giovedì 27 marzo 2025

Ci spiano. E ora lo ammettono

 Oltre al caso equalize e i presunti 800.000 dossierati, c'è anche questa vicenda.

Giorgia il mio n. Lo puoi avere, anzi lo hai, piuttosto chiamami.

Gilberto 

Dai social di VERDI EUROPA VERDE 

Apprendiamo dai giornali che sarebbe stato il sottosegretario Mantovano, chiaramente su mandato della presidente Meloni, ad autorizzare lo spionaggio degli attivisti della nave Mediterranea: Luca Casarini, Beppe Caccia e il prete Mattia Ferrari. 

La motivazione sarebbe la sicurezza nazionale. Ma come può una nave che salva i naufraghi in mare essere una minaccia per la sicurezza nazionale? Il governo ha fatto un uso politico dei servizi segreti italiani, chiedendo loro di svolgere attività di spionaggio con lo spyware Paragon nei confronti di chi salva i naufraghi in mare, alla ricerca di qualche teorema politico. Lo stesso governo che ha limitato le intercettazioni a 45 giorni per reati come omicidio, violenza sessuale, corruzione, estorsione, truffa, ecc., autorizza invece le intercettazioni per chi salva vite umane.

È lo stesso governo che ha liberato il generale libico Almasri, assassino, torturatore e stupratore. Con questo governo i cittadini onesti non possono sentirsi al sicuro, così come non è al sicuro la libertà di ognuno se chi è al potere decide di spiare per motivi politici, come nel caso di Mediterranea. Adesso aspettiamo dal governo la verità su chi ha spiato il giornalista Cancellato, autore di inchieste su FdI e Gioventù Nazionale. Anche lì gli spioni erano alla ricerca di elementi politici o volevano sapere in tempo reale quali inchieste stesse conducendo Fanpage? 

Questa vicenda ricorda anche quella di Delmastro, che utilizzò documenti segreti per attaccare l’opposizione. In questo caso, invece, si sono usati i servizi segreti per spiare chi salva vite umane, cercando prove di un loro presunto coinvolgimento nel traffico di migranti. Ma chi è amico dei trafficanti è il governo Meloni, che ha liberato il trafficante Almasri.

Angelo Bonelli

#alleanzaverdisinistra #casoparagon

martedì 25 marzo 2025

San Siro. Un bando fasullo 25.3.2025

 Di luigi Corbani

Un bando fasullo 

con lo stravolgimento delle norme urbanistiche

Ieri sera il marchese Sala del Grillo ha fatto pubblicare il bando per la manifestazione di interesse e pubblicato il documento  delle due società americane che vogliono il regalo delle aree di San Siro, con annesso Stadio Meazza e possibilmente scaricare i costi sui milanesi. In maniera furbesca nel bando si dice: “L’Amministrazione valuterà, tra l’altro, in sede di negoziazione se ed in quale misura tener eventualmente conto “degli eventuali costi per rimozione di manufatti e bonifiche ambientali”” (il corsivo è nel bando. NdR)

Insomma il marchese si riserva di fare un ulteriore regalo agli americani, ma meglio non dirlo subito, aspetta che il pacchetto regalo sia completato, anche con il fiocco.

E si consideri che nel docfab è scritto che dal preventivo dei  loro costi “Sono esclusi i costi di bonifica, di decostruzione dello stadio, le spese di acquisto delle aree, i soft cost, gli oneri di

urbanizzazione e il contributo sul costo di costruzione, compensazioni per la neutralità carbonica, imprevisti, l’inflazione e l’IVA.” E ci dite poco? 

Stia sereno, il marchese! Questo danno alle casse del Comune non ci sarà perché noi siamo il partito del no ai misfatti, no alle rapine ai danni del Comune e dei cittadini milanesi. Un partito a cui sembra si sia aggiunto anche Carlo Cottarelli, che come noi preferiva la ristrutturazione di San Siro. E siccome i mentecatti hanno sempre la bugia nel loro repertorio, ripetiamo per l’ennesima volta al sordo che non vuole sentire, dall’inizio di questa vicenda, che noi siamo per un bando internazionale per l’ammodernamento ( con copertura)  di San Siro e la sistemazione a verde dell’area limitrofa (in Europa allo Stadio si va con i mezzi pubblici) e per la sua conseguente gestione. 

E si smetta di spacciare come europea una soluzione tutta affari immobiliari come quella che il marchese e i due fondi stanno da tempo preparando: in Europa ogni squadra ha il suo stadio, ma questo presuppone che i fondi investano soldi loro su terreni loro  e non che se li facciano dare dal Comune  con regali edilizi e volumetrici, stravolgendo anche il Piano Generale del Territorio. 

 E il marchese non si nasconda per l’ennesima volta dietro gli altri, questa volta dietro l’Agenzia delle Entrate. Si fosse rivolto anche alla Nasa, qualunque valutazione avrebbe fatto, la responsabilità è del Comune che accetta una stima ridicola, offensiva. Così come è ridicolo il documento dei due fondi americani che ricicla quanto scritto il 5 settembre 2022, e che il marchese si è bevuto come acqua di sorgente della Amazzonia. Quanti rendering di cemento in una valle di verde amazzonico abbiamo visto in questi anni? Vi ricordate Scaroni e il progetto definitivo di Popoulos presentato ai giornali a dicembre 2022 e mai presentato in Comune? 

