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domenica 11 ottobre 2026

L’INTER VIETA ALLA CURVA NORD STRISCIONE DEDICATO AI 100 ANNI DI SAN SIRO

 L’INTER VIETA ALLA CURVA NORD STRISCIONE DEDICATO AI 100 ANNI DI SAN SIRO 

Ecco la risposta della Curva Nord in un comunicato. 

“COMUNICATO CURVA NORD ⚫️🔵

Scriviamo queste righe con il cuore gonfio d'orgoglio, ma con le mani che tremano per la rabbia e l'amarezza.

Come tutti sappiamo, quest'anno la nostra casa compie cento anni. Cento anni di storia, di calcio, di notti europee, di grandi vittorie e pesanti sconfitte. Cento anni di bandiere al vento, di voci spezzate, di abbracci tra sconosciuti e di lacrime versate senza vergogna. Cento anni durante i quali questo impianto ha smesso di essere soltanto uno stadio, diventando parte dell'anima di Milano e della vita di milioni di interisti. San Siro non è semplicemente il luogo in cui gioca l'Inter. È la mano di nostro padre stretta alla nostra mentre salivamo le scale per la prima volta. È la voce di nostro nonno che ci raccontava un calcio che non abbiamo mai visto. È il primo coro cantato a squarciagola, il primo derby, il primo pianto di gioia. È la scighera d'inverno, il freddo che entra nelle vene, il cuore che batte prima del fischio d'inizio. È alzare lo sguardo verso gli spalti e sentirsi parte di qualcosa di immensamente più grande di noi.

Per onorare questo traguardo storico, abbiamo lavorato duramente per realizzare una coreografia dedicata. Un dono d'amore per il nostro stadio per restituirgli almeno una parte delle infinite emozioni e dei brividi che ci ha regalato nel corso di questi decenni. Insieme alla coreografia abbiamo richiesto di esporre tre semplicissimi striscioni dedicati al Meazza e alla sua memoria. Tre messaggi commemorativi, privi di riferimenti politici, prese di posizione o quant'altro. Parole con cui volevamo semplicemente celebrare un simbolo della nostra fede.

La Società Inter ci ha comunicato che questi striscioni non avrebbero potuto trovare posto nella nostra Curva. Il motivo? Ufficialmente, nessuno. Ufficiosamente, lo lasciamo giudicare alla vostra intelligenza. Allora la domanda è inevitabile: perché tre messaggi dedicati alla memoria di questo tempio non possono trovare spazio sugli spalti proprio nell'anno del suo centenario? È una domanda semplice, alla quale crediamo che ogni interista abbia il diritto di ricevere una risposta. Non riusciamo a capacitarci di come una società che richiama valori come fratellanza, inclusione e appartenenza possa impedire l'esposizione di messaggi attraverso i quali una parte del proprio popolo desidera esprimere il suo amore per un simbolo della storia nerazzurra. Alla fine di questo comunicato riportiamo gli striscioni in questione, affinché tutti possano leggerli e giudicare direttamente il loro contenuto.

Inutile negare che quanto accaduto ci abbia fatto gelare il sangue. Per alcuni momenti, durante il confronto tra noi, abbiamo persino valutato di rinunciare alla coreografia prevista. Probabilmente sarebbe stata una reazione comprensibile: quando senti che il significato più profondo di ciò che stai preparando viene messo in discussione, la tentazione di lasciar perdere è forte. Dopo un lungo confronto, però, abbiamo preso una decisione diversa. Abbiamo scelto di mettere da parte l'orgoglio per concentrarci su ciò che riteniamo più importante: la difesa della nostra casa.

Da questo momento, scendiamo in prima linea, con una posizione netta e inequivocabile, contro la demolizione della Scala del Calcio.

