lunedì 19 ottobre 2020

La città che sale. Foto e poesie. Abbiategrasso 18 10 2020

 Una mostra fotografica, per ripercorrere questi mesi eccezionali, dal blocco, alla lenta ripartenza, un pensiero all'arte di Boccioni ma... ascoltiamo i protagonisti in questo servizio: a seguire le foto e le poesie

https://www.youtube.com/watch?v=86h_WAVmj54&ab_channel=GilbertoRossi





































































domenica 18 ottobre 2020

Inverart edizione "diffusa" 49 giorni di arte in Inveruno

 150 opere per 49 giorni di esposizione, coinvolgendo luoghi istituzionali, la parrocchia, esercizi commerciali e bar, una vera e propria invasione artistica a Inveruno. Ringraziando i numerosi e valorosi artisti, gli organizzatori e le realtà sociali del territorio. #laculturanonsiferma

E anzi, si espande, contamina la città. 

La presentazione dell'assessore Nicoletta Saveri e di Francesco Oppi. 

Video QuiMilano 

https://www.facebook.com/815033775289780/videos/1545175565870352/

Seconda parte della presentazione 

https://www.facebook.com/815033775289780/posts/3139502699509531/













Profumo di Santità. Monsignor Olivares da Corbetta Vescovo di Sutri e Nepi

 Una interessante serata per omaggiare e ricordare la figura di Monsignore Olivares di Corbetta. Grazie allo storico Andrea Balzarotti e ai Salesiani di Don Bosco.

Sala gremita e distanziata nel rispetto della normativa anti-virus. 

E' stato presentato il volume su Monsignor Olivares straordinaria figura, nativo di Corbetta e Sacerdote a Roma, per diventare Vescovo di Sutri e Nepi.

Ascoltiamo l'introduzione storica di Andrea Balzarotti

Click sotto per video 

https://www.facebook.com/815033775289780/posts/3137359113057223/







venerdì 16 ottobre 2020

Ordinanza regione Lombardia 16 ottobre 2020

 ❌ NUOVA ORDINANZA REGIONE LOMBARDIA ❌

Fb del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana 


L'Ordinanza è frutto del confronto che si è svolto oggi a Palazzo Lombardia con i sindaci dei capoluoghi lombardi, dei capigruppo di maggioranza e opposizione in consiglio regionale, del prefetto di Milano, Renato Saccone, condivisa telefonicamente con il ministro della Salute, Roberto Speranza.


- Misure anti-movida:


🍴 Le attività di #ristoranti, pizzerie, trattorie e altre attività simili sono consentite sino alle ore 24.00; tale misura non si applica agli esercizi situati lungo le autostrade e nelle aerostazioni;


🍹 Le attività di #bar, pub, birrerie e altre attività di somministrazione di alimenti e bevande simili sono consentite sino alle ore 24.00; in tali attività è consentito dopo le ore 18.00 il consumo di alimenti e bevande esclusivamente ai tavoli; la misura di cui al presente punto non si applica agli esercizi situati lungo le autostrade e nelle aereostazioni.


🍹🚫 E’ vietata la vendita per #asporto di qualsiasi bevanda alcolica da parte di tutte le tipologie di esercizi pubblici, nonché da parte degli esercizi commerciali e delle attività artigianali dalle ore 18.00.

Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio;


🍫 Sono chiusi dalle 18.00 alle 6.00 i #distributori automatici cosiddetti “h24” che distribuiscono bevande e alimenti confezionati, con affaccio sulla pubblica via; tale misura non si applica ai distributori automatici di latte e acqua;


🚫 E’ vietata dalle 18.00 alle 6.00 la consumazione di alimenti e bevande su aree pubbliche;


🚫 E’ sempre vietato il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione nelle aree pubbliche compresi parchi, giardini e ville aperte al pubblico.


I sindaci possono adottare ulteriori misure restrittive, anche in relazione al divieto assoluto di assembramento, e devono assicurare massima collaborazione ai fini del controllo sul rispetto delle presenti misure.


- Misure di contrasto a fenomeni sociali a rischio di contagio 


🎰 Sono sospese le attività delle sale giochi, sale scommesse e sale bingo;

E’ sospeso il gioco operato con dispositivi elettronici del tipo 'slot machines, comunque denominati, situati all’interno degli esercizi pubblici, degli esercizi commerciali e di rivendita di monopoli.


⚽ Sospensione degli sport di contatto dilettantistici a livello regionale e locale


🚫 Sono sospese tutte le gare, le competizioni e le altre attività, anche di allenamento, degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020, svolti a livello regionale o locale ‒ sia agonistico che di base ‒ dalle associazioni e società dilettantistiche. 


📙 Le #scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado organizzano le attività didattiche con modalità a distanza alternate ad attività in presenza, ad eccezione delle attività di laboratorio.