Quante balle ci hanno raccontato in cinque anni e mezzo ?

E la cosa vergognosa, un vero insulto alla intelligenza, è che si fa un bando per manifestazione di interesse,  aperto un mese, per escludere chiunque altro dalla partecipazione quando ai due fondi americani si sono dati cinque anni e da agosto 2024 il marchese parla di vendere le aree e lo Stadio. Fino ad allora si parlava di concessione per novanta anni e poi lo stadio tornava di proprietà del Comune. Ma oggi per privilegiare i due fondi americani, si impedisce agli investitori di partecipare, riducendo a un mese il tempo riservato ad altri, avendo dilatato a dismisura il tempo destinato ai due fondi americani. Il trucco da bricconi è quello di non dare tempo agli altri per studiare e preparare un progetto su 280.000 mq. di San Siro. 

E poi chi ha deciso che si vendeva e non si dava in diritto di superficie? Perché l’alternativa non è nelle disponibilità del Sindaco o dell’assessore o della Giunta, ma è nei poteri del Consiglio Comunale. 

Si noti che a pagina 118 del documento dei due fondi americani si scrive  “Si prevede l’acquisto della GFU con i relativi diritti edificatori ai sensi dell’art. 4, comma 13

del D.Lgs. n. 38/2021 con la realizzazione di un nuovo impianto sportivo multifunzionale e di altre funzioni urbane, a carattere commerciale, per l’entertainment, direzionale, ricettivo e di

interesse generale (museo, attività sportive e centro congressi). Solo una piccola parte delle aree della GFU, non sarà oggetto

di acquisizione in quanto già utilizzata come servizi pubblici (capolinea tram e metropolitana) ma le volumetrie di competenza di queste superfici saranno anche esse trasferite

sulla restante parte della GFU ed oggetto di acquisto.” (ma cha cosa stanno dicendo? La stazione della M5 vine venduta a loro?)

E si aggiunge che “Oltre alla SL ammessa potranno essere

insediate le superfici SPIG da convenzionare con l’Amm.ne Comunale” e si specifica 

FUNZIONI INSEDIATE A CARATTERE PRIVATO

(SL) 98.321 mq di cui

RICETTIVO/INTRATTENIMENTO/SERVIZI

PRIVATI (circa 20.000 mq)

DIREZIONALE/COMMERCIALE (circa 78.000

mq) di cui max 15.000 mq destinati a GSV

Tali funzioni potranno essere ubicate, a scelta

del soggetto attuatore, indifferentemente

nelle aree fondiarie all'interno dell'ambito di

intervento.


FUNZIONI INSEDIATE A CARATTERE PRIVATO

CON POSSIBILITÀ DI CONVENZIONAMENTO

(SPIG) liberamente insediabili

CENTRO CONGRESSI

MUSEO

ATTIVITÀ SPORTIVE, ecc. “


E naturalmente parcheggi a gogo. 


Quindi non illudetevi, oltre alla superficie lorda 98.321 mq, ci sarà altro cemento ma “convenzionato con il Comune”. quindi a discrezione e bontà del marchese Sala del Grillo

Ma un vero stravolgimento delle regole urbanistiche sta nella frase confermata anche a pagina 9 del bando:

“Alcune aree residuali ricomprese nel perimetro della GFU resteranno, in relazione alla presenza di opere di interesse pubblico, di proprietà dell’Amministrazione. I diritti edificatori generati da tali aree verranno in ogni caso ricompresi nella trasformazione complessiva.”

Tradotto: la stazione della M5 produce volumetria edificatoria a favore dei due fondi americani. 

E quando dico che la responsabilità non è della Agenzia delle Entrate ma del Comune la riprova sta nel fatto che  il Comune (con nota del 12-8-2024) ha indicato alla Agenzia delle Entrate questo sviluppo immobiliare: 

ST GFU: 280.916 mq.

IT: 0,35 mq./mq.

SL complessiva generata:  98.321 mq. 

Ma a pagina 126 della valutazione della Agenzia delle Entrate si scrive che “il trasferimento (di proprietà)  riguarderà solo 262.200 mq, essendo i rimanenti 18.716 mq occupati da infrastrutture urbane”. Infatti questi spazi sono occupati dai servizi pubblici (Stazione della M5, viabilità, ecc.) che rimarranno di proprietà del Comune di Milano. 

E perché mai delle aree di infrastrutture urbane devono concorrere a fare la SL complessiva? Si è mai visto che la stazione della metropolitana concorra a fare volumetria di un nuovo edificio antistante la stazione? 

Inoltre, vi è il sedime dello Stadio di San Siro, definito nel documento in 70.100 mq.  e anche questa area non dà luogo secondo le norme tecniche del PGT ad edificabilità.