Premessa: non siamo analisti finanziari né esperti di bilanci societari. Siamo tifosi, ragazzi cresciuti tra questi gradoni, siamo parte della storia dell'FC Internazionale e sentiamo la responsabilità di difendere un patrimonio che va ben oltre il calcio. Non pretendiamo di conoscere ogni interesse che ruota attorno al progetto del nuovo stadio. Ma abbiamo il diritto di porre domande, di chiedere trasparenza e di domandarci se il valore economico di una nuova operazione immobiliare debba prevalere sulla conservazione di un luogo così profondamente legato alla storia di Milano.

Ci viene prospettato un futuro fatto di modernità, nuove strutture e grandi investimenti. Ma quale spazio viene lasciato alla memoria? Quale peso viene dato ai sentimenti di chi, da generazioni, considera San Siro una seconda casa? E perché la demolizione dovrebbe essere l'unica strada percorribile, prima ancora di aver dato alla città la possibilità di conoscere e valutare seriamente le alternative? Un nuovo stadio potrà essere costruito. Potrà essere più moderno, più comodo, forse più redditizio. Ma nessun progetto potrà restituirci ciò che verrebbe cancellato insieme al Meazza. Sappiamo che questa è una battaglia difficile, chiaramente impari. Dall'altra parte ci sono interessi economici enormi, progetti complessi e decisioni che sembrano già avviate. Ma la difficoltà non può diventare una condanna alla rassegnazione. E il fatto che una scelta sia conveniente per qualcuno non significa che sia necessariamente la migliore per tutti noi.

Che sia chiaro a tutti, ora e per sempre: il sostegno a chi scende in campo con la nostra maglia è sacro e intoccabile. Il nostro tifo, la nostra voce e la nostra spinta ai ragazzi non verranno mai meno. Questa non è, e non sarà mai, una battaglia contro l'Inter. Non è una battaglia contro la squadra, il mister o chi indossa la casacca nerazzurra. È una battaglia per difendere la storia che ci unisce all'Inter, la nostra casa e il diritto di esprimere un'opinione anche quando non coincide con quella della società.

Ci rivolgiamo all'intero popolo nerazzurro: agli Inter Club, ai gruppi di amici, ai tifosi di ogni generazione e di ogni parte del mondo. Al di là delle differenze, delle appartenenze e delle divisioni che fanno parte della nostra storia, esiste qualcosa che ci accomuna: l'amore per questi colori e per il luogo in cui abbiamo imparato a viverli. È il momento di ritrovarci attorno a ciò che ci unisce. Di informarci, di documentarci, di discutere e di far circolare consapevolezza. Di pretendere risposte e di chiedere che una decisione irreversibile venga affrontata con la serietà che merita.

Facciamo sentire la nostra voce. Dimostriamo che una tifoseria può essere appassionata e determinata, ma anche consapevole e capace di guardare oltre le proprie differenze. E il nostro appello non si ferma ai cancelli dello stadio. Ci rivolgiamo a tutti i milanesi, anche a chi non ha mai indossato una sciarpa nerazzurra. Perché San Siro non appartiene soltanto a chi tifa Inter o Milan. Appartiene alla storia di una città, ai suoi ricordi, alla sua identità. È stato ed è un luogo di sport, musica, incontri ed emozioni condivise. La sua scomparsa non sarebbe una perdita soltanto per il calcio, ma per tutta Milano.

Non lasciamo che tutto questo venga deciso nell'indifferenza. Combattiamo uniti e proviamoci. Affinché un giorno anche l'ultimo bambino possa sorridere ed emozionarsi entrando per la prima volta nella Scala del Calcio, con la mano di suo padre stretta alla sua. Prima di arrenderci, abbiamo il dovere di provarci. Dobbiamo al Meazza un'ultima grande battaglia nel suo nome. Un ultimo disperato grido affinché tutto ciò non diventi solamente un lontano ricordo.

A chi crede che il futuro debba necessariamente cancellare il passato, lasciamo una domanda che attraversa tutta questa vicenda.

