativa. Nell'accogliere il ricorso, presentato contro il Comune di Milano e quindi contro il sindaco Letizia Moratti, e inoltre contro il ministro Roberto Maroni e il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, il tribunale ha deliberato che sulla decisione dell'amministrazione comunale ha agito "l'origine etnica dei rom", in quanto gli "amministratori e politici hanno ripetutamente dichiarato alla stampa che ai rom non sarebbe mai stata data alcuna casa popolare"[71].

Governo del territorioModifica

Il Piano del Governo del Territorio varato dalla giunta Moratti avrebbe dato a Gabriele Moratti, figlio di Letizia, un vantaggio economico stimato in almeno un milione di euro[72], grazie a un immobile acquistato da Gabriele Moratti con vincolo di destinazione industriale e trasformato in villa di lusso ispirata alla dimora di Batman[73][74][75].

Consulenze d'oroModifica

Nel dicembre 2016 è stata condannata dalla Corte dei conti a versare, al Comune di Milano, poco meno di 600.000 euro per due voci di spesa: 11 incarichi dirigenziali esterni a non laureati per quasi 1,9 milioni, e retribuzioni ritenute troppo costose, più di 1 milione, di alcuni addetti stampa. Oltre a Letizia Moratti, l'ex vice sindaco Riccardo De Corato dovrà risarcire 21.763 euro (per le stesse voci contestate alla Moratti), l'ex sindaco ed ex direttore generale Giampiero Borghini oltre 106.000 euro e gli ex assessori Tiziana Maiolo, Mariolina Moioli, Edoardo Croci e Carla De Albertis oltre 21.000 euro. Per i giudici contabili, si legge nel loro provvedimento, l'operato di Letizia Moratti avrebbe avuto "il connotato della grave colpevolezza, ravvisabile in uno scriteriato agire, improntato ad assoluto disinteresse dell’interesse pubblico alla legalità e alla economicità dell’espletamento della funzione di indirizzo politico-amministrativo spettante all'organo di vertice comunale". I magistrati hanno confermato anche la "grave colpevolezza della condotta" in capo a tutti gli assessori che allora votarono le delibere con cui sono state conferite le cosiddette "consulenze d'oro" per le quali era anche stata avviata un'inchiesta da parte della Procura, poi archiviata[76].


giovedì 7 maggio 2020

Dopo Cuggiono, Legnano è il turno di VIttuone. Dimissioni in massa, cade la giunta di destra

La vicenda è nota, la maggioranza non c'era più de facto da gennaio, dopo aver raggiunto anche le cronache nazionali, Stefano Zancanaro, con la richiesta dell'esercito per controllare i corridori, nella giornata di ieri ecco la fine di un'altra amministrazione della destra nell'est ticino.
Si sono dimessi il vicesindaco Annamaria Restelli, l’assessore Samatha Rigoni e gli assessori esterni Maikol Bergamaschi e Mario Scotti, il presidente del consiglio comunale Monica Frontini e il consigliere di maggioranza Luigi Tunesi. 

Ora si aspettano le comunicazini ufficiali: ricordiamo che sia a Legnano che Cuggiono, sono state rinviate le elezioni a causa dell'emergenza sanitaria; la destra è in crisi in molti comuni dell'est ticino; basti pensare alle dimissioni di Abbiategrasso (leggi articolo https://ecocivicilombardia.blogspot.com/2020/05/tre-anni-di-lega-abbiategrasso.html )