Quindi in realtà, l’area su cui quantificare l’edificabilità è data da questi numeri: 280.916 – 18.716 – 70.100 uguale 192.100, il che significa che con l’indice 0,35 mq./mq. la superficie lorda edificabile è di 67.235 metri quadrati (ben 31.086 metri quadrati in meno di quelli indicato dal Comune).  

A meno che si voglia adottare una Variante, cosa che a pagina 30 del documento presentato dalle due società il 5 settembre 2022 viene detto: “CARATTERI DELLA PROPOSTA IN VARIANTE AL PGT - La soluzione proposta si configura in variante al PGT, in quanto l’indice di edificabilità territoriale di progetto viene determinato in riferimento all’intera superficie territoriale dell’Ambito per la Grande Funzione Urbana, comprese le aree su cui grava il sedime dello stadio esistente e quelle delimitate dalle recinzioni e dai varchi di accesso alla struttura, che sono individuate dal Piano dei Servizi fra i servizi esistenti, per una superficie di 66.000 mq e che pertanto, ai sensi delle disposizioni dell’art. 6.7.e. del Piano delle Regole, non potrebbero concorrere al computo dell’indice di edificabilità territoriale”

Nella dichiarazione in Consiglio Comunale dell’11 novembre 2024 il Sindaco ha affermato che “la realtà fattuale è che Inter e Milan sono interessate a restare a San Siro, ad acquistare lo Stadio e le aree circostanti per costruire un nuovo stadio con un distretto commerciale sportivo che lo circondi e renda economicamente sostenibile il progetto globale. L’interesse pubblico deve fare i conti con la sostenibilità economica di chi è proprietario delle due squadre milanesi” 

Si è anche  scoperto  per caso - senza sapere con quale atto amministrativo  è stato formato - che è stato creato in data 19 novembre 2024 un “gruppo di lavoro inter-direzionale” con coordinamento della Direzione Generale “per la interlocuzione e per il presidio della manifestazione di interesse con le società. ed in particolare dello sviluppo dei rapporti con le Società calcistiche per l’approfondimento, mediante appositi tavoli, dei profili e temi tecnici connessi”.

Da tutto questo emerge che il compito del Comune, secondo il marchese Sala del Grillo, è  quello di assecondare in tutto e per tutto i due fondi americani. 

Grazie, no, noi siamo per Milano e per i cittadini milanesi che considerano un patrimonio della loro città “lo stadio di calcio più iconico del mondo”, come lo ha definito a Losanna, davanti al Cio, il 24 giugno 2019 il facente funzione di Sindaco. Quindici giorni dopo, il 10 luglio 2019, Scaroni e soci gli hanno fatto cambiare idea. Perché il Marchese è di poche ma saldissime convinzioni, come ha dimostrato anche con la vicenda del “Salva Sala” 


Luigi Corbani

Comitato SiMeazza

Martedì 25 marzo 2025

lunedì 24 marzo 2025

RIFONDAZIONE COMUNISTA SU SAN SIRO: QUANDO L’ARBITRO NON È IMPARZIALE LA PARTITA È TRUCCATA

 COMUNICATO STAMPA

RIFONDAZIONE COMUNISTA SU SAN SIRO: QUANDO L’ARBITRO NON È IMPARZIALE LA PARTITA È TRUCCATA 

La vicenda del nuovo stadio si trascina ormai da 5 anni e, dopo stravolgimenti e molte ipotesi, il Sindaco e le squadre sono tornate al punto di partenza: svendere (a un prezzo irrisorio) lo stadio per abbatterlo a spese dei milanesi, distruggere i 5 ettari del parco dei Capitani e costruire migliaia di metri quadri di funzioni private col pretesto di coprire i costi del nuovo stadio. 

Una operazione immobiliare assurda che non ha alcuna logica e non porta nessun vantaggio alla città ma, al contrario, immette nei bilanci dei fondi finanziari proprietari di Inter e Milan un asset finanziario-immobiliare. 

Rifondazione si è opposta sin dall'inizio ed ha protestato insieme ai comitati, associazioni, singole e singoli cittadini  contro questa dannosa operazione di degenerazione urbana anche con la promozione di due referendum, abrogativo e consultivo, al momento bloccato dal Comune.

Spicca in questa vicenda l’ennesimo silenzio-assenso di una maggioranza in Consiglio Comunale che di fatto, lo abbiamo già visto col Salva-Milano, si limita a ratificare decisioni già prese da Sindaco e Giunta. 

Chiediamo che San Siro, impianto sportivo perfettamente funzionante e dotato di tutti i massimi standard UEFA, resti pubblico e che le aree circostanti, vero obiettivo della speculazione, non siano svendute ai privati come abbiamo già visto accadere con gli Scali Ferroviari, e che il futuro di tutta l’area non venga deciso a tavolino dal Sindaco e dai proprietari delle due squadre.