 Le parole sono quelle di Sandro Mazzola, non serve andare oltre. «Mi sembra che insistendo sul nuovo stadio con annessi centro commerciale, hotel, ristoranti, Inter e Milan pensino più al business che ai tifosi. San Siro appartiene alla storia di Milano e dei milanesi. È il passato, ma con un lifting adeguato, e so che esistono progetti in proposito, può essere anche il futuro. Perché abbatterlo?» — Sandro Mazzola

Non chiediamo di fermare il tempo. Chiediamo di non cancellare il passato in nome del futuro. Chiediamo trasparenza, rispetto per la memoria collettiva e una valutazione seria delle alternative alla demolizione.

secondo anello verde”

I 3 STRISCIONI VIETATI:

1- Da cento anni guardi Milano cambiare, monumento eterno di una città che nel tempo ha affidato alle tue mura la propria anima.

2- Popolo interista, un minuto di applausi per la scala del calcio

3- Luci a San Siro, non le spegnerete mai”

#inter #sansiro #curvanordseriea

martedì 13 febbraio 2024

San Donato. La nipote di Mattei scrive al Vescovo di Milano

Riceviamo, dal Senatore Cortiana, e volentieri pubblichiamo 

Reverendissima Eminenza

Monsignor Mario Delpini.

Reverendissima Eminenza mi rivolgo a Lei per segnalare la mia forte preoccupazione in merito all'ipotesi di realizzazione del nuovo stadio di calcio della società AC Milan nel comparto "San Francesco" nel territorio del comune di San Donato Milanese. 

Più persone di Metanopoli di San Donato e della città di Milano si sono rivolte a me per questa vicenda in quanto nipote di Enrico Mattei e per il mio fortissimo affetto per la città e gli abitanti del centro residenziale e direzionale realizzato dal mio amato e compianto Zio negli anni Cinquanta. La struttura, come sicuramente noto a Sua Reverendissima Eminenza, si troverebbe a meno di un chilometro in linea d'aria con la quasi millenaria abbazia di Chiaravalle ai limiti territoriali della città di Milano. Superfluo e ovvio ricordare l'importanza che il monastero ha avuto nei secoli e continua ad avere per lo sviluppo agricolo e il benessere della comunità pastorale dell'Arcidiocesi nell'emisfero Sud della provincia Milanese. Oggi l'Abbazia svolge ancora il suo importante ministero per la frazione di Chiaravalle, per l'intera comunità dei fedeli di Milano ed è meta costante di pellegrinaggi devoti e silenziosi 365 giorni all'anno. Io, in particolare, sono devota alla Abbazia di Chiaravalle perché me la fece conoscere mio Zio Enrico quando venivo da Matelica e da Roma a trovarlo a Milano e soprattutto a Metanopoli. Ricordo ancora tra il 1958 e il 1959 quando dalla terrazza panoramica del tredicesimo piano del primo palazzo uffici dell'Eni lo Zio mi indicò col dito il bellissimo campanile e mi disse che da lì a pochi minuti saremmo andati a visitarla e raccoglierci in preghiera.

Da quello che sto apprendendo dalle telefonate preoccupate di amici e amiche Sandonatesi e dalla lettura dei quotidiani ritengo che una struttura come quella dello stadio calcistico non si trovi nel contesto idoneo. Sia per la riduzione degli spazi destinati all'agricoltura tutelata dai vincoli paesaggistici del Parco Agricolo del Sud Milano, sia per il rischio che la massiccia presenza di tifosi invada la naturale quiete che da sempre circonda l'importante luogo di culto e di meditazione di Chiaravalle e della sua Abbazia.

Confido pertanto in un Suo illuminato e autorevole intervento per ispirare la coscienza di coloro che hanno responsabilità politiche a San Donato e a Milano nella volontà di continuare a preservare nella tradizione i territori agricoli di San Donato Milanese e Chiaravalle.

Resto come sempre a Sua disposizione e a quella delle comunità pastorali di Metanopoli e  cistercense di Chiaravalle.

