lunedì 24 luglio 2017

da Salviamo il paesaggio Casorezzo sulla Cava da Bonificare a rischio discarica

dalla pagina fb del Comitato locale salviamo il paesaggio di Casorezzo
casorezzo salviamo il paesaggio

nota, siamo venuti a conoscenza che oggi, lunedì 24 luglio, c'è stato un incontro in
Milano Città Metropolitana sul piano cave metropolitano.
ad oggi, Regione Lombardia, nonostante blandi e sterili proclami da parte di alcuni suoi politici, non ha ancora fatto un Piano Rifiuti Regionale; ricordiamo che basterebbe un decreto Regionale per scongiurare il pericolo discarica. (esplicitiamo che comprendendo anche le ragioni del prorpietario dell'area, Regione può pensare a un rimborso per lo stesso o altro lotto da destinarsi)

Prima dell'esaustivo e completo scritto della Dottoressa Cislaghi, vi riporto la mia considerazione della sera, detta FUTURO PROSSIMO MANCANTE, la nuova forma dei modi e tempi verbali italiani, in questa vicenda
FUTURO PROSSIMO MANCANTE
#parcodelroccolo #parcodelticino #parcodelgelso
#lombardia #conversioneecologica
Ossona Villa Comunale Piazza Litta giovedì 22 marzo 2012
Il Parco. Tra sogno e realtà
l'idea e funzione di parco, come tutela e opportunità di valorizzazione culturale del territorio
intervengono
Alfio Colombo Presidente del Parco del Roccolo
Luigi Dell'Acqua Sindaco di Ossona
Daniela Clementi Radici nel cielo
Eleonora Bonecchi comitato antidiscarica Casorezzo
Luigi Saino Urbanista, già presidente del Parco del Ticino
Dopo gli "attacchi" legislativi verso gli enti Parco, le interpretazioni di parco in "giardino" e a scopo di monetizzazione; cosa rimane della Biodiversità e della volontà popolare che portò alla nascita dei parchi in Lombardia?
Quali strategie adottare per rilanciare il ruolo dei parchi nella programmazione e definizione del nostro territorio?
Tutta la cittadinanza è invitata
in particolar modo i referenti delle associazioni ambientaliste, sociali, culturali e politiche del territorio

era il marzo 2012


LA STORIA CHE NESSUNO VUOLE ASCOLTARE (ATTO FINALE)
Dopo ventanni di più o meno onorato servizio la discarica si avvia alla chiusura con il completamento del lotto 5, alla faccia dei rognosissimi cittadini che hanno tentato in tutti i modi di bloccarla o per lo meno di farle fare meno danni possibili.
Gli stessi cittadini hanno sollevato anche il problema del percolato che si è andato accumulando nell’ultimo lotto della discarica in modo talmente esagerato da non poter essere ignorato; Solter cercò allora di smaltirlo abusivamente sui terreni agricoli limitrofi, fu beccata in flagranza e diffidata da CM. Anche in anni precedenti era stato evidenziato percolato sul fondo della discarica, i lavori di riempimento dei vari lotti erano stati temporaneamente interrotti, ma gli Enti preposti non avevano preso provvedimenti specifici. 