Milano, 24 marzo 2025

venerdì 21 marzo 2025

Milano. Manifestazione 31 marzo h.16.30 piazza della Scala

 Dai social network di Rifondazione Comunista 

Milano ha bisogno di un cambiamento vero!* 

La partecipata assemblea del *19 marzo* al *Cam Garibaldi*,

Video


 che ha visto la partecipazione di partiti, comitati e cittadine e cittadini, ha gettato le basi per *costruire un nuovo modello di Milano pubblica*. Un modello che guardi prima di tutto agli *interessi dei lavoratori* e delle *persone che abitano la città* e vogliono continuare a viverci dignitosamente. 🏙️

Questo incontro ha lanciato una *manifestazione* per *lunedì 31 marzo* davanti a *Palazzo Marino*, per chiedere un *cambiamento concreto* nelle politiche che stanno plasmando la nostra città. ✊

Come parte attiva di questo movimento, saremo *presenti* per *dare una sveglia a sindaco, giunta e consiglio comunale*. Per *cambiare davvero passo*, bisogna *cambiare le regole del gioco*! Non possiamo più accettare politiche che favoriscono solo gli interessi privati e lasciano indietro i bisogni di chi vive e lavora a Milano.

lunedì 17 marzo 2025

NOTA DE SOLIDARIEDADE – SEQUESTRO DO PRESIDENTE DO PV NA BAHIA

 Dal fb del partito verde 

NOTA DE SOLIDARIEDADE – SEQUESTRO DO PRESIDENTE DO PV NA BAHIA

O Partido Verde manifesta profunda preocupação e indignação com o sequestro de Ivanilson Gomes, presidente do PV na Bahia. Neste momento difícil, expressamos nossa total solidariedade a ele, à sua família e aos seus amigos.

Fazemos um apelo às autoridades para que atuem com máxima urgência e dedicação, empregando todos os esforços necessários para garantir o resgate seguro de Ivanilson, preservando sua integridade física.

O PV reafirma seu repúdio à escalada da violência no Brasil, que diariamente ameaça a segurança da população. O combate à criminalidade deve ser uma prioridade, e exigimos que as instituições competentes ajam com rigor para que este e tantos outros crimes não fiquem impunes.

José Luiz Penna

Presidente Nacional do Partido Verde

sabato 15 marzo 2025

I verdi vogliono le dimissioni di Grandi, Gorini Cucchiara e zerbini di Sala

 Milano è la città del cabaret, di cochi e renato, di Jannacci.

Non ci servivano questi.. 

Ma tant'è e allora ridiamo insieme.

Cucchiara e Gorini han pugnalato alla schiena Monguzzi... Non paghi si danno al cabaret 

Noi verdi chiediamo le loro dimissioni e loro scrivono strafalcioni 

Ridiamo insieme 

MILANO CERCASI 

(astenersi perditempo)

La settimana appena trascorsa è stata il punto più basso di 13 anni di governo del centrosinistra a Milano. 

Nessuno ne esce vincitore. Non chi ha cercato di pilotare l’approvazione del salva-milano, non chi l’ha difeso, magari anche in buonafede, ma neanche chi si è opposto come noi e ora avrebbe motivo di cantare vittoria: per l’ennesima volta, come consueto ormai da mani pulite in poi, non è stata la politica a vincere ma la magistratura che si è trovata a dover portare avanti quelle battaglia che la politica fa una fatica incredibile a fare.

Di fronte a tutto questo abbiamo due alternative: arrenderci e “andare a casa” come chiede qualcuno oppure cercare di portare a termine il (tanto) lavoro buono che comunque si sta facendo, contenere i danni e sulle macerie di un modello di politica e di città provare a mettere le basi di cosa vogliamo per il 2027.

Io sono della seconda opzione quindi ci provo, partendo da qualche necessario dato di realtà.

Almeno fino a pochissimo tempo fa il “modello Milano”, cioè un’idea di città basata sull’attrazione di capitali attraverso marketing territoriale, turismo, eventi e condizioni favorevoli agli investimenti immobiliari e alla rendita fondiaria, ha goduto di un solido consenso tra i pochi che ancora si prendono la briga di andare a votare. 

Solo 3 anni e mezzo fa infatti, alle ultime Amministrative, Pierfrancesco Maran, la persona che meglio di tutte ha incarnato e tradotto in prassi politica e amministrativa (e perfino performance teatrale) questo modello ha segnato un record di preferenze, raccogliendo, lui da solo, circa ⅕ dei voti presi da tutte le forze politiche che, dentro o fuori dalla maggioranza al governo della città, hanno contestato e continuano ad opporsi a questa visione.

Se il “sistema Oggioni” di cui abbiamo letto in questi giorni sui giornali ha potuto esistere è anche perchè parlare di urbanistica è difficile e aveva smesso da tempo di essere un tema coperto da stampa e politica, ad esclusione di poche eccezioni, prima dell’apertura di questo filone d’inchiesta.

L’urbanistica non è fatta di slogan accattivanti ma di indici, di sigle, di una selva di riferimenti normativi nazionali, regionali e locali non sempre coerenti: non certo un argomento con cui si raccolgano tanti voti o click. E’ in questo “angolo cieco” che si è creato spazio per le discrezionalità.