Rosangela Mattei

sabato 19 novembre 2022

San Siro. I cittadini e i consiglieri comunali per salvarlo

 Dopo la surreale conclusione del "dibattito pubblico" chiusa al pubblico.

2 presidi a Palazzo Marino, alle 12 in concomitanza con l'incontro chiuso e alle 18, con i comitati cittadini.

Video h. 12 ascoltiamo il consigliere dei Verdi, Carlo Monguzzi e i cittadini 




























domenica 17 gennaio 2021

Facciamo chiarezza sui conti di san siro

 Dal coordinamento comitati San Siro 

1-La proprietà - sono 281.000 mq - è del Comune cioè di noi cittadini. Come lo era il Pireo per i greci e il porto di Trieste per i triestini, andati rispettivamente ai russi e ai tedeschi. Quest'area È  dei milanesi. Punto. 

2- Arrivano degli investitori stranieri che -come per il Pireo- la vogliono (scusate, ma Milano è nelle stesse condizioni??). E darebbero al Comune 2 milioni all'anno di affitto per 90 anni. Contro i 10 milioni all'anno attuali. Con un ammanco quindi per le casse comunali di 720 milioni.  Che in qualche modo il comune dovrà rimpinguare. 

3- Come potrà il Comune coprire l'ammanco di 720 milioni ? Non certo con i LORO oneri di urbanizzazione che ammontano a 81 milioni (erano 86 e li hanno ridotti) tutti a servizio della loro opera (aiuole, terrazzi, sottopasso). Come ? i modi sono i soliti .. non è che i soldi si raccolgono sugli alberi: aumenti biglietti trasporti, aumento Tari...ecc

4-la LORO proposta non è sicura per due motivi: primo per la nebulosità sulla proprietà dei proponenti, che rimane nebulosa, tanto che c'è un'inchiesta dell'antimafia in corso. Secondo perchè devono chiedere alle banche un finanziamento di 740 milioni. E siamo così sicuri che le banche vorranno dare tutti questi soldi a squadre così traballanti? 

5- i diritti sul solo nome (named rights)  'San Siro' valgono 13,8  milioni all'anno- ripeto 13,8 mln all'anno ! E quanto fa questa cifra per 90 anni ??? = 1,242 miliardi. Ma guarda... Vi dice nulla? E LORO andrebbero a Sesto San Giovanni? Perdendo questi soldi ? 

5- CONCLUDENDO - Il comune deve difendere il suo/nostro territorio, non lo deve svendere come il Peloponneso. Se vogliono San Siro glielo si dà a certe condizioni. Possono ristrutturare il Meazza (e se proprio si può mettere anche la tanto amata zip-line!)  e costruire un po', poco, intorno, dove è già cementificato, riqualificando la zona. E si lascia il verde rendendolo più fruibile. Tutto per meno di 300 milioni ed entro lo 0,35 mq/mq. Punto. 

6- La legge sugli stadi è chiara : si può fare un nuovo stadio SE non è ristrutturabile l'esistente


STADIO, VERDI: PROPOSTO RICORSO A CAPO DELLO STATO, SERVE DIBATTITO PUBBLICO

riceviamo e volentieri pubblichiamo 

Milano, 16 GEN - "Lo stadio di San Siro è un bene pubblico da preservare e difendere e su cui è necessario aprire un dibattito pubblico che ne definisca il futuro. Per questa ragione, dopo che le Commissioni di Esperti del Ministero dei Beni Culturali hanno confermato la necessità che lo stadio sia vincolato, i Verdi di Milano hanno proposto un ricorso al Capo dello Stato perchè si eviti la demolizione di un pezzo di storia non solo milanese ma anche internazionale". Così in una nota i Co-portavoce dei Verdi Mariolina de Luca Cardillo e Andrea Bonessa, che hanno presentato il ricorso con il patrocinio dell'avvocato Veronica Dini. Si tratta di "un esempio dell'impegno attivo e puntuale dei Verdi di Milano nella difesa dei beni comuni, - proseguono i co-portavoce - di cui saranno quotidiani testimoni nel nuovo percorso politico intrapreso in vista delle future elezioni comunali a sostegno della ricandidatura del Sindaco Sala. Manteniamo vive le nostre istanze di coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte sulle proprietà pubbliche, in antitesi alle logiche che prediligono gli interessi privati delle speculazioni finanziarie".

