martedì 24 settembre 2013

una piazza da pazzi e ci mancava la vernice

(il titolo del post "una piazza da pazzi" trova origine dal fatto che la piazza 10 anni fa è stata progettata con cubetti di porfido in un modo, predisponendo aiuole e rientranze dei marciapiedi, ma poi gli eventi accorsi han portato a questo "pasticcio")

a volte poche semplici immagini rendono molto di più l'idea di bei discorsi ampollosi e a volte noiosi

sarà l'amor per il bello, ma ci son cose che continuo a non capire:
1. se metti i cubetti di porfido e per i passaggi pedonali metti delle lastre differenti. perchè dopo un po' di anni vengono pitturate come se fosse asfalto anonimo?
2. come si può sostituire il porfido col catrame? ok, è una corsa ai ripari, ma una piazza di 10 anni nemmeno... cosa ci fa pensare? che fu fatta con "superficialità"? alla meglio..
3. non entro nel merito della nuova suddivisione dei parcheggi, limitandomi ad osservare che il consiglio del Filosofo Ivan Illich, riportato pubblicamente più volte, non ha trovato "orecchie" interessate; vari cittadini chiedevano che una rastrelliera delle bici, fosse posizionata in piazza a fianco del gazebo del bar "red rats", oltre che per ovvie ragioni estetiche e di comodità per i ciclisti e clienti del bar; purtroppo è a 20 metri, davanti all'ingresso della banca e dopo un anno, quasi mai una bicicletta è li posizionata, mentre il muro della tabaccheria e le fioriere sono piene di bici appoggiate.
Illich, voleva mostrare il rapporto 1 a 12, per una macchina ci stanno 12 biciclette, e da li partiva col suo elogio della bicicletta (riedito da Einaudi)

l'ultima foto invece potremmo considerarla paradigmatica della crisi che politici e imprenditori hanno regalato all'Italia; come non son capaci di progettare un'aiuola e dopo averla costruita la demoliscono per rifarla, cosi anche per il ponte tra Boffalora e Bernate (un milione di euro per poi demolirlo, e vi aggiungo la beffa, del fatto che era l'unico ponte "nuovo" con la pista ciclabile..), come per i tracciati dell'alta velocità ferroviaria, per la gestione amministrativa, pensando ai "derivati finanziari" e ai danni lasciati nei bilanci.
come in piccolo cosi in grande, diceva il saggio, e come vedete a Ossona, non ci siam fatti mancare niente, dall'imprenditore irraggiungibile (scatola rossa) a quello che ci vede come nuova colonia e minaccia dai giornali il comune,(la crisi parte 1)  lo spreco di denaro pubblico per opere quantomeno discutibili che hanno subito degli aumenti a dir poco incredibili, se pensiamo ai 60 milioni di euro per la bonifica della cava san Giuseppe e per il tragitto relativo del tracciato ferroviario, se pensiamo a una inutile tangenziale di Ossona (magari la usassero visto che c'è!) che certo non è stata regalata da nessuno ma anzi ha minato ancor più il suolo agricolo.







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