Oggi, grazie all’intervento della Procura, il tema è tornato al centro del dibattito pubblico, anche se spesso chi ne parla ha letto solo i singoli commi messi in discussione dai magistrati: meglio di prima ma ancora non abbastanza per il vero dibattito consapevole che richiederebbe un argomento centrale per il governo di una città.

I comuni tutti e le grandi città in particolare, si stanno impoverendo: colpiti in maniera sproporzionatamente dura dalle politiche di austerità e con leve fiscali limitate, si trovano ad affrontare bisogni crescenti e aumento dei costi con risorse sempre più ridotte, come denuncia ormai anche l’ANCI.

Metto queste considerazioni in fila non per disfattismo ma perchè al contrario credo che per affrontare un avversario, se si vuole vincere, bisogna essere consapevoli delle condizioni del terreno di gioco e della forza propria e altrui.

Se vogliamo mettere in discussione questo stato di cose dobbiamo guardarci in faccia e chiederci che modello alternativo vogliamo mettere in campo. Perchè la rendita e gli eventi sono stati la risposta (sbagliata) a un problema vero: Milano ha smesso di essere città produttiva, “la città del lavoro". Il fatto che le indagini si concentrino sulle demolizioni e ricostruzioni di ex capannoni industriali diroccati racconta plasticamente questa perdita d'identità.

Io credo che nonostante tutto abbiamo gli strumenti non solo per immaginare ma anche per mettere in atto un’idea alternativa di città: diversa dalla città fabbrica del ‘900 ma anche della città vetrina di questi anni ‘10 e ‘20.

Per farlo penso sia importante ribaltare il rapporto tra le istituzioni pubbliche e chi investe: dalla vicenda del salva-milano a quella di San Siro a tantissime altre emerge come il Comune in questi anni abbia cercato di affrontare le difficoltà mettendosi a servizio degli investitori privati per facilitarne i progetti di sviluppo, rinunciando al proprio ruolo di direzione e governo e subendo le scelte dei privati.

Se vogliamo cambiare davvero le cose questo rapporto deve cambiare: 

sono le istituzioni che devono definire in che direzione va la città e che possono farlo riducendo il margine di azione di chi investe per speculare e impoverire, come il capitale immobiliare, e favorendo al contrario chi lo fa per portare stabilmente lavoro, innovazione e creatività, le cose che fanno grande Milano da sempre.

Sono sempre le istituzioni che devono recuperare competenze e capacità per investire sulle infrastrutture pubbliche e preparare la città alla sfida dei cambiamenti climatici senza dover sempre ricorrere all’appoggio del privato.

E’ la politica che insieme a sindacati, lavoratori e attivisti deve mettere fuori gioco chi paga salari da schifo, chi sfrutta e fa contratti precari rendendo la città un posto insostenibile da cui chi può scappa appena possibile a gambe levate

Milano invece merita di tornare ad essere il centro di qualcosa e non solo un punto di passaggio.

Queste sono, solo alcune, delle idee da cui credo dovremmo partire a discutere per ritrovare Milano. 

Tommaso Gorini - Consigliere Comunale di Europa Verde - Verdi Milano 🌻 @follower

Fai la cosa giusta. XX° 2025

 Rho fiera, fai la cosa giusta, ventesima edizione 14.15.16 marzo 2025 

Programma su https://www.falacosagiusta.org/ 

Video quiMilano 



















giovedì 13 marzo 2025

Gallarate. Grow 29 la presentazione del progetto 13.3.2025

 Gallarate 13 marzo 2025

Video integrale della presentazione del progetto grow 29

Nel corso della presentazione non è stata data la parola ai cittadini

Potete ascoltarli prima e dopo nel video

Video a cura di SALVIAMO GLI ALBERI GALLARATE e QUIMILANO 
















Presentazione del progetto di "rigenerazione urbana".


28-29-30 MARZO 2025: 20 ANNI DI FORNACE DENTRO E CONTRO LA CITTA' VETRINA




🏴‍☠️ Nell'ultimo week-end di marzo festeggiamo 20 anni di Fornace dentro e contro la Città Vetrina: 20 anni di lotte, occupazioni, sgomberi, autogestione, conflitto, festa, autonomia.

⏰ Venerdì 28 marzo 2025 - h. 21:00

👉 Day 1 - L'invenzione di Rho - Incontro con Lucia Tozzi - Mostra BUM 

📌 SOS Fornace - Rho - Via Risorgimento 18

⏰ Sabato 29 marzo 2025

👉 Parata per diritto alla città - Rho è di chi la abita 

📌 Rho - Stazione FS - h. 14:30


⏰ Sabato 29 marzo 2025 - h. 22:00

👉 Day 2 - Addict Ameba + Fornace all-stars + Vitowar + Leleprox

📌 SOS Fornace - Rho - Via Risorgimento 18


⏰ Domenica 30 marzo 2025 - Dalle 10:00

👉 Day 3 - Artchipel Orchestra + Mechanics for Dreamers + Palco aperto + Mattoni 

📌 SOS Fornace - Rho - Via Risorgimento 18


❤️ Grazie a Elías Taño che ha realizzato il manifesto!