sabato 16 gennaio 2021

San Siro. Ecco il progetto per il recupero

 Do Gabriella Bruschi del Comitato San Siro 

Il Meazza resterà un’icona. Anzi, di più

Nuovo passo avanti per il progetto di ristrutturazione dello Stadio Meazza a San Siro e della zona circostante.  Depositato il piano di fattibilità al Comune di Milano per la ristrutturazione.

L’ingegner Riccardo Aceti, ideatore del noto progetto

“Galleria Panoramica”, insieme all’ingegner Nicola Magistretti, hanno in questi giorni depositato il piano di fattibilità al Comune di Milano per la “riqualifica e l’ammodernamento dello stadio Meazza di San Siro” .

Nel dossier sono stati inserirti nuovi dettagli, innovazioni, idee architettoniche che rendono il Meazza uno stadio decisamente all’avanguardia, sorpassando di gran lunga le comuni tipologie di stadio “standard” presenti nel mondo.

“Lo stadio Meazza è già ora un’icona riconosciuta in tutto il mondo. E’ assolutamente possibile – oltre che doveroso - mantenere la sua iconicità e nello stesso tempo apportare normali migliorie, dice Aceti, docente al Politecnico di Milano. “Ma – di più – possiamo aggiungere un tocco di straordinarietà che lo renderà ancora più affascinante”.

Nello stesso piano di fattibilità viene anche valorizzata la zona circostante lo stadio, nel più totale rispetto innanzitutto del verde esistente, utilizzando invece per i servizi le zone già ora non destinate al verde.

“Con il deposito del nostro piano di fattibilità si vuole dare concretezza alle nostre idee con numeri e piani alla mano” dice ancora Aceti. “Per evitare che si pensi che sono solo ipotesi eteree”.

Rispondendo uno a uno a tutti i dubbi avanzati nel tempo, con soluzioni concrete e decisamente innovative, Aceti propone per lo stadio Meazza lavori molto mirati e tutto sommato contenuti, che quindi hanno il pregio di essere meno costosi e di non interrompere il campionato.

“Bisogna sfatare la narrazione che non sia possibile ristrutturare lo stadio Meazza” dice Aceti. “Non è così. Si può ristrutturare benissimo: rispettando le parti iconiche, apportando migliorie dove è necessario e aggiungendo innovazioni straordinarie. Abbiamo utilizzato le più innovative tecnologie e abbiamo dimostrato che si può. E si può a costi contenuti”.

Il piano di fattibilità depositato in Comune contiene anche un piano di Sostenibilità  economico-finanziaria, costruttiva e ambientale/ecologica  a firma Nicola Magistretti.

“Abbiamo messo a punto una strategia  win win per tutti,  con la quale dimostriamo che ci saranno profitti sia per gli investitori, sia per l’amministrazione, con ricavi annuali basati sull’utilizzo di opportune  superfici a reddito, ricavate all’interno dello Stadio con il progetto di riqualifica e ammodernamento ” dice Magistretti.

Le cifre per il progetto di riqualifica e l’ammodernamento dello Stadio Meazza non superano i 300 milioni di euro, la metà di quanto ipotizzato da altri progetti.

“Questi sono costi assolutamente aderenti alla media dei prezzi in questo campo, senza inopportuni mark up” dice Magistretti. “Inoltre essi sono tali da essere compatibili con un indice di edificabilità dello 0,35 mq/mq, rispettando quindi anche il Pgt del Comune di Milano”.

