venerdì 28 dicembre 2018

Comunicato VERDI. guerra in Rojava

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, dalla Federazione dei Verdi

“È in atto una delle più complicate emergenze nel nord della Siria, in Rojava, la regione ad amministrazione autonoma curda. Trump si fa da parte ritirando le truppe proprio quando l’Isis stessa e l’alleato Turco decidono il colpo di mano storico per liberarsi dei combattenti curdi”. Dicono i 2 portavoce dei Verdi italiani Elena Grandi e Matteo Badiali.


La decisione del ritiro delle forze USA è seguita a una telefonata di Trump con il Presidente turco Erdogan, senza consultare i relativi i dicasteri responsabili. Fatto che ha indotto le immediate dimissioni del Ministro della Difesa USA James Mattis e, nel fine settimana anche dell’incaricato speciale USA per la coalizione anti-IS, Brett McGurk.

“Che ne sarà delle combattenti e dei combattenti curdi, che, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane, hanno arginato l’IS, difeso e riconquistato una per una, casa per casa, sempre in prima linea, le città finite in mano a Daesh?” Domanda Elena Grandi.

L’esercito turco a metà della settimana ha posizionato i suoi carri armati per un attacco contro la città di Mambij abitata in maggioranza da arabi, inoltre sono pronte migliaia di mercenari jihadisti del cosiddetto “Esercito Nazionale”. “Arriviamo per squartare i curdi miscredenti” ha affermato su un video in internet un loro miliziano. Ad oggi solo i francesi presidiano ancora la città interessata dall’offensiva turca.

“Erdogan non è un alleato affidabile, e si è speso a lungo con tutti i mezzi per eliminare i curdi, anche durante il conflitto con l’IS, mentre contrabbandava il petrolio di Daesh attraverso il confine siriano; fatto per cui è arrivato ad abbattere un aereo ricognitore russo creando un incidente diplomatico internazionale.” Continua Badiali.

“Forte della sua presenza nella NATO, costringe USA ed Europa a scegliere tra lui e gli alleati curdi” Aggiunge Elena Grandi. “Ma dimenticarsi degli eroi, e soprattutto delle eroine, curdi e consegnarli al patibolo di Erdogan, dopo il servizio reso al mondo, suona come il più cinico dei benservito di cui L’Europa non può farsi complice” Continua Matteo Badiali. “Chiediamo pertanto al governo italiano, e alle autorità europee, di prendere posizione nei confronti della Turchia sanzionando nuovamente Erdogan, se necessario, se solo alzerà un dito contro gli alleati curdi”. Concludono i due portavoce dei Verdi italiani.

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