👩‍🎓Alle #Università, nel rispetto della specifica autonomia, è raccomandato di organizzare le proprie attività, al fine di promuovere il più possibile la didattica a distanza.

Cartoline dal mondo. Magenta Casa Giacobbe 16-18 ottobre 2020

 Una esposizione tattile!

Nel tempo dell'immateriale e del digitale, un tuffo nella memoria e nella storia, grazie a una preziosa idea di Valentina Milanta.

Ascoltiamo Valentina presentarci questo viaggio nei viaggi e nella storia delle cartoline   video QuiMilano 

https://youtu.be/BfPqFnwM9pE









Il dott. V. Agnoletto sui DPCM 14.10.2020

 COSA PENSO DEL DECRETO DI OGGI di Vittorio Agnoletto


(Il servizio che ho fatto oggi al Gr delle 19,30 di Radio Popolare.)

Un decreto che punta tutto sulla responsabilità del singolo individuo e che dimentica i compiti e le responsabilità delle istituzioni. 

Uno stato ha diritto a chiedere sacrifici ai cittadini in nome di un bene comune e la salute è un bene comune; ma per essere credibile il governo centrale e le regioni devono dare per prime l’esempio facendo tutto quello che è loro dovere fare. 

Siamo solo ad ottobre, la stagione invernale è lunga, ma  in queste ore l’ Anaao un sindacato nazionale di medici lancia l’allarme e dichiara: “se i contagi continuano ad aumentare , la tenuta degli ospedali non andrà oltre i due mesi”;  nelle stesse ore il direttore sanitario dell’ Ats di Milano spiega che non riescono più a tracciare tutti i contagi “Abbiamo potenziato al massimo il personale, ma stiamo già accumulando ritardo”, avverte.

Il cittadino che indosserà ovunque la mascherina, che dovrà limitare il numero degli amici da invitare a casa, che dovrà spiegare al suo bambino che non potrà più giocare a calcio con la sua squadra, ha il diritto di domandarsi cosa è stato fatto in tutti questi mesi da coloro che hanno il compito di tutelarlo. 

Perché non è stato potenziato il trasporto pubblico? Perché i medici di base sono ancora soli oggi come lo erano sei mesi fa? Perché si devono fare ore in coda auto per poter fare un tampone? Perché si deve aspettare più di una settimana perché l’ASL/ATS ti chiami per il controllo? Perché è diventato impossibile riuscire a prenotare una visita che non riguardi il Coronavirus? Perché non ci sono abbastanza dosi per il vaccino antinfluenzale? Come mai non sono stati assunti le migliaia di medici e di infermieri di cui tutti dichiaravano la necessità? Come mai le scuole di specialità sono ancora ferme? 

Questa volta non ci sono scuse. I tempi per prepararsi c’erano.

Olimpiadi 1968. Pugni chiusi al cielo

Quando l'Avvenire supera a sinistra il manifesto e ci regala perle di storia e umanità 


 C’era una mano bianca dietro quei due pugni sul podio guantati di nero, la protesta sollevata in alto nella notte più calda del Sessantotto dell’atletica. L’immagine più celebre dell’Olimpiade di Città del Messico: 16 ottobre 1968, cinquant'anni esatti fa, tre uomini sul podio del destino. Uno è bianco, non conta. Forse. Perché la storia stringe sempre l’obiettivo della mente, l’occhio vede solo quello che non vuol dimenticare.

Ci sono voluti decenni per allargare l’immagine, per farsi una domanda, per non vedere solo Tommie Smith John Carlos nell’istantanea che è diventata un simbolo: la loro vittoria senza esultanza, lo sguardo spento verso terra, il braccio sollevato, il pugno chiuso fasciato di pelle nera per simboleggiare la rabbia razziale. Tre uomini appunto. Ma il terzo chi è? «Senza di me, lo avrebbero fatto comunque. Non così però, forse non con quel gesto così profondo…».

La ribellione, l’amore libero, l’assassinio di Martin Luther King il 4 aprile, quello di Bob Kennedy il 6 giugno, i carri armati sovietici sulla Primavera di Praga il 20 agosto. Bisogna considerare tante cose per capire che giorni furono quelli prima dell’Olimpiade messicana. La tensione, la protesta, la paura, i dubbi su un possibile boicottaggio da parte degli atleti neri, la straordinaria gara di un bianco australiano che arriva secondo nei 200 metri ai Giochi. Lo incontrai durante i Giochi di Sydney 2000. Peter Norman aveva 58 anni portati malissimo, cinque figli, gli occhiali spessi e i capelli grigi. Una telefonata, un «ok, vediamoci» detto senza entusiasmo, sospettoso, come può concederlo una persona abituata a nascondersi. E che comunque ha poca voglia di ricordare. Il “terzo uomo” aveva scelto un giorno pieno di nuvole per incontrarmi, per risalire sul podio, per sussurrare a tutti di essere esistito, di non essere solo un pezzo di sfondo insignificante a margine di una foto ingiallita e preziosa. «Perché la gente - continuò - qui in Australia sa che vinsi una medaglia d’argento nei 200 metri ma quasi tutti hanno dimenticato che la gara era quella, quello il podio, quei due i miei avversari...».

