dal mensile di Finanza Solidale
valori.it/ articolo di Roberto Cuda
La prima a rompere gli indugi fu la provincia di Bergamo. Poi, con inaspettato effetto valanga, seguirono la Camera di commercio bergamasca, la provincia di Brescia e la città metropolitana di Milano. Rischia di allargarsi a macchia d’olio il fuggi fuggi da Brebemi, la direttissima Brescia-Bergamo-Milano inaugurata nel luglio 2014, con relativo strascico giudiziario per il rifiuto della società a liquidare le quote.
Ma ad aprile le danze fu, un anno e mezzo prima, l’azionista di maggioranza. Era l’aprile 2015 e Casrlo Messina, da un paio d’anni alla guida di Intesa Sanpaolo, annunciò ai soci la dismissione di tutte le partecipazioni autostradali del gruppo entro il 2017. La notizia fu deflagrante quanto ignorata dai media. Finiva così un almeno un decennio di interventismo infrastrutturale (e non solo) della cosiddetta “banca di sistema”, che nelle nuove autostrade lombarde iniettò 590 milioni tra prestiti e quote azionarie, dei quali rischia ora di rivederne la metà. Erano gli anni della coppia Bazoli-Passera, che pur di appoggiare il governo di turno non rinunciarono ad operazioni in perdita.