sabato 5 novembre 2022

Insorgiamo GKN Monza 5.11.2022

 Da Firenze l'urlo di dignità del collettivo di fabbrica della GKN, arrivato in tutta Italia, dopo essere passato dalla grandissima manifestazione di Bologna, nella giornata di sabato 5 novembre ha visto due appuntamenti :a Napoli e a Monza.

Guardiamo il video del corteo monzese


































La Scala del calcio non si tocca

 


Oggi otto consiglieri di maggioranza, Carlo Monguzzi, Francesca Cucchiara e Tommaso Gorini di Europa Verde, Simonetta D’Amico, Alessandro Giungi, Rosario Pantealeo del PD, Marco Fumagalli ed Enrico Fedrighini della lista Beppe Sala, a cui si aggiunge Enrico Marcora di Fratelli d’Italia si sono dichiarati contrari al nuovo stadio che Inter e Milan vogliono   costruire a Milano. 

giovedì 3 novembre 2022

PARCO SUD - STRADA (LCE) e PILONI E PIZZUL (PD) : LA REGIONE VA AVANTI IMPERTERRITA CON LO SCIPPO DEL TERZO PARCO LOMBARDO. MA NON LO FARA' A NOSTRO NOME. GIOCHEREMO IL JOLLY

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

PARCO SUD - STRADA (LCE): LA REGIONE VA AVANTI IMPERTERRITA CON LO SCIPPO DEL TERZO PARCO LOMBARDO. MA NON LO FARA' A NOSTRO NOME. GIOCHEREMO IL JOLLY

Video, servizio quimilano https://m.youtube.com/watch?v=4yFdbAL8tJg

Milano, 03 Novembre 2022 - La maggioranza in Regione è tornata alla carica con il Progetto di Legge che vuole stravolgere la governance del Parco Sud e noi ribadiamo: giù le mani da quell'area! 

Oggi la Commissione Agricoltura ha bocciato tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni e tira dritto con le inaccettabili ingerenze regionali previste dal PdL. Per questo confermiamo l'intenzione di giocare il nostro jolly nella seduta di consiglio, ipotizzata al momento per il prossimo 15 novembre, in cui si dovrà discutere questa legge - dichiara ELISABETTA STRADA, Consigliere Regionale del Movimento Lombardi Civici Europeisti.


Ostruzionismo e dibattito non contingentato sono l'unico strumento per impedire che venga di fatto commissariato uno dei più importanti parchi regionali della Lombardia, il terzo per grandezza dopo quello dell'Adamello e della Valle del Ticino - continua - che misura 47mila ettari di cui 37mila di superficie agricola e che tutela le aree agricole e forestali di 60 Comuni del sud Milano, esclusi fin da subito dal processo decisionale come tutte le associazioni e le rappresentanze dei territori interessati.

La lettera di contestazione dei quaranta sindaci (sui 60 dei comuni che insistono sul territorio del Parco Sud) è stata completamente ignorata.

La Regione mantiene due membri designati nel consiglio di gestione, unico caso tra i parchi lombardi.

Il direttore del parco sarà nominato dalla Giunta: anche questo un "unicum", visto che la legge regionale che disciplina la gestione dei parchi prevede la nomina a cura del Presidente del Parco, non dell'amministrazione regionale.

Abbiamo chiesto anche che fosse offerta almeno ai dipendenti del parco la possiblità di scegliere se rimanere o accettare lo spostamento al nuovo ente: bocciata anche questa proposta.

Un'ulteriore riprova che l'unico obiettivo della Regione non è quello di mettere in pratica una miglior tutela del Parco Agricolo Sud Milano ma soltanto introdurre un nuovo modello di controllo amministrativo in cui Palazzo Lombardia entrerebbe con una ingerenza nella gestione ordinaria che non ha precedenti negli altri parchi regionali.