Mi sembrò un uomo tranquillo Peter Norman, un ex atleta che ora lavorava per il governo dello stato di Victoria, in un ufficio che si occupava dei problemi dello sport, e di sera suonava la batteria nella banda dell’Esercito della Salvezza. Un uomo qualunque, un australiano come tanti altri, affascinato da quella Olimpiade che si disputava appena fuori dalla porta di casa sua. Ma travolto dai ricordi. Il reduce che c’era in lui venne fuori piano, inevitabilmente: «Era sera - raccontò -, la gara era finita da poco e ci stavamo preparando alla premiazione in una stanza dello stadio. Smith e Carlos non sorridevano: avevano appena vinto un oro e un bronzo olimpico ma erano nervosi; volevano fare qualcosa ma loro stessi erano preoccupati, esitavano. Mancava poco, dovevamo rientrare al centro del campo per ricevere le medaglie, poi Carlos se ne accorse all’improvviso: “Ho lasciato i guanti al Villaggio olimpico, mi disse, e adesso che faccio?”.

La moviola di quegli attimi di storia scorre veloce. Norman aveva quel film stampato negli occhi: «All’inizio non compresi: mi spiegarono che volevano salire sul podio con il pugno alzato e guantato di nero, il colore della rabbia della loro gente. Dissero che era necessario farlo. Che non potevano accettare la medaglia senza dare un segnale forte. Presi la mano di uno dei due, gliela strinsi, dissi che stavo dalla loro parte. Poi Smith prese la decisione: “Io i guanti li ho, io vado avanti, lo faccio...”. Mi intromisi, suggerii di darne uno a Carlos. Così si fecero coraggio l’un l’altro, e sul podio alzarono il braccio entrambi, uno con un guanto sulla mano destra, l’altro sulla sinistra. Io rimasi immobile, al mio posto: la scena era tutta loro…». Tommie e John avevano una coccarda con loro, l’aveva confezionata l’Olympic Project for Human Rights, un’organizzazione nata nel 1967 per protestare contro la segregazione razziale negli Usa, che aveva chiesto agli atleti di appuntarsela al petto in segno di protesta. Norman a quel punto disse ai due ragazzi: «Io sto con voi, datemi una coccarda e la indosserò durante la premiazione. In quel momento pensai di aver fatto la cosa più giusta, fu anche per me un giorno storico e non solo per la medaglia d’argento...».

Williamston, sobborgo di Melbourne: la medaglia di Peter Norman ora è lì, in un museo insieme alla sua maglia olimpica e la foto autografata da Smith e Carlos, «una delle sole tre foto con le nostre tre firme insieme che esistano al mondo», mi raccontò Norman. «Quando mi sento giù vado al museo: sto a guardarla e penso che ho fatto poche cose nella vita così oneste. Dopo la premiazione, a Città del Messico, un dirigente della mia federazione invece mi chiese se ero matto, mi disse che appoggiando quel gesto ero diventato loro complice, che avrei pagato sulla mia pelle la protesta di altri. Ma lo rifarei anche oggi. Tutto ciò appartiene al passato ma anche al futuro, perché i diritti umani sono qualcosa da portare sempre in alto...».

Smith e Carlos hanno pagato la loro scelta: la federazione statunitense li squalificò a vita, e una parte dell’America non li ha mai perdonati. Ai tempi dei Giochi di Sydney 2000 insegnavano entrambi, Smith allenava ancora la squadra di corsa del College di Santa Monica a Los Angeles; John Carlos era ispettore in un liceo a Palm Springs. Quel pugno guantato li ha segnati per sempre, soprattutto Tommy Smith, perseguitato da fanatici razzisti per anni. Sua moglie non resse allo stress e morì suicida. Non erano poveri, forse erano semplicemente stufi, così hanno messo in vendita il senso della loro vita. Carlos voleva pubblicare un’autobiografia e lanciare una linea di magliette con l’immagine del podio di Città del Messico, vendeva su Internet poster autografati a 60 dollari, e copie della celebre foto a 50. Tommie Smith aveva già venduto da tempo la sua medaglia d’oro, la divisa e le scarpe. I guanti, quelli sono rimasti a Città del Messico, gettati sul letto della sua camera al Villaggio olimpico, dimenticati per sempre.

