domenica 27 dicembre 2020

MILANO, CI HA LASCIATO GIORGIO GALLI

 Di Roberto Biscardini 


Un messaggio che non avri mai voluto scrivere. Giorgio Galli è stato per molti di noi un amico e un compagno. Sempre disponibile a sostenere le nostre battaglie fino all'ultima, quella del Comitato socialista per il No contro la proposta di riforma costituzionale di Matteo Renzi.

L'avevamo coinvolto anche qualche anno dopo per avere il suo parere, ma anche una sua mano, per tenere vivo il tema della ricostruzione di un partito socialista nuovo e allargato, per la presentazione di liste socialiste alle elezioni amministrative e a  Milano in particolare. Avendo un sincero incoraggiamento. Diceva “ci sono tutte le condizioni per farlo”.

Era sempre preciso, lucido, combattivo, convinto della giustezza anche delle posizioni più identitarie e radicali. Critico con i partiti senza identità. Socialista e liberale dentro. Dedicò alla storia dei socialisti italiani un gran bel libro "Storia orgogliosa del socialismo italiano. Ma l'idea non muore". Lo scrisse nel 1996 quando molti cosiddetti storici o politologi come lui erano intenti a descrivere la storia italiana del Psi come una storia criminale. Anche in quella occasione andò controcorrente. Non a caso scrive nella prefazione quella è  "una morte solo apparente". Credeva nella rinascita del socialismo,  molto di più di quanto non fecero molti socialisti suoi critici. Perché lo ritenevano troppo di sinistra. Aveva una grande capacità di capire le tendenze del futuro, attento alle trasformazioni della società, dell’economa e del capitalismo finanziario. Al quale si è dedicato negli ultimi suoi anni. A Milano lo andavamo a trovare a casa. Sempre cordiale, sempre disponibile, con tanta voglia di parlare e di sapere. Giorgio ci mancherà.

Era un punto di riferimento di questa Milano. Sapevamo che c’era e che all'occorrenza ci sarebbe stato.

Ciao Giorgio.

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