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🔓 Quest'anno sono 20! 20 anni da quando, nell'ormai lontano 2005, forzammo i lucchetti dell'ex Sacchettificio Garavaglia in via S. Martino 20 a Rho per riappropriarci di un enorme scheletro della civiltà industriale caduto in disuso con l'obiettivo di restituirlo alla città, rianimandolo con iniziative di lotta e festa. Da allora, in 8 occupazioni (con annessi sgomberi) realizzate in due decenni, centinaia di iniziative politiche, sociali, culturali e ricreative attraversate da migliaia di persone hanno fatto di Fornace una delle più longeve esperienze di autogestione in provincia di Milano e non solo.


🏴‍☠️ Impossibile dettagliare in poche righe 20 anni di attività che hanno aperto una crepa in un territorio governato da un mercato dagli appetiti sempre più predatori e rapaci, sempre in direzione ostinata e contraria nella costruzione di spazi di alternativa concreta all'esistente nei quali dare corpo ai nostri bi-sogni, organizzandoci insieme tra eguali per avviare percorsi di lotta e autodeterminazione delle nostre vite, mettendo in comune esperienze e pratiche per riaffermare il nostro desiderio di una socialità e un'esistenza libera e non mercificata.


📣 In due decenni di esistenza, sono nati all'interno delle nostre sedi svariati progetti tra cui - per citarne solo alcuni - uno sportello biosindacale attivato per contrastare i processi di precarizzazione delle nostre esistenze, ma anche l'esperienza di Teatro Fornace che da oltre un decennio propone laboratori e rassegne teatrali autogestite e a prezzi popolari, così come collettive, iniziative e pratiche transfemministe e queer dedicate alle tematiche di genere. Attualmente Fornace è sede di uno Sportello sociale di lotta per il diritto alla casa, e all'interno degli spazi di Via Risorgimento 18 stiamo realizzando uno skatepark col progetto di Mattoni DIY. Da sempre abbiamo cercato di costruire uno spazio di aggregazione libera e non mercificata, un luogo in cui la cultura indipendente, libera e critica ha trovato casa. Insieme ad altre realtà politiche e sociali territoriali siamo stati tra i promotori del Comitato No Expo e abbiamo dato vita alla rete cittadina Rho Antifascista e, durante la pandemia, a una brigata di solidarietà intitolata a Giovanni Pesce, "Visone".


🧭 Date e luoghi segnano l'esperienza politica di Fornace all'interno del territorio: dalla prima occupazione nel 2003 di una delle portinerie dell’ex Alfa Romeo di Arese contro i progetti di speculazione edilizia sull’area e la chiusura definitiva dello stabilimento, passando nel 2004 a un’ex fornace di mattoni a Garbagnate Milanese da cui deriviamo il nome, fino alla decisione strategica di stabilirci a Rho nell'anno dell'inaugurazione del polo fieristico di Rho-Pero, le coordinate spazio-temporali della nostra storia dicono molto sull'attenzione critica della nostra collettività ai processi di trasformazione urbana generati da grandi opere e grandi eventi, e sul loro impatto su chi vive sul territorio.


✊ Con l'assegnazione di Expo 2015 a Milano, che ha interessato Rho da vicino, abbiamo avviato diversi percorsi di lotta legati a questo grande evento. Siamo stati in prima fila contro l'accordo di programma sull'ex Alfa Romeo al fianco del sindacalismo di base. Abbiamo criticato il consumo di suolo e la cementificazione di un'area già tra le più urbanizzate della Lombardia. Abbiamo sostenuto i pendolari penalizzati dal trasferimento delle corse ferroviarie da Rho Centro a Rho Fiera in vista di Expo. Abbiamo inoltre denunciato le infiltrazioni della 'ndrangheta nei cantieri di Expo, la sottrazione di denaro pubblico per profitti privati, il ricorso al lavoro gratuito tramite volontari e l'espulsione dei ceti popolari a causa dei processi di gentrificazione, mettendo nel mirino i cosiddetti progetti di rigenerazione urbana sulle aree dismesse della città, destinati ad appartamenti con prezzi inaccessibili ai più.


🏗️ Insensibili agli squilli di tromba sulle sorti magnifiche e progressive che accompagnano la trasformazione dello spazio urbano in una Città Vetrina ad uso e consumo dei grandi operatori economici a banchetto nella nostra città, oggi Fornace ha sede proprio a ridosso del nuovo quartiere di MIND sorto sul sito di Expo 2015, esito di una lunga speculazione immobiliare iniziata 20 anni fa e nuovo incubatore di processi di trasformazione sulla pelle di chi vive e abita il territorio.

👉 Se questa è stata ed è la storia e il presente di Fornace, il futuro comincia adesso ed è necessariamente da costruire insieme. 