Lui invece, mi disse che non si sarebbe venduto mai. E che non sarebbe riuscito a dimenticare: «Smith e Carlos non hanno fatto del male a nessuno, per questo la loro protesta pacifica è stata efficace e positiva. Il loro gesto non ha cambiato il mondo, ma se ha contribuito a mutarne anche solo un angolo è stato comunque importante». Peter Norman verrà osteggiato per sempre dall’atletica australiana. Nonostante raggiunga il tempo necessario per le Olimpiadi di Monaco 1972, per cinque volte nei 100 e per tredici volte nei 200, il Comitato Olimpico australiano preferì non mandare nessuno a correre gli sprint piuttosto che mandare lui. Non lo invitò nemmeno ai Giochi di Sydney, né in qualità di tedoforo né di spettatore, come se non fosse mai esistito. Eppure è stato il più forte velocista australiano di tutti i tempi. Solo cinque mesi fa il Comitato Olimpico australiano ha fatto retromarcia e gli ha assegnato l’Ordine al Merito, la massima onorificenza sportiva. Cinquant’anni dopo, fuori tempo massimo.

«Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa esprimerle»: gliela ricordai, ma Norman mi disse che non faceva per lui la celebre frase di Evelyn Beatrice Hall, che molti attribuiscono a Voltaire. Semplicemente perché lui quelle idee le condivideva in pieno. In silenzio però, un silenzio che ha pagato caro. Ha vissuto nell’anonimato, distrutto dalla depressione e dalla bottiglia. Mentre il mondo gli voltava le spalle per sempre per aver appoggiato la battaglia di due uomini che non era direttamente la sua, ma nella quale la coscienza gli impediva di non schierarsi. Quando gli chiesi se provava più odio o desiderio di perdono per chi gli aveva rovinato la vita e la carriera, Norman non mi rispose. Ma mi disse la frase d’amore più bella che si possa pensare: «Sono sempre stato un uomo libero: poter decidere se odiare o perdonare è stata comunque una grande libertà...».

È morto solo. Ma John Carlos e Tommy Smith il 6 ottobre 2006 hanno voluto esserci. E portare in spalla la sua bara di legno marrone scuro. L’unico modo che avevano per dirgli grazie per l’ultima volta. Peter Norman, due anni prima, era venuto a Sydney per vedere la finale dei 200 metri. Ospite di nessuno, si era pagato il biglietto come un uomo qualunque. Il primo a sinistra in una foto.

giovedì 15 ottobre 2020

I Carabinieri di Piacenza e un coperchio esploso. La Polizia Locale di Ossona e la ora Guardia nazionale padana. i complotti e le promozioni dei vigili complottisti

Ottobre 2015, il 30 di ottobre, in quel di Ossona, paese della provincia milanese, di circa 4000 abitanti, va in scena un complotto che dopo alcuni anni si rivelerà per quel che è, parte di una strategia più grande di attacco alle persone e al movimento ecologista.
Prima di analizzare le conseguenze, partiamo dalla narrazione e soprattutto dalle prove.
i soggetti: Francesco Pianura, vigile di Ossona con simpatie per l'estrema destra nazionalista;
Preti Ilaria Maria, militante della lega nord con derive xenofobe e neonaziste
Antonia Peccarisi, moglie del vicesindaco di Ossona Alberto Poli, verosimilmente l'utile idiota, e coinvolta a sua insaputa, per dare un che di reale al complotto.
Leva del 1987 di Ossona, il figlio del Sindaco, Davide Albertoni, Mario Sabbadini e altri (non necessariamente consci del complotto ordito).
Fatto: Pianura vuole fare una denuncia a Rossi Gilberto (Consigliere Federale Nazionale dei VERDI) per procurato allarme; ma Rossi, non ha mai chiamato i carabinieri e si è recato sul posto per verificare.
A seguito di queste breve indagini e ricerche di Rossi si scopre una rete di furti comandati e presumibilmente organizzati per creare allarmismo, fatto noto, un giovedì sera nella riunione della lega nord, un diverbio tra monica porrati e preti ilaria, conclusosi con le minacce della preti che "i ladri magari vengono anche da te", a cui il giorno successivo ci fù un furto in casa della porrati con furti di profumi e di altro di proprietà del figlio di porrati thomas, come riportato da porrati.
Altro elemento fondamentale,la creazione ed esistenza di gruppi whatsup e facebook con la funzione di creare ansia, apprensione ed allarmismi, con la scusa di fare i cittadini sceriffi, gruppi e chat a cui il Rossi non ha accesso ed è bannato, come parte del complotto.
Rossi, si trovava al momento del complotto presso un locale a vittuone, in compagnia di Sabbadini Emilio e Mariadele Sabbadini, cugini di Mario Sabbadini. Presumibilmente reggono il gioco, e accompagnano il Rossi al sopralluogo presso l'abitazione dove le due versioni del complotto, per creare confusione, parlano, prima di furto in casa di Rossi, poi di furto in casa di Donato Cucco.
Ovviamente nessuna delle due bugie è vera. ma volta solo a creare panico e a far partire dei falsi allarmi, per, come detto sopra, far cadere rossi nella trappola del procurato allarme e consentire in caso, a pianura di denunciare rossi per procurato allarme.
nota. pianura francesco, in questi anni ha provato ad aggredire rossi, fisicamente una volta nel comune di casorezzo, ha fatto mobbing, tra cui, nascondendo i documenti del permesso di invalidità della nonna del rossi, nascondendo permessi per le iniziative elettorali etc.
Visto che chi legge, un'idea del complotto se la sarà già fatta, diamo immediata pubblicazione del telefono di sabbadini che mostra a rossi; notare, il commento sopra è modificato, e dal commento sopra a quello sotto della preti ilaria, cambiano i soggetti
notare, come la peccarisi si rivolge al rossi con l'imperativo, 
sono tecniche spicce di pnl programmazione neuro lingusitica


