Nella città metropolitana di Milano, su 133 comuni sono meno di una decina i sindaci di sinistra o presunta tale.
Pubblichiamo questa nota, perché dopo il "democracy washing" in villa Litta a Ossona, dove il sindaco già professore, mentre credeva di fare una lezione colta su Socrate e Platone, era usato come pedina moneta di scambio, oltre che deriso dal pubblico, dopotutto se parli di Socrate, di superare la famiglia, a una platea di dio patria famiglia, qualche domanda me la farei.
Arriviamo all'ufficio stampa, ammesso e non concesso che in un Comune di 10 Mila persone, possa servire tale figura, un "addetto stampa" della destra lombarda, che ha attribuito in più servizi la responsabilità a città metropolitana per la discarica, quando la legge regionale è chiara sulla competenza esclusivamente regionale, mentre la exprovincia è solo esecutrice.
Il comune di Arluno ha sostenuto la lotta contro la discarica, fino a quando in una assemblea pubblica si scoprì che non erano mai stati fatti i ripristini settennali, dal 1968.
Quindi, un ultras della destra, fa articoli dando colpe alla sinistra, e poi viene assunto da Alfio Colombo sindaco di Arluno con la nomea di venire da rifondazione comunista, ma ora il dubbio se sia un democristiano fascistoide o solamente uno stanco professore di provincia che ha perso la bussola.
Necessario dire che chi si riempie la bocca di democrazia poi agisce come un padrone degli anni 80 che si inventa i sindacati di comodo.
Sinceramente, venti anni fa abbiamo fatto una Festa ad Arluno, un massacro di dieci giorni, non è venuto una volta a pulire. Punto. E mi aveva corretto una frase di Rousseau.
Nel frattempo, hanno bruciato il dopo lavoro dell'abb, le case del popolo di Arluno sono chiuse o in gestione a privati e non a realtà sociali, qua si potrebbe obiettare che non è compito dell'amministrazione, certo in Lombardia è sempre solo e tutto dei padroni, dopotutto se un sindaco di rifondazione prende un addetto stampa fascista.
Stalinisti che non hanno capito Stalin, perché se fai la guerra escludendo i verdi e circondandoti di niente, poi vai a sbattere.
Parliamo della piazza del municipio di Arluno, era bellissima, piante, l'edicola, la pavimentazione drenante (e si, c'era già), ma 200 o più e passa mila euro per un opera inutile, per la propaganda della destra su come la sinistra, ideologica e stupida, butta soldi pubblici per lavori inutili, dove chi guadagna, è spesso di destra.
Da ex bibliotecario della biblioteca popolare provo molta tristezza a vedere come si è ridotta la bella cittadina di Arluno.
Certo ci sono state forze esterne importanti a inquinare il tutto. Arluno andrebbe studiata per come la sussunzione ha agito verso e contro dei sognatori che di Arluno, avevano fatto un riferimento per musica e cultura.
Nota. Molti politici locali, causa le difficoltà nelle dinamiche dei partiti, si guardi ad esempio i verdi di Milano città, "acquistati" da Confindustria e neutralizzati per non dire peggio. Idem per altri partiti.
Quindi in sintesi, ci sono una decina di sindaci (e assessori) che sono stati iscritti ai verdi, e ora non più. Non è un problema dei verdi, ma di democrazia.
Cito le elezioni di Corbetta, Ballarini, consigliere metropolitano di forza Italia e sindaco, si candida con 6 liste civiche contro anche se stesso, cioè forza Italia. Non ha vinto, ha stravinto.
Avendo citato forza Italia, pensate al congresso di Gallarate, ai rinvii e ai numeri.

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