Il 19.1.2017 e il 7.2.2017 Città Metropolitana sollecita Solter a fare la sua proposta sulle modalità di esecuzione delle indagini, cosa che Solter fa (sempre diligentemente) il 27.2 successivo chiedendo di non effettuare un reale campionamento dei rifiuti in quanto il loro dilavamento potrebbe aver creato accumuli anomali di sostanze in alcuni punti modificando in tal modo le caratteristiche da rifiuto considerabile ‘inerte’ a rifiuto non pericoloso o pericoloso, secondo le tabelle di legge (sic!).
Città metropolitana accoglie parzialmente le richieste e fa una controproposta il 15.3.2017, che ci viene inviata in copia.
Quindi l’8 aprile rispondiamo a tutti i destinatari chiedendo “ Che la suddetta ‘campagna di indagine’ da svolgersi nei confronti dell’impianto di discarica Solter, ai sensi del D.Lgs n.36/2003 e del DIM 24 giugno 2015, nonché della L. 152/2006 e.s.m., venga affidata sia per la parte di pianificazione che per le analisi specifiche a un consulente terzo, che indichiamo in un Dipartimento Universitario con specifica competenza, la cui identificazione potrà essere congiuntamente stabilita.” Era quanto ci pareva di aver concordato nella riunione del 2 dicembre, rimasta ovviamente senza seguito e inattuata. Ma noi non l’avevamo dimenticata.
Straordinariamente, visto i trascorsi, i Comuni di Casorezzo, Busto Garolfo , Inveruno e il Parco del Roccolo, espressero ‘piena condivisione e sostegno alla proposta’.
Ma la piccata risposta del Direttore del Settore rifiuti, bonifiche e AIA di Città Metroolitana, Luciano Schiavone, non si fece attendere. Il 27 aprile così rispondeva :
“Con riferimento alle varie richieste pervenute allo scrivente Servizio volte ad affidare la campagna di indagine ambientale per la discarica in oggetto ad un Dipartimento Universitario, si fa presente che l’indagine ambientale proposta da Solter Srl in data 27/02/2017, è stata già valutata e ritenuta eseguibile con prescrizioni di cui alla nota del 15/03/2017, prot. 66441, da parte di questo Ente e da parte di A.R.P.A. Lombardia - Dipartimento di Milano e Monza Brianza con nota del 13/03/2017 prot.63622, che sono le Istituzioni previste dalla vigente normativa, tecnicamente competenti in materia di controllo della corretta gestione dei rifiuti.
Nel corso dell’indagine ambientale il personale tecnico di A.R.P.A. Lombardia - Dipartimento di Milano e Monza Brianza potrà procedere ad effettuare tutti i campionamenti di rifiuti che si riterranno necessari per garantire il contraddittorio dei risultati forniti dalla parte.
La direzione del Settore scrivente, potrà valutare eventuali modalità di informazione agli enti locali interessati, al fine di condividere eventuali problematiche con le comunità locali.
Si coglie l’occasione per sollecitare la Solter Srl a trasmettere il cronoprogramma dei lavori per poter iniziare quanto prima la campagna di indagine ambientale.”
Questo tale Schiavone è lo stesso dirigente che sentiremo più volte dichiararsi ‘incompetente’ rispetto agli aspetti tecnici del suo lavoro. Laureato in Sociologia, non pare sappia mettere a frutto nemmeno le sue competenze universitarie in una situazione in cui sarebbe servita una minima apertura alle richieste del territorio che riuscisse a stemperare i conflitti. Ma l’arroganza e la supponenza hanno prevalso, anche in questa circostanza, sul buon senso.
La volontà ferrea non è quella dei controlli, ma quella della difesa a oltranza di posizioni indifendibili e probabilmente anche di ‘autotutela’ rispetto a errori madornali fatti in precedenza. Se le analisi documentassero che i rifiuti conferiti non corrispondono ai previsti codici CER per inerti, crollerebbe tutto il castello di affermazioni fatte ripetutamente dalla Ditta e dagli Enti preposti alle autorizzazioni e controlli. La discarica andrebbe completamente bonificata e non sarebbe più sostenibile alcun credito all’azienda che l’ha riempita.
Chiaro che CM non voglia correre il rischio e l’unica mossa possibile è l’alzata di scudi nei confronti di chicchessia, Università compresa. I controlli s’hanno da fare in house!