si vede che ha modificato il commento. nota, dal 2013, da quando ho denunciato la preti, non ci parlo su indicazione del mio legale e delle forze dell'ordine, quindi, è assurdo che si inventi che gli telefoni

poi, invita a contattarmi.
e qui, la moglie del vicesindaco è consapevole o utile idiota?
ricordiamo che trovare posti di lavoro non è facile e... 


per approfondire sulla figura del pianura francesco, ecco un video dove sentite pianura, bestemmiare e provare a indurre in errore il rossi, oltre che a urlare "la legge sono io", come nel peggior film western

















 

mercoledì 7 ottobre 2020

Il processo ai neonazisti di AlbaDorata. Atene si incendia di antifascismo

Brucia Atene, immense manifestazioi antifasciste per ricacciare i rigurgiti fascisti.

Ricordiamo che i neonazi di albadorata hanno ucciso anche il  rapper antifascista KillahP.

https://www.youtube.com/watch?v=Ch8ooXreDiQ&ab_channel=WaveOneLove

Mentre in Italia gli spettegolezzi del potere si inchinano a grandifardelli e nipotine a testa in giù, la Grecia, culla della cultura e della democrazia occidentale da un chiaro insegnamento a tutti. Contro il fascismo, non un passo indietro.

Articolo da Euronews

Guarda il video da https://www.facebook.com/it.sputnik/videos/343475063742275

Sono passati oltre 5 anni da quando è cominciato il processo al partito di estrema destra greco, Alba Dorata. Ora la magistratura è chiamata ad inquadrare definitiamente i crimini a sfondo politico commessi da diversi appartententi al partito fondato nel 1993 e salito alla ribalta in corrispondenza della crisi economica del Paese.

Sull'onda della rabbia collettiva, l'ingresso nel Parlamento greco di Alba dorata nel 2012 è stato visto come la conseguenza del collasso finaziario del 2010 e della crisi dei migranti, cosa vera solo in parte.

Il movimento di estrema destra di Nikos Mihaloliakos’ si è evoluto in partito politico e ha cavalcato temi che che non si sentivano da anni nel Paese.

Sette anni dopo, la leadership del partito è l'imputato nel più importante processo nazista dai tempi di Norimberga. Dopo le elezioni del 2019, Alba Dorata ha perso tutti i suoi seggi parlamentari e da allora i suoi funzionari hanno abbandonato il partito.

L'avvocato dell'accusa, Thanasis Kamoagiannis, afferma che questo processo, insieme agli eventi che vi ci hanno condotto, ha strappato la maschera della rispettabilità ad Alba Dorata: “La società greca si è trasformata attraverso questo processo. Ha imparato molto. Ha capito quale ruolo hanno il razzismo e la xenofobia nella creazione di tali organizzazioni fasciste e del fenomeno nazista. Possiamo dire che le api hanno vinto contro i lupi ”.

La presenza parlamentare del partito è stata vista da alcuni dei suoi seguaci come una scusa legittima per l'uso della violenza verbale o fisica contro oppositori e migranti. Ufficialmente, il partito ha affermato che si trattava di incidenti isolati, non organizzati centralmente. Ha anche affermato che gli attacchi contro i suoi uffici locali e l'omicidio di due dei suoi membri nel novembre 2013 erano la prova che Alba Dorata era stata presa di mira dal sistema contro cui sarebbe stata eletta per combattere."

Solo due mesi prima di quegli omicidi, il rapper antifascista KillahP, alias Pavlos Fyssas, è stato pugnalato a morte da una squadra d'attacco di Alba Dorata. E proprio quest'ultimo omicidio è quello che ha fatto scattare l'attivazione della macchina della giustizia.