Dopo le audizioni dello scorso Giugno, una petizione on line che aveva raccolto rapidamente quasi 4mila firme e la sottoscrizione da parte di una quarantina di sindaci del territorio di una lettera che chiedeva al Presidente Fontana di attivarsi presso i proponenti per il ritiro del progetto di legge e di istituire un tavolo di confronto allargato a tutti gli enti e gli operatori interessati, il PdL sembrava aver subito uno stop temporaneo che aveva fatto sperare in un possibile ripensamento. Così evidentemente non è e dunque siamo pronti a tornare, come si dice, "sulle barricate" - conclude ELISABETTA STRADA.

Consigliere Regionale

Lombardi  Civici Europeisti


E la nota stampa del Partito Democratico 

 Lombardia: Pizzul E Piloni (Pd), su governance Parco agricolo Sud Regione entra a gamba tesa e ignora territorio 

 "Sui parchi ci si aspetterebbe che Regione Lombardia collaborasse e sostenesse i territori, invece di entrare a gamba tesa, come nel caso del Parco agricolo sud. E non per migliorarne il funzionamento, ma solo per aumentare il proprio potere, attraverso piu' membri di nomina regionale nel consiglio di gestione e attribuendo a se' la nomina del direttore, fatto assolutamente inconcepibile che rasenta l'incostituzionalita' e che non si e' mai deciso per nessun altro parco. Altro che autonomia. La Lega la chiede a Roma, ma poi non la mette in pratica nei territori e nei comuni della nostra regione. E anche dal punto di vista economico non cambia nulla". Lo affermano in una nota congiunta Fabio Pizzul e Matteo Piloni, capogruppo e capodelegazione dem in commissione Agricoltura al Pirellone, dopo l'approvazione del progetto di legge che intende trasformare la governance del Parco Agricolo Sud Milano, modificando la legge regionale 16/07. "Le modifiche apportate al testo non sono sufficienti a impedire che questo diventi l'unico parco della Lombardia ad avere una ingerenza non solo politica, ma anche amministrativa molto forte da parte della Regione - concludono - ci auguriamo che la maggioranza riveda le proprie posizioni in aula consiliare, dove ci batteremo nel tentativo di riportare al centro del dibattito il territorio". 





Etiopia - firmato l'accordo di pace, dopo due anni di guerra genocida

 Etiopia - firmato l'accordo di pace, dopo due anni di guerra genocida 

Da R. C. 

Arriva forse la fine di un conflitto devastante di cui il mondo neanche si è accorto .

Sicuramente ci sono ancora molte sfide da affrontare, come per esempio il ruolo dell’ Eritrea protagonista fin dall’inizio nella guerra genocida iniziata in Tigray; la stessa Eritrea che non ha avuto l’invito e quindi rappresentanza all’interno dei colloqui di pace.

Ora la speranza è che questo accordo siglato possa avviare il cessate il fuoco per poter far fluire in maniera capillare la consegna di materiale e supporto umnitario a milioni di persone in Tigray: cibo, medicinali e materiale igienico sanitario per rifornire gli ospedali che fino ad oggi non hanno potuto curare i loro pazienti. Speranza che si allarga anche per la riconessione elettrica telefonica, dati/internet e la riattivazione dei conti correnti.



mercoledì 2 novembre 2022

Salviamo il parco sud Milano

 Giù le mani dal PARCO AGRICOLO SUD MILANO

dopo la discarica nel parco del roccolo la destra ci riprova 

https://ecocivicilombardia.blogspot.com/2022/11/il-parco-sud-non-si-tocca.html 

Ai sindaci per l'Olona

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo




Lettere castanesi. Ottobre 2022

 Un grazie agli amici, fratelli, compagni di Castano.  Sperando di far cosa gradita ne rilancio la pubblicazione.

G.

Per leggere meglio le "lettere castanesi", clikkare sulla prima immagine e poi scorrere 

























LETIZIA MORATTI SI E' DIMESSA

 Elezioni regionali Lombardia 2023.

Oggi 2 novembre 2022. Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

 "Di fronte al venir meno del rapporto di fiducia con il Presidente Attilio Fontana, annuncio la decisione di rimettere le deleghe di vicepresidente e di assessore al Welfare di Regione Lombardia ". Lo annuncia Letizia Moratti in una nota. "Per rispetto dei cittadini - spiega - con senso di responsabilità ed in considerazione del delicato momento socio-economico del Paese, ho atteso l'esito delle elezioni politiche e la formazione del nuovo Governo per rendere nota la mia posizione".

