mercoledì 23 dicembre 2020

Come nasce un videoclip? Intervista a #giallovagare #stebalza

Le inteviste di QuiMilano e di Liberanotizienews

Abbiamo incontrato Stefania Balzarotti, in arte Giallovagare, che ci ha raccontato come è nato il videoclip di Ematoma ed Eremo "ti chiedo scusa"

https://www.youtube.com/watch?v=wQgfE9DZaDE&ab&ab_channel=GilbertoRossi

ed ecco il link al videoclip

https://www.youtube.com/watch?v=0TArPVVLD-g&ab_channel=Campanellinoproduction



Buon compleanno Costituzione della Repubblica Italiana

Al link trovate le traduzioni in varie lingue della costituzione italiana

/www.senato.it/1024



17 luglio 2020. La lega incontra i cavatori. Dal comitato NoDiscarica di Casorezzo

 Nessuno vuole tutelare il nostro territorio

Sulla questione è intervenuto anche il Comitato Cittadino Antidiscarica di Busto Garolfo e Casorezzo. “Il 17 luglio scorso i rappresentanti di Vibeco, casa madre di Solter, hanno incontrato i consiglieri regionali Pase e Senna ed hanno illustrato loro il progetto di discarica nelle Cave di Casorezzo – hanno scritto – Dal commento che posta il consigliere Pase, appare evidente il loro sostegno a questa follia. Non solo, ma diversi video e foto, confermano lo stretto legame. Vale la pena ricordare che, durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 2018, il loro partito si era presentato nei nostri paesi dicendosi contrario alla realizzazione di una discarica nel Parco Del Roccolo. E’ invece ormai acclarato quanto sospettavamo già da tempo: nessuno degli enti superiori è dalla nostra parte! Nonostante tante belle parole nessuno ha intenzione di tutelare il nostro territorio! Ebbene: ci difenderemo da soli!!Con tutte le nostre forze e anche di più, se necessario!  Le discariche e chi le sostiene sono già superati dalla storia. Mentre noi stiamo costruendo un futuro diverso”.

Fonte : https://primamilanoovest.it/politica/cava-di-casorezzo-si-riaccende-la-guerra-politica/

martedì 22 dicembre 2020

Razzismo di Natale e contro i bambini. Da Boffalora sopra Ticino

 Dalla pagina fb di Insieme per Boffalora 

Quest’anno Boffalora ha visto aumentare la propria popolazione di 25 bambini.

Venticinque anime che cresceranno in un contesto sempre più internazionale e interdipendente, in un mondo i cui confini saranno posti solo dalla loro immaginazione.

La nostra Amministrazione ha deciso di dare il benvenuto a soli 22 di loro attraverso il bonus bebè, escludendo 3 bambini, “colpevoli” solo di esser figli di genitori, sì regolarmente residenti, ma non in possesso di una cittadinanza comunitaria. 

A volte qualsiasi polemica politica va lasciata da parte: è triste giocare sulla pelle dei bambini. 

È triste pensare che tra quei venticinque bambini, che tra pochi anni si conosceranno tutti a scuola, ce ne siano alcuni che potrebbero sentirsi meno meritevoli di altri, partire svantaggiati e considerarsi diversi.


Come gruppo consigliare abbiamo depositato questa mattina una mozione d’urgenza per chiedere l’immediata modifica della delibera di giunta al fine di poter conferire questo beneficio anche alle tre famiglie che non l’hanno ricevuto.

Ci auguriamo che questo nostro intervento possa riparare a un gesto discriminatorio non più tollerabile. 

Abbiamo, inoltre, chiesto alla Sindaca ed alla Giunta di verificare e correggere probabili analoghi errori commessi sin dall’istituzione del bonus (ovvero dal 2016 al 2019), trovando una soluzione condivisa che mostri un senso di responsabilità dell’intero Consiglio.



22 DICEMBRE 2020: GIORNATA INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE DEI RIDERS!

Riceviamo e pubblichiamo 

Siamo le fattorine e i fattorini del delivery, divenuti lavoratori essenziali durante l'emergenza sanitaria, abbiamo portato nelle vostre case cibo e beni di prima necessità. Ci avete chiamati eroi ma vi siete dimenticati presto di noi. 

Abbiamo dovuto lottare con le aziende per ottenere la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale, un diritto goduto grazie alla legge 128/2019, ottenuta dal Governo con le nostre mobilitazioni, dal basso. Siamo Stati costretti a presentare ricorso nelle aule dei tribunali per vederci riconosciute piene tutele e i diritti della subordinazione. 