Panos kitsikopoulos, ad Atene per Euronews, spiega che: "Il 18 settembre 2013, Pavlos Fyssas è stato ucciso proprio in questo punto. È caduto vittima dell'incitamento all'odio, dell'ideologia e della pratica dell'odio di Alba Dorata. Alcuni hanno detto che era un omicidio prevedibile. In ogni caso, è stato ciò che ha innescato una valanga, che ha portato il partito neonazista greco davanti alla giustizia "


9 OTTOBRE | Sciopero Nazionale per il Clima

 CLIMATE STRIKE | 9/10/20

La #pandemia ci ha mostrato i danni dell’attuale sistema economico e l’impreparazione della società di fronte a emergenze sanitarie e sociali.

Le persone al potere hanno ascoltato gli esperti, e detto che nulla può stare davanti alla vita delle persone. Eppure continuano e ignorare la #CrisiClimatica, raccontandoci belle favole su come tutto sia sotto controllo.

Ma nulla è sotto controllo, perchè le emissioni continuano a crescere, allontanandoci sempre di più dal percorso sicuro per stare sotto 1,5°C di surriscaldamento globale. Destinandoci a un pianeta nel caos.

Le misure per la ripartenza sono l’occasione irripetibile per avviare la #RiconversioneEcologica, risolvendo i problemi sociali del nostro paese. Abbiamo raccolto nella campagna “Ritorno al Futuro”, insieme a esperti e associazioni, molte proposte concrete per il governo italiano, che finora non ci ha ascoltati e sta spendendo denaro pubblico per ripristinare un passato malato e ingiusto.

La crisi climatica deve essere trattata come una crisi. E le persone al potere diano priorità alla sopravvivenza dell’umanità piuttosto che all’avidità di pochi.

Il #9ottobre lanciamo uno sciopero per il clima in tutta Italia. Cerca il tuo gruppo locale per sapere cosa organizza! https://www.fridaysforfutureitalia.it/scioperoglobale 

Le azioni possono variare di città in città per garantire ovunque il rispetto delle norme di sicurezza per la protezione contro il #coronavirus.

#UnitiPerIlClima
#FridaysForFuture

Il Parlamento europeo sostiene l'obiettivo climatico del 60% per il 2030

 Il Parlamento europeo ha sostenuto l'innalzamento dell'obiettivo di riduzione delle emissioni dell'UE a un taglio del 60% di riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, i risultati delle votazioni sui primi emendamenti a una legge sul clima votato mercoledì mattina.

link: montel

Ascoltiamo Elena Grandi coportavoce nazionale dei Verdi in occasione dei Flash Mob svolti ieri martedì 6 ottobre in tutta Italia.

VIDEO QuiMIlano da San Siro (MIlano) per l'ondaverde

lunedì 5 ottobre 2020

I Ballottaggi per le amministrative 2020 .

Legnano

Con 1801 voti più di Carolina Toia, Lorenzo Radice è il nuovo Sindaco di Legnano.

La Maggioranza è cosi composta: Il Partito Democratico elegge 9 consiglieri, insieme per legnano/legnano popolare 4 consiglieri, riLegnano 2 consiglieri.

Le minoranze sono cosi suddivise:

Carolina Toia, Franco Colombo, e Franco Brumana, consiglieri in quanto candidati Sindaco, 2 consiglieri per la lega e per la lista Toia, 1 per fratelli d'italia e 1 per forza italia

Verdi, sinistra per Legnano e movimento5 stelle nessun consigliere.

in aggiornamento

Corsico

vince il centrosinistra con Stefano Ventura (7112 voti contro Filippo Errante (4211 voti)

un consigliere m5s e uno di forza italia

Saronno

vince il centrosinistra con Airoldi al 60% contro Fagioli al 40%

Foto della grande vittoria di Legnano



















mercoledì 30 settembre 2020

Essere Terra 2020 4 ottobre Cuggiono

 Torna Essere Terra, l'importante iniziativa promossa dall'Ecoistituto del Ticino

sotto video edizione del 2014; ricordiamo che da ESSERE TERRA, è partita la legge per il recupero del cibo invenduto e che così può venir donato agli enti benefici.

https://youtu.be/kLFXGu0oSGs






Della Cina e dei media occidentali

 Di Francesco Wu, dal profilo fb

Ormai si legge molto della Cina sulla stampa italiana essendo un paese che è diventato importante per n motivi.

Se devo dirla tutta per il 90% leggo delle ricostruzioni parziali o inesatte se va bene altrimenti sono anche faziose. 

Ci sono alcuni giornalisti che apprezzo molto che sanno criticare la Cina in modo puntuale perché la conoscono, contestualizzando il tutto con una visione generale, tra questi c’è sicuramente Simone Pieranni che in questo pezzo scrive del doppio standard di molti giornalisti che scrivono di Cina senza mai esserci stati se non al massimo solo in qualche evento nelle grandi città internationale. 