🙌 E' tempo di festeggiare 20 anni nei quali il fuoco di Fornace non si è mai spento: appuntamento il 28-29-30 marzo per festeggiare assieme 20 anni di Fornace dentro e contro la Città Vetrina.

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PALAZZO MARINO. GIUNTA, IL NUOVO ASSETTO DELLE DELEGHE

Milano, 13 marzo 2025 – Dopo le dimissioni di Guido Bardelli da assessore alla Casa, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ridefinito l’assetto delle deleghe di Giunta.

Fabio Bottero sarà il nuovo assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica.

L’attuazione e implementazione del Piano straordinario della Casa passano all’assessore Emmanuel Conte che assume il ruolo di assessore al Bilancio, Demanio e Piano Casa.

L’assessore Marco Granelli assume il ruolo di assessore alle Opere pubbliche, Cura del territorio, Protezione civile.

Sono riservate alla diretta competenza del Sindaco le funzioni di indirizzo politico in materia di Polizia locale. 

Le funzioni di indirizzo politico relative alla sicurezza saranno presidiate dal Comitato strategico per la sicurezza e la coesione sociale che sarà presieduto da Sindaco e Vice Sindaco.

mercoledì 12 marzo 2025

PRESIDIO CONTRO IL RIARMO – SABATO 15 MARZO, MILANO

 PRESIDIO CONTRO IL RIARMO – SABATO 15 MARZO, MILANO 

Mentre i governi europei aumentano le spese militari a discapito di welfare, istruzione e sanità, scendiamo in piazza per dire NO alla corsa agli armamenti!

📍 Dove? Via Mercanti, Milano

🕚 Quando? Sabato 15 marzo, ore 11:00 - 16:00

Unisciti a noi per chiedere investimenti nella pace, nella diplomazia e nel futuro.

#NoReArm #PiùPaceMenoArmi #StopSpeseMilitari

I TARM a Nerviano il 30 maggio 2025

 𝑻𝑹𝑬 𝑨𝑳𝑳𝑬𝑮𝑹𝑰 𝑹𝑨𝑮𝑨𝒁𝒁𝑰 𝑴𝑶𝑹𝑻𝑰 | 𝑽𝒆𝒏𝒆𝒓𝒅𝒊̀ 30 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 | 𝑰𝑵𝑮𝑹𝑬𝑺𝑺𝑶 𝑮𝑹𝑨𝑻𝑼𝑰𝑻𝑶 🛸

Dai social del BIG BANG MUSIC FEST 

con Gnappo nel cuore 

Ogni fine è un nuovo inizio, basta viverla con il sorriso. 

I Tre Allegri Ragazzi Morti arrivano per la prima volta sul palco del Big Bang Music Fest pronti a portare un'esperienza sonora e visiva dall'anima alternativa ⚡

La band, formata da Davide Toffolo, Enrico Molteni e Luca Masseroni, nasce nel 1994 a Pordenone e da subito influenza la scena musicale italiana con suoni sperimentali, effetti elettronici e melodie trascinanti 🔊

Ora siamo pronti a vederli sul nostro palco, nella loro unica data estiva nella provincia di Milano, per una performance live indimenticabile 🧩

Portate con voi la maschera ❤️‍🔥



martedì 11 marzo 2025

NO AL REARM EUROPE. Orlando, Guarda, Marino e Scuderi

 NO AL REARM EUROPE 

L'Europa ha bisogno di una politica estera e di difesa comune, non di una corsa al riarmo senza strategia. Non possiamo accettare di destinare 800 miliardi di euro agli armamenti sottraendo risorse fondamentali per il welfare, la giustizia sociale e la coesione territoriale. Dobbiamo puntare a rafforzare la diplomazia comune: no a forze d'attacco. 

L’Unione Europea deve costruire una politica estera di pace, fondata sul multilateralismo, sul diritto internazionale e sull’autodeterminazione dei popoli. Servono scelte coraggiose:

✅ Un esercito comune europeo di difesa, non frammentati aumenti di spesa nazionale per riarmo, col rischio sia anche nucleare

✅ Superare egoismi nazionali e arrivare ad una politica estera di difesa comune;

✅ Difendere i fondi di coesione e sviluppo delle regioni europee meno ricche o a rischio spopolamento, che non devono pagare per guerre altrui, sacrificando l’inclusione sociale e la transizione ecologica. 

Il Parlamento Europeo deve essere coinvolto in decisioni di tale portata, non bypassato dalla Commissione europea. Per questo noi Verdi Italiani diciamo NO alla Risoluzione sul Libro Bianco sulla Difesa Europea. 

Diplomazia e sicurezza comune: l'Europa investa nella pace, non nella guerra.

Benedetta Scuderi Cristina Guarda - #Europee2024 Nord Est Ignazio Marino Leoluca Orlando  MEP #AlleanzaVerdiSinistra

lunedì 10 marzo 2025

Brescia. Balotta e Fiotta nuovi portavoce provinciali dei Verdi

 Brescia 10.3.2025

Il rinnovo del gruppo dirigente della Federazione Bresciana di Europa Verde, avvenuto sabato scorso con l’assemblea provinciale, avrà delle conseguenze anche su un altro sodalizio. I nuovi portavoce eletti sono, Nicoletta Fiotta, insegnante e naturalista di Cellatica, e Dario Balotta.