“Con questi volumi si può edificare in modo molto moderato nella zona circostante lo stadio, arricchendola di servizi rivolti al quartiere, non speculativi e con un equilibrato rapporto costi-benefici, ma certamente utilizzando le aree che già ora non sono verdi. Il che significa che non ci sarà alcun ulteriore consumo di suolo. Invece verrà conservata e anzi, valorizzata l’area esistente di verde profondo”.


mercoledì 6 gennaio 2021

Nations Leauge, finale a San Siro

Dopo Springsteen, anche le nazionali di calcio, con i cittadini in difesa del quartiere e per la ristrutturazione di San Siro e per il No al progetto immobiliare che vede l'ipotesi di un nuovo Stadio come distrazione di massa, oltre che, di fatto, privatizzazione e privazione dello spazio pubblico. 

Fonte :https://www.oasport.it/2021/01/calendario-nations-league-calcio-2021-date-programma-orari-tv/

La prima fase della Nations League 2020-2021 è andata in archivio e l’Italia di Roberto Mancini ha potuto sorridere, staccando il biglietto per la Final Four insieme alla Francia, alla Spagna (prossima avversaria degli azzurri) e al Belgio. Sarà proprio il Bel Paese a ospitare gli atti conclusivi di questa competizione sportiva: mercoledì 6 e giovedì 7 ottobre 2021 andranno in scena le semifinali, domenica 10 ottobre ci sarà spazio per le due finali. Saranno lo Stadio San Siro di Milano e l’Allianz Stadium di Torino i teatri delle quattro partite in programma, si assegnerà un trofeo particolarmente ambito quasi subito dopo gli Europei estivi.


sabato 25 febbraio 2017

POLITICA uno stadio vale più della democrazia?

se Parigi vale una messa, uno stadio vale più della democrazia?

riceviamo e volentieri pubblichiamo, due articoli molto interessanti, per capire cosa sta avvenendo a Roma e in che stato è la nostra democrazia.

Articolo di Ylenia Sina, pubblicato con questo titolo il 24 febbraio 2017 sul sito online “Roma Today” 
 e di  Lorenzo Vendemiale, pubblicato con questo titolo oggi 25 febbraio 2017 sul sito online de “Il Fatto Quotidiano”

Un primo avvertimento era già arrivato la scorsa settimana: “Gli unici titolati a parlare, in nome e per conto del M5S, sono gli eletti”.
Ieri sera, dopo che una manifestazione in Campidoglio e un’assemblea autoproclamata hanno fatto rumore, il messaggio di Beppe Grillo è diventato più esplicito: “Francesco Sanvitto e il cosiddetto tavolo urbanistica non parlano a nome del MoVimento 5 Stelle e non sono titolati a farlo“.

martedì 21 febbraio 2017

Stadio della Roma? i Verdi propongono il Referendum

“Ben venga l’ok di Beppe Grillo alla nostra proposta, lanciata nei giorni scorsi, far svolgere un referendum cittadino sul progetto di Tor di Valle – scrivono in una nota i portavoce romani dei Verdi Guglielmo Calcerano e Silvana Meli – che spiegano:
“Affinché il tutto non si risolva in una operazione pubblicitaria, però, occorre fare in fretta, e consentire ai romani di pronunciarsi prima che Raggi porti in Consiglio Comunale la sua variante al PRG. Per questo noi Verdi siamo già impegnati a scrivere il quesito referendario. Intanto però occorre fare chiarezza sulla posizione della Soprintendenza: è chiaro che in presenza di un vincolo sull’ippodromo da parte del Ministero dei Beni Cuturali, tutto l’iter autorizzatorio andrebbe rivisto, con o senza referendum”
“Ribadiamo – concludono gli ecologisti – che costruire in una zona a rischio esondazione con cubature fuori PRG e pesi urbanistici che farebbero collassare la viabilità già drammatica in quel quadrante di città è una follia.”