Ho ascoltato anch’io il video della Gabanelli, e non ho dubbi che sia onesta intellettualmente ma fa parte dei giornalisti che non conoscono la Cina se non attraverso la stampa occidentale, cioè giornalismo d’inchiesta che fa inchiesta su scritti di altri o ricostruzioni di altri, questa è la mia sensazione. A sentire la Gabanelli da Enrico Mentana mi è sembrato di sentire “diritto e Rovescio” o “Quarta Repubblica” quando fanno le ricostruzioni dei fatti, appicicando cose in apparenza tutte unite in modo fazioso oppure Travaglio quando vuole smontare un antagonista. 


“Nell’incertezza politica italiana tra fronte Atlantico e avvicinamento alla Cina, complice la visita di Mike Pompeo a Roma, i principali quotidiani italiani si piegano ben felici alla propaganda americana.

 

Tralasciando il direttore di Repubblica le cui analisi geopolitiche sono da sempre schierate e rientrano in ogni caso nelle valutazioni personali circa le opportune alleanze politiche del paese, ieri sul Corriere della Sera Milena Gabanelli e Luigi Offeddu hanno ammantato la loro analisi contro la Cina di «dati».

Come se i numeri fossero neutri e non inseriti in un contesto (omesso naturalmente) o non possano essere scelti da un rosario di dati disponibili: se ne scelgono alcuni, se ne dimenticano altri.

 

È propaganda cinese se si ricordano i milioni di poveri sollevati dalla povertà nel corso di due decenni o l’annuncio di emissioni zero entro il 2060; sono invece «dati» quelli secondo i quali la Cina avrebbe nascosto la pandemia, ad esempio. A questo proposito per altro, a meno di non credere al «Chinese virus» trumpiano, alla Cina non viene neanche concessa l’attenuante di essere stato il primo paese a confrontarsi con qualcosa di sconosciuto.

 

Ci sono stati ritardi nelle decisioni sul lockdown, certo, ma le comunicazioni all’Oms sono arrivate, per una volta, tempestive. In questo senso la Cina è lo specchio orrorifico che solleva i nostri ritardi, le nostre incertezze, a meno di non considerare perfetta, trasparente ed efficace la risposta di Europa e Stati uniti.

Nessuno nega le storture del sistema cinese – su queste pagine non siamo certi stati teneri nei confronti delle politiche cinesi in Xinjiang (a proposito, “scoprire” lo Xinjiang nel 2020 quando da almeno 20 anni la regione è teatro di politiche repressive di Pechino contro la comunità uigura è bizzarro…peserà che in altri tempi essere musulmani non era granché ben visto da certi «dati»?) o Hong Kong – ma che vogliamo fare con questo strambo animale politico cinese?

Come ripete spesso il professor Kerry Brown, un miliardo e passa di popolazione è lì, in Cina: speriamo scompaiano all’improvviso o si chiudano in una specie di bolla storica o ne teniamo conto provando a trattare la Cina come gli altri paesi ad esempio contestualizzando la storia di un paese che ha buona memoria e al contrario nostro non dimentica le umiliazioni patite dall’Occidente per oltre un secolo?

Se l’informazione ha il compito di orientare – o almeno si spera – anche la politica, come si può sperare di avere una classe dirigente lucida nelle sue scelte strategiche quando si descrive un paese, seconda potenza economica e ormai centrale nei consessi internazionali, oscillando in continuazione tra Satana e Paradiso?

La Cina è un grande laboratorio politico il cui peso sarà sempre più centrale nelle nostre vite tanto vale prenderla seriamente o – almeno – trattarla come tutti gli altri paesi.”

martedì 29 settembre 2020

Assemblea NO DISCARICA 2 ottobre 2020

Prima del pronunciamento del TAR del 6 di ottobre, finalmente una assemblea pubblica No Discarica, promossa dal Parco del Roccolo, dai circoli di Legambiente, dai comitati No Discarica e dalle amministrazioni di Busto Garolfo e Casorezzo. 
I Verdi del Ticino invitano a partecipare. 
Rimandiamo al mittente, Regione Lombardia, che il 17 luglio ha svelato le carte, mediante un imbarazzante incontro tra 2 consiglieri regionali e la proprietà della cava. 
È finito il tempo degli scaricabarile ai funzionari che devono applicare le norme regionali. 
In assemblea non solo sul canale youtube del comune di Casorezzo ma anche sulla pagina QUI MILANO, per raccogliere proposte per la necessaria mobilitazione. 
NO PASARAN è il coro unanime delle genti dei comuni del parco del roccolo. 