Il buon Schiavone non conosce nemmeno bene la legislatura di riferimento e allora glielo ricordiamo il successivo 25 maggio, questa volta da soli perché i Comuni e il Parco stanno zitti.
“Con riferimento alla Vostra risposta pervenuta in data 27.4.17 (prot 103719 fasc. 1520/2012) alla nostra nota del 8.4.17 in cui proponevamo che la campagna di indagine ambientale per l’impianto in oggetto venisse affidata, sia per la parte di pianificazione che per le analisi specifiche, ad un Dipartimento Universitario con specifica competenza, ci permettiamo di ribadire :
a)la suddetta proposta è stata condivisa e sostenuta dagli Enti locali direttamente coinvolti (Comune di Busto Garolfo, Comune di Casorezzo, Comune di Inveruno) e dal PLIS Parco del Roccolo;
b)a nostra conoscenza, la legislazione di riferimento non prevede obblighi relativi all’affidamento delle verifiche tecniche per le procedure di chiusura delle discariche.
In particolare, l’art. 12 del D.Lgs n.36/2003, al comma 2 : “ La procedura di chiusura della discarica puo' essere attuata solo dopo la verifica della conformita' della morfologia della discarica e, in particolare, della capacita' di allontanamento delle acque meteoriche, a quella prevista nel progetto di cui all'articolo 9, comma 1, lettera a), tenuto conto di quanto indicato all'articolo 8, comma 1, lettere c) ed e).” ,
e al comma 3: “La discarica, o una parte della stessa, e' considerata definitivamente chiusa solo dopo che l'ente territoriale competente al rilascio dell'autorizzazione, di cui all'articolo 10, ha eseguito un'ispezione finale sul sito, ha valutato tutte le relazioni presentate dal gestore ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera l), e comunicato a quest'ultimo l'approvazione della chiusura. L'esito dell'ispezione non comporta, in alcun caso, una minore responsabilita' per il gestore relativamente alle condizioni stabilite dall'autorizzazione. Anche dopo la chiusura definitiva della discarica, il gestore e' responsabile della manutenzione, della sorveglianza e del controllo nella fase di gestione post-operativa per tutto il tempo durante il quale la discarica puo' comportare rischi per l'ambiente.”.
In aggiunta, il DIM 24 giugno 2015, Allegato 3 , Campionamento e analisi dei rifiuti: “Il campionamento, le determinazioni analitiche per la caratterizzazione di base e la verifica di conformita' sono effettuati con oneri a carico del detentore dei rifiuti o del gestore della discarica, da persone ed istituzioni indipendenti e qualificate. I laboratori devono possedere una comprovata esperienza nel campionamento ed analisi dei rifiuti e un efficace sistema di controllo della qualita'. Il campionamento e le determinazioni analitiche possono essere effettuate dai produttori di rifiuti o dai gestori qualora essi abbiano costituito un appropriato sistema di garanzia della qualita', compreso un controllo periodico indipendente.”
Pertanto, alla luce delle annose controverse vicende che hanno interessato la discarica in oggetto, al fine di evitare ulteriori dissapori tra Città Metropolitana di Milano e il territorio sul quale grava l’impianto stesso, torniamo a chiedere che venga rivalutata l’opportunità di affidare a un Dipartimento Universitario la progettazione e l’esecuzione delle procedure di verifica tecnica della discarica in fase di chiusura, congiuntamente individuato tra le parti.
Auspicando la possibilità di un colloquio utile al chiarimento delle reciproche posizioni, porgiamo distinti saluti. “
Il 1 giugno 2017 sempre Schiavone, non degnandosi nemmeno di controbattere le affermazioni contenute nella nostra seconda lettera, ci risponde ribadendo quanto aveva affermato il quella dl 27 aprile. Un vero baluardo di coerenza…
Diventano così assolutamente comprensibili le incredibili dichiarazioni che fa Solter ai giornali!
La scorsa settimana ci viene comunicato da Città Metropolitana che verranno effettuate le famose ‘indagini ambientali’ il 25-26-27 luglio pv. Gli accordi sono stati presi con ARPA e Comune di Busto Garolfo, ma non è stato informato il Comune di Casorezzo né il Parco del Roccolo. E la ‘trasparente’ sindaco Biondi se ne è stata chiaramente zitta con tutti. Complimenti!
Noi ci saremo!

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