Chi è Letizia Moratti 



Da Wikipedia 

A seguito dell'elezione del 2006, assieme al direttore generale Giampiero Borghini, Moratti avrebbe licenziato senza giustificato motivo una decina di dirigenti del Comune, affidando quasi contemporaneamente 54 incarichi a consulenti esterni, spesso senza requisiti. Per tale presunto spoils system, Moratti è stata condannata dalla Corte dei conti a risarcire il Comune, sentenza poi confermata in cassazione.[62].

La magistratura ordinaria ha ravvisato solo un illecito amministrativo di abuso d'ufficio materiale, pur senza rilievi penali. I comportamenti di Letizia Moratti, secondo i giudici, «per quanto censurabili sotto diversi profili, non hanno travalicato il limite dell'illecito penale».[63]

Il 29 novembre 2007 Letizia Moratti infatti era stata iscritta nel registro degli indagati per presunto abuso d'ufficio nell'ambito della su menzionata inchiesta sugli "incarichi d'oro". Le indagini erano state avviate dalla Corte dei Conti e dalla Procura di Milano. L'accusa era che Moratti avesse assunto tramite incarichi esterni sessantatré persone, di cui almeno quarantanove con qualifica dirigenziale, per una spesa di otto milioni l'anno, in contrasto con l'articolo 110 del D.Lgs.267/2000 (Testo Unico degli enti locali), che prevede che i contratti con dirigenti esterni non debbano superare il 5% del totale. Contando anche i nuovi incarichi, nel Comune di Milano i contratti con dirigenti esterni sarebbero ammontati al 25% del totale[64].

Il pubblico ministero ha definito non penalmente rilevanti le pressioni sui dirigenti comunali perché accettassero il pre-pensionamento, rilevando che non ci sarebbe stata nessuna «minaccia di un male ingiusto nel caso in cui non fosse stata accettata la risoluzione del contratto» pur ammettendo che le modalità sono state lesive della dignità delle persone. Il GIP ha respinto la richiesta di archiviazione e chiesto un approfondimento, intravedendo i reati di violenza privata, mobbing e minacce[65] da cui Moratti è stata in seguito prosciolta[66].

Fra le persone assunte dall'amministrazione Moratti c'è Aldo Fumagalli, ex sindaco leghista di Varese, che si era dimesso dall'incarico dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati per concussione e violazione della legge Bossi-Fini[67][68], oltre a vari candidati del centrodestra non eletti, una candidata dell'UDC in Calabria, persone dello staff elettorale del sindaco Moratti, compreso il suo fotografo personale, e due consiglieri regionali in carica (tra cui Giampiero Borghini) che hanno mantenuto il doppio incarico[65].

Il 24 marzo 2009 Letizia Moratti è stata pertanto condannata dalla Corte dei conti, assieme a Giampiero Borghini ed altri, per il conferimento di incarichi esterni da parte del Comune di Milano a persone non laureate, e dunque illegittime, nel 2006. Nella motivazione della sentenza, la Corte parla di nomine politiche, che mortificano le professionalità interne, e di sovradimensionamento dell'ufficio stampa, con un numero di giornalisti giustificabile solo per un giornale[65]. Moratti dovrà risarcire 236.000 e 125.000 euro allo stesso Comune di Milano[66]. Nonostante la condanna, Letizia Moratti non è intervenuta in Consiglio Comunale, e non ha fatto sapere cosa intenda fare dei funzionari[65].