Fiotta e Balotta si sono posti come obiettivo quello di “guidare il partito in discontinuità rispetto al passato, caratterizzato dal mancato dialogo al suo interno e da posizioni isolazioniste e minoritarie”.

La Federazione, stando alle loro parole, vuole dunque “ripartire, con determinazione, dalla grave situazione ambientale del nostro territorio, lavorando con proposte e interloquendo con le forze progressiste, ambientaliste, i comitati territoriali, Provincia Bene Comune e Brescia Attiva”.

Come detto, la nuova nomina comporterà anche un altro cambiamento, quello alla guida di Legambiente Lago d’Iseo: sabato, infatti, Balotta ha comunicato alla Presidenza di Legambiente Lombardia e agli iscritti del circolo locale le sue dimissioni. In attesa di sapere chi prenderà il suo posto, Balotta si è detto disponibile a rimanere nel circolo ambientalista in qualità di volontario e iscritto.

Nuovi portavoce e nuova squadra per i Verdi dell'Emilia-Romagna 10.3.2025

 🌿 Nuovi portavoce e nuova squadra per i Verdi dell'Emilia-Romagna! 🌿


L’Assemblea regionale di Europa Verde ha eletto Sara Londrillo ed Enrico Ottolini come nuovi portavoce!  La loro mozione, "Un ponte tra persone, idee e futuro", ha ottenuto il 73% dei voti, segnando un nuovo capitolo per l’ecologia politica nella nostra regione.

Insieme a loro, è stato eletto il nuovo Esecutivo regionale, una squadra di attiviste e attivisti impegnati per un futuro più verde e sostenibile:

✅ Sauro Turroni (FC) (Tesoriere)

✅ Valentina Marassi (BO)

✅ Paolo Silingardi (MO)

✅ Carlotta Bonvicini (RE)

✅ Nicola Dall'Olio (PR)

✅ Alessia Lea di Rago (RN)

✅ Maria Gloria Bertozzi (RA)

✅ Beatrice Grasselli (BO)

✅ Cesarino Romani (RN)

 Inoltre, quattro rappresentanti dell’Emilia-Romagna entreranno nel Consiglio Federale Nazionale di Europa Verde:

🔹 Ximena Malaga Palacio (PR)

🔹 Riccardo Bassi (PC)

🔹 Barbara Fabbri (BO)

🔹 Danny Labriola (BO)

 Le parole dei nuovi portavoce:

 Sara Londrillo: “Dedico la gioia di questo momento a tutte e tutti coloro che hanno creduto nel nostro progetto! Lavoreremo insieme per una politica più inclusiva e partecipata.”

Enrico Ottolini: “È una grande responsabilità guidare un partito che ha saputo ricostruirsi e ottenere risultati importanti. Grazie a chi ci ha preceduto, Silvia Zamboni e Paolo Galletti per il grande lavoro svolto!”

Un nuovo percorso inizia, basato su dialogo, identità e partecipazione. Grazie a tutte e tutti per il supporto! 💚

#EuropaVerde #EmiliaRomagna #EcologiaPolitica #UnPonteVersoIlFuturo 🌱

domenica 9 marzo 2025

CERCASI SINDACI, ASSESSORI, CONSIGLIERI E CITTADINI PER LA PACE E CONTRO IL RIARMO.

 CERCASI SINDACI, ASSESSORI, CONSIGLIERI E CITTADINI PER LA PACE E CONTRO IL RIARMO.

La manifestazione convocata da Serra/Repubblica per il 15 marzo vede anche diversi sindaci delle grandi città (Roma, Napoli, Milano, Torino, Venezia, Palermo, Firenze, Cagliari) tra i promotori e sta passando il messaggio agli italiani che i sindaci in generale siano sostenitori di questa edizione moderna delle "radiose giornate di maggio" che prepararono l'ingresso dell'Italia in guerra nel 1915.

Di fronte alla mia coscienza, io mi sento in dovere di prendere le distanze da questo movimento e sento la responsabilità di dover fare qualcosa per non condannare i nostri figli ad andare a morire in guerra.

Per questo chiedo a tutti i sindaci, assessori, consiglieri, di ogni livello istituzionale, ed anche ai cittadini, che non condividono questa deriva verso scenari di guerra, di unirsi in un appello contro questo riarmo.

E se saremo tanti, magari, convocare una vera manifestazione per la pace e contro il riarmo.


Domenico Finiguerra 

Sindaco di Cassinetta di Lugagnano 

Consigliere Metropolitano della Città di Milano.


adesioni:

domenico.finiguerra@gmail.com

sabato 8 marzo 2025

Nerviano. Manifestazione contro la guerra e chi la produce

 Nerviano 8 marzo 2025

Manifestazione contro la guerra e chi la produce, convocata dal comitato Varese contro la guerra e da varie realtà politiche e associative.

Video quiMilano