CARGO MERCI: EUROPA VERDE, FERMARE IL BOOM SPECULATIVO DELLA LOGISTICA CHE DISTRUGGE IL TERRITORIO - TROPPI GLI AMPLIAMENTI DEGLI SCALI CARGO DEL NORD ITALIA DI MALPENSA, PARMA, MONTICHIARI E ORIO AL SERIO - MINACCIATI DAL CEMENTO 170MILA MQ DI SUOLO AGRICOLO
L’area milanese è al primo posto nello sviluppo di piattaforme logistiche, seguita da Torino, Bologna e Veneto. L'eldorado immobiliare non riguarda solo le aree per l'attività terrestre della logistica, della grande distribuzione e dell'e-commerce ,ma anche quelle aeroportuali del Cargo merci. Sono ben quattro gli scali del nord Italia che chiedono spazio per far posto a nuovi capannoni cargo in aeroporto, di cui due vogliono allungare le loro piste per sviluppare il trasporto merci.Si tratta di Montichiari, dove è in progetto il prolungamento della pista di 460 metri (così da arrivare a 3.500 metri), e di Parma che vuole allungare la sua di 756 metri per portarla a 2.880 metri. Le lunghezze attuali sono già adeguate agli standard necessari per la gestione dell'air-cargo. I due scali (fantasma), dopo aver fallito il tentativo di diventare aeroporti passeggeri (bruciando ingenti risorse pubbliche), si stanno riconvertendo al segmento merci. La lunghezza delle due attuali piste, attualmente sotto utilizzate, basterebbe per una normale attività cargo . Per Montichiari sarebbero necessari quasi 50mila mq di terreno, mentre Parma consumerebbe 46mila mq di suolo, più 23.000 mq di taxiway. A settembre il trasporto aereo di merci ha registrato volumi in calo del 10,6% rispetto allo stesso 2021, secondo i dati diffusi dall’Associazione del trasporto aereo (Iata). Le prospettive del settore non prevedono un grande sviluppo, anzi. Ciò nonostante è previsto un ampliamento per entrambi gli aeroporti per piazzali aeromobili, hangar, nonostante la capacità di piste e scalo sia attualmente inutilizzata. A Malpensa è prevista una nuova Cargo city di 44mila ettari di superficie, che si aggiungerebbe a quella attuale, non ancora satura in piena Brughiera del Parco del Ticino. La sostenibilità ambientale vorrebbe il recupero delle aree inutilizzate o dismesse dove realizzare nuovi capannoni come l’obsoleto Terminal 2 che è chiuso al traffico passeggeri da oltre due anni . Si puntare su una nuova grande speculazione urbanistica. Anche il il piano di sviluppo aeroportuale dell'ipercongestionato Orio al Serio prevede a nord dello stesso 47 ettari di aree da cementificare per una nuova area Cargo da aggiungere a quella attuale.
Una conferenza stampa all'aperto davanti a Palazzo Marino, in quella che Giuliano Pisapia, appena eletto chiamò la casa dei milanesi.
video
appello dei promotori
Sabato dalle 16.30 in Piazza della Scala per una Conferenza Stampa sotto Palazzo Marino. Assieme a tante altre realtà politiche e associative non possiamo più accettare le condizioni in cui versano nella nostra città, spesso autodefinitasi capitale dell’accoglienza, persone senza fissa dimora, migranti transitanti e indigenti di ogni genere. Abbiamo elaborato proposte serie e concrete per superare queste situazioni che chi amministra la città ha il dovere di ascoltare.
L’emergenza povertà è di moda solo a Natale. Ma quale emergenza? Con l’arrivo dell’inverno, la risoluzione unicamente emergenziale delle problematiche maschera le criticità strutturali delle condizioni in cui vivono le persone senza tetto e l’inefficienza delle risposte del Comune. Si produce dunque un sistema incapace di portare avanti progettualità che siano efficaci a lungo termine e che accompagnino le persone in un processo di cura e reinserimento sociale.
Di conseguenza, la carenza degli interventi delle strutture sovraccarica fortemente le Associazioni e Enti del Terzo Settore, assegnando loro la responsabilità di sopperire alle mancanze comunali.