Le piattaforme ci hanno dimezzato le paghe, firmando un accordo capestro con un sindacato di comodo che ha peggiorato le condizioni di tutti, mantenendo il cottimo e raggirando la legge che prevedeva l'introduzione di una paga oraria. 

Solo Just Eat Take Away per il momento ha fatto un passo indietro dichiarando che assumerà con un contratto di lavoro subordinato più di 3000 riders in tutta Italia a partire dal 2021 con l'introduzione di un compenso orario e il modello Scoober, che garantisce, ferie, malattia, permessi e TFR.

Uber Eats,  da canto suo, dopo qualche maldestra promessa e l'applicazione di un sistema di bonus temporanei, ha continuato a mantenere i salari bassi, non tornando ai livelli di prima. Anzi, in più di un'occasione ha licenziato senza motivo, togliendo l'accesso all'app dall'oggi al domani a molti lavoratori, con i quali non abbiamo altra scelta che procedere per via legale. 


Deliveroo e Glovo lo stesso, non hanno mai rialzato le paghe, ostinandosi a mantenere tariffe da fame e limitandosi a distribuire talvolta qualche sporadica indennità e rarissimi premi. Entrambe le compagnie tra l'altro hanno recentemente fatto registrare diversi problemi tecnici, non sempre corrisposti ad un rimborso adeguato ai lavoratori per i loro mancati guadagni. 


Ad oggi restiamo sprovvisti di un'indennità di cassa, nonostante ormai tutte le aziende abbiano attivato il servizio di pagamento in contante. Siamo tutt'ora in attesa di sottoscrivere il Protocollo anti-Covid su salute e sicurezza con le piattaforme benché la pandemia continui senza sosta e le restrizioni sociali ad alternarsi nei vari territori. 


Come rider protestiamo per ricordare ad Assodelivery che se esisteva un limite all'arroganza delle multinazionali, loro lo hanno superato tanto tempo fa, e noi, in quanto riconosciuti lavoratori a tutti gli effetti, non siamo minimamente disposti a cedere neppure di un millimetro rispetto alle richieste che facciamo e a quanto ci spetta di diritto. 

Il tempo delle attese è finito. Non siamo schiavi, siamo lavoratori. 

Basta precarietà e sfruttamento! Basta caporalato!

In quanto lavoratori essenziali, riteniamo essenziali i nostri diritti.

AVANTI RIDERS, VERSO TUTELE E DIRITTI, LA STRADA È NOSTRA!

lunedì 21 dicembre 2020

VERDI Brescia:Poltrone in cambio della restituzione alla Lega di una parte dello stipendio.

 💥 Poltrone in cambio della restituzione alla Lega di una parte dello stipendio. Versamenti al partito in cambio di nomine pubbliche.

Sarebbe questo il “sistema del 15%” venuto alla luce a seguito di un’inchiesta giornalistica da Il Fatto Quotidiano.

Europa Verde Brescia ha chiesto formalmente alla Regione Lombardia di istituire una commissione di inchiesta per fare luce su questi fatti.

👉http://verdi.it/sanita-lombarda-e-sistema-del-15-i-verdi-chiedono-commissione-dinchiesta/?fbclid=IwAR27Wk-HPwr13fXU-S_hs0U0UnzIKSVMQSGIJfhUC1wegP083gODREYInTQ

domenica 20 dicembre 2020

Da Cuggiono alle stelle.

 Semplicemente stupore. 

Di bravura, intelligenza, intraprendenza e da Cuggiono alle stelle.

Dal fb di Federico Picetti  ingegnere aerospaziale all'ESA

(ieri riordinavo l'archivio e l'avevo visto quasi 10 anni fa a un concerto a magenta con i Triciperatopi!) 

Così annuncia su fb

Finally is out! This is the music project we did with some friends and colleagues at ESA - European Space Agency: our version of Bohemian Rhapsody!

Ecco finalmente il video della nostra versione di Bohemian Rhapsody. Si parla del nostro lavoro, e ovviamente il piano é perfetto ;)


https://m.youtube.com/watch?v=T_LFsnK7LDg&feature=youtu.be



sabato 19 dicembre 2020

Bocciata la riforma sanitaria Lombarda

 Da Carlo Borghetti (cons. Reg. Lombardia) UDITE, UDITE!

