NUOVI OGM, APPROVATO IL PESSIMO REGOLAMENTO EUROPEO: VAS RILANCIA LA BATTAGLIA PER LA BIODIVERSITÀ, LA TRASPARENZA E LA PICCOLA AGRICOLTURA
Dichiarazione del Presidente di Verdi Ambiente e Società Stefano Zuppello
“L'approvazione del nuovo regolamento europeo sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) segna una pagina negativa per l'agricoltura europea, per la tutela della biodiversità e per il diritto dei cittadini a essere informati su ciò che producono e consumano.
Con il voto del 17 giugno, il Parlamento europeo ha scelto di allentare drasticamente le regole che per oltre vent'anni hanno disciplinato gli organismi geneticamente modificati, escludendo gran parte delle nuove varietà ottenute attraverso interventi genetici dagli obblighi di valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura. Una decisione che indebolisce il principio di precauzione, uno dei pilastri della legislazione ambientale europea, e che rischia di aprire la strada a una progressiva perdita di trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare.
Ancora più grave è il fatto che siano stati respinti gli emendamenti che avrebbero limitato il potere dei brevetti e tutelato agricoltori e piccoli selezionatori. Dietro la narrazione dell'innovazione e della sostenibilità si intravede infatti il rischio concreto di un'ulteriore concentrazione del controllo delle sementi e delle risorse genetiche nelle mani di poche multinazionali dell'agrochimica e delle biotecnologie. A pagare il prezzo di questa scelta potrebbero essere soprattutto la piccola e media agricoltura europea, i produttori indipendenti, le aziende biologiche e quelle realtà che ogni giorno custodiscono la biodiversità agricola dei nostri territori.
Purtroppo il governo italiano è stato tra i protagonisti del processo di approvazione di questo regolamento che liquida in un sol colpo 26 anni di OGM FREE che hanno contraddistinto il nostro Paese.
Verdi Ambiente e Società è impegnata da decenni nella difesa della qualità alimentare, della biodiversità e della libertà di scelta dei consumatori. Lo abbiamo fatto con la storica campagna Mangiasano, che ha rappresentato uno dei punti di riferimento dell'ambientalismo italiano nella battaglia per un'alimentazione sana, trasparente e libera dagli interessi delle grandi lobby agroindustriali. Oggi quella battaglia continua e assume una nuova centralità.
Non accettiamo che si affermi il principio secondo cui prodotti ottenuti attraverso interventi genetici possano arrivare sul mercato senza adeguate forme di informazione ai cittadini. Non accettiamo che il diritto dei consumatori a scegliere consapevolmente venga sacrificato sull'altare degli interessi economici di pochi grandi gruppi industriali. Non accettiamo che il futuro dell'agricoltura europea venga affidato a tecnologie presentate come soluzione universale ai problemi climatici e produttivi senza un confronto realmente aperto e indipendente sui loro effetti economici, ambientali e sociali.
La partita non è conclusa. Nei prossimi mesi sarà necessario sostenere tutte le iniziative giuridiche e politiche che possano mettere in discussione gli aspetti più controversi del regolamento. Occorrerà promuovere una revisione della disciplina dei brevetti affinché nessuno possa appropriarsi, attraverso strumenti giuridici discutibili, del patrimonio genetico che appartiene alla natura e al lavoro collettivo di generazioni di agricoltori.
Sarà inoltre fondamentale rafforzare una rete di territori, amministrazioni locali, associazioni, produttori e cittadini impegnati nella difesa dell'agricoltura di qualità, delle filiere corte e della sovranità alimentare. La vera risposta alle sfide del cambiamento climatico non è la dipendenza crescente dalle tecnologie proprietarie delle multinazionali, ma il sostegno alla ricerca pubblica, all'agroecologia, alla biodiversità coltivata e al lavoro delle piccole aziende agricole che rappresentano il cuore vivo delle campagne italiane ed europee.
Verdi Ambiente e Società continuerà a essere al fianco di chi difende un modello agricolo fondato sulla trasparenza, sulla tutela dell'ambiente, sulla salute dei cittadini e sulla dignità del lavoro agricolo. Perché il futuro del cibo non può essere deciso nei consigli di amministrazione delle multinazionali, ma deve restare nelle mani delle comunità, degli agricoltori e dei cittadini europei.”
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