Il 28 agosto 2010 il GIP ha archiviato le accuse di abuso d'ufficio, pur definendo "censurabili sotto diversi profili" le modalità di rimozione dei dirigenti[66]. Il reato di abuso d'ufficio non si configura in quanto non è provato che l'operazione di spoils system fosse indirizzata ad avvantaggiare qualcuno dal punto di vista patrimoniale, "in quanto lo scopo prevalente era quello di creare un rapporto fiduciario tra la direzione politica e il dirigente amministrativo". Pur non configurandosi un reato, il magistrato ha rilevato un illecito amministrativo (abuso d'ufficio "materiale") in relazione al superamento del limite del 5% nel conferimento di incarichi direttivi al di fuori della dotazione organica (massimo 10 consulenti anziché 50); al conferimento di incarichi a persone prive di requisiti (non laureati); e alla mancanza di un corretto iter nella nomina dei nuovi dirigenti, avvenuta con criteri poco trasparenti[69].

Letizia Moratti è stata criticata per la scarsa presenza in Consiglio Comunale: 6 presenze nel 2008 e 3 nel 2009, di cui l'ultima il 21 ottobre 2009, per la presentazione di un primo bilancio del mandato. Dei 61 rappresentanti di giunta e consiglio, Letizia Moratti è ultima per presenza alle votazioni, con un totale del 5%[65]. Il sindaco Moratti è stata inoltre richiamata dal presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri, per non aver risposto alle 100 interrogazioni poste dal consigliere di opposizione Pierfrancesco Majorino ai sensi del regolamento[65].

Benché il consiglio comunale di Milano abbia votato a maggioranza una mozione che impegna il sindaco a chiedere a Lucio Stanca, deputato e AD di Expo 2015, di rinunciare ad uno dei due incarichi[70], il sindaco Moratti non ha dato seguito all'iniziativa del suo consiglio[65].

Case popolariModifica

Nel dicembre 2010, il tribunale civile di Milano ha sentenziato che nell'assegnazione di case popolari vi è stata la mancata assegnazione a 10 famiglie rom con le quali il Comune aveva firmato un progetto di autonomia abitativa. Nell'accogliere il ricorso, presentato contro il Comune di Milano e quindi contro il sindaco Letizia Moratti, e inoltre contro il ministro Roberto Maroni e il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, il tribunale ha deliberato che sulla decisione dell'amministrazione comunale ha agito "l'origine etnica dei rom", in quanto gli "amministratori e politici hanno ripetutamente dichiarato alla stampa che ai rom non sarebbe mai stata data alcuna casa popolare"[71].

Governo del territorioModifica

Il Piano del Governo del Territorio varato dalla giunta Moratti avrebbe dato a Gabriele Moratti, figlio di Letizia, un vantaggio economico stimato in almeno un milione di euro[72], grazie a un immobile acquistato da Gabriele Moratti con vincolo di destinazione industriale e trasformato in villa di lusso ispirata alla dimora di Batman[73][74][75].

Consulenze d'oroModifica

Nel dicembre 2016 è stata condannata dalla Corte dei conti a versare, al Comune di Milano, poco meno di 600.000 euro per due voci di spesa: 11 incarichi dirigenziali esterni a non laureati per quasi 1,9 milioni, e retribuzioni ritenute troppo costose, più di 1 milione, di alcuni addetti stampa. Oltre a Letizia Moratti, l'ex vice sindaco Riccardo De Corato dovrà risarcire 21.763 euro (per le stesse voci contestate alla Moratti), l'ex sindaco ed ex direttore generale Giampiero Borghini oltre 106.000 euro e gli ex assessori Tiziana Maiolo, Mariolina Moioli, Edoardo Croci e Carla De Albertis oltre 21.000 euro. Per i giudici contabili, si legge nel loro provvedimento, l'operato di Letizia Moratti avrebbe avuto "il connotato della grave colpevolezza, ravvisabile in uno scriteriato agire, improntato ad assoluto disinteresse dell’interesse pubblico alla legalità e alla economicità dell’espletamento della funzione di indirizzo politico-amministrativo spettante all'organo di vertice comunale". I magistrati hanno confermato anche la "grave colpevolezza della condotta" in capo a tutti gli assessori che allora votarono le delibere con cui sono state conferite le cosiddette "consulenze d'oro" per le quali era anche stata avviata un'inchiesta da parte della Procura, poi archiviata[76].