Il comune di Milano propone ogni anno un piano freddo, ma le misure adottate dalle istituzioni sono insufficienti. Migliaia di persone rischiano così la vita in strada.
“Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; e ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.”
Mutuo Soccorso Milano Lambretta Drago Verde Collettivo Zam Naga Onlus Mai più Lager - No ai CPR Ci Siamo
Desta preoccupazione il progetto di modifica della legge regionale sulla governance dei parchi; la modifica al Parco Agricolo Sud di Milano, rischia di essere l’ariete che sfonda e va a esautorare ancor più le amministrazioni locali.
Il buon senso e la logica, prevederebbero un coinvolgimento delle amministrazioni comunali e delle realtà locali, per una gestione precisa, puntuale e più vicina alle esigenze del territorio, invece si tratta di un gioco di potere che porta a centralizzare al vertice, a regione Lombardia.
Siamo in crisi climatica, la gestione dei Parchi, a nostro avviso deve prevedere la partecipazione e il coinvolgimento delle realtà locali; abbiamo assistito al dibattito in commissione Parchi, dove la destra, si vantava di aver snaturato e “svincolato” il ruolo di tutela ambientale dei parchi e di biodiversità, a favore di non si capisce quali interessi, o meglio, si capisce fin troppo bene, cioè, col rischio di nuove cementificazioni.
Sosteniamo la mobilitazione dei 40 sindaci su 60 dei comuni del Parco Sud, e sulla scorta di modelli ormai diffusi in Europa, valorizzare i parchi con il coinvolgimento della cittadinanza, magari con l’elezione di un consiglio di gestione dei Parchi, dai cittadini dei comuni interessati.
Questa legge, fa il quadro con la legge regionale n.32 del 2015, dove la città metropolitana, esautorata di fatto nella gestione dei parchi, si trova nel ruolo di mera esecutrice della volontà di Regione lombardia; l’esempio più evidente è il rischio di una discarica all’interno del PLIS Parco del Roccolo, che ha visto le amministrazioni comunali ricorrere e vincere al TAR, e conseguentemente il cavatore, riproporre la richiesta di discarica.
I parchi devono diventare parchi di fatto, e non enti senza facoltà decisionale.
In breve, per fare un esempio concreto, se il parco del Roccolo, e i 5 comuni che lo compongono, si oppongono al progetto di una discarica, il progetto di discarica non deve venire nemmeno considerato ne proposto.
Verdi del Ticino (Abbiatense, Magentino, Castanese e Legnanese)
COMUNICATO STAMPA – EUROPA VERDE PIEMONTE (Grisà-Trombin) 8/11/2022
I VERDI DEL VERBANO CUSIO OSSOLA
I co-portavoce regionali di Europa Verde – Verdi Piemonte annunciano la nomina dei due referenti di Europa Verde per la provincia del Verbano – Cusio – Ossola si tratta di Monica Valenti e di Fortunato Vitello.
Monica Valenti ha 41 anni è un’insegnante, sposata e madre di due figlie. Nata e cresciuta a Omegna, vive a Verbania dal 2016. Laureata in lingue e letterature straniere e diplomata in flauto traverso. Impegnata da sempre nell’associazionismo culturale e sociale. Ritiene la questione ambientale la priorità politica e ineludibile dei nostri tempi.
Fortunato Vitello di 38 anni nato a Palermo, laureato in Giurisprudenza, presta servizio come Funzionario del Ministero della Giustizia a Verbania, dove si trasferisce nel 2018, impegnato sin da giovanissimo nei movimenti studenteschi e universitari della città di Palermo, facendosi sempre promotore di valori quali l'antimafia, la tutela dell'ambiente, dei diritti civili e dei lavoratori.
“Buon lavoro a Monica e Fortunato!” Le parole di Mariella Grisà co-portavoce regionale di Europa Verde “In questo periodo così difficile politicamente, occorre una forte rappresentanza ecologista sui nostri territori, abbiamo bisogno di voci democratiche, ecologiste e progressiste, che guardino al futuro. La loro adesione al nostro progetto politico è una bella notizia che rafforza il partito, soprattutto in questa fase significativa di espansione di Europa Verde in tutta Italia”.
Continua il radicamento dei Verdi sul territorio piemontese nella società e tra i giovani, i nuovi referenti del Verbano-Cusio-Ossola arricchiscono la Federazione regionale con la loro preparazione, entusiasmo e attivismo, coniugando l’ecologia con il civismo, la giustizia sociale e quella ambientale.
Mauro Trombin co-portavoce regionale rimarca: “Dobbiamo essere proattivi verso la risoluzione di un’emergenza che riguarda tutti noi, perché la crisi climatica è un problema collettivo per questo tutti dobbiamo fare la nostra parte perché tutti subiremo l’impatto di questa crisi.”
Anche la provincia di Verbania avrà una rappresentanza dei Verdi sul suo territorio pronta a collaborare con le associazioni, i comitati e tutti i cittadini della zona.
Martedì 8 novembre alle ore 18,30 presso la Biblioteca Valvassori Peroni di via Valvassori Peroni 56 si terrà la presentazione dei libri “DIARI 1941-1958” e “LA PACE” di Cesare Zavattini, uno degli artisti più complessi e originali del Novecento.
Video
A parlarci dei volumi sarà la curatrice Valentina Fortichiari in dialogo col giornalista Stefano Malosso.
Nel corso della presentazione, lettura di brani a cura di Cistà - Città Studi Acquabella Social District.
L’evento si inserisce nel progetto “Murales Miracolo a Milano, Via Valvassori Peroni – MUM, Museo Urbano diffuso
Il work in progress
Nella prima opera autobiografica l’autore, attraverso un ritratto originale e arguto di protagonisti ed eventi del secolo scorso, intreccia cronaca personale e storia italiana, restituendoci un quadro appassionato del suo tempo.
“La Pace” raccoglie idee, progetti, interviste e battaglie di un’intera vita spesa dall’autore a contrastare la guerra con ogni mezzo a sua disposizione.
CISTÀ Milano - Città Studi Acquabella Social District
Grecia, Spagna, Ungheria, Cipro e Polonia sono al
vaglio di una commissione speciale del Parlamento Europeo, Pega, che indaga
sul software di spionaggio Pegasus e su altri simili,
utilizzati per sorvegliare persone ritenute "scomode".
Accuse di omertà
Il rapporto ancora non definitivo della commissione accusa i
Paesi dell'Unione di "omertà", il codice di silenzio degli ambienti mafiosi,
per descrivere la reticenza dei governi europei a collaborare con le indagini.
La sua relatrice, l'eurodeputata olandese di Renew Europe
Sophie Sophie in 't Veld, critica anche la Commissione europea per un
approccio "debole" e "superficiale" alla
questione. In sostanza, dice la parlamentare, gli Stati nazionali si coprono a
vicenda per insabbiare le situazioni in cui hanno utilizzato sistemi di
spionaggio in modo illegale.
"In una democrazia mettere le persone sotto
sorveglianza dovrebbe essere un'eccezione e dovrebbero esserci delle regole.
E non dovrebbe essere possibile abusarne per scopi politici, di partito
o per restare al potere, manipolare elezioni o insabbiare la corruzione.
Sì, sono molto arrabbiata con i governi europei".
In Grecia lo scandalo legato allo spionaggio si
allarga sempre di più e assume contorni inquietanti: i telefoni privati di
decine di importanti personaggi politici, giornalisti e uomini d'affari sono
stati soggetti a intercettazioni con un altro spyware, Predator.
Thanasis Koukakis, giornalista investigativo greco
vittima di sorveglianza tramite Predator, sottolinea a Euronews le sue
preoccupazioni per un attività non solo illegale, ma anche lesiva del
funzionamento di ogni democrazia.
"Siamo convinti del fatto che prima o poi la giustizia
greca sarà in grado di documentare, di verificare in modo ufficiale e di
accusare coloro che credevano che la sorveglianza e l'intrusione nella
vita personale e professionale delle persone fosse solo un gioco".
un caro saluto a Umberto Ubi e a tutti gli spioni che ci leggono la posta, e segnaliamo che sappiamo che mostrano contenuti per fare complotti e provare ad indirizzare i sentiments!
Saluti ai colleghi di Ubi di eurogendorf e agli agenti vari che ci leggono mentre scriviamo
Gli inteventi in commissione di Elisabetta Strada e di Matteo Piloni
riportiamo anche le dichiarazioni di voto e tutta la seduta, dove la destra gongola e mistifica.
Il rischio, è di un vero apripista che esautori i parchi e consenta, come sta avvenendo a Casorezzo, che con uno scaricabarile, Regione Lombardia, ricopra la regione di discariche
“Quanto avvenuto ieri nella Commissione regionale
Agricoltura è inaccettabile. La maggioranza di destra che governa la Regione vuole
scippare il Parco Agricolo Sud Milano alla Città Metropolitana e ai 60 Comuni
che ne fanno parte. Non vi è stata una seria discussione in commissione che
ieri ha licenziato il progetto. Le criticità sollevate in audizione dalla Città
metropolitana e da 43 Sindaci in una lettera indirizzata al Presidente Fontana
e all'Assessore Rolfi non sono state minimamente prese in considerazione. Gli
stessi Sindaci non sono stati neppure auditi in Commissione. L’autonomia che la
destra sbandiera è da intendersi come la libertà di fare ciò che si vuole senza
rendere conto a nessuno. Giudichiamo questa operazione arrogante,
incomprensibile e intempestiva. Non vi sono precisi impegni circa gli obiettivi
futuri e non vi è nessuna certezza, anzi crediamo proprio il contrario, che
complessivamente il Parco potrà contare su maggiori risorse economiche.
Difficile capire quale visione vi sia dietro questo progetto di legge. Nel
merito la Regione Lombardia per esempio decide di nominare un Direttore in
contrasto con la legge quadro regionale e in maniera differente da quanto
avviene in tutti gli altri parchi lombardi, non solo, svilisce la
rappresentanza territoriale dei Sindaci riducendo da 4 a 3 i rappresentanti
nella governance mentre viene aumentata la rappresentanza regionale da 1 a 2
membri, sempre in contrasto con quello che avviene negli altri parchi lombardi.
La Regione chiama rilancio quella che invece è una chiara volontà di mettere le
mani sulla più grande cintura verde metropolitana europea. Faremo tutto quanto
è in nostro potere affinché il Parco non venga smantellato e perché il prezioso
impegno profuso per la salvaguardia ambientale in oltre 30 di Parco Agricolo
Sud Milano non sia azzerato con un ritorno al passato senza tutele per
l'ambiente e per il territorio che non vogliamo nemmeno immaginare".
la Commissione regionale Agricoltura ha licenziato il
progetto di legge che modifica la legge n.16 del 2007 (Testo unico delle leggi
regionali in materia di istituzioni di parchi) sulla disciplina del Parco
Agricolo Sud Milano. A favore i partiti della maggioranza, voto contrario da
parte di PD, Lombardi Civici Europeisti e Movimento 5 Stelle.
Contrario alla decisione il Movimento Cinque Stelle
A contestare la norma è invece il Movimento Cinque Stelle
che parla di vero e proprio scippo nella gestione del Parco nei confronti di
Città Metropolitana.
«Approvato in Commissione lo scippo del Parco Sud da
parte di Regione Lombardia.
I nostri peggiori timori sono andati concretizzandosi con il voto della
maggioranza - ha affermato il consigliere Nicola Di Marco - Regione
nominerà il direttore generale del parco, sottraendone di fatto la governance
ai territori e a Città Metropolitana, con buona pace dei tanto sbandierati
principi di autonomia territoriale con cui la Lega si riempie la bocca da
decenni. Abbiamo sempre sostenuto che dietro lo scippo del Parco Sud ci fosse
la fame di poltrone, che muove le politiche del centrodestra in Regione
Lombardia. Oggi ne abbiamo avuto conferma.
Al centrodestra poco o nulla interessa in merito alla revisione dell’assetto
del Parco finalizzata a precisi impegni e obiettivi futuri quali: la
salvaguardia dell’ambiente, l’azzeramento del consumo di suolo e la tutela
delle biodiversità. Tutti argomenti segnalati nelle precedenti audizioni da
associazioni ambientaliste e anche da una lettera firmata dalla maggioranza dei
Comuni del Parco.
I Cinque Stelle parlano anche di come alcune aree del
parco siano interessate da futuri possibili passaggi di strade e insediamenti
logistici:
"Questo territorio oggi è al centro di appetiti di
grandi gruppi di interesse e non vorremmo che possano tornare in auge
scellerati progetti di cementificazione dell’area, ulteriori impattanti
insediamenti logistici o nuove autostrade - come quella ipotizzata negli anni
scorsi e parallela al tracciato della SP40, che sembra la riproposizione di
parte della TOEM - con caselli a pagamento. ll Movimento Cinque Stelle si
batterà in difesa delle peculiarità del Parco Sud e delle realtà che lo abitano
durante la discussione in Consiglio Regionale. In Aula, dove i tempi del
dibattito non saranno contingentati, porteremo le nostre proposte di rilancio
sostenibili, a quel punto vedremo chi veramente voglia effettivamente riformare
e rilanciare l’ente e chi invece è solo interessato alle poltrone» così il
capogruppo del Movimento Cinque Stelle Lombardia, Nicola Di Marco, dopo il voto
della VIII Commissione Agricoltura che ha approvato il PDL N. 218 “Modifiche al
Titolo I, Capo XX, Sezione I, della legge regionale 16 luglio 2007, n. 16
(Testo Unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi) sulla
disciplina del Parco Agricolo Sud Milano”.
Contrari anche gli esponenti del PD
Sulla questione è intervenuto anche il Partito
democratico che ha votato contrario alla decisione:
“Sui parchi ci si aspetterebbe che Regione Lombardia
collaborasse e sostenesse i territori, invece di entrare a gamba tesa, come nel
caso del Parco agricolo sud. E non per migliorarne il funzionamento, ma solo
per aumentare il proprio potere, attraverso più membri di nomina regionale nel
consiglio di gestione e attribuendo a sé la nomina del direttore, fatto
assolutamente inconcepibile che rasenta l’incostituzionalità e che non si è mai
deciso per nessun altro parco. Altro che autonomia! La Lega la chiede a Roma,
ma poi non la mette in pratica nei territori e nei comuni della nostra regione.
E anche dal punto di vista economico non cambia nulla”.
Così intervengono Fabio Pizzul e Matteo Piloni,
capogruppo e capodelegazione dem in commissione Agricoltura al Pirellone, dopo
l’approvazione del progetto di legge che intende trasformare la governance del
Parco Agricolo Sud Milano, modificando la legge regionale 16/07.
“Le modifiche apportate al testo non sono sufficienti a
impedire che questo diventi l’unico parco della Lombardia ad avere una
ingerenza non solo politica, ma anche amministrativa molto forte da parte della
Regione – dicono – ci auguriamo che la maggioranza riveda le proprie posizioni
in aula consiliare, dove ci batteremo nel tentativo di riportare al centro del
dibattito il territorio”.
In lombardia occorre costruire un campo largo, democratico
e civico per porre fine a questa malagestione della Lombardia
Mentre gli sbarchi selettivi dalle navi ormeggiate nei porti di Catania e Siracusa mettono in grave pericolo le vite di esseri umani considerati “sani”, non fragili e non minori, definiti “carichi residuali”, la cui sorte è segnata, mentre si consuma un abuso sul diritto di essere accolti nel porto sicuro, facendo finta che non esista il dovere internazionale di prestare soccorso in mare a chi chiede aiuto senza fargli l’esame di fragilità, mentre si parla di esseri umani sfuggiti ai lager libici dove hanno subito ogni sorta di vessazione, umiliazione e tortura (lager finanziati dal governo italiano) forse è il caso di ricordare qualche dato. Per esempio che gli sbarchi nel 2017 sono stati 111.401 e che nel 2021 sono stati 53.426.
Come ha riferito il ministro Piantedosi, la flotta umanitaria nel 2022 ha portato in Italia appena il 16% dei migranti sbarcati, dunque la narrazione delle ONG come procacciatrici di migranti e fattore di attrazione dei flussi migratori è del tutto sbagliata. La maggior parte è stata portata in Italia dalle Guardie Costiere o di Finanza, intervenute a soccorrere pescherecci o barconi in difficoltà. L’Italia non è il paese che accoglie più migranti. Il paese europeo che ha accolto più migranti è la Germania con ben 191.000 richieste d’asilo, quasi un terzo del totale, seguita dalla Francia, 121.000, dalla Spagna con 65.000, mentre l’Italia si attesta su 53.000. In rapporto al numero di abitanti, il Paese che accoglie di più è Cipro, seguito da Austria e Slovenia. Dunque la guerra all’invasore non c’è e non vi è alcuna emergenza immigrazione. Forse sarebbe il caso di ripristinare queste verità e di smetterla di speculare sulle vite di persone in gravissima sofferenza, sia fisica che dell’anima.
Lucia Coppola, consigliera provinciale di Europa Verde
Questo l'appello dei giovani verdi, giovani democratici, giovani radicali e Sentinelli
CI SAREMO ANCHE NOI NELLA PIAZZA IL-LEGALE!
Lunedì sera alle ore 18.30 saremo in Piazza della Scala per manifestare assieme a tante altre associazioni e realtà del territorio contro l’assurdo decreto anti-rave, una norma incomprensibile che rischia di diventare un decreto anti-manifestazione!
Saremo in più di cinquanta, davanti a Palazzo Marino, per chiedere al parlamento di ritirare un decreto che va contro alla democrazia e contro la Costituzione.
Oggi è stata presentata dal Consigliere Regionale Furio Honsell di #OpenSinistraFVG insieme alla Dott.ssa Tiziana Cimolino (co-portavoce di #EuropaVerde in FVG), Alessandro Capuzzo (dell'esecutivo di Europa verde e per il Tavolo della Pace del FVG) e Gabriella Zamperlo (del direttivo di Europa Verde) la Mozione dal titolo “Che il governo vieti qualsiasi spedizione di materiale militare da Trieste all'Egitto”.
Furio Honsell ha dichiarato: “I principali siti che monitorano il traffico di armamenti evidenziano come il governo italiano abbia autorizzato vendita di materiale militare all'Egitto, anche dopo le torture e l'uccisione di Giulio Regeni e la successiva mancanza di collaborazione del governo egiziano nelle indagini. Molte sono le aziende anche italiane che hanno partecipato alla più grande fiera internazionale delle armi EDEX – Egypt Defense Expo, che si è tenuta in Egitto nel 2021. Oggi a pochi giorni dalla grande manifestazione in favore della pace e contro il commercio delle armi, che sono uno dei principali motivi che portano alle guerre, è importante chiedere che questo commercio venga fermato. Il senso di questa mozione è che si vieti l'esportazione di #armi verso l'#Egitto dal #PortoDiTrieste anche per rispetto della memoria di #GiulioRegeni.” “Capuzzo ha esposto numerosi dati provenienti dal sito www.weaponwatch.net, facendo notare il paradosso che nella conferenza internazionale COP27 sulla crisi climatica, in svolgimento in Egitto in questi giorni, non vengano conteggiate le emissioni dovute alle attività legate all'industria militare.”
Alessandro Capuzzo ha dichiarato: “La mozione presentata questa mattina dal consigliere Honsell si basa sull’articolo 11 della Costituzione, sulla Legge 185/1990 che impedisce l’esportazione di armi verso Paesi in guerra o che violano gravemente i Diritti umani e sul Trattato di Pace con l’Italia del 1947, che statuì la smilitarizzazione e neutralità di Trieste e del suo Porto franco internazionale.”
I Verdi milanesi a Sgarbi: già presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro la mancata apposizione del vincolo allo Stadio di San Siro
Già nel 2020 Europa Verde - Verdi Milano, aveva presentato un ricorso per porre il vincolo allo Stadio di San Siro -così la portavoce milanese di Europa Verde- Mariolina de Luca Cardillo che con Andrea Bonessa ricorsero al Ministero dei Beni Culturali, contro la decisione della Soprintendenza Regionale di accettare la demolizione del Meazza,.
Un ricorso che il Ministero rigettò nonostante il parere favorevole della Commissioni Ministeriali, che rimasero inascoltate.
A quel punto De Luca Cardillo e Bonessa proseguirono nella loro battaglia proponendo un Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, per evitare la demolizione di un pezzo di storia non solo milanese ma anche internazionale. “Ricorso ancora pendente di cui stiamo aspettando l’esito”- precisa Mariolina De Luca Cardillo.
“È di alcuni giorni fa - conclude Mariolina De Luca Cardillo- il deposito di una nota, nel giudizio in corso, da parte della nostra avvocata Veronica Dini , in cui si segnalano alcune recenti circostanze emerse nell’ambito del procedimento volto all’approvazione dei progetti relativi al quartiere di San Siro. Nel cronoprogramma, ipotizzato per l’esecuzione del Masterplan, la demolizione del Meazza non avverrà prima dell’inizio del 2028. A quel punto l’attuale Stadio Meazza, nella parte del primo e del secondo anello, avrà ampiamente superato i 70 anni e sarà dunque oggetto di tutela, secondo la legislazione vigente, senza bisogno di pareri della Soprintendenza.
Oggi, 7 novembre, si celebra l'anniversario numero 105 della Rivoluzione d'ottobre - non è un errore ma la discrepanza dal calendario giuliano - accadimento leggendario che più di ogni altro cambiò la storia dell'umanità e che ebbe il merito imperituro di issare l'uomo al centro del proprio destino; dimostrazione plastica che il principio di sopraffazione tra simili non è una legge immutabile della natura ma soltanto una degenerazione reversibile dell'egoismo insito nel genere umano, capace in nome del profitto delle più becere forme di discriminazione.
Così, masse di lavoratori, di diseredati, di relegati ai margini dell'iniqua e violenta società zarista, scelsero la strada maestra dell'autodeterminazione e presi per mano da Lenin, la stella polare, decisero che un mondo più giusto potesse essere edificato, che operai e contadini avrebbero avuto il diritto di governare le proprie vite e che, soprattutto, mai più nessuno sarebbe rimasto indietro.
È l'assalto al cielo.
Lo schiaffo che la Rivoluzione d'ottobre assesta alla tirannia del capitale - piaga mondiale che finalmente trova valoroso avversario - alla teoria marxista del cosa aggiunge la concretezza bolscevica del come. Una rivoluzione che diviene speranza, sentimento in grado di rivitalizzare lo spirito dei popoli vessati e in lotta di tutto il mondo, popoli che dalle Tesi d'aprile di Lenin attingeranno linfa vitale, motivo di coesione e di rivalsa sociale.
I successivi anni di guerra che le potenze imperiali muoveranno alla neonata Russia del lavoratori, sostenendo le forze antirivoluzionarie foraggiate dal capitale occidentale in quella che non è difficile riconoscere come prassi di estrema attualità, scolpiranno nella roccia il primo esperimento di socialismo sul pianeta Terra che troverà giusto compimento nell'Unione Sovietica. Per settant'anni, inespugnabile baluardo all'imperialismo predatorio dell'emisfero senza scrupoli eterodiretto dalla fallimentare chimera capitalistica.
Oggi, con il mondo messo a soqquadro da moderne e se possibile ancora più terribili forme di fascismo, la comprensione storica del lascito teorico della Rivoluzione d'ottobre dev'essere il primo passo concreto per ambire a costruire una società più rispettosa delle esigenze dell'uomo, una società dei popoli che spazzi via quella dei pochi eletti borghesi che dispongono a piacimento dei molti subalterni.
Non sarà facile.Tuttavia la presa del Palazzo d'inverno è foriera di un messaggio che nei momenti peggiori continua a essere luce: se l'abbiano fatto una volta, lo faremo di nuovo. È per questa certezza che i sostenitori dell'impero, e tutti coloro che traggono indebito profitto dallo sfruttamento, hanno la paura che sfocia in violenza. Perché la falce taglierà i loro privilegi con il martello che li inchioderà alle sporche responsabilità che pagheranno care.