È UNA BOMBA SUL SERVIZIO SANITARIO LOMBARDO, E QUASI NESSUNO NE PARLA...

Il 16 dicembre Agenas, l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari, ha chiuso la tanto attesa valutazione della riforma sanitaria di Maroni del 2015, BOCCIANDOLA, mettendo in seria discussione il modello lombardo così come concepito da Formigoni. E lo ha fatto sulla base di numeri e fatti, come spiega anche l’associazione dei dirigenti medici. Quante volte abbiamo detto in questi anni che la legge regionale 23/2015 non funzionava? C’è voluta una pandemìa... Ora il Ministero della Salute ha dato alla Regione 120 giorni per RIFARE la riforma, e riallineare il sistema lombardo alle regole nazionali che tutte le altre Regioni già rispettano. E quasi la notizia passa sotto silenzio... 


LPN-Coronavirus, Anaao-Assomed: Agenas boccia riforma Maroni e modello lombardo.


Milano, 18 dic. (LaPresse) - Il 16 dicembre Agenas, l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ha bocciato la riforma Maroni del 2015, mettendo in seria discussione il modello lombardo così come concepito da Formigoni.


Anaao-Assomed Lombardia, il più rappresentativo sindacato medico e della dirigenza sanitaria, ha da anni posto l'accento sulle criticità del sistema voluto da Formigoni e "riformato" da Maroni. "Nel corso di questi ultimi due anni, e da ultimo nel convegno 'Servizio sanitario regionale lombardo: una riforma da riformare?' del 28 ottobre scorso, l'associazione ha più volte dichiarato che il Servizio Sanitario Regionale lombardo non riesce a garantire prestazioni adeguate sul territorio - si legge in un a nota - in termini di presa in carico dei cronici, di appropriatezza delle prestazioni, di coordinamento tra ospedale e distretti, di programmazione e di controlli".


Dati confermati da Agenas che "con parole certamente più pacate ma non meno efficaci, certifica un sostanziale fallimento delle buone intenzioni della riforma di Maroni e addirittura affonda la lama su alcuni 'mantra' del sistema formigoniano, quali la separazione tra erogatori e programmatori, base per la concorrenza e la libera scelta dei cittadini", precisa la nota. "In particolare, quest'ultimo punto è una vera e propria bomba sulla presunta eccellenza del Sistema. Sono parole gentili per affermare che il privato, non adeguatamente programmato e controllato, tende a sviare le regole per centrare il core business sulle prestazioni più remunerative, lasciando ad altri, segnatamente al pubblico, le prestazioni magari più necessarie ma fonte più di debito che di guadagno. Certamente Regione Lombardia ha ampi spazi di miglioramento, speriamo lo faccia uscendo da una certa tendenza all'autoreferenzialità che cade di fronte a numeri e documenti fondati. Anaao-Assomed Lombardia resta a disposizione con competenze, professionalità e proposte concrete", è il commento di Stefano Magnone, segretario regionale Anaao-Assomed Lombardia

venerdì 18 dicembre 2020

CUB Strage di Pioltello nota all'ordine dei giornalisti

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

A seguito dell’ultima udienza del processo sul disastro ferroviario di Pioltello, dello scorso 16 dicembre, la CUB (CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE) denuncia con una lettera aperta all’Ordine dei Giornalisti

(Giuseppe Giulietti, Presidente Federazione Nazionale Stampa Italiana; Carlo Verna, Presidente Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti; Alessandro Galimberti, Presidente Ordine dei Giornalisti della Lombardia; Aidan White, Segretario Generale IFG - Federazione Internazionale dei Giornalisti) l’avvenuta violazione del diritto di cronaca.

A questo si aggiunge il grave rischio che vengano estromessi dal processo sul deragliamento in cui persero la vita 3 persone e vi furono decine di feriti, i Sindacati e le associazioni di difesa dei cittadini , che si sono costituiti parti civili.

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Pioltello, Lockdown e Diritti Costituzionali. Zona rossa anche per i diritti fondamentali? Il Diritto di Cronaca e di "pubblicità" del Processo non si tocca

Egregio Presidente

Ci appelliamo a Lei, nella Sua funzione di garante di quei diritti - acquisiti a duro prezzo nel nostro Paese - che stanno alla base di una libera informazione e che, a nostro parere, hanno subito una grave violazione.

Qui di seguito i fatti.
Nella giornata di mercoledì 16 dicembre, a Milano si è tenuta la seconda udienza per il disastro ferroviario di Pioltello. Quel 25 gennaio 2018, il deragliamento di un treno carico di pendolari, aveva portato alla morte di 3 persone e il ferimento di un’altra cinquantina. L'incidente aveva anche aperto una finestra sulle gravi indegne condizioni in cui quotidianamente si svolge il trasporto di decine di migliaia di pendolari nella "civilissima" Lombardia.
La gravità dell'incidente e l'eco che se n'era avuta ha portato le principali associazioni per la difesa dei cittadini (Codacons e Codici) e tutte le parti sindacali presenti nel settore del trasporto ferroviario a costituirsi come parti civili tra cui CUB, Orsa, Filt Cgil, Cgil Lombardia e Usb.

Questo processo, che conta tra gli imputati dirigenti, manager e tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) oltre alla società stessa che si occupa della manutenzione delle linee, ha come sede la nuova aula del Tribunale di Milano, recentemente allestita in Fiera.
Un luogo utilizzato per ospitare i maxi-processi con decine di parti in causa e garantire così le misure di sicurezza anti-Covid.
E difatti nell’udienza di ieri il silenzio intorno a quell’aula era assordante. Ma non solo per la vastità degli spazi, in grado di rispettare qualsiasi norma di distanziamento.
Piuttosto è stato assordante e sconcertante per ciò che accadeva all'interno dell'aula, dove i PM Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, insieme agli avvocati della difesa, hanno chiesto al Giudice di escludere dal processo le associazione per la difesa dei cittadini (Codacons e Codici) e tutte le parti sindacali, che si erano costituite come parti civili tra cui CUB, Orsa, Filt Cgil, Cgil Lombardia e Usb.
E come non bastasse, a sorpresa, il Giudice Anna Magelli, che presiedeva l'udienza, ha estromesso improvvisamente dall’Aula i giornalisti, obbligati ad attendere nell’androne e senza la possibilità effettiva di svolgere il proprio lavoro e cioè quello di informare l'opinione pubblica su un fatto così grave e così sentito dalla vasta area sociale dei cittadini pendolari i quali sono i primi fruitori ( e sostenitori paganti) del servizio ferroviario.

Tra i media erano presenti una troupe della RAI del Tg3, un giornalista di Radio Popolare, e due altri giornalisti di agenzia.
Malgrado il numero esiguo, il giudice ha comunque estromesso dall’udienza i giornalisti, impedendo loro l'esercizio di quella libera informazione garantita dalla nostra Costituzione.
Le chiediamo, Signor Presidente, se non intravvede i termini per intervenire a garanzia dell'esercizio fondamentale dei giornalisti di informare e del diritto dell'opinione pubblica ad essere informata.
Quell'opinione pubblica che era anche rappresentata, in un presidio fuori dall'Aula, oltre che dai Sindacati anche dalle associazioni che raccolgono i familiari delle vittime della strage di Viareggio rappresentati da 'Assemblea 29 giugno' e da 'Il mondo che vorrei'.

Nel mentre attendiamo fiduciosi la risposta del Giudice alla richiesta dei PM contro la costituzione come parti civili di Associazioni e Sindacati, con altrettanta fiducia chiediamo, nei termini che crederà più opportuni, un Suo intervento per ristabilire il diritto alla libera informazione su un processo che sarebbe una vergogna qualora dovesse svolgersi al riparo del controllo della libera informazione e dell'opinione pubblica.

Milano, 18 dicembre 2020 

Marcelo Amendola
Segretario nazionale CUB
Confederazione Unitaria di Base

Pioggia di fondi per "alcuni comuni". I sindaci scrivono al Pirellone

 La campagna elettorale con i soldi dei cittadini. Da ieri leggiamo di presunti miracoli, per fondi, spesso spropositati, per interventi locali e non sovracomunali. 

350mila euro circa per un centinaio di metri di pista ciclabile tra Corbetta e magenta, altri simili. 

Leggiamo dal fb di un Sindaco:

È successo. Ancora! 

Per la seconda volta nell’arco di pochi mesi il Consiglio regionale ha approvato degli ordini del giorno per finanziare interventi privi di interesse sovracomunale in alcuni comuni (piste ciclabili, rotatorie, parchi inclusivi, aree fitness, manutenzioni straordinarie a edifici pubblici) e senza un metodo trasparente. 

Insieme ad altri sindaci ho scritto al Presidente Fontana chiedendo alla Giunta regionale di non ratificare queste scelte  ma di destinare le stesse risorse a tutti gli enti locali attraverso criteri oggettivi o bandi pubblici.

I cittadini di xxxxxx non sono cittadini di serie B! Qualcuno dovrebbe e ricordarselo anche quando finisce la campagna elettorale!

giovedì 17 dicembre 2020

Milano. LA RISPOSTA A CONFINDUSTRIA

 Da fb. Cdnl e mim


"Penso che le persone siano un po' stanche della situazione e vorrebbero venirne fuori. Anche se qualcuno morirà, pazienza".

Questa la frase pronunciata qualche giorno fa dal Presidente di Confindustria Macerata Domenico Guzzini, poi travolto dalle polemiche social e costretto a dimettersi.

Ma in fondo Guzzini va ringraziato. Ha esplicitato, come aveva già fatto Bonometti in piena prima ondata il pensiero di molti industriali sulla situazione attuale: tutelare il profitto a discapito della salute.

Oggi, con 66.537 morti, di fronte al più grosso disastro dell'ultimo secolo dopo le due guerre mondiali, la Cdnl - Camera del Non lavoro ha deciso di rispondere per le rime a Confindustria.

Terremoto in Lombardia h. 16.58 del 17.12.2020

Forte scossa di terremoto in Lombardia e in particolare Milano pochi minuti fa, alle ore 16:59 di oggi pomeriggio. La scossa è stata avvertita in modo molto forte dalla popolazione. La scossa è stata di magnitudo 3.8 a 10.0km di profondità, con epicentro tra Corsico e Trezzano sul Naviglio. Boom di chiamate ai centralini di protezione civile e vigili del fuoco, tanta gente è scesa in strada impaurita. In corso verifiche su eventuali danni.

Fonte :http://www.meteoweb.eu/2020/12/terremoto-milano-oggi-epicentro-corsico-trezzano-sul-naviglio/1523034/

La Bolla Olimpica, Milano Cortina 2026 - Off Topic video

 Nell'ambito delle iniziative ecologia in università 

La Bolla Olimpica, Milano Cortina 2026 - 

Off Topic 

https://youtu.be/HfxNBaqxb5s



Su Google maps ora c'è la bici! Pro e contro

 Ne parla Gianfranco Mascia sul nuovo portale web https://ecologica.online/2020/12/16/lopzione-bicicletta-di-google-maps/

In questi giorni lo stiamo provando e come già emerso dai commenti on line, mancano i percorsi ciclabili. Però è indubbiamente un passo in avanti. 

Ricordiamo le direttive dell'Unione Europea che invitano e consigliano per i percorsi ciclabili il recupero delle strade vicinali e i. Terra battuta. Non come da italica predisposizione a nuove, costose, cementificazioni. 

Ora, è evidente a tutti che tra un comune e l'altro in provincia di Milano è più rapido e comodo il muoversi in bicicletta. 

Di Gianfranco Mascia 

Finalmente Google Maps ha introdotto l’opzione “in bici” anche in Italia, per chi volesse pianificare i propri percorsi ciclabili.

L’opzione “in bici” di Google Maps

Questa è una novità che molti stavano aspettando e che sui vari device (dagli smartphone ai computer) degli utenti italiani è diventata, senza alcun annuncio ufficiale, disponibile dal 10 dicembre.

Torna in mente l’annuncio che nel luglio scorso Google aveva pubblicato sul suo blog: in un articolo infatti comunicava miglioramenti in vista per i ciclisti a livello globale su Maps, senza specificare quando e in che nazione sarebbero stati implementati.

Il miglior percorso ciclabile

Dove già attive, le informazioni sui percorsi ciclabili – ora implementate anche per l’Italia – erano state notevolmente migliorate da Google in questi mesi, fornendo dati aggiornati sul miglior percorso ciclabile possibile, grazie a un mix che tiene conto di diversi aspetti: non solo immagini e dati forniti dalle autorità locali, ma anche implementazione del deep learning, l’apprendimento profondo che consente di realizzare mappe sempre più precise; insieme alle segnalazioni degli utenti stessi per avere su Google Maps una situazione sempre aggiornata sul miglior percorso da fare in bicicletta.

Quest’anno, dopo e durante la pandemia, le indicazioni stradali per ciclisti in Google Maps hanno assunto un’importanza sempre maggiore, come confermato nel blog ufficiale di Google: “Dieci anni fa, abbiamo introdotto le indicazioni stradali in bicicletta in Google Maps. Ora è disponibile in quasi 30 paesi in tutto il mondo e milioni di persone lo usano ogni giorno. Man mano che le abitudini in bicicletta cambiano, soprattutto con l’evoluzione di COVID-19, aggiorniamo costantemente queste informazioni per aiutarvi a scoprire il percorso ciclistico più affidabile”.

Liberati I pescatori di Mazara del Vallo

I pescatori di Mazara del Vallo, in stato di fermo un carcere in Libia, sotto la sorveglianza dei militari del generale Haftar, a breve torneranno a riabbracciare i loro familiari. 


La notizia è stata comunicata dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, volato a Bengasi insieme con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio per il passo conclusivo che porta alla liberazione”, dichiarano i portavoce nazionali messinesi del MoVimento 5 Stelle, Grazia D’Angelo Francesco D’Uva, Barbara Floridia, Antonella Papiro e Alessio Villarosa.

“Nonostante gli attacchi strumentali ricevuti dalle opposizioni, il nostro Governo ha risposto sul campo, concludendo una importante e delicata operazione di diplomazia attraverso la nostra intelligence”, 

L'albero di natale più bello di Milano

Dal fb del presidente del municipio 8 di Milano Simone Zambelli 

 Il premio dell'albero di Natale più bello di Milano lo vince lui. Vince l'albero in legno fatto dai ragazzi del Partizan Bonola  insieme a Gallab. La bellezza di Milano sta davvero nel protagonismo di chi la vive e se ne prende cura, nei gesti che costruiscono senso di Comunità. Per il Municipio 8 è un piacere e un onore contribuire alla realizzazione di queste azioni. Grazie di cuore. #municipio8 #natale2020 


#periferiasociale


mercoledì 16 dicembre 2020

Confindustria. Si è dimesso Guzzini

 Si è dimesso Domenico Guzzini (Confindustria). Aveva detto: “Riapriamo, se qualcuno morirà pazienza”

Domenico Guzzini, presidente di Confindustria Macerata finito ieri al centro di una bufera per aver affermato che “bisogna riaprire e anche se qualcuno morirà, pazienza”, ha rassegnato le dimissioni comunicandole ai soci dell’associazione degli imprenditori con una lettera: “Ho subito realizzato la gravità di quanto espresso e le mie scuse sono state tempestive e dettate da una profonda umiltà e senso civico”. 

VICENDA SEA. MA DI QUESTO NON SI PARLA

 Un debito di 452 milioni che grava sul Comune

di Dario Balotta

Le vicende tra Comune di Milano e le sue partecipate non sono mai chiari. Il caso di Sea è emblematico me per fortuna esiste la Corte di Giustizia della UE che difende gli interessi dei cittadini contro le manovre contabili di Palazzo.

Incredibilmente i grandi media di Milano e nazionali non hanno dato il giusto peso alla bocciatura del ricorso del Comune di Milano alla Corte di Giustizi della UE, cercheremo di farlo noi grazie ad Arcipelago che ancora una volta si mostra disponibile.

Se la Sea e il suo socio il Comune di Milano pensavano che la UE si dimenticasse di loro in realtà hanno sbagliato. La Corte di Giustizia Ue infatti, con la sentenza resa nota il 10 dicembre scorso, ha ricordato che con gli aiuti di Stato non si scherza. Ora la capogruppo Sea dovrà restituire, se non riuscirà a trovare un’altra scappatoia, l’aiuto ottenuto con gli interessi: 452 milioni di euro in totale.

Oltretutto alcune aziende private di servizi aeroportuali hanno chiesto il risarcimento dei danni per distorsione della concorrenza, di 91 milioni di euro. Inoltre il Comune di Milano potrebbe essere così chiamato anche a rispondere dei danni cagionati a F2i (fondo d’investimenti) che ha comprato il 44,9% di azioni sella società senza essere messo la corrente del rischio.

Infine questa decisione arriva nel momento peggiore per la Sea che sta fronteggiando un crollo del traffico e dei ricavi con costi fissi non comprimibili (ammortamenti, manutenzione ecc.) che porteranno a perdite di centinaia di milioni (secretate fino ad ora). Mentre ai costi che si potrebbero abbattere stipendi dei manager, uffici inutili e gonfiati e consulenze ancora non si mette mano.