 

lunedì 28 settembre 2020

Il Papa non riceve Pompeo

 Francesco non ha  simpatia per le democrazie liberali

di 

Davide Rossi 


Francesco non è simpatico ai media occidentali. Non è un combattente arruolabile come Wojtyla a favore del capitalismo più o meno speculativo nella lotta anticomunista. Essendo argentino, di grande cultura in quanto gesuita, è pienamente consapevole del furto delle materie prime energetiche e alimentari compiuto dall’Occidente a danno del resto dell’umanità. Francesco non ha simpatia per la democrazia liberale dei paesi della NATO, perché è consapevole di come sia fondata su milioni di sfruttati in tutti gli altri continenti. È intervenuto in questi giorni all’ONU contro embarghi e sanzioni purtroppo vigenti contro molti paesi socialisti, nessun media europeo ne ha dato notizia. Ora ha rifiutato di ricevere Mike Pompeo durante la visita del Segretario di Stato statunitense a Roma, Pompeo infatti lo ha insultato pochi giorni fa per l’accordo tra Vaticano e Cina e Bergoglio non è disponibile a porgere l’altra guancia, perché il peronismo, verso il quale ha sempre avuto grande stima, gli ha insegnato che si può essere dei buoni capi di stato solo se si rispetta l’altrui sovranità e si fa rispettare la propria. E Francesco non dimentica mai di essere anche lui, per il Vaticano, un capo di stato. 

Nella fotografia Francesco e Fidel, che hanno fatto gli studi dai gesuiti e hanno molto in comune, più di quanto normalmente si creda.


sabato 26 settembre 2020

Medici non bombe. Medici cubani proposti per il nobel per la pace

 CUBA DAVANTI AL MONDO: 

MEDICI E NON BOMBE


Presentata la candidatura al Premio Nobel per la Pace.

Il Consiglio Mondiale per la Pace ha formalmente registrato la candidatura del contingente medico cubano Henry Reeve al Premio Nobel per la Pace

In una lettera al Comitato Norvegese per il Nobel, il Consiglio Mondiale per la Pace ha formalmente registrato la candidatura del Contingente Internazionale di Medici Henry Reeve di Cuba per i Disastri e le Epidemie Gravi per il Premio Nobel per la Pace.

Dopo aver sottolineato le grandi sfide che la pandemia COVID-19 ha significato per l'umanità, e il ruolo essenziale che la solidarietà internazionale svolge nel sollevare le persone che soffrono maggiormente di tali emergenze, la lettera richiama l'attenzione sul lavoro dei professionisti delle Grandi Antille: "consideriamo come l'esempio più sincero di tale solidarietà internazionale il lavoro che il contingente medico cubano Henry Reeve sta svolgendo da molto prima dell'annuncio dello scoppio del coronavirus".


Enumerando le decine di Paesi che  in diverse regioni del mondo, che hanno assistito esalta che questo lavoro altruistico non è qualcosa di congiunturale, ma lo descrive come parte di "una duratura tradizione cubana di cura umanistica per gli altri popoli che si realizza anche di fronte a sfide economiche estreme per l'isola, che subisce sanzioni durissime che, in forte contrasto con la disposizione dei cubani, durano anch'esse più di sei decenni e impongono gravi privazioni alla popolazione".  


Inviato "a nome di decine di comitati nazionali per la pace in circa cento Paesi", il messaggio sottolinea come, prima di moltiplicarsi nelle nazioni che hanno chiesto loro di affrontare la COVID-19, gli specialisti cubani avevano già collaborato "per superare gli effetti di 16 inondazioni, otto uragani, otto terremoti e quattro epidemie"


Nel notare che il Contingente Henry Reeve ha "salvato innumerevoli vite e mostrato l'empatia e la gentilezza umana per cui sono ancora ricordati ovunque siano stati", ritiene che, in linea con l'obiettivo promosso dal consiglio firmatario, il loro lavoro "è fondamentale per costruire la pace in mezzo a conflitti violenti e strutturali", e affinché "le persone possano far fronte ai loro bisogni più elementari in condizioni di disastro e di estrema povertà".

In contrasto con l'intensa campagna di discredito finanziata dagli Stati Uniti contro la collaborazione dell'isola, la formalizzazione della candidatura suggella un'unanime dichiarazione internazionale che esalta il nobile atteggiamento della medicina cubana, i cui professionisti, come ha detto recentemente il presidente cubano Miguel Díaz-Canel all'ONU, che ricevano o meno il premio Nobel, "hanno vinto il riconoscimento dei popoli benedetti per il loro lavoro sanitario".

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Fonte: http://www.granma.cu/cuba-covid-19/2020-09-26/cuba-ante-el-mundo-medicos-y-no-bombas-26-09-2020-00-09-13

Traduzione: Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba