Riceviamo e volentieri pubblichiamo dai Verdi di Busto Arsizio
ASSEMBLEA SOCI CONSORZIO ACCAM, 19 FEBBRAIO 2021
SI’ AI CICLI DI RACCOLTA PIU’ INTEGRATI E SOSTENIBILI, L’INCENERIMENTO E’ SOVRADIMENSIONATO IN LOMBARDIA
Nel bacino della pianura padana siamo sottomessi ad un fortissimo stress ambientale causato dagli accumuli di sostanze inquinanti, in terra come nelle acque ma soprattutto nell’aria. Obiettivi primari della pubblica amministrazione devono essere le azioni per ridurre drasticamente ogni fonte di inquinamento atmosferico, che sono anche causa dei gravissimi cambiamenti climatici, sia su scala globale ma anche quelli regionali, come ben conoscono i frequentatori delle nostre splendide montagne, sempre più verdi d’inverno e gialle in estate. L’inceneritore consortile di Accam, quello sorto nel 2001, ha visto il susseguirsi di numerosi scandali giudiziari, di arresti e di ingenti danni societari. Le ultime tre annate della società hanno definitivamente inferto ferite mai più rimarginabili, ma ancora restano irriducibili i tentativi di approfittare della credulità popolare, di confondere i cittadini dei ventisette comuni che paghino per servizi di qualità sempre più scadente. Le manovre della partitocrazia locale stanno cercando di tenere
in vita un impianto e una struttura societaria in assoluta decadenza, al solo fine esclusivo di coprire le malefatte
arrecate e di mantenere funzionante la dispendiosa macchina delle consulenze e degli appalti, incarichi gestiti in cambio di voti e di denaro facile.
Dal punto di vista economico gli inceneritori rappresentano un vantaggio solo per chi li costruisce e gestisce, non per i cittadini che possono solo limitarsi a pagarne le conseguenze ambientali e sanitarie, spesso ignari delle alternative esistenti. Soltanto la forte presa che la politica locale mantiene nelle comunicazioni, che mantiene silenti i malaffari interni, solo con questi stratagemmi questo ex-termovalorizzatore di Borsano potrebbe continuare: imbrogliando e nascondendo la verità. L’area nordoccidentale di Milano ha enormi problemi ambientali, un tessuto sociopolitico
ricchissimo, quello che vede il neoministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e il pluriassessore regionale
Raffaele Cattaneo, ora all’Ambiente e Clima. Eppure i loro partiti potrebbero porre fine alla vicenda tragica di questo
impianto ma proprio Raffaele Cattaneo accoglie con favore, dopo l’incontro del 4 febbraio con alcuni sindaci e con i
vertici di Accam, la rinascita di questo impianto superato, di questo consorzio fallimentare, di questo futuro
insostenibile: altro che la transizione ecologica del Governo Draghi, ma il solito assembramento di rapaci attorno ai
servizi essenziali e necessari!
Noi, gente dell’ambientalismo e per il benessere condiviso, Verdi di Busto Arsizio, invochiamo la chiusura concordata
di questo inceneritore. Chiediamo che la cittadinanza dei territori interessati sia consapevole delle resistenze opposte
al progresso ambientale ed economico innescato dalla transizione ecologica, quella che i Verdi praticano da decenni,
in questa ricerca relegati fuori dalle istituzioni perché troppo onesti e troppo severi contro le schiere degli affaristi e
della conservazione ottusa ed egoistica. Crediamo nella democrazia e nella trasparenza: chi teme di perdere l’affare Accam lo fa particolarmente per coprire i misfatti compiuti ed essere giudicato nelle opportune sedi, magari ripartendo
a sottomettere mezzo milione di persone nel controllo del ciclo dei rifiuti, già gestito in maniera disastrosa negli anni
recenti. Basta coi fuochi disordinati: troviamo la strada di consumare meno e meglio le scarse risorse disponibili !
Verdi Ecologisti Busto Arsizio