Nel giro di un anno Sea è passata da gallina dalle uova d’oro del comune di Milano a gallina sterile e costosa. Ora gli azionisti (Comune di Milano 54,8% e F2i 44,9%) devono urgentemente riprogettare secondo logiche di mercato, la strategia aeroportuale ed il ruolo nei territori degli scali di Malpensa e Linate. A cominciare da un ricambio manageriale a tutti i livelli e remunerato per le loro capacità e competenze. Gli anni di strapagati manager di ex Confindustria, dell’Alitalia e di altri aeroporti (coevi alle scellerate ricapitalizzazioni), sono definitivamente chiusi.

Dopo la figuraccia del Comune di Milano il tempo è scaduto, il Sindaco, deve agire subito prima di essere costretto a ricapitalizzare la Sea (operazione impossibile con le casse svuotate dalla pandemia).

Tornando indietro al maggio 2013, in particolare al 22 maggio 2013, per ricordare che Adriano Leo, Presidente (oggi in pensione) delle terze sezione del TAR Lombardia, aveva cambiato l’ordinanza stabilita in camera di consiglio con i suoi due colleghi sul caso SEA Handling in merito agli aiuti di stato.

SEA a quel tempo rischiava una maximulta da 452 milioni di euro dall’Unione Europea che il TAR aveva bloccato, secondo i giudici “con un abuso di competenze senza precedenti”. Adriano Leo era stato condannato a due anni con l ’accusa di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici. Il pubblico ministero aveva spiegato che “Leo agì per favorire e avvantaggiare il Comune di Milano”.

Oggi sappiamo anche come è avvenuto questo abuso. Il primo marzo Silvia Bini, ex giudice del TAR che si trovava in camera di consiglio assieme al giudice Andriano Leo, aveva testimoniato davanti al tribunale di Milano riportando queste dichiarazioni del Leo: «Io sono il Presidente e faccio quello che voglio» sbattendo i pugni sul tavolo, dopo che noi gli avevamo fatto notare che non si poteva sospendere un provvedimento europeo”. oggi possiamo dare un giudizio su quella triste pagina di storia: la gestione “politica” dell’azienda è stata così intensa da arrivare a toccare anche il principio cardine di uno stato di diritto, l’indipendenza della magistratura.

SEA ha occultato per anni la grave crisi che stava passando, dovuta a una gestione consociativa, inefficiente e a scelte strategiche sbagliate, oltre a un’avversione ideologica a qualunque forma di concorrenza nel settore smistamento bagagli e servizi terra di Malpensa e di Linate. Invece che aprire il mercato per sette lungi anni si è pensato solo a ripianare i disavanzi dell’azienda con 360 milioni di euro di soldi pubblici.

Tutto questo è avvenuto nel silenzio del principale azionista della società: il Comune di Milano. Non c’è un solo colpevole in questa vicenda. Ma tutti i sindaci che si sono succeduti hanno avvallato una gestione lontana dalle esigenze di mercato ma assai corporativa con dirigenti superpagati. “Non ci dobbiamo dimenticare che su Malpensa è già stato fatto il più grande investimento aeroportuale italiano. Non più tardi di 20 anni fa nel territorio della brughiera furono spesi tremila miliardi di vecchie lire per Malpensa 2000.

Da allora, grazie ad una gestione aeroportuale e territoriale pessima (la spartizione degli incarichi è stata in mano di CL prima e della lega poi) nessuno degli obiettivi pubblici che lo Stato si era prefisso sono stati conseguiti.    Malpensa ha una capacità di 50 milioni di passeggeri, mentre quando lo scalo è nato, nel 2000, si prevedeva di raggiungere 30 milioni di passeggeri già nel 2006 mentre nel 2019 si è raggiunta quota 27 milioni grazie però alla chiusura di Linate per tre mesi.

Sempre per il 2006 le merci dovevano essere oltre un milione di tonnellate e nello scorso anno ci si è fermati sotto il mezzo milione. Anche gli obiettivi occupazionali sono stati raggiunti solo a metà. Molta occupazione è inoltre ai limiti della legalità e dello sfruttamento.

Ecco perché è assolutamente inutile ampliare oggi il terminal 1 come viene invece proposto ora con una maxi master plan. Malpensa è uno scalo sempre più low cost e sempre meno Hub intercontinentale. Linate è alla deriva nonostante il recente restyling. Non si spendono risorse per le compensazioni e mitigazioni ambientali che da tempo i comuni dei sedimi aeroportuali attendono. La pandemia sta facendo il resto.

lunedì 14 dicembre 2020

Sulle folle in centro città. Un po' di onestà intellettuale

 SENZA PELI.         Da fb R. B.                                                    Ci ho riflettuto se scrivere o meno questo post. Poi ho deciso di farlo. Secondo me ci arrabbiamo tanto con coloro che ieri hanno affollato Buenos Aires e altri corsi del centro perché siamo diventati troppo borghesi. Ricordo vividamente quando acquistare un cappotto o una giacca a vento o un paio di scarpe era per me molto complicato, quando ho potuto farlo soltanto grazie al welfare aziendale (che una volta esisteva): voucher dei grandi magazzini poi pagati a rate trattenute dallo stipendio. Quindi perché stupirsi se ieri pomeriggio le persone e le famiglie, oggi in gran parte impoverite, in particolare quelle del ceto medio con prole, sono andate a fare compere nei negozi del centro dove l’offerta è molto più vasta di altrove, la qualità più alta e oggigiorno i prezzi decisamente bassi? Non solo non mi stupisco ma comprendo. Insomma la città dei 15 minuti non è ancora realtà e in centro si trova di tutto, in periferia no. E non tutti possono fare lo  shopping il martedì mattina, intanto perché non tutti possono fare lo smart working, poi perché molti di coloro che lo fanno sono ultra controllati a distanza e se si assentano dalla postazione scattano sanzioni economiche e disciplinari. L’altra cosa che voglio ribadire è che non è uguale vivere i lockdown, più o meno duri, a prescindere dalle condizioni materiali e soprattutto abitative, assai disuguali in questa città come in tutte le grandi metropoli del mondo. Cosa si può dire a persone che appena possono escono di casa, vanno in Duomo oppure ciondolano e si assembrano davanti ai bar di periferia anche se le saracinesche sono chiuse, quando si conoscono le drammatiche condizioni economico sociali e le fragilità? Quando si sa che l’alternativa per loro è vivere in poco più di tuguri di 40/45 metri quadrati in cui vivono 5 o 6 persone con un minuscolo bagno? Lì, anche senza cenoni, il contagio è quasi assicurato, come peraltro lo è ancora violentemente nelle Rsa. Mi fermo qui. Riflettere prima di parlare, smettere di fare i gendarmi degli altri, specie se si vive in appartamenti o case indipendenti confortevoli, dove i 40/45 metri quadrati e più sono assicurati a testa, come la camera da letto e il bagno personali, il grande terrazzo o il giardino. 14 dicembre 2020

Suor Maria Assunta di quartoggiaro investita in bici

Una di quelle notizie che non vorresti mai leggere. Introduzione di Linda testo de la repubblica di Milano 

 Una martire per la pace. Ennesima vittima inerme di un sistema di trasporti assassino, fondato sull'auto privata che spadroneggia ovunque.  Era in bici a portare aiuto ai senzatetto. Lungo una strada che è più violenta e mortifera di un paese in guerra.

Si chiamava suor Maria Assunta Porcu, ma nei quartieri milanesi di Quarto Oggiaro e di Baggio la conoscevano come la suorina Assunta: sempre in giro, con la sua bicicletta, per portare cibo e aiuto ai più poveri. E' morta sabato pomeriggio, proprio mentre era in bicicletta, investita da un'auto mentre faceva il suo giro di aiuti. Era sul ponte di via Gian Battista Grassi, stava attraversando quando un'auto che viaggiava sulla corsia riservata ai tram l'ha presa in pieno.

Suor Maria Assunta viveva nelle case popolari di via Cittadini-Zoagli: apparteneva alla congregazione delle Piccole apostole di Gesù, era stata in Burundi a prestare la sua opera come missionaria, poi il trasferimento a Milano. Su Facebook l'assessore Pd di zona 8 Fabio Galesi scrive: "Ci sono persone che nel silenzio si spendono molto per il prossimo. Questa è la "suorina Assunta", così tutti la chiamavano dove viveva, nelle case popolari di Via Cittadini - Zoagli. Purtroppo è scomparsa ieri pomeriggio verso le ore 17.30. E' stata investita in bicicletta sul ponte di Via G.B. Grassi. Come tutte le sere si recava sotto al ponte per portare un pasto caldo al senzatetto che da anni vive lì. Nel ritornare a casa purtroppo una macchina l'ha investita. La suorina Assunta era una figura di riferimento del quartiere di Quarto Oggiaro, ma non solo, una persona devota nell